“Il mondo moderno è pazzo, non tanto perché ammette l’anormalità, ma perché non sa ritrovare la normalità”. G.K. Chesterton, “Eugenetics and other evils”.
“Vuolsi così colà dove si puote dove si vuole, e più non dimandare”. Dante, Inferno III 95-96
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Lo chiameranno Miles, forse in onore di Miles Davis, chissà.
Come secondo nome suggerirei Audrey, che suona chic, o magari Paris, come la famosa ereditiera che ha consacrato l’esistenza ad onorare i consigli per gli acquisti. Del resto anche a loro piace tanto: quando Thomas ha saputo che Scott era incinto, non ha resistito alla gioia e ha fatto, racconta, quello che tutti i gay fanno quando sono eccitati – shopping!
A questo punto avrete forse cominciato a porvi qualche interrogativo in preda alla confusione. Niente, in confronto a quelli a cui dovrà rispondere il piccolo Miles, quando sarà abbastanza cresciuto da rendersi conto della perversa realtà in cui lo hanno calato. Perché arriva sempre un momento in cui l’ipocrisia deve fare i conti con la realtà.
Miles nascerà nel mese di febbraio, e a partorirlo sarà un trentenne californiano, Scott Moore. Scott in principio era Jessica. Nato donna, diviene presto consapevole della sua identità maschile e sceglie di sottoporsi ad un intervento di chirurgia per eliminare il seno. Non ha il denaro sufficiente per portare a termine la riassegnazione del sesso, e deve limitarsi ad una terapia ormonale a base di pillole.
Scott poi incontra Thomas, che prima era Laura. I due si innamorano e decidono di sposarsi. Della famiglia fanno parte anche i figli che Thomas ha avuto da una precedente relazione con una donna adesso scomparsa. Ma la coppia è decisa a coronare la loro unione con un figlio tutto suo.
Detto, fatto. Scott benedice il giorno in cui la sua assicurazione sanitaria non poté far scempio delle sue ovaie e diventa il secondo uomo incinto della storia.
Il primo era stato Thomas Beatie il quale, con la benedizione di Oprah Winfrey, un paio di anni fa aveva dato alla luce una bambina. Anche Beatie, all’anagrafe Tracy Langodino, aveva provvidenzialmente mantenuto il suo apparato riproduttivo (non si sa mai), del quale si servì allorché la moglie Nancy comprese di non poter restare incinta a seguito di una grave endometriosi. La fecondazione avvenne acquistando alcune fialette di sperma da una banca del seme. A proposito di shopping.
Questa volta invece ci ha pensato un amico di Scott, che ha generosamente messo a disposizione il suo seme per ingravidarlo.
Sembra dunque che il piccolo Miles avrà a disposizione due papà e una mamma. O forse due mamme e un papà. Oppure i papà sono tre?
Non sarà un problema, a quanto pare. Scott e Thomas, che stanno progettando un parto naturale (sic) presso l’ospedale della loro città, sono certi che il bambino sarà in grado di affrontare qualsiasi provocazione o molestia relativa ai suoi genitori.
“Ci siamo passati” ha dichiarato Thomas “mio figlio Logan ne ha già subite, ma ora a chi lo offende si limita a rispondere ‘Se tu hai problemi con i miei due padri, io non ne ho, quindi non mi ferisci’”.
Non è vero, Thomas.
Non è vero che non lo feriscono, ma a voi piace crederlo. E’ vero che non vuole essere ferito, e che non vuole ammettere di esserlo.
Ed è anche vero che non tutta la colpa è di quei bulli insensibili. La gran parte della responsabilità della sofferenza di Logan è vostra, tua, di Scott e del vostro disumano egoismo. Del vostro narcisismo. Dei vostri complessi, che vi fanno pretendere di avere quello non potreste – che non dovreste. Che vi induce a caricare i vostri figli della responsabilità di possedere e donarvi quella sicurezza che non appartiene a voi.
