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Fonte: Il Tempo 15 Febbraio 2011

Di Pietro non si presenta in aula giudiziaria per essere giudicato per truffa aggravata ai danni dello Stato. Legittimo impedimento… Ma non valeva solo per le cariche pubbliche?

Antonio Di Pietro diserta l’Aula. E questa volta non si tratta dell’«onorevole» leader dell’Idv che decide di non prendere parte ai lavori della Camera, ma proprio dell’«imputato», o meglio «convenuto», visto che si tratta di un processo civile, che ieri ha snobbato la convocazione a comparire davanti al giudice del tribunale di Milano.

«Signor giudice, il mio assistito Antonio Di Pietro si scusa con lei per non essere presente ma purtroppo altri impegni l’hanno costretto altrove e quindi, con procura notarile, ha mandato me a rappresentarlo», sono state le parole dell’avvocato Vincenzo Maruccio pronto a scagionare il leader dell’Idv dalla responsabilità di difendersi dall’accusa che mira a far dichiarare la nullità delle delibere assemleari Idv, costate allo Stato svariate milioni di euro.

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di Massimo Mazzucco

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3684

Passato alla storia come il “profeta dormiente”, Edgar Cayce (pronuncia: “chèisi”) è molto conosciuto negli ambienti che si occupano di spiritualità e di argomenti metafisici, ma è praticamente ignoto al resto del mondo.

Il motivo è molto semplice: poichè Cayce sosteneva di “saper vedere nelle vite passate” delle persone, e poichè questo non è verificabile in maniera scientifica, per la cultura mainstream il fatto semplicemente “non sussiste”. Altrettanto dicasi per le predizioni del futuro, che Cayce ha fatto più volte, ma che restano difficili da confermare o da smentire, poichè raramente legate ad una data precisa. L’esempio più famoso è certamente quello in cui Cayce indicò l’esistenza di una stanza sigillata sotto la zampa della Sfinge, nella quale sarebbero racchiusi i segreti lasciatici in eredità dagli Atlantidei, la razza umana che – secondo alcune teorie – avrebbe preceduto la nostra su questa terra. Per ora la stanza non è stata trovata (anche se un team di ricercatori sostiene di aver individuato una cavità vuota, con il sonar, proprio sotto la Sfinge), ma Cayce disse anche che la stanza sarebbe stata aperta “solo quando l’umanità fosse stata pronta a comprendere il significato di ciò che contiene”. Insomma, chi vuole ovviamente ci può credere, ma queste cose sembrano a prima vista destinate a restare relegate al mondo della “superstizione”. Leggi il resto di questo articolo »

Da l’Avvenire
http://www.avvenire.it/Cultura/Zanzotto+A+90+anni+cerco+il+soffio+di+Dio_201102150915428200000.htm
«La poesia? È come una preghiera. Per dire grazie». Grazie di che cosa? «Di essere arrivato a novant’anni con lo stesso desiderio di quando ne avevo sette: quello di scrivere». Andrea Zanzotto è entrato nell’anno novantesimo della sua vita. È nato a Pieve di Soligo il 10 ottobre 1921. E ieri gli amici, tra i quali la parrocchia di Pieve, gli hanno dedicato un omaggio, il volume Poeti innamorati, con brani, da Guittone a Raboni, letti e spiegati da Andrea Zanzotto, Patrizia Valduga, Roberto Cicala. «Mio marito lo dice sempre: la poesia gli dà vita, oggi gli impedisce di vegetare», sottolinea la moglie Marisa. Leggi il resto di questo articolo »

Ricevo da Progetto66

Ciao Lino vorrei publicare il mio scritto di seguito.

grazie, e grazie per il tuo costante impegno.
(Ci scusiamo per il maiuscolo ma è così nell’originale.ndr)

APPELLO ALL’ATTENZIONE DEI LETTORI DI STAMPA LIBERA AI QUALI
CHIEDO UNA RIFLESSIONE.
SABATO 12 FEBBRAIO SUL SOLE 24 ORE HO LETTO UN ARTICOLO NEL
QUALE VENIVA ILLUSTRATA LA  FUSIONE TRA LA BORSA AMERICANA E
LA BORSA DI FRANCOFORTE.

