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Libertà e rispetto
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Proteste contro UE

Riportiamo un’intervista rilasciata alcuni mesi addietro dall’antropologa Ida Magli dove il suo contenuto, alla luce degli ultimi avvenimenti ( dal disastro della Grecia alla crisi degli altri paesi del sud Europa) ritorna di drammatica attualità. Leggi il resto di questo articolo »

Articolo di Luciano Lago

immigrati-lampedusaGli ultimi episodi di cronaca verificatisi in Italia portano ancora una volta alla ribalta l’immigrazione di massa come un problema di stretta attualità con  le interpretazioni che di questo problema vengono fornite dalle varie forze politiche, dai media  e dagli ambienti culturali più influenti. 

Una cultura predominante vorrebbe l’accoglienza a tutti costi delle masse di diseredati che arrivano dall’Africa e da altri paesi (medio Oriente ed Asia) in cerca di prospettiva o che vedono l’Italia come un ambiente gradevole per insediarsi , visto la normativa altamente favorevole per loro e le complicazioni ed i costi che deriverebbero da eventuali provvedimenti di espulsione che non vengono mai eseguiti.

Questa cultura dell’ “accoglienza ad ogni costo” è quella propria soprattutto (ma non solo) della sinistra ben pensante che ha sempre predicato l’integrazione e che oggi opera per cambiar anche le leggi sulla cittadinanza passando dall “ Jus sanguinis” allo “ Jus soli”, nonché l’attribuzione dello status di profugo con gli evidenti vantaggi economici per l’immigrato. Di segno opposto è stata fino ad oggi l’opposizione di chi (la destra leghista) ha cercato di limitare il fenomeno (senza riuscire) soltanto sulla base di esigenze regionali di ordine pubblico ed ha sempre predicato la necessità di regole selettive per l’immigrazione  ( visto relazionato con lavoro, permessi di soggiorno e blocco dei clandestini). Leggi il resto di questo articolo »

  • Che il cervello fosse diviso in due parti con compiti, attitudini, predisposizioni diverse, lo sapevamo già.
  • Che le due parti devono collaborare fra di loro perchè una persona sia in equilibrio, anche.
  • Che è in fondo lo stesso equilibrio di una persona matura che ha, al suo interno, assimilato la parte paterna e materna dell’educazione (vedi E.Fromm: “L’arte di amare“), anche.
  • Che la parte destra fosse quella che percepisce le cose  nel loro insieme, che sente il tutto, mentre la sinistra è quella della analisi, della parola, della scrittura, anche (avevo un libro di arte, da giovane, “Disegnare con la parte destra del cervello“, cioè in maniera percettiva, olistica, sintetica, non analitica).

Insomma, tutta la Realtà che ci circonda sembra vivere di questa dualità di opposti che si attirano e complementano (alla faccia di chi vuol farci credere che due poli magnetici della stessa carica si attirano, e che questo sia naturale e normale: semplicente la Natura NON funziona così, inutile arrampicarsi sugli specchi a cercare di giustificare l’ingiustificabile.) Ma non è questo il punto.

Il punto è che quando senti queste cose dalla viva voce di chi le ha vissute, è tutta un’altra cosa. Vi propongo un video della serie “TED: ideas worth spreading” (idee che vale la pena di far circolare). Quello che impressiona, in questo video (20 minuti scarsi) è che a raccontare tutto questo sia una neurologa che, 8 anni prima, aveva vissuto un ictus alla parte sinistra del cervello, e quindi, da una posizione “privilegiata”, può raccontare la sua esperienza, conclusasi felicemente (ma all’inizio non si sapeva se sarebbe sopravvissuta, ed dovette ricominciare a parlare, come una bambina appena nata).  Un’esperienza tutta da ascoltare.