Il vostro non è il desiderio di un figlio, è il desiderio di avere un figlio. Di provare a voi e agli altri che è solo la volontà dell’individuo a contare, e al diavolo le conseguenze, le barriere, i giudizi.
Ma avere un figlio non è una sfida, non è un limite da superare, come non lo è la dignità di un essere umano che non chiede di venire al mondo e che, una volta arrivato, ha diritto ad una famiglia costituita da due figure fondamentali e complementari, il padre e la madre; ha bisogno di serenità e stabilità, e di crescere senza porsi interrogativi che quella stabilità e serenità vanno a distruggere. Soprattutto, quell’essere umano ha diritto alla possibilità di comprendere che non tutto ciò che vogliamo o possiamo è bene.
Scott e Thomas parlano di “parto naturale”. Ma cosa c’è di naturale nel parto di un individuo che è metà uomo e metà donna?
Una donna che dà alla luce un bambino attraverso l’amore per il suo uomo, questo è naturale. Un uomo e una donna è naturale. Un uomo e un uomo non è naturale, è diverso. Ma un uomo e un uomo che vogliano concepire un figlio non è naturale né diverso: è mostruoso.
Quella di Scott non è una gravidanza, ma un esperimento, non troppo differente da quello che i nazisti conducevano sulle cavie selezionate. Non si spargerà sangue, non si leveranno urla, ma è ugualmente violenza – contro Miles, la ragione umana e la legge di natura.
Contro Dio, se esiste.
Ed è questo il punto. Scott e i dottori compiacenti che hanno accettato di seguirlo in questo delirio sono accomunati dall’arroganza e dalla persuasione di potersi sostituire all’ordine che precede l’uomo e che conferisce senso alla sua esistenza. Il Mengele che è in loro arde dall’eccitazione fanatica di spostare il confine ancora un po’ più in là, nell’illusione di riuscire finalmente a controllare la forza da cui, a dispetto di tutti i loro vani tentativi, sono controllati.
L’uomo si sostituisce alla donna, lo scienziato subentra al Grande Demiurgo, entrambi non paghi di rappresentare una parte, ma posseduti dalla maligna fantasia di appropriarsi della capacità di creare, senza rendersi conto di perderla nell’istante stesso in cui la rincorrono.
Riprendiamo da dove avevamo interrotto? Scott si infila la panciera, si cosparge di crema all’acido ialuronico e poi, quando si sarà nuovamente stancato di Jessica e tornerà ad interpretare il ruolo del papà – una sgridata con la barba è sempre più efficace – sarà sufficiente riprendere la terapia ormonale. Anzi questa volta, con i soldi delle interviste, dei servizi fotografici e delle comparsate in tv, potrà finalmente rimuovere un utero ormai superfluo e diventare l’uomo che, seppure con qualche incertezza, si era ripromesso di essere.
Il piccolo Miles avrà già, suo malgrado, abdicato alla privacy. Il circo dei media gli si scatenerà attorno, per sincerarsi che goda di sana e robusta costituzione e fargli qualche domanda pruriginosa. Ma che importa, con ogni probabilità diventerà la star dell’ennesima edizione del Grande Fratello, guadagnando soldi e i sorrisi silenziosi e tartufeschi dei paladini dei diritti dell’infanzia.
E non si illudano, Scott e Thomas, di essere coraggiosi o migliori di altri, quando spacciano per acquisita una consapevolezza interiore, per afferrare la quale non esitano a strumentalizzare l’innocenza di una vita che nasce.
Almeno, non lo chiamino atto d’amore.
