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POLITICA

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Sulla vicenda dell’espulsione dei senatori dal M5S credo vadano spese due parole, una per contestualizzare, e l’altra per cogliere l’occasione per allargare il discorso.

Contestualizzare: il M5S si trova in questo momento sotto assedio. Tutta la stampa e l’informazione di regime evitano accuratamente Leggi il resto di questo articolo »

putin

Una condizione essenziale per la crescita, intellettuale, personale, spirituale, insomma, per ogni tipo di crescita, è la capacità di lasciare, o meglio mettere in discussione le proprie certezze, qualunque esse siano, e accettare di vedere la realtà per quello che è, accettando soprattutto di aver sbagliato. Senza questa capacità si rimane attaccati, come la famosa scimmia alla banana, e si rischia di avvizzire, la morte per asfissia, la paralisi.

Non c’è dubbio che uno degli stereotipi più comuni, nel mio ambiente familiare e sociale, condito di Selezione dal Readers’ Digest e fonti analoghe, fosse Leggi il resto di questo articolo »

Pertini

Fonte: MoviSol

Da anni si dice che l’Italia è instabile, inefficiente e poco competitiva sui mercati internazionali. Così gli organismi sovranazionali e i mercati finanziari giustificano le pressioni sul Paese per attuare le loro ricette liberiste. I dati sviluppati recentemente dal prof. Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison e docente all’Università Cattolica di Milano, dimostrano invece molto chiaramente che il crollo economico in Italia può essere attribuito quasi esclusivamente all’austerità.

In una serie di grafici presentati alla Stampa Estera di Milano la scorsa settimana, Fortis ha denunciato l’errore di pensare che l’Italia soffra la crisi più di altri per via della mancanza di competitività, e che per questo motivo il Paese debba fare le riforme strutturali per essere all’altezza degli altri. La realtà è che nonostante i problemi rappresentati per esempio dalla burocrazia inefficiente, dal sistema politico instabile e dalle infrastrutture spesso carenti, l’Italia ha numerosi settori economici forti e un alto livello di patrimonio finanziario privato.

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scajola

Ricordo ancora con una certa tenerezza quando, moltissimi anni fa, come giovane ingegnere “catapultato” nel mondo della vendita mi trovai a discutere con uno dei miei professori dell’Università; io proponevo degli apparati e lui era il responsabile della decisione, nell’ambito dell’università. Ricordo come fosse ieri, un buio pomeriggio di una di quelle giornate di fine Novembre che si accorciano sempre più in fretta, a parlare nel suo studio, e lui che non accendeva la luce, e non capivo perchè, e come mi sentivo a disagio! Un disagio enorme, e pensavo che forse non ero adatto al mestiere di venditore. Però poco dopo, appena uscito, ripensando al nostro colloquio, riavvolgendo il nastro dei discorsi, un’illuminazione: Leggi il resto di questo articolo »

Draghi va a cagare

Fonte: nocensura.com

LA FACCIA TOSTA DI QUESTO PERSONAGGIO E’ ALLUCINANTE!!! MA IL PROBLEMA VERO, è CHE MOLTI GLI CREDONO PURE…
La realtà è che in un momento come questo ci sono commercianti e piccoli imprenditori che sopravvivono solo grazie all’evasione fiscale, e che se non eludessero al fisco qualche centinaia di euro, sarebbero costretti a CHIUDERE, ingrassando le fila dei disoccupati e SMETTENDO TOTALMENTE DI VERSARE CONTRIBUTI ALLO STATO;

Inoltre consideriamo che se una persona evade 100€ e li impiega, per esempio, mettendo 50€ di benzina e 50€ di spesa, una parte di questi soldi rientra comunque nelle casse dello stato al passaggio successivo, con le accise benzina e l’IVA sugli acquisti… COSA CHE NON AVVIENE PER LA GRANDE EVASIONE, LA “FUGA” DEI CAPITALI VERSO I PARADISI FISCALI, dai 98 MILIARDI EVASI DALLE LOBBY DELLE SLOT AI 2 MILIARDI ELUSI E SCOPERTI IN QUESTI GIORNI DALLA “PALAZZINARA” CHE PER OLTRE 10 ANNI HA “NASCOSTO” 1243 IMMOBILI AL FISCO;

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Condivisibile al 99%, eccellente lavoro da appoggiare, BRAVI.

Al di la delle dicotomie destra/sinistra, al di la di qualsiasi divisione interna fra i movimenti ‘contro’-sistema e contro-NWO, al di la di qualsiasi divisione che permette agli attuali criminali ed eugenetici oligarchi di imperare dividendoci.

