Archivi per la categoria ‘Archetipi’
L’articolo che segue, pubblicato dal quotidiano Linea, è di Marco Iacona, con una nota redazionale in coda.
Arthur Conan Doyle, il padre anticonformista del giallo deduttivo
Ricordiamo Arthur Conan Doyle (22 maggio 1859 – 7 luglio 1930), il “papà” di Sherlock Holmes l’investigatore di Baker Street 221b, a poco più di ottant’anni dalla morte. E lo ricordiamo, sulla scorta di Edgar Allan Poe, come l’inventore di un genere o sottogenere letterario (il giallo deduttivo), ma anche come un signore un po’ faustiano, dagli innumerevoli interessi e con un’esistenza piena, trascorsa a cavallo di due secoli – XIX e XX – nei quali almeno fino a un certo punto le concrete possibilità di operare per il miglioramento e il bene dell’umanità furono pari alle fantasie e agli “idealismi” d’ogni qualità e tipo. Nei quali osservazione scientifica e invenzione vera e propria camminarono a braccetto, e gli uomini che seppero farsi carico di esperienze “attuali” e “diseguali”, dandosi ad opere di diversa natura, poterono essere considerati perfino i migliori.
Anticonformista e coraggioso (abbandonò il cattolicesimo di famiglia e ne pagò pure le conseguenze), Doyle amava lo scontro giornalistico e le battaglie perdute (celebre il suo schierarsi a favore dello spiritismo, a quel tempo però di gran moda) e amava i viaggi per mare (un po’ come Jack London); per qualche tempo fece il medico sui battelli che dall’Inghilterra volgevano verso l’Africa, poi divenne anche corrispondente durante la guerra Anglo-Boera e il primo conflitto mondiale.
Chi sono i Conan Doyle di oggi? Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 11%
Narra la storia della crisi del giornalista televisivo Howard Bill della UBS (USA). Vedovo, senza figli, egli venne licenziato in tronco nel 1969, a causa dei suoi bassi indici d’ascolto e di pubblico, dopo che aveva praticamente dedicato tutta la propria vita alla tv. Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 31%
La Natura in tutte le sue manifestazioni, compreso l’uomo, cambia di continuo, attraverso piccole e graduali trasformazioni silenziose. Le nostre cellule si rigenerano costantemente, senza clamore o spot pubblicitari che annuncino l’evento. Al contrario, la maggior parte delle persone è troppo distratta per notare i cambiamenti che avvengono dentro e fuori di sè: nel nostro corpo, nella nostra coscienza, nella natura che ci circonda.. Ma anche il sistema economico e sociale in cui viviamo cambia di continuo nello stesso modo, e ci si ritrova in un mondo in cui le decisioni sono centralizzate senza aver avuto il tempo di rendersene conto. Ognuno di noi viene spinto sin da piccolo (spesso inconsapevolmente) ad alienarsi in una realtà illusoria, artificiale, lontanissima dalla nostra natura originaria… al punto che il mondo illusorio creatoci intorno diventa reale e perdiamo il contatto con la realtà vera. Dimentichiamo chi siamo, vivendo come degli avatar in un videogioco in cui si perde sempe. Fino al giorno in cui, nauseati dall’impostura e dalla simulazione quotidiana, non ci rivolgiamo a noi stessi… e ci accorgiamo così che proprio riacquistando la sensibilità, il silenzio e la capacità di agire in modo disinteressato, senza attaccamento al risultato delle nostre azioni, ci liberiamo da quella maschera che indossavamo sin dalla nascita: il nostro ego, un’eggregora che si alimenta sottraendoci energia. Scopriamo così che la Natura silenziosa che percepivamo separata da noi, in realtà coincide con la parte più autentica di noi stessi, solo che ce ne eravamo dimenticati. Solo percorrendo la via della mitezza, quindi, potremo cambiare noi stessi e il mondo, perchè i miti erediteranno la terra. La guerra migliore – come insegnava il generale cinese Sun Tzu, che non perse mai una battaglia- è quella vinta senza combattere.
