Grazie Oana per la segnalazione.
Gentile redazione,ho appena visto due video che vorrei condividere con i lettori di Stampa Libera.Nei video le persone che protestano davanti alla banca Citibank vogliono chiudere i loro conti. Ciò viene a loro negato e vengono arrestati.E’ possibile pubblicarli gentilmente? Grazie!
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Qui qualcuno sta cercando di farci diventare schizofrenici. Da una parte stanno facendo prove tecniche di rivoluzione e dall’altra mandano messaggi subliminali instillando nella popolazione l’idea che manifestare dissenso verso le istituzioni sia cosa malvagia.
In uno dei paesi PIGS, la Spagna, è nato il movimento degli Indignados e in un altro, l’Italia, i banchieri stanno mettendo a punto la migliore strategia che conoscono, la più collaudata e remunerativa, per neutralizzare il dissenso e demonizzare chi si ribella allo status quo.
Poiché è in gioco il loro potere, la questione è di vitale importanza, i banchieri stanno attuando la madre di tutte le repressioni e indicano agli altri gruppi di potere, ovvero alle altre logge massoniche, la strada da seguire per domare quell’animale mostruoso chiamato folla, che talvolta eufemisticamente viene chiamato dai borghesi opinione pubblica e dai socialisti popolo.
L’Italia come laboratorio del Nuovo Ordine Mondiale.
Siamo bravini, in questo, dobbiamo riconoscerlo. Dalla morte di Carlo Giuliani, dieci anni fa, gli strateghi su libro paga degli Illuminati hanno capito che questa è la tattica vincente per consolidare il loro potere e sconfiggere l’opposizione, quella vera, non quella presentata come tale dal teatrino della politica. Se l’attività istituzionale dei parlamentari è un teatrino di marionette, quello a cui abbiamo assistito ieri è teatro vero, recitato da professionisti, con la messa in scena di una tragedia shakespeariana seria, che lascia interdetti noi spettatori, oltre che inchiodati alla poltrona. E anche se non c’è scappato il morto, in realtà si è cercato di ammazzare la libertà di dissenso, l’unica arma in nostro possesso per difenderci dall’avidità di banchieri e finanzieri.
Forse ci sono anche riusciti, ad ammazzare il diritto di dissentire. Ci stanno riuscendo. Chi oserà dissentire dopo quanto è successo? Quante persone per bene, moderate e desiderose di giustizia e cambiamento, scenderanno in piazza per protestare contro il disumano sistema di creazione del debito su cui l’élite finanziaria basa la propria esistenza? L’alternativa sarà tra l’essere criminalizzati e l’essere schiavi. Poiché già oggi si nota una forte propensione della gente ad appiattirsi sulla seconda opzione, in futuro sarà sempre più difficile manifestare la benché minima critica.
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Elogio della Fuga di Henri Laborit
..Finché le gambe mi permettono di fuggire, finché le braccia mi permettono di combattere, finché l’esperienza che ho del mondo mi permette di sapere che cosa devo temere o desiderare, niente paura: posso agire. Ma quando il mondo degli uomini mi costringe a osservare le sue leggi, quando il mio desiderio si scontra col mondo dei divieti, quando mi trovo imprigionato, mani e piedi, dalle catene implacabili dei pregiudizi e delle culture, allora tremo, gemo e piango. Spazio, ti ho perduto e mi rinchiudo in me stesso.
Ritorno sulla cima del campanile dove, con la testa tra le nuvole, fabbrico arte, scienza e follia. Ahimè! Non ho potuto tenere per me neppure quelle. Non ho potuto tenerle nel mondo della conoscenza. Sono state subito adoperate per occupare lo spazio e stabilire la dominanza, la proprietà privata di oggetti e di esseri, e dare piacere ai più forti. Dall’alto del mio campanile potevo scoprire il mondo, contemplarlo, trovare le leggi che governano la materia, senza però conoscere quelle che avevano presieduto alla costruzione della cattedrale: non sapevo niente della volta romana o dell’ogiva gotica.
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“La quantità di soldi in circolazione è direttamente proporzionale alla loro capacità distruttiva”.
Cercare di combattere l’attuale crisi planetaria, immettendo liquidità sul mercato, è come volere riempire il letto di un fiume in secca, con secchi d’acqua. La sorgente, si è prosciugata per sempre, e la poca acqua rimasta, è appena sufficiente per dissetare i nostri figli. Se tutti noi, non riconvertiremo al più presto, lavoro in fatica, sottomettendoci alle leggi ineluttabili della natura, e cessando ogni tipo di violazione e profanazione, tutte le sorgenti si spegneranno, e allora, solo nella follia e nel sangue, placheremo l’arsura dei nostri perversi crimini contro Dio, e perpetrati in suo nome. Che i soldi non siano fonte di felicità, ma l’esatto contrario, è un dato di fatto e, oggi, ancora più di ieri.
