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Basta con questa classe politica!

di Beppe Grillo – 08/09/2010 * Fonte: Il Blog di Beppe Grillo [scheda fonte]

Oggi sono leggermente irritato. Capita. Non me ne frega un cazzo dei politici. Continuano a farmi domande su cosa penso di Schifani o di Chiamparino, di Fini o di Bossi. Voglio dare una risposta definitiva e cumulativa anche per il futuro: “Non me ne frega un cazzzo (ho aggiunto una z di rinforzo) di qualunque politico“.
Non devono esistere i politici, ma che mestiere è? Deve esistere la politica come “servizio civile“, cittadini a tempo determinato che si dedicano al loro Paese. I quotidiani sono diventati gossip, Casini onnipresente, Fini l’uomo nuovo e lo psiconano e Bersani e D’Alema. Basta. Questa gente è responsabile dello sfacelo del Paese, vive da trent’anni di stipendi pubblici e non si è ancora tolta dalle palle da sola. E ci parla di soluzioni, di strategia europea, di alleanze programmatiche? Non sono riusciti neppure a far funzionare i servizi minimi, come le Poste e la Scuola e la Giustizia e il Fisco e la Salute. Leggi il resto di questo articolo »

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Amore a prima svista di G.P.

l Presidente della Camera ha annunciato, ieri a Mirabello, la fine di un idillio partitico e la morte cerebrale del governo. E’ Vero che il PDL si è sempre presentato come il partito dell’amore ma in politica il muscolo cardiaco è appena il terzo organo più importante dopo il cervello e le palle. Infatti, anche se il cuore dell’esecutivo continua labilmente a battere per via di un certo attaccamento morboso alla vita istituzionale dei suoi membri, i movimenti del corpo governativo sono ormai azzerati per mancanza di impulsi elettrici provenienti dalla testa e scatti d’orgoglio che nascono sotto la cintura. Ma, soprattutto, il Cavaliere se l’è cercata, potremmo dire si sia trattato di amore a prima svista di un playboy eccessivamente compassato, poiché, nonostante la sua grande esperienza in fatto di relazioni sentimentali che si interrompono brutalmente con tradimenti esemplari, non ha abbandonato l’infido partner ai primi sintomi d’insofferenza e di cedimento psicologico. Ora l’amante focosa ed egotica, concessasi più per interesse che per calore, gli sbatte la porta in faccia blaterando di non essere mai stata capita e ascoltata a sufficienza da un compagno dispotico e troppo preso da sé stesso per tenere in considerazioni le ragioni dell’altro. Leggi il resto di questo articolo »

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Fonte: byebyeunclesam.wordpress.com

“Voglio raccontare la mia verità in Italia. Sono pronto a dire tutto ciò che so sull’attentato alla stazione di Bologna davanti a un magistrato italiano”. Firmato, Ilich Ramirez Sanchez, ossia ‘Carlos lo sciacallo’, il più famoso terrorista del mondo. Carlos, 61 anni, venezuelano, sta scontando l’ergastolo in Francia (per vicende francesi) ma ora chiede di parlare davanti a un tribunale italiano per dire ciò che sa sulla bomba che il 2 agosto 1980 uccise 85 persone e ne ferì più di 200.
(…)
Dopo aver letto un articolo del Resto del Carlino che lo riguardava, inviatogli dal suo avvocato milanese Sandro Clementi, ha deciso di scrivere una lettera che, tramite il collega bolognese Gabriele Bordoni, è stata recapitata al nostro giornale. La missiva, scritta nel carcere di Poissy, reca la data del 15 agosto.
“Egregio signore — scrive Carlos a Clementi — ho letto l’articolo… Io riconfermo tutte le mie dichiarazioni che riguardano l’attentato alla stazione di Bologna di 30 anni fa. Ho lottato contro i veri terroristi, i terroristi di Stato, fin da quando avevo 14 anni”. (…) Leggi il resto di questo articolo »

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Beppe Grillo V-Dei
Per non attendere la Storia e la sua ardua sentenza in quest’occasione mi schiero con il Savonarola genovese.
Propongo a tutti i lettori di quest’ospite di pronunciarsi sui fatti accaduti alla festa del Pd a Torino sabato ultimo scorso.
Auspico che il pacifico dissenso continui a trovare puntuale occasione di manifestazione ad ogni meeting partitico o similare, augurandomi contemporaneamente una presa di sensibilità politica nei confronti dell’antropocrazia, con il chiaro ed incontrovertibile intento di sottrarre giustificazioni altre a tutti coloro che paventano od accampano un eventuale vuoto di potere.
Beppe Grillo carica V-Day
Foto di Sergio Dolce

