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…condito dalla rabbia dei suoi detrattori angloservi
Premetto che Silvio non mi piace e non l’ho mai votato però all’indecenza dei nostri dipendenti non c’é limite! E ‘ ormai una autentica gara a chi dice più scemenze riguardo il vertice italo libico. Una masnada di politicanti nullafacenti si butta a pesce nel nobile tentativo di screditare il capo del governo omettendo bellamente di parlare dei contenuti del Trattato Italo-libico; ma si sa gli italiani campano di polemiche mica di fatti. Se il trattato garantisce la fine o quantomeno una riduzione dei flussi migratori di disperati africani nel nostro paese, non interessa ai nostri politicanti. Se grazie a questi accordi l’Italia raggiunge quantomeno una certa sicurezza di approvigionamenti di metano e quindi di un certo livello di autonomia energetica, questo non interessa a nessuno. Se gli accordi permettono ad aziende italiane di operare in Libia e parare almeno parzialmente i nefasti effetti della crisi economica, questo non interessa a anessuno. Siamo veramente un popolo di buffoni involuti. Per noi conta solo obbedire agli ordini degli Angli senza dignità ne decoro. I nostri politici telecomandati di destra e sinistra fanno la loro bella figura di m anche stavolta…
Posto i commenti ad un sondaggio su Euronews, quindi di persone che dovrebbero almeno avere una autonomia intellettuale e poi un articolo dell’Agi ed uno di Di Pietro. Non evidenzio invece i commenti di Fini perché é da vili sparare su un uomo morto. Della sinistra si può fare tranquillamente a meno perché valgono le considerazioni americane alle quali questi si accodano da sempre.
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Fonte: scienzamarcia.blogspot.com
Traduzione di un articolo di J Burgermeister (si ringrazia Giulia per la collaborazione).
E’ indetta per il prossimo 29 agosto una protesta contro la detenzione del giornalista e attivista polacco Rafal Gawronski in una prigione a Gdansk.
Gawronski è stato arrestato un mese fa all’esterno del Palazzo Presidenziale a Varsavia. Inizialmente è stato detenuto senza accuse ufficiali in una prigione della capitale, ed è stato riferito che la polizia ha tentato di alterare il protocollo per nascondere la natura illegale del suo arresto.
Gawronski stava investigando il disastro aereo di Smolensk. Un notevole numero di polacchi è convinto che i vertici del governo polacco siano stati assassinati in un incidente aereo premeditato con l’obiettivo di consegnare le strutture economiche e politiche del paese al dominio dell’industria bancaria e farmaceutica internazionale.
Il primo ministro Donald Tusk ed il neo-presidente Bronislaw Komorowski sono stati oggetto di critiche per avere omesso di indagare sul disastro aereo, e per essersi affrettati a nominare funzionari legati al Fondo Monetario Internazionale ed alla Deutsche Bank in ruoli cruciali all’interno della banca centrale. Leggi il resto di questo articolo »
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Propongo quest’articolo come spunto di riflessione a quanto già scritto riguardo “gli intellettuali di servizio“. Inoltre, qui si accenna alla possibilità che dietro gli incendi in Russia vi sia il famoso progetto statunitense HAARP sul controllo climatico, tema già proposto nel web (vedi qui) che personalmente non ritengo molto lontano dalla realtà. Siano i lettori a trarne le loro conclusioni.
