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Archivi per la categoria ‘Geopolitica’

Fonte:sitoaurorasplinder

Sia pure con ritardo, il presidente della Camera si è accorto del carattere «ducesco» del presidente del Consiglio ma naturalmente, al fine di rimuovere il più possibile il suo passato, ha preferito far ricorso ad un linguaggio diverso da quello qui da me utilizzato. Su un punto, però, la continuità con il passato è emersa più nitida che mai: mi riferisco al rifiuto di Fini di fare i conti con le infamie del colonialismo e alla sua permanente pretesa di ergersi a campione dell’Occidente contro i «barbari». E’ un atteggiamento ben funzionale alla preparazione della guerra contro l’Iran e alla campagna in corso perché Abu Mazen finisca col subire pienamente il protettorato coloniale (camuffato da «pace») che Netanyahu, con l’appoggio di Obama e anche dei nostri Fini e Berlusconi, vuole imporre al popolo palestinese.
A conferma di tutto ciò riporto una pagina del mio libro Il linguaggio dell’Impero. Lessico dell’ideologia americana, pubblicato da Laterza nel 2007
[Domenico Losurdo] 7.09.2010

[...] Chi assume posizione netta contro la politica di Israele è facilmente sospettato di antisemitismo; ma perché far valere a senso unico questa ermeneutica del sospetto? Si prenda, per quanto riguarda l’Italia, un politico di primo piano quale Gianfranco Fini. La sua marcia di avvicinamento allo «Stato ebraico» è iniziata diversi anni fa allorché di Mussolini ha ritenuto opportuno criticare soltanto la legislazione antisemita: «Fino al 1938, cioè fino a un minuto prima della firma delle leggi razziali [antisemite], io credo che sia molto difficile giudicare il fascismo in modo complessivamente negativo». E le leggi razziali a danno degli «indigeni» (arabi e neri) nell’impero coloniale fascista? E i massacri in Etiopia? E l’impiego massiccio di iprite e gas asfissianti, i campi di concentramento? Come si vede, del fascismo è criticato solo l’antisemitismo, mentre non c’è alcuna presa di distanza

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Nell’articolo che segue si forniscono ulteriori elementi a quanto scritto da Lino Bottaro in merito all’accordo italo-libico e alla visita di Gheddafi, criticata dall’opposizione, dalla minoranza finiana, dai giornali vicini al Vaticano e dalla stampa estera. A seguire, l’editoriale critico di FareFuturo Web Magazine (l’organo informativo della fondazione legata a Gianfranco Fini, ovvero i neocon de’ noantri ) molto emblematico, a saper leggere tra le righe.

La battaglia di Tripoli. Ecco perchè inglesi e francesi ci criticano per la visita del Rais

Articolo di Mario Sechi pubblicato dal quotidiano Il Tempo in data 31 Agosto 2010

In “Tutti gli uomini del Presidente“, il film sullo scandalo Watergate, il reporter del Washington Post Bob Woodward, impersonato da Robert Redford, incontra la sua fonte, “Gola Profonda”, e chiede notizie più dettagliate sul ruolo svolto dalla Casa Bianca. Gola Profonda risponde: “Follow the money“. Segui i soldi. È una buona regola del giornalismo e nel nostro piccolo cercheremo di seguirla per raccontarvi come e perché non solo in Italia ma anche all’estero stiano sperando nella caduta del governo Berlusconi e come in una certa maniera si cerchi di alimentarla, la crisi. Partiamo da notizie sparse qua e là, apparentemente slegate, e vediamo di ricomporle in un mosaico che ha un senso. Leggi il resto di questo articolo »

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Fonte: Scienza Marcia
Titolo originale: Kossiga da Gladio al 9/11
L’uomo per il suo temperamento schietto é da ascoltare. Per comprendere il valzer della politica e la reale sovranità del nostro Paese.

Si sa che i bambini non hanno molti peli sulla lingua, e a volte sono di una sincerità disarmante. Allo stesso modo i vecchi a volte perdono ogni inibizione e dicono la verità.
Ricordiamo quanto appena due anni fa il defunto Francesco Cossiga (ormai già vecchio e non più saldo in salute) disse, in occasione delle manifestazioni di protesta di alunni e docenti contro la riforma Gelmini (quasi beatificato dai media in occasione dei suoi funerali):
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì“. Leggi il resto di questo articolo »

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DI MICHAEL CHOSSUDOVSKY
globalresearch.ca

Per consultare la parte I di questo saggio clicca qui sotto

Preparazione per la III guerra mondiale, colpire l’Iran
Parte I: La Guerra Globale

Part II: La Road Map Militare
di Michel Chossudovsky

Lo stoccaggio e la distribuzione di avanzati sistemi di armi contro l’Iran ha avuto inizio subito dopo i bombardamenti e l’invasione dell’Iraq del 2003. Fin dall’inizio, questi piani di guerra sono stati guidati dagli Stati Uniti, in collegamento con la NATO e Israele.

