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POLITICA

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Domanda: è possibile collegare tutti e 9 i puntini sopra, con solo 4 segmenti retti (senza curve), collegati fra di loro (senza cioè staccare la penna dal foglio)?

In questo come in molti altri gochi del genere, esiste di solito una difficoltà che deriva dai limiti che il partecipante si auto-impone: limiti, si badi bene, che non sono contenuti nell’enunciato del gioco, ma che, per convenzione, per abitudine, per tradizione, sono in qualche misura “dati per scontati“.

Per questo si usa il modo di dire: “to think out of the box“: per risolvere un problema apparentemente insolubile bisogna avere la capacità di abbandonare schemi consolidati, affrontare nuovi percorsi, strade mai battute prima. A pensarci bene, è il cosiddetto “uovo di Colombo“: nessuno dei partecipanti avrebbe mai pensato che si potesse rompere, schiacciandolo alla base: eppure, nelle ipotesi iniziali non si era detto “… senza romperlo“. Leggi il resto di questo articolo »

Enrico Letta, Giorgio Napolitano

di Alberto Medici

(In particolare al presidente del consiglio, e ai ministri del tesoro, finanze e dello sviluppo.)

-oOo-

Egr. Presidente del Consiglio, egr. ministri;

L’attuale crisi economica non è congiunturale, è strutturale. E affrontarla senza affrontare il meccanismo di creazione del denaro è come voler dare una mano di intonaco ad una casa che sta crollando: vanno rifatte le fondamenta, non serve ritoccare la facciata (anzi, peggio, ritinteggiare la facciata impedisce a chi lo abita di rendersi conto del reale stato delle cose).

Il settore finanziario, da settore di servizi all’economia e alla società, è diventato il vero padrone di questo mondo. E come ha fatto? impadronendosi del diritto di creare moneta.

Tutto il denaro esistente al mondo è creato da banche commerciali (private) e centrali (apparentemente pubbliche, di fatto anch’esse private) che lo creano a debito. Cosa significa a debito? Significa che le banche non hanno la stampante per creare denaro (sarebbero falsari) nè si auto-accreditano somme sui propri conti correnti (anche questo sarebbe molto simile all’opera di falsari). Leggi il resto di questo articolo »

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Agli appassionati di finanza, economia, flussi monetari, multinazionali, ecc. consiglio vivamente la visione del documentario che allego sotto: “The tax-free tour” (il giro senza tasse). Con una serie di interviste, condotte in giro per il mondo, viene fatto vedere come le maggiori corporations del mondo (91 fra le prime 100 hanno società nei paradisi fiscali!) riescano ad eludere le tassazioni dei paesi in cui operano e a spostare i profitti dove non vengono tassati per nulla o con percentuali irrisorie.

In Olanda, ad esempio, i profitti da proprietà intellettuale non sono tassati che ad un misero 1-2% (la cifra esatta non è nota, si fanno trattative riservate con l’amministrazione fiscale), per cui esistono interi palazzi di “email-company“, compagnie fantasma che hanno una email, un indirizzo fisico, magari anche un numero di telefono (a cui risponderà una segreteria o magari anche una persona in carne ed ossa, con l’inoltro delle chiamate si può far rispondere in qualunque parte del mondo una chiamata “apparentemente terminata” in Olanda), ma di fatto sono assolutamente scatole vuote. Scatole vuote che però fanno enormi profitti, drenandoli da quelli delle compagnie a cui appartengono, dove sarebbero tassate molto di più. Ma la cosa più divertente è che si può far passare per proprietà intellettuale qualsiasi cosa. Uno pensa: la tipica proprietà intellettuale è il software; ma se io faccio scarpe oppure ho una catena di ristoranti, che c’azzecca (per dirla alla Di Pietro) con la proprietà intellettuale?

Errore! Si vede che non lavorate in una delle quattro grandi società di consulenza, le big four (McKinsey, Ernst&Young, Deloitte e KPMG) dove l’unico limite è la fantasia. Sì perchè ad esempio la Starbucks, la famosa catena di coffee-bar, come potrebbe dirottare i suoi utili in Olanda, se non con la proprietà intellettuale? Il caffè/cappuccino sono

  1. prodotti nel paese dove si trova il bar;
  2. pagati nel paese dove si trova il bar;
  3. consumati nel paese dove si trova il bar.

