Archivi per la categoria ‘Crisi Finanziaria’
La Meteorologia Spaziale diventa un problema internazionale
A volte u
n problema è così grande che un paese non è in grado di gestirlo da solo.
Questo è il messaggio che gli scienziati stanno lanciando al meeting internazionale di oggi ‘Living with a Star’ (ILWS) riuniti a Brema, in Germania dove rappresentanti provenienti da più di 25 paesi tra quelli più tecnologicamente avanzati del mondo si sono riuniti per confrontarsi.
“Il problema riguarda le tempeste solari – capire come prevederle e restare al riparo dai loro effetti“, dice il Presidente dell’ILWS Lika Guhathakurta della NASA. “Abbiamo bisogno di fare progressi su questo argomento prima che arrivi il prossimo massimo solare intorno al 2013.”
Il Sole e la Terra sono separati da 93 milioni di miglia di spazio – apparentemente una distanza di sicurezza. Ma da quando è iniziata l’Era Spaziale e specialmente negli ultimi anni, c’è stata una crescente consapevolezza che 93 milioni di miglia in realtà non sono poi una gran distanza. Navette spaziali e osservatori terrestri hanno dimostrato che la Terra si trova nell’atmosfera esterna del Sole, colpita dai venti solari e bersagliata da grandinate di particelle energetiche. Inoltre, i due corpi sono in realtà collegati da fili invisibili di magnetismo. Durante gli “eventi di riconnessione”, che di solito accadono più volte al giorno, è possibile tracciare le linee di forza invisibili lungo tutto il percorso dai poli della Terra alla superficie del Sole.
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L’Europa è finita?
di Ida Magli
il Giornale | 29/07/2010
Io non so se due uomini importanti del PD, Lucio Caracciolo ed Enrico Letta (che ne è anche vice segretario) si rendano conto di ciò che hanno fatto rendendo pubblico il loro pensiero sull’Unione Europea attraverso un dibattito edito in questi giorni che porta il titolo: L’Europa è finita? Nonostante il linguaggio tranchant di Caracciolo, e le terribili vie di fuga sognate da Letta, ritengo di no. E’ talmente veritiera, infatti, e talmente catastrofica la loro descrizione della situazione attuale dell’Europa, ma soprattutto la loro consapevolezza degli evidenti errori compiuti fin dall’inizio nell’edificarla, che ci si chiede quale possa essere il motivo di una simile confessione. “Togliere la maschera all’Europa”, come ripete più volte Caracciolo? Questo significa riconoscere che sono state dette sempre e soltanto menzogne alle centinaia di milioni di cittadini ai quali è stata imposta dall’alto, esaltandone benefici inesistenti, non permettendo mai un dubbio, una domanda critica. Leggi il resto di questo articolo »
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Fonte: crisis.blogosfere.it – Pietro Cambi
Mentre, come accennavo nel post precedente, si addensano di nuovo cupi nuvoloni all’orizzonte e la presunta ripresa delle economie appare sempre più per quello che realmente è, ovvero un artificio contabile arrampicato sulle spalle di una ulteriore ipoteca caricata sul groppone dei cittadini mondiali, non credo che sia inutile ricordare a noi stessi ed anche ad amici/parenti/conoscenti, quanto siano poco affidabili i giudizi e le previsioni dei “big” dell’economia mondiale, che vengono spesso citati come fonte, sorgente purissima e cristallina di verità economiche.
In primo luogo, ovviamente, i governatori centrali, le agenzie di rating, i grandi studiosi dell’economia, con contorno di premi Nobel più o meno meritati etc etc.
Molti di loro NON sono in buona fede.
Molti di loro NON sono in grado di vedere che il teatrino economico sul quale hanno recitato e/o che hanno criticamente studiato sta arrivando alla fine del suo ciclo naturale/vitale. Leggi il resto di questo articolo »
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Come gli istituti di credito rinforzano i derivati del capitalismo illegale e la corruzione
di: Thierry Brugvin
fonte: Rinascita.eu
La crisi economica che è scoppiata nel 2008 era già stata prevista da parecchio tempo da numerosi economisti soprattutto in seguito alla bolla finanziaria dovuta alla speculazione.
