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Archivi per la categoria ‘Economia’

La Meteorologia Spaziale diventa un problema internazionale

A volte un problema è così grande che un paese non è in grado di gestirlo da solo.
Questo è il messaggio che gli scienziati stanno lanciando al meeting internazionale di oggi ‘Living with a Star’ (ILWS) riuniti a Brema, in Germania dove rappresentanti provenienti da più di 25 paesi tra quelli più tecnologicamente avanzati del mondo si sono riuniti per confrontarsi.

Il problema riguarda le tempeste solari – capire come prevederle e restare al riparo dai loro effetti“, dice il Presidente dell’ILWS Lika Guhathakurta della NASA. “Abbiamo bisogno di fare progressi su questo argomento prima che arrivi il prossimo massimo solare intorno al 2013.”

Il Sole e la Terra sono separati da 93 milioni di miglia di spazio – apparentemente una distanza di sicurezza. Ma da quando è iniziata l’Era Spaziale e specialmente negli ultimi anni, c’è stata una crescente consapevolezza che 93 milioni di miglia in realtà non sono poi una gran distanza. Navette spaziali e osservatori terrestri hanno dimostrato che la Terra si trova nell’atmosfera esterna del Sole, colpita dai venti solari e bersagliata da grandinate di particelle energetiche. Inoltre, i due corpi sono in realtà collegati da fili invisibili di magnetismo. Durante gli “eventi di riconnessione”, che di solito accadono più volte al giorno, è possibile tracciare le linee di forza invisibili lungo tutto il percorso dai poli della Terra alla superficie del Sole.

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Oggi sono stato in Banca per annullare la mia Carta di Debito [qualcuno ancora la chiama Carta di Credito?].
Una nota compagnia telefonica alla quale sono abbonato, aveva addebitato per l’ennesima volta una cifra sul mio conto, attivando un’offerta che non avevo assolutamente richiesto, allora ho deciso di chiudere la Carta [non è bello dover controllare in questo modo paranoico il conto, non dovrebbe essere così giusto?].
Dopo ho effettuato dei pagamenti e richiesto il prelevamento di una somma.
Al termine delle operazioni, lo sportellista, che non aveva mai aperto bocca e che nemmeno conosco, mi chiede disinvolto: come va il lavoro?

Voi cosa avreste risposto?

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Come gli istituti di credito rinforzano i derivati del capitalismo illegale e la corruzione

di: Thierry Brugvin

fonte: Rinascita.eu
La crisi economica che è scoppiata nel 2008 era già stata prevista da parecchio tempo da numerosi economisti soprattutto in seguito alla bolla finanziaria dovuta alla speculazione.
Ma relativamente ai derivati dell’economia capitalistica, la responsabilità bancaria del debito e dei paradisi fiscali è al tempo stesso più profonda e più vecchia di quel che si è sempre pensato .
Nel cuore dello Stato e del governo dell’economica e della politica, domina il potere finanziario in maniera legale, ma a volte anche sotto forme illegali e spesso poco democratiche.
Nel quadro di questo articolo andremo ad esporre differenti meccanismi del potere dei banchieri nel mondo. Le banche e i paradisi fiscali, sono degli acceleratori di questa autorità (governance) neoliberale.
La deregulation viene allora a rafforzare i delitti politico-finanziari di fatto per la carenza e la dissoluzione delle regole nel controllo.
Il debito, in particolare quello dei Ped (Paesi in via di sviluppo ndt) è uno strumento di dominio dei paesi ricchi verso i più poveri. Mentre la privatizzazione del potere di produzione monetaria attraverso le banche private, porta ad un furto uguale a quello di un bene pubblico.

Le banche e i proprietari delle grandi banche (Rockefeller, Rothschild, Morgan, City Group, Goldman Sachs…) rappresentano uno dei perni del potere mondiale. Va precisato prima di tutto che questi proprietari dispongono di enormi somme. Il periodico Forbes calcola 1125 miliardari nel 2008 (Kroll, 2008).Nella classifica Forbes del 2005, Bill Gate era l’uomo più ricco al mondo con 46,5 miliardi di dollari e Warren Buffet con 44 miliardi di dollari.
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IL PIU’ GRANDE CRIMINE
fonte: www.paolobarnard.info
Questo saggio vi parla del più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Milioni di esseri umani e per generazioni furono fatti soffrire e ancora soffriranno per nulla. I dettagli e l’ampiezza della loro sofferenza sono impossibili da rendere in parole. Soffrirono e soffriranno per una decisione che fu presa a tavolino da pochi spregiudicati criminali, assistiti dai loro sicari intellettuali e politici. Essi sono all’opera ora, mentre leggete, e il piano di spoliazione delle nostre vite va intensificandosi giorno dopo giorno, anno dopo anno.
La decisione di cui parlo si è materializzata in un progetto di proporzioni storiche come pochi prima, architettato con un dispiegamento di mezzi impressionante, quasi impossibile da concepire per una mente comune, e una finalità che toglie il respiro solo a considerarla: la distruzione degli Stati sovrani, delle leggi, delle classi lavoratrici, e di ogni virgulto rimasto di democrazia partecipativa in tutto l’Occidente, per profitto.
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25 Agosto 2010 – Fonte: larouchepac