 

DI MARCO DELLA LUNA – Fonte: http://marcodellaluna.info/sito/2013/05/12/alla-ricerca-della-liquidita-perduta/Mm

Il sistema-paese soffre di arretratezza tecnologica e infrastrutturale, di inefficienza e dispendiosità della macchina amministrativa, di lentezza e corruzione di quella giudiziaria, di costi elevati di una politica e di una burocrazia ampiamente parassitarie, per non parlare dell’influenza istituzionale della criminalità organizzata e, ovviamente, della insostenibile pressione fiscale.
Il male di fondo, che toglie i mezzi anche per affrontare gli altri mali, e da cui direttamente dipendono insolvenze, fallimenti, licenziamenti, crollo di speranza, investimenti e consumi, è però un altro, ossia la carenza di mezzi monetari, il costo eccessivo (rispetto ai paesi competitori) del denaro, le difficoltà ad ottenere credito. Leggi il resto di questo articolo »

Nel libro scritto a  4 mani con Monia Benini (“Risvegliàti: e adesso cosa facciamo?) abbiamo inserito alcune conseguenze negative del meccanismo di produzione della moneta così come è oggi. Di fatto, l’esistenza di una ristretta minoranza di individui, che con la creazione del denaro acquisisce un potere enorme, fa sì che, proprio per mantenere lo status quo, questa minoranza cerchi di influenzare (e ci riesce benissimo) altri settori della società,dalla medicina all’informazione, dalla scienza all’istruzione, dagli studi di economia politica alla promozione (o cancellazione) di tecnologie per la produzione di energie, ecc.

E tutto sommato sono convinto che il mercato sia così “drogato” dall’esistenza di questi interessi forti (che non hanno alcun limite nella disponibilità di liquidità) al punto che i loro effetti si riverberano su ogni aspetto della nostra società. Come ben spiegato in questa lunga intervista a Nando Ioppolo, esiste una sotrta di “sistema unico di pensiero” che promuove una serie di falsità auto-sorreggentesi una con l’altra, e per impedire che il sistema corrente di pensiero sia messo in discussione deve stare attento ad ogni dettaglio, in ogni settore della società, finanche alla cultura, al costume, lo sport.

Con il cantante del gruppo padovano Piccola Bottega Baltazar (già scritti alcuni post, qui,  qui qui) Giorgio Gobbo,gobbo scherzavo sul fatto che lui avesse imitato Alan Sorrenti (il famoso “figlio delle stelle“) e lui mi faceva notare che questo cantante, prima di diventare famoso con un pezzo tutto sommato molto “leggero“, aveva prodotto musica impegnata, cosiddetta underground, in lavori precedenti (ovviamente senza alcun successo!). In particolare Giorgio mi segnalava questo articolo che si conclude con queste – almeno per me – illuminanti parole:

Fallito il sogno della rivoluzione e dell’uguaglianza sociale, non rimaneva che cercare di sovvertire le proprie vite nelle discoteche, in cui l’identità quotidiana di ognuno poteva eclissarsi. “Avvolti dalle ombre”, l’operaio e la figlia dell’avvocato potevano incontrarsi, stare “silenziosamente insieme” e amarsi: annullate magicamente le differenze di classe nella notte disco, ognuno può credersi figlio delle stelle, anche nel senso delle star, per un incontro fuggevole in cui però “io non cerco di cambiarti”, dato che “so che non potrò fermarti” e al termine del quale “tu per la tua strada vai”. L’essenza della disco è tutta qui: sogno di benessere materiale, disinvoltura sessuale, edonismo almeno per una notte per fuggire dal grigio immutabile della vita di giorno. Forse non a caso, Figli delle stelle sarebbe uscito dalla Top ten solo dopo l’approvazione della legge sull’aborto:serendipità?

sorrenti

Quindi la promozione o l’occultamento di alcuni brani, alcuni autori sarebbe sottomessa ad una valutazione di opportunità, di potenziale pericolosità per i poteri forti? Lo sostiene anche David Icke, quando dice che il potere immenso che deriva dalla proprietà del denaro e dalla possibilità di finanziare questo o quel progetto, estende i suoi tentacoli anche in aspetti apparentemente secondari, come le canzonette,decidendo chi far trionfare e chi tenere nell’ombra, chi avrà successo e venderà milioni di copie e chi invece non avrà neanche la possibilità di farsi notare. Anche Sandy Marton, il biondo dai capelli lunghi con la tastiera a tracolla, aveva raccontato in un’intervista che aveva provato per anni a sfondare con musica impegnata… poi, d’improvviso, il successo inaspettato, enorme, travolgente, con un brano orecchiabile, sì, ma assolutamente scialbo come “People from Ibiza“.

