Rivolte e proteste

Fonte: ● lospecchiodelpensiero.wordpress.com
Germania

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27 dic 2012 – Miseria, incertezze, paure. L’ Europa del futuro potrebbe essere questo e molto altro secondo le autorità tedesche che hanno varato la costruzione di un Centro “Crowd Riot Control”, che si occuperà di mantenere ordine e pace civile in un contesto ipotetico di guerriglia urbana.
Povertà, guerre civili, disoccupazione e miseria. Potrebbe essere questo un futuro nemmeno troppo remoto per l’Europa, o almeno potrebbe essere questo uno degli scenari possibili se le cose non cambieranno. Di questo non sono certi solamente isolati individui che pensano da tempo al peggio, ma anche gli analisti delle forze di sicurezza dei vari Stati, che avrebbero già preso in considerazione per il futuro scenari di guerriglia urbana. A questa eventualità si sta preparando la Germania, che in gran segreto ha deciso secondo diversi siti di informazione di avviare la costruzione di un Centro denominato ”Crowd Riot Control”, ovvero l’insieme di operazioni volte a mantenere l’ordine e la pace civile. Leggi il resto di questo articolo »
e bruciamo la bandiera del PD che appoggia Monti non ci rappresenta, noi siamo il popolo, questa è la risposta.
Da https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=j0bvfu4Ic0M si legge:
Un’altra giornata di lotta a Pisa ha visto protagonisti gli studenti delle scuole medie superiori; il corteo convocato nel giorno dello sciopero ha paralizzato il traffico per ore e occupato i palazzi delle istituzioni della crisi; bruciata una bandiera del Partito Democratico di fronte al Comune. Leggi il resto di questo articolo »
Articolo di Sergio Rame * Link
Ultima tappa del tour elettorale del segretario del Pd. A Cagliari contestato dagli operai dell’Alcoa: “Sei un traditore”
È stato accolto tra le contestazioni l’arrivo del segretario del Pd Pier Luigi Bersani a Cagliari, ultima tappa del viaggio in Sardegna in vista delle primarie del centrosinistra.

Un gruppo di operai dell’Alcoa di Portovesme ha raggiunto il Teatro Massimo, presidiato dalle forze dell’ordine, e ha esposto uno striscione con la scritta “Alcoa chiude, Bersani traditore”. I contestatori hammo, quindi, urlato slogan al megafono contro il leader piddì accusandolo di aver abbandonato il territorio. “Io parlo con tutti i lavoratori sempre – ha replicato Bersani – tranne che quando mi si dà del traditore, perché non mi sento traditore per niente”. Leggi il resto di questo articolo »
da: il portico dipinto http://ilporticodipinto.it/content/geab-68-comunicato-pubblico
Crisi Sistemica Globale – Autunno 2012: benvenuti nella stagione del grande cambiamento – La geopolitica sarà il detonatore del nuovo grande shock mondiale
Da parecchi mesi abbiamo anticipato, per l’Autunno del 2012, un’importante scossa per l’economia e per la stabilità politica globale. Confermiamo quest’allarme rosso e faremo inoltre il punto, a metà Novembre 2012 (in parallelo con la nostra analisi annuale, per il 2013, sul “rischio paese”), sulla situazione mondiale a quella data … (questo capitolo è sviluppato nella parte pubblica a seguire, ndt)
Mercato immobiliare occidentale – Fine del 2012: la caduta è veramente cominciata
In Canada, nel Regno Unito, in Spagna ed in Francia i prezzi, come andremo a vedere, sono ora orientati al ribasso. Studieremo anche la situazione degli Stati Uniti, dove la cosiddetta ripresa è nient’altro che un ulteriore artificio. Vedremo infine cosa possiamo aspettarci per questo fine d’anno e per il 2013…
L’economia olandese sarà colpita da un crollo del mercato immobiliare entro l’Estate del 2013
Analogamente alla maggior parte degli altri mercati immobiliari, anche quello olandese ha subito una grave correzione a partire dal 2009. Tuttavia, la causa di questa correzione è di natura diversa rispetto a quella di paesi come la Spagna o l’Irlanda… Leggi il resto di questo articolo »
Lisbona
Ue: prove di sollevazione?