Un’alta fonte di intelligence di Washington ha riferito questa mattina che una seria battaglia è scoppiata all’interno della Federal Reserve a proposito dell’ iperinflazione, e che delle persone vicine alla Fed ne stanno rivelando i dettagli, il che significa che la lotta si intensificherà e diventerà più pubblica. Tale lotta è scoppiata all’interno dell’annuale summit economico della Federal Reserve tenutosi questa settimana a Jackson Hole, il cui ospite, Thomas Hoenig della Fed di Kansas City, ha pubblicamente dissentito dalle decisioni iperinflazioniste di Bernanke in ciascuna delle ultime otto riunioni del Federal Open Market Comittee. E in effetti, le stesse fonti riportano di una discussione estremamente interessante, in particolare quella svoltasi dietro le quinte.

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Bloomberg

di Simone Meier e Doyle Dara – 24 Agosto 2010

Il Premio Nobel per l’economia  Joseph Stiglitz ha detto che l’economia europea è a rischio di scivolare di nuovo in recessione a causa dei tagli di spesa dei governi volti a ridurre i deficit di bilancio.

“Volenti o nolenti, il taglio di investimenti ad alto rendimento solo per migliorare l’”immagine” del deficit, è davvero sciocco”, ha detto Stiglitz, professore della Columbia University, in un’intervista trasmessa oggi su RTE Radio a Dublino.

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Fonte: Cobraf

Il crollo ulteriore del mese di luglio delle vendite di case in America, -27% contro stime di un -10% al massimo ha tagliato le gambe ai mercati oggi.

Notare che il crollo è stato del -40% per le case sotto i 150mila dollari di valore mentre per quelle sopra il milione le vendite sono a +5%. A forza di metterlo in quel posto ai lavoratori con la globalizzazione che ha spedito all’estero milioni di posti di lavoro americani ora si ritrovano che i lavoratori non spendono e non fanno mutui e se ne stupiscono e lamentano anche a Wall Street, perchè poverini gli causa un -2% del Nasdaq. Per cui si domandano cosa si potrà mai fare per pompare di nuovo questi prezzi delle case, come si potrà mai indurre ad indebitarsi di più i lavoratori americani, che hanno perso i posti di lavoro ben pagati di una volta.
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Dal libro “Nelle vene dell’America” di William Carlos Williams

Il povero Riccardo di Benjamin Franklin*

Poiché numerose persone in Europa hanno espresso per lettera allo scrivente, buon conoscitore dell’America del Nord, il loro desiderio di trasferirsi e di stabilirsi in quel paese, e poiché tali persone sembrano essersi fatte, per ignoranza, idee e speranze sbagliate su quanto laggiù le attende, egli giudica utile, anche per evitare scomodi, costosi e infruttuosi spostamenti e viaggi di persone inadatte, offrire qualche nozione, su quel continente, più chiara e più rispondente a verità di quelle finora divulgate.

Egli ha osservato che molti immaginano che gli abitanti dell’America del Nord siano ricchi, e in grado di premiare, e disposti a premiare, qualsiasi manifestazione di ingegno; che nello stesso tempo essi ignorino ogni scienza, e che di conseguenza gli stranieri provvisti di talento per le belle lettere, le belle arti, eccetera, saranno da loro molto stimati, e così ben pagati da diventare facilmente ricchi anche loro; che ci sia poi a disposizione una quantità di cariche bene remunerate, che i nativi non sono qualificati a ricoprire; e che essendoci pochi membri dell’aristocrazia tra loro, gli stranieri di nobile nascita debbano essere colà molto rispettati, e naturalmente in grado di ottenere con facilità i migliori di quei posti, e di fare così la propria fortuna; e inoltre che i governi, per incoraggiare l’emigrazione dall’Europa, non solo paghino le spese personali del viaggio, ma regalino anche terre agli stranieri, con i negri per lavorarle, attrezzi agricoli, e bestiame. Queste sono tutte folli fantasie, e coloro che vanno in America con tali speranze ne saranno sicuramente delusi. Leggi il resto di questo articolo »