RICORDO ANCORA I TONI ENFATICI CON I QUALI VENIVA ANNUNCIATA
ED ELOGIATA LA FUSIONE DELLE BORSA DI LONDRA E MILANO.
ERA UN PERIODO DI FORTE CRISI PER GLI INGLESI. Leggi il resto di questo articolo »

postato da Gianluca Freda (14/12/2010)

“NO AL GAS DI PUTIN”:

“REPUBBLICA”  DIFENDE I MILIONI DELL’INGEGNERE

di Fausto Carioti  dal quotidiano Libero

de benedetti

Dietro gli attacchi agli investimenti di Eni e Enel il timore che il governo riveda gli incentivi verdi alla Sorgenia di De Benedetti.

Scrive Repubblica che l’Italia ha un problema: “Tra gas russo e nucleare rischia di avere più energia del necessario”. Che è come dire che siete nei guai perché il prossimo anno “rischiate” di guadagnare più soldi di quanti ve ne serviranno: sai che disgrazia. Però siccome il quotidiano che ha lanciato l’allarme fa capo a Carlo De Benedetti, iperattivo – tramite il gruppo Sorgenia, controllato al 65% dalla Cir – nella produzione di energia, è il caso di non liquidarlo come una sparata politica, motivata solo dal fatto che il gas russo in Italia è voluto da Silvio Berlusconi (che pure si è mosso lungo la strada tracciata da Romano Prodi) e che il nucleare non piace ai repubblicones, eco-compatibili per definizione. C’è di più. Per capire la vicenda occorre parlare anche di soldi. Sedici milioni di euro, per iniziare: quanti ne ha incassati Sorgenia nel 2009 grazie a incentivi che non hanno uguali in Europa, erogati dallo Stato per premiare chi produce energia con le fonti rinnovabili. Quelle in cui De Benedetti si sta specializzando.

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Associazione “AMBIENTE ITALIA” ONLUS
Riprendendo l’articolo uscito sul Messaggero Veneto di Udine, del 26 gennaio 2011, si constata che il Sindaco Furio Honsell, in maniera lungimirante, ma soprattutto coraggiosa, sta cercando di mettere un freno al proliferarsi delle spese inutili riguardo la gestione dell’Illuminazione pubblica.
Qualcuno del centro destra ha immediatamente proferito la parola LED, ben sapendo perfettamente che questi ultimi sono: dannosi per la Salute Pubblica e per l’Ambiente, ed energivori per le tasche dei contribuenti; di tutto questo abbiamo informato reiteratamente, sia la Regione FVG che il Ministro Fazio.
A quest’ultimo abbiamo sottoposto una interrogazione parlamentare, attraverso la Sen. Poretti e, del quale, attendiamo risposta; segno che per lui la Salute Pubblica è un optional. Questo la dice lunga e risulta evidente come il nostro Paese si possa considerare a pieno titolo il “Paese di Pulcinella”, oppure il “Paese dei Furbi”.
Solo che in questo caso per furbi non ci si riferisce agli evasori fiscali, bensì agli evasori delle regole, furbi che non rispettano le leggi alle quali loro per primi devono osservanza. Mi riferisco a coloro che si stracciano le vesti per i mancati trasferimenti dello Stato che i tempi di ristrettezza economica impongono. Se oggi ce la fanno a quadrare i bilanci con i tagli apportati, è lecito chiedersi come venivano amministrate le finanze prima, quando le vacche erano grasse, visto che nonostante ciò sprechi se ne continuano a produrre ostinatamente.
Adesso come una certa parte politica va predicando, si dovrebbe passare al Led, ma pochi sanno che uno Studio, (per il quale abbiamo inviato un elaborato) eseguito dall’Istituto Superiore di Sanità Francese, afferma, senza tema di smentita, che i Led sono pericolosi per la Salute Pubblica e per l’Ambiente.
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Luoghi comuni “romantici” e dati reali: vittimismo, falsità,  reati gravi
by Vittorio Vezzetti

