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Shoah

Per ulteriori Informazioni e per leggere altri e nuovi articoli dell’Autore: ESCOGITUR.IT

… e che “per sbaglio” nel 2012 ha votato per Obama

Prescott Bush incorona Richard Nixon

1833
A Yale viene fondata la Skull & Bones Society
1837
Bancarotta della Union Pacific Railroad (UPR)
1898
La UPR viene venduta a Edward Henry Harriman & partner, al giudice Robert Scott Lovett,. L’affare viene condotto da Kuhn Loeb, del quale è partner Felix Warburg
1902
Paul e Felix Warburg emigrano negli Usa
1904
Il tedesco Alfred Ploetz fonda l’Archivio per la Biologia Razziale e Sociale, che diventa la pubblicazione leader del movimento eugenetico, o dell’igiene della razza, reso popolare da Ernst Haeckel, in Germania.
John D. Rockefeller diffonde “Lettera Occasionale n°1”, piani dettagliati per inquadrare la popolazione, ridurre l’intelligenza nazionale al minimo comun denominatore, distruggere le influenze parentali, tradizioni e costumi, ed eliminare le scienze e l’apprendimento reale “al fine di perfezionare la natura umana”. Leggi il resto di questo articolo »

e vuole una legge che sbatta in carcere…. chi non la pensa come lei ed il regime.

Ddl 3511: Anna Finocchiaro, le ultime parole famose?

Dal sito di Andrea Carancini http://andreacarancini.blogspot.it/

Anna Finocchiaro, le ultime parole famose?

(16 ottobre 2012): “Gli storici negazionisti – ha proseguito Anna Finocchiaro – hanno spesso invocato a propria giustificazione la libertà di ricerca e di espressione, ma negare fatti accertati non è libertà. Io credo che sia giusto introdurre nel nostro ordinamento, come è già avvenuto in altri paesi europei, il reato di negazionismo. E’ per questo che ho sottoscritto il disegno di legge Amati ed è per questo che il gruppo del Pd si impegnerà per una sua rapida approvazione, auspichiamo in sede deliberante” (http://www.senatoripd.it/dettaglio/83434/ ).

Dal sito del Senato della Repubblica (12 dicembre 2012):
Il presidente BERSELLI, nel prendere atto quindi della ampia maggioranza registratasi a favore della richiesta formulata dal senatore Perduca e del raggiungimento del prescritto numero di firme, avverte che l’esame del provvedimento proseguirà in sede referente. Leggi il resto di questo articolo »

 

 

Effettivamente, gli antichi ebrei sono stati un’etnia perseguitata, ma a quell’epoca era normale che popoli più evoluti e militarmente organizzati sottomettessero i confinanti per trasformarli in animali da soma. Quando asini e cammelli non bastavano più, si attuavano operazioni di conquista per razziare beni materiali e mano d’opera a poco prezzo.

Abbiamo quindi buone ragioni per credere sia alla schiavitù degli ebrei in Egitto, sia a quella in Babilonia, come descritto nel Vecchio Testamento. Nei secoli successivi è successo però un evento unico negli annali dell’umanità, con un popolo che si perde nelle nebbie della storia e un altro popolo che ne parassitizza il primo, sostituendosi ad esso e prendendo il suo posto.

Per essere più preciso dovrei leggere “L’invenzione del popolo ebraico”, di Schlomo Sand, ma non avendolo ancora letto basterà qui ora accennare al fatto che i kazari adottarono usi e costumi degli antichi ebrei, annullatisi nel frattempo in quella che è passata alla storia come la Grande Diaspora.

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http://andreacarancini.blogspot.com/

Arthur Jones

CANDIDATO AL CONGRESSO DEGLI STATI UNITI: L’OLOCAUSTO È LA MENZOGNA “PIÙ SPORCA” DELLA STORIA[1]
Un aspirante repubblicano al Congresso degli Stati Uniti ha messo in evidenza che l’”Olocausto non è mai avvenuto” e che tale asserito evento equivale alla “menzogna più sporca della storia”.
Arthur Jones, che spera di sfidare il democratico Dan Lipinski nel terzo distretto congressuale dell’Illinois, ha osservato che la tesi che i nazisti abbiano ucciso milioni di ebrei e di altre persone durante la seconda guerra mondiale, “non è nient’altro che un racket estorsivo internazionale condotto dagli ebrei”, ha riferito Huffington Post.
“È la menzogna più sporca della storia. Milioni di dollari vengono fatti dagli ebrei raccontando questa storia di sventure e disgrazie nei libri, nei film, a teatro e in tv” ha detto.
“Più sono i sopravvissuti, più sono le menzogne che vengono raccontate”, ha detto il sessantaquattrenne candidato.
Jones ha detto che spera di vincere le primarie repubblicane e di proseguire per sfidare il democratico Dan Lipinski il prossimo novembre.
Egli ha anche contestato la strana[2] affiliazione di Lipinski alla potente lobby filo-israeliana degli Stati Uniti: l’American Israel Public Affair Committee (AIPAC).

