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ANIMALI

Da Altrogiornale.org

Il Giornale OnlineRoma, 19 gen. – (Adnkronos) – L’inquinamento luminoso non cancella solo la possibilità di osservare le bellezze del cielo. Le conseguenze negative ci sono anche per l’ambiente, la salute dell’uomo e, sembrerà strano, anche per la sicurezza stradale. Parola di Fabio Falchi, presidente di CieloBuio, coordinamento per la protezione del cielo notturno.

Negli ultimi 100 anni, spiega Falchi all’Adnkronos, ”l’uomo ha aumentato sempre di più i livelli di luminosità, sconvolgendo le abitudini degli animali notturni”. Certe specie, come di alcuni predatori, possono trarre vantaggio da una maggiore luminosità mentre altre, che devono nascondersi, sono penalizzate. In questo modo si altera completamente la catena alimentare. Altro esempio sono le tartarughe marine, che appena nate, attratte dalla zona piu’ luminosa, tendono ad andare verso l’entroterra e, quindi, verso una morte sicura. Ma anche la salute dell’uomo è a rischio. Circa una decina di anni fa, aggiunge il presidente di CieloBuio, ”è stato scoperto un nuovo sensore dell’occhio che regola il nostro orologio interno e la produzione di melatonina. L’esposizione, anche breve, alla luce artificiale interrompe la produzione notturna di questo ormone”. Un deficit che ”alcuni studi israeliani mettono in correlazione con l’incidenza del cancro”. Leggi il resto di questo articolo »

Ebbe un discreto successo editoriale il libro di Gino & Michele uscito nel 1991 e intitolato “Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano”. E’ un libricino che non poté mancare nella biblioteca di quelle persone che all’epoca leggevano Lotta Continua e la rivista satirica “Cuore” e che oggi seguono Travaglio e la Gabanelli. Gente di Sinistra, per intenderci, qualunque cosa ciò possa significare.

Eppure, le formiche, arrabbiate o meno, restano formiche. Estremamente vulnerabili.

La formica – INA scuola e l’esopiana cicala insegnano – è simbolo di laboriosità e risparmio, ma se una formica, da sola, si mettesse ritta su un binario, alzasse le zampette davanti e pretendesse di fermare il treno in arrivo, diventerebbe simbolo di qualcosa d’altro. Per esempio, della pretesa assurda da parte delle minoranze d’impedire l’attuazione dei progetti della maggioranza. Il sale della terra e il lievito nel pane sono figure retoriche inventate da utopisti frustrati, anche di una certa fama, per non dover ammettere la natura utopica della loro stessa filosofia. Un po’ come quando all’alba dell’umanità a qualcuno venne la brillante idea d’inventare l’anima che sopravvive alla morte del corpo, per non dover ammettere il disfacimento totale dell’individuo.

Endorfine ideologiche.

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Riceviamo da Daniela L. e pubblichiamo

Articolo di Teofilo Diluvi

L’inizio dell’estate ha visto i media occuparsi della vicenda dei cani beagle, i simpatici cucciolotti che sembrano uscire da un cartoon di Walt Disney, e che a Montichiari, in quel di Brescia, un laboratorio al soldo di una multinazionale farmaceutica americana ha usato per anni come cavie per esperimenti di vario genere, compresa, si sospetta, la vivisezione. Grazie alla class action di una ex ministra e di un gruppo di determinati animalisti, si è fatto cessare l’obbrobrio. Con l’occasione, si è discusso della sofferenza che quei cani hanno dovuto sopportare. Si è parlato a questo proposito di soglia del dolore, il limite cioè oltre il quale viene meno la capacità di sopportazione del male, soprattutto fisico, inferto. La società sotto accusa ovviamente non si è rassegnata al verdetto, e con l’aiuto di media compiacenti ha imbastito una querelle per dimostrare che la sperimentazione animale, vivisezione inclusa, quando necessaria alla ricerca biomedica, cosí come la fanno loro, è perfettamente in linea con quanto prescrive l’etica professionale in materia, oltre naturalmente vantare l’osservanza, da parte dei loro laboratori, delle procedure e tecniche piú avanzate nell’ambito specifico.

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Eravamo tutti avviliti, domenica scorsa a Fiume Veneto. Non tanto perché è nostro destino, come quello di tutti i comuni mortali, terminare i nostri giorni secondo il volere delle Moire, quanto perché ci siamo accorti che il desiderio di migliorare il mondo è prerogativa di pochi – troppo pochi – esseri umani, mentre la maggioranza non fa nulla per contribuire a tale giusta causa.