Tratto dal link: www.alternativa-politica.it 

Ecco il NOSTRO Ron Paul:

 

giulietto chiesa

 

MANIFESTO PER LA NUOVA EUROPA

Pubblichiamo il Manifesto per la Nuova Europa redatto da un gruppo di lavoro di Alternativa (laboratorio politico fondato da Giulietto Chiesa), aperto al contributo di intellettuali provenienti da diverse esperienze e traiettorie professionali.Il documento è stato presentato il 17 giugno 2013 a Bruxelles presso il Parlamento Europeo, in occasione di un confronto internazionale promosso da svariati gruppi politici, preliminare per una nuova Europa e contro l’Europa della troika.

Lo scenario

Un club planetario a vocazione totalitaria sta distruggendo l’Europa dei popoli, la nostra vita, la nostra democrazia, la nostra libertà.

Il nostro futuro è in grave pericolo.

Gradualmente, senza che ce ne rendessimo conto, siamo stati consegnati nelle mani di un’oligarchia senza patria e senz’anima, il cui unico collante è il delirio di onnipotenza derivante dal possesso del denaro infinito che essa crea.

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Per imparare a pagare (legalmente) meno tasse è indispensabileandare a lezione“da chi queste cose le fa abitualmente, più o meno come quando si deve imparare un’arte: si va dall’artista. La fonte principale di informazioni per i sistemi di tax avoidance (la differenza fra tax avoidance e tax evasion è molto sottile) è il pluricitato (in queste pagine) documentario: “The tax free tour“.

Non voglio tediarvi con una lezione troppo approfondita, anche perchè i più pagati consulenti al mondo Leggi il resto di questo articolo »

A seguito del post di ieri (“Rivoluzione fiscale: ultima spiaggia?“) e dei relativi commenti ricevuti Leggi il resto di questo articolo »

La traduzione sbagliata, o perlomeno furviante, di “Alea jacta est” in “Il dado è tratto“, non rende pienamente l’idea della irrevocabilità di una decisione presa e dalla quale non si può tornare indietro. Se si pensa che il significato invece è “Il dado è lanciato“, si capisce meglio la pregnanza storica di quella frase, con la quale Cesare, passando il fiume Rubicone, limite oltre il quale gli eserciti non potevano andare, dichiarava in qualche modo aperta la guerra civile.

Era il 10 Gennaio del 49 a.C. e, con 10 giorni di anticipo rispetto a quella ricorrenza, Leggi il resto di questo articolo »

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Dopo tanta teoria, analisi dello stato delle cose, studio, confronto, pubblicazione di commenti, ecc., è giunto il momento di mettere in pratica quanto acquisito. E non lo si fa scendendo in piazza, nè contestando, nè tantomeno spaccando vetrine o, peggio, facendosi strumentalizzare da chi vuole infiammare lo scontro. E magari andando in piazza dove risulta facile infiltrare qualche violento per dare la scusa alle cariche a agli arresti, per dare il fianco ai media di scrivere che siamo dei pazzi violenti e distruttori.

No. La rivoluzione si fa con intelligenza, preparazione, pianificazione, e usando gli strumenti attualmente messi a disposizione dalle leggi esistenti (si veda “Risvegliàti” (1), scritto con l’amica Monia Benini). E, sulla scorta delle positive esperienze di sindaci coraggiosi e “fuori dal coro” (si veda qui e qui, (2) e (3)), propongo un breve piano operativo che qualunque sindaco può mettere in campo. Leggi il resto di questo articolo »

globalizzazione

Un amico che lavora al controllo gestione di una multinazionale mi raccontava della frustrazione nei costi di trasferimento di certi servizi interni in paesi remoti. Credevo si trattasse solo di sviluppo software (sono di moda gli indiani) o di call center dove gli operatori in teoria costano molto meno (i paesi anglofoni vanno in India o estremo oriente; i Francesi in Africa; gli spagnoli in sudamerica e noi italiani tipicamente in Romania) e dove vengono affidati i servizi di help desk alla clientela finale o alla clientela interna: invece anche tutta una serie di servizi di back-office, gestione amministrativo-contabile, vengono sempre più spostati in paesi con lingue, culture, abitudini diverse dalle nostre. Quello che ci hanno insegnato è sempre stato: si fa così per sfruttare un costo del lavoro più basso, sfruttare economie di scala, e grazie ai servizi avanzati di di telecomunicazioni (mail, telefono, audio e video conferenze, webmeeting, workgroup, sharepoint e via dicendo) si lavora come se si fosse tutti nella stessa stanza, sfruttando competenze, disponibilità di capitale umano che stanno da altre parti del mondo. Leggi il resto di questo articolo »

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Che il sindaco di Resana fosse un tipo strano lo si sapeva già. Che non avesse paura di nulla, anche. Da quando ha cominciato a denunciare l’IMU, due anni fa, con le sue magliette provocatorie (“Crimini di stato“), che ora si sono “arricchite” (sigh!) di Tares, IVA, ecc. (per non parlare di MES e simili), andando a Roma, chiedendo garanzie ai parlamentari, ricevendo promesse (“sarà solo per quest’anno, poi l’IMU sarà interamente versata ai comuni“) poi puntualmente smentite.

