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Archivi per la categoria ‘Codex Alimentarius’

di Helena Norberg-Hodge – 11/08/2010 – Fonte: ariannaeditrice

Con il crollo del comunismo è opinione comune che al mondo rimanga un’unica opzione: un mercato globale non regolamentato e dominato dalle grandi corporation.

Molti ritengono che la liberalizzazione consenta alle grandi corporation transnazionali di fornire ai consumatori una gamma di prodotti provenienti da ogni parte del globo che non ha precedenti. Grazie all’economia globale possiamo riempire il carrello del supermercato con mele del Kenya, burro a basso prezzo della Nuova Zelanda, e con tutti i cibi esotici che desideriamo. Se questi prodotti sono più a buon prezzo dei loro corrispettivi locali, è perché i fornitori operano su scala più larga ed efficiente. Abili PR e sofisticate campagne pubblicitarie ci convincono che più grande è l’impresa, più sicuri sono i suoi prodotti alimentari.
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DI SILVIA RIBEIRO * jornada.unam.mx

Tutti i semi transgenici esistenti sono controllati da sei imprese: Monsanto, Syngenta, DuPont, Dow, Bayer e Basf. Sono multinazionali del settore chimico che si impadroniscono delle compagnie di grani per controllare il mercato agricolo, vendendo semi che si legano agli agrotossici che esse producono ( erbicidi, insetticidi, ecc.).

Oltre a Monsanto, oramai indicata come il “villano” globale, tutte hanno una storia criminale che include, tra gli altri reati, gravi disastri ambientali e contro la vita umana. Tutte, una volta scoperte, hanno cercato di rifuggire le proprie colpe, tentando di deformare la realtà con menzogne e/o con la corruzione. Il fatto che tutti gli OGM siano omologati e che la contaminazione è un delitto per le vittime significa che qualunque paese autorizzi gli OGM di fatto consegna la propria sovranità alle decisioni di alcune multinazionali che agiscono secondo loro esigenza di lucrare. Inoltre, trattandosi di queste imprese, autorizzare la semina di OGM vuol dire consegnare i semi, i contadini e la sovranità alimentare a un pugno di criminali in grande scala. Crimine organizzato, legale.

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Dialogo sulla natura

di Jeremy Rifkin – Carlo Petrini – 14/06/2010

fonte: Slowfood


Petrini: Caro Jeremy, trovo ci siano straordinarie similitudini e parallelismi tra la nuova politica energetica che tu promuovi e la nuova politica alimentare che cerchiamo di portare avanti con Slow Food. La politica alimentare, infatti, si deve basare sul concetto che l’energia primaria della vita è il cibo. Se il cibo è energia allora dobbiamo prendere atto che l’attuale sistema di produzione alimentare è fallimentare. Le prime due idee che secondo me condividiamo sono il rifiuto di sistemi troppo centralizzati e il ritorno a una concezione olistica della nostra esistenza su questo pianeta. Il vero problema è che da un lato c’è una visione centralizzata dell’agricoltura, fatta di monoculture e allevamenti intensivi altamente insostenibili, e dall’altro è stata completamente rifiutata la logica olistica, che dovrebbe essere innata in agricoltura, per sposare logiche meccaniciste e riduzioniste. Una visione meccanicista finisce con il ridurre il valore del cibo a una mera commodity, una semplice merce. È per questo che per quanto riguarda il cibo abbiamo ormai perso la percezione della differenza tra valore e prezzo: facciamo tutti molta attenzione a quanto costa, ma non più al suo profondo significato. Inoltre, con questo sistema, abbiamo ridotto i contadini in ogni angolo del mondo alla disperazione. Non si può più andare avanti in questo modo, bisogna cambiare paradigma.

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A tutti coloro che hanno sentito parlare dei Fruttariani e sono curiosi di conoscere chi sono e il perchè abbiano scelto di vivere seguendo una dieta che superficialmente ed erroneamente può apparire scarna.

Buona lettura.

S.M.

Fonte: http://www.fruttariani.it

A cura del Prof. Armando D’Elia

Per una corretta comprensione dell’argomento di questa relazione occorre fare uno sforzo su sé stessi: si devono, cioè, lasciare da parte tutte le teorie e le ipotesi sull’alimentazione dell’uomo preistorico che grosse forze economiche ed una scienza asservita al potere e al profitto hanno cercato di farci accettare a tutela di determinati interessi. Si deve invece cercare di dare risposte soddisfacentemente accettabili agli interrogativi che certamente suscita tale tema, utilizzando il buon senso, la logica elementare e i nostri orientamenti istintivi : sono, questi, tre semplici ma potenti strumenti di indagine di cui tutti disponiamo e che dobbiamo rivalutare ed usare con determinazione.