Perché la gente non fa niente per rendere la vita non dico più felice, ma almeno più facile ai propri simili? Lasciamo stare le altre culture, asiatiche, africane o di altri lidi, ma qui in Occidente, con duemila anni di cristianesimo alle spalle, basato sull’amore fraterno, perché la società è così egoistica e ostile con chiunque? Perché la più nobile delle enunciazioni non ha sortito l’effetto voluto?

Ci sono passati davanti fiumi di persone paganti, clienti delle Moire che andavano ad arricchire Moira. Posso capire la pigrizia, la facilità di seguire la corrente del fiume della vita. Posso capire la disparità delle forze in campo e l’atteggiamento di base che ci porta, come specie, a curare solo i nostri interessi. Ma qui si è esagerato!

Non è possibile che dopo quarant’anni di divulgazione, di banchetti informativi, di volantinaggi e di cortei, non si ottenga un minimo risultato e tutto debba essere lasciato moirescamente al caso, alla nascita spontanea e misteriosa di pochi sensibili eletti.

Non è possibile fare la fine del cristianesimo, che non ce l’ha fatta in duemila anni, quando noi siamo solo da quaranta, o al massimo cinquant’anni, che diciamo alla gente di non andare al circo. Non è possibile!

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da controlacrisi.org

Oggi si apre la stagione venatoria. Durerà fino a gennaio. Inizia tra polemiche e scontri, come era prevedibile. Anche perché, come denuncia il Wwf, in Italia vige un regime di deregulation totale. I Verdi, intanto, lanciano sul proprio sito una campagna – che sta gia’ sbancando su Facebook – per una petizione popolare in cui si chiede ”la sospensione immediata della stagione venatoria e l’abolizione totale della caccia” nel nostro Paese. Il claim della campagna ricorda anche i pericoli degli incendi e la perdita di habitat di tanti animali: ‘Ad agosto mi hanno bruciato la casa ed ora mi sparano… prova a metterti nelle mie penne’. Secondo un sondaggio Ipsos – riportato dal Sole che ride a supporto della petizione indirizzata a tutti i parlamentari – ”8 italiani su 10 sono contrari” alla pratica venatoria: ”il 79% dei nostri connazionali la ritiene una crudelta’ da vietare o da regolare piu’ rigidamente; l’80% vorrebbe vietarla nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario; l’86% vorrebbe aumentare l’area in cui la caccia e’ vietata accanto a strade e sentieri”.

L’Italia è una repubblica fondata sugli intrallazzi. Siano un popolo di santi, poeti, navigatori e furbetti. Se possiamo imbrogliare il prossimo proviamo un godimento tutto particolare. Se riusciamo a farci eleggere, insediandoci (da sedia) e impoltronendoci (da poltrona) in qualche posto di potere, ecco che riusciamo a dare il meglio di noi stessi.

Il clientelismo e i favori agli amici degli amici diventano la norma. E anche la traviata e il rigoletto. Il clientelismo dei parlamentari è il parente laico e povero del nepotismo di papi e monarchi. Eclissati questi, il fenomeno si ripresenta in versione democratica. Sparita la monarchia, i privilegi prendono la strada della repubblica. E le raccomandazioni fioccano copiose come nelle peggiori nevicate invernali. L’ultima, in tema di nevicate, è quella dei maestri di sci, dell’ex ministro Sacconi al ministro Fornero.

Scandinavi e anglosassoni guardano sgomenti all’andazzo italiano e perfino il nostro cugino francese si scambia un sorrisino di compatimento con la “culona inchiavabile”, termine che ormai passerà alla storia com’e successo con la “lady di ferro” inglese.

Quando il Monti ufficiale & gentiluomo, cameriere & beccamorto, va a far visita agli altri camerieri, culoni o meno, si salvano le apparenze, per comune accordo, e i telegiornali imboniscono i telecreduloni con parole magiche come “fiducia”, “ripresa economica” e “scudo anti spread”, che poi non significa altro che “Rothschild anti poveracci”.

Se poi si dovesse verificare che l’Europa dei banksters si lasci scappare una legge che effettivamente servirebbe per il Bene e il Meglio, ecco che neanche tanto inaspettatamente si trasforma in sterile grida manzoniana, in mera dichiarazione di principio, in latrato di risibili botoli buffi.

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Immagine anteprima YouTube

Carla Reschia – “La Stampa

Una candid camera che gira in rete pone il problema della provenienza del nostro cibo. Meglio vegetariani o carnivori consapevoli?

