Archivi per la categoria ‘Censura’
Articolo di Marcello Foa
Lo scorso aprile segnalammo, in perfetta solitudine, i piani elaborati da Mario Monti (nella foto), per conto dell’Unione europea, per spingere l’Europa sulla rotta dirgista. Poi scoppiò la crisi della Grecia e, sull’onda, i Ventisette annunciarono l’intenzione di inasprire i criteri di Maastricht. Poi, come al solito scese il silenzio, ma mentre i cittadini andavano in vacanza, l’Europa dell’establisment ha continuato a lavorare, nell’ombra. E ha deciso tutto, senza dibattito pubblico. E’ quel che si evince dall’ intervista rilasciata sabato da Tremonti a Repubblica.
Come capita sovente, quell’intervista ha fatto rumore per i suoi riflessi di politica interna, ma non per i suoi contenuti, che invece sono esplosivi, come spiego in questo articolo (vedi più sotto).
Leggetelo, scoprirete che l’Italia si avvia a perdere un’ulteriore fetta di sovranità, in quanto le politiche finanziarie e, attenzione, anche quelle per lo sviluppo, saranno decise non più a Roma, ma a Bruxelles. Ogni anno da gennaio ad aprile si svolgerà una sessione di bilancio europea. Ogni Stato presenterà i suoi progetti, destinati a essere discussi collettivamente da tutti gli altri Stati e coordinati dalla Commissione europea. Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 6%
Cari lettori di Stampalibera, Fastweb, in data 9/8/2010 ha ricevuto l’intimazione dal Comitato Regionale per le Comunicazioni (CORECOM) del Veneto, a restituire il numero di telefono alla ditta individuale titolare di Stampalibera.com.
Il provvedimento approvato con delibera n 173/07/CONS intima a Fastweb la riconsegna del numero ed a Telecom il ripristino dello stesso entro 5 giorni. Però ahinoi questi se ne strafregano e continuano a:
- tenere sequestrato il nostro numero telefonico da più di 5 mesi,
- ci hanno bloccato la mail infostampalibera.com e
- boicottano tutte le mail che portano all’interno la scritta stampalibera o il link diretto al nostro sito da circa più di un anno.
Ebbene queste cose di solito non le fanno con altri siti del peso ( numero visite) del nostro, ma forse ciò che noi stiamo portando avanti e le rivelazioni che appaiono nel blog sono così gravi dall’accettare la nostra pubblicità negativa nei loro riguardi, pur di non concedere di svilupparci e ingrandirci.
(I motori di ricerca boicottano molti siti piccoli. Hanno boicottato anche noi quando avevamo poche visite appena nati e penso lo continuino a fare ancora oggi visto che i nostri articoli scompaiono nel nulla della galassia Web).
Di recente abbiamo ricevuto il messaggio di un nostro lettore che espone quanto segue: ( 26/08/2010 alle 20:15)
A differenza di fastweb i centralinisti sono molto gentili e si impegnano x capire come mai succede questo ma x il momento il problema rimane”
Allora Fastweb non é la sola a censurarci ed a boicottarci ?
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 6%
Il Think Tank governativo: «infiltrare i siti “cospirazionisti”»
di Paul Joseph Watson, tratto da Megachip – 01/09/2010
Furibondo per il fatto che il coinvolgimento dello Stato nei maggiori attacchi terroristici sia stato rivelato al pubblico più ampio mai raggiunto prima attraverso internet, un think tank britannico strettamente legato a Downing Street ha fatto appello alle autorità affinché siano infiltrati i siti che trattano di cospirazioni nel tentativo di «incrementare la fiducia nel governo».
«Un rapporto pubblicato oggi da Demos, “The Power of Unreason” (trad. “Il potere dell’irrazionalità”), sostiene che la segretezza che circonda le indagini di eventi come gli attacchi di New York dell’11 settembre e gli attentati di Londra del 7 Luglio fornisce solo maggior peso alle accuse senza prove sul fatto che siano stati perpetrati “dall’interno”», riferisce il quotidiano londinese «Independent».