 

Ecco perchè le regole del gioco vanno cambiate. E noi, pionieri in questa battaglia, dobbiamo avere pazienza con i nostri vicini e spiegare, senza fretta, ma con insistenza, quali sono i motivi (innumerevoli ormai) per cui questa è una buona battaglia ed è bene che anche loro si uniscano a noi. Perchè nessuno può chiamarsi fuori e dirsi non interessato. Ci siamo tutti dentro, che lo vogliamo o no.

 

Marra – Fonte: servizi segreti deviati attaccano la mia campagna a Sindaco di Roma abusando, come arma, della solita Tommasi (ormai un automa), su mandato di ambienti governativi deviati e bilderberg.

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Sembra apparentemente lo scherzo di uno dei purtroppo non pochi insensati che popolano la rete, ma non è così.

Del resto, quando è notorio che i presidenti del consiglio (osserva le minuscole) li nomina ormai d’abitudine il circolo criminale bilderberg con il silenzio\assenso della magistratura, diventa tutto possibile.

Nonostante ciò, il terrore che la politica e i media stanno manifestando di avere di me è stupido.

La cosca mediatica (repubblica, corriere, messaggero ecc.) fa infatti di tutto perché nessuno si accorga che sono candidato a Sindaco di Roma, e ne parla solo per citarmi in qualche sondaggio falso dove dice che avrei percentuali da prefisso telefonico, quando invece sanno bene che le nove liste civiche che mi sostengono hanno già avuto in passato oltre il 3%, e temono che, se riesco a legarle in un unico progetto politico, possano giungere a percentuali non si sa quanto più elevate.

Evento che li terrorizza perché causerebbe il confluire su di me delle migliaia di gruppi anti-signoraggio figli del mio documento sul signoraggio del 1.1.2007, che ho divulgato ovunque, e dei miei video. Leggi il resto di questo articolo »

7.5.13 – di Gianni Lannes –  Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/05/ecco-chi-ha-ucciso-aldo-moro.html

Roma, via Caetani, 9 maggio 1978 – il ritrovamento del corpo di Aldo Moro appena ucciso!

di Gianni Lannes
In Italia qualcuno se n’è accorto? O meglio a qualcuno interessano democrazia, libertà e indipendenza politica? Steve Pieczenik inviato in missione da Washington, dopo 30 anni ha vuotato il sacco:
«Ho messo in atto la manipolazione strategica che ha portato alla morte di Aldo Moro al fine di stabilizzare la situazione dell’Italia. I brigatisti avrebbero potuto cercare di condizionarmi dicendo “o soddisfate le nostre richieste e lo uccidiamo”. Ma la mia  strategia era “No, non è così che funziona, sono io a decidere che dovete ucciderlo a vostre spese”. Mi aspettavo che si rendessero conto dell’errore che stavano commettendo e che liberassero Moro, mossa che avrebbe fatto fallire il mio piano. Fino alla fine ho avuto paura che liberassero Moro. E questa sarebbe stata una grossa vittoria per loro».
 
lo statista Aldo Moro ed il criminale del Bilderberg Group Henry Kissinger

John Ralston SoulIntervista a  John Ralston Saul

Fonte: http://homozapping.com.mx/2013/03/las-elites-comienzan-a-tener-miedo-entrevista-con-john-ralston/

Liberamente tradotto da  Luciano Lago

Tratto da una intervista realizzata recentemente a Città el Messico da Daniel Barron.

