Archivi per la categoria ‘Global Warming/Cooling’
La Meteorologia Spaziale diventa un problema internazionale
A volte u
n problema è così grande che un paese non è in grado di gestirlo da solo.
Questo è il messaggio che gli scienziati stanno lanciando al meeting internazionale di oggi ‘Living with a Star’ (ILWS) riuniti a Brema, in Germania dove rappresentanti provenienti da più di 25 paesi tra quelli più tecnologicamente avanzati del mondo si sono riuniti per confrontarsi.
“Il problema riguarda le tempeste solari – capire come prevederle e restare al riparo dai loro effetti“, dice il Presidente dell’ILWS Lika Guhathakurta della NASA. “Abbiamo bisogno di fare progressi su questo argomento prima che arrivi il prossimo massimo solare intorno al 2013.”
Il Sole e la Terra sono separati da 93 milioni di miglia di spazio – apparentemente una distanza di sicurezza. Ma da quando è iniziata l’Era Spaziale e specialmente negli ultimi anni, c’è stata una crescente consapevolezza che 93 milioni di miglia in realtà non sono poi una gran distanza. Navette spaziali e osservatori terrestri hanno dimostrato che la Terra si trova nell’atmosfera esterna del Sole, colpita dai venti solari e bersagliata da grandinate di particelle energetiche. Inoltre, i due corpi sono in realtà collegati da fili invisibili di magnetismo. Durante gli “eventi di riconnessione”, che di solito accadono più volte al giorno, è possibile tracciare le linee di forza invisibili lungo tutto il percorso dai poli della Terra alla superficie del Sole.
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I media hanno letteralmente fatto sparire metà del globo. Nessuna notizia viene data su quanto sta succedendo nell’emisfero sud, a causa di uno dei più gelidi inverni mai subiti. Meglio parlare di caldo nel nord. Chissà come mai?
Ancora una volta i media fanno di tutto per poter portare acqua al mulino del riscaldamento globale. Pur sapendo che i cambiamenti climatici non si misurano su singoli episodi, la stampa e la TV continuano a insistere su notizie che vengono allacciate immediatamente a questa situazione. Sulle motivazioni non voglio tornare, avendone già discusso e parlato a lungo. Tuttavia, ciò che risulta evidente è che la nostra Terra ha perso completamente uno dei suoi emisferi, quello meridionale! Sarà solo per un caso o perché esso sta vivendo uno dei suoi inverni più rigidi? Forse fenomeni troppo “freddi” non fanno gioco ai sostenitori indefessi del riscaldamento globale ed è meglio nascondere le notizie che provengono da sud. Questo tipo di comportamento, già da solo, fa pensare che qualcosa non quadri del tutto. Leggi il resto di questo articolo »
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di Helena Norberg-Hodge – 11/08/2010 – Fonte: ariannaeditrice
Con il crollo del comunismo è opinione comune che al mondo rimanga un’unica opzione: un mercato globale non regolamentato e dominato dalle grandi corporation.
Molti ritengono che la liberalizzazione consenta alle grandi corporation transnazionali di fornire ai consumatori una gamma di prodotti provenienti da ogni parte del globo che non ha precedenti. Grazie all’economia globale possiamo riempire il carrello del supermercato con mele del Kenya, burro a basso prezzo della Nuova Zelanda, e con tutti i cibi esotici che desideriamo. Se questi prodotti sono più a buon prezzo dei loro corrispettivi locali, è perché i fornitori operano su scala più larga ed efficiente. Abili PR e sofisticate campagne pubblicitarie ci convincono che più grande è l’impresa, più sicuri sono i suoi prodotti alimentari.
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Il vapor acqueo stratosferico ha raffreddato il pianeta 9 marzo 2010 Di Pietro Greco
Fonte: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=3801
NAPOLI. Il vapor d’acqua lassù nella stratosfera, a 15 chilometri e più di altezza, è diminuito del 10% negli ultimi dieci anni. Sebbene se ne parli poco nel dibattito pubblico sul clima, il vapor d’acqua è il principale tra i gas serra che catturano l’energia infrarossa emessa dalla Terra e contribuiscono a riscaldarne la superficie. Non c’è, dunque, da meravigliarsi se Susan Solomon – ricercatrice presso la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e presso la Chemical Sciences Division dello Earth System Research Laboratory, di Boulder, in Colorado, Stati Uniti – ha verificato, insieme a un gruppo di suoi collaboratori, che questa diminuzione ha contribuito ad abbassare la temperatura del pianeta, abbattendo del 25% (in pratica di almeno 0,04 °C) l’aumento che ci sarebbe dovuto essere se ad agire nell’atmosfera terrestre ci fossero stati solo l’anidride carbonica e gli altri gas serra normalmente presi in considerazione. In pratica, la diminuzione del vapor d’acqua nella stratosfera ha mascherato nell’ultimo decennio l’atteso aumento della temperatura.