Chissà che proprio dal Celeste Impero, antica patria di Lao Tzu e di Confucio, non possano venirci insegnamenti utili in questa direzione…
Di seguito, intervista rilasciata a La Repubblica dal filosofo e sinologo francese François Jullien. Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 23%
La leggenda vuole che Dio (Geova od Adonai) crei Adamo e da questi Eva; dalla loro “conoscenza” nasca Abele e di conseguenza i figli di Dio.
La stessa, leggenda, recita che uno degli Elohim (per una più icastica significazione del termine rimando al sito http://www.mednat.org/bibbia/eloim.htm) “conosca” Eva e nasca Caino, i figli del mondo.
Sostanzialmente si generano due progenie: una si concretizza nei Gentili, l’altra negli Israeliti.
La vulgata accredita ad Abele la custodia degli armenti, quindi il suo essere è una sorta di dono divino; a Caino la manipolazione della terra, con tutto quello che ne consegue, quindi arti, scienze, mestieri. ecc.,sostanzialmente tutto quello che si conquista da soli. Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 15%

Fonte: archetipi.org
La strada del Saggio è il viaggio alla scoperta della verità: su se stessi, sul mondo e sull’universo.
La sfida del Saggio è quella di decifrare i segni e risolvere l’enigma di fondo dell’esistenza.
La domanda essenziale è: qual è il senso? Di regola è soltanto quando il Saggio comincia ad attivarsi nella nostra vita che ci rendiamo conto che raramente vediamo le cose nella loro realtà.
Siamo quasi sempre condizionati dalle nostre proiezioni.
Il nostro Saggio interiore vuole arrivare a una sorta di verità oggettiva che superi la limitata visione personale.
Scopo nella vita
comprensione della verità
Paura
Illusione
Relazione con il Drago
comprenderlo, integrarlo, trascenderlo, rivelarne l’inesistenza
Strumento
esperienza, sperimentazione, ascetismo, meditazione
Virtù
pace, distacco
Compito
illuminazione
Ombra
Chiusura, distanza, insensibilità, cinismo, atteggiamento censorio, durezza, rigidità, pedanteria
Livello 1
Letture e studi alla ricerca di certezze e conoscenze, fede nella scienza e nella tecnologia
Livello 2
perdita della sicurezza di poter imparare tutto, coscienza della molteplicità e relatività della vita
Livello 3
Incontro con la verità ultima attraverso l’esperienza, saggezza, comprensione globale
Popularity: 16%

Ogni Sovrano ha bisogno di un Mago che sia capace di predire il futuro, guarire i malati, creare rituali in grado di unire i membri di una comunità e mantenere il duraturo contatto con la dimensione spirituale.
Serve anche un Saggio che sia imparziale consigliere.
Il Folle può dire verità inconfessabili.
Il Potere del Mago è quello di trasformare la realtà cambiando la coscienza e creare un campo di energia positiva in grado di realizzare i desideri e le aspirazioni del Sovrano (La Magia del Fare)
Mosè, Gesù, Buddha compivano regolarmente miracoli.
Se dobbiamo camminare sulla loro strada dobbiamo poterli compiere anche noi.
“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”.
Via via che diventiamo più grandi, più sani e consapevoli mettiamo in moto un’onda che si ripercuote sugli altri.
Ogni volta che denominiamo una realtà in modo tale da sminuire persone e possibilità, noi, sia pure involontariamente, stiamo praticando magia nera.
Il Mago ci insegna a usare il potere di nominare per dare forza agli altri e trasformare situazioni limitanti e frustranti in opportunità positive.
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 14%
fonte: ilsole24
Marc Augé, etnologo francese, nei suoi percorsi di antropologia del quotidiano definisce nonluoghi, quegli spazi anonimi (supermercati, aeroporti) dove ogni individuo è un «codice sostituibile».
Se la tecnologia oggi costruisce iperluoghi virtuali e avatar-utenti, lei come analizza questi nuovi ambienti?