  John Ralston Saul, è un saggista e filosofo canadese il quale è stato qualificato dalla rivista “Time”  come un “profeta” per aver previsto il collasso del sistema finanziario dalla fine degli anni ’90, è stato recentemente in Messico dove ha fatto un altro dei suoi clamorosi annunci che fanno digrignare i denti a governanti ed ai poteri forti: “la globalizzazione ha fallito.” Nel suo recente libro pubblicato  “Il collasso della globalizzazione e la reinvenzione del mondo”,  descrive con freddezza analitica della fine di tutta un’epoca.

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Daniel Barron: quali sono le cause del fallimento della globalizzazione?

John Ralston Saul: ci fu una grave crisi negli anni settanta, vi fu un gruppo di gente che prelevò  le idee inglesi del secolo XIX: libero mercato, deregolamentazione  e vollero renderle moderne.

Cuando  avvenne poi la crisi  le lasciarono indietro e negli anni 80 le ripresero. Tuttavia non furono mai idee brillanti e tutto iniziò a succedere negli anni novanta. Si potevano vedere una serie di falle, l’economia asiatica decadde, ci furono crisi in Latinoamerica e tutto iniziò a precipitare. Inoltre  già per l’anno 2.000 queste idee erano finite. L’elemento che era veramente rivoluzionario nella globalizzazione fu che si andava a considerare tutta la civilizzazione dal punto di vista dell’economia.

In quel modo di pensare vi era lo sbaglio fondamentale:  un analista  non può spiegare una società per mezzo esclusivo dell’economia, la società si serve piuttosto dell’economia. Quello che è risultato più difficile fu il trattare con le differenze fra i paesi, così che la crisi in Messico degli anni ’80 e ’90 fu dovuta a questa presunzione che  può applicarsi una sola teoria, una teoria internazionale a tutti i paesi. Nonostante che ogni paese abbia una sua lingua, culture diverse, esperienze difformi, un paese dispone del petrolio, un altro del gas, altri paesi non hanno risorse, alcuni hanno un certo clima e altri diverse caratteristiche  Ed i teorici del neoliberismo mondialista applicarono questa stessa teoria in tutte la parti del mondo, come se non ci fosse una civilizzazione regionale e sembra evidente che questo non poteva funzionare. Abbiamo avuto una gigantesca crisi alcuni anni fa (2008) e cosa è successo? Nessuno di questi analisti ha perso il suo posto, nessuno è finito in carcere ed attualmente le stesse persone che non hanno riconosciuto il fallimento delle teorie sono rimaste nei medesimi posti ed applicano le stesse teorie, le stesse idee, nonostante già sappiamo che non funzionano.

DB: Questo è un fallimento della globalizzazione o del capitalismo?

JRS : Per centinaia d’anni abbiamo avuto forme di capitalismo, questo fallimento ha avuto a che vedere con l’idea che l’economia aveva la possibilità di dirigere i processi, quelli per i quali i muri cadono , quelli per cui tutto si va a muovere senza che importasse dove andava  a vivere la gente perché non rimaneva alcun centro  e quindi, senza dirlo apertamente, stavano suggerendo che la democrazia non era importante perché dopotutto, se non è importante di dove tu sei cittadino, allora non c’è democrazia. La democrazia ha qualche cosa a che vedere con la cittadinanza, se tu vivi a Città del Messico, o a Puebla, allora hai la responsabilità come cittadino colà, non si tratta di nazionalismo, è la responsabilità di appartenenza ad una nazione.

DB: Lei dice nel suo libro che, con il fallimento della globalizzazione,il mondo si ricompone nei nazionalismi.  Lei vede una differenza tra nazionalismo positivo e negativo? In che consistono quelli positivi?