Se esiste un principio di località della fiscalità, questo dovrebbe essere il caso meno “eludibile“. E invece… invece la Starbucks si è inventata un prodotto: un “Frappuccino“, misto fra frappè e cappuccino, e i diritti derivanti da questa “invenzione” li ha passati ad una società (ovviamente controllata al 100%) che, guarda caso, sta in Olanda. E la catena Starbucks in UK sono 15 anni di fila che in quel paese è in perdita.

Divertentissima la scenetta della commissione parlamentare inglese che, chiamati all’esame i rappresentanti delle multinazionali, li maltratta (e loro, buoni, si lasciano maltrattare, ovvio) per i loro comportamenti antisociali (=che eludono le tasse). Con Google, Amazon e Starbucks in prima fila, la “maestrina” che li riprende, e irride i loro maldestri tentativi di giustificare i loro comportamenti. Addirittura alla fine, di fronte alla specifica domanda: “Siete d’accordo che rientra fra i doveri verso la comunità di una società quello di pagare le tasse?” e tutti rispondono: “Sì, certo“, e continuando: “… e che queste tasse vanno pagate nei paesi dove si opera?“, mentre i rappresentanti di Amazon e Starbucks rispondono a testa bassa “Sì, certo“, quello di Google ci prova: “I profitti vanno tassati nei paesi dove l’attività che ha generato quei profitti si è tenuta…” e la commissaria, senza lasciarlo finire, lo interrompe ridendo: “Sì, alle Bermuda!!!!” (la sede di Google) con la risata generale della sala e l’omino Google che si zittisce e se potesse si sotterrerebbe.

Insomma, un documentario illuminante, per noi che siamo costretti a pagare tutto, anche di più del necessario, se il fatturato e il porfitto della nostra attività, in questi momenti di crisi, non rientra nei parametri degli studi di settore (caso unico al mondo: per dimostrare che NON evadi, che sei innocente, l’onere della prova sta a te: ma che discorsi sono? Come faccio a provare che NON ho evaso, se il mercato è in calo e il giro d’affari è diminuito?)

PS: per i più bravi, c’è anche un gioco online per vedere se avete la stoffa del consulente: scegliete una multinazionale, e spostate, in base ai diversi tipi di utili e di tassazioni, le operations e le attività in giro per il mondo. Impegnatevi però: in tempo di crisi lavorativa, se siete bravi non è detto che non vi assumano in una società di consulenza d’alto bordo. Il gioco si trova qui.

Colgo l’occasione del dibattito in corso sul web e sui media tradizionali circa la formazione di un governo, per proporvi un articolo dell’amico Giovanni Birindelli, di cui abbiamo già pubblicato “il denaro e la legge” il 31 gennaio scorso. Invito alla riflessione tutti i lettori, senza pregiudizio e senza le lenti dei luoghi comuni e dei miti metropolitani.

Dopo aver letto il post, invito a non commentare per dire se si è d’accordo o meno, o per catalogare le mie parole o quelle di Birindelli con etichette o schemi ideologici. Non serve a nessuno di noi, autori e lettori. Serve invece che poniamo domande che magari non ci siamo mai posti, e che troviamo risposte nuove, fossero anche in contrasto con quanto abbiamo creduto fino a un momento fa, per tutta una vita.

Per parte mia, considero il sistema in cui viviamo, quello comunemente denominato democrazia, basato sul consenso, la spesa pubblica e le tasse, la tirannia perfetta & invulnerabile.

Perfetta : perchè fondata sul consenso dei sudditi mediante l’esercizio del voto, pia illusione di massa che la libertà coincida con l’inserimento a comando e secondo frequenza prestabilita, di una cartuscella colorata dentro a una cassetta di compensato. Leggi il resto di questo articolo »

 

Sono arrivato domenica scorsa a Manchester e stasera sono a Kettering. In 4 giorni ho visitato per motivi di lavoro tre stabilimenti di aziende del settore FOOD, il primo piuttosto piccolo, il secondo di medie dimensioni, il terzo dal quale sono uscito poc’anzi è grandissimo, una specie di Barilla del Nortonhamptonshire. In mezzo a un parco di alberi secolari e grandi prati.