Ma relativamente ai derivati dell’economia capitalistica, la responsabilità bancaria del debito e dei paradisi fiscali è al tempo stesso più profonda e più vecchia di quel che si è sempre pensato .
Nel cuore dello Stato e del governo dell’economica e della politica, domina il potere finanziario in maniera legale, ma a volte anche sotto forme illegali e spesso poco democratiche.
Nel quadro di questo articolo andremo ad esporre differenti meccanismi del potere dei banchieri nel mondo. Le banche e i paradisi fiscali, sono degli acceleratori di questa autorità (governance) neoliberale.
La deregulation viene allora a rafforzare i delitti politico-finanziari di fatto per la carenza e la dissoluzione delle regole nel controllo.
Il debito, in particolare quello dei Ped (Paesi in via di sviluppo ndt) è uno strumento di dominio dei paesi ricchi verso i più poveri. Mentre la privatizzazione del potere di produzione monetaria attraverso le banche private, porta ad un furto uguale a quello di un bene pubblico.
Le banche e i proprietari delle grandi banche (Rockefeller, Rothschild, Morgan, City Group, Goldman Sachs…) rappresentano uno dei perni del potere mondiale. Va precisato prima di tutto che questi proprietari dispongono di enormi somme. Il periodico Forbes calcola 1125 miliardari nel 2008 (Kroll, 2008).Nella classifica Forbes del 2005, Bill Gate era l’uomo più ricco al mondo con 46,5 miliardi di dollari e Warren Buffet con 44 miliardi di dollari.
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Fonte: Cobraf
Il crollo ulteriore del mese di luglio delle vendite di case in America, -27% contro stime di un -10% al massimo ha tagliato le gambe ai mercati oggi.
Notare che il crollo è stato del -40% per le case sotto i 150mila dollari di valore mentre per quelle sopra il milione le vendite sono a +5%. A forza di metterlo in quel posto ai lavoratori con la globalizzazione che ha spedito all’estero milioni di posti di lavoro americani ora si ritrovano che i lavoratori non spendono e non fanno mutui e se ne stupiscono e lamentano anche a Wall Street, perchè poverini gli causa un -2% del Nasdaq. Per cui si domandano cosa si potrà mai fare per pompare di nuovo questi prezzi delle case, come si potrà mai indurre ad indebitarsi di più i lavoratori americani, che hanno perso i posti di lavoro ben pagati di una volta.
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di Felice Capretta, Fonte: Informazione Scorretta.
L’estate è sempre prodiga di notizie interessanti, si sa, e così alcuni media mainstream allineati fanno a gara a chi trova la notizia più interessante.
Riveste particolare interesse, evidentemente, la pratica del “balcooning”, che ha raggiunto recentemente le pagine di alcuni quotidiani.
Si tratta, in sostanza, di lanciarsi dal balcone dell’albergo.
Solitamente in piscina, ma evidentemente non c’e’ sempre acqua ad attenderli, visto che il quotidiano parla di 4 morti.
Quattro tra le migliori menti del mondo.
Già.
Forse sarebbe stato più utile dedicare qualche riga ad una serie di notizie che ieri ed oggi hanno iniziato a comparire su alcuni quotidiani economici sullo stato di salute dell’economia USA, inglese e mondiale.
E non stiamo parlando di ripresa, ma piuttosto di segnali di crisi a W, dove la mezza ripresa non è che un movimento artificiale ed illusorio nel bel mezzo del disastro economico, prima che la portata effettiva della crisi sia evidente ed accettata globalmente. Leggi il resto di questo articolo »
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Per tutti coloro che sognavano di andare a vivere in America o magari trascorrere qualche annetto per approfondire gli Studi su alcune Materie, l’America diventa oggi un sogno da incubo, non passa un giorno senza che vengano applicate nuove restrizioni per i cittadini, neanche la sicurezza è assicurata ..e si.. quella sicurezza che hanno tanto sbandierato inventandosi un terrorismo che loro stessi hanno costruito negli studi di Hollywood e poi messi in pratica, ma veniamo alla situazione attuale che oggigiorno troviamo nel continente dove tutto è possibile per i criminali che stanno al Governo.