Aggiornamento: anche a Parigi (ma non c’era il magico Hollande tutto diritti e niente austerità?) pare che ci sia molto fermento. La gente chiamata a raccolta dal fronte di sinistra manifesta contro l’austerità. In Italia, l’autoeletta parte “sana” del paese, quello stesso fronte di sinistra sta preparando il No Monti day. Sarà il Profumo delle elezioni che ha fatto risvegliare questa “parte sana”, ben lieta di non aver disturbato il manovratore fino ad oggi? Mentre viene oscurata dai media mainstream la manifestazione apparentemente trasversale ed apartitica della Catena Umana già circolano articoli che trasudano soddisfazione per il supposto flop dell’iniziativa. Il primo è del Fatto Quotidiano, finta testata alternativa (basti pensare alla propaganda pro vaccini), il secondo su giornalettismoche sfotte chi tenta in buona fede di cambiare lo status quo. Forse, proprio questo disturba chi non gradisce
iniziative e manifestazioni che non siano state prima “validate” dai magna magna partitici.
Barbara
Portogallo: protesta anti-austerità a Lisbona
La protesta pacifica e’ stata organizzata dal sindacato della CGTP e arriva dopo che il premier, Pedro Passos Coelho ha promesso di ascoltare la voce del popolo, rivedendo in parte i
rincari delle tasse e contributivi precedentemente annunciati.Resta il fatto che nella finanziaria per il 2013 l’esecutivo dovra’ comunque varare nuovi sacrifici per evitare che il deficit sfori il tetto concordato. Oggi i manifestanti a Lisbona hanno scandito slogan contro il governo di centrodestra. “Un anno fa – ha detto dal palco il leader sindacale, Armenio
Carlos – il premier ci aveva assicurato di aver concordato con la troika le soluzioni per risolvere i problemi del Paese. Ma e’ un film che abbiamo gia’ visto in Grecia, stiamo andando verso una strada senza uscita, che ci sta spingendo nel precipizio” . AGI
Fonte: osservatoriorepressione.org * Link
Oggi 5.10.12 la città di Roma è stata invasa dagli studenti dell’Assemblea Cittadina dei licei romani.
...L’ambasciatore americano in Libia era un antisionista … Chi può averlo ucciso? ndr
Articolo di Thierry Meyssan
Non si tratta in questo caso di stigmatizzare l’Islam presso le popolazioni occidentali per suscitare odio contro i musulmani, ma di rivolgersi ai musulmani per insultarli e suscitare presso di loro un odio verso gli occidentali. Non è tanto una questione di “islamofobia”, quanto di “mazzate all’Islam”. L’obiettivo è provocare la collera dei musulmani e orientarla verso bersagli specifici: coloro che negli USA o fra i loro alleati vogliono interrompere il ciclo di guerre iniziate l’11 settembre 2001.
Ebbe un discreto successo editoriale il libro di Gino & Michele uscito nel 1991 e intitolato “Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano”. E’ un libricino che non poté mancare nella biblioteca di quelle persone che all’epoca leggevano Lotta Continua e la rivista satirica “Cuore” e che oggi seguono Travaglio e la Gabanelli. Gente di Sinistra, per intenderci, qualunque cosa ciò possa significare.
Eppure, le formiche, arrabbiate o meno, restano formiche. Estremamente vulnerabili.
La formica – INA scuola e l’esopiana cicala insegnano – è simbolo di laboriosità e risparmio, ma se una formica, da sola, si mettesse ritta su un binario, alzasse le zampette davanti e pretendesse di fermare il treno in arrivo, diventerebbe simbolo di qualcosa d’altro. Per esempio, della pretesa assurda da parte delle minoranze d’impedire l’attuazione dei progetti della maggioranza. Il sale della terra e il lievito nel pane sono figure retoriche inventate da utopisti frustrati, anche di una certa fama, per non dover ammettere la natura utopica della loro stessa filosofia. Un po’ come quando all’alba dell’umanità a qualcuno venne la brillante idea d’inventare l’anima che sopravvive alla morte del corpo, per non dover ammettere il disfacimento totale dell’individuo.