Negli ultimi anni una massiccia campagna di (dis)informazione ha imperversato su tutte le rubriche di approfondimento riguardanti le donne vittime di violenza. Con il crescere dell’“onda” mediatica sul tema, si è rapidamente passati da sacrosante rivendicazioni ad altrettante sacrosante sciocchezze. Mi riferisco alle statistiche basate su questionari che falsavano il risultato, e alle incredibili notizie, diffuse ad arte da un vasto establishment femminile senza troppi scrupoli, sulla violenza maschile quale prima causa di morte delle donne in Italia (come se le donne fossero esenti da tumori e malattie cardiovascolari…).
Al di là di questo, il fenomeno esiste, non v’è dubbio, e non si può non riconoscere quanto sia deprecabile. Però esso va ricondotto al suo alveo di verità – la prima causa di morte delle donne in Italia è rappresentata dai tumori, seguiti dalle patologie circolatorie e cardiache – e rapportato al fenomeno uguale e contrario, e cioè ai sempre più crescenti episodi di violenza femminile verso l’uomo e verso le stesse donne.

Pensate, ad esempio, allo sfruttamento della prostituzione: secondo l´Onu il 60% delle condanne per questo reato nell´Europa dell´Est e nel Sud-Est asiatico sono a carico di donne. E, a livello mondiale, così come in Italia, il trend è in netto aumento (più del 30%). Un pubblico ministero (donna, Carmen Pugliese di Bergamo) ha recentemente segnalato il fenomeno delle false denunce di abusi compiuti in contesto separativo. Secondo questo pubblico ministero «ormai almeno l´80% delle denunce di donne a carico dei coniugi o dei compagni sono prive di fondamento e trovano le radici esclusivamente nella volontà di ridurli alla rovina, spesso istigate da centri anti violenza e femministi». Discorso analogo è stato fatto da altro Pubblico ministero, di altra Procura (Sanremo) e anch´esso donna, circa le denunce per stalking, le quali sarebbero false per più della metà.

Almeno il 70% delle denunce di abusi sui bambini svolte in contesti separativi sono inventate di sana pianta: questa l’affermazione del professor Canziani, neuropsichiatra emerito, già presidente dell´Associazione italiana di Neuropsichiatria infantile. E queste rappresentano da sole l´80% delle denunce totali di pedofilia. Al punto da far pensare che la pedofilia sia in realtà un mero problema di padri separati: si diventa pedofili in virtù della separazione, come pena accessoria e ineluttabile! Le conseguenze (perizie, deprivazione genitoriale ecc.) su minori e genitori sono devastanti. Si è a conoscenza di numerose vicende di padri, nonni, nonne e zie, assolti dopo anni di processo penale per falsi abusi sessuali su bambini, senza che peraltro le denuncianti abbiano mai dovuto pagare qualcosa o, peggio ancora, senza che i figli e nipoti abbiano mai potuto riavvicinarsi a loro.

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di Antonio Mazzeo

http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2011/02/war-games-in-sicilia-con-i-sottomarini.html

Centinaia di attacchi aerei, vere e proprie battaglie navali, inseguimenti di sottomarini nucleari e finanche la sperimentazione di sofisticate armi a comando remoto. È quanto avviene dal 5 febbraio nelle acque siciliane del Mar Ionio con l’esercitazione aeronavale denominata Proud Manta 2011 a cui partecipano dieci nazioni della NATO (Belgio, Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti). Diretta dal Comando Alleato delle Forze Sottomarine (COMSUBSOUTH) e delle Forze Aeree Marittime (COMMARAIR) di Capodichino (Napoli), Proud Manta è la “maggiore esercitazione alleata per la lotta antisommergibile (ASW) e lo sviluppo delle tattiche di contrasto alle attività illecite perpetrate via mare con particolare attenzione all’antiterrorismo”, secondo quanto diramato dalla NATO. “L’esercitazione che si concluderà il 18 febbraio è un’importante occasione per sperimentare nuove dottrine ed attrezzature militari. I partecipanti metteranno in pratica le strategie e le tecniche attualmente utilizzate con le operazioni Active Endevaour nel Mediterraneo ed Ocean Shield in Corno d’Africa, così come le altre capacità belliche necessarie ad assicurare una migliore integrazione ed interoperabilità delle unità che fanno parte della Forza di Reazione Rapida (NRF) della NATO”.
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Tremonti_debito.jpg

