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Archivi per la categoria ‘Terrorismo’

Fonte: byebyeunclesam.wordpress.com

“Voglio raccontare la mia verità in Italia. Sono pronto a dire tutto ciò che so sull’attentato alla stazione di Bologna davanti a un magistrato italiano”. Firmato, Ilich Ramirez Sanchez, ossia ‘Carlos lo sciacallo’, il più famoso terrorista del mondo. Carlos, 61 anni, venezuelano, sta scontando l’ergastolo in Francia (per vicende francesi) ma ora chiede di parlare davanti a un tribunale italiano per dire ciò che sa sulla bomba che il 2 agosto 1980 uccise 85 persone e ne ferì più di 200.
(…)
Dopo aver letto un articolo del Resto del Carlino che lo riguardava, inviatogli dal suo avvocato milanese Sandro Clementi, ha deciso di scrivere una lettera che, tramite il collega bolognese Gabriele Bordoni, è stata recapitata al nostro giornale. La missiva, scritta nel carcere di Poissy, reca la data del 15 agosto.
“Egregio signore — scrive Carlos a Clementi — ho letto l’articolo… Io riconfermo tutte le mie dichiarazioni che riguardano l’attentato alla stazione di Bologna di 30 anni fa. Ho lottato contro i veri terroristi, i terroristi di Stato, fin da quando avevo 14 anni”. (…) Leggi il resto di questo articolo »

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Il Think Tank governativo: «infiltrare i siti “cospirazionisti”»

di Paul Joseph Watson, tratto da Megachip – 01/09/2010

Furibondo per il fatto che il coinvolgimento dello Stato nei maggiori attacchi terroristici sia stato rivelato al pubblico più ampio mai raggiunto prima attraverso internet, un think tank britannico strettamente legato a Downing Street ha fatto appello alle autorità affinché siano infiltrati i siti che trattano di cospirazioni nel tentativo di «incrementare la fiducia nel governo».

«Un rapporto pubblicato oggi da Demos, “The Power of Unreason” (trad. “Il potere dell’irrazionalità”), sostiene che la segretezza che circonda le indagini di eventi come gli attacchi di New York dell’11 settembre e gli attentati di Londra del 7 Luglio fornisce solo maggior peso alle accuse senza prove sul fatto che siano stati perpetrati “dall’interno”», riferisce il quotidiano londinese «Independent».

In altre parole, il fatto che lo schiacciante ammontare di prove indichi che tanto il 7 luglio quanto l’11/9 fossero in una maniera o nell’altra “inside jobs”, e che un enorme numero di persone ne sia ora al corrente per via della crescente influenza di internet, sta ostacolando i tentativi di commettere altri atti terroristici, perciò il governo ha bisogno di cambiare la sua strategia. Leggi il resto di questo articolo »

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di Claudio Moffa -  claudiomoffa.it

LA MEMORIA CORTA DEI MAGISTRATI, DEI GIORNALISTI E DEI POLITICI
LA NOTIZIA BOMBA SULLE BOMBE DEL 1993

Tutti a parlare di mafia, tutti a dar retta al sanguinario Spatuzza. Ma una notizia, riportata anche dal Corriere della Sera del 29 luglio 1993, e rivelata alla Camera dall’allora ministro degli interni Mancino dice qualcosa di diverso: che ci fu una rivendicazione “islamica” fatta da un “cellulare di un cittadino israeliano”. Ovviamente le ipotesi che apre questa notizia bomba sulle bombe del 1993 sono molteplici, ma per capire quale sia stata la verità occorrerebbero indagini. Sono state fatte dalla magistratura? Se sì, con quali risultati? Se no, perché?

Articolo del Corriere della Sera

LO SAPEVATE CHE LE BOMBE DI MILANO E ROMA DEL 1993 FURONO RIVENDICATE DA UN”CELLULARE DI PROPRIETA’ DI UN CITTADINO ISRAELIANO”?