Dopo aver ridotto l’America in uno stato di Psicopatici (27 Milioni fanno uso e abuso di Psicofarmaci) Asociali e disoccupati(51 Milioni quelli iscritti come disoccupati,in più 22 milioni non registrati perché non vedono alcuna speranza di essere reintegrati nel mondo del lavoro), adesso molte città non hanno più soldi per pagare la corrente per l’illuminazione stradale cittadina.
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Fonte: Cobraf
12.08.2010. Oggi le borse hanno perso a seconda dei casi dal -3% al -5%, come grafici e numeri niente di grave nel contesto di un rimbalzo del 10% medio dai minimi del 2 luglio.
Ma nei giorni come oggi quando le autorità monetarie intervengono e “comunicano” e il mercato invece di essese rassicurato reagisce franando il cedimento può in qualsiasi momento avvitarsi su stesso e diventare un -10% in un paio di ore per S&P, Dow Jones e Nasdaq come era successo il 6 maggio.
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6 agosto 2010 (MoviSol)
Il 20 luglio il giornalista dell’EIR Anton Chaitkin ha intervistato Jonathan Sandys (pronuncia: sands), pronipote di Winston Churchill. Questo trentacinquenne rappresentante della famiglia Churchill, emigrato negli Stati Uniti nel 2008, si sposò con una texana e fondò a Houston, l’anno seguente, la Churchill’s Britain Foundation.
Chaitkin gli ha telefonato dopo averlo visto intervenire, in favore della secessione del Texas dall’unione federale americana, ad un incontro del Tea Party a Clear Lake, nella videoregistrazione del programma Off The Cuff della LPAC-TV (vedi l’edizione serale del 19 luglio).
Sandys ha detto a Chaitkin di essersi interessato allo spezzettamento degli Stati Uniti dal momento in cui emigrò in Texas, avendo incontrato diverse volte il governatore Rick Perry, anch’egli dell’avviso che il Texas potrebbe separarsi degli altri Stati della federazione. Secondo Sandys, Perry intenderebbe recarsi in Inghilterra per apporre una targa sul muro dell’ambasciata del Texas, una sede rappresentativa che quello Stato conserva nel Regno Unito sin dalla sua conquistata indipendenza dal Messico, negli anni ’40 dell’Ottocento.
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Fonte: nicolòbellia.info
L’industrializzazione, fin dal suo inizio, ha prodotto in eccesso rispetto alla domanda.
Il denaro della domanda proviene dalla produzione industriale ed incide per una parte del prezzo dei beni prodotti, quindi non può coprire la produzione.
Fin dall’inizio si è compensato questa scarsezza monetaria con il ricorso al Debito Pubblico, gravato di interessi.
Con il passare del tempo l’incremento degli interessi costringe all’aumento del ricorso periodico al debito.
Dopo un certo periodo di tempo si arriva però al punto che viene meno la convenienza per le Banche Centrali ad erogare ulteriori prestiti, giacché l’inflazione indotta fa perdere al capitale accumulato più di quanto rendono i prestiti.
Questo spiega perché i Governi europei programmano, più che ampliamento della domanda, riduzione delle spese.
Ciò è palesemente recessivo con prospettive economiche dolorose. Leggi il resto di questo articolo »
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Assolutamente da leggere!!
“La democrazia coloniale non è il risultato dell’evoluzione naturale dei paesi colonizzati, in virtù delle condizioni interne e delle regole del suo ordinamento sociopolitico. È qualcosa di artificioso, imposto dall’esterno e contro le tendenze evolutive manifestatesi storicamente. È sostenuta dai metodi del colonialismo. Inoltre, il paese colonizzato viene staccato dal sistema preesistente di rapporti internazionali. Ciò si ottiene distruggendo i blocchi di paesi e disintegrando i grandi paesi, come è successo al blocco sovietico, all’Unione Sovietica e alla Jugoslavia.”
Se n’è andato, alla fine, nel 2006, il terribile vecchio, all’età di ottantatre anni.
