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Ieri 26 agosto, domenica, il cielo era coperto. Tutte le previsioni indicavano temporali e piogge. Fino a mezzogiorno il cielo era realmente coperto ma sentivo un costante ronzio di aerei sopra la testa.

Uscito in giardino ho alzato gli occhi ed  ho visto uno squarcio di cielo sereno sopra le nuvole dove giganteggiava una lunga scia. La visione è durata poco, nemmeno il tempo di prendere una macchina fotografica,  poi si è chiusa naturalmente.  Di lì a un’ora come per magia il cielo iniziò a farsi azzurro ed ogni nuvola  scomparve. Terminò anche il rumore degli aerei. Sabato pomeriggio avevo avvistato due aerei cisterna senza segni di riconoscimento. Volavano incredibilmente bassi con direzione da ovest a est e si potevano vedere delle terminazioni alari esterne all’ala; in uno erano di colore rosso e nell’altro erano gialle.

Sono state decine le volte che ho potuto verificare di persona e con amici, questo fenomeno dell’irrorazione chimica, prima o appena arrivate le nuvole. E’ una pratica costante.  La sottrazione dell’acqua destinata ad alcune aree del mondo sembra diventare un’ipotesi verosimile. Per me lo è. La guerra climatica potrebbe già essere in fase avanzata di realizzazione e forse sta per essere irrimediabilmente e catastroficamente persa dalla nostra società, in Italia intendo.

La cosa sconcertante è  la seguente: se quella delle modificazioni delle correnti in quota e della privazione della pioggia è una pratica criminale e deliberata, allora non c’è da aspettarsi nessun cambiamento. Non vi è un ostacolo a tale pratica. Non vi sono politici sensibilizzati o una stampa che non sia prona al regime a difenderci.

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POTENZA – Il petrolio non passerà. La Basilicata da regione gruviera, come era considerata fino a qualche mese fa, ora intende passare per chi ha sbattuto la porta in faccia alle compagnie petrolifere. Il Consiglio regionale, all’unanimità, aveva approvato un emendamento della giunta che sostanzialmente diceva no a nuove perforazioni. La Shell che avrebbe voluto solo “sondare il terreno” (parole dell’allora presidente sceicco) in una vasta zona che coinvolge anche il suo paese d’origine Sant’Arcangelo, oggi ha avuto la porta in faccia. La giunta regionale ha deciso che non ci sono le condizioni per procedere anche per un semplice screening. E dopo la Shell tocca all’Eni che da tempo segue una larga zona che va dal Melandro alla Camastra, dal territorio di Potenza città al Marmo-Platano, Vulture. Una concessione denominata “Frusci”. Tante le polemiche scatenate da sindaci e comitati civici (“100 Comuni”) per l’invadenza delle trivelle in un territorio vocato per altro. Di ieri mattina la notizia  della nuova “mancata intesa” su un permesso di ricerca idrocarburi deliberata dalla Giunta Regionale. Questa volta riguarda dell’area “Frusci” ricade nei comuni di Atella, Avigliano, Baragiano, Bella, Filiano, Pietragalla, Pignola, Potenza, Ruoti e San Fele.

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Da: http://dorsogna.blogspot.com/2012/08/i-deliri-di-passera.html

Caro signor Passera,

stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l’Italia petrolizzata.

Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni ’60 per aggiustare l’Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.

Invece qui sono pianti amari, perche’ non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.

Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.

Lei non e’ stato eletto da nessuno e non puo’ pensare di “risanare” l’Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.

Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall’Algeria, corridoio Sud dell’Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.

E la gente dove deve andare a vivere di grazia?

Ci dica.

Dove e cosa vuole bucare?

Ci dica.

I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d’Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell’Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?

Ci dica.

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Da No all’Italia petrolizzata

Geyser artificiale di metano ed acqua, dovuta a fuga di fluidi del fracking iniettati ad alta pressione nel sottosuolo, Pennsylvania 2012

 

Gas flaring di esalazioni di metano da fracking, Pennsylvania 2012

 

 

Geyser artificiale di metano ed acqua, dovuta a fuga di fluidi del fracking iniettati ad alta pressione nel sottosuolo, Pennsylvania 2012

Una delle ditte che fa fracking in Pennsylvania si chiama Chesapeake Energy. Chesapeake e’ una baia nel Maryland, dove ci si affaccia la citta’ di Annapolis e dove si mangiano i granchi. Un nome carino e rassicurante, dietro il quale sta il “piu’ grande fracker del mondo

Come tutte le ditte coinvolte nel fracking anche la Cheasapeake Energy ha avuto problemi di gas metano disciolti nell’acqua potabile, come nei video di Josh Fox.