Vorrei condividere un video che gira su Youtube e che è molto ripreso su Facebook.
Una sorta di candid camera brasiliana, divertente volendo, ma molto seria.

Il tema è mangiare o meno la carne. Certo, prevengo l’obiezione, c’è chi non ha questo problema perché non ha, semplicemente, da mangiare. Ma io sto parlando di noi che, per quanto poveri o impoveriti, la fettina, o la salsiccia, non ce la facciamo mancare. Senza un senso di colpa al mondo e senza per questo perdere la nostra tenerezza verso i cuccioli, le mucche con i grandi occhi dolci, Leggi il resto di questo articolo »

Da: http://dorsogna.blogspot.com/2012/08/il-parere-favorevole-alla-concessione.html

Ora, anche se non e’ stato possibile leggere dalla stampa il nome esatto della concessione acordata alle Tremiti, credo che ci si riferisca, alla d494 della Petroceltic ed approvata il 7 Agosto 2012 per eseguire air gun nei mari fra Termoli e le isole Tremiti.

Siamo infatti a 13 miglia nautiche dalle Tremiti e dalla riva molisana, non troppo lontano dal campo Rospo Mare e a cavallo fra l’Abruzzo, il Molise e la Puglia. Hanno fatto il perimetro ben bene, in modo da non dover sottostare a nessun limite Prestigiacomo o Clini di 12 o 5 miglia, ne in presente ne in futuro. Ed e’ tutto stato approvato, come se a 13 miglia siamo al sicuro e a 12 no!

La dicitura e’ sempre la stessa: considerato che e’ tutt’apposto, si puo’ fare airgun con buona pace di tutti, abitanti, pesci, turisti. Qui dobbiamo fare il PIL, che credete che ci interessi qualcosa del mare?

Intanto c’e’ da notare che hanno presentato parere sfavorevole

La regione Puglia

e

La regione Molise

ma figurati che gli importa.

Mentre invece ha detto si, comodamente seduti da Roma, il Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali

Qui una prima istruttoria, nel Giugno 2011 con parere positivo; 

Qui una seconda nel Novembre del 2011 in cui confermano il parere positivo nonostante i vari pareri negativi. Dicono che le obiezioni sollevate dal Molise non sono valide per airgun, ma solo per pozzi veri e propri – come se uno facesse airgun per sport e perche’ gli piace sparare ai pesci!

Qui l’ultima del Marzo 2012 in cui addirittura il governo presenta delle “contrdeduzioni alla regione Puglia”. Della serie: ne sappiamo piu’ noi da Roma che voi ci abitate in Puglia.

E quindi qui la benedizione finale, 7 Agosto 2012: cara Petroceltic, tuttapposto, potete andare ad ammazzare altri delfini, a sparare in mare, a prepare le isole Tremiti alle trivellazioni, a distruggere il turismo e chi si e’ visto si e’ visto.

Puglia e Molise? Attaccatevi.

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La società sta cambiando, anche se i suoi membri non se ne accorgono. E quando mai il popolo ha da essere reso consapevole di come stanno le cose?

Al di là del generale impoverimento, la società non sta cambiando totalmente in peggio o totalmente in meglio, ma cambia sia in un caso che nell’altro, progressivamente, come una forbice che divarichi le due lame. Il divario tra i consapevoli e gl’ipnotizzati – ma si potrebbe dire anche tra i giusti e gl’ingiusti – diventa vieppiù considerevole.

Quando domenica 19 mi sono trovato in piazza del Popolo a Sacile (PN), per partecipare alla manifestazione di protesta degli animalisti contro la Sagra dei Osei, mi sembrava di essere nel film Idiocracy. Vedevo passarmi accanto masse d’imbambolati e ottusi manichini e ci mancava solo che gli uscisse la bava dalla bocca. In compenso i loro marmocchi s’ingozzavano di zucchero filato e di caramelle gommose, quelle fatte con le ossa degli animali macellati.

Adulti passavano con le loro scatolette traforate in mano, a riprova che la gita a Sacile non era stata infruttuosa e che un piccolo condannato a morte per inedia era stato comprato al locale mercato degli schiavi.

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Una buona notizia per la foca mediterranea.