Filosofo prestigioso, specializzato in questioni di logica; matematico geniale; romanziere amaro ed eccentrico; critico implacabile di tutto e di tutti: del comunismo e del post-comunismo; della Russia e dell’Occidente; del totalitarismo e della democrazia; uomo contro per eccellenza, ostinato, implacabile accusatore e irriducibile derisore di ogni conformismo, di ogni pigrizia mentale, di ogni acquiescenza al potere, qualunque esso sia: tale è stato Aleksandr Zinov’ev. Se l’è portato via, ancora indomito, un tumore al cervello; ma non se n’è andato in punta di piedi, bensì ruggendo e irridendo tutte le ipocrisie e tutte le forme di demagogia.
In Occidente non se ne sono accorti in molti, perché il personaggio era talmente scomodo che si è fatto di tutto per non propagarne li pericoloso messaggio: aveva attaccato Stalin e criticato Gorbaciov, accusato Eltsin e denunciato Putin; aveva, soprattutto, messo in guardia contro la ridicola pretesa occidentale (Fukuyama e soci) che, con la caduta dell’Unione Sovietica, anche il comunismo fosse finito per sempre. «Ritornerà – aveva detto – magari in forme inusuali ed inedite»; e non già perché ne avesse nostalgia, lui che fin dal 1976 era stato costretto all’esilio a causa della pubblicazione, in Germania, del suo romanzo «Cime abissali», ma che pure, davanti alle brutture del post-comunismo in Russia, aveva fatto il tifo per Gennadij Zjuganov, leader del vecchio Partito Comunista russo.
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fonte: movisol.org
Editoriale di Jacques Cheminade
21 luglio 2010
Alla società francese manca ormai il morale. Il denaro regna sovrano, dappertutto. Le più alte autorità dello Stato dànno l’esempio, tra favoritismi e conflitti d’interesse. È il momento che François Fillon ha scelto per rompere il “tabu semantico” del governo e pronunciare la parola ‘rigore’. “Rigore, rigore, rigore, se volete ve lo ripeto”, ha cinicamente irriso il Primo Ministro [francese], a distanza di migliaia di chilometri dal suo Paese. S’è impegnato a ridurre il deficit dell’8% del PIL previsto per questo anno, del 3% di quello previsto per il 2013, cioè di circa 100 miliardi d’euro in tre anni, cosa che presuppone il saccheggio dello stato sociale (previdenza sociale, aiuti per l’occupazione, ecc.) e delle dotazioni in favore delle regioni e dei dipartimenti, e la soppressione delle assunzioni negli ospedali, dei rimborsi delle nuove medicine e delle possibilità di ammissione ai ricoveri di lunga degenza, e l’aumento delle tariffe per le analisi mediche e per le operazioni, come quelle per curare le cataratte. Si tratta dello smantellamento del programma del Consiglio Nazionale della Resistenza, voluto dai vari Danis Kessler e dai vari Michel Pébereau.
Questo rigore risparmia la finanza. Così il primo luglio, la Banca Centrale Europea, alla scadenza di un prestito massiccio di 442 miliardi di euro alle banche, ha rinnovato gli “stanziamenti di liquidità” a tutti gli istituti che ne avevano bisogno. Leggi il resto di questo articolo »
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f.ghira@rinascita.eu
Alla fine, Barack Hussein Obama, il maggiordomo di Wall Street, ha ottenuto la “sua” riforma del sistema finanziario che in buona sostanza crea nuovi organismi di vigilanza e di controllo che sono inevitabilmente destinati, quanto a competenze, a scontrarsi o sovrapporsi con quelli esistenti. Al di là dell’enfasi che la ha accompagnata, il risultato della nuova legge sarà quello di lasciare che gli speculatori possano continuare a fare i propri comodi e arricchirsi alle spalle di tutti i cittadini.
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Molto si è scritto e discusso negli ultimi tempi sullo strapotere, l’affidabilità e la neutralità delle agenzie di rating statunitensi. Standard&Poors, Moody’s e Fitch, detengono il monopolio del giudizio sullo stato di salute economica degli Stati. Sono loro a decidere quali economie sono forti e quali sono deboli, determinando di fatto i destini delle nazioni. Una ‘A’ in più o in meno nelle loro valutazioni (tutt’altro che oggettive e disinteressate) può significare la salvezza o la bancarotta di un Paese.