Nel 2011 infatti, un pozzo della Chesapeake in Pennsylvania e’ scoppiato e ha riversato 10,000 galloni – quasi 40,000 litri – di monnezza di scarto nei fiumi e nei cami della citta’ di Leroy Township. In questo caso vi furono anche sospetti di fughe di metano in atmosfera.
Multa da $190,000.
Poi un altro pozzo ebbe una perdita, contaminando l’acqua nelle case di 16 famiglie di Bradford County, anche questa in Pennsylvania.
Multa da $600,000.

Nel Settembre 2011 allora per tranquillizzare tutti,  la Chesapeake Energy dopo aver fatto un po di studi approssimativi e avere preso un po di precauzioni superficiali, incontro’ i suoi investitori per dirgli che era tuttapposto, problemi identificati e risolti.

Invece, nel Maggio 2012 dopo quasi un anno delle rassicurazioni della Chesapeake Energy, il signor Micheal Leighton che vive non lontano dai pozzi della Chesapeake, trova – guarda caso – del metano nel suo pozzo artesiano, nello scantinato di casa, e nei fiumciattoli che sgorgano sulla sua proprieta’.
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Da No all’Italia petrolizzata

This suggests injection-triggered earthquakes are more
common than is generally recognized.
C. Frohlich,
PNAS 6 Agosto 2012
Pozzi di reiniezione e terremoti: ecco qualche conferma ndr

 

Ecco qui un nuovo studio pubblicato in questi giorni sulle correlazioni fra terremoti e pozzi di reiniezione negli Stati Uniti.

L’analisi e’ stata effettuata presso l’Universita’ del Texas, ad Austin, dal prof. Cliff Frohlich che afferma che varie dozzine di terremoti si sono succeduti nel nord del Texas negli scorsi due anni sono con molta probabiita’ a causa di vari pozzi di reinizione dell’industria del gas e del petrolio. La rivista e’ la prestigiosa – ma prestigiosa per davvero – PNAS, Proceedings of the National Academy of Science of the United States of America.

Il prof. Cliff Frohlich ha analizzato la sequenza dei terremoti nella zona cosiddetta del Barnett Shale nel nord del Texas dal Novembre 2009 al Settembre 2011 ed ha trovato che dei 67 terremoti registrati, l’epicentro di 24 di questi era nelle strette vicinanze dei pozzi di reiniezione – 3.2 chilometri o meno –  e in cui i riversamenti medi di “fluidi” erano di 24,000 metri cubi al mese – iniettati dal 2006.

Fanno 24,000,000 = 24 milioni di litri di “fluidi” (= monnezza) al mese nel sottosuolo per 4,5 anni.

Fra questi terremoti alcuni nella zona di Clayburne e di Dallas Forth Worth, colpiti da una ondata di terremoti fra il 2008 ed il 2009, e zone del Texas del Nord dove non c’erano mai stati terremoti prima.

I terremoti erano tutti di magnitudine bassa – al massimo di magnitudine 3.0 della scala Richter: alcuni di questi non erano stati registrati dalle liste governative ufficiali.

Sebbene ci fossero vari pozzi di reinizione nella zona, solo alcuni sono collegati alla comparsa di terremoti secondo Frohlich. Perche’? L’ipotesi che presenta l’autore e’ che quelli collegati ai terremoti fossero piu’ vicini di altri a faglie e zone sismicamente attive.

Spero che l’INGV legga queste cose e ne faccia tesoro.

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In Russia oil and oil products get spilled literally every day, 
Fishing, hunting it’s all gone  

Dr. Grigory Barenboim, 
Russian Academy of Sciences’ Institute of Water Problems.

 

 

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Diceva Voltaire: “Non sono d’accordo con quanto dici, ma mi farei ammazzare piuttosto che impedirti che tu lo dica”.