Endorfine ideologiche.
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di Ana Moreno Marìn
Fonte: Ciudad Nueva Spagna
L’11 settembre, Giornata della Catalogna. Circa un milione e mezzo di persone hanno dimostrato nel centro di Barcellona. La manifestazione, organizzata da partiti e gruppi separatisti, ha trasceso i confini della città e la notizia ha avuto ampia eco nei paesi limitrofi: la Catalogna chiede l’indipendenza. Ma èpossibile oggi?
In Catalogna vivono sette milioni di persone e un quinto, secondo la polizia, è sceso in piazza l’11 settembre. La questione dell’indipendenza è complessa e antica: rivendicazioni nazionaliste sono presenti in Spagna dal XIX secolo, ma storicamente sono state annullate, più che esaltate come elemento di arricchimento nazionale, soprattutto nell’epoca di Franco, che ha vietato ogni espressione sociale e culturale che non fosse castigliana. Inoltre, c’è sempre stata una rivalità con Madrid, capitale e sede del governo dello Stato.
Crisi sistemica globale/Ottobre 2012 – L’economia mondiale è risucchiata in un buco nero, mentre la geopolitica si surriscalda fino al calor bianco: i sette fattori-chiave di un doppio shock senza precedenti (questo capitolo è sviluppato integralmente nella parte pubblica a seguire, ndt)
Non è più possibile nascondere la tragica situazione dell’economia mondiale dietro al pretesto della crisi dell’Euro o della Grecia. Più Eurolandia si muoverà in modo costruttivo, più sarà evidente il carattere “Potemkinien” della “salute” delle economie degli Stati Uniti, della Cina, del Giappone e del Brasile…
L’agonia delle attività economiche a carattere locale: 2,5 milioni di posti di lavoro tagliati in Europa entro il 2015
LEAP/E2020 anticipa che l’effetto combinato della crescita del commercio elettronico e della crisi costringerà alla chiusura, in Europa ed entro il 2015, il 10-15% dei piccoli negozi al dettaglio, in particolare nei settori della cultura (musica, libri, …), dei prodotti per la casa (elettronica di consumo, elettrodomestici, high-tech, …), ma anche, seppur in misura minore, in molti altri settori (abbigliamento, cibo, …).
Eravamo tutti avviliti, domenica scorsa a Fiume Veneto. Non tanto perché è nostro destino, come quello di tutti i comuni mortali, terminare i nostri giorni secondo il volere delle Moire, quanto perché ci siamo accorti che il desiderio di migliorare il mondo è prerogativa di pochi – troppo pochi – esseri umani, mentre la maggioranza non fa nulla per contribuire a tale giusta causa.
Perché la gente non fa niente per rendere la vita non dico più felice, ma almeno più facile ai propri simili? Lasciamo stare le altre culture, asiatiche, africane o di altri lidi, ma qui in Occidente, con duemila anni di cristianesimo alle spalle, basato sull’amore fraterno, perché la società è così egoistica e ostile con chiunque? Perché la più nobile delle enunciazioni non ha sortito l’effetto voluto?
Ci sono passati davanti fiumi di persone paganti, clienti delle Moire che andavano ad arricchire Moira. Posso capire la pigrizia, la facilità di seguire la corrente del fiume della vita. Posso capire la disparità delle forze in campo e l’atteggiamento di base che ci porta, come specie, a curare solo i nostri interessi. Ma qui si è esagerato!
Non è possibile che dopo quarant’anni di divulgazione, di banchetti informativi, di volantinaggi e di cortei, non si ottenga un minimo risultato e tutto debba essere lasciato moirescamente al caso, alla nascita spontanea e misteriosa di pochi sensibili eletti.
Non è possibile fare la fine del cristianesimo, che non ce l’ha fatta in duemila anni, quando noi siamo solo da quaranta, o al massimo cinquant’anni, che diciamo alla gente di non andare al circo. Non è possibile!
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L’Italia è una repubblica fondata sugli intrallazzi. Siano un popolo di santi, poeti, navigatori e furbetti. Se possiamo imbrogliare il prossimo proviamo un godimento tutto particolare. Se riusciamo a farci eleggere, insediandoci (da sedia) e impoltronendoci (da poltrona) in qualche posto di potere, ecco che riusciamo a dare il meglio di noi stessi.