Ma ora le cose potrebbero cambiare. Nei giorni scorsi ha debuttato la prima agenzia di rating cinese, la Dagong, creata da Pechino proprio per rompere il monopolio Usa in questo settore e fornire un punto di vista alternativo rispetto a quello delle ‘tre sorelle’ americane.
Il primo rapporto Dagong, pubblicato il 10 luglio, ha suscitato molto scalpore e interesse. Per valutare la solvenza degli Stati, l’agenzia cinese si basa su criteri diversi da quelli tradizionali, tenendo maggiormente da conto l’effettiva capacità di creare ricchezza e l’ammontare delle riserve. Il risultato è stato che gli Stati Uniti perdono la mitica ‘tripla A’ e vengono declassati a livello ‘AA’, Gran Bretagna e Francia scendono ad ‘AA-’ e Italia, Spagna e Belgio addirittura ad ‘A-’. E’ andata meglio a Canada, Germania e Olanda, giudicate ‘AA+’: la stessa classe di valutazione a cui sale la Cina.
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Link: http://www.mirorenzaglia.org/?p=14548
Dice il tasso a un altro tasso, indicando uno stupendo esemplare di femmina della stessa specie: «Dì un po’, ma tu le paghi le tasse?». E’ una celebre illustrazione tratta dal Diariovitt di Jacovitti, il grande vignettista che riusciva a far sorridere la gente anche satireggiando su un argomento ostico come quello fiscale. Ed effettivamente è assai difficile, oggigiorno, trovare qualcuno disposto a ironizzare sullo spauracchio delle imposte. Questo territorio, almeno per gli italiani, rimane assolutamente verboten allo humour. Le gabelle infatti anno dopo anno sono diventate sempre più pesanti e numerose, tanto da indurre l’opinione pubblica a individuare nella leva fiscale uno strumento ingiustamente vessatorio, punitivo in particolar modo nei confronti di chi, come il popolo del reddito fisso, non può nascondere nulla all’ufficio esattoriale, venendo considerato alla stregua di “mucche da mungere” e favorendo il fugone oltralpe di un fiume di denaro non dichiarato.
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Link: http://ilcorrosivo.blogspot.com/2010/07/i-profitti-della-crisi_06.html
La crisi economica sta imperversando in maniera sempre più drammatica in tutto l’Occidente. Le imprese chiudono o delocalizzano, la disoccupazione sale a ritmo forsennato, i diritti si vaporizzano, le prospettive occupazionali si riducono al lumicino. Sulla scia lasciata dalla manovra “lacrime e sangue” imposta al popolo greco, un po’ dappertutto s’impongono sacrifici ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani. Le mense della Caritas conoscono un sovraffollamento mai sperimentato prima, in strada scendono sempre nuovi senza tetto, con gli Stati Uniti che tirano la cordata . Aumentano in maniera esponenziale, anche se i media raramente ne danno notizia, i suicidi e le tragedie familiari aventi per protagonisti persone strozzate dai mutui e rimaste senza lavoro.
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di Pete North – Rob Hopkins – 24/06/2010
Fonte: Come Don Chisciotte
Il nuovo libro di Pete North “Local Money: how to make it happen in your community” [“Valuta Locale: come farlo nella vostra comunità”, ndt] sarà ufficialmente presentato all’edizione 2010 della conferenza del “Transition Network” e sarà possibile ordinarlo qui dalla prossima settimana [energybulletin.net, ndt]. L’ultimo libro della serie dei “Transition Books”, “Local Money” è una panoramica complessiva sulle valute locali e sul come organizzare ed implementare un tale progetto. È stato scritto sulla base di alcune iniziative di transizione, tracciando un linea da esperienze come quelle del pound di brixton o di Lewes, fino alle affascinanti storie di latre valute alternative, compresa quella di come il modello monetario locale è stato un elemento fondamentale per le comunità argentine per sopravvivere al crollo finanziario. Per festeggiare l’uscita del suo lavoro, ho intervistato Pete sul libro e sulle valute locali…
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