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Esopolitica

 

Depistaggio o realtà? Progetto Bluebeam o cos’altro?

La notizia ci arriva da Russia Today, ed è assai interessante.  Si parla di un rapporto divulgato dalla comunità scientifica in cui si dice che i popoli del mondo devono prepararsi per un imminente contatto alieno.  Russia Today, lo ricordo, è  giunta a far concorrenza alla BBC come numero di telespettatori. La notizia quindi è  un annuncio forte e chiaro degli scienziati che dicono “  Prepariamoci al contatto con gli alieni, non siamo soli nell’Universo e un incontro sta per avvenire…”

E’ un annuncio molto esplicito, diffuso per cominciare ad “acclimatare”  la mente della gente. Singolare che questa prima disclosure sul mainstream venga dalla Russia, pochi mesi fa infatti le autorità russe avevano diramato un comunicato in cui dicevano che gli astronauti del loro paese non avevano mai incontrato alieni nello spazio, nonostante l’ampia casistica esistente.

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Un fumetto che merita davvero di essere letto, al di là delle possibili opinioni sugli eventi esposti. Complimenti a Giuseppe di Bernardo, l’ideatore, e al disegnatore Rosario Raho (già autori di The Secret): bravi!      J.C.

Articolo di Sabrina Pieragostini * Link

La storia degli ufo diventa un fumettoGli incontri ravvicinati più famosi, i casi di abduction che hanno fatto scalpore, i fenomeni più strani tuttora inspiegabili: tutto a disegni. La storia degli Ufo diventa un fumetto, per iniziativa del Centro Ufologico Nazionale. Il giornalino, in edicola da qualche settimana, è destinato al pubblico dei più giovani. “Ma non solo- specifica subito Roberto Pinotti, segretario del Cun. “I fumetti li leggono tutti, non solo i ragazzi! E poi questo costa pure poco…”

Proprio lui, il decano dell’Ufologia italiana, è la voce narrante di questa fiction ambientata durante l’ultimo Simposio Internazionale di San Marino. È qui che Pinotti viene avvicinato da una bionda giornalista televisiva appassionata di misteri (ogni riferimento alla sottoscritta sembra puramente voluto, dicono…). Chiacchierando con lei, un po’ per volta, espone così tutte le prove a suffragio della cosiddetta ‘teoria aliena’. Leggi il resto di questo articolo »

La donna che sussurrava agli alieni non si è degnata di sussurrare le risposte alla mia intervista, con domande speditele via mail, perché avrebbe voluto che la facessimo tramite Skype, mentre io preferisco avere il testo scritto da elaborare, piuttosto che impappinarmi prendendo appunti davanti a una webcam.

Di lei non sapremo mai il vero nome, perché così ha deciso, ma la si può chiamare Sammy Volpe Bianca, oppure con il suo nick name The Wolvessyster Wolf.

Comunque, sappiamo che ha 44 anni e la si può incontrare sulla sua bacheca Facebook o meglio ancora  sul suo sito ufficiale.

Quando, dopo qualche giorno, le ho chiesto se non era più interessata all’intervista, così mi ha risposto:

“Non è che la cosa non mi interessi di per sé, è che ho capito che non hai un grande livello di autoconsapevolezza ed hai uno scarso livello di Conoscenza riguardo alla vera realtà delle cose e che perciò, tutto quello che posso scrivere viene valutato, visto ed analizzato da un qualcuno che non ha la base di partenza che serve…….ed a questo punto, mi trovo poco interessata.

(Chiumiento, invece ha la base che serve, ma non è interessato ad andare oltre il visibile ad occhio nudo).

Le domande che mi hai fatto, inoltre, richiedono talvolta risposte accurate e non si possono dare risposte veloci in qualche maniera, perciò……mi serve il tempo che non ho.

Perché la mia giornata è frazionata fra le mille cose che devo fare”.

 

Mi sono sentito un po’ snobbato e la risposta mi è sembrata un tantino altezzosa. Comunque, lascio giudicare a voi.