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Fonte: The Race for Iran http://www.raceforiran.com/ – 05-02-2010
Il nuovo segretario generale della Shanghai Cooperation Organization (SCO), Muratbek Sansyzbayevich Imanaliev, ha detto in una conferenza stampa a Pechino, all’inizio di questa settimana, che il conflitto in Afghanistan e l‘ampliamento dei membri della SCO, volto a includere l’Iran e il Pakistan, sono i temi in cima all’ordine del giorno della SCO nel 2010. Certo, questi problemi, probabilmente, domineranno la preparazione per il vertice annuale della SCO, che avrà luogo a Tashkent, in Uzbekistan, nella prossima estate.La SCO è stata fondata nel 2001 da sei membri originali: Russia e Cina, insieme con Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan. Formalmente la SCO è stata creata per istituzionalizzare la cooperazione, tra i soci fondatori, nella sicurezza dei confini, nell’antiterrorismo e nella lotta contro estremisti e l’attivismo separatista, come pure per la cooperazione economica. Più in generale, la SCO si è affermata come un fattore sempre più importante negli affari dell’Asia centrale, nelle relazioni sino-russe, e la formazione di una “coalizione” internazionale, liberamente organizzata intorno a Pechino e Mosca – in opposizione a quello che, i suoi membri, ritengono l’eccessivo unilateralismo degli Stati Uniti.
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di Andrea Perrone
Link: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=651

Alla Conferenza per la Sicurezza di Monaco il ministro della Esteri tedesco, Guido Westerwelle, propone la nascita di una forza armata congiunta
La Germania sostiene apertamente la creazione di un esercito europeo, ma al servizio della Nato.
Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle (nella foto), ha dichiarato che Berlino è pronta a sostenere un progetto a lungo termine per la nascita di un’armata europea, che aiuterà l’Ue nel suo ruolo ormai di rilevanza mondiale. Il piano sarà messo in atto in stretto rapporto e agli ordini dell’Alleanza Atlantica come voluto da Washington. Una strategia prospettata già nei giorni scorsi da due segretari di Stato americano, l’attuale Hillary Rodham Clinton, e l’ormai ex, ma ora a capo del gruppo di saggi della Nato, Madeleine Albright.
L’annuncio del titolare degli Esteri è stato dato alla Conferenza per la Sicurezza che si è tenuta sabato scorso a Monaco, durante l’incontro il ministro ha voluto sottolineare che con le nuove regole istituzionali, sancite dal Trattato di Lisbona, non siamo “alla fine ma, piuttosto all’inizio, di una politica di sicurezza e di difesa comune”. “Lo scopo del lungo termine è quello di stabilire un esercito europeo sotto il pieno controllo parlamentare”, ha proseguito il ministro tedesco, osservando che il suo governo “vuole proseguire lungo questo sentiero”.
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Articolo di Alessandro Derrù
Link: http://www.thereallife.it/wp/index.php/2009/11/18/la-forza-di-hamer/
Fra tutte le medicine cosiddette “alternative” che mi è capitato di esaminare, la Nuova Medicina Germanica è stata quella con il più difficile grado di comprensione. C’è voluto più di un anno per mettere a fuoco quello che avevo appena appreso, e questo anno non poteva che essere solo il cammino verso l’accesso ad un mondo apparentemente capovolto, ma logico e sensato più di ogni altro.
Vi faccio un esempio: sapete, è difficile camminare a testa in giù correttamente (persona A) mentre ci si accorge che tutti gli altri che camminano dritti (persona B), paradossalmente, sbagliano, creando attrito tra le due persone. Questo avviene non tanto per aver fatto scoperte relativamente importanti, ma quanto perché improvvisamente la comunicazione, fra due persone che camminano in modo diverso, si logora in modo irrimediabile. Non c’è ragione! Per ristabilire la comunicazione occorre essenzialmente che qualcuno dei due si uniformi al verso dell’altro. Ma a questo punto si presentano tre situazioni:
1) Le due persone continuano a camminare per il proprio verso
2) La persona B comincia a camminare a testa in giù
3) La persona A torna a camminare dritta
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Bure Baruta, La Polveriera di Goran Paskaljevic.
Per quelli che amano il bel Cinema e anche per quelli che non hanno capito un piffero dell’articolo di Massimo Mazzucco su Avatar.
