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Berlino (Tmnews) – Il marco non è più la moneta ufficiale tedesca da oltre dieci anni. Ma biglietti e monete circolano ancora e soprattutto sono accettati in molti negozi. In questo grande magazzino berlinese si può andare alla cassa e pagare con un tasso di due marchi per un euro. “Accettiamo ancora i marchi – spiegano nel negozio – perché tanta gente ha ancora molti soldi nella vecchia divisa”. Il marco funziona anche nelle cabine telefoniche pubbliche dove resta come opzione alternativa all’euro. Nel 2011 la Bundesbank ha cambiato oltre 8 milioni di marchi. Al contrario dell’Italia, la banca centrale tedesca, non ha infatti posto un limite temporale di utilizzo della vecchia moneta. “Continueremo ad accettarli, finchè i cittadini ce li porteranno”, spiega questo manager della Deutsche Bundesbank. In tempi di crisi e di messa in dubbio dell’euro, non mancano le dietrologie sul tema: alcuni sostengono che nei caveau delle banche ci siano miliardi e miliardi di marchi tedeschi pronti ad essere riutilizzati in caso di uscita dall’euro. Per questo manager della Bundesbank sono solo sciocchezze. Ma se è vero che i marchi non sono custoditi nelle banche per eventuali catastrofi dell’euro, dove vanno a finire? Ecco qui una dimostrazione pratica: una volta cambiati con l’euro i vecchi bigliettoni sono triturati per trasformarsi in preziosissimi coriandoli.

Fonte titolo: http://alba-med.blogspot.it
Fonte articolo:  http://www.deliberation.info/tehran-nam-summit-western-media

 Perché i media occidentali sono furiosi al NAM summit di Tehran
di Kourosh Ziabari – 04/09/2012

Il sedicesimo summit del Movimento di Stati Non-Allineati (NAM) è stato senza dubbio un trionfo diplomatico per l’Iran, e i politici occidentali lo sanno bene. Forse è in questo contesto che si possono spiegare la frustrazione e il fastidio dei media mainstream gestiti dagli stati occidentali.
Durante gli incontri, durati una settimana, tra esperti, ministri degli esteri, capi di stato e governi degli stati membri del NAM, numerose delegazioni di alto rango provenienti da 120 paesi dei cinque continenti si sono dirette a Tehran per partecipare in quello che viene visto come il più importante raduno diplomatico dopo quello dell’Assemblea Generale dell’ONU.
Questo gigantesco raduno internazionale – senza precedenti nella storia dell’Iran – si è tenuto mentre negli Stati Uniti, in Israele e nei paesi europeai loro alleati si è fatto di tutto per parecchio tempo per cercare di spingere l’Iran verso l’isolamento e per ritrarlo in un’orribile e distorta luce, come minaccia alla pace e alla sicurezza globali. Tuttavia, sembra che alle nazioni non-allineate sia importato ben poco della furia mediatica lanciata contro l’Iran dai media israelo-occidentali, visto che centinaia di delegazioni di tutto il mondo sono venute in Iran per prendere parte al sedicesimo NAM summit, intavolare discussioni con rappresentati iraniani e e sfruttare questa opportunità per incoraggiare l’espansione di relazioni bilaterali con la Repubblica Islamica. Leggi il resto di questo articolo »

IL PRIVATO E’ POLITICO di Fulvio Grimaldi     http://fulviogrimaldi.blogspot.it

segue: Damasco, Tehran, Ecuador-Assange, fuochi all’Ilva e autocombustioni, liquidazione del Terzo Potere e incameramento del Quarto. Grilli pensanti e grilli parlanti. Il Terzo Stato dov’è?

Tutti noi siamo persone, non tasti di pianoforte. Nessuno può trattarci come se fossimo tasti di pianoforte. Nessuno può schiacciarci per suonare la musica che piace a loro.” (Fëdor Dostoevskij)
Tempo nero che genera il tempo rosso che renderà possibile il tempo verde: la solidarietà va occupando il posto dell’avidità e della paura. Essendo capace di inventare, capace di creazione e di follia, la rivoluzione cubana va. Però nemici non le mancano. Tra i suoi nemici più temibili c’è il burocrate, devastatore come l’uragano, asfissiante come l’imperialismo: non ci sono rivoluzioni che non se lo allevino dentro. Il burocrate è l’uomo di legno, nato per errore degli dei. che lo fecero senza sangue, non ha stimoli né apatia, non ha parole da dire. Ha l’eco, ma non ha voce. Sa trasmettere ordini, non idee. Considera ogni dubbio un’eresia e qualunque contraddizione un tradimento. Confonde l’unità con l’unanimità e crede che il popolo, eterno minorenne, bisogna tirarlo su per le orecchie. E’ del tutto improbabile che il burocrate si giochi la vita. E’ del tutto impossibile che si giochi il posto. (Eduardo Galeano)
” La vittoria dell’economia di mercato (come chiamano oggi eufemisticamente il capitalismo) deve essere assoluta, e così la sconfitta del socialismo. Si vuole fare in modo, come diceva Hitler prima di Stalingrado, che quel nemico non si rialzi mai più. I capitalisti in effetti hanno sempre avuto un’inclinazione per l’assoluto. In tutto il mondo il capitalismo è entrato in una crisi priva di sbocchi. Non gli è rimasta altra scelta che sprofondare in un caos ecologico e sociale oppure accettare la rinuncia alla proprietà privata dei mezzi di produzione e quindi il socialismo. Ambedue le alternative significano la sua fine”.
(Erich Honecker)
 ”Comprendo fin troppo bene quello che avete detto. Quello che state facendo è gettare fango su di me, sul presidente Mao Zedong e sulla Grande rivoluzione culturale proletaria, a cui hanno partecipato centinaia di migliaia di persone… Nasconderete anche questo?” (Jiang Qing, moglie di Mao)