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di Felice Capretta, Fonte: Informazione Scorretta.
L’estate è sempre prodiga di notizie interessanti, si sa, e così alcuni media mainstream allineati fanno a gara a chi trova la notizia più interessante.
Riveste particolare interesse, evidentemente, la pratica del “balcooning”, che ha raggiunto recentemente le pagine di alcuni quotidiani.
Si tratta, in sostanza, di lanciarsi dal balcone dell’albergo.
Solitamente in piscina, ma evidentemente non c’e’ sempre acqua ad attenderli, visto che il quotidiano parla di 4 morti.
Quattro tra le migliori menti del mondo.
Già.
Forse sarebbe stato più utile dedicare qualche riga ad una serie di notizie che ieri ed oggi hanno iniziato a comparire su alcuni quotidiani economici sullo stato di salute dell’economia USA, inglese e mondiale.
E non stiamo parlando di ripresa, ma piuttosto di segnali di crisi a W, dove la mezza ripresa non è che un movimento artificiale ed illusorio nel bel mezzo del disastro economico, prima che la portata effettiva della crisi sia evidente ed accettata globalmente. Leggi il resto di questo articolo »

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Il riferimento ai rapporti preferenziali del Cavaliere (e dell’Eni) con la Russia rappresenta un segnale allarmante per il futuro

di: Filippo Ghira  fonte: rinasciota.eu

Il terremoto in atto nel centrodestra tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini non può essere liquidato come il semplice e fisiologico scontro tra il capo supremo e il suo storico delfino che scalpita perché vede il tempo passare e con esso allontanarsi le possibilità di prenderne il posto nella guida di un governo di centrodestra ed affermarsi anche come il capo della coalizione. Diversi fatti inducono a sospettare che in parallelo ai finiani si muovano precisi interessi economici internazionali.
Interessi di gruppi che non amano l’attivismo del Cavaliere e i suoi forti e personali rapporti con Vladimir Putin che hanno permesso all’Eni e all’Enel di ritagliarsi un grande spazio di manovra in Russia. Non parliamo poi della ricomposizione dopo tanti anni dei rapporti con la Libia di Gheddafi nella quale anche le potenzialità dell’Eni e dell’Enel hanno giuocato un ruolo non indifferente. Non è un caso infatti che, all’interno del rovente scambio di accuse delle due parti sulle reciproche malefatte, relative all’appartamentino di Montecarlo affittato al cognato, alla villetta di Arcore frutto dell’eredità Casati Stampa curata all’epoca da Cesare Previti, nonché a tutta la turba di donne variamente libere e di sgallettate varie, siano emerse questioni più propriamente di ambito politico ed economico.


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Fonte: Cobraf

12.08.2010. Oggi le borse hanno perso a seconda dei casi dal -3% al -5%, come grafici e numeri niente di grave nel contesto di un rimbalzo del 10% medio dai minimi del 2 luglio.

Ma nei giorni come oggi quando le autorità monetarie intervengono e “comunicano” e il mercato invece di essese rassicurato reagisce franando il cedimento può in qualsiasi momento avvitarsi su stesso e diventare un -10% in un paio di ore per S&P, Dow Jones e Nasdaq come era successo il 6 maggio.
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di Helena Norberg-Hodge – 11/08/2010 – Fonte: ariannaeditrice

Con il crollo del comunismo è opinione comune che al mondo rimanga un’unica opzione: un mercato globale non regolamentato e dominato dalle grandi corporation.

Molti ritengono che la liberalizzazione consenta alle grandi corporation transnazionali di fornire ai consumatori una gamma di prodotti provenienti da ogni parte del globo che non ha precedenti. Grazie all’economia globale possiamo riempire il carrello del supermercato con mele del Kenya, burro a basso prezzo della Nuova Zelanda, e con tutti i cibi esotici che desideriamo. Se questi prodotti sono più a buon prezzo dei loro corrispettivi locali, è perché i fornitori operano su scala più larga ed efficiente. Abili PR e sofisticate campagne pubblicitarie ci convincono che più grande è l’impresa, più sicuri sono i suoi prodotti alimentari.
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Fonte: nicolòbellia.info

L’industrializzazione, fin dal suo inizio, ha prodotto in eccesso rispetto alla domanda.

Il denaro della domanda proviene dalla produzione industriale ed incide per una parte del prezzo dei beni prodotti, quindi non può coprire la produzione.

Fin dall’inizio si è compensato questa scarsezza monetaria con il ricorso al Debito Pubblico, gravato di interessi.

Con il passare del tempo l’incremento degli interessi costringe all’aumento del ricorso periodico al debito.