Mi sono detto : come in brianza !!! Uguale. Dove ai parchi abbiamo sostituito l’asfalto dei piazzali, e parallepipedi di cemento armato prefabbricato grigi e anonimi, e palazzine uffici prefabbricate anch’esse, adiacenti sempre al loculo (capannone !!!) della produzione, tanto per tenere sempre tutto sotto controllo. Non vero, rag. Brambilla ?

Anche l’architettura in fondo parla del paese in cui ti trovi. In Italia abbiamo il Colosseo e la fortezza di Tiberio a Capri, il teatro greco di Taormina e i bronzi di Riace, le gondole dei canali di Venezia e il palazzo della Signoria, ma lasciandoci tutte queste meraviglie, i nostri antenati sono stati avari di fantasia e bravura da lasciarci in dote, oppure come sono portato a credere, l’abbiamo ricevuta quella dote, e svenduta al primo immobiliarista di passaggio, per la lottizzazione artigianale fuori paese, direzione Usmate Velate, al primo palazzinaro di periferia per 120 villette a schiera denominate “sotto la madonnina” solo perchè ogni villetta ha una finestra che guarda nella direzione del duomo di Milano, che in linea d’aria è solo a 19 km !! Insomma la campagna inglese è un’altra cosa, e l’Italia da qui sembra neppure esistere, sebbene ci sia nato e ci continuo a vivere senza sapere più perchè da tanti anni. Leggi il resto di questo articolo »

431188_10152007636623912_962521096_nQuale olezzo, quale fetore sale, dalle bocche degli attuali questuanti.
Falsi tutti, oltre che ipocriti, vigliacchi e omuncoli.
Vogliono, mendicano voti, obrobriosi sempiterni dei programmi serali e notturni di mamma-mainstream, grande meretrice di vecchie puttane note e meno note.
Hey! Guardate, ci sono novità rispetto all’ultima tornata: sono Rigor Montis e il Grillo parlante. Quindi inseriamoci pure la canna della pistola in gola e facciamo ‘click’.
Accidenti! Manco più proiettili in tempi di crisi…
La crisi, appunto. Ma quale crisi? La crisi economica? La crisi monetaria? La crisi delle valute, delle borse, degli spred e dei debiti pubblici? Palle!
La vera crisi è la crisi delle anime e dei “cervelli” buoi. E’ la crisi dell’imbambolimento generale di chi vive come un sogno l’attuale. La crisi dello shock dovuto all’incredibile farsa a cui stiamo assistendo, chiamata globalizzazione e internazionalizzazione, e FMI e WTO, ed €uropa madre antropofoga.
Belle parole vuote e false, che mascherano altro.
Stiamo assistendo ad un vero e radicale darvinismo sociale. E’ in atto una mattanza vera e propria.
Questa in atto è eugenetica, in più, nichilista.

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Tratto da http://ilsimplicissimus2.wordpress.com

Durante le feste fanno la festa ai cittadini e alla democrazia. E’ una vecchia tradizione italiana quella dei colpi di mano a Ferragosto e a Natale, quando i cittadini sono distratti, ma sull’acqua pubblica non ci si è risparmiati: devono essere tali e tanti gli interessi in campo che a distruggere il referendum ci hanno provato prima Berlusconi nell’estate del 2011, con un decreto così mal fatto che è stato riconosciuto incostituzionale e adesso il sobrio Monti, con entusiastico appoggio bipartisan. Così  quegli stessi che organizzano primarie con la stessa frequenza delle estrazioni del lotto, nascondendosi dietro il panettone e il silenzio mediatico hanno contribuito a fare carta straccia del referendum sull’acqua pubblica.

Il golpe idrico è avvenuto prudentemente in due mosse: prima con il decreto Salva Italia si è dato  all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas una competenza specifica per i servizi idrici, cosa già di per sé significativa Leggi il resto di questo articolo »

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29Giacobbe cucinò una vivanda ed Esaù tornò stanco dal campo;
30Ed Esaù disse a Giacobbe: “Suvvia, fammi ingoiare del rosso, questo rosso, perché sono esausto”, perciò fu chiamato Edom (rosso);
31E Giacobbe disse: “Mi sia venduta come in quel giorno la tua primogenitura”;
32E disse Esaù: “Ecco, sto per morire: a cosa mi serve la primogenitura?”;
33E disse Giacobbe: “Giuramelo come in quel giorno” e giurò e vendette la primogenitura a Giacobbe;
34E Giacobbe diede a Esaù del pane e un piatto di lenticchie: mangiò, bevve, si alzò e se ne andò: e [così] Esaù disdegnò la primogenitura.