E che non avesse paure di esporsi e di metterci la faccia lo si era capito quando, pur avendo la sua giunta contro, accettava di tenere conferenze sul denaro, o sulle scie chimiche (a proposito: lo sapete che un rappresentante del Cicap gli ha scritto chiedendo di cancellare la presentazione di Corrado Penna? Non di partecipare per poter fare un contradditorio, no: proprio di cancellare l’evento… ma come si permettono?). E la sua cittadinanza, e la sua giunta, gli andavano dietro. Fino a quando ne ha fatta una di troppo: (no, non è stata la partecipazione al requiem di quel vecchio che obbediva agli ordini 70 anni fa: quella è stata la scusa, quello che fa presa sull’immaginario, che permette di mettere le etichette: “nazista”; “estremista”, “nostalgico, e via dicendo): ha messo all’ordine del giorno la revoca della Tares dal suo comune. E per gli altri membri della giunta (quasi tutti a dire il vero: 3 sono rimasti con lui) questo era veramente troppo (o meglio: era troppo per i loro gerarchi di partito che a Roma si devono essere detti: se comincia uno, si apre la diga ed è finita, quindi: fermatelo prima che sia troppo tardi) e si sono dimessi, sfiduciandolo. Purtroppo gli è mancata una adesione, nella loro opera di ammutinamento, e quindi, se i “subentranti” (i primi fra i non eletti) lo sosterranno, lui potrà restare al suo posto. Fino alle prossime elezioni, previste per il 2014.20131104_221306

Quello che invece non si sapeva, e che ho scoperto stasera, era la parte più importante. E cioè che quest’uomo, classe ’64, ha delle caratteristiche eccezionali: forza, fede, coraggio, grinta, lealtà, trasparenza. E delle idee ben precise su come condurre un comune piccolo (9.000 abitanti circa). E un coraggio da vendere. E un non-attaccamento ai soldi che gli ha permesso di sforare il patto di stabilità (pagare con soldi a disposizione del comunei fornitori che hanno completato le commesse ? Reato gravissimo secondo il nostro stato!) che gli è costato il taglio di un terzo dello stipendio per un anno intero (questo stato sa essere cattivo con chi non rispetta le “sue” regole). E dei risultati da far invidia ad amministrazioni comunali molto più importanti e molto più indebitate (Milano, Roma, Napoli: perdono centinaia di milioni all’anno, alla faccia del “più grandi si è, e più si fanno economie di scala“).

Una umanità da farmi rabbirividire, stasera. Pensate ad una folla straripante, svariate centinaia di persone assiepate in una sala, con molti in piedi o fuori dalle porte per la troppa affluenza, ad applaudire continuamente, arrabbiati contro questa casta politica avida ed insensibile, addirittura scopre che fra di loro c’è un senatore (l’ho vista brutta per lui, per un attimo) e Loris a parlare di “guardare avanti, inutile cercare le colpe, il cambiamento deve partire da noi, smettiamola di cercare fuori di noi le risposte…Un mito.

Prendo dalla sua lettera di “commiato”: “Il mio dovere fondamentale è questo: non ammettere discriminazioni! Che mi deriva, prima che dalla mia posizione di capo del paese… dalla mia coscienza di Cristiano: qui c’è in gioco la sostanza stessa della Grazia e dell’Evangelo!…non posso, come Sindaco, scaricare sulle spalle dei miei cittadini colpe non loro, quelle di una crisi, voluta e generata da altri, non posso imporre un aumento di tasse… sapendo che in un prossimo futuro ne dovrò aggiungere altre.….. ed è proprio come Cristiano che ho il dovere di denunciare queste sofferenze… alzare al cielo un grido d’aiuto e di speranza…

E, fra i vari successi ottenuti nei suoi quattro anni di mandato, un particolare commovente e illuminante al tempo stesso: se sono molti i successi e le opere conseguite come pubblica amministrazione, molti di più sono quelli ottenuti dal volontariato. E uno dice: ma che c’entra il volontariato con l’amministrazione comunale? C’entra eccome, perchè lui, il sindaco, ad un certo punto chiamò gli imprenditori della zona e disse: “o ci diamo una mano tutti quanti, o da qui non se ne esce”. E sotto la guida della pubblica amministrazione, sotto l’esempio di qualcuno che sta al potere per servizio e non per utile e tornaconto personali (questa forse la sua colpa più grande per chi sta “in alto“: anche perchè uno così come fai a ricattarlo?), la comunità si è rimboccata le maniche e ha cominciato a lavorare per il territorio, per sè stessa, per i più deboli, per gli anziani, per i propri figli. Addirittura gente che, appena andata in pensione, si presenta in comune e dice: “Sig. Sindaco, sono in pensione, come posso aiutare?”.  A dimostrazione che la “amministrazione“, per quanto lo Stato Centrale cerchi di legarle le mani (al punto che secondo qualcuno i sindaci sono ridotti a poco più che amministratori condominiali) può, e può molto. Perchè le energie ci sono, e sono tante, e se si mette in moto la spirale della bontà, dell’Amore, questa diventa sempre più contagiosa.