JHR : di là torniamo alla pertinenza ed alla cultura. Il nazionalismo positivo consiste nel sapere che sei nato in una qualche parte, che vivi da qualche parte, i tuoi figli nascono là e quindi vai ad avere responsabilità ed obblighi come cittadino, dovrai esercitare il tuo proprio ruolo e pensare con l’educazione per il bene pubblico, la salute pubblica, se le strade sono sicure. Devi avere un impegno come cittadino e dovrai essere orgoglioso di questo perché hai una cultura e la gente prende il suo posto nella cultura, tutto questo è parte delle responsabilità come cittadino, tutto questo è nazionalismo positivo. Il nazionalismo negativo è quello del populismo a basso prezzo, il razzismo, la poca partecipazione della gente, questo ha causato molte guerre,  riepilogando la frase tipica di questo è: “ io sono meglio di voi”. Questo nazionalismo è la risposta classica al fallimento della globalizzazione.

DB : Dove si nota di più il fallimento della globalizzazione?   – (segue)

Moneta Sovrana Nazionale Siriana

Moneta nazionale e Sovrana. Non conosce il signoraggio, tiene lontana gli usurai e sopratutto è emessa dalla Banca Centrale Siriana Statale. In più ti concede il mutuo sociale della tua dignità.

Gli altri paesi con Banca centrale nazionale e moneta sovrana sono Iran e Corea del Nord. La Libia è stata azzerata nella sua determinazione di ottenere la sovranità e l’autodeterminazione del suo popolo, ma prima della guerra voleva emettere un dinaro d’oro di stato, dopo la guerra la sua banca centrale è stata completamente privatizzata, in particolare a BNP Paribas che aveva già una piccola quota dal 2007, ma evidentemente alla Francia non bastava, così come è stata privatizzata o è privatizzanda l’acqua, e l’acquedotto che aveva costruito Gheddafi, e lo dico a occhi chiusi, senza neanche fare la ricerca, privatizzanda o privatizzata a Suez Gaz de France. L’Ungheria è sotto controllo stretto e forse presto penalizzata dall’UE che vuole toglierle il voto al Consiglio, per le modifiche apportate alla Costituzione nel senso di un controllo governativo sulla sua banca centrale. L’Irak voleva vendere il petrolio in euro. Il petrolio è controllato dagli stampatori di moneta. Sono gli stessi che controllano la Federal Reserve, la maggior parte delle banche centrali mondiali, la Bank of England, il cartello del petrolio e della chimica/farmaceutica. Di cosa ancora avete bisogno per capire le vere poste in gioco nelle cosiddette rivoluzioni colorate, nelle guerre in Medio Oriente, negli scandali a sfondo sessuale di capetti scomodi e imbizzarriti rispetto al NOM?
N. Forcheri

Fonte: LO STATO ITALIANO NON HA PAGATO DECINE DI MILIARDI DI CONTRIBUTI AI DIPENDENTI PUBBLICI E ORA L’INPS STA PER FALLIRE.

domenica 12 maggio 2013

Lo stato italiano non ha versato per anni i contributi pensionistici ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni e quindi li ha fatti confluire nell’Inps, ponendoli a carico di coloro che la sventura pose a lavorare nel comparto produttivo. Il presidente dell’Inps, Mastropasqua,  ha confermato che l’ente ha quasi terminato le sue disponibilità: in breve sarà illiquido e a sostegno del suo allarme, ha citato la Relazione della Corte dei Conti sul bilancio preventivo 2012 da cui emerge chiaramente che la fusione con Inpdap ed Enpals operata all’inizio del 2012 si è rivelata una pillola avvelenata per i conti dell’Inps: “il patrimonio netto … è sufficiente a sostenere una perdita per non oltre tre esercizi”. – scrive l’alta Corte.

