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hamerDomenica scorsa, alla seconda lezione del corso di Hamer tenuto dall’amico Adriano Buranello, mi ha fatto sorridere la domanda di un partecipante che ha chiesto:  “Ma allora, in concreto, cosa deve fare uno che scopre la malattia? Dopo che ha saputo queste cose?” Se avesse potuto, avrebbe chiesto quali medicine prendere, quale terapia seguire, insomma: un protocollo. Ma la risposta è un po’ più complicata, o forse molto più semplice, e mi serve prendere la rincorsa lunga, prima di arrivarci.

Nel film “The Shift“(già accennato qui) c’è un interessante dialogo fra il protagonista, Leggi il resto di questo articolo »

terzani

L’amico Adriano Bianchi (autore di alcuni bellissimi video, fra cui questo e questo, commissionato per l’uscita del libro Risvegliàti con Monia Benini) mi aveva regalato “La fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani. Non avevo letto nulla di questo prolifico autore, per moltissimi anni inviato in estremo oriente per Der Spiegel, e in questa sua autobiografia-testamento spirituale è piacevole ripercorrere un pezzo di storia recente, condito dalla continua ricerca spirituale e interiore di quest’uomo, spirituale ma senza Fede, e quindi forse, in parte sempre insoddisfatta.

Mi ha fatto piacere vedere il video che allego sotto, dove il figlio Folco (al quale l’autore si rivolge nei suoi racconti), intervistato dalla Bignardi, dà un esempio di scomposta ma affascinante spiritualità, dove critica Leggi il resto di questo articolo »


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Per i miei giovani lettori che possono non sapere chi fosse Giorgio Mendella, ricordo che era un rampante imprenditore che stava creando un impero a partire da una notevole grinta, aggressività, carisma, e atteggiamento visionario. Partendo da una TV (retemia), sfruttando il suo carisma cominciò a raccogliere quote di soci, telespettatori che credettero nel suo progetto, in un momento di grande cambiamento sia politico (la caduta delle barriere con l’Est Europa: lui stava investendo lì) e tecnologico (l’avvento della TV commerciale).

Come andò a finire: Leggi il resto di questo articolo »

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Sulla vicenda dell’espulsione dei senatori dal M5S credo vadano spese due parole, una per contestualizzare, e l’altra per cogliere l’occasione per allargare il discorso.

Contestualizzare: il M5S si trova in questo momento sotto assedio. Tutta la stampa e l’informazione di regime evitano accuratamente Leggi il resto di questo articolo »

MoneyMastersDVD

Una delle fonti di informazione più complete sul signoraggio che ho trovato, già alcuni anni fa, è il lungo (3 ore e mezza) documentario di Bill Still (ne ho già parlato qui e qui, ad esempio)”The Money Masters“. Ricordo che mi impressionò a tal punto che ne ordinai una decina di copie e ne regalai in giro ad amici e conoscenti; addirittura ne spedii una copia all’allora ministro Antonio Di Pietro (ovvio nessuna risposta, come quando sullo stesso argomento, scrissi al presidente della Regione Veneto Zaia; ma vabbeh, pazienza!). Ricordo come, d’improvviso, mi si aprirono gli occhi e mi resi conto che la storia, come l’avevo studiata alle scuole medie e superiori non era nulla, senza aver capito il denaro e l’economia; Leggi il resto di questo articolo »

whatsapp crescita

Notizia del momento: Facebook compra Whatsapp, l’applicazione per smartphone che mette in comunicazione le persone permettendo di scambiare agevomente messaggi di testo, file, foto. Costo dell’operazione: 19 miliardi di dollari. E quanti sono? Sono 19 mila milioni di dollari. O, se preferite, sono 19 milioni di singoli pezzi da 1000 dollari l’uno. E perchè Whatsapp vale così tanto? Forse che è un software così difficile da scrivere che ci si mettono anni per farlo? O che l’idea è così originale che nessuno potrebbe farla meglio?  Leggi il resto di questo articolo »

 

europa elettore pd

 

Quando cominciai la mia attività di vendita, molti anni fa, imparai le battute classiche sui venditori: dai luoghi comuni di quello che “vende frigoriferi agli eschimesi“, a quello “che venderebbe anche sua madre“; ma la più divertente, anche se un po’ volgare, era quello che si diceva di uno, così bravo, “che co’ teo ga’ messo in ****, te ghe disi anca grassie!” (dopo che ti ha fregato, lo ringrazi pure).