Il clientelismo e i favori agli amici degli amici diventano la norma. E anche la traviata e il rigoletto. Il clientelismo dei parlamentari è il parente laico e povero del nepotismo di papi e monarchi. Eclissati questi, il fenomeno si ripresenta in versione democratica. Sparita la monarchia, i privilegi prendono la strada della repubblica. E le raccomandazioni fioccano copiose come nelle peggiori nevicate invernali. L’ultima, in tema di nevicate, è quella dei maestri di sci, dell’ex ministro Sacconi al ministro Fornero.
Scandinavi e anglosassoni guardano sgomenti all’andazzo italiano e perfino il nostro cugino francese si scambia un sorrisino di compatimento con la “culona inchiavabile”, termine che ormai passerà alla storia com’e successo con la “lady di ferro” inglese.
Quando il Monti ufficiale & gentiluomo, cameriere & beccamorto, va a far visita agli altri camerieri, culoni o meno, si salvano le apparenze, per comune accordo, e i telegiornali imboniscono i telecreduloni con parole magiche come “fiducia”, “ripresa economica” e “scudo anti spread”, che poi non significa altro che “Rothschild anti poveracci”.
Se poi si dovesse verificare che l’Europa dei banksters si lasci scappare una legge che effettivamente servirebbe per il Bene e il Meglio, ecco che neanche tanto inaspettatamente si trasforma in sterile grida manzoniana, in mera dichiarazione di principio, in latrato di risibili botoli buffi.
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Da http://dorsogna.blogspot.it/2012/09/leni-e-i-diritti-umani-violati-in.html
The oil workers have faced serious violations of their rights by both their employers and the government of Kazakhstan. It’s shocking that workers should have to endure mass firings and being thrown in prison in retaliation for participating in a peaceful strike.
Le accuse sono di abuso e di repressione.
Gli eventi sono centrati sulla citta’ di Zhanaozen, nella zona occidentale del paese, dove il 16 dicembre del 2011, 12 persone sono morte quando la polizia ha aperto fuoco sui manifestanti. Altre tre sono morte a causa delle ferite riportate, ed altri due in seguito a tafferugli vari.
Fanno 17 morti.
Secondo Human Rights Watch, un gruppo non governativo con sede a New York, la Ersai Caspian Contractors di proprieta’ mista ENI e kazaka e’ stata coinvolta in metodi repressivi per disperdere in maniera violenta una protesta di lavoratori del tutto leggittima.
Le ditte incriminate sono:
Ersai Caspian Contractor
OzenMunaiGas
KarazhanbasMunai
JSC
Di queste tre, la prima e’ di proprieta’ dell’ENI-Saipem, la seconda e’ una joint venture di vari enti kazaki, l’ultima e’ una collaborazione kazako-cinese.
Il rapporto ha per titolo “Striking Oil, Striking Workers” che e’ un gioco di parole per dire “Trovi petrolio, maltratti i tuoi lavoratori”. Sono 153 pagine di denuncia scritte da Mihra Rittmann.
Human Rights Watch ha ascoltato ed intervistato decine di residenti e i lavoratori, ed anche i petrolieri ed evidenzia che tutte e tre le ditte citate sopra non hanno rispettato i diritti umani, rendendo impossibili manifestazioni pacifiche, con violenza, licenziamenti di massa, ricatti e minacce. Leggi il resto di questo articolo »





















Sono giorni di manifestazioni di massa nelle capitali delle nazioni europee maggiormente colpite dalla “crisi”. La scena che si ripete è sempre la stessa: manifestanti da una parte, forze dell’ordine dall’altra, a fare scudo tra i primi e i contestati (i cosiddetti “potenti” inutilmente identificati coi parlamentari). Col risultato chenessun manifestante riesce neppure ad intravedere questi ultimi, ma solo degli agenti bardati come dei “robocop” che per contratto si dispongono in mezzo, ricorrendo, a loro discrezione, all’uso della forza.