Foca monaca avvistata e fotografata in acque albanesi

(AGI) – Lecce, 18 ago.- Un esemplare di foca monaca, mammifero marino un tempo presente in molte zone del Mediterraneo ed oggi classificato tra le specie in via di estinzione, e’ stato avvistato e fotografato nelle acque dell’Albania, a circa 35 miglia nautiche dalle coste salentine, da alcuni turisti italiani tra cui il professor Antonio Terlizzi, docente di Zoologia presso il Dipartimento di scienze e tecnologie biologiche ed ambientali dell’Universita’ del Salento. “E’ un fatto molto importante che la foca monaca si riveda in Albania, considerando che l’animale rischia ormai di scomparire del tutto perche’ per vivere e riprodursi ha bisogno di ambienti molto tranquilli e non antropizzati”, dichiara all’Agi il professor Terlizzi. L’esemplare e’ stato fotografato in prossimita’ di Baia dell’Orso, a Sud di Valona.

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Uno degli animali caduti suo malgrado sotto la scure della domesticazione è il cavallo. E’ stato utilizzato principalmente come arma da guerra, come fonte di proteine, come forza lavoro e, in ultimo, come attrezzo ginnico, da cui, inevitabilmente, è scaturito un rapporto amichevole, presente nella cultura occidentale e che ha negli inglesi la sua massima espressione.

In Gran Bretagna non si trovano macellerie equine, per intenderci.

Nei paesi mediterranei, notoriamente poco teneri verso gli animali, a causa dell’antropocentrica religione in essi seguita, è presente sporadicamente l’affetto per i cavalli, ma non al punto da impedire che vengano fatti pericolosamente correre nelle gare o importati per scopi edonisticamente gastronomici.

Un amante dei cavalli, quando per esempio in autostrada supera un camion bestiame con equini provenienti dai paesi dell’est europeo e diretti ai macelli pugliesi, può fare solo tre cose:

1)   piangere

2)   arrabbiarsi

3)   voltare la testa dall’altra parte.

Piangere serve a poco, se non a rendere la nostra vita più triste. Arrabbiarsi può servire per scaricare la tensione ma se il tutto avviene a bordo della propria automobile, rimane un evento sterile. Voltare la testa dall’altra parte è la cosa più praticata, dettata da un sano istinto d’autoconservazione, ma anch’essa, ai cavalli, non cambia la vita.

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Ovvero, tre sabotaggi in cerca d’autore. E cominciamo con due autori: Mauro Corona ed

Eduardo Galeano. Poi parlerò dei sabotaggi. Corona ha scritto “La fine del mondo storto”, Galeano “A testa in giù”.

Tra i due non c’è confronto: rozzo montanaro il primo, fine intellettuale umanitario il secondo, ma ciò che li accomuna è la consapevolezza che in questo mondo agiscono meccanismi distorti che portano a risultati disastrosi e che meriterebbero d’essere rettificati, corretti o se possibile eliminati del tutto.

L’unica cosa che serve per far sì che il male trionfi, è che gli uomini buoni non facciano nulla (Edmund Burke). E dunque, laddove si può intervenire con le nostre limitate forze, diventa doveroso farlo, giacché anche una goccia nell’oceano renderà significativa la tua vita (Albert Schweitzer), il battito d’ali di una farfalla può scatenare cicloni lontani (Edwuard Lorenz) e il raggiungimento della massa critica può far lievitare il pane fino al punto di renderlo edibile (Gesù nei Vangeli e Lyall Watson).

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Sto finendo di leggere “Le civiltà degli alieni”, di Richard Thompson, un ufologo che conosce bene la letteratura indiana e che ha messo in correlazione i libri Veda, il Bhagavata Purana e il Mahabharata con le visite che da migliaia d’anni entità extraterrestri fanno al genere umano.

In pratica, Thompson ha fatto con i testi sacri dell’induismo ciò che Mauro Biglino ha fatto con la Bibbia.

Ciò che salta all’occhio è l’antica lotta tra bene e male, che nei libri sacri indù trova una spiegazione nella guerra letterale tra Deva e Asura.

Per capire chi siano i Deva e chi gli Asura, basta pensare che nella nostra cultura i primi vengono chiamati esseri di luce o angeli (elfi nella mitologia celtica) e i secondi diavoli o demoni.

Entrambi vengono da dimensioni sottili diverse da quella, grezza e pesante, in cui viviamo noi.

Dimensioni che, con le apparizioni di UFO e i rapimenti alieni, hanno dimostrato di essere dei veri colabrodo, affatto impermeabili, e di permettere a quelle misteriose entità di venire da noi a piacimento.

E starsene a casetta sua, no, eh?!

Ma non basta!

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In Russia oil and oil products get spilled literally every day, 
Fishing, hunting it’s all gone  

Dr. Grigory Barenboim, 
Russian Academy of Sciences’ Institute of Water Problems.

 

 

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Gianni Lannes
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