Guardate questa scena, è una scena qualsiasi di un regista semisconosciuto in Italia, pensateci un attimo e poi ditevela da soli, (non ditelo a noi complottisti!) qual è la differenza fra un film d’ animazione (Avatar) e il cosidetto cinema d’Autore che cercavamo Mazzuco ed io di difendere.
Allora forse capirete cos’è l’imperialismo culturale al quale ci stiamo abituando con remissione.
Il protagonista in questa scena evidenzia come sia grave non conservare la memoria, non ricordarsi di niente, della guerra (il film è stato ultimato poco prima che la Serbia venisse bombardata dai criminali della Nato con il beneplacito della sinistra italiana) ed era in guerra in Kossovo. Dovremmo dire ora le stesse parole: stiamo distruggendo tutte le culture complesse e millenarie. Gli anglosassoni sono in guerra con mezzo pianeta e noi cretini lì, e dagli al mussulmano, dagli al rumeno, ai cinesi che ci rubano quella ricchezza che noi abbiamo sottratto loro per primi con guerrre economiche, al fosforo e all’uranio. Checcefrega a noi, noi stiamo bene no? L’importante é non sentire, l’importante é non vedere, l’importante é non pensare.
Mi vengono ancora i brividi al ricordo della voce di una donna palestinese che aveva perduto tutto, la casa, la famiglia, il marito e quattro figli, sotto le bombe israeliane a Gaza e implorava: “DOVE SIETE GENTE, DOVE SIETE MONDO, DOVE SIETE, NON VEDETE COSA CI STANNO FACENDO?” Noi non ci siamo accorti o forse ce ne siamo sbattuti altamente di questa israeliana e di tutte le guerre degli altri. A noi Italiani, gente di grande cuore, come a tutti gli europei, lo ripeto, stanno colonizzando le coscienze, il subconscio, come disse Wim Wenders.
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Link: http://www.archetipi.org/orfano
Gli Orfani sono bambini a cui è mancata la protezione e il nutrimento da parte dei genitori o addirittura hanno subito violenze fisiche o psichiche.
Quando l’Innocente cade e si fa male, si rialza e va avanti con rinnovata tenacia, l’Orfano, al contrario, ha una ulteriore dimostrazione che la vita è dolore.
L’Orfano si attiva ogni volta che siamo traditi o abbandonati dalle figure o situazioni su cui facciamo affidamento.
Se un insegnante è stato ingiusto con noi, se i nostri compagni di scuola ci hanno preso in giro, se gli amici hanno sparlato di noi alle nostre spalle, se l’uomo o la donna che ci promettevano eterno amore ci hanno lasciato, tutto questo ci allontana sempre più dal ricordo del Paradiso e ad un certo punto dimentichiamo di esserci mai stati.
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AGILE — ex EUTELIA
COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA !!!
E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di
OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:
AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega
Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l’ultima è Phonemedia
6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.
Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le
persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.
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Comunicato Stampa, 8 febbraio 2010
Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG, Germania)
A rischio la principale fonte di cibo dei poveri. “Chiediamo all’Europa di non approvare il riso OGM della Bayer”
Greenpeace video: www.youtube.com/watch?v=dsxFZ0rUCoM
La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer sollecita le Autorità Europee a rifiutare l’approvazione all’importazione del riso Liberty Link (LL62), prodotto da Bayer CropScience. Il riso LL62 è stato modificato con un gene che permette alle piante di resistere al glufosinato, un erbicida prodotto dalla Bayer con i marchi Basta e Liberty.