Buongiorno e ben trovati.

 “Anni Settanta”. Dipende.
Sarà un pezzo disordinato, senza capo ne coda, cavato alla rinfusa dalla montagna di ritagli, carte, documenti, email, appunti, che è cresciuta a lato della tastiera in queste settimane di blog silente (se non per i sempre validi interventi dei miei interlocutori). Avrei dovuto riordinare, scomporre, categorizzare, tematizzare, travasare in puntate, ma un po’ la canicola, un po’ la sindrome del dopo-ferie, un po’ il bassotto-ragazzino Ernesto che insiste, pena un muso di rappresaglia, a trascinarmi alle siepi dei giardinetti dove si accanisce sulle lucertole (tranquilli, grande cacciatore, non le prende mai), non ne ho né il tempo, né la voglia. Sono anche un po’ depresso per un libro del mio figlio maggiore, buona penna pensosa, che ha voluto spiattellare ai suoi lettori (gliene auguro molti) le vicende vissute col padre separato, militante di Lotta Continua, negli anni ’70, lui ragazzetto (oggi alla seconda età). Che gran peccato che di quella fioritura del ’68, dei suoi colori forti, delle sue spine e delle sue efflorescenze selvatiche, lui, pur reduce nientemeno che della “Pantera”, esile e breve ritorno di fiamma, non abbia
Fonte:http://andreacarancini.blogspot.it/
Condivido qui questa foto, pubblicata ieri su Facebook da “The People of Syria Support President Bashar al-Assad” (Il popolo siriano sostiene il Presidente Bashar al-Assad):

Riguarda una grande manifestazione avvenuta in Turchia a sostegno del presidente e del popolo siriano.
Interessanti anche i relativi commenti. Uno dei lettori scrive:
“Sono turco e sostengo Bashar al-Assad. Non lasciate il vostro paese in mano ai fondamentalisti islamici!  E ricordate: a differenza del nostro governo, molte persone in Turchia sostengono la Siria sovrana”.

Tony Cartalucci Global Research, 1 settembre 2012 - Landdestroyer

La preparazione del terreno per i terroristi di al-Qaida, supportati dall’occidente, nella regione del Caucaso russo. Con gli Stati Uniti che apertamente supportano, armano e letteralmente “tifano” per al-Qaida in Siria, non dovrebbe essere una sorpresa che il loro sostegno alle altre operazioni di al-Qaida si stia ora lentamente svelando. Per decenni, delle brutali campagne terroristiche sono state condotte in Russia dalla fazione di al-Qaida nelle Montagne del Caucaso, che costituisce la spina dorsale dei cosiddetti “ribelli ceceni.”
Mentre un tempo gli Stati Uniti mostravano una finta solidarietà al governo russo, quando combatteva gli affiliati di al-Qaida che effettuavano attacchi attraverso le Montagne del Caucaso, nella regione meridionale della Russia, così come attentati in tutto il paese, tra cui Mosca stessa; la ricerca rivela che gli Stati Uniti hanno sostenuto di nascosto questi terroristi per tutto questo tempo. Proprio come gli Stati Uniti hanno creato, finanziato, armato e diretto al-Qaida nelle montagne dell’Afghanistan, negli anni ’80, ancora oggi finanziano, armano e dirigono al-Qaida dalla Libia alla Siria e alla Russia.

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Fonte: L’alleanza USA – Al Qaeda: 5.000 terroristi per rovesciare Assad

“Uno dei terroristi più pericolosi” nel sud dello Yemen, un leader di Al Qaeda concorda con gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita l’invio in Siria di combattenti del gruppo terroristico per sostenere i ribelli e aiutarli a rovesciare il presidente Bashar al Assad.

L’informazione è stata rivelata da diversi mezzi di comunicazione in Medio Oriente, tra i quali l’agenzia di stampa iraniana Alalam e la rivista digitale yemenita AdenAlghad.net. È stato riferito che Tariq al-Fadhli, un addestrato militante jihadista che ha combattuto a fianco di Osama bin Laden, ha concordato con funzionari di Stati Uniti e l’Arabia Saudita, attraverso la Turchia, l’invio da città meridionali yemenite, di 5000 militanti nel territorio siriano per “aiutare i ribelli nella guerra per porre fine al regime di Assad”. Il fatto, evidenziato dai mezzi di comunicazione, “spiega l‘improvviso ritiro di uomini armati dalla regione yemenita di Abyan”.  Leggi il resto di questo articolo »

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Foto di Bulgaria
Questa foto di Bulgaria è offerta da TripAdvisor.