Articolo di Giacomo Gabellini tratto da Conflitti e Strategie e commenti degli utenti del blog
Sull’orlo del baratro
“La Repubblica” del 12 agosto riportava un commento in cui la giornalista del “New York Times” Evgenia Albats affermava che
“L’estate di incendi in Russia è la dimostrazione di qualcosa che tutti i politologi sanno bene. I regimi autoritari, non rispondendo ai cittadini, sono disastrosi quando si tratta di fronteggiare situazioni anomale. Avendo il controllo dei mezzi d’informazione (in primis la tv), i leader di questi Paesi non hanno le capacità di ponderare e calcolare possibili rischi. I cittadini russi, purtroppo, non hanno ancora fatto il collegamento: l’apatia politica che caratterizza oggi la Russia costituisce una seria sfida per la sopravvivenza del Paese”. Leggi il resto di questo articolo »
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Articolo di Giacomo Gabellini, tratto dal blog Conflitti e Strategie
In un suo breve saggio lasciato colpevolmente cadere nel dimenticatoio, George Orwell ha lasciato alcune lucidissime riflessioni in merito alla corruzione dilagante nel panorama intellettuale e giornalistico. Tale saggio fu scritto agli inizi degli anni Quaranta e inserito in appendice all’edizione del capolavoro “La fattoria degli animali“, in cui il grande scrittore inglese fece di Stalin e del regime che stava tenendo in pugno l’Unione Sovietica l’oggetto di una figurata e sarcastica critica. Nel saggio, Orwell esprime la propria meraviglia di fronte alla tolleranza riservata dalla censura inglese nei confronti di quei giornalisti “eretici“, che anziché propagandare l’eroismo delle milizie di sua maestà durante la Seconda Guerra Mondiale, auspicavano talvolta una pace di compromesso con Hitler. Malgrado sull’Inghilterra aleggiasse lo spettro dell’annientamento, il governo britannico non passò infatti la scure sulle opinioni di costoro, a differenza, ad esempio, da quanto fece il regime nazionalsocialista tedesco, che mise in atto una gigantesca e rigidissima campagna propagandistica volta a galvanizzare la popolazione.
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Alfredo Musto Conflitti e Strategie 20 giugno 2010
L’onda lunga del 1992, l’onda lunga della morsa che stringe l’Italia, l’onda lunga della destabilizzazione e della penetrazione dei poteri che stanno sfibrando il tessuto politico, economico e sociale del Paese, mostra la sua forza d’urto riversandosi in ogni campo. Naturalmente, infiltrandosi nei meccanismi dell’informazione e della propaganda, anzi dominandoli.
L’establishment della stampa e dell’editoria ricalca l’impronta di azione e controllo dei soggetti strategici che da decenni reggono le fila di un continuum oramai chiaramente ideologico e caricaturale. Ne costituiscono una formidabile incarnazione Eugenio Scalfari e la sua emanazione Repubblica, espressioni di quel coacervo laico-azionista-massonico che ha caratterizzato fortemente i passaggi storici di questo Paese e a cui si ricollegano personaggi e vicende di primo piano, negli avamposti della politica, della finanza, della cultura così come dietro le quinte dei circoli e degli ambienti di comando e pressione. Leggi il resto di questo articolo »
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Assolutamente da leggere!
VENT’ANNI DELLA NOSTRA STORIA!
UNA LUCIDA ANALISI SUGLI ULTIMI VENT’ANNI DELLA COMPLOTTISTICA ITALICA
Post n°968 pubblicato il 01 Marzo 2009 da Voce di Megaride di anonimo
fonte:sitoaurora.splinder.com

COSA ERA ACCADUTO IN COSI’ POCO TEMPO PER RIBALTARE L’ITALIA?
Cos’era accaduto in così poco tempo per ribaltare tutta l’Italia, la storia e la religione come un calzino? Era accaduto che era crollato il Muro di Berlino, e orde di compagni ipnotizzati dall’isola che non c’è, aspettavano i custodi della fede fuori dalle sezioni con i bastoni in mano dopo tanti anni di prese per il cubo. I geni del marketing delle masse avevano previsto per tempo la grande opportunità, e avevano iniziato a tessere la propria tela coi “vertici“, e a preparare la strada per “orientare diversamente” il popolino del muro di Berlino: caduta la prima pietra, era già pronta una “Santa Alleanza” mediatico-giudiziaria che distogliesse l’attenzione del popolino con la terza media dai mille “contrordini, compagni!” verso una “missione per conto di Dio” che li facesse sentire di nuovo “importanti” per le sorti del mondo.
In realtà si trattava solo di un ramo di un golpe internazionale volto al controllo “dall’alto” delle realtà “locali“, basato in Italia, appunto, sul totale controllo di magistratura e media.