Lettera aperta a Micaela Ricciardi, preside del liceo Giulio Cesare di Roma, sul carattere fittizio dei film sulla Shoah

LETTERA APERTA ALLA PROFESSORESSA MICAELA RICCIARDI, PRESIDE DEL LICEO GIULIO CESARE DI ROMA
Gentile Prof.,

le scrivo dopo aver letto nelle scorse settimane la vicenda di quel vostro studente finito nel mirino dei gazzettieri di “Repubblica”[1] per aver osato dire ciò che pensa, e cioè per aver detto – ammesso che quanto gli è stato attribuito lo abbia detto davvero – che i film sulla Shoah sono “fantasy story”. Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com

Ginsburg, a destra nella foto, insieme a Zundel a Toronto, all’epoca del Grande Processo dell’Olocausto, 1988

Ho trovato qualche tempo fa quest’importante intervista a Josef Ginsburg del canadese Eric Thomson. L’ho tradotta stante la sua innegabile importanza, nonostante la stucchevole ostilità al cristianesimo del detto Thomson.
UN’INTERVISTA CON JOSEF GINSBURG[1]
Di Eric Thomson, 1988
Josef Ginsburg, che scriveva con lo pseudonimo di “J. G. Burg”, venne a Toronto per aiutare[2] la difesa di Ernst Zündel nel Grande Processo dell’Olocausto del 1988[3], allorquando potei parlare con questo notevole ebreo antisionista e prendere ampi appunti dopo ogni colloquio. Il signor “Burg”, come preferiva essere chiamato, è autore di diversi opuscoli su argomenti così prediletti dai sionisti quali il cosiddetto Olocausto, la fondazione dello stato canaglia di Israele, il cosiddetto “diario” di Anna Frank, la “colpa” dei tedeschi ecc.. Leggi il resto di questo articolo »

Se prendete una macchina a noleggio a Bangkok e avete abbastanza fegato per guidarla in città, dovete mettere in conto che nei quartieri popolari e in precisi punti della via un motorino vi taglierà la strada, costringendovi a una brusca frenata. Scenderete dall’auto, da bravi e coscienziosi occidentali, e vi avvicinerete al ragazzo a terra per accertarvi delle sue condizioni di salute. Subito sarete avvicinati da una folla ostile e il ragazzo salterà in piedi come un grillo, miracolosamente guarito. I suoi parenti, che vi stavano aspettando, cominceranno a diventare sempre più nervosi, in maniera inversamente proporzionale alla strizza che vi sentirete salire in corpo e che metterà a dura prova i vostri sfinteri. L’unica soluzione per uscire da quella cagnara minacciosa sarà mettere mano al portafoglio. E vi sembrerà anche naturale farlo, visto che vi sentirete in colpa per aver “investito” il ragazzino. Tenete a mente questo particolare: i sensi di colpa che vi spingono a pagare, perché poi ne riparleremo.

Solo dopo che ve ne sarete andati, con la folla minacciosa che si sarà dileguata in un batter d’occhio, potrete tirare un sospiro di sollievo e – forse – accorgervi di essere caduti in una trappola come la classica mosca nella ragnatela del ragno.

C’è una variante chiamata operazione false flag, che consiste nel provocare il nemico fino al punto di costringerlo ad attaccare per primo, per poter successivamente giustificare il proprio programmato intervento militare. Questa tecnica la conoscevano già i Romani, che per dare inizio a qualche guerra cercavano il casus belli. Oppure, tecnica che si USA ancora oggi, andavano a prestare soccorso ad un proprio alleato, come fecero nel 343 a. C. per dare inizio alla prima guerra sannitica, correndo in soccorso all’alleata Capua, attaccata dai Sanniti.