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Fonte: www.terranauta.it

Alcuni contadini friulani, in queste ore, potrebbero aver piantato sementi Ogm nei propri terreni. Un gesto che contraddice il decreto ministeriale che ha sancito il divieto di coltivazioni Ogm in Italia. Una scelta irreversibile che potrebbe essere punita penalmente da parte dell’assessore alle risorse agricole del Friuli.

di Daniela Sciarra.

Si torna a parlare della coltivazione di Ogm in Italia. Proprio oggi, mentre scriviamo, alcuni contadini potrebbero già aver piantato sementi Ogm nel territorio del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un gesto dimostrativo che evidenzia la piena contrarietà al decreto interministeriale che, nelle scorse settimane, ha sancito il divieto di coltivazione di ogm in Italia. Il vice presidente di Futuragra, l’associazione favorevole all’introduzione di ogm nell’ambiente, ha fatto ricorso a questo decreto, sottolineando che in precedenza il consiglio di Stato aveva avviato l’iter di autorizzazione della coltivazione del mais Ogm.

Se parte della battaglia si svolge sul fronte legale e normativo, un’altra avviene proprio sul campo. La difesa del territorio ha investito la maggior parte degli agricoltori che di Ogm non vogliono sentire parlare, mentre dall’altra si trova un gruppo meno numeroso di contadini che sostengono l’introduzione di Ogm. Leggi il resto di questo articolo »

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di Gregory Damato, PhD – © settembre 2008

Email: info@quantumenergywellness.com

DA NEXUS NEW TIMES NR. 78 FEBBRAIO – MARZO 2009

Se alle potenti corporazioni globali che stanno a monte dei nuovi standard del Codex verrà consentito di “armonizzare” il mondo, miliardi di persone saranno colpite da malattie degenerative riconducibili ad alimentazione di scarsa qualità e accesso limitato agli integratori alimentari.

Controllo della popolazione camuffato da tutela del consumatore

Il Codeath*, scusate, la Commissione del Codex Alimentarius è un’organizzazione davvero incompresa. I più non ne hanno mai inteso parlare, mentre coloro che ne hanno sentito parlare forse non si rendono conto della reale natura di questa organizzazione commerciale estremamente potente. Secondo il sito web ufficiale del Codex (http://www.codexalimentarius.net), tale commissione si prefigge l’altruistico scopo di “tutelare la salute dei consumatori e garantire prassi commerciali eque nel settore alimentare, nonché promuovere il coordinamento di tutto il lavoro inerente agli standard alimentari intrapreso dalle organizzazioni internazionali, governative e non”. Il Codex Alimentarius (“Codice Alimentare” in latino) è regolamentato da una ‘joint venture’ fra l’Organizzazione – delle Nazioni Unite – per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO). *(Gioco di parole tra “Codex” e “death”, che vuol dire “morte”; ndt)

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di Daniel J. McDonald – 11/01/2010

Fonte: codenamejumper.wordpress

Se questo fosse un film dell’orrore, sarebbe un “Holiday Blockbuster”. Ma non è un film, è la vostra vita. E se volete vedere come va a finire si può riassumere in due parole: Codex Alimentarius.

Se state leggendo questo articolo probabilmente siete una delle 3 miliardi di persone – miliardi e non milioni – previste che muoiano di malattie curabili nei primi anni di attuazione del programma. Pur rischiando di rovinare il finale, la trama, per così dire, è quella che segue:
Codex Alimentarius (dal latino “codice alimentare”), è un oscuro matrimonio tra le industrie farmaceutiche e chimiche ed il WTO (World Trade Organization), concepito per il preciso e completo controllo su tutti i prodotti alimentari e le sostanze nutritive in tutto il mondo. Il Codex è un complesso, globale, programma inter-governativo, scritto dal Big Pharma, controllato dalle Nazioni Unite e composto di 170 Nazioni tra cui gli Stati Uniti.

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1 miliardo di affamati, 36 stati dipendenti dall’estero. Concentrazione e finanziarizzazione dell’alimentare peggiorano il bilancio del crack

Se il 2008 verrà ricordato per la crisi che ha messo in discussione i principali pilastri sui cui si fondava il sistema finanziario mondiale, non dobbiamo tuttavia dimenticare un’altra crisi che, oltre a quella ambientale, sta colpendo il nostro vulnerabile pianeta: la crisi alimentare. In effetti, nonostante la produzione di cereali sia progredita del 4,9% nel 2008, pochi giorni fa la Fao ha affermato che gli affamati nel mondo sono oramai un miliardo e che 36 stati dipendono totalmente dall’aiuto esterno, soprattutto a causa dell’insicurezza dei prezzi locali che restano troppo elevati.

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Da quando per primi noi di stampalibera abbiamo postato un articolo di Nexus sul Codex alimentarius è tutto un susseguirsi di interventi in proposito.
Oggi postiamo un articolo di Marcello Pamio (uno degli autori più amati dalla rete) che introduce in maniera divulgativa, l’argomento
H.S.