Dopo l’ invasione dell’Iraq, l’amministrazione Bush identificò l’Iran e la Siria, come la fase successiva della ” Road map per la guerra “.

Fonti militari statunitensi dichiararono che un attacco aereo contro l’Iran avrebbe potuto comportare uno schieramento  su larga scala paragonabile ai  bombardamenti  “colpisci e terrorizza”  degli Stati Uniti  sull’Iraq del marzo 2003 :

“attacchi aerei americani contro l’Iran avrebbero una portata di gran lunga superiore a quella dell’attacco israeliano del 1981 al centro nucleare di Osiraq in Iraq,  e si avvicinerebbero di più ai giorni di apertura della campagna aerea del 2003 contro l’Iraq. (Vedi Globalsecurity ) Leggi il resto di questo articolo »

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Mentre si svolgono i preparativi per la visita di Gheddafi a Roma, da ampi settori dell’opposizione filo-Usa (da Di Pietro ai finiani) si chiede chiarezza sui rapporti di Berlusconi con il leader libico e con Putin. Il video che segue può essere uno spunto…

Video di Markus Heinrich Krank

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di Giacomo Gabellini -  Conflitti e Strategie

Su “The Indipendent”, Robert Fisk scrive che “E’ stato lo stesso Javier Solana, capo della politica estera dell’Unione Europea (già segretario generale della NATO) a dichiarare lo scorso anno che “Israele, è di fatto un membro dell’UE, ma senza essere membro dell’istituzione”, per poi chiedersi ironicamente se “Per caso ne eravamo a conoscenza? Abbiamo votato per la sua ufficiosa introduzione? Chi ha autorizzato tutto questo?“.

Effettivamente Fisk non fa che puntare il dito contro il re nudo, indicando apertamente una realtà di per sé evidentissima, che vede un’Europa succube non solo degli Stati Uniti, ma anche del suo fido sodale Israele. Sono decenni che la UE eroga denaro per la ricostruzione delle infrastrutture mediorientali regolarmente distrutte dall’esercito israeliano, armato di tutto punto dalle industrie belliche statunitensi. La precisione chirurgica con cui vengono distrutte queste infrastrutture edificate coi soldi dei contribuenti europei conferisce un significato politico all’azione militare, mediante il quale Tel Aviv intende “invitare” gli stati europei a guardarsi bene dal mettere il becco nelle faccende che non li riguardano direttamente. Leggi il resto di questo articolo »

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Propongo quest’articolo come spunto di riflessione a quanto già scritto riguardo “gli intellettuali di servizio“. Inoltre, qui si accenna alla possibilità che dietro gli incendi in Russia vi sia il famoso progetto statunitense HAARP sul controllo climatico, tema già proposto nel web (vedi qui) che personalmente  non ritengo molto lontano dalla realtà. Siano i lettori a trarne le loro conclusioni.

Articolo di Giacomo Gabellini tratto da Conflitti e Strategie e commenti degli utenti del blog

Sull’orlo del baratro

La Repubblica” del 12 agosto riportava un commento in cui la giornalista del “New York Times” Evgenia Albats affermava che

“L’estate di incendi in Russia è la dimostrazione di qualcosa che tutti i politologi sanno bene. I regimi autoritari, non rispondendo ai cittadini, sono disastrosi quando si tratta di fronteggiare situazioni anomale. Avendo il controllo dei mezzi d’informazione (in primis la tv), i leader di questi Paesi non hanno le capacità di ponderare e calcolare possibili rischi. I cittadini russi, purtroppo, non hanno ancora fatto il collegamento: l’apatia politica che caratterizza oggi la Russia costituisce una seria sfida per la sopravvivenza del Paese”. Leggi il resto di questo articolo »