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Quando lo conobbi la prima volta tre anni fa e lo sentii parlare, ci misi meno di un minuto a catalogarlo tra i “picchiatelli”. Avvenne quando mi disse che sotto il monte Piancavallo ci sono enormi caverne dove Rettiliani e Americani lavorano in combutta per danneggiare l’umanità.

Tutte le volte che ai mercatini, dove ho la bancarella, lo incontro, riesce a stupirmi con novità inverosimili. Per esempio quando mi ha detto che le fate se ne sono andate dal pianeta Terra a causa dell’inquinamento. O quando mi ha detto che attorno al nostro pianeta c’è una griglia che impedisce alle anime di uscire. L’ultima in ordine di tempo è di pochi giorni fa, quando mi ha detto che HAARP è stato neutralizzato dagli abitanti della Terra Cava.

Oggi siamo amici, continuiamo a vederci ai mercatini (mi porta anche merce da vendere) e lo considero degno di attenzione non meno che di rispetto, anche se non posso non rilevare l’influenza negativa che – secondo me – certi guru cibernetici hanno esercitato su di lui. Nel mare magnum dei siti internet c’è anche molta spezzatura “annebbiacervello” che deve essere presa cum grano salis e che richiede grande capacità di discernimento da parte degli utenti.

Le cose in cui crede fornirebbero molto materiale di dileggio agli scettici che ho intervistato recentemente, ma la differenza è che costoro espongono le loro argomentazioni con una spocchia fastidiosa, mentre il mio amico si rende conto che, con quanto afferma, corre il rischio di essere preso per pazzo.

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Siamo nani sulle spalle dei giganti, diceva Bernardo di Chartres. E quando ho finito – tutto d’un fiato – di leggere il libro più famoso di Mauro Biglino, mi sono sentito proprio così, seduto su migliaia di pensatori e di teologi del passato, che non hanno avuto la fortuna che ho avuto io.

Nessuno di loro è riuscito a leggere la Bibbia in chiave ufologia e ad accorgersi che non c’era bisogno di interpretare le Sacre Scritture, perché bastava seguirne il senso letterale.

Nessuno di loro è stato capace di applicare il “rasoio di Occam”, nemmeno il monaco che ha dato il nome a quella particolare tecnica retorica.

Tanto per cominciare, in principio due degli Elohìm sbarcati sulla Terra crearono l’uomo a loro immagine e somiglianza. Non era proprio il vero principio, giacché, insaziabili come siamo di conoscenza, vorremmo sapere chi ha creato la materia e l’universo intero, ma questo la Bibbia non lo dice o, se lo dice, sopravvaluta, esagerando, il potere degli Elohìm. E quindi non tutte le nostre curiosità saranno soddisfatte.

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Assistere alla propria crescita personale è qualcosa di straordinario. Non sto diventando migliore, ma vedo aumentare le mie conoscenze, di giorno in giorno. Conoscere persone, guardarle negli occhi e ascoltare le loro storie, non so se influisca sul mio DNA, ma sento che da qualche parte, le impressioni che ricevo, vanno ad accumularsi e si organizzano magicamente. E’ la scoperta dell’acqua calda, lo so.

Prendiamo gli addotti – anche noi! – per esempio. Finora me li immaginavo come persone piuttosto traumatizzate, fragili e sull’orlo di una crisi di nervi. Persone che, se gli sedevi vicino, ti guardavano con occhi spiritati o con occhi spenti, a seconda della gravità dei traumi subiti. Persone che magari, se dicevi una parola sbagliata, cominciavano a schiumare dalla bocca e a rotolarsi per terra, pronunciando parole incomprensibili in lingue antiche.

Fino ad oggi pensavo che fossero rarissimi e che solo Daniele Bossari fosse riuscito a scovarli e ad intervistarli, rendendoli famosi come Giovanna Podda e il suo coniglio e Federico Bellini e il suo ringhio, i quali, presentati così, sembrano due personaggi di una compagnia di guitti, con carrozzone al seguito. L’aver mostrato in pubblico quei due personaggi mi aveva portato ad emettere un giudizio particolarmente severo nei confronti di trasmissioni come Mistero.