«Nell’estensione degli spazi virtuali c’è il segno di un rapido progresso della «surmodernità», intesa come la combinazione di tre fenomeni: il restringimento dello spazio, l’accelerazione del tempo e l’individualizzazione dei destini.
Davanti al computer ho l’impressione di essere padrone della mia comunicazione, soprattutto se firmo con un nome inventato e comunico in modo quasi istantaneo con individui che vivono dall’altra parte del mondo.
Rimane da capire quale tipo di relazione si stabilisce in questo modo e qual è la natura della libertà che mi trovo a esercitare in quanto soggetto «comunicante»: il passaggio su Internet può essere preliminare alla costruzione di una relazione nel senso comune del termine, come accade con gli annunci economici sui giornali. In questo caso il «virtuale» è una promessa di «attuale», un mezzo, un mediatore. Ma non si tratta di questo nelle pratiche del «social networking», finalizzate alla costruzione di relazioni che ambiscono alla creazione di un’altra realtà.
Questa finalità e questa ambizione sono proprie del mondo contemporaneo, nel quale la parte dedicata alla fiction e all’immagine aumenta senza sosta. È necessario studiarle senza prenderle alla lettera non come se il mondo che vanno abbozzando si fosse effettivamente sostituito al mondo reale, ma come uno dei fattori che oggi modificano la nostra relazione con la storia e con l’attualità.
Uno degli aspetti più sottili della società dei consumi, che in questo senso è un successo ideologico completo, è il fatto di rendere desiderabili e acquistabili le istruzioni per l’uso che fabbrica ad hoc».
Come si collegano i nonluoghi alla società mediatizzata, e quale sarà il futuro di questi spazi?
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 15%

Fonte: archetipi.org
Il Sovrano che è dentro di noi è sempre alla ricerca del potenziale segreto delle persone che ci circondano per far sì che ogni talento possa essere impiegato in modo produttivo. Si preoccupa dell’ordine.
Egli sa che il regno non può essere pienamente produttivo se non regna l’armonia e i conflitti non vengono gestiti in maniera efficace.
Il Sovrano inoltre sa che per il più alto livello di rendimento nessuna risorsa deve essere sprecata, e per lui la cosa più triste è sprecare la vita.
Diventiamo Sovrani assumendoci la completa responsabilità della nostra vita e ciò comprende i modi in cui la nostra vita individuale si riflette sulla famiglia, sulla comunità e sulla società a cui apparteniamo.
Il compito del Sovrano è promuovere l’ordine, la pace, la prosperità e l’abbondanza.
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 15%
La bellissima canzone dei Mecano, ormai storico gruppo spagnolo, tratta dall’omonima favola zingara.
A voi la canzone originale in spagnolo e la versione in italiano, cantata sempre dai Mecano per l’Italia.
S.M.
Leggi il resto di questo articolo »
Popularity: 16%
Gran film di un arte insuperabile. Ci voleva un macedone per mettere a frutto la professionalità operativa americana, la consistenza europea e la grinta slava. Vivamente consigliato a chi é in cerca di capolavori.
Una ragazza è ricercata dai familiari di un uomo che lei ha ucciso. Si rifugia in un monastero per poi fuggire con un giovane che sta prendendo i voti. Un fotografo che lavora a Londra torna in Macedonia e viene a conoscere una realtà di conflitto tra due popoli una volta in pace. Il regista è macedone ma è vissuto molto negli Stati Uniti. Viene da un paese dove si produce un film ogni due anni e ha quindi dovuto cercare una produzione inglese. Vive, come il protagonista del suo film, in un paese straniero e come esule vede con maggior obiettività le intolleranze tra macedoni e albanesi. Gli episodi che si intersecano vengono collegati tra loro in maniera atemporale come già fece Jim Jarmusch in Mystery Train e come ha fatto, praticamente in contemporanea con Manchevski, Tarantino in Pulp Fiction.
Attenzione alle facili critiche verso un cinema d’autore mediato dalla tecnica occidentale.
Importanti le musiche. Una canzone dei Beastie Boys viene ripetuta più volte per legare temporalmente gli episodi.
Popularity: 11%