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di Stella Spinelli

Ogm sì, Ogm no. L’eterna lotta fra opposti schieramenti che si scontrano intorno a questi famosi sconosciuti organismi geneticamente modificati non ha colore politico, né partiti. “Dietro ci sono soltanto enormi interessi economici e probabili conseguenze sulla nostra salute, quindi prima di credere a quella o a quell’altra parte e prendere posizione, domandiamoci sempre: cosa e chi ha da guadagnarci?”. È così che Marina Mariani, agronoma, specializzata in Ogm, docente di legislazione e sicurezza alimentare al Politecnico del Commercio di Milano, ci spiega la complessa questione del transgenico, tornato alla ribalta delle cronache proprio in questi giorni grazie alla decisione del Consiglio di Stato di sollecitare risposte concrete alle richieste di quegli agricoltori che intendono coltivare mais Ogm. “E si tratta del tipo più pericoloso, il mais Mon 810, attenzione”, precisa la studiosa.
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L’ipotesi di Everett-Wheeler
ed Eugene Wigner
Un’ipotesi nota con il nome di Everett-Wheeler (dai suoi promotori, Hugh Everett e John Wheleer) postula che tutti i possibili esiti di un processo (nel caso del gatto di Schródinger, le due possibilità – “gatto morto”, “gatto vivo”) si verifichino effettivamente da qualche parte. Nel nostro universo verrà osservato solo un risultato (ad esempio “gatto vivo”), ma in un universo parallelo, sarà registrato quello opposto – “gatto morto”.
Ciò significherebbe che ogni qualvolta accade qualcosa, ci sono almeno due alternative, che si verificano in universi totalmente separati e sono registrate da osservatori che non potranno mai incontrarsi.
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Di Domenico: ci portò un falso ingegnere, poi candidato
Fonte: http://www.corriere.it/politica/10_febbraio_05/felice_cavallaro_di_pietro_il_viaggio_negli_usa_e546eb2c-1223-11df-b50d-00144f02aabe.shtml
Articolo di Felice Cavallaro
Il caso – L’ex segretario racconta il soggiorno tra Washington e Miami nel 2000
Di Pietro, il viaggio negli Usa e il mistero di quell’assegno
Di Domenico: ci portò un falso ingegnere, poi candidato
Da sinistra verso destra: Silvana Mura, Di Pietro, seminascosto Gino Bianchini e Sharon Talbott
ROMA — Di viaggi negli Stati Uniti Antonio Di Pietro ne avrà fatti tanti, ma di uno s’era dimenticato. Quello cominciato il 28 ottobre di dieci anni fa, l’anno del Giubileo. Quando partì per Washington con il suo più caro nemico, visto che si tratta dell’ostinato Mario Di Domenico, ex amico ed ex segretario dell’Idv, l’avvocato delle foto con Bruno Contrada, autore di un libro ancora in bozze, il tono del Saint Just lanciato contro il partito che con Di Pietro ha fondato e dal quale è stato espulso. È la ricostruzione di un viaggio oltreoceano a caccia di finanziamenti, circostanza che l’altra sera a Montecitorio proprio non ricordava Di Pietro: «In America con Di Domenico? Lo escluderei. Credo proprio di no…».
E invece che fa il legale abruzzese con la passione degli statuti medievali? Apre il suo cassetto senza fondo e tira fuori una foto in cui i due inseparabili nemici sorridono seduti su un divano del Ponte Vedra Beach Resort di Miami. E racconta: «Partimmo alla conquista dell’America, spinti dal signor Gino Bianchini, un falso ingegnere… ». Ecco un altro passaggio di quella caricatura di spy story che Di Pietro smonta con ironia, autodefinendosi «James Tonino Bond», ma bollando come un acrobatico grafologo il suo accusatore che ha perduto le 19 querele seguite a liti e veleni. La foto «americana » però c’è. Anzi, Di Domenico ne mostra diverse, tutte legate al viaggio che si comincia a preparare nei primi di ottobre, «quando la segreteria Idv a Busto Arsizio riceve una mail da parte di un tal ingegner Gino Bianchini, con un’intestazione intrigante, come se la comunicazione pervenisse dalle organizzazioni ecclesiastiche Vaticane: “Sanctuaryrome”».