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1427412/crisi-sistemica/sussulto-di-dignita-la-bulgaria-dice-no-all-euro.aspx
Uno schiaffo ai burocrati di Bruxelles dal piu’ povero dei paesi dell’eurozona. “Il progettato ingresso nella moneta unica ha perso di significato”. “Il vento e’ cambiato… In questo momento, non vedo alcun beneficio dall’ingresso nell’euro, solo costi”, dice Boyko Borisov primo ministro dell’ex paese comunista.

Dalla capitale della Bulgaria Sofia, il primo ministro Boyko Borisov ha annunciato: “Non vogliamo piu’ entrare nell’euro”.

La Bulgaria, il paese dell’Unione Europea piu’ povero ma allo stesso tempo raro esempio di politica fiscale virtuosa nel blocco dei 27, ha congelato a tempo indeterminato il progetto di adottare l’euro come moneta. Si tratta dell’ultimo caso di nazione prudente a prendere le distanze da Bruxelles e dalla disastrosa politica Ue, un’Unione incapace di gestire la crisi dei debiti sovrani, il cui effetto e’ mancata crescita, tasse piu’ alte e sacrifici per centinaia di milioni di cittadini.

Dalla capitale della Bulgaria Sofia, il primo ministro Boyko Borisov e il ministro delle finanze Simeon Djankov hanno spiegato che la decisione di non andare avanti con il piano strategico a lungo termine di adozione dell’euro, arriva in risposta al deterioramento delle condizioni economiche e alla crescita dell’incertezza sulle prospettive della Ue.

Ugualmente importanti, nelle parole dei due politici dell’ex paese comunista, il decisivo cambio di atteggiamento della pubblica opinione in Bulgaria, dove questo e’ il terzo anno consecutivo in cui sono in vogore misure di austerity.

“Il vento e’ cambiato, sia per cio’ che pensiamo noi al governo sia tra la gente… In questo momento, non vedo alcun beneficio dall’ingresso nell’eurozona, solo costi”, ha detto il ministro delle finanze Djankov. “I cittadini giustamente vogliono sapere chi dovremo salvare (dal collasso) quando entriamo nell’euro; e’ troppo rischioso per noi ed inoltre non e’ certo quali siano le regole ne’ come potranno cambiare tra un anno o due”.

Eccoci al dunque http://ilcorrosivo.blogspot.it

Marco Cedolin

Esauriti Nerone, Scipione e tutta la carneade di anticicloni africani che hanno canicolato la nostra estate, il cielo si è fatto cinericcio e le prime piogge ci hanno trasportato d’imperio all’interno di un autunno che in molti vaticinano caldo, se non caldissimo, guardandolo da un’angolazione più sociale che non metereologica.
Almeno metà degli italiani ha passato le ferie a casa, dividendosi fra il ventilatore e l’aria condizionata del centro commerciale, ma anche molti fra coloro che in vacanza ci sono andati hanno fatto timide toccate e fuga, dal momento che a furia di raschiare il fondo del portafoglio troppo spesso rimangono solamente la patente e la tessera sanitaria in cui specchiarsi.
Così il comparto turistico, intorno al quale un paese “da cartolina” come l’Italia dovrebbe basare la propria economia ben più che sull’industria siderurgica, ha subito l’ennesimo tracollo nell’ordine del 15% che tradotto nella vita reale (quella regolarmente dimenticata dagli economisti di ogni razza che preferiscono occuparsi di borsa e di spread) significherà migliaia di aziende che chiuderanno i battenti e centinaia di migliaia di lavoratori che verranno a fare compagnia a noi disoccupati….

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LA TESTA DEL TORO

MA NON SOLO…

di Filippo Giannini http://www.filippogiannini.it

Dato che lo spazio concesso da un giornale a chi scrive non è illimitato, il mio precedente articolo “Un Nuovo Confronto” lo terminai omettendo un concetto che, da solo, avrebbe – come si suol dire –

tagliato la testa al toro. Prima di presentare la testa del toro, mi si permetta una breve premessa. L’articolo precedente era basato principalmente sullo studio delle volontà delle così dette democrazie di abbattere i fascismi per aprire la strada al potere demoplutocratico e giungere così alla situazione di oggi; cioè al controllo da parte della grande finanza del globo intero. O, per essere più chiari, mi riferisco al “Grande Progetto del XX Secolo”, così come è esposto nei tanto discussi “Protocolli dei Savi di Sion”.

Non fu forse il Presidente Usa Franklin Delano Roosevelt a sostenere che <qualsiasi cosa accade in politica, si può stare sicuri che c’è qualcuno che così volle e che così fece perché così accadesse>? Nelle prime pagine de “Lo Stalinista Roosevelt”, dello storico americano George