E invece, ora mi sta capitando di ricevere la testimonianza di persone in carne ed ossa (e branchie?) che mi parlano bene sia della Podda, che del Bellini, e questo mi costringe a ricredermi. Esattamente ciò che sono costretto a fare con gli addotti.

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Due blogger che godono della mia stima nutrono come me interesse per l’ufologia. Il primo è Zret, che a quanto pare la bazzica da molto tempo e il secondo è TNEPD, che sembra si sia avvicinato alla materia solo nell’ultimo periodo.

Io penso che ciò sia dovuto al fatto che se riuscissimo a venire a capo del mistero ufologico, ci troveremmo anche in dirittura d’arrivo per rispondere alle antiche domande su noi stessi: chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando.

Tuttavia vi sono, in questo interesse, alcuni lati oscuri, tanto che questo articolo avrei potuto benissimo intitolarlo “Il fascino ingannevole dell’ufologia”.

Posto che sta prendendo sempre più piede l’identificazione tra alieni e angeli e assodato che è di vecchia data anche l’interscambiabilità tra angeli e demoni, già da tempo siamo stati messi in guardia sulla pericolosità delle indagini su spiritismo, magia nera e stregoneria. E quindi potrebbero esserci delle controindicazioni anche nello studio dell’ufologia.

Tralasciando il fatto che molti ufologi anglosassoni sono stati eliminati fisicamente dai servizi segreti, quelli che sono ancora sulla piazza come minimo vanno incontro al dileggio da parte di vasti settori della società. E questo sarebbe ancora il minimo se non fosse che visti da vicino presentano alcune “stranezze” che non si sa se sono conseguenza o prerequisito del loro essere ufologi.

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“Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare”

Gabriele D’Annunzio – Alcyone

 

 

L’exploit fu nel 1991. Prima venivano chiamati “nidi d’UFO”, ma non avevano niente di particolare, se non che mostravano il posto dove il disco volante era atterrato. Prima ancora, nel Medioevo, si parlava di “diavolo mietitore” in riferimento a formazioni strane e inspiegabili trovate nei campi di cereali. La spiegazione demoniaca era quella alla portata del volgo superstizioso e ignorante, se pensiamo a ciò che capitava in Germania a causa della segale cornuta.

Agli inizi degli anni Novanta, dunque, il fenomeno arrivò al grande pubblico e prima di addentrarci nei particolari mi preme – è il caso di dirlo – evidenziare che sta capitando in un preciso momento storico, con tanto di date apocalittiche pubblicamente azzardate e annunciate.

Prima del 2012 c’era il 1975, come momento topico di svolta e di catarsi.

Non si sa chi abbia reso di dominio pubblico la fine del calendario Maya, né perché lo abbia fatto, ma del 1975 si sa che, in base ai loro calcoli, sono stati i Testimoni di Geova, e quella fu forse una delle tante date indicate come significative in vista della “fine dei tempi”.

Siamo sempre in una logica millenaristica e se dietro le aspettative per il 21 dicembre prossimo ci sono gli Illuminati, vuol dire che, volenti o nolenti, consci o inconsapevoli, siamo tutti suscettibili di manipolazione mentale, nonché galleggianti nel mare in tempesta dell’incertezza, come sugheri impazziti.

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Collocando cronologicamente alcuni fatti, si possono trarre conclusioni inquietanti. La prima serie tivù intitolata “Visitors” apparve nel 1984, l’anno di Orwell. Il primo libro di David Icke in cui parlava dei rettiliani [1] apparve nel 1999, altra data che rimanda a una famosa serie televisiva di fantascienza.

Se Hollywood è di proprietà di quegli stessi massoni Illuminati che dirigono occultamente il mondo e, attraverso film e telefilm c’inviano messaggi subliminali, anche David Icke è di loro proprietà. La fortuna di film catastrofisti, con ipotetiche invasioni di alieni cattivi, si può spiegare con la predilezione che molti spettatori hanno per i film di fantascienza in genere, che sono in numero superiore a quelli che invece preferiscono il genere fantasy, ma la fortuna dei libri di Icke, divenuti quasi tutti dei best-sellers si può spiegare con un aiutino ricevuto dagli Illuminati di cui sopra.