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Link: http://www.disinformazione.it/riscaldamento_globale2.htm
Furio Stella – “EfferveScienza” inserto del mensile Biolcalenda, anno XX, nr. 2 – febbraio 2010, www.labiolca.it
Piccolo esperimento: chiudete gli occhi e pensate al «Riscaldamento Globale». Che cosa vi viene in mente? Se l’immagine che si sta formando nella vostra mente è quella di enormi ciminiere che buttano in cielo nuvoloni neri densi di fumo, avete risposto giusto. Sono, quelle, le stesse immagini che vengono utilizzate quotidianamente dalla vostra tv per accompagnare i notiziari sul «Global Warming». Ora, siccome quel che leggiamo o ci viene detto passa attraverso il vaglio della nostra coscienza critica, mentre le immagini no, la morale è semplice: che ci crediate o no, che ne siate consapevoli o no, state accettando completamente l’equazione «riscaldamento globale uguale opera dell’uomo». Che è quanto esattamente l’ortodossia scientifica – quella delle Nazioni Unite, di Al Gore, dei premi Nobel, di Kyoto e del recentissimo supervertice di Copenhagen – vi sta suggerendo.
Senza che questa verità ufficiale, questo paradigma scientifico, venga minimamente messo in discussione dai fatti.
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fonte movisol.org
La crisi del debito sovrano si allarga
4 febbraio 2010 (MoviSol)
Nonostante l’intervento della “mano invisibile” della BCE per salvare i titoli di stato greci il 25 gennaio, attraverso un acquisto da parte di banche private, la crisi del debito sovrano nell’Eurozona continua ad allargarsi. Un’ondata massiccia di speculazione investe i titoli greci, spagnoli, portoghesi e irlandesi, provocando un aumento quotidiano nel loro spread, considerato in relazione al rendimento delle obbligazioni di stato tedesche. Questo significa che aumenta il costo del rifinanziamento di quel debito. La Grecia è riuscita a collocare l’ultima emissione, ma solo offrendo un rendimento annuale del 6,2%. Il paese non può sostenere a lungo quei costi del debito.
Come nel 1992, quando George Soros guidò l’attacco speculativo contro la sterlina inglese e la lira italiana, gli speculatori scommettono al ribasso sulle obbligazioni greche, spagnole, portoghesi, irlandesi e italiane (il gruppo di paesi che i razzisti britannici chiamano “PIIGS”). Tutti questi paesi, salvo l’Italia, hanno un deficit tra 6 e 10 punti sopra il limite del 3% imposto dal trattato di Lisbona. È praticamente impossibile ridurre questi livelli, come viene invece richiesto dall’Unione Europea; farlo significherebbe ricorrere a prestiti dall’esterno, la cui emissione è vietata in condizioni normali per gli Stati Membri e per la BCE. Leggi il resto di questo articolo »
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Non c’ero e se c’ero dormivo, si dice così.
Lui non dormiva mica, però il Muro gli è sfuggito lo stesso. Non l’ha fatto apposta, è che non l’ha proprio visto, impegnato com’era a buttare giù idee e a mettere in ordine gli appunti con le proposte ad Abu Mazen. Avesse messo in ordine pure quelli sul discorso alla Knesset, forse ci avrebbe risparmiato perle come “Il nostro è un legame di fratellanza” o “Grazie di esistere”. Neanche fosse stato Ghedini. Invece era Benjamin Netanyahu, il quale ha dimostrato di gradire parecchio il rinnovamento delle promesse di sudditanza.
Silvio Berlusconi vede oltre il Muro. Immagina un Eretz Israel, e lo sogna addirittura membro dell’Unione Europea. In questa evocativa visione il Muro simbolo della segregazione del popolo palestinese è una specie di illusione ottica che tuttavia, una volta portata a termine, misurerà 709 chilometri di cui l’85% realizzati all’interno dei territori palestinesi, privati di preziose risorse agricole e idriche, e solo il 15% nel rispetto della Green Line, la linea di demarcazione tra Cisgiordania e Stato ebraico stabilita nel 1949.