In altre parole, il fatto che lo schiacciante ammontare di prove indichi che tanto il 7 luglio quanto l’11/9 fossero in una maniera o nell’altra “inside jobs”, e che un enorme numero di persone ne sia ora al corrente per via della crescente influenza di internet, sta ostacolando i tentativi di commettere altri atti terroristici, perciò il governo ha bisogno di cambiare la sua strategia. Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 19%
La Bielorussia di Lukashenko, al pari di Russia, Iran, Venezuela, Libia, Cina,
Birmania, Siria ecc (l’elenco sarebbe troppo lungo e comprenderebbe anche l’Italia) viene costantemente descritta come un regime dittatoriale spietato dai media anglofoni, di cui i nostri media sono emanazioni dirette e acritiche, sia di carta (Repubblica in primis) sia televisivi (Rai 3 e La 7 incluse). La propaganda usata contro la cosiddetta Russia Bianca è dello stesso tipo di quella dei paesi sopra citati: accuse di anti-democraticità, brogli elettorali, censura dell’informazione, utilizzo della forza e della violenza contro i propri cittadini, politica militare pericolosa per l’Occidente “libero”, oltre all’eterna arma dell’ antisemitismo. Spesso si assiste anche alla manipolazione delle dichiarazioni dei leader politici di tali paesi, le cui frasi vengono appositamente tradotte male oppure manipolate per farli apparire dei piccoli Hitler (arma usata spesso contro Chavez). Sempre identiche inoltre (che mancanza di fantasia!) le modalità adoperate dagli anglo-americani per risolvere a loro favore la situazione: costruzione artificiosa di un dissenso interno tra i ceti medio-alti affinché sfoci in rivoluzioni colorate (verdi, arancioni, viola, dei jeans, dei tulipani…), finanziamento ai candidati di opposizione (puntualmente filo-occidentali e liberisti) e, in ultima istanza, guerra preventiva. Alla luce di ciò, l’articolo che segue vuole proporre uno voce diversa, affinchè i lettori dispongano di un numero maggiore di elementi per cercare umilmente la verità e trarne le loro conclusioni. Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 17%
Fonte: scienzamarcia.blogspot.com
Traduzione di un articolo di J Burgermeister (si ringrazia Giulia per la collaborazione).
E’ indetta per il prossimo 29 agosto una protesta contro la detenzione del giornalista e attivista polacco Rafal Gawronski in una prigione a Gdansk.
Gawronski è stato arrestato un mese fa all’esterno del Palazzo Presidenziale a Varsavia. Inizialmente è stato detenuto senza accuse ufficiali in una prigione della capitale, ed è stato riferito che la polizia ha tentato di alterare il protocollo per nascondere la natura illegale del suo arresto.
Gawronski stava investigando il disastro aereo di Smolensk. Un notevole numero di polacchi è convinto che i vertici del governo polacco siano stati assassinati in un incidente aereo premeditato con l’obiettivo di consegnare le strutture economiche e politiche del paese al dominio dell’industria bancaria e farmaceutica internazionale.
Il primo ministro Donald Tusk ed il neo-presidente Bronislaw Komorowski sono stati oggetto di critiche per avere omesso di indagare sul disastro aereo, e per essersi affrettati a nominare funzionari legati al Fondo Monetario Internazionale ed alla Deutsche Bank in ruoli cruciali all’interno della banca centrale. Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 27%
Articolo tratto da Comedonchisciotte
DI MIKE WHITNEY
counterpunch.org
Vivere nella dignità con i benefici della cittadinanza
25 000 Ebrei vivono in Iran. È la più grande popolazione ebraica nel Medio Oriente fuori da Israele. Gli Ebrei iraniani non sono perseguitati, né subiscono abusi da parte dello stato, anzi, sono protetti dalla Costituzione iraniana. Sono liberi di praticare la loro religione e di votare alle elezioni. Non vengono fermati e perquisiti ai posti di blocco, non vengono brutalizzati da un esercito di occupazione, e non vengono ammassati in una colonia penale densamente popolata (Gaza) dove vengono privati dei loro mezzi di sussistenza di base. Gli Ebrei iraniani vivono nella dignità e godono dei diritti della cittadinanza.
Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato demonizzato dai media occidentali. Viene definito un antisemita e il “nuovo Hitler”. Ma se queste teorie sono vere, perché la maggioranza degli Ebrei iraniani ha votato per Ahmadinejad alle recenti elezioni presidenziali? Potrebbe essere che la gran parte di quello che sappiamo su Ahmadinejad altro non sia che voci senza fondamento e propaganda? Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 33%
Articolo di Giacomo Gabellini, tratto dal blog Conflitti e Strategie
In un suo breve saggio lasciato colpevolmente cadere nel dimenticatoio, George Orwell ha lasciato alcune lucidissime riflessioni in merito alla corruzione dilagante nel panorama intellettuale e giornalistico. Tale saggio fu scritto agli inizi degli anni Quaranta e inserito in appendice all’edizione del capolavoro “La fattoria degli animali“, in cui il grande scrittore inglese fece di Stalin e del regime che stava tenendo in pugno l’Unione Sovietica l’oggetto di una figurata e sarcastica critica. Nel saggio, Orwell esprime la propria meraviglia di fronte alla tolleranza riservata dalla censura inglese nei confronti di quei giornalisti “eretici“, che anziché propagandare l’eroismo delle milizie di sua maestà durante la Seconda Guerra Mondiale, auspicavano talvolta una pace di compromesso con Hitler. Malgrado sull’Inghilterra aleggiasse lo spettro dell’annientamento, il governo britannico non passò infatti la scure sulle opinioni di costoro, a differenza, ad esempio, da quanto fece il regime nazionalsocialista tedesco, che mise in atto una gigantesca e rigidissima campagna propagandistica volta a galvanizzare la popolazione.
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 31%
Per fornire maggiori delucidazioni a quanto già scritto in merito in questo blog, invito alla visione di questo spezzone dello spettacolo di Grillo “Apocalisse Morbida” (1998), in cui il comico genovese cerca a suo modo di fare contro-informazione sul signoraggio bancario, su mandato del Prof Giacinto Auriti. All’epoca Grillo odiava i computer, non aveva ancora incontrato la Casaleggio nè fondato un Movimento politico e soprattutto mai si sarebbe aspettato di essere invitato con tutti gli onori alla London School of Economics, centro di formazione dei personaggi da lui stesso criticati in questo video. Ovviamente il soggetto potrebbe riscattarsi e mostrare la sua autonomia e buona fede. Mentre aspettate (Godot) date un’occhiata al video…
Aggiungo la segnalazione di alcuni articoli (un po’ datati) che approfondivano l’argomento: qui Antonella Randazzo chiarisce il ruolo funzionale al “sistema” di Grillo e amici; qui Comedonchisciotte sull’asse Grillo – Di Pietro – Casaleggio; il video di Movisol riguardo l’appartenenza di Grillo al “Partito Britannico” di cui parla Lyndon LaRouche (vedi qui).
Beppe Grillo è libero o controllato?
Marcello Pamio – 24 dicembre 2007 – www.disinformazione.it
Il ragioniere genovese Giuseppe Piero Grillo, conosciuto come Beppe Grillo è stato scoperto da Pippo Baudo al cabaret milanese “Il Bullone” alla fine degli anni ‘70.
Dopo aver amato e odiato la televisione, il computer e internet (lo ricordiamo nello spettacolo “Time Out” dove ha iniziato con la distruzione rituale di due computer), nel 2005 apre il suo blog (oltre 500mila accessi giornalieri che lo fa diventare uno dei siti più visitati al mondo) e subito vince il premio WWW messo in palio dal giornale di Confindustria – il quotidiano dei Poteri forti italiani – “Il Sole 24 Ore”!
Da allora il blog ha continuato a crescere e oggi, tradotto anche in inglese e giapponese, è diventato fonte biblica di informazioni per milioni di persone.
Fin qui nulla di strano. La cosa che invece è interessante riguarda il suo editore! Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 22%
In pochi anni Beppe Grillo e il suo blog sono diventati un vero e proprio fenomeno della Rete, l’esperimento di maggior successo in Italia di un movimento nato e cresciuto sul web nel nome della democrazia digitale, dell’orizzontalità della comunicazione e della trasparenza. Ma dietro a questo risultato c’è una strategia ben pianificata. Anzi, ci sono un nome e un’azienda: Casaleggio Associati. Ecco di cosa si tratta.