Ma la Corte dei Conti non si ferma all’allarme di bilancio. Infatti, scrive: «Questo, a causa della fusione Inpdap-Inps, ovvero l’ente previdenziale dei dipendenti pubblici con la previdenza privata. Una fusione voluta dalla manovra del governo Monti denominata Salva-Italia del 2011, che non ha cancellato il buco di 23 miliardi di euro, equivalente al debito che lo Stato ha nei confronti dei contributi previdenziali per i suoi dipendenti. Buco che ora grava nelle casse del Superinps, con il rischio di non riuscir più a pagare le pensioni per i prossimi anni se non verranno fati interventi a carattere urgente per risanare i conti.» Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=FYIuaDI2czk#! Pubblicato in data 16/feb/2013
Denunciata in diretta la TRUFFA del DEBITO PUBBLICO delle TASSE e degli INTERESSI SULLA MONETA. Ernesto Melappioni candidato consigliere alla Regione Lazio per PINO STRANO PRESIDENTE si incazza in diretta e svela gli altarini del sistema politico asservito ai poteri forti, dichiarando che tutti i partiti e movimenti politici che legittimano il Debito Pubblico sono al servizio del Sistema Bancario Internazionale che ha usurpato la Sovranità Monetaria allo Stato Italiano.

Vengono anche denunciate le modalità del TRUCCO che obbligano lo Stato a privarsi dei beni dei cittadini per regalarli alle solite entità collegate con i poteri forti privati che detengono l’emissione monetaria e la gestiscono fuori da qualsiasi logica democratica.

Nell’intervista viene evidenziato anche come questi movimenti politici – apparentemente nuovi – abbiano già programmato come sfruttare le istituzioni per fare profitti privati a discapito dello Stato Sociale e dei contribuenti danneggiando i servizi sociali primari: Istruzione, Sanità, Giustizia, Sicurezza, Previdenza Sociale, Comunicazione, Informazione ecc ecc.

RETE DEI CITTADINI è presente alle Regionali del Lazio 2013 ma il sistema sta oscurando questo movimento politico costituito da reali cittadini che dicono cose scomode. RETE DEI CITTADINI ha denunciato l’AGCOM ed il CORECOM per non avergli garantito la PAR CONDICIO impedendogli una paritetica partecipazione ai media televisivi.

Aiuta RETE DEI CITTADINI ad essere visibile – condividi questo video il più possibile.

Elezioni 2013 – Scheda Verde Regionali – Barrare entrambi i loghi di RETE DEI CITTADINI e se vuoi inserisci una preferenza per il candidato consigliere (solo cognome).

Fonte: http://www.tempi.it

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Maggio 9, 2013 Leone Grotti

«C’è ancora il diritto di manifestare in Francia?». A Hérouville-Saint-Clair la polizia colpisce anche una disabile, che ha filmato tutta la scena

francia-manif-poliziaIn Francia c’è ancora il diritto di manifestare? È la domanda che pone un comunicato della Manif Pour Tous raccontando quanto avvenuto il 6 maggio a Hérouville-Saint-Clair, comune di 22 mila abitanti nella Bassa Normandia. Qui un piccolo gruppo della Manif era stato autorizzato a manifestare dalla prefettura contro la legge su matrimonio e adozione gay in occasione della visita del ministro delegato alla Riuscita educativa George Pau-Langevin.

MEGAFONO VIETATO. Quando sono arrivati sul posto, però, i manifestanti sono stati allontanati dalla polizia rispetto al luogo prestabilito per la protesta. Alla responsabile è stato impedito di usare anche il megafono, sotto minaccia di portarla in commissariato. Chi ha protestato è stato bloccato fisicamente, uno di loro è stato anche buttato a terra.

 

 VIETATO FILMARE. La scena è stata filmata da una donna, portatrice di handicap. Per impedirle di filmare, la polizia l’ha colpita alla schiena causandole una incapacità temporanea totale di muoversi per 10 giorni. Il prefetto, che era presente, non è intervenuto.

LIBERTÀ DI ESPRESSIONE. «Chi potevano mettere in pericolo i manifestanti con i loro fischietti e il loro megafono?», chiede il comunicato della Manif. «La sicurezza del ministro era davvero minacciata? Perché questa reazione sproporzionata da parte delle forze dell’ordine? (…) Tutto questo porta a pensare che la libertà di espressione sia diventata un concetto molto flessibile» nella Francia di Francois Hollande.
@LeoneGrotti

 

Fonte: http://www.losai.eu/londra-rifiuta-le-basi-agli-usa-contro-liran/

- di Ferdinando Calda – www.rinascita.eu

 