L’origine di ogni male è lo sponsor e chi lo rappresenta! La propaganda (o pubblicità, come oggi preferiscono definirla, pur non essendo corrispondente alla sua origine etimologica, poiché, pubblicità deriva da pubblico – relativo ad un ambito cui appartengono o si riferiscono i diritti o gli interessi di una collettività civilmente ordinata” mentre, per propaganda, s’intende un’azione intesa a conquistare il favore o l’adesione di un pubblico sempre più vasto mediante ogni mezzo idoneo ad influire sulla psicologia collettiva e sul comportamento delle masse – sottoporre a bombardamento (o lavaggio del cervello propagandistico) – la propaganda, dicevo, e tutto il suo indotto, alimentano il PIL in ragione di un buon 90%.
Possiamo tranquillamente dichiarare che, il prodotto interno lordo delle nazioni liberiste, poggia le sue fondamenta sulla sabbia o per essere metaforicamente più illuminanti, sull’aria fritta. Il Sistema si ingrassa attraverso la propaganda e quindi, attraverso il consumo di prodotti effimeri, di nessuna qualità e durata (cose del tutto superflue che esulano dai reali bisogno della gente), e sulla base di tutto questo, edifica il suo impero di carta straccia. Leggi il resto di questo articolo »
Articolo di Salvatore Brizzi * Link
Titolo tradotto: Tempo Di Fingere
sono nel fiore degli anni,
facciamo un po’ di musica, facciamo un po’ di soldi,
troviamo qualche modella come moglie.
Mi trasferirò a Parigi, mi farò un po’ d’eroina
e mi fotterò le star.
Tu, amico, l’isola, la cocaina e le macchine di classe. Leggi il resto di questo articolo »

Nella sua settima dichiarazione, pubblicata il 27 settembre 2011, Inspire, la rivista ufficiale di al-Qaida in inglese, rimprovera il presidente Mahmoud Ahmadinejad, perché è d’accordo con i nostri dubbi sugli attentati dell’11 settembre 2001.
Per Inspire, l’Iran in particolare e gli sciiti in generale, condurrebbero una jihad superficiale contro gli Stati Uniti e rifiuterebbero di riconoscere l’11 settembre come “la più grande operazione speciale di tutti i tempi“, e come una vittoria di al-Qaida. Per nascondere il loro vuoto, avrebbero deciso di diffondere le “teorie della cospirazione”.
Per inciso, la rivista attribuisce ad al-Qaida gli attentati di Madrid e Londra, mentre i giudici spagnoli e britannici hanno abbandonato questa versione.
ottobre 2011 (MoviSol) – Dall’8 settembre è nelle librerie “Il Golpe Inglese”, libro di Giovanni Fasanella e Mario J. Cereghino che documenta cinquant’anni di trame britanniche per destabilizzare e controllare la politica dell’Italia. L’EIR ha intervistato uno degli autori, Giovanni Fasanella. Ecco per gentile concessione l’intervista integrale:
EIR: Giovanni, tu hai scritto un libro intitolato “il golpe inglese”. Questo libro parla di un golpe ininterrotto, come dici tu, da cinquant’anni, da parte della diplomazia Britannica nei confronti dell’Italia. Come ti è venuta l’idea di scrivere questo libro?
Giovanni Fasanella
Fasanella: Intanto, questo, è un libro scritto a quattro mani, con un bravissimo archivista, Mario José Cereghino, esperto in particolare di Inghilterra e Stati Uniti. L’idea di questo libro è in qualche modo il risultato di un lavoro parallelo compiuto da Mario e da me. Egli, attraverso la ricerca, appunto, negli archivi americani e britannici sin dai primi anni Novanta. Io attraverso la raccolta (nei miei libri – ne ho scritti dodici) delle testimonianze di – diciamo così – “persone informate sui fatti”, investigatori: Giovanni Pellegrino per esempio sul piano politico-parlamentare, Rosario Priore su quello giudiziario, oppure protagonisti diretti come Alberto Franceschini, cofondatore delle Brigate Rosse, insomma tante testimonianze con cui avevo tentato di ricostruire il quadro entro il quale erano maturati eventi tragici dell’Italia degli anni tra il 1969 – l’anno della strage di Piazza Fontana a Milano – e il 1978 – l’anno del sequestro e dell’assassinio di Aldo Moro. Leggi il resto di questo articolo »
Si e’ chiuso all’insegna della tensione, degli scontri e delle cariche, il corteo degli indignati partito poco dopo le 14 da piazza della Repubblica, a Roma. Nel primo pomeriggio un esponente dei Cobas e’ stato ferito mentre cercava di allontanare i piu’ violenti, stessa sorte per un manifestante che ha riportato gravi lesioni ad una mano mentre raccoglieva o tentava di lanciare un grosso petardo. Una ragazza ferita in volto. Contusi anche tra gli agenti delle forze dell’ordine, alla fine intervenuti con idranti e lacrimogeni.