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| Sono i vulcani a sciogliere l’Artico, non l’uomo!
Università degli studi di Napoli Federico II°
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http://www.news.unina.it/dettagli_area.jsp?ID=8154
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Fonte originale: news.nationalgeographic.com
By Cristina Bassi – Posted on 17 febbraio 2010
Sul NATIONAL GEOGRAPHIC si legge che il Sahara rinverdisce sotto le piogge:
Desertificazione, siccità e disperazione – è questo che il riscaldamento globale aveva in serbo per l’Africa, questo almeno è quel che sentiamo ma… prove sempre più evidenti dipingono uno scenario ben diverso: uno scenario nel quale le temperature in crescita potrebbero portare benefici a milioni di Africani nelle parti con più siccità del loro continente.
Gli scienziati stanno osservando dei segnali che indicano come il deserto del Sahara, e le regioni circostanti, stiano rinverdendo causa le piogge in aumento. Se la cosa continuerà, queste piogge potrebbero rinverdire queste regioni devastate dalla siccità, recuperandole alla comunità agricola.
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Il meccanismo Cap & Trade nel trattato sul clima di Copenhagen
Un interessante video di Annie Leonard, che aveva già pubblicato “La storia delle cose”
Dal sito: http://cambiamoci.blogspot.com/2009/12/il-meccanismo-cap-trade-nel-trattato.html
Questo breve video ( http://www.youtube.com/watch?v=eY7ICm0kj2M&feature=player_embedded# )vi spiega con semplicità quale è la soluzione che i nostri governi (o forse dovrei dire i poteri economici che li “guidano”) ritengono risolvera’ i cambiamenti climatici.
Mentre i giornali affrontano con superficialita’ la conferenza sul clima di Copenhagen, senza nemmeno descrivere il contenuto del trattato, il gruppo The story of stuff, lo ha studiato e ha tirato fuori un semplice video che ne spiega il funzionamento. In lingua inglese trovate anche altre informazioni sul sito Cap & Trade.
La soluzione sembra fallimentare già in partenza e sarà probabilmente l’ennesima occasione per far fare business ai soliti speculatori, senza di fatto risolvere alcun problema.
Video: http://www.youtube.com/watch?v=eY7ICm0kj2M
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Il Riscaldamento Globale e la Carbon Tax 5 dicembre 2007
Di chi ci possiamo fidare?
E chi sta cercando di ingannarci nel farci pagare più tasse ed accettare un numero maggiore di enti governativi e di normative?
Non serve sapere nulla di scienza per capire che c’ è qualcosa di sospetto
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Considerate i seguenti punti:
Il tentativo di sopprimere le indagini è una prova di comportamento criminale
Non serve che sappiate nulla di scienza per capire che le teorie del riscaldamento globale sono sospette. Basta infatti notare che chi spinge per l’ introduzione di una carbon tax sta cercando di sopprimere gli scienziati che dubitano le teorie usate a giustificazione dell’ introduzione di tale tassa. Alcuni scienziati sono stati condannati in quanto “negatori delle teorie sul cambiamento climatico“. Leggi il resto di questo articolo »
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Scritto da Sirius_Cily A cura di VITO
Dossier: la colomba annuncia la piccola era glaciale
Svelato il misterioso fenomeno chiamato “colomba spaziale”, resta da capire quali sono le implicazioni reali che stanno dietro a questo aumento di raggi cosmici.
Secondo i dati che vengono raccolti giornalmente principalmente dalla sonda SOHO, il Sole sta attraversando una fase anomala, che viene definita “minimo solare”. Ormai sono 27 i giorni senza macchie solari, un record che rimanda la memoria ad oltre 100 anni fa.
Il minimo solare (min solare) è il periodo di minore attività del Sole nel ciclo solare; durante questo periodo, l’attività delle macchie solari e dei flare tende a diminuire, fino a diventare quasi assente per diversi giorni consecutivi. La data precisa del minimo si ricava misurando per dodici mesi l’attività delle macchie solari in un periodo di apparente minore attività, quindi l’identificazione precisa della data può avvenire solamente sei mesi dopo la data reale del minimo. Leggi il resto di questo articolo »
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