Questa frase mi fu insegnata da mio padre, quand’ero bambino e, come tante altre perle di saggezza che mi elargiva, non l’ho mai dimenticata.

Anche il sito Come Don Chisciotte la riporta nel frontespizio con queste parole: “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”.

E’ con questo spirito che mi accingo a dare la parola ad uno dei massimi oppositori viventi dei fratelli Marcianò, universalmente conosciuti nell’ambiente della complottologia per essere stati i pionieri dello studio di quel particolare fenomeno d’origine antropica che va sotto il nome di “scie chimiche”.

Sono conscio sia dell’importanza della questione, che della pericolosità dell’operazione che sto facendo, perché permettere a un “negazionista” delle scie chimiche di esprimersi su siti di controinformazione potrebbe far sospettare che io abbia qualche debolezza per la sua tesi e sicuramente significherebbe mettere un cerino acceso vicino a un bidone di benzina, ovvero cercare di conciliare l’inconciliabile.

Tuttavia, poiché preferisco privilegiare la persona e non l’etichetta che le è stata messa addosso, e siccome sono contrario al settarismo e alle religioni, anche quando sono in germe e i diretti interessati non ne hanno consapevolezza, accetterò le prese di posizione settarie e religiose, a cui la presente intervista dovesse dar luogo, come un male necessario, affinché ciascuno di noi si accorga che, prima che combattenti di qualche setta o religione, siamo esseri umani che vivono sullo stesso pianeta e sotto lo stesso cielo.

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…mentre le nazioni “nemiche” di Cina, Giappone e Russia sono devastate da incredibili alluvioni fuori stagione. Cosa sta succedendo?

Sono eventi naturali o è una guerra climatica sempre  più distruttiva?

Mentre imperversano le alluvioni,  del tutto innaturali ed incredibili specie in questo mese, nelle nazioni non suddite dei globalisti atlantici,  come Russia, Giappone, Cina, in Europa e nel’interno degli States è la siccità, una siccità terribile, mai vista prima d’ora.

E’ singolare scoprire che ad ogni avvicinarsi di perturbazione, decine  di aerei cargo senza i doverosi segni di riconoscimento, si alzano in ogni dove a disperdere, irrorare il cielo con aerosol chimici.

Ed intanto le coltivazioni si seccano, i boschi si seccano, i frutti non vanno a maturazione. Quest’anno gli alberi dei boschi nelle colline a clima mediterraneo,  nemmeno sono fioriti. E’ una devastazione drammatica e senza precedenti. Decine e decine di specie vegetali e con esse le relative specie animali associate, sono morte, scomparse. La natura ne subirà le conseguenze per decenni a venire.  Nel frattempo l’acqua diventa preziosa ed è già nell’aria l’idea che sarà privata e che ci costerà cara.

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Dopo l’Emilia toccherà al Veneto!

Le trivelle texane hanno già le autorizzazioni in mano per le prospezioni. Le popolazioni sono all’oscuro di tutto. Il pericolo incombe ed i politici si guardano bene dall’affrontare l’argomento, come sempre. (Ndr)

Betta contro la Aleanna Resources dal sito http://dorsogna.blogspot.it

IO  VOGLIO CHE NESSUNO BUCHI LA MIA TERRA

Elisabetta Sala,
Fabbrico, Reggio Emilia
Luglio 2012

Quello che segue e’ uno scambio di email fra Elisabetta Sala, una Cittadina coraggiosa e combattiva di Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia, nella zona del terremoto di Maggio 2012 e Stefania Bruni, una rappresentante della Aleanna Resources che cercava di tranquillizzare tutti con la solita sciorina del “sono solo esplorazioni” e noi portiamo lavoro, soldi, felicita’ a tutti.

La pubblico perche’ e’ bella e perche’ la Aleanna e compari devono sapere che qui non prendono in giro nessuno, e che nessuno ce li vuole qui, ad insistere con il trivellare una zona sismica, e gia’ bucata a piu’ non posso.