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La recente polemica sul Papa scatenata dai giornali di regime di proprietà dei soliti noti, mette in evidenza un aspetto molto inquietante: il tentativo di delegittimare e in una prossima data di destituire gli ultimi poteri indipendenti del pianeta; e il Papa, assieme ai Capi religiosi di altre fedi, è uno di questi. Guardiamoci in faccia, pensate davvero che abbiano sollevato la questione dei preti pedofili per senso di giustizia? Se così fosse avrebbero sollevato lo stesso putiferio per la questione dei rabbini pedofili o dei rabbini che trafficavano organi e che hanno arrestato a decine a New York… oppure avrebbero parlato del governo Blair implicato in un sacco di casi di pedofilia nascosti ad arte, e invece di questo non se ne é parlato per niente in questi zelanti e squallidi giornali di regime. E ancora: pensate che veramente l’Afghanistan possa costituire un pericolo per gli Usa e l’Inghilterra o che lo siano la Corea del Nord o Cuba? No quello che gli Angli temono veramente é la sovranità e la libertà dei popoli che ancora non sono riusciti a sottomettere culturalmente, economicamente e finanziariamente, o anche solo i popoli che non possono più vampirizzare come un tempo per avvenuto cambio di potere politico al vertice come l’Iran ed il Venezuela.
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di Stenio Solinas – 30/03/2010
Fonte: il giornale

Sembra che in questi ultimi tre anni il Libano abbia preso a crescere, economicamente parlando, a un ritmo frenetico. Beirut è tornata a essere una capitale del piacere e degli affari, il suo porto commerciale è pieno, quello turistico vede ormeggiate le barche più lussuose, le pubblicità invitano a godersi la vita al massimo e a ogni istante. Ancora nel 2006 lì piovevano le bombe israeliane dell’operazione Grappoli d’ira e la capitale ripiombava in quella che nell’ultimo trentennio è stata la sua condizione naturale: sangue e distruzione. È un popolo ostinato il popolo libanese, eroico nella tenacia con cui si piega e sopporta l’insopportabile. Il martirio di una nazione (il Saggiatore, pagg. 848, euro 35) è il saggio che Robert Fisk le ha dedicato e che esce ora in edizione italiana, libro complesso nel suo essere storia e cronaca, analisi geopolitica, riflessione sul mestiere giornalistico e sul mestiere delle armi, scritto da quello che per il New York Times è «il più famoso inviato di guerra del mondo».
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di Marcello Veneziani – 30/03/2010
Fonte: il giornale

La libertà d’opinione in Italia sta prendendo una brutta piega. Nell’arco di pochi giorni sono avvenuti quattro episodi malandrini che hanno investito gli organi della magistratura e dell’informazione.
Primo episodio. La Cassazione condanna un sindacalista della Cisl per aver detto in un’intervista questo non è un lavoro per donne. Opinione deprecabile, e a mio parere anche stupida, ma pur sempre un’opinione. Secondo episodio: un’altra condanna giunge dalla magistratura ad un tale che ha apostrofato come gay un omosessuale, però il tono con cui lo ha detto sarebbe configurabile non come una battuta infelice ma come un reato.
E qui vengo ai due episodi che riguardano invece l’ordine dei giornalisti e che toccano proprio Il Giornale. Vittorio Feltri condannato a sei mesi di sospensione per il caso Boffo, di cui si possono criticare tutte le opinioni espresse dal Giornale e dal suo direttore, ma di cui non si può negare il fatto, la notizia, ovvero che Dino Boffo fu effettivamente condannato per molestie.
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Gli abbagli a sinistra – Marco Travaglio
Antifa/La Staffetta, Bologna fonte: sitoaurora.splinder.com
Che Marco Travaglio sia di destra è cosa nota. Quanto lo sia fa accapponare la pelle. Anzi a far accapponare la pelle son tutti quei “compagni” o quelle famose “persone di sinistra” che tengono Il Fatto in tasca convinti di avere comprato – loro sì- un giornale finalmente “radicale”, che dice le cose come stanno.
Chi è Marco Travaglio ce lo dice lui stesso nel suo “La mia destra da Cavour a Montanelli, Destre e/o libertà”, supplemento a Micromega 3- 2010.
Cresciuto in una famiglia borghese e cattolica, contesta la Dc perché troppo filoaraba. Fin da piccolo si appassiona alla storia, il suo idolo – testuali parole – è Camillo Cavour, che sta nel suo pantheon personale vicino a Alessandro Manzoni, Antonio Rosmini (praticamente un incubo).