E aver provato, con l’esperienza concreta, che la “ricchezza” di una comunità non sta nelle risorse e tantomeno nel denaro a disposizione, ma sta nella volontà comune di lavorare per gli altri, per il bene comune, senza calcolo e ritorno immediato: e il ritorno collettivo ne risulta moltiplicato. Perchè, come ha detto e ripetuto: “Non esiste la crisi, esiste solo l’incapacità di affrontare un cambiamento”

Loris Mazzorato: grazie per avermi fatto vedere che anche col poco che aveva a disposizione, col lavoro duro, altruistico e disinteressato (e un sano affidamento alla Provvidenza) è stato in grado di trasformare quei due pani e cinque pesci in molto, molto di più. Grazie per averci fatto vedere che si poteva fare, adesso lo sappiamo anche noi. Però, per favore, potrebbe continuare a darci qualche esempio? Siamo un po’ duri, se magari sta lì ancora qualche anno capiamo meglio….

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Aggiornamento del 16 Novembre 2013.

Come ormai sapete, il comune di Resana è stato uficalmente commissariato, e lunedì avverrà “il cambio della guardia“.

Su suo invito sono stato a trovarlo (questo post, grazie a voi che lo avete condiviso centinaia e centinaia di volte, ha viaggiato parecchio!) e abbiamo fatto quattro chiacchere. Nonostante sia certo che, nel Maggio 2014, se si presentasse, sarebbe rieletto, ha confermato, come aveva detto da tempo, che non si ricandiderà. E nonostante fossi partito agguerrito per provare a convincerlo del contrario, devo dire la verità, ancora una volta mi ha stupito, e mi ha convinto della bontà della sua decisione. In sostanza stavo ricadendo anch’io, come moltissimi altri, nella solita, vecchia tentazione, di trovare il leader, il guru, l’illuminato, e a lui rifarsi, in lui riporre le nostre speranze, a lui affidare le chiavi del nostro futuro (o almeno dell’amministrazione della cosa pubblica, che in buona parte riesce ad influenzare, nel bene e nel male, la qualità della nostra vita).

E questo sarebbe un altro errore che si ripete. Dobbiamo invece, ancora una volta, rimboccarci le maniche, metterci del nostro, prendere esempio, ringraziare chi ha dato 4 anni della sua vita al servizio pubblico, e non chiedere troppo. Troppo facile. E se non saremo capaci di prendere l’esempio, di impegnarci a nostra volta, di metterci in discussione, e accetteremo supinamente i soprusi in arrivo (aumento Irpef comunale, aumento Tares, ecc.) vorrà dire che ce lo saremo meritato.

Loris Mazzorato

Niente da aggiungere. Lo dice, lo ammette, per chi non sa l’inglese riprendo la sua frase LETTERALE:

“We are actually destroying domestic demand through fiscal consolidation”.

“Stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale”

Grazie a Claudio Messora (Byoblu) per la segnalazione.

mazzorato

(Nota: chiedo scusa per occupare questo spazio su SL, ma mi sembra che sia per una buona causa)

Noi che facciamo tanto “baccano” su facebook, sui nostri blog, su youtube, siamo tutto sommato una minoranza tollerata. Come scritto in questo post, tutto sommato fa anche comodo che esista questa valvola di sfogo: così ci “sfoghiamo” online, riteniamo di aver fatto la nostra parte, e tutto finisce lì (pensano loro, non sanno che si sbagliano). Cosa volete che sia, se anche 1.000, o 10.000, o 30.000 persone al giorno ci vengono a leggere? Guardate Sanremo, ad esempio: 10 milioni di spettatori a serata! Non c’è proprio confronto. Il vero palcoscenico , che ci è vietato, è quello televisivo: lì sì che potremmo cominciare a dare fastidio. E poi ce n’è anche un altro: quello della politica.  Infatti se parli con l’autorità di un sindaco, o di un parlamentare, le cose cambiano. Per quello che esistono filtri insuperabili per accedere a certi programmi, o per avanzare in politica: nessuno che sia non controllabile potrà mai arrivare a certe posizioni. Leggi il resto di questo articolo »

Gianni Lannes
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