[Genesi 25, 29-34]

Cos’è la primogenitura, se non quel filo diretto che lega un padre al figlio, al primo figlio, al quale si dà in eredità il nome, e con esso il diritto di parlare a nome del padre? E perdere la primogenitura non vuol dire forse perdere il diritto di parlare a nome del padre, il diritto a portare il cognome, il nome familiare?

La storia si ripete. Israele ha rinnegato Dio, rifiutando di credere nel Suo Figlio, quel Gesù che miliardi di persone hanno riconosciuto come il Messia, l’Unto del Signore, il Figlio di Dio, ma loro, no, e hanno perso la loro primogenitura. Come Esaù, per un piatto di lenticchie, il popolo eletto ha perso la sua primogenitura, la sua elezione iniziale. Il Padre ha “dato le chiavi di casa” ad altri.

Perchè racconto questo? Sfoglio i giornali di oggi (online):

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Articolo di Maurizio Blondet tratto da EFFEDIEFFE.COM cui consiglio caldamente l’abbonamento (50€ per un intero anno di informazione fuori dai media mainstream.)

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Lo scorso 14 dicembre il nostro ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, è volato a Washington ad incontrare il suo pari grado, Tim Geithner, e «investitori» finanziari non meglio identificati. Ad essi, secondo Il Corriere, Grilli ha spiegato il piano del governo Monti per ridurre un poco il debito pubblico, che Monti ha continuato a far salire rispetto al PIL, inarrestabile. Il calo del PIL (e non le tasse, secondo Grilli) ha fatto sì che esso si divaricasse dal debito: quello scende e, per forza, questo sale. La soluzione è aumentare il PIL «nominale», cioè quello reale più l’inflazione (che è al 2%, secondo loro), per far convergere le due entità. Come fare? Tranquilli, ha detto Grilli ai finanzieri esteri: «Il continuo aumento della disoccupazione spinge chi cerca un posto ad accettare compensi sempre minori pur di lavorare, ridando così un po di competitività di prezzo alle imprese»Le imprese italiane potranno dunque «ridurre i costi del lavoro» (Il Tesoro e la via anti-debito).

Ecco dunque il progetto di «rilancio» e «crescita» di Monti (e di Bersani poi, per cui Monti è «un punto di non ritorno»): nessuna liberazione delle imprese dallo strangolamento della burocrazia pletorica inadempiente, nessun taglio ai «costi della politica»; niente blocco degli statali e dei loro stipendi, già il 15% superiori a quelli privati; niente fiscalità che non sia persecutrice di chi produce, nessun taglio agli statali di lusso con stipendi miliardari. Quello che vuol ridurre, il governo, sono i salari privati, ossia di quelli che producono, non dei parassiti. Mettendo in competizione gli occupati con i disoccupati, costretti ad «accettare compensi sempre minori». Leggi il resto di questo articolo »

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La minaccia, esatto! Questo è quello che Mario Monti ha mandato in direzione di noi tutti Italiani, se non ci sottomettiamo alle perverse voglie di Masochisti e Psicopatici dei suoi padroni, minaccia di far scivolare l’Italia in una situazione Apocalittica costituita da fame, miseria, schiavitù, malattie e guerre con altri stati confinanti e non.

Chi ha permesso a questo criminale di prendere posto come Presidente del Consiglio è più criminale di lui. Spero di gran cuore che qualcuno lo sbatti in galera ancora prima che possa essere “eletto” a gestire l’Italia per poi farla sprofondare nell’abisso che lui ha minacciato durante il suo discorso a Palazzo Chigi e in altri congressi a porte chiuse, nei quali il Pseudo Professore ha detto chiaro che NOI ITALIANI dobbiamo per forze rinunciare alla nostra Sovranità Nazionale e consegnarla nelle mani di un pugno di malati mentali (Psicopatici) che da alcuni anni siedono nelle poltrone più alte al Parlamento UE sito a Brussel, anche qui c’è da speculare su chi manovra le redini a Brussel. Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: www.movisol.org

13 dicembre 2012 (MoviSol) – Il secondo canale della televisione pubblica tedesca, ZDF, ha trasmesso un servizio che svela il vero Mario Draghi al pubblico tedesco, finora imbonito dai vari tabloid che attizzavano odio verso l’artefice della politica inflazionistica dell’Euro, vestendolo però nei panni dell’Arlecchino che è arrivato per “lirizzare” o “italianizzare” la moneta unica.