Della Aleanna Resources abbiamo parlato tante volte su questo blog. Ad esempio qui, qui, e qui. Leggi il resto di questo articolo »

http://dorsogna.blogspot.it
Carpignano Sesia (Novara): tutto il paese e’ coperto da striscioni anti ENI

La professoressa Maria Rita D’Orsogna pubblica nel suo sito questo scambio di mail. Lo pubblichiamo perchè può servire meglio a comprendere le ragioni dei petrolieri e l’esigenza della società civile.
Buona lettura. ndr

Mi scrive un tale Giorgio Danieli, che lavora per la Saipem, gia’ filiale dell’ENI.
Ecco come i petrolieri se la rigirano fra loro, che sono dei santi.
Ecco come so che sto facendo qualcosa di buono.
L’email mi e’ stato mandata il 1 Giugno 2012.
 Gentile dott.ssa D’Orsogna,
Le scrivo in merito ad un suo video nel quale associa alle attivita’ di perforazione petrolifera la possibilita’ di provocare terremoti fino a 6 o 7 gradi della scala Richter.
 Cita in particolare un documento redatto dalla Shlumberger. Mi domando se Lei ha avuto in possesso tale documento e se ne ha vagliato e condiviso le premesse, la metodologia di ricerca e approfondito le conclusioni prima di diffondere una notizia come questa che, inevitabilmente, viene ripresa da molte persone che, essendo meno informate, sono facilmente impressionabili anche grazie alla autorita’ che Le viene dalla Sua docenza.

di Aldo BonomiIl Sole 24 Ore 20 giugno 2012

Comunità è la parola chiave per leggere e raccontare il Trentino. Azzardo concettuale in tempi in cui la filosofia ci dice con Jean Luc Nancy che la comunità è assente e inoperosa, Giorgio Agamben scrive di “comunità che viene” e il sociologo Baumann sostiene che dentro la società liquida serpeggia “la voglia di comunità”.

Azzardo raccolto dal Presidente della Provincia Autonoma Lorenzo Dellai che sostiene: «discutere di autonomia trentina non significa soffermarsi su aspetti legali, burocratici e amministrativi. Noi siamo autonomi perché questa è la natura profonda della nostra comunità». Azzardo politico motivato che ha radici in un modello di sviluppo territoriale che tiene assieme la parola antica comunità con quelle ipermoderne d’innovazione e competizione. Su una popolazione di mezzo milione di abitanti il Trentino conta oltre 227mila soci nelle 550 cooperative del territorio. In due famiglie su tre entra la voglia di cooperare per realizzare non solo tessuto di prossimità ma grandi gruppi come Melinda, Trentingrana, Sant’Orsola, Cantine Mezzacorona e Cavit. Dalle mele al vino, passando per i piccoli frutti, questi leader imprenditoriali cooperativi presidiano e vitalizzano le vallate alpine che fanno il Trentino.

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“Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare”

Gabriele D’Annunzio – Alcyone

 

 

L’exploit fu nel 1991. Prima venivano chiamati “nidi d’UFO”, ma non avevano niente di particolare, se non che mostravano il posto dove il disco volante era atterrato. Prima ancora, nel Medioevo, si parlava di “diavolo mietitore” in riferimento a formazioni strane e inspiegabili trovate nei campi di cereali. La spiegazione demoniaca era quella alla portata del volgo superstizioso e ignorante, se pensiamo a ciò che capitava in Germania a causa della segale cornuta.

Agli inizi degli anni Novanta, dunque, il fenomeno arrivò al grande pubblico e prima di addentrarci nei particolari mi preme – è il caso di dirlo – evidenziare che sta capitando in un preciso momento storico, con tanto di date apocalittiche pubblicamente azzardate e annunciate.

Prima del 2012 c’era il 1975, come momento topico di svolta e di catarsi.

Non si sa chi abbia reso di dominio pubblico la fine del calendario Maya, né perché lo abbia fatto, ma del 1975 si sa che, in base ai loro calcoli, sono stati i Testimoni di Geova, e quella fu forse una delle tante date indicate come significative in vista della “fine dei tempi”.

Siamo sempre in una logica millenaristica e se dietro le aspettative per il 21 dicembre prossimo ci sono gli Illuminati, vuol dire che, volenti o nolenti, consci o inconsapevoli, siamo tutti suscettibili di manipolazione mentale, nonché galleggianti nel mare in tempesta dell’incertezza, come sugheri impazziti.