In genere, se si vuole avere successo nel mondo dello spettacolo o in quello dell’editoria ci vogliono i santi in paradiso, oppure l’approvazione di chi possiede il circo dello show business e l’editoria stessa. Sulla base del principio, che è sempre stato applicato nella storia, di finanziare gli apparentemente opposti contendenti, siano essi democratici o repubblicani, Hitler o gli Alleati, anche un testo in cui si afferma che la regina Elisabetta tiene le maniche lunghe per non mostrare in pubblico la sua pelle squamosa, potrebbe benissimo essere sponsorizzato dagli Illuminati, cioè dalla regina Elisabetta stessa.

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Sono andato ad un appuntamento con un uomo che non avevo mai visto, né lui aveva mai visto me. Stavo entrando in panico perché, arrivato in ritardo, mi ero accorto di aver dimenticato il foglietto su cui c’era il suo numero di cellulare, quando vedo un uomo scendere da una Panda e salutarmi amichevolmente, chiamandomi per nome da lontano.

“Ti ho beccato!”, mi dice sorridendo.

“Va be’ che non c’è molta gente qui, ora, ma come hai fatto a riconoscermi?”, gli ho chiesto.

“Perché ti ho visualizzato ieri durante la meditazione”, è stata la sua risposta. Acc…cominciamo bene! – ho pensato.

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Tempo fa vi ho parlato di Federico Caravaggio. Oggi vi presento suo fratello. Entrambi appartengono ad una famiglia di sensitivi, giacché anche mamma e nonna hanno avuto le loro esperienze ESP. Il che m’induce a sospettare che tale “dote” sia ereditaria per via genetica, oppure per qualche altra via che a me sfugge. Affermare che sia trasmissibile per via culturale mi sembrerebbe riduttivo.

Come si vede dalla foto, Eugenio Caravaggio è quel che si dice un bel ragazzo e cosa fanno i demoni quando vedono un bel ragazzo? S’invaghiscono di lui, per lo meno quei demoni che storicamente si presentano all’uomo sotto forma di Succubi, versione femminile degli Incubi. Se la cosa suona strana, ci si dovrebbe chiedere intanto cosa intendeva il Genesi quando diceva che gli angeli si unirono con le “figlie degli uomini”. Che si tratti di un’attrazione non tanto erotica quanto spirituale? E poi, la stirpe dei giganti Nephilim, frutto dell’unione tra angeli e donne, è esistita veramente?

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Questa storia mi sta mandando fuori di testa. E non so perché. Forse per motivi geografici. Se fosse successa a Canicattì l’avrei lasciata perdere e invece è successa a Mortegliano. Ma se fosse successa a Rive d’Arcano penso che l’avrei seguita lo stesso.

La cosa curiosa è che io non sono mai stato un ufologo, né mi sono mai identificato in tale figura, ma mi sembra di aver fatto un passo notevole in direzione di un’accresciuta consapevolezza. Non sarà mica anche questo uno degli aspetti del salto quantico di consapevolezza previsto per quest’anno?

Sto vivendo l’esperienza d’improvvise intuizioni una via l’altra, concentrate nello stesso breve periodo di tempo, come non mi è capitato nei quarant’anni precedenti, se escludiamo l’infanzia spensieratamente dorata della mia quasi inutile vita.

I libri. I libri aiutano molto. Più che riempirti la mente di sciocchezze, te la aprono. Sono come apriscatole. Guai a chi non li legge, perché rimane imbozzolato nella capsula dell’ignoranza, evitando la fatica di fiorire.

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Chi volesse leggere la prima parte clicchi QUI

 

 

 

Come dal letame nascono i fiori, così da quel Pirla delle Perle nascono suggerimenti involontari e indicazioni di verità. Lui, l’Innominabile, pensa di essere spiritoso e invece se lo si chiamasse “Demolition man” sarebbe un bel titolo per lui. Azzeccato.