Fonte: http://www.leggo.it

FASSINO: “SQUADRISTI” Cresce la contestazione dei grillini, alla festa del Pd, nei confronti del presidente del Senato, Renato Schifani. Una ventina di manifestanti sta impedendo l’inizio del confronto con l’esponente del pd, Piero Fassino, che sta inutilmente cercando di placare la contestazione. «Fuori la mafia dallo Stato», urlano i grillini, che hanno in mano una agenda rossa, riferimento al magistrato paolo Borsellino ucciso dalla mafia nel 1992. «Provate ad ascoltare», ha spiegato Fassino ai manifestanti. «La festa del Pd – ha aggiunto – è un luogo in cui si discute, per questo abbiamo invitato il presidente Schifani, pur sapendo che molte sue idee sono diverse dalle nostre. In questi giorni abbiamo accusato di essere uno squadrista chi vuole contestare Gianfranco Fini alla festa di domani. Questo metodo è lo stesso». Leggi il resto di questo articolo »

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Mentre si svolgono i preparativi per la visita di Gheddafi a Roma, da ampi settori dell’opposizione filo-Usa (da Di Pietro ai finiani) si chiede chiarezza sui rapporti di Berlusconi con il leader libico e con Putin. Il video che segue può essere uno spunto…

Video di Markus Heinrich Krank

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di Claudio Moffa -  claudiomoffa.it

LA MEMORIA CORTA DEI MAGISTRATI, DEI GIORNALISTI E DEI POLITICI
LA NOTIZIA BOMBA SULLE BOMBE DEL 1993

Tutti a parlare di mafia, tutti a dar retta al sanguinario Spatuzza. Ma una notizia, riportata anche dal Corriere della Sera del 29 luglio 1993, e rivelata alla Camera dall’allora ministro degli interni Mancino dice qualcosa di diverso: che ci fu una rivendicazione “islamica” fatta da un “cellulare di un cittadino israeliano”. Ovviamente le ipotesi che apre questa notizia bomba sulle bombe del 1993 sono molteplici, ma per capire quale sia stata la verità occorrerebbero indagini. Sono state fatte dalla magistratura? Se sì, con quali risultati? Se no, perché?

Articolo del Corriere della Sera

LO SAPEVATE CHE LE BOMBE DI MILANO E ROMA DEL 1993 FURONO RIVENDICATE DA UN”CELLULARE DI PROPRIETA’ DI UN CITTADINO ISRAELIANO”?

UNA NOTA A PROPOSITO DEL FATTORE LOBBY NELLE CRONACHE DI OGGI E NELLA STORIA DEGLI ULTIMI VENT’ANNI

L’amico Pietro Ancona mi dice che non bisogna subordinare alla dialettica sionismo-antisionismo ogni aspetto e problema politico dei nostri tempi [i]. Il suo monito è sicuramente condivisibile, perché il rischio che pervade molti dibattiti di questi tempi è quello del complottismo a tutti i costi. Epperò è vero anche il contrario, che l’allarme complottismo è l’alibi almeno da un decennio a questa parte per non ragionare sui fatti, e per demonizzare e marginalizzare chi pone delle questioni serie; così come è vero che, per paura di essere tacciati di complottismo, anche chi è teoricamente pronto ad aprire il cervello a tutto campo sulla realtà che lo circonda, si intimidisce, si spaventa delle conseguenze (la perdita della faccia e degli spazi mediatici) e si autocensura. Si innesta così un meccanismo perverso per cui la “verità” storica e giornalistica che si tramanda di anno in anno e di decennio in decennio, non è tale, ma è una favolistica fiction da cui il fattore S – il fattore sionismo – è sistematicamente minimizzato, occultato, espunto. Leggi il resto di questo articolo »

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Per non dimenticare, per chiedere verità e giustizia.

A uccidere Pasolini non fu solo il Pelosi, quella notte all’Idroscalo c’erano almeno altre tre o quattro persone. E c’erano due auto e non solo quella dell’intellettuale ucciso. Ne è convinto l’amico e regista Sergio Citti che dieci giorni dopo l’omicidio – nel novembre del 1975 – fece delle riprese sul posto del massacro a caccia di prove e testimonianze. Lì trovò un pescatore che nella notte aveva visto due auto e diversi uomini picchiare Pasolini.  Citti ripreso da Mario Martone e interrogato dall’avvocato Guido Calvi commenta le immagini che ha girato lui stesso oltre 35 anni fa e dice la sua verità sulla notte che morì Pasolini. Il video è stato girato da Mario Martone nel luglio del 2005, tre mesi prima della morte di Sergio Citti. Ora è depositato agli atti alla Procura della Repubblica di Roma ed è un documento unico per le indagini che si avvarranno anche del lavoro dei Ris. Oggi è stato presentato dall’avv. Calvi e da Martone alla Casa del Cinema di Roma.