Marcello Pamio – 15 aprile 2009
boteroIl Codex Alimentarius, è un insieme di importantissime regole su tutto quello che riguarda l’alimentazione, adottate da 181 paesi (il 97% della popolazione mondiale).

Codici che vanno dalla produzione degli alimenti, all’etichettatura, regolamentazioni sui livelli di sostanze chimiche permesse (inquinanti, pesticidi, tossine, additivi, ecc.), sul trasporto e la tracciatura, nonché le norme igieniche, ecc.
Circa 200 codici per gli alimenti, 40 di igiene e 3200 limiti massimi di residui di pesticidi e farmaci veterinari.
Normative fondamentali e nessuno ne sa nulla.
Ufficialmente il Codex dovrebbe facilitare gli scambi internazionali degli alimenti. Ufficialmente.
La verità come sempre sta da un’altra parte.
“Regolamentare” spesso e volentieri è sinonimo di “controllare”.
Ogni organismo che “regolamenta” un qualcosa, ovviamente ne ha il controllo totale.
Il Codex Alimentarius (Codice o Legge Alimentare) ovviamente non è estraneo a tutto ciò, con l’aggravante che qui stanno controllando una delle cose più importante per la salute umana: l’alimentazione!
Il settore alimentare è indubbiamente anche tra i più interessanti dal punto di vista economico: secondo la FAO infatti i fatturati annui si aggirerebbero attorno ai 400 miliardi di dollari.
Detto tra noi, il Codex è un sistema intergovernativo, o per meglio dire, il Sistema Sovranazionale che codifica e controlla l’alimentazione planetaria.

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Pubblichiamo un altro articolo sul Codex Alimentarius apparso sul sito La Leva.

codexIL CODEX ALIMENTARIUS: un inquietante progetto in campo alimentare

Autore: FrancoLibero Manco

Il Codex Alimetarius entrerà in vigore il 31 dicembre del 2009 e potrebbe essere il più grande disastro per la salute umana: determinerà gli standard di sicurezza alimentare e le regole in più di 160 paesi del mondo, cioè per il 97% della popolazione mondiale.

La Commessione di Commercio Codex Alimentarius (che nel 1994 dichiarò le tossine come nutrienti) è attualmente finanziata e condotta dall’OMS (che appartiene all’ONU) e dalla FAO.

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Articolo tratto dalla rivista internazionale Nexus New Times per Stampa Libera.

di Gregory Damato, PhD

© settembre 2008
Email: info@quantumenergywellness.com

Se alle potenti corporazioni globali che stanno a monte dei nuovi standard del Codex verrà consentito di “armonizzare” il mondo, miliardi di persone saranno colpite da malattie degenerative riconducibili ad alimentazione di scarsa qualità e accesso limitato agli integratori alimentari.

La FAO e l’OMS hanno stimato che con la sola introduzione delle direttive su vitamine e minerali, nell’arco di un decennio si avranno come esito
minimo tre miliardi di decessi…

Controllo della popolazione  attraverso l’alimentazione

Il Codeath*, scusate, la Commissione del Codex Alimentarius è un’organizzazione davvero incompresa. I più non ne hanno mai inteso parlare, mentre coloro che ne hanno sentito parlare forse non si rendono conto della reale natura di questa organizzazione commerciale estremamente potente. Secondo il sito web ufficiale del Codex (http://www.codexalimentarius.net), tale commissione si prefigge l’altruistico scopo di “tutelare la salute dei consumatori e garantire prassi commerciali eque nel settore alimentare, nonché promuovere il coordinamento di tutto il lavoro inerente agli standard alimentari intrapreso dalle organizzazioni internazionali, governative e non”. Il Codex Alimentarius (“Codice Alimentare” in latino) è regolamentato da una ‘joint venture’ fra l’Organizzazione – delle Nazioni Unite – per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS-WHO). *(Gioco di parole tra “Codex” e “death”, che vuol dire “morte”; ndt)

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ogm__by_caleb_eratioArticolo pubblicato sulla rivista “Il Consapevole” n. 17/2008

di Sepp Hasslberger

Negli ultimi 5 anni sono avvenuti grandi cambiamenti nella consapevolezza globale con opinioni forti sulla globalizzazione e sulle strutture di potere delle multinazionali.”
David Korten

Secondo il suo sito ufficiale www.codexalimentarius.net, il Codex Alimentarius fu creato nel 1963 dalla Food and Agricultural Organization (FAO) e l’Organizzazione Mondiale (OMS) con l’intento di sviluppare per il trattamento degli alimenti norme, linee guida e codici di buona pratica sotto un programma congiunto della FAO e dell’OMS. Gli obiettivi di questo programma, sempre secondo il sito, sono la tutela della salute dei consumatori, l’equità del commercio e la coordinazione delle norme per gli alimenti.

Tutto bene a prima vista. Purtroppo le belle parole nascondono una realtà più oscura.
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