dal Blog di Beppe Grillo

In marzo, insieme alle rondini e alla primavera, arrivano le cambiali europee e l’ultimo telegramma da Bruxelles. Francia e Germania, che posseggono 700 miliardi di euro del nostro debito, per continuare a sostenere i titoli pubblici italiani chiedono un piano di rientro nei parametri di Maastricht per portare il rapporto tra il debito pubblico lordo e il Pil al 60 %. Il rapporto attuale è quasi il doppio, circa il 120%. Il Pil è al palo. Non cresciamo. In 10 anni l’unico Paese a far peggio dell’Italia nel mondo è stato Haiti. Il debito va al galoppo, a botte di 100 miliardi di euro in più all’anno. Se il Pil non cresce e il debito pubblico è arrivato a 1.870 miliardi, c’è un solo modo per rientrare: ridurre il debito di circa 900 miliardi. Il dilemma è quindi: “Debito o default?“. L’Europa non può permettersi un nostro default, rischierebbe di crollare come un castello di carte. I titoli italiani in mano alla Francia equivalgono al 20% del Pil francese e con un default diventerebbero carta straccia. La cosiddetta “ristrutturazione” del debito di cui si discute non è altro che il quasi azzeramento del valore del titolo. Un po’ come quando viene “ristrutturata” un’azienda per mandare tutti a casa.
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Può andare come S. Valentino?

Fonte:  http://www.silviacattori.net/article1534.html
Abou Elkassim Britel, cittadino italiano, vittima delle “consegne straordinarie” denunciate da Dick Marty
Marocco: La realtà crudele di musulmani imprigionati e torturati
Quando incontrai la signora Khadija Anna L. Pighizzini, tre anni fa, e mi raccontò la sua storia inaudita, mi si spezzò il cuore. Viveva una vita serena e tranquilla fino a quando, nel novembre 2001, fu improvvisamente assalita da ondate di giornalisti che, dopo aver diffuso ripetute menzogne, con lo scopo di associare suo marito al terrorismo, pretendevano sue dichiarazioni. Avevano ripreso quelle menzogne provenienti da servizi segreti, da un articolo di Guido Olimpio, giornalista al Corriere della Sera.
8 febbraio 2011 | Temi : Guerra globale al “terrorismo”

La prigione di Kenitraù



Fu l’inizio di un calvario tutt’ora in atto. 

Era il periodo in cui ordinari cittadini che frequentavano la moschea, venivano sospettati, calunniati da giornalisti legati a servizi segreti, la cui missione era di diffondere notizie false nel quadro della guerra di propaganda contro l’Islam. Si trattava di preparare l’opinione pubblica a percepire come utile la guerra contro l’Islam.

Da allora, Khadija, una signora dolce e discreta, cresciuta in una stimata famiglia italiana di Bergamo, è stata costretta a lottare per difendere l’onore della sua famiglia e far conoscere la spaventosa sorte di suo marito Abou Elkassim Britel, una persona rispettabile ingiustamente associata al terrorismo, e mantenuto in prigione senza nessuna colpa.

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Le liberalizzazioni sono la svendita del patrimonio comune per favorire gli interessi dei poteri che hanno coptato i politici al governo. (ndr)

http://www.movisol.org/11news026.htm

12 febbraio 2011 (MoviSol) – Sotto la spinta di una serie interminabile di scandali, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha deciso che sarebbe ora cambiare argomento e affrontare “i problemi del paese”. Così ha annunciato un nuovo piano per la crescita, incentrato sulle liberalizzazioni di vari settori economici, a partire da cambiamenti alla Costituzione stessa. Obiettivo: liberarci dalle troppe regole che impediscono all’Italia di spiccare il volo. La risposta del Pd di Pierluigi Bersani non si è fatta attendere: ma quali liberalizzazioni? Quelle vere le ho fatte io, e adesso ne propongo ancora di più. Insomma, si è innescata una gara a chi può essere più liberista, tutto a favore della “crescita” economica.