http://tv.repubblica.it/copertina/il-delitto-pasolini-nelle-immagini-di-citti-e-martone/46580?video

IL CASO
“Così venne ucciso Pasolini”
La verità del docufilm di Martone
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Così, per un minimo senso di giustizia posto questo articolo, circa la storia della seduta spiristica (articolo di un paio d’anni fa nell’occasione del trentennale del delitto Moro), che molti di noi conoscono ma merita di essere ricordata in breve per i pìù giovani.

Il giallo di via Gradoli: Moro e la seduta spiritica di Prodi

di Marco Caruso

Ne riporto la parte essenziale.

“A trent’anni di distanza, il professore, ovvero l’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi ancora non ha fatto luce su uno degli episodi che hanno contraddistinto gli anni di piombo e che lo hanno visto protagonista negativo di quella vicenda: il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.
Sarebbe l’ora che Prodi alzasse una volta per tutte il sipario sulla tanto misteriosa quanto famigerata seduta spiritica dietro la quale a tutt’oggi ostinatamente continua a trincerarsi.

Veniamo ai fatti. Leggi il resto di questo articolo »

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Fonte: peacereporter.org

…e , scoprono adesso i magistrati milanesi, da 15 anni lo fanno anche ai danni dei ‘lumbard’.

“Per chi è calabrese è come scoprire l’acqua calda”; Giuseppe Baldessarro scrive di Ndrine da 15 anni; gira per discariche illegali in Calabria e indaga su navi affondate cariche di scorie nucleare. Scoprire, come è scritto nell’ordinanza del giudice indagini preliminari del Tribunale di Milano contro la nuova rete di cosche calabresi in Lombardia, che una delle aziende controllate dalle Ndrine, ‘Perego Strade’, smaltisse nei propri cantieri rifiuti tossici, in primis amianto, non lo smuove più di tanto. Autore del libro ‘Avvelenati’ con Manuela Iatì – dove si parla di scorie di centrali atomiche centrali elettriche, container con diossina di Seveso e scarti industriali – dice che sono bazzecole rispetto alla monnezza nucleare con cui hanno affossato la Calabria, quei residui di amianto che i cani delle Ndrine hanno seminato tra i laghi e la Lomellina. Leggi il resto di questo articolo »

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di Mauro Tozzato – 13/07/2010 * Fonte: Conflitti e strategie

http://www.massimodalema.it/libimg/clinton225_ico.jpg

Un articolo apparso sul Corriere del 10.07.2010 pare scritto apposta per corroborare ulteriormente le tesi che il blog e La Grassa da anni stanno portando avanti e rielaborando sino all’ultimo intervento scritto da GLG proprio domenica (a partire da il Teatro dell’assurdo pubblicato nel “lontano” 1995 da G. La Grassa assieme a C. Preve). Il titolo dell’articolo è «Pentapartito addio», disse la Cia – Già nel 1988 gli Usa consideravano logora l’ alleanza di governo. Riporto di seguito alcuni passi dell’articolo scritto da Ennio Caretto:

Nel crepuscolo della guerra fredda, grazie anche al dialogo apertosi tra gli Usa e l’ Urss sotto Reagan e Gorbaciov, la Cia cambiò gradualmente idea sui comunisti italiani. Documenti che vanno dalla fine dell’ 85 all’ inizio dell’ 88 svelano che per Washington il Pci si sta evolvendo in quel periodo “in un partito ragionevolmente moderato, di tipo occidentale, che pare accettare veramente il sistema di economia mista e l’ appartenenza dell’ Italia alla Nato”.[…] alla morte di Berlinguer, nell’ 84, il Pci non ne aveva ricusato l’ eredità, anzi su di essa aveva creato una nuova classe dirigente e una nuova politica. Il partito, scrive la Cia alla fine dell’ 85, è a una svolta, come la Dc. «Ha un’ ala marxista leninista guidata da Cossutta, un’ ala moderata guidata da Napolitano, un’ ala centrista guidata dal segretario Natta», ma l’ ala estremista verrà emarginata a poco a poco. E perché? Perché alle elezioni di primavera «il Pci ha subito una pesante sconfitta, e Natta ha colto l’ occasione per un salto generazionale nella sua direzione e per un mutamento di strategia: probabilmente i comunisti passeranno dall’ alternativa democratica al dialogo con la Dc». La sconfitta elettorale del Pci, conclude la Cia, è stata Leggi il resto di questo articolo »

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Falcone Borsellino stragifonte: terranauta.it

Sono passati 19 anni dalle stragi che hanno causato nel lontano 1992 la morte di Falcone e Borsellino. Da allora ne sono successe di cose… Un Paese in letargo dove violenza, droga, abusivismo e tangenti hanno spesso preso il sopravvento. Forse esiste anche un’altra Italia? La parola a Marco Boschini.