 

Siamo abituati a pensare a Berlusconi come l’apoteosi del venditore. Ma credo che sia nulla, in confronto a quelli del PD: pensate, sono stati così bravi, che hanno convinto i loro elettori non soltanto a votarli (e passi) ma anche che l’Euro è un bene per l’Italia, e che la difesa ad oltranza delle banche e degli interessi delle banche sia una cosa buona per loro! Dei veri e propri geni, non c’è che dire! Se Berlusconi è bravo a vendere pentole e prosciutti, tutto sommato la sua capacità non ci stupisce più di tanto: sì, bravo, ma come lui ce ne sono anche tanti altri. Questi del PD sono invece dei maestri: riescono a far passare ciò che è peggio (*) per la popolazione come un beneficio. E questi poveretti che danno anche 2 euro per esprimere le loro preferenze! Direi che siamo proprio alla circonvenzione di incapace, reato da codice penale (art.643).

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medici de rossi

Alla presentazione di ieri, a Ponte di Brenta (a proposito: grazie a tutti, specialmente all’organizzatore, Alfredo Drago: la dimostrazione tangibile che i veri rivoluzionari, oggi, sono tutti quelli che si sbattono, si impegnano, riescono a muovere persone e cose e a tirar fuori il meglio, e questo – si badi bene – tutto gratis: puro volontariato senza alcun ritorno economico) ad un certo punto, nel dibattito conclusivo, è venuto fuori  dal pubblico un accenno alla potenza negativa della medicina, di una diagnostica eccessiva che, anzichè prevenire (come ci vogliono far credere) serve solo a trovare, aumentando, con l’effetto negativo della paura associato a certe diagnosi di morte, l’effettiva incidenza di certe malattie, in particolare il tumore. Scontento da parte di alcuni, che gridano allo scandalo Leggi il resto di questo articolo »

letta-renzi

Sulle dimissioni (imminenti) di Letta non mi viene in mente che un pensiero: “Missione compiuta!“. La porcata (non so come altro definirla) del regalo della Banca d’Italia alle banche azioniste (comunque la si voglia vedere) ha messo al sicuro il sistema bancario: da una parte, è un passo ulteriore di quel processo, iniziato grazie al ministro Andreatta nel lontano 1981, quando, col “divorzio” del Tesoro dalla Banca d’Italia questa non era più tenuta a comprare tutti i titoli emessi dallo stato, e in questo modo, rendeva lo stato ricattabile dalla Banca d’Italia stessa; attuando nei fatti la previsione di Ezra Pound, che diversi decenni prima aveva detto che “i politici sono i camerieri dei banchieri“.

Certo, quel passaggio del divorzio era passato un po’ in sordina, la gente non aveva capito bene le implicazioni, Leggi il resto di questo articolo »

modernising

Da un po’ di anni “bazzico” per il web in cerca di spiegazioni, approfondimenti, proposte, soluzioni ai problemi della crisi economica, e molti autori hanno contribuito a formare un bagaglio che mi sto formando, un po’ alla volta. Ma fra tutti ne spicca uno che si distingue sia per la chiarezza e la linearità espositiva, sia per l’immediatezza e la concretezza delle soluzioni proposte: si tratta di Ben Dyson, giovane fondatore del movimento PositiveMoney, autore del libro “Modernising Money” e di innumerevoli video che si trovano sul web. In estrema sintesi si può dire che: Leggi il resto di questo articolo »

Approfitto dell’ospitalità di SL (e dell’amicizia di Lino) per segnalAre una presentazione a Padova:

PERCHE’ LE TASSE SONO UN IMBROGLIO

via guasti 12c

QUANDO? Martedì 11 Febbraio,

DOVE? in via Guasti 12/C, a Padova, (vedi qui la mappa)

A CHE ORA? alle ore 20.45, terrò una relazione dal tema: “Tasse: segno di civiltà o strumento di controllo?“.