UNA NOTA A PROPOSITO DEL FATTORE LOBBY NELLE CRONACHE DI OGGI E NELLA STORIA DEGLI ULTIMI VENT’ANNI

L’amico Pietro Ancona mi dice che non bisogna subordinare alla dialettica sionismo-antisionismo ogni aspetto e problema politico dei nostri tempi [i]. Il suo monito è sicuramente condivisibile, perché il rischio che pervade molti dibattiti di questi tempi è quello del complottismo a tutti i costi. Epperò è vero anche il contrario, che l’allarme complottismo è l’alibi almeno da un decennio a questa parte per non ragionare sui fatti, e per demonizzare e marginalizzare chi pone delle questioni serie; così come è vero che, per paura di essere tacciati di complottismo, anche chi è teoricamente pronto ad aprire il cervello a tutto campo sulla realtà che lo circonda, si intimidisce, si spaventa delle conseguenze (la perdita della faccia e degli spazi mediatici) e si autocensura. Si innesta così un meccanismo perverso per cui la “verità” storica e giornalistica che si tramanda di anno in anno e di decennio in decennio, non è tale, ma è una favolistica fiction da cui il fattore S – il fattore sionismo – è sistematicamente minimizzato, occultato, espunto. Leggi il resto di questo articolo »

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fonte: Eurasia.splinder.com

TEHERAN – Le confessioni dei terroristi iraniani del gruppo MKO, arrestati nei giorni scorsi mentre pianificavano la messa in atto di un sanguinario attentato che avrebbe causato la morte di centinaia di persone nella capitale iraniana, Teheran, sono scioccanti perchè dimostrano ancora una volta la crudele ostilità occidentale nei confronti dell’Iran. Secondo la radiotelevisione iraniana IRIB, dopo che l’intelligence ha sventato il piano dei terroristi che prevedeva di fare esplodere potenti bombe nelle principali e più affollate piazze di Teheran, i terroristi hanno confessato di avere ricevuto le istruzioni per la preparazione delle bombe dalle loro basi situate a Londra e Stoccolma.
Secondo due dei terroristi arrestati, il piano prevedeva che in caso di arresto avrebbero dovuto negare ogni affiliazione all’MKO, visto che l’organizzazione starebbe cercando di uscire dalla black list del terrorismo di Europa e Stati Uniti. I terroristi che erano stati addestrati a Camp Ashraf in Iraq. Secondo il ministro dell’intelligence iraniano Heidar Moslehi, Gran Bretagna, Francia e Svezia hanno fatto del loro territorio un paradiso per questi pericolosi terroristi e ciò non è accettabile.

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di Carlo Benedetti – 30/04/2010

Fonte: Altrenotizie

Gratta un russo e troverai un tartaro. E’ un vecchio detto che risale a Napoleone. Ma ora nel Kirghizistan della nuova rivoluzione lo slogan è “Gratta e scopri un israeliano”. Tutto questo perché dietro alle proteste e alle manifestazioni di massa contro i corrotti del clan di Kurmanbek Bakiev – che agitano le piazze di Biskek – si scoprono vicende nebulose e si delineano alcuni personaggi che sembravano sepolti nell’anonimato.

I loro nomi sono ora sulla bocca di tutti. Si parla, ad esempio, della “Pasionaria” Roza Otumbaieva, che ha avviato, nelle ultime ore, iniziative politico-diplomatiche che gettano nuova luce sui fatti delle settimane scorse. Perché a sua prima missione all’estero ha avuto come meta Israele, dove si è incontrata con alcuni oligarchi israeliani (usciti dall’ex area sovietica) con l’obiettivo di ottenere da loro fondi per portare avanti la nuova rivoluzione. Leggi il resto di questo articolo »

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Articolo di Jane Burgermeister www.theflucase nella traduzione tratta dal blog Salute Olistica

“La morte di personalità del governo polacco e di leader militari in un incidente aereo avvenuto Sabato scorso possono drasticamente cambiare il panorama politico del paese e indebolire la posizione del Ministro della Sanità Polacco, Ewa Kopacz, che ha rifiutato il vaccino contro la falsa pandemia dell’influenza suina lo scorso autunno. Leggi il resto di questo articolo »

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fonte: Silvia Cattori
http://www.silviacattori.net/article1156.html