La realtà però, e che questa gara favorisce soltanto gli interessi politico-finanziari di Bruxelles e la City di Londra, ed i loro promotori in Italia. Come abbiamo scritto dopo la spaccatura della maggioranza nello scorso autunno, lo scontro politico italiano fa parte di uno scenario disegnato ad alto livello e evidente a chiunque volesse alzare lo sguardo dal palude degli scontri quotidiani: la creazione di un esecutivo di emergenza che potrà attuare un programma di feroce austerità sul modello dei piani annunciati e lanciati in Grecia, Irlanda, Gran Bretagna e Francia. I mercati finanziari richiedono lacrime e sangue, altrimenti gli attacchi speculativi ai titoli di stato riprenderanno in qualsiasi momento, con una moneta unica che si avvia verso la propria fine. Così i cittadini devono sottostare ad una nuova ondata di salvataggi per chi ha speculato, i veri destinatari dei programmi di stabilizzazione a livello europeo. Leggi il resto di questo articolo »

Rafah chiusa per i moti egiziani, la Striscia bombardata e privata di un magazzino medico chiave. Situazione sempre più grave

scritto pe rpeacereporter da
Vittorio Arrigoni

Sotto l’effetto dell’ipnosi collettiva dell’intifada egiziana che al-Jazeera instancabilmente proietta da giorni in tutti i caffè della Striscia assediata, ho sognato ad occhi aperti sei milioni di arabi nella Palestina storica, marciare all’unisono compatti e pacifici verso una Gerusalemme liberata, per riprendersi i diritti umani violati da un Mubarak che parla ebraico.

Mentre condivido questa visione con alcuni amici, Hussein giochicchia a lungo con l’accendino fra le dita prima di accendersi la paglia fra le labbra, come a farla durare di più: dopo due settimane di blocco del mercato nero dei tunnel se i distributori di benzina sono a secco, il prezzo delle sigarette è già lievitato di un quarto.

“Hai visto che strage di vittime ha mietuto Mubarak? E pensa che ha dovuto limitarsi perché è la sua gente. Israele stenderebbe migliaia palestinesi in un solo giorno, se solo innescassimo una rivolta del genere”. Hussein così razionalizza il mio auspicio di una rivoluzione palestinese sull’onda di quella non ancora doma in Egitto. Mahmoud, studente universitario come Hussein, incalzato da me, continua: “Già ci sono ribellioni non violente contro i nostri dittatori, a Nil’in e Bil’in, e anche qui a Gaza. E ogni volta finisco stroncate nel sangue con assoluta nonchalance. Con la scusa della lotta al terrorismo, del diritto alla difesa, guarda in che macerie hanno ridotto Gaza, e ancora ci strangolano.” Leggi il resto di questo articolo »

Economia & Lobby | di Matteo Cavallito

fonte: Il Fatto Quotidiano

Il Fattaccio del Fatto Quotidiano è  questo articolo per dirci di restare calmi. Credo che i lettori di Stampa Libera, che hanno avuto modo di conoscere con noi Il Fatto,  possano capire l’estrema gravità di questo tentativo di calmierazione di una notizia sulla  situazione economico finanziaria internazionale, così come è percepita nella stanza dei bottoni.

LB

La Financial service authority chiede agli istituti del Regno Unito di valutare le loro capacità di risposta di fronte a ipotetiche catastrofi.

Una richiesta che non convince le banche. E che riafferma, implicitamente, l’inadeguatezza degli stress test Ue

In gergo nemmeno troppo tecnico si chiama “worst case scenario” o, per usare un’espressione più criptica, “reverse stress test”. E’ un esame completamente virtuale eppure, a detta di chi lo impone, del tutto necessario. L’idea è quella di cautelarsi per ogni eventualità catastrofica. Come una guerra commerciale tra Usa e Cina, ad esempio, oppure una rivoluzione, una carestia, o magari un’eruzione vulcanica in grado di bloccare il traffico aereo per mesi (invece che per qualche giorno come accaduto ad aprile dopo il risveglio dell’islandese Eyjafjallajökull). Per farla breve siamo al classico “non-succede-ma-se-succede”, il dubbio atroce che impegna costantemente tutti gli analisti dotati di spiccato pessimismo. Solo che questa volta l’operazione è condotta su larga scala coinvolgendo nuovi soggetti che l’esame di rito, in realtà, pensavano di averlo già superato una volta: le banche del Regno Unito.

L’idea, racconta il Wall Street Journal, l’hanno avuta quei menagrami della Financial Service Authority (Fsa), il massimo organo di regolamentazione del settore finanziario britannico. Leggi il resto di questo articolo »

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