Nell’arco degli incontri degli amici di S.Rita ero stato invitato a tenere un discorso sugli inganni e sull’informazione ai tempi di internet, più avanti, ma essendo indisponibile il relatore di domani sera vado a tappare un buco. E siccome l’argomento previsto era il redditometro, cerco di adattare il contenuto della mia presentazione in modo da non deludere troppo le aspettative del pubblico.

 

di bella

Un po’ di tempo fa ho accettato un confronto online con debunker che voleva a tutti i costi smontare le scoperte del Dr.Hamer. Io avevo precisato, prima dell’incontro, che non mi reputavo un esperto di medicina nè mi sarebbe interessato disquisire delle caratteristiche personali del dr.Hamer, ma che mi avrebbe fatto piacere cogliere l’occasione per approfondire il significato di malattia nella nostra società, significato che ha una ovvia e immediata ropercussione sulla terapia, sui protocolli medici, sull’insegnamento della medicina, e via dicendo. Ovviamente nel corso del confronto non venne minimamente rispettata la parola data e si puntò essenzialmente a Leggi il resto di questo articolo »

ford-perdere-vincere-successo-fallimento

 

Credo siamo in tanti a ricordare i paradossi dei sofisti, studiati al liceo, come quello del coccodrillo che rapisce il bambino e dice alla madre: “Te lo restituirò se, provando ad indovinare cosa ne farò, darai la risposta giusta”: siamo nel campo, appunto, dei paradossi, o delle previsioni autoavverantesi, nel senso che quello che succederà dipende proprio dalla nostra previsione su quello che succederà. Questo non riguarda solo una fantasiosa realtà: gli andamenti di borsa, ad esempio, sono il più lampante esempio, nella vita “reale” (anche se definire reale numeri o simboli che passano su schermi sembra un po’ una forzatura…), di questi paradossi: se si diffonde la convinzione che un titolo crescerà, tale previsione è di per sè sufficiente a far crescere la quotazione di quel titolo.

Tornando però su valori più importanti, e veri, mi è piaciuto moltissimo un aforisma di un amico, Enzo Raffaele, che ricorda l’affermazione di Henry Ford della figura sopra: sia che tu creda di farcela, sia che tu creda di non farcela, avrai ragione. Mi piace mettere in forma interrogativa Leggi il resto di questo articolo »

putin

Una condizione essenziale per la crescita, intellettuale, personale, spirituale, insomma, per ogni tipo di crescita, è la capacità di lasciare, o meglio mettere in discussione le proprie certezze, qualunque esse siano, e accettare di vedere la realtà per quello che è, accettando soprattutto di aver sbagliato. Senza questa capacità si rimane attaccati, come la famosa scimmia alla banana, e si rischia di avvizzire, la morte per asfissia, la paralisi.

Non c’è dubbio che uno degli stereotipi più comuni, nel mio ambiente familiare e sociale, condito di Selezione dal Readers’ Digest e fonti analoghe, fosse Leggi il resto di questo articolo »

Ho incontrato Emilio Del Giudice grazie ad una conferenza del 13 della Francesca Salvador, a Vittorio Veneto. L’ho poi seguito un po’ sul web, e avevo scritto un pezzo su una sua conferenza. Intelligentissimo, acuto, accattivante e grande comunicatore. Una bella persona. Ricopio il pezzo che avevo intitolato “Fisica e filosofia“.

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Al liceo mi stupì l’affermazione di un compagno “ereditato” l’ultimo anno (aveva avuto problemi di droga, ma era, a suo modo, un genio), che nel prospettare l’esame di maturità, mi disse che contava di portare fisica e filosofia, tracciando paralleli e linee di congiunzione che, a quel tempo, mi sembravano molto azzardate. Insomma, mi sembrava che la fisica con la filosofia ci stesse come i cavoli a merenda: razionale, positivista, concreta l’una, astratta, impalpabile, soggettiva e opinabile l’altra.

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Gianni Lannes
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Antonella Randazzo
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