Tutte le sue energie mentali sono impegnate a combattere principalmente quattro o cinque ricercatori indipendenti, con particolare predilezione per Rosario Marcianò.

Il sospetto che sia pagato per farlo è altissimo, aggettivo superlativo che fa rima col suo cognome. Tuttavia, voglio qui pubblicamente ringraziare il Pirla delle Perle per avermi fatto accendere una lampadina in testa.

Poiché riporta la telefonata tra il regista Varo Venturi e Paolo Franceschetti, resa pubblica da quest’ultimo sul suo blog, ho voluto anch’io, come suggerito dal Venturi, cercare di vedere qualche legame tra alieni e massoni.

Da quando ha la tecnologia per farlo, la casta militare mondiale si è sovrapposta a fenomeni naturali da sempre esistiti, come i terremoti e le perturbazioni climatiche, scatenandoli a piacere, come una specie di false flag applicata al territorio. E come nelle più classiche false flag il colpevole è colui che viene indicato come tale dallo stesso agente dell’attentato, così, con le armi scalari, viene  indicata la natura come colpevole, dato che nel suo repertorio ha sempre avuto terremoti e altri sconvolgimenti climatici.

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L’ultima mietitura

Si capiva subito che padre Malachia era un prete sui generis. E infatti, nel settimo episodio si scoprono gli altarini, che per un sacerdote mi sembra un’espressione alquanto appropriata. Egli era un esorcista, e ciò lo rende di per sé abbastanza interessante. Era un gesuita, e ciò lo rende piuttosto sospetto, ma che lavorasse anche per i servizi segreti del Vaticano, ci lascia un po’ sconcertati. Ma poi, esistono veramente i servizi segreti del Vaticano? Se io ora sto qui a domandarmelo, significa che, se esistono, sono stati piuttosto bravini a non farlo sapere in giro. Della banca vaticana sapevamo, ma se dovessimo credere che la Chiesa Cattolica si serva anche di agenti segreti, a meno che non si voglia considerare tali i gesuiti, dobbiamo accettare anche che usino gli stessi metodi ortodossi tipici della professione, cioè uccisioni, raggiri e tradimenti vari. Il che significherebbe un tradimento ancora peggiore: quello dei principi evangelici. E dunque, abbandono in massa della fede da parte dei fedeli. E quindi fine del potere della Chiesa.

I libri di Dan Brown che ho letto, li spiego con il classico antipapismo anglosassone e potrebbero essere infarciti di maldicenze. In ogni caso, si tratta di fiction. Anche The secret, che è un’altra forma di fiction letteraria, accenna ad un legame tra gli Illuminati e la Chiesa cattolica, ma non calca la mano come fa Dan Brown e la cosa non turba nessuno.

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Il fattore cigno nero

Il fumetto The secret è pieno zeppo di archetipi, a cominciare da Eros e Tanatos. Amore e morte. La ragazza di Adam Mack, infatti, muore a pagina tre, durante un litigio, ma riappare sotto forma eterica già a pagina diciannove, per comparire di tanto in tanto lungo tutto il percorso degli otto albi della miniserie.

Il grullo Adam, invece di levare un peana della vittoria per essersi tolto dalle scatole una rompiballe simile, fa il tenerone incazzoso per tutti gli otto fumetti, andando alla ricerca della sua innamorata con ogni mezzo possibile. Qui vediamo un altro archetipo all’opera, che Hollywood ci ha presentato in tutte le salse: il poliziotto vedovo che muore di nostalgia e che confonde i suoi doveri d’ufficio con la vendetta privata da portare a segno contro i cattivi che gli hanno ucciso la moglie. O contro il Fato che ha fatto la stessa cosa. Ma un uomo fedele non è un po’ un fenomeno contro natura? Sì, ma alla femministe sioniste e ai registi gay piace così!

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Gianni Lannes
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Antonella Randazzo
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