Londra ha respinto la richiesta di Washington di poter usare basi militari britanniche per eventuali azioni contro l’Iran, sostenendo che un attacco preventivo contro Teheran sarebbe una violazione delle leggi internazionali, dato che la Repubblica Islamica non rappresenta al momento una “minaccia chiara e immediata”. Lo scrive il Guardian citando fonti del governo britannico. Secondo il quotidiano, Washington aveva chiesto di poter utilizzare le basi britanniche a Cipro, nell’isola di Ascensione – che si trova nel mezzo dell’Atlantico – e di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano. Londra avrebbe quindi chiesto un parere legale alla Procura generale, circolato poi a Downing Street, al Foreign Office e al ministero della Difesa. “La Gran Bretagna violerebbe il diritto internazionale se aiutasse quello che equivale a un attacco preventivo contro l’Iran”, ha detto un alto funzionario britannico al Guardian, secondo il quale “il governo ha usato questo (argomento) per respingere le richieste statunitensi”.
Altre fonti hanno sottolineato che quella degli Usa non è stata una richiesta formale, e non sarebbe neanche un segnale di un conflitto imminente. Piuttosto si tratterebbe di un tentativo di sondare la posizione del governo britannico. E la risposta deve essere stata un fulmine a ciel sereno per Washington. “Credo che gli Stati Uniti siano rimasti sorpresi che i ministri (britannici) siano stati riluttanti a fornire garanzie in anticipo su questo tipo di assistenza”, ha dichiarato una fonte, spiegando: “Si aspettavano resistenze da parte dei Liberal democratici, ma questa è venuta anche dai Conservatori”. Leggi il resto di questo articolo »

Dopo Afghanisthan, Iraq,  Gaza, Libia, Somalia, Mali, Siria, Nigeria, Costa d’Avorio, Sudan e Congo ecco l’attacco alla Tunisia. Quando tutto il Nord Africa sarà destabilizzato sarà la volta dell’Italia e degli altri paesi mediterranei  cristiani? Sembra il copione conosciuto e declamato da decenni.  Il Nuovo Ordine Mondiale non ha più tempo per aspettare. ndr

Saif bin Qeder Tunisie-Secret  trovato su SitoAurora, Traduzione di A Lattanzio

Lo scontro tra terroristi tunisini ed esercito algerino al confine. Altri scontri tra terroristi ed esercito tunisino nel Jebel Shambi. Saif bin Qeder torna su questi gravissimi eventi che annunciano un futuro pericoloso e la fine del governo tunisino.

armé1I fatti del Jebel Shambi non possono essere trascurati, come vorrebbe Sua Eccellenza il Capo del non Governo nella sua nota informativa, avendo registrato il dodicesimo ferito in questa gravissima aggressione del terrorismo sul nostro suolo. Se si guarda da vicino, ma non troppo vicino ché ho già le vertigini, i fatti si rivelano molto più gravi di un semplice errore tecnico o mancanza di reattività o  coordinamento. Si tratta infatti di uno Stato destrutturato a diversi livelli, che probabilmente sarebbe entrato nello stadio terminale, in procinto di cedere il proprio territorio e ciò che rimane della sovranità. Dite che forse sono eccessivo, forse, ma vi invito a rivedere quello che vedo in questi eventi.

Dal lato del commando terrorista
Quello che possiamo constatare in una prima valutazione, tracciando il numero di mine piazzate e il loro aspetto, si può facilmente dedurre l’importanza logistica di cui i membri di questo gruppo hanno goduto nel poter trasportare questa quantità di mine, dato il peso e i volumi differenti delle mine antiuomo e di quelle anticarro (entrambi i tipi sono stati individuati), oltre al numero di combattenti nell’intera missione, che si stima presenti a decine.
Il tempo impiegato per farli spostare e mimetizzare sul terreno è notevole, svelando una completa assenza di capacità di monitoraggio terrestre e aereo; anche una squadra di guardie di un qualsiasi parco avrebbe fatto meglio.

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