Forse è un caso, forse no, rientrare dalle zone di Gomorra proprio in questo 23 maggio che ci riporta alle stragi del 1992, al sacrificio di uomini di Stato come Falcone e Borsellino

Forse è un caso, forse no, rientrare dalle zone di Gomorra proprio in questo 23 maggio che ci riporta alle stragi del 1992, al sacrificio di uomini di Stato come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Forse è un caso, o forse no, sentirci oggi come allora, nonostante gli anni che passano e la terra di esperienza camminata nel frattempo: un misto di rabbia, orgoglio, paura, voglia di fare. E di impotenza e rassegnazione, anche. E di forza, tutto insieme. Mescolati insieme. Leggi il resto di questo articolo »

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Cari lettori di Stampalibera non trovate anche voi grottesco questo teatrino in cui l’orco USA intima di giocare a nascondino con la pulzella Italia. Per farla breve vogliono poter continuare ad intercettare politici ed imprenditori italiani quando e come vogliono ed hanno fatto finora, distruggendo la politica e l’economia della nostra nazione. Ma il culmine dell’ipocrisia arriva quando gli Usa sostengono che bisogna far lavorare i magistrati che hanno svolto finora un ottimo lavoro. Fossimo in paese civile saremmo penso tutti a fianco dei magistrati nel chiedere trasparenza. Ma se a chiedere più trasparenza é l’orco, il nostro intercettatore di sempre, i servizi segreti deviati in mano Usa, cosa dobbiamo fare? Berlusconi non vuole correre rischi e per evitare che gli montino un bel caso per detronizzarlo cerca di giocare d’anticipo! Forse in questo caso gli interessi nazionali potrebbero convergere con quelli del Nostro… C’é da aggiungere che mai nessun governo italiano ha raggiunto tanti successi con la mafia, arrestando tanti ricercati. Che sia questo che temono gli americani? Resta per me la disarmante presa di posizione dei nostri dominanti americani e la cretineria di tanti giornalisti  e politici servi che non si azzardano nemmeno a mettere in discussione cotanta ingerenza, la posizione- imposizione dei nostri gabellieri. Ci sarebbe da ridere se non fosse tragica! E le preoccupazioni della Fieg che appaiono sacrosante?…  Lascio a voi le conclusioni.

Titolone dal Corriere della sera: “Preoccupazione del Dipartimento di giustizia Usa: «Sono essenziali per i pm». Il ministro: intesa con Washington”. Per fortuna  abbiamo qualcuno che si preccupa per noi! Si preoccupano di tenere l’Italia sotto “Democrazia”! Vi risparmio il seguito, la solfa dei giornali, tanto l’avrete già letta,  l’hanno già fatta scrivere proprio a tutti.

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fonte: osservatorioitaliano.org

E’ una guerra invisibile quella a cui assistiamo di giorno in giorno. C’è chi bombarda Paesi e chi traffica droga per costruire oleodotti. Da una parte c’è la mafia che tutti noi conosciamo, i casalesi, la camorra, quelli che vendono la droga alla spicciolata. E poi ci sono i vip, gente di spettacolo e di gossip, quelli che organizzano “festini” e gran-galà, allietando i loro ospiti con prostituzione moderna e droga, ma si servono rigorosamente dai ‘pusher’ e non dagli spacciatori. La differenza, tra questi due mondi, è davvero sottile, e sta solo nel fatto che i ‘pirla’ sniffano cocaina frullata con aspirina e altre schifezze, mentre invece i signori – per intenderci quelli che vediamo in tv e sulle riviste – sniffano quella pura all’80%, la cocaina colombiana. Leggi il resto di questo articolo »

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Un serpente di canali d’acqua che copre 1000 chilometri quadrati: tra depuratori fantasma, consorzi milionari e malapolitica. La magistratura dichiara il “disastro ambientale” in Campania