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In una recente riunione della redazione di Stampa Libera, un utente che si firma TrinityNeo – anche se ancora non ha mai commentato – suggeriva agli autori di concludere i propri articoli con una nota positiva, onde evitare a chi legge un attacco di acidosi. Benché io non sappia di preciso cosa sia l’acidosi, so per esperienza che the e caffé mi fanno venire acidità di stomaco e che indorare la pillola di una notizia con una conclusione a lieto fine potrebbe essere un tantino disonesto e rientrare più nella fantasiosa fiction che nella veritiera cronaca. Tuttavia, il senso del suggerimento è chiaro: bisogna sforzarsi di vedere il bicchiere mezzo pieno, piuttosto che quello mezzo vuoto, giacché ad investirci quotidianamente con valanghe di sciagure foriere di depressione già s’incaricano i mass-media mainstream.

Ma come si fa a concludere un articolo con una nota positiva parlando di persone che vengono bruciate vive nell’indifferenza generale?

http://www.tecnologia-ambiente.it/fermiamo-lucraina-dalla-combustione-di-animali-vivi

 

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Clemenza, la suora infermiera malgascia che presta la sua opera umanitaria presso l’ospedale di Tulear, in Madagascar, e a cui ho dato lezioni d’italiano, mi raccontò di aver visto in tivù l’immagine di un fantoccio raffigurante Papa Benedetto XVI addobbato con molti preservativi srotolati. Si trattava di una manifestazione di protesta contro la visita del Papa nel suo paese natale e suor Clemenza vide quell’immagine blasfema al telegiornale mentre si trovava a Roma, insieme ad altre consorelle. Tutte rimasero inorridite e Clemenza mi disse che era il Diavolo in persona a spingere i contestatari a tanta improntitudine.

Io che al Diavolo non credo, cerco spiegazioni più prosaiche e non mi accontento mai delle versioni ufficiali. Il Papa forse non vide neanche quel fantoccio, giacché i protestatari furono tenuti a debita distanza dalla polizia, ma milioni di telespettatori in tutto il mondo videro quelle immagini.

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“L’esistenza di un presunto nemico, l’odio contro gli infedeli, contro gli stranieri, è sempre stata considerata una necessità da chi detiene il potere e se ne serve a proprio vantaggio. Quella del nemico è una paura salutare per chi comanda. Finché la gente crede di essere minacciata da un nemico esterno, non si accorge di essere sfruttata da chi la protegge”

Carlo Cassola – “Davanti a una torre normanna”

 

 

 

 

Tiziano Terzani, sotto la protezione di un imam, visitò un centro d’addestramento di miliziani musulmani e, sebbene per l’Islam l’ospite sia sacro e inviolabile, passando vicino ai giovani apprendisti guerriglieri, più di qualcuno gli bisbigliò, tra i denti, in inglese: “Vi ammazzeremo tutti quanti, sporchi cristiani!”.

Ora, a meno che non si sia trattato di un centro d’addestramento della CIA, ma ne dubito, si deve ammettere che una parte forse infinitesimale di musulmani odia cordialmente tutto ciò che sa di Occidente e che abbia la pelle bianca.

Nel film sulla banda Baader Meinhof [1], ci sono giovani tedeschi appartenenti alla R.A.F. che vanno ad addestrarsi all’uso delle armi in medio oriente. Ora, a meno che i gruppi terroristici come la R.A.F. e le Brigate Rosse non siano stati creati e gestiti dalla CIA, si deve ammettere che una parte forse infinitesimale di musulmani odia cordialmente tutto ciò che sa di Occidente e che abbia la pelle bianca, tranne ovviamente quei pochi terroristi che combattono gli Stati nazionali e che sono affratellati con i guerriglieri musulmani dallo stesso odio per il capitalismo e l’imperialismo americano.

L’odio come collante internazionale.

Un odio che ha radici antiche e che io faccio partire, perché di documenti anteriori non ne ho, dal 1954.

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Il più grande vegetariano della Storia non è stato Gesù Cristo, né Krisna, né Mahavira, né Siddharta, né Lao Tzu, né Zoroastro, né Apollonio di Tiana, né Prisco di Tesefro, né Pitagora, né Porfirio, né Plutarco, né Leonardo da Vinci, né Richard Wagner, né Victor Hugo, né George Bernard Shaw. E nemmeno il sottoscritto.

Il più grande vegetariano della Storia è stato…

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Sopra il campanello di casa, un mio amico ha attaccato un adesivo, con sullo sfondo l’aquila patriarcale friulana, che dice: “L’Italie e je in guere; jo no!”. Non credo che la traduzione sia necessaria. Nella coscienza collettiva degli italiani non è entrata l’idea che il Bel Paese stia combattendo con il proprio esercito in una lontana contrada di cui non sappiamo nulla.