Draghi è un esponente dei circoli finanziari internazionali, ha spiegato la ZDF nel suo servizio, mandato in onda il 6 dicembre nel corso del seguito programma di approfondimento politico Heute Journal, come commento alla riunione del Consiglio e della conferenza stampa della BCE di quel giorno.

Alla conferenza stampa, Draghi ha dovuto rispondere ad un numero insolitamente alto di domande scomode provenienti non solo dal reporter della ZDF, ma anche da altri giornalisti tedeschi, francesi e inglesi che gli hanno chiesto conto dell’intenzione della BCE di assumere poteri assoluti e antidemocratici sul sistema bancario europeo, della disoccupazione record in Europa e della “medicina-killer” applicata in Grecia (cfr. Sotto). Nel suo solito stile sofistico, Draghi ha giustificato ogni devastazione economica e sociale causata dalle ricette della BCE, addossandone la responsabilità ai governi che non avrebbero seguito la disciplina di bilancio prima della crisi, ignorando il fatto che i bilanci pubblici sono saltati a causa dei salvataggi bancari – la cui indisciplina di bilancio era non solo nota, ma favorita dalla BCE!

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Alberto Medici – Ingannati.it

 

(Italia, tardo autunno 2012).

MisterX: “senti, qui stanno aumentando le spinte anti-Euro, anti-Europa, ormai è tutto un fiorire di iniziative… non è che la situazione ci potrebbe sfuggire di mano?”

MisterY:  ”Ma va là! Dove vuoi che vadano? Quelli che sono in parlamento li teniamo in pugno tutti, coi soldi o coi ricatti, e quelli che non ci sono non riusciranno mai ad entrarci!”

MisterX: “Sì, ma tuti i parametri, anche quelli pubblicati dall’ISTAT a Novembre, parlano chiaro: aumento del debito, dell’inflazione, della disoccupazione, calo della produzione industriale…”

MisterY: “In effetti la gente potrebbe cominciare a fare 2+2… servirebbe un diversivo… ”

MisterX: “Ho trovato: facciamo tornare in campo MisterB, e il gioco è fatto!”

MisterY: “MisterB? Ma se è decotto ormai! Hai visto la disfatta elettorale in Sicilia? Cosa ci può portare ormai?”

MisterX: “Ma no, non hai capito! Lui è come un virus debilitato, innocuo, va bene solo come vaccino. Ascolta: Se MisterB scende in campo, sarà un gioco da ragazzi coalizzare tutta la sinistra -ahahaha… la chiamano ancora sinistra, quegli illusi- contro lo spauracchio del ritorno del dittatore-puttaniere-quello-che-si-fa-le-leggi-ad-personam-, e poi, gasatissimi, per una volta tanto, di poter tornare al potere, non gli sembrerà vero, a qualunque costo, di lottare uniti contro il nemico per antonomasia. E così giustificheranno il rinnovo dell’incarico a MisterMM, che completerà l’opera di spoliazione dell’economia reale italiana a favore della finanza internazionale; e continuiamo il nostro piano: alla Germania l’industria meccanica, alla Francia la grande distribuzione, ai Russi i trasporti e il turismo, ai cinesi la ristorazione e la piccola distribuzione…”

MisterY: “Geniale! Tutti concentrati a dar contro a MisterB, non si renderanno conto che in realtà ci stanno rinnovando il mandato con una autorità e una delega anora superiori!!!! Ma MisterB è d’accordo a fare la figura dell’utile idiota?”

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               Fonte: nexusedizioni.it

Pubblichiamo questo articolo, tratto da Nexus New Times nr. 98, perché riteniamo necessario dare la massima diffusione possibile alle informazioni in esso contenute, consapevoli di quanto la comprensione del passato sia indispensabile per far luce sul presente e, quindi, riscrivere il futuro.