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Incendiato mezzo blindato dei carabinieri: salvi militari Feriti nelle forze dell’ordine. Black Bloc continuano gli assalti: paura tra manifestanti pacifici
ROMA- Guerriglia in piazza San Giovanni, luogo storico delle manifestazioni sindacali e democratiche. Il corteo degli indignati, che doveva essere una manifestazione pacifica, si è trasformato in una vera e propria battaglia urbana che da più tre ore e mezzo sta mettendo a ferro e fuoco il centro. La piazza è simbolicamente divisa tra i violenti e i manifestanti pacifici che con le mani alzate stanno cercando di scappare. Le forze dell’ordine prese d’assalto dai black bloc con una pioggia di sassi e sampietrini. Continue le cariche dei blindati e degli idranti: le forze dell’ordine in tenuta antisommossa cercano di disperdere il folto gruppo di incappucciati, circa 500 persone che li attacca anche con bottiglie incendiarie e bombe carta.
RINFORZI – Altri contingenti delle forze dell’ordine sono arrivati a Piazza San Giovanni in supporto a quelli presenti nella piazza. Il lancio di lacrimogeni ormai è fitto ed i teppisti rispondono con pietre e bottiglie. La loro violenza sembra inesauribile: tra loro urlano quasi per darsi la carica soprattutto durante i blitz. Continuano a costruire barricate e ora ne hanno eretta una a via Merulana. Leggi il resto di questo articolo »
http://www.diegocugia.com/index.php/_home/
di Diego Cugia | Scritto in alcatraz-italia |
L’uomo scopre di amare al tramonto
quando la vista stanca e le lacrime autoritarie
gli sgorgano per uno stupido bolero
e l’orizzonte si sfuoca al punto
che è indistinguibile il mare dal pianto,
e il ricordo di lei gli barda il cuore.
Lui, ultracinquantenne, in tempo giovane
aveva avuto qualche successo da visionario
(Un eroe della radio? Un telefilm? Non mi ricordo).
Poi la gloria lo cancellò, e un tenore di vita
da prodigo incosciente, lo ridusse sul lastrico.
Lo conobbi su una panchina de L’Avana,
in una notte in cui l’oceano spadroneggiava
sul Malecon. Parlava da solo, di figli sperduti
come spiaggiati balenotteri, e di una donna
(“l’unico grande amore della mia vita…”, ripeteva
come fanno gli scolari all’interrogazione, quando,
impreparati, ricominciano il discorso dall’inizio)…
“L’unico grande amore della mia vita, io
non potei ingannarlo, sarei stato un traditore,
e lei era già stata mortalmente aggredita. Pure,
per tenerla, avrei dovuto compiacerla,
illuderla, blandirla, perché ogni volta
che mi comportavo onestamente,
lei mi giudicava un delinquente.”
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Oggi, 15 ottobre, è una giornata storica: definita giornata della protesta globale, chi dice degli indignados, chi del 99% della gente contro l’1% dei banchieri, densa di manifestazioni e soprattutto di prese di consapevolezza. Già si rincorrono voci sul net di strumentalizzazioni varie, persino di finanziamenti da parte dei finanzieri, della protesta mondiale contro sé stessi (cfr. globalresearch.ca) – con lo scopo di cavalcarne l’onda? – visto che alle marce del movimento genitore OccupyingWallStreet, nato il 17 settembre, si è visto persino uno dei maggiori attori della débacle internazionale, Soros.
Sarà soprattutto la giornata della vittoria dell’informazione che corre sul net con il metodo tribale e democratico del tam tam, visto che i temi a noi tanto cari, le banche, il signoraggio, i finanzieri, lo strapotere di una elite globalista che tiranneggia il mondo e che dissacra le sovranità dei popoli, in breve banche e multinazionali, verranno messi in evidenza e pesantemente dissacrati. La vittoria del parlare vero contro la lingua orwelliana, babilonia, il politicamente corretto e umanamente depravato. Arrigoni, barbaramente massacrato dopo una vita dedicata alla difesa dei diritti degli oppressi, insegna, universale è diventato il suo motto: “Restiamo umani”, uno dei tanti slogan che infiammano la rivolta. Leggi il resto di questo articolo »



