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Fonte: No all’Italia petrolizzata * Link

I permessi della European Gas Limited – ditta australiana che dice di avere depositato le proprie valutazioni di impatto ambientale per estrarre Coal Bed Methane e Shale Gas con fracking presso la regione Toscana.

 

E cosi, come un domino ecco altri progetti per fare fracking di Coal Bed Methane in Italia e di Shale Gas.

Sono tutti e tre allo stadio preliminare e sono in Toscana.

Da quanto mi pare di capire, questa ditta, la European Gas limited, ha avuto le concessioni nel 2007 ma sta ancora chiedendo i permessi e le autorizzazioni a procedere al nostro governo.

E’ tutto nel silenzio, e come sempre, se nessuno sa, dice, chiede, esige risposte, quelli gliele danno le autorizzazioni, perche’ fondamentalmente non sanno neanche cosa sia il fracking!

E cosi’ finira’ che si arriva al fracking in Italia senza neanche chiederlo a nessuno, e poi in Toscana,
come se la regione piu’ turistica d’Italia potesse essere allo stesso
tempo un distretto minerario con acqua inquinata, esalazioni tossiche e tremori piu’ o meno forti nel sottosuolo.

Dicono che:

Reports on Environmental Impact Study’s for the three permit areas have been completed and lodged with the office of the Regione Toscana.

I rapporti sugli studi di valutazione ambientale per tutte e tre le aree sono stati completati e giacciono con gli uffici della regione Toscana. Leggi il resto di questo articolo »

Ministro Passera, Romani non ci ha risposto; ci dica lei dove e quanto fracking si fa in Italia! 

 

Ministro Passera, le nostre sono solo supposizioni o queste attività geologiche sono causa o concausa dei terremoti!

Che strano eh? Ci abbiamo azzeccato ancora una volta.  Siamo  noi veggenti o sonoi giornalisti ad essere non vedenti? Si sono accaniti contro Stampalibera perchè chiedeva all’ex ministro Romani di dire se vi era stato Fracking da lui autorizzato! Loro questo coraggio non lo possono esercitare evidentemente.

I giornalacci di regime in coro si sono sgolati  in questi giorni nel definirci dei sobillatori  complottisti, a partire dal Corriere per finire alla Stampa, con delle belle figuracce per il sito “amico” che ospita il Travaglio dell’impresentabile  Fatto Quotidiano e tanti articoli di giornali “virginali” inglesi. Parlo del blog dell’impotenza come dal nome: ComeDonChisciotte. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10379  Il blog  pubblica un pezzo della Stampa di Torino, proprio in un articolo che  attacca  Stampalibera definendoci dei visionari complottisti. Poveretti, che figuraccia per entrambi scoprire di aver sbagliato! Forse Come Don Chisciotte se l’è presa con noi per averlo superato come numero di lettori, come tempo sul sito, come commenti, come pagine viste e ha voluto  vendicarsi evidenziando il disprezzo con cui la Stampa  di Torino trattava i nostri articoli sul terremoto. Gli è andata male.  Succede…

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Coldiretti: la crisi riaccende i camini. Record legna da ardere (+17%)

(ASCA) – Roma, 2 giu – Con la crisi e l’aumento insostenibile del prezzo dei combustibili si sono riaccesi i camini e fanno segnare un aumento del 17 per cento le importazioni di legna da ardere nell’inverno 2012, raggiungendo il valore piu’ alto degli ultimi venti anni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che evidenzia il cambiamento di abitudini degli italiani con la riduzione del potere di acquisto. ”Mentre e’ crollato del 16 per cento il consumo di gasolio da riscaldamento nel 2011 – sottolinea la Coldiretti – sono stati importati in Italia ben 3,3 miliardi di chili di legna da ardere nelle diverse forme, pari a piu’ del triplo rispetto a venti anni fa. Una dimostrazione evidente – precisa la Coldiretti – del crescente interesse verso questa forma di energia che e’ diventata competitiva dal punto di vista economico oltre ad essere piu’ sostenibile dal punto di vista ambientale”. Leggi il resto di questo articolo »

Gianni Lannes
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