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Link all’articolo: http://www.movisol.org/09news170.htm
12 settembre 2009 (MoviSol) – Stando all’indagine pubblicata sull’Huffington Post, la Riserva Federale ha esercitato così sistematicamente il suo controllo sui principali quotidiani economici della nazione americana che tiene in pugno quasi completamente gli economisti accademici. Benché l’articolo non lo dica, la Riserva Federale ha copiato quel che i britannici hanno fatto in altri campi del sapere, tra i quali spicca il campo delle scienze fisiche, nelle quali è impossibile pubblicare un proprio lavoro e dunque avanzare nella propria carriera, senza omaggiare quelle anti-scientifiche figure di culto come Sir Isaac Newton.
L’articolo intitolato “Senza prezzo: come la Riserva Federale comprò gli economisti di professione” dimostra in modo conclusivo che essa controlla gli economisti accademici attraverso le relazioni intrattenute con i guardiani dell’editoria. L’esempio emblematico è dato dal Journal of Monetary Economics, la cui redazione è per oltre la metà composta da membri sul libro paga della Riserva Federale, mentre il resto lo fu in passato.
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Fonte: it.peacereporter.net
Autore: Enrico Piovesana
Ossezia del Sud: i sopravvissuti dell’aggressione georgiana di agosto raccontano quello che i media occidentali hanno deciso di ignorare. Reportage da Tskhinvali
“Se non fossero arrivati i russi, a quest’ora saremmo tutti morti”. Valentin butta il mozzicone di sigaretta tra i calcinacci che ricoprono il pavimento del suo appartamento, all’ultimo piano di un grande condominio alla periferia di Tskhinvali. Muri e soffitti sono anneriti dal fuoco e sventrati dalle cannonate georgiane. Alle fiamme sono sopravvissute solo le reti contorte dei letti e i cocci delle stoviglie di ceramica. “Questo palazzo è stato colpito dai missili Grad, dalle bombe aeree e dai carri armati. I georgiani hanno usato contro di noi tutte le armi che avevano. Solo in questa scala sono morte due persone. In duecento, per tre notti e tre giorni, abbiamo vissuto nelle cantine, senza luce, acqua né cibo. E ci è andata bene: in centro i soldati georgiani aprivano le botole dei rifugi e ci lanciavano dentro le bombe a mano”.
Nel cortile condominiale, dove alcune donne lavano i piatti con l’acqua del pozzo, incontriamo Murat. Ha appesa al taschino della camicia, con un fiocco nero, la foto di suo figlio Fiddar. “Era un combattente, lo hanno ucciso qui vicino i georgiani mentre cercava con alcuni compagni di liberare dei civili presi in ostaggio”. Ci porta nel suo appartamento, nel condominio di fronte, per mostrarci la foto del figlio incorniciata, pronta per la cerimonia funebre dell’indomani. Sono passati quaranta giorni dall’attacco georgiano, e in tutta l’Ossezia del Sud sono iniziate le tradizionali cerimonie di commemorazione delle oltre 1.500 vittime, quasi tutte civili. “La festa per il mio Fiddar sarà dopodomani. Ora sto andando a un’altra cerimonia, in ricordo di un suo amico, Sergi. Volete venire?”.
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Fonte: www.movisol.org
Autore: MoviSol
6 agosto 2009 (MoviSol) – Il 24 luglio scorso il nostro Claudio Giudici registrava un videointervento sulla collocazione strategica del tentativo di Beppe Grillo di candidarsi alla segreteria del partito democratico.
Il video, che ha superato la quota di 100 visioni, eccolo:
Qui sotto riportiamo il testo scritto del suo intervento:
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Fonte: it.peacereporter.net
Autore: Luca Galassi
La denuncia di Aftonbladet ha provocato un terremoto diplomatico
L’articolo del principale giornale svedese, Aftonbladet, che accusa i soldati israeliani di rapire palestinesi per prelevarne gli organi, sta causando un terremoto diplomatico tra i due Paesi. L’ambasciata di Israele a Stoccolma prenderà ‘provvedimenti’ in queste ore, mentre è prevista la convocazione dell’ambasciatore svedese al ministero degli Esteri israeliano.