Le ingiustizie subite da Youssef Nada : Un caso da manuale
Il dovere di un giornalista è fornire al pubblico degli elementi di informazione e analisi che gli permettano di comprendere ciò che succede. Da quando gli Stati « occidentali » si sono impegnati in devastanti guerre unilaterali e in campagne di odio razzista contro l’Islam, quel che i giornalisti dicono – o tacciono – può contribuire al fatto che alcuni paesi e popoli siano ingiustamente schiacciati e umiliati, e che persone – in particolare di confessione musulmana – siano illegalmente arrestate, torturate, iscritte arbitrariamente nelle liste di “terroristi”, distrutte per sempre.
23 marzo 2010 | Temi : Guerra globale al “terrorismo” “Strategia della tensione” Ruolo della stampa Menzogne di Stato Manipolazione dell’opinione Diritti democratici Leggi il resto di questo articolo »

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LA TRAGEDIA DI KACINSKI, COME QUELLA DI SIKORSKI !
Postato il Sabato, 10 aprile @ 14:32:50 CDT di davide fonte: comedonchisciotte

Geopolitica DI GIANNI CAROLI
napolibera.eu

Una atroce catastrofe, che ricorda la Grecia antica, degna di Euripide Sofocle ed Eschilo, i tragèdi del Fato. Questo ci suggerisce il ‘crash’ dell’ aereo del Presidente polacco Lech Kacinski. che RICORDA, PER PERFETTA ANALOGIA, in maniera davvero sconvolgente, la caduta dell’ aereo del suo omologo Wladislaw Sikorski, avvenuta a Gibilterra nel settembre del 1943. Con la morte di entrambi. Tutto questo avviene nel bel mezzo, e forse a suo contrasto, di una storica riconciliazione Russo-Polacca, che aveva visto giovedì il primo atto, con la visita del Premier Vladimir Putin alle ‘fosse di Katyn’, mano a mano con l’ omologo Donald Tusk; mentre oggi era prevista l’ incontro a livello Presidenziale, tra Kacinski e Medvedev, al Sacrario che ricorda quell’ orrore, nella vicina Smolensk….

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Assolutamente da leggere!

VENT’ANNI DELLA NOSTRA STORIA!
UNA LUCIDA ANALISI SUGLI ULTIMI VENT’ANNI DELLA COMPLOTTISTICA ITALICA

Post n°968 pubblicato il 01 Marzo 2009 da
Voce di Megaride di anonimo

fonte:sitoaurora.splinder.com


COSA ERA ACCADUTO IN COSI’ POCO TEMPO PER RIBALTARE L’ITALIA?
Cos’era accaduto in così poco tempo per ribaltare tutta l’Italia, la storia e la religione come un calzino? Era accaduto che era crollato il Muro di Berlino, e orde di compagni ipnotizzati dall’isola che non c’è, aspettavano i custodi della fede fuori dalle sezioni con i bastoni in mano dopo tanti anni di prese per il cubo. I geni del marketing delle masse avevano previsto per tempo la grande opportunità, e avevano iniziato a tessere la propria tela coi “vertici“, e a preparare la strada per “orientare diversamente” il popolino del muro di Berlino: caduta la prima pietra, era già pronta una “Santa Alleanza” mediatico-giudiziaria che distogliesse l’attenzione del popolino con la terza media dai mille “contrordini, compagni!” verso una “missione per conto di Dio” che li facesse sentire di nuovo “importanti” per le sorti del mondo.
In realtà
si trattava solo di un ramo di un golpe internazionale volto al controllo “dall’alto” delle realtà “locali“, basato in Italia, appunto, sul totale controllo di magistratura e media.

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di Stenio Solinas – 30/03/2010

Fonte: il giornale

http://www.giannivernetti.it/wp-content/uploads/Bombe%20su%20Libano.gif

Sembra che in questi ultimi tre anni il Libano abbia preso a crescere, economicamente parlando, a un ritmo frenetico. Beirut è tornata a essere una capitale del piacere e degli affari, il suo porto commerciale è pieno, quello turistico vede ormeggiate le barche più lussuose, le pubblicità invitano a godersi la vita al massimo e a ogni istante. Ancora nel 2006 lì piovevano le bombe israeliane dell’operazione Grappoli d’ira e la capitale ripiombava in quella che nell’ultimo trentennio è stata la sua condizione naturale: sangue e distruzione. È un popolo ostinato il popolo libanese, eroico nella tenacia con cui si piega e sopporta l’insopportabile. Il martirio di una nazione (il Saggiatore, pagg. 848, euro 35) è il saggio che Robert Fisk le ha dedicato e che esce ora in edizione italiana, libro complesso nel suo essere storia e cronaca, analisi geopolitica, riflessione sul mestiere giornalistico e sul mestiere delle armi, scritto da quello che per il New York Times è «il più famoso inviato di guerra del mondo».