Anche le notizie dal fronte, che riguardano unicamente le nostre perdite, non ci fanno entrare nell’ordine d’idee che stiamo combattendo una guerra. Si tratta di singoli morti e non elevano l’emotività degli italiani che sono da decenni abituati alle stragi. Solo Falluja, con i suoi 19 morti, è riuscita a raggiungere il quorum dell’emotività, ma anche quella storia ormai è stata dimenticata, come sono dimenticati i morti delle stragi di Stato.

Per arrivare ad ottenere il privilegio degli anniversari, si deve raggiungere almeno il centinaio di morti ammazzati. A Sant’Anna di Stazzema furono uccisi 560 civili, soprattutto donne e bambini, il che rende l’eccidio ancora più odioso e meritevole di essere ricordato ogni anno. Anche alle Fosse Ardeatine è successo qualcosa di simile. I sionisti, dall’alto dei loro presunti sei milioni di morti, sono riusciti in anni recenti a ottenere una giornata commemorativa, il 27 gennaio, al pari dei morti della prima guerra mondiale che hanno tradizionalmente, a loro disposizione, il 4 novembre. Ovviamente, le commemorazioni non servono ai morti ma ai vivi, per le loro manovre di condizionamento mentale e per la propaganda. I morti tacciono e solo i verbali dei processi per diserzione possono parlare, ma quella è roba per topi di biblioteca e studenti di storia che preparano tesi di laurea. Alla gente si raccontano le solite storielle patriottiche.

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A forza di sparare, sotto lo sguardo severo dei giudici, a piccioni, storni e quaglie, gli amanti delle armi si sono imbaldanziti e hanno fatto il famoso salto di specie, come virus impazziti e manipolati.

In Italia ci sono 750.000 seguaci dello scoppio calibro 12, ma quanti sono in Norvegia? A chi sparano? Sparano ad alci, cervi e forse anche agli odiati ghiottoni. Si mettono tute fosforescenti, a differenza degli sparatori nostrani che preferiscono la mimetica, e si disperdono negli umidissimi boschi scandinavi in cerca di grossa selvaggina. I loro colleghi marittimi s’imbarcano su baleniere e vanno a sparare ai cetacei, nonostante le preoccupazioni degli ecologisti che temono l’estinzione delle balene. Ci sono anche gli isolani delle Lofoten che si appostano sulle scogliere a picco sul mare e con lunghi acchiappafarfalle insaccano le pulcinella di mare. Non hanno altro da mangiare, poverini, in quelle ventose isole refrattarie all’agricoltura.

Poi ci saranno senz’altro gli appassionati di tiro mirato e registrato, che si danno appuntamento nei poligoni di tiro. Anche loro vanno in brodo di giuggiole quando sentono lo sparo. Se lo sentono, perché di solito si mettono le cuffie da martello pneumatico.

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“Ma la verità è quella cosa che, per dirla, l’uomo adopera una voce di tristezza e di noia, qualche volta una voce di rabbia”

Francesco Chiesa, “Tempo di marzo”

Le discussioni nei forum di internet sono una specie di ipertesto: si aprono infiniti spiragli di dialogo. La frase incriminata, detta da un utente di Come Don Chisciotte che si firma Faulken, è questa: “Anche questo articolo è figlio della “cultura del piagnisteo” come se il vero problema sia la violenza contro gli animali e non le motivazioni di questa violenza oggi”.

La frase si può trovare qui:

http://www.comedonchisciotte.org

Cultura del piagnisteo, messa tra virgolette. Non sapevo che esistesse. Non ci avevo mai fatto caso. A me fa venire in mente Olodogma, quel sito xenofobo che denuncia come un mantra la truffa della Shoa, in base alla quale da settant’anni gli ebrei, con i campi di sterminio, ci marciano, cioè fanno rendere quella che in effetti è stata un’orribile pagina della storia umana. E’ grazie all’Olocausto che, anche se non sappiamo in che misura si sia manifestato, si è potuto creare dal nulla lo Stato d’Israele e sottoporre l’intero Occidente a quei sensi di colpa verso gli ebrei che tanto comodi si sono rivelati, per loro, dal dopoguerra in qua. Leggi il resto di questo articolo »

LA CREAZIONE DEL MITO PALESTINESE
(file .doc)

Gianni Lannes
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