Il serpente d’acqua è lungo 56 chilometri. Striscia intorno a 104 comuni, per 1.095 chilometri quadrati e tocca l’intera provincia di Caserta, una parte del napoletano e dell’area di Benevento. Il serpente è talmente velenoso che ha causato un disastro ambientale. Puoi trovarci carcasse di vacche che galleggiano, fendono l’acqua grigia e schiumosa, tamponano altre carcasse, quelle di decine d’automobili arrugginite e coperte, a loro volta, da sacchi di plastica d’ogni dimensione e colore. In quest’inferno, persino i depuratori inquinano. I comuni: riversano le fogne direttamente nell’acqua che affluisce al mare. Siamo nel “canalone” dei Regi Lagni: un reticolo di canali che convogliano acqua piovana verso il mare. Stivaloni ai piedi e mascherina al volto, Elpidio Pota e Pietro Papapicco, hanno setacciato i canali metro per metro. Per quattro lunghi anni. Parliamo di un luogotenente e di un maresciallo della Guardia di Finanza di Caserta. È stato il Nucleo Tributario, guidato dal tenente colonnello Michele Iadarola, a svolgere le indagini condotte dai pm Donato Ceglie e Paolo Albano e dal procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere, Raffaella Capasso. Risultato: 16 aprile, ventidue arresti, quattro depuratori e venticinque aziende sequestrate. Leggi il resto di questo articolo »

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Scritto da Eleonora Mastromarino

Fonte: megachip

Antonio Ingroia, allievo di Falcone e Borsellino e attuale procuratore aggiunto a Palermo, di questa materia se ne intende e ci tiene a spiegare quali potrebbero essere gli effetti negativi della nuova legge. Per farlo ha anche scritto un libro, ‘C’era una volta l’intercettazione’.
Innanzitutto per Ingroia sono state troppe le bufale della politica su questo tema: “Ho vissuto momenti d’indignazione, da cittadino oltre che da magistrato, rispetto all’utilizzo continuo della menzogna e di una campagna di stampa nella quale i fatti vengono costantemente capovolti”. Leggi il resto di questo articolo »

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di Gianni Petrosillo – 20/04/2010

Fonte: Conflitti e strategie

E questo è un gioco da banditi, amici miei, che si chiama democrazia!
Da il nuovo Spoon River
E.L. Master

Diceva Balzac che in politica, come nel giornalismo, così come nell’attività economica aggiungiamo noi, esistono una quantità di casi nei quali i capi non debbono mai essere tirati in ballo. E questo è necessario per non mettere a rischio l’intero sistema ed agire ugualmente con disinvoltura e le mani libere dagli infingimenti formali della democrazia e della legalità, al fine di raggiungere quegli obiettivi ritenuti indispensabili a proiettare “in avanti” un governo, una redazione o un’impresa. Questa breve premessa, scevra da qualsiasi moralismo da anime belle e lontana dal gioco rifrangente del discorso ideologico ed apologetico ci è indispensabile per leggere alcune faccende nelle quali sono state coinvolte imprese big, quelle poche che esistono in Italia, come la Telecom. Leggi il resto di questo articolo »

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Assolutamente da leggere!

VENT’ANNI DELLA NOSTRA STORIA!
UNA LUCIDA ANALISI SUGLI ULTIMI VENT’ANNI DELLA COMPLOTTISTICA ITALICA

Post n°968 pubblicato il 01 Marzo 2009 da
Voce di Megaride di anonimo

fonte:sitoaurora.splinder.com


COSA ERA ACCADUTO IN COSI’ POCO TEMPO PER RIBALTARE L’ITALIA?
Cos’era accaduto in così poco tempo per ribaltare tutta l’Italia, la storia e la religione come un calzino? Era accaduto che era crollato il Muro di Berlino, e orde di compagni ipnotizzati dall’isola che non c’è, aspettavano i custodi della fede fuori dalle sezioni con i bastoni in mano dopo tanti anni di prese per il cubo. I geni del marketing delle masse avevano previsto per tempo la grande opportunità, e avevano iniziato a tessere la propria tela coi “vertici“, e a preparare la strada per “orientare diversamente” il popolino del muro di Berlino: caduta la prima pietra, era già pronta una “Santa Alleanza” mediatico-giudiziaria che distogliesse l’attenzione del popolino con la terza media dai mille “contrordini, compagni!” verso una “missione per conto di Dio” che li facesse sentire di nuovo “importanti” per le sorti del mondo.
In realtà
si trattava solo di un ramo di un golpe internazionale volto al controllo “dall’alto” delle realtà “locali“, basato in Italia, appunto, sul totale controllo di magistratura e media.

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