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di Giulietto Chiesa

Non solo decisione cruciale, ma soprattutto devastante per i piani israeliani. La motivazione usata da Obama, infatti, si basa sulla valutazione congiunta delle agenzie americane, dei servizi segreti, che l’Iran non possiede, né potrà possedere in un futuro prevedibile, né l’arma atomica, né la capacità di costruire vettori capaci di portarla a destinazione negli Stati Uniti. E’ noto che, al contrario, Israele considera questa eventualità non solo possibile ma ravvicinata e che è intenzionata a stroncarla, a qualunque costo, e in qualunque modo. La scelta di Obama è dunque, al tempo stesso, una dura presa di distanza dalla leadership di Israele. Una svolta senza precedenti per gli Stati Uniti d’America.

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Cari amici di Stampa Libera,  da tempo avevo in mente di publicare questo articolo ma per pudore e timore di provocare ansia esitavo. Oggi mi sono deciso.
Penso che la conoscenza e la consapevolezza possano incidere sull’evoluzione del nostro futuro ed anzi ci diano la possibilità di intervenire per cambiarlo, o quantomeno modificarne parte.
Sconsiglio la lettura di questi articoli alle persone molto apprensive perchè danno un pò a pensare.
Il terzo articolo, ” Piano per una guerra mondiale”, di Maurizio Blondet è il più tosto, è tratto da effedieffe.com un giornale on line che si è guadagnato una reputazione di serietà, del quale riporto anche i commenti dei lettori perchè gettano una luce diversa in alcuni casi.
Le grandi guerre recenti che l’ umanità ha conosciuto sono state caratterizzate da degli  inizi dovuti a eventi pretesto i cosidetti false flag, dai quali gli anglosassoni, maestri del genere, hanno tratto regolarmente  motivo per intervenire dopo che attori diversi  erano stati indotti a fronteggiarsi devastandosi vicendevolmente.

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domenica, 14 marzo 2010
fonte: eurasia.splinder.com

Il criminale di guerra Ejup Ganic è di nuovo a spasso

Il Regno Unito è una grande democrazia occidentale. E nelle democrazie occidentali chi ha i soldi è sempre innocente.
Con 300 mila sterline di provenienza – diciamo così – bizzarra, è infatti ritornato a spasso Ejup Ganic, uomo politico bosgnacco (cioè nazionalista bosniaco-musulmano) , già braccio destro di Izetbegovic. Uno di quelli ai quali va ascritto l’inizio della guerra fratricida per lo squartamento della Jugoslavia: in particolare con la strage della via Dobrovoljacka, quando la colonna dell’esercito jugoslavo che abbandonava la Bosnia in seguito alla secessione fu aggredita alle spalle anche per ordine di Ganic, allo scopo di scatenare la guerra. 42 morti, 73 feriti, 215 prigionieri, la prima grande strage di Sarajevo – mai ricordata da nessuno in Italia. Adesso “Repubblica” è costretta a parlarne, e la racconta a modo suo, usando comodi anacronismi e parlando di un “incidente“. (a cura di Italo Slavo.
Sull’arresto di Ganic a Londra si veda anche qui)
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Altro false flag, altra balla mediatica per gonzi europei!

Marzo 11, 2010 di byebyeunclesam

All’attentatore natalizio di Detroit è stato volutamente e deliberatamente consentito di mantenere il suo visto d’ingresso in USA in conseguenza di un lasciapassare di sicurezza nazionale emanato da una sinora sconosciuta agenzia USA dell’intelligence o delle forze dell’ordine con l’obiettivo di bloccare la revoca di tale visto prevista dal Dipartimento di Stato.
Questo emerge dalle audizioni svoltesi il 27 gennaio davanti alla Commissione per la sicurezza Nazionale alla Camera, in particolare dalla testimonianza di Patrick F. Kennedy, Sottosegretario di Stato per il Management. La traballante versione ufficiale del governo USA sull’incidente del 25 dicembre a Detroit causato dal mutanda-bomber, maldestramente assemblata nel corso dell’ultimo mese e mezzo, ora è completamente crollata, e gli elementi chiave della rete canaglia che fomenta il terrorismo all’interno di agenzie e dipartimenti USA si presentano insolitamente vulnerabili nei confronti di una campagna di rivelazioni che sia risoluta.
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martedì 2 marzo 2010. di Falco Accame (fonte: http://stop-u238.blogspot.com/2010/03/articolo-che-deresponsabilizza-i.html )