Dopotutto siamo nell’era della lotta al terrorismo e per questo piccolo Stato indifeso, forte di sole due o trecento testate atomiche stoccate in totale segretezza e nella sovrana indifferenza dei trattati di non proliferazione nucleare, la sicurezza è una priorità. Vuoi mettere i micidiali razzi Qassam dei guerriglieri di Hamas? Ecco che il muro diventa una dolorosa necessità. Anzi – un legittimo impedimento.
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L’indagine è del Censis
fonte: rai news 24
Roma, 05-02-2010
Otto italiani su dieci si dicono favorevoli all’estensione del Servizio sanitario nazionale agli immigrati irregolari. E’ quanto emerge da un’indagine del Censis nella quale si rileva che piu’ dell’80 per cento degli italiani ritiene che anche gli immigrati irregolari debbano avere accesso ai servizi sanitari pubblici.
A volere la sanita’ pubblica anche per gli irregolari e’ l’86,1 per cento dei residenti al Sud, il 78,7 al Centro, il 78,4 al Nord-est e il 75,7 per cento al Nord-ovest. Dello stesso parere oltre l’85 per cento dei laureati, l’83,1 dei 30-44enni e piu’ dell’85 per cento dei residenti nelle citta’ con 30 mila-100mila abitanti.
E’ alta la quota dei favorevoli anche tra i piu’ cagionevoli di salute e quindi piu’ bisognosi di cure: l’83,9 per cento di chi dichiara di avere una salute pessima auspica un’offerta sanitaria pubblica estesa anche a clandestini e irregolari.
Perche’ garantire la sanita’ anche agli immigrati irregolari? Il 65,2 per cento degli intervistati dal Censis ritiene che la tutela della salute sia un diritto inviolabile, quindi curare tutti e’ un atto di solidarieta’ irrinunciabile. Una scelta valoriale che prevale in modo trasversale nel territorio nazionale e nel corpo sociale.
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Orthomolecular Medicine News Service, 5 Gennaio, 2009
Tradotto per www.disinformazione.it da Stefano Pravato
“Il mio medico non crede alle vitamine.”
Da quando la medicina si basa sulle credenze?
(OMNS, 5 Gennaio 2010) La letteratura medica ha praticamente ignorato 75 anni di rapporti medici e studi clinici e di laboratorio sul successo della terapia con grandi dosi di vitamina C.
Per avere successo, le dosi devono essere grandi, spesso 1.000 volte o più della RDA (dose giornaliera raccomandata) o della DRI (ingestione giornaliera di riferimento). Nella scienza medica il concetto che la grandezza della dose determini il risultato della terapia è una nozione basilare. Tale premessa convenzionalmente è accettata solo qualora si tratti di terapia con medicinali farmaceutici, ma non con le vitamine. La maggior parte delle ricerche che hanno fallito pur impiegando la vitamina C ha usato dosi inadeguate, troppo piccole, che non conducono quasi mai a risultati clinici.
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La Bayer, colosso farmaceutico tedesco dalla storia controversa, continua a produrre pesticidi contenenti agenti tossici di Classe 1, i più pericolosi secondo la classificazione OMS. La Coalizione contro i pericoli della Bayer si mobilita e chiede il ritiro immediato dal mercato dei prodotti più pericolosi.
La Coalizione contro i pericoli della Bayer (CBG) si mobilita per chiedere alla multinazionale di ritirare i pesticidi più pericolosi dal mercato mondiale. La Bayer, colosso farmaceutico tedesco, ha da molti anni in commercio pesticidi che nuocciono gravemente alla salute dell’uomo. All’interno di alcuni di essi sono presenti composti chimici di Classe 1, la categoria più pericolosa secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Leggi il resto di questo articolo »
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