Per raccontare il successo di un progetto non si può evitare di parlare di chi lo ha ideato, palesemente o nell’ombrà non importa. Parliamo della svolta mediatica e politica di Beppe Grillo. Vero e proprio fenomeno che da deriva post-televisiva oggi diventa movimento e oggetto politico 2.0, come ormai va di moda definire chi usa internet per la propria comunicazione. Chi è l’ideatore di questa svolta del comico genovese, trasformatosi da uomo di spettacolo a vero e proprio profeta della “democrazia digitale“? Un nome e un’azienda. Casaleggio Associati. È la Casaleggio Associati a curare direttamente il blog di Grillo, la rete dei Meetup, la comunicazione esterna, la strategia del movimento sulla Rete. E non solo, è anche la casa editrice che cura tutte le pubblicazioni, in Rete e non, del comico genovese e anche parte dell’organizzazione dei suoi tour. Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 20%
Vienna 18 luglio 2010
fonte: scienzamarcia
Salve, il mio nome è Jane Bürgermeister e mi trovo a Vienna nella Heldenplatz, dove Hitler pronunciò il suo famoso discorso nel 1938 quando ci fu l’annessione dell’Austria, e ora nel 2010 mi sento come una delle persone che sono state perseguitate dal governo austriaco.
Il 12 agosto dovrò comparire in tribunale a Dublino, per essere sentita a proposito dell’eventualità di essere sottoposta a supervisione giudiziaria. Se verrò messa sotto supervisione giudiziaria non avrò più nessun diritto, né il diritto di difendere me stessa in tribunale, né quello di mantenere le mie proprietà, né la possibilità di continuare il mio lavoro.
Come giornalista che ha lavorato per Nature, il British Medical Journal, The Guardian e The Observer sono stata una delle persone che hanno avvertito il mondo che la pandemia da influenza suina non era affatto grave come la dipingevano i governi, i media e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che il virus era in realtà piuttosto debole e che le vaccinazioni non erano necessarie, ma anzi piuttosto che i vaccini non erano stati testati, oppure erano stati testati inadeguatamente, ed erano essi a costituire un rischio.
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 39%
Per non dimenticare, per chiedere verità e giustizia.
A uccidere Pasolini non fu solo il Pelosi, quella notte all’Idroscalo c’erano almeno altre tre o quattro persone. E c’erano due auto e non solo quella dell’intellettuale ucciso. Ne è convinto l’amico e regista Sergio Citti che dieci giorni dopo l’omicidio – nel novembre del 1975 – fece delle riprese sul posto del massacro a caccia di prove e testimonianze. Lì trovò un pescatore che nella notte aveva visto due auto e diversi uomini picchiare Pasolini. Citti ripreso da Mario Martone e interrogato dall’avvocato Guido Calvi commenta le immagini che ha girato lui stesso oltre 35 anni fa e dice la sua verità sulla notte che morì Pasolini. Il video è stato girato da Mario Martone nel luglio del 2005, tre mesi prima della morte di Sergio Citti. Ora è depositato agli atti alla Procura della Repubblica di Roma ed è un documento unico per le indagini che si avvarranno anche del lavoro dei Ris. Oggi è stato presentato dall’avv. Calvi e da Martone alla Casa del Cinema di Roma.
http://tv.repubblica.it/copertina/il-delitto-pasolini-nelle-immagini-di-citti-e-martone/46580?video
IL CASO
“Così venne ucciso Pasolini”
La verità del docufilm di Martone
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 13%
Articolo trovato su: tuttuno
Il documentario di History Channell, “Non è possibile! La guerra del clima” (ritrasmesso venerdì 16 luglio alle ore 20,00) illustra il tema delle armi meteorologiche (H.A.A.R.P., scie chimiche, ordigni ad energia diretta) per il controllo delle nazioni, nell’ambito di criminali piani di tipo strategico.
Tale video riproposto su internet è stato ripetutamente censurato per cui si consiglia di scaricarlo (magari con l’ausilio di orbit downloader) onde essere sicuri di poterlo conservare e diffondere (il video è di circa 250 mega in formato .flv).
A conferma di quanto asserito metto qui sotto una delle precedenti inserzioni sul web del video che è stata censurata.
Popularity: 20%
Link: http://www.repubblica.it/politica/2010/05/21/news/busi_lettera-4240290/
ROMA – “Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto”. E’ questo uno dei punti centrali della lettera con cui Maria Luisa Busi ha annunciato l’intenzione di abbandonare la conduzione del Tg1 1. La missiva, tre cartelle e mezzo affisse nella bacheca della redazione del telegiornale, è indirizzata al direttore Augusto Minzolini e al Cdr, e per conoscenza al direttore generale della Rai Mauro Masi, al presidente dell’azienda Paolo Garimberti e al responsabile delle Risorse umane Luciano Flussi. Ecco il testo integrale.
“Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il Tg1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori”.
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 19%
DI JOHN KOZY – Global Research
“Non credere a niente solo perché l’ha detto una cosiddetta persona assennata. Non credere a niente solo perché una credenza va generalmente conservata. Non credere a niente solo perché così è scritto nei libri antichi. Non credere a niente solo perché qualcun altro ci crede. Credi solo a quel che hai sperimentato di persona e hai ritenuto vero”. [parafrasi di un detto buddista]Gli americani hanno un problema con la verità. Sembrano incapaci di accettarla, il che è difficile da capire in un periodo della storia in cui la conoscenza gioca un ruolo sempre più ampio nel determinare l’azione umana. Il riconoscimento di questo problema è diffuso. Credenze e menzogne in un modo o nell’altro sommergono sempre la verità, anche quando sono così contraddittorie da rendere impossibile ogni azione reale.
Si verifica una sorta di paralisi nazionale psicologica. Non si può fare niente perché una credenza contraddice l’altra, e per una qualche sconosciuta ragione, i fatti non contano. Anche durante quei periodi in cui una credenza schiacciante impone l’azione, gli americani ci si buttano a capofitto tralasciando la massima che l’avventatezza spesso significa errore.
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 24%
Visto che non siamo gli unici ad essere stati boicottati da Wikipedia (e non solo da quella), esprimiamo la nostra solidarietà al grande Nicolò Bellia, che anzi invitiamo a rivestire il ruolo di Presidente onorario online di Stampa Libera.
L.B.
Popularity: 17%
Da più di tre mesi siamo isolati e abbiamo dovuto cambiare locale, numero di telefono e collegamento internet perchè questa compagnia telefonica ci ha in un primo tempo, boicottato , impedendo a chiunque nel web di inviare una mail contenente la parola “Stampalibera.com”. Ancora adesso inviare link di Stampa Libera è impossibile per chi ha Fastweb.
Allo stesso modo non funziona la mail infostampalibera.com, e pertanto tutte le mail che ci inviano i nostri lettori ci sono inaccessibili.
Ad oggi la situazione è la seguente: siamo senza collegamento internet e siamo stati derubati del numero telefonico sia come azienda, sia come Stampa Libera. Abbiamo motivo quindi di pensare che a causa del contenuto dei nostri articoli, sia in atto un boicottaggio ben orchestrato.
Quello che possiamo fare è di invitare tutti i nostri lettori a fare debite considerazioni circa l’eticità di questa compagnia telefonica.
Questo articolo rimarrà sempre visibile in prima pagina fino a che Fastweb non ci restituirà il nostro legittimo numero di telefono.
Chiunque voglia saperne di più su questo argomento, non invii mail ma comunichi con noi tramite commento al post.
L.B.
Riceviamo e pubblichiamo in questo post diverse testimonianze dei nostri lettori riguardanti il comportamento di FASTWEB.
Grazie a tutti per la collaborazione.
Ho fatto una prova: il problema riguarda propio i server di posta fastweb che rifiutano con un errore 550 qualunque messaggio contenente il termine stampalibera.com.
La navigazione è libera (e ci mancherebbe altro!).
Ho controllato anche se per caso stampalibera.com fosse in qualche blacklist, ma non è così.
A questo punto la censura di fastweb è praticamente certa. Occorrerebbe capire il perchè. Se veramente si tratti di boicottaggio (e allora sarebbe davvero grave) o se si tratti di qualche filtro messo lì da qualche idiota (può sempre succedere) all’insaputa della direzione.
Dato che però i problemi hanno riguardato anche tutto il resto del servizio, ritengo che sia una possibilità remota, e che a questo punto la cosa sia più che voluta.
Il che, francamente, è davvero oltremodo vergognoso!
Anch’io ho un’azienda ed ho fastweb come gestore voce e internet… sarà un caso ma da quando produciamo la web tv CANALE870, una web tv di controinformazione, la linea non va +, intere giornate senza tel. e internet, seguono giornalmente mie telefonate (a pagamento) e niente, non si riesce a risolvere il problema, sono 2 mesi che non ho linea…
Popularity: 27%