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di Felice Capretta, Fonte: Informazione Scorretta.
L’estate è sempre prodiga di notizie interessanti, si sa, e così alcuni media mainstream allineati fanno a gara a chi trova la notizia più interessante.
Riveste particolare interesse, evidentemente, la pratica del “balcooning”, che ha raggiunto recentemente le pagine di alcuni quotidiani.
Si tratta, in sostanza, di lanciarsi dal balcone dell’albergo.
Solitamente in piscina, ma evidentemente non c’e’ sempre acqua ad attenderli, visto che il quotidiano parla di 4 morti.
Quattro tra le migliori menti del mondo.
Già.
Forse sarebbe stato più utile dedicare qualche riga ad una serie di notizie che ieri ed oggi hanno iniziato a comparire su alcuni quotidiani economici sullo stato di salute dell’economia USA, inglese e mondiale.
E non stiamo parlando di ripresa, ma piuttosto di segnali di crisi a W, dove la mezza ripresa non è che un movimento artificiale ed illusorio nel bel mezzo del disastro economico, prima che la portata effettiva della crisi sia evidente ed accettata globalmente. Leggi il resto di questo articolo »

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Bombe buone su gente cattivaA cura di Matteo Pistilli  fonte: cpeurasia

Presentiamo una serie di citazioni di politici, militari, burocrati, mass media statunitensi e anglosassoni; tramite queste si può ben capire come sia ben costante e lineare nella storia e nella modalità d’azione degli Stati Uniti (e dell’anglo-america) l’utilizzo dei bombardamenti sui civili.

Questo non solo ha un’importanza fondamentale per comprendere eventi storici passati (varie “liberazioni”, dalla seconda guerra mondiale fino alla Serbia), ma anche per interpretare le future mosse della politica globale di Washington. Stupisce la coerenza di pensiero – l’idea della lotta del bene (Usa) contro il male (tutti gli altri) rappresentato anche da qualsiasi civile – e all’opposto la contraddizione con i veri e propri racconti creati dai mass media globali, sempre intenzionati a trovare colpevoli (e mali assoluti) che non siano appunto gli Usa…

Bombardamenti anglosassoni contro la Germania e i tedeschi:

Siete autorizzati a usare le truppe senza restrizioni, le operazioni devono essere concentrate sul morale della popolazione civile nemica e in particolare sugli operai” Ministro dell’Aria 1942

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di Helena Norberg-Hodge – 11/08/2010 – Fonte: ariannaeditrice

Con il crollo del comunismo è opinione comune che al mondo rimanga un’unica opzione: un mercato globale non regolamentato e dominato dalle grandi corporation.

Molti ritengono che la liberalizzazione consenta alle grandi corporation transnazionali di fornire ai consumatori una gamma di prodotti provenienti da ogni parte del globo che non ha precedenti. Grazie all’economia globale possiamo riempire il carrello del supermercato con mele del Kenya, burro a basso prezzo della Nuova Zelanda, e con tutti i cibi esotici che desideriamo. Se questi prodotti sono più a buon prezzo dei loro corrispettivi locali, è perché i fornitori operano su scala più larga ed efficiente. Abili PR e sofisticate campagne pubblicitarie ci convincono che più grande è l’impresa, più sicuri sono i suoi prodotti alimentari.
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6 agosto 2010 (MoviSol)

Il 20 luglio il giornalista dell’EIR Anton Chaitkin ha intervistato Jonathan Sandys (pronuncia: sands), pronipote di Winston Churchill. Questo trentacinquenne rappresentante della famiglia Churchill, emigrato negli Stati Uniti nel 2008, si sposò con una texana e fondò a Houston, l’anno seguente, la Churchill’s Britain Foundation.

Chaitkin gli ha telefonato dopo averlo visto intervenire, in favore della secessione del Texas dall’unione federale americana, ad un incontro del Tea Party a Clear Lake, nella videoregistrazione del programma Off The Cuff della LPAC-TV (vedi l’edizione serale del 19 luglio).

Sandys ha detto a Chaitkin di essersi interessato allo spezzettamento degli Stati Uniti dal momento in cui emigrò in Texas, avendo incontrato diverse volte il governatore Rick Perry, anch’egli dell’avviso che il Texas potrebbe separarsi degli altri Stati della federazione. Secondo Sandys, Perry intenderebbe recarsi in Inghilterra per apporre una targa sul muro dell’ambasciata del Texas, una sede rappresentativa che quello Stato conserva nel Regno Unito sin dalla sua conquistata indipendenza dal Messico, negli anni ’40 dell’Ottocento.

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Timeo danaos et dona ferentes

di Fabio Falchi – 06/08/2010

Fonte: cpeurasia

Martin Levi van Creveld, è uno studioso israeliano, nato a Rotterdam nel 1946, autore di importanti opere di storia militare, ma noto in Italia soprattutto perché, oltre a difendere la natura discriminatoria e razzista dello Stato sionista, nel 2003 ebbe a dichiarare: “Possediamo diverse centinaia di testate atomiche e di missili e possiamo lanciarli contro obbiettivi in tutte le direzioni, forse anche a Roma. La maggior parte delle capitali europee sono obbiettivi della nostra aviazione militare” (1). Si tratta della cosiddetta “opzione Sansone”, vale a dire che Israele sarebbe disposto ad usare le armi atomiche (pur non avendo mai esplicitamente ammesso di possederle) nel caso di un attacco nemico, anche solo con armi convenzionali, in grado di mettere a rischio l’esistenza stessa di Israele.