Di fronte allo stupore di molti davanti alla palese e gigantesca manipolazione mediatica, a cui assistiamo ormai da anni, ai danni della nazione ‘canaglia’ di turno (come di recente contro la Libia e ad oggi ancora contro la Siria, la Russia, il Venezuela, l’Iran), abbiamo pensato bene di rispolverare qualche evento passato, per sondarne la conoscenza da parte di chi legge. Come un vecchio disco che, recuperato alla polvere che lo avvolgeva dopo anni di inutilizzo, è in grado di far riaffiorare ricordi sopiti, ma anche di trasmetterci suggestioni che, in precedenza, non avevamo colto. Così è anche per la storia che, sottratta all’erudizione degli esperti e alla propaganda dei vincitori, può ancora oggi essere attuale. Il giornalismo raramente indaga il passato, ma come essere veramente attuali, cioè comprendere il proprio tempo ed agire su di esso, senza quello spirito critico che solo dalla memoria storica ci può giungere? Passati ormai i festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, è il caso di approfondire un periodo storico così cruciale e di indagarlo come si farebbe con l’attualità. Sediamoci comodi Leggi il resto di questo articolo »

Darth Monthy e Giorgio Pa(l)pa’-tine in:

l’IMPERO COLPISCE E BASTA! Molto sobriamente

 “Poi diviene davvero difficile staccare la spina, ha ha ha”.

Certo che, salvo si tratti di Lord Fenner (o Vader) in persona, qui uno psicoterapeuta non potrebbe, davvero, non sospettare un significativo disturbo della personalita’, con frequenti sdoppiamenti e perdita progressiva dell’identita’. Schizofrenia acuta?

[…che bella quella scena in cui Tonio spara nelle palle di quel traditore della Cupola dicendogli: “un uomo che uccide una donna non ha le palle. E uno senza palle che campa a fare?”

BANG BANG! Traditore KAPUT. Altri aspiranti traditori: avvisati!

Ma quel film si chiama l’ONORE E IL RISPETTO. Appunto. Un film serio, carismatico; con gli attributi. Quello dove il Dott. Napolitans veste il ruolo di Palpatine e il Prof. Monthy quello di Darth Fenner (film che va’ alla grande da un po’ su tutti gli schermi mondiali) non vi ricorda invece… una sorta di hybrid movie tra la versione Spaghetti Star Wars – episodio l’Impero Colpisce Ancora – e quell’abominevole capolavoro di macelleria dal titolo Wrong Turn?]

Se quella “donna” nella frase di Tonio fosse (putacaso) proprio l’ITALIA?

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Sono stato alla presentazione di Oscar Giannino (“fermare il declino“) al cinema Marconi di Piove di Sacco, Padova. Un mucchio di gente, sala inferiore e superiore piene, gente in piedi. L’uomo si presenta bene, scarpe lunghe il doppio, vestiti colorati, piglio sportivo e più giovanile di come lo ricordavo in televisione. Sicuramente accattivante, (peccato per il ritardo di quasi un’ora, giustificato con il fatto che stava scrivendo un pezzo sulla chiusura dell’Ilva di Taranto e doveva mandarlo via prima che il giornale andasse in stampa).
Esordio, appunto, a  parlare dell’Ilva di Taranto. Critiche implicite alla magistratura che fa chiudere uno stabilimento che dà vita (e i morti per inquinamento? Mah!) alla città, e che, una volta chiuso, causerà la chiusura a catena di altri stabilimenti del gruppo Riva, facendoci ripiombare (Italia) indietro indietro nella classifica della nazioni industrializzate. Perchè, scusi, secondo lei la classifica fra le nazioni è più importante del figlio che muore di tumore? Andiamo avanti.
Si procede con l’analisi delle primarie del PD. Una (giusta) osservazione sul fatto che il programma di Bersani non contenga neanche un numero. E allora lui, forte della sua preparazione, tira fuori una serie di numeri, statistiche, percentuali per la seguente ora o giù di lì, e punta il dito sul declino italiano, sulla perdita di competitività, sugli sprechi della politica (applausi). Bene. Speriamo si passi alle soluzioni, prima o poi, penso io. Leggi il resto di questo articolo »

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