Dopo un certo periodo di tempo si arriva però al punto che viene meno la convenienza per le Banche Centrali ad erogare ulteriori prestiti, giacché l’inflazione indotta fa perdere al capitale accumulato più di quanto rendono i prestiti.

Questo spiega perché i Governi europei programmano, più che ampliamento della domanda, riduzione delle spese.

Ciò è palesemente recessivo con prospettive economiche dolorose. Leggi il resto di questo articolo »

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…è possibile ridefinire l’assetto proprietario della Banca centrale,
> senza trasferire alcuna quota: basterebbe procedere ad un aumento di
> capitale della Banca d’Italia interamente sottoscritto dallo Stato o
> da un ente pubblico. Le quote possedute dagli azionisti privati
> sarebbero diluite e la proprietà sarebbe, di fatto trasferita allo
> Stato.

> segnalato dell’amico Claudio Toppano
> http://www.camera.it/409?idSeduta=114&Resoconto=allegato_a.197200
>
>
> La Camera, premesso che:
> l’integrazione della Banca d’Italia nell’ambito del Sistema europeo di
> banche centrali rende la stessa partecipe delle scelte relative alla
> determinazione ed all’attuazione della politica monetaria dell’Europa
> che, come obiettivo principale, persegue il mantenimento della
> stabilità dei prezzi;
> a questo si aggiunga che, in considerazione della consolidata
> organizzazione e presenza territoriale, tutte le banche centrali
> nazionali saranno chiamate a svolgere importanti compiti di natura
> operativa al fine di realizzare l’obiettivo della stabilità dei prezzi
> e di esercitare la vigilanza sul sistema bancario;
> nonostante l’evidente interesse pubblico e nazionale del ruolo della
> Banca d’Italia, essa ha conservato per molti aspetti l’originaria
> struttura societaria privatistica, specie con riferimento al proprio
> capitale;

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fonte: movisol.org

Editoriale di Jacques Cheminade
21 luglio 2010

Alla società francese manca ormai il morale. Il denaro regna sovrano, dappertutto. Le più alte autorità dello Stato dànno l’esempio, tra favoritismi e conflitti d’interesse. È il momento che François Fillon ha scelto per rompere il “tabu semantico” del governo e pronunciare la parola ‘rigore’. “Rigore, rigore, rigore, se volete ve lo ripeto”, ha cinicamente irriso il Primo Ministro [francese], a distanza di migliaia di chilometri dal suo Paese. S’è impegnato a ridurre il deficit dell’8% del PIL previsto per questo anno, del 3% di quello previsto per il 2013, cioè di circa 100 miliardi d’euro in tre anni, cosa che presuppone il saccheggio dello stato sociale (previdenza sociale, aiuti per l’occupazione, ecc.) e delle dotazioni in favore delle regioni e dei dipartimenti, e la soppressione delle assunzioni negli ospedali, dei rimborsi delle nuove medicine e delle possibilità di ammissione ai ricoveri di lunga degenza, e l’aumento delle tariffe per le analisi mediche e per le operazioni, come quelle per curare le cataratte. Si tratta dello smantellamento del programma del Consiglio Nazionale della Resistenza, voluto dai vari Danis Kessler e dai vari Michel Pébereau.

Questo rigore risparmia la finanza. Così il primo luglio, la Banca Centrale Europea, alla scadenza di un prestito massiccio di 442 miliardi di euro alle banche, ha rinnovato gli “stanziamenti di liquidità” a tutti gli istituti che ne avevano bisogno. Leggi il resto di questo articolo »

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fonte:corriere online

Un articolo del New York Times su uno studio americano

Il sorpasso al prezzo di 0,16 dollari a chilowattora. L’energia atomica costerà sempre di più

I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org)
I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org)

NEW YORK – Oggi negli Stati Uniti la produzione di energia solare costa meno di quella nucleare. Lo afferma un articolo pubblicato il 26 luglio sul New York Times, che riprende uno studio di John Blackburn, docente di economia della Duke University. Se si confrontano i prezzi attuali del fotovoltaico con quelli delle future centrali previste nel Nord Carolina, il vantaggio del solare è evidente, afferma Blackburn. «Il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative a basso costo rispetto al nucleare», spiega Blackburn, nel suo articolo Solar and Nuclear Costs – The Historic Crossover, pubblicato sul sito dell’ateneo. «Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora» (12,3 centesimi di euro/kWh). Senza contare che il nucleare necessita di pesanti investimenti pubblici e il trasferimento del rischio finanziario sulle spalle dei consumatori di energia e dei cittadini che pagano le tasse.

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