Aftonbladet è uscito la settimana scorsa con una serie di racconti di palestinesi che denunciano come nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania giovani feriti o uccisi vengano ‘prelevati’ dalle Forze armate israeliane (Idf) e riconsegnati alle famiglie senza alcuni organi. “I nostri figli diventano involontari donatori, mi hanno raccontato i parenti di Khaled di Nablus, o la madre di Raed di Jenin, o gli zii di Machmod e Nafes a Gaza, tutti scomparsi per alcuni giorni e riportati alle famiglie nottetempo, già cadaveri e sottoposti ad autopsia”, scrive l’autore dell’articolo, Donald Bostrom. Questi cita anche un episodio risalente al 1992, durante la prima Intifada. Secondo Bostrom, l’Idf avrebbe rapito un giovane, Bilal, che tirava pietre alle truppe israeliane nell’area di Nablus. Colpito al petto, alle gambe e allo stomaco da proiettili israeliani, è stato portato in un ospedale militare in elicottero e condotto in un posto “ignoto ai parenti”. Cinque notti dopo, il corpo è stato riconsegnato ai genitori, avvolto in lenzuola verdi da ospedale. Sempre secondo Bostrom, Bilal era stato aperto dallo stomaco alla gola per un preciso motivo. Leggi il resto di questo articolo »
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Diamo uno sguardo a Beppe Grillo che abbiamo un pò ignorato ma che merita sempre di essere ascoltato.
Inizia oggi Grillo 168. Ogni sette giorni commenterò con un video una settimana pazzesca. Attenti! Grillo 168 è un elemento più pericoloso del Polonio 210.
Sono appena tornato da Parma dove ho testimoniato sulla Parmalat. Mi hanno chiesto come facessi a sapere. Belin, che domande…Lo sapevano tutte le banche e gli organi di controllo. Il giudice, invece del sottoscritto, avrebbe dovuto convocare i responsabili della Consob e della Banca d’Italia di allora e chiedere ragione del loro silenzio. Il silenzio si dice che sia d’oro, ma in Italia il silenzio è di piombo, il silenzio è potere, il silenzio è mafioso, il silenzio è politico. il silenzio è giornalistico.
Buon Grillo 168.
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Questa notizia riportata da EFFEDIEFFE:COM è un’altra di quelle che fa correre i brividi dietro la schiena e che pubblichiamo, escludendo l’articolo e i commenti del Direttore Maurizio Blondet perchè è giusto che chi vuole il privilegio di leggerlo debba passare nel sito e pagare l’abbonamento per altro modesto.
Ma vogliamo con questa operazione portare all’attenzione dei nostri ormai tanti lettori di quali sono gli umori che attraversano il WEB.
Certi di aver fatto cosa gradita sia al sito originario sia alla curiosità dei nostri lettori che non sono abbonati, vogliamo con ciò dimostrare che vi è la totale assenza delle informazioni che veramente vorremmo sentire dai media “indipendenti” o di stato ( o di regime, fate voi), non che della voce dei cittadini. Eccovene qui un piccolo spaccato con anche gli interventi dei lettori di Effedieffe.com. Una piccola parentesi forse qualcuno pensa ancora che i presidi militari americani con le loro bombe atomiche, carri armati, aerei, servano per difendere l’Italia dall’Iran “nostro patner nei commerci!” o per presidiare noi???.
Articolo assolutamente da leggere e se ne avete la forza, fino alla fine, cosi scoprirete anche chi sono i fautori di questo progetto di consegna degli ultimi lembi di sovranità agli USA.

In questo link : Approfondimento Basi Usa in Italia
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INTERVISTA RILASCIATA A MOVIMENTO ZERO – AMANDA INCARDONA
A svegliarsi sono sempre pochi alla volta.
Non chiederti “di chi è la colpa?”. Chiediti “di chi è l’interesse?”
Ma è pure vero che, in tutto questo giro, avvengono enormi sprechi e che si costruisce tutto un sistema di redditi e di consensi che vivono di rendite parassitarie e criminali come parassitaria e criminale è la media della classe politica. E che hanno degradato la mentalità della gente, soprattutto al Sud e a Roma.
I mass media dipendono economicamente dai loro proprietari e dai loro inserzionisti – da chi li paga per fare pubblicità – quindi non disturbano gli interessi del sistema finanziario.
“…i finanzieri, vi fanno schiavi, dominando la vostra vita quotidiana; voi lavorate, essi si arricchiscono grazie alle vostre fatiche togliendovi la libertà e schiacciandovi con debiti che non sapete nemmeno di avere”
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