INTRODOTTO NELLA LEGGE PER LE MISSIONI ALL’ESTERO, UN ARTICOLO CHE DERESPONSABILIZZA I MILITARI

Un articolo (precisamente il comma 4 dell’Art. 9 della legge che rinnova le missioni all’estero) sovverte il principio di responsabilità dei militari, ad ogni livello di comando, in totale contrasto con la Legge 382/78 sui “Principi della Disciplina Militare” per la quale il concetto di responsabilità è un concetto cardine. Non possono tra l’altro sussistere delle differenze tra ciò che riguarda i comportamenti all’estero e i comportamenti in Patria. Anzi semmai nell’impiego all’estero deve vigere in modo ancor più cogente il concetto di responsabilità, specie per quanto attiene al “principio di precauzione” a tutela dei propri dipendenti. A Nassirya infatti non venne applicato il principio di precauzione e ne derivò un processo per i responsabili. Leggi il resto di questo articolo »

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AUTORE: JOHN LAUGHLAND

Tradotto da Curzio Bettio e commentato da lui  fonte: www.tlaxcala.es

La tecnica di un colpo di stato, a cui più di recente si fa riferimento anche con “rivoluzione colorata”, trova riscontro delle sue origini in una ricca letteratura che ci fa risalire agli inizi del XX secolo. È stata applicata con successo dai neo-conservatori statunitensi per preparare il terreno a “cambiamenti di regime” in una serie di repubbliche dell’ex Unione Sovietica. Comunque, la tecnica ha avuto un effetto contrario a quello desiderato quando è stata tentata in ambienti culturali diversi (Venezuela, Libano, Iran).
John Laughland, che per il Guardian ha prodotto articoli su alcune di queste operazioni, accende una nuova luce su questo fenomeno.

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di Ian Black Miftah – 03/03/2010

Fonte: cpeurasia

Il Mossad, come qualsiasi altro servizio di intelligence, cerca di attirare l’attenzione solo quando qualcosa va storto, o per vantarsi di un successo spettacolare e voler mandare un avvertimento ai nemici.

Lo scorso novembre, una vigilante israeliana, di nome Niva Ben Harush, ha avvertito la polizia che un giovane stava andando a fissare qualcosa che sembrava una bomba sotto un’auto, in una strada tranquilla, nel porto di Tel Aviv. Quando la polizia ha arrestato il giovane, sosteneva si essere un agente del Mossad che partecipava a un esercitazione addestrativa: la sua storia era vera, anche se la bomba era finta.

Nessun commento su questo argomento è stato fatto dal Primo Ministro d’Israele, che è la voce ufficiale – qui affermandolo e qui negandolo – dell’organizzazione dello spionaggio del paese, dalla fama mondiale. Il maldestro attentatore non ebbe diritto che a poche parole concise sui notiziari locali serali.
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Ovvero: Gli affari pubblici del mostro di Firenze

PaoloFranceschetti
paolofranceschetti.blogspot.com
1. Premessa. 2. Le stranezze della vicenda Mostro di Firenze. 3. Il perché di un’inchiesta. 4. Poscritto
1. Premessa.
In questo articolo voglio parlare di un aspetto assolutamente inesplorato dell’inchiesta sul Mostro di Firenze: l’importanza mediatica, politica e giudiziaria, di questa inchiesta. E voglio raccontare alcune stranezze che nessuno ha mai raccontato.
Pochi si sono resi conto infatti che, toccare il tasto “Mostro di Firenze” e “Rosa Rossa”, entrambi strettamente collegati, significa toccare un vespaio. Significa andare incontro ad una marea di guai di tale entità che anche quelli relativi ad argomenti apparentemente scomodi come Ustica e Moby Prince diventano solo un lontano ricordo. Credo che pochi abbiano capito il perché. Pochi abbiano capito gli interessi davvero in gioco.

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