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di Paolo Barnard

fonte: paolobarnard.info

Al IV Festival del giornalismo di Perugia, Al Gore, l’ex vice presidente USA di Bill Clinton, ha detto: “Se avete un’inchiesta che nessuno vi vuole pubblicare, venite da noi a Current TV, e noi ve la pubblicheremo!”.

Fantastico, ho trovato lavoro. Ecco la mia inchiesta che nessuno in Italia ha pubblicato e che tu Al Gore pubblicherai di certo, un’inchiesta

1) sul tuo segretario di Stato Madeleine Albright, che descrisse la morte di 350.000 bambini iracheni causata direttamente dalle sanzioni ONU contro l’Iraq come un fatto accettabile. Disse alla CBS:  “Penso che questa sia una scelta molto dura, ma il prezzo, pensiamo che il prezzo ne valga la pena.” Leggi il resto di questo articolo »

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Vi ricordate il rivelatosi pretestuoso divieto di volo aereo per testare l’obbedienza dell’Europa in seguito all’eruzione del vulcano irlandese? Vi ricordate che invece aerei hanno volato in lungo e in largo nelle aree considerate  a rischio. Vi ricordate che ci dissero che ci sarebbero voluti mesi prima che la situazione si normalizzasse e poi come per incanto la bufala non potè più essere sostenuta perchè le compagnie aeree cominciarono a chiedere i danni ingentissimi che hanno subito in seguito al blocco forzato dei voli?!

fonte: www.tankerenemy.com

Il 27 maggio 2010, sul portale del National Geographic, viene pubblicato un articolo dal titolo “Electric ash found in Iceland plume miles from volcano” (Cenere caricata elettricamente a miglia di distanza dal vulcano islandese), a firma del giornalista Brian Handwerk. Nello studio, eseguito dall’équipe di Giles Harrison, si evidenzia una strana anomalia: le ceneri emesse dal vulcano islandese Eyjafjallajökull risultano caricate elettricamente sino a 1.200 km di distanza dal punto dell’eruzione.[...] “Electric ash from the Eyjafjallajökull volcano was found a record 745 miles (1,200 kilometers) away from the eruption. [...] In fact, ash from deep in the volcanic plume was still charged 32 hours after being spewed from the Iceland peak, which suggests that the charge was self-renewing”, the scientists say“. Leggi il resto di questo articolo »

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Fonte: nicolòbellia.info

L’industrializzazione, fin dal suo inizio, ha prodotto in eccesso rispetto alla domanda.

Il denaro della domanda proviene dalla produzione industriale ed incide per una parte del prezzo dei beni prodotti, quindi non può coprire la produzione.

Fin dall’inizio si è compensato questa scarsezza monetaria con il ricorso al Debito Pubblico, gravato di interessi.

Con il passare del tempo l’incremento degli interessi costringe all’aumento del ricorso periodico al debito.

Dopo un certo periodo di tempo si arriva però al punto che viene meno la convenienza per le Banche Centrali ad erogare ulteriori prestiti, giacché l’inflazione indotta fa perdere al capitale accumulato più di quanto rendono i prestiti.

Questo spiega perché i Governi europei programmano, più che ampliamento della domanda, riduzione delle spese.

Ciò è palesemente recessivo con prospettive economiche dolorose. Leggi il resto di questo articolo »

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…è possibile ridefinire l’assetto proprietario della Banca centrale,
> senza trasferire alcuna quota: basterebbe procedere ad un aumento di
> capitale della Banca d’Italia interamente sottoscritto dallo Stato o
> da un ente pubblico. Le quote possedute dagli azionisti privati
> sarebbero diluite e la proprietà sarebbe, di fatto trasferita allo
> Stato.

> segnalato dell’amico Claudio Toppano
> http://www.camera.it/409?idSeduta=114&Resoconto=allegato_a.197200
>
>
> La Camera, premesso che:
> l’integrazione della Banca d’Italia nell’ambito del Sistema europeo di
> banche centrali rende la stessa partecipe delle scelte relative alla
> determinazione ed all’attuazione della politica monetaria dell’Europa
> che, come obiettivo principale, persegue il mantenimento della
> stabilità dei prezzi;
> a questo si aggiunga che, in considerazione della consolidata
> organizzazione e presenza territoriale, tutte le banche centrali
> nazionali saranno chiamate a svolgere importanti compiti di natura
> operativa al fine di realizzare l’obiettivo della stabilità dei prezzi
> e di esercitare la vigilanza sul sistema bancario;
> nonostante l’evidente interesse pubblico e nazionale del ruolo della
> Banca d’Italia, essa ha conservato per molti aspetti l’originaria
> struttura societaria privatistica, specie con riferimento al proprio
> capitale;

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Assolutamente da leggere!!

Francesco Lamendola

L’occidentalizzazione del mondo nel pensiero di Aleksandr Zinov’ev

“La democrazia coloniale non è il risultato dell’evoluzione naturale dei paesi colonizzati, in virtù delle condizioni interne e delle regole del suo ordinamento sociopolitico. È qualcosa di artificioso, imposto dall’esterno e contro le tendenze evolutive manifestatesi storicamente. È sostenuta dai metodi del colonialismo. Inoltre, il paese colonizzato viene staccato dal sistema preesistente di rapporti internazionali. Ciò si ottiene distruggendo i blocchi di paesi e disintegrando i grandi paesi, come è successo al blocco sovietico, all’Unione Sovietica e alla Jugoslavia.”

Se n’è andato, alla fine, nel 2006, il terribile vecchio, all’età di ottantatre anni.
Filosofo prestigioso, specializzato in questioni di logica; matematico geniale; romanziere amaro ed eccentrico; critico implacabile di tutto e di tutti: del comunismo e del post-comunismo; della Russia e dell’Occidente; del totalitarismo e della democrazia; uomo contro per eccellenza, ostinato, implacabile accusatore e irriducibile derisore di ogni conformismo, di ogni pigrizia mentale, di ogni acquiescenza al potere, qualunque esso sia: tale è stato Aleksandr Zinov’ev. Se l’è portato via, ancora indomito, un tumore al cervello; ma non se n’è andato in punta di piedi, bensì ruggendo e irridendo tutte le ipocrisie e tutte le forme di demagogia.
In Occidente non se ne sono accorti in molti, perché il personaggio era talmente scomodo che si è fatto di tutto per non propagarne li pericoloso messaggio: aveva attaccato Stalin e criticato Gorbaciov, accusato Eltsin e denunciato Putin; aveva, soprattutto, messo in guardia contro la ridicola pretesa occidentale (Fukuyama e soci) che, con la caduta dell’Unione Sovietica, anche il comunismo fosse finito per sempre. «Ritornerà – aveva detto – magari in forme inusuali ed inedite»; e non già perché ne avesse nostalgia, lui che fin dal 1976 era stato costretto all’esilio a causa della pubblicazione, in Germania, del suo romanzo «Cime abissali», ma che pure, davanti alle brutture del post-comunismo in Russia, aveva fatto il tifo per Gennadij Zjuganov, leader del vecchio Partito Comunista russo.
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di Philip Giraldi – 30/07/2010

Fonte: Come Don Chisciotte

Il ministero della verità.

Il ministero della verità è il nome che George Orwell aveva attribuito al meccanismo usato dal governo per controllare l’informazione nell’importante romanzo 1984. Un recente viaggio in Europa mi ha convinto che i governi del mondo sono stati scossi dal potere di Internet e stanno cercando di prenderne il controllo in modo da avere quasi il monopolio dell’informazione accessibile al pubblico. L’Internet anonimo familiare a gran parte degli statunitensi va lentamente modificandosi in Italia, Germania e Gran Bretagna. Se si va in un internet café, oggi nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea è necessario compilare – per legge – un modulo di identificazione richiesto dal governo. Quando usai una connessione Internet in un hotel di Venezia, mi fu domandato il passaporto come precondizione e la pagina interna, contenente tutte le mie informazioni personali, è stata fotocopiata e una copia è stata fatta per il Ministero degli Interni, che controlla le forze di polizia. La copia è stata conservata e unita alla transazione. Anche per i computer di casa l’indirizzo IP del servizio usato è registrato a scopo identificativo. Tutte le registrazioni di ogni utilizzo internet, inclusi le informazioni bancarie e tutto ciò che viene scritto o inviato, è accessibile alle autorità governative previa una semplice richiesta, non attraverso l’autorizzazione di un tribunale o un’autorità indipendente. Ciò significa che, di fatto, non esiste diritto di privacy e un burocrate governativo decide ciò che può o non può essere “riesaminato” dalle autorità. Oggi, le registrazioni vengono conservate per un periodo di sei mesi, ma c’è una forte spinta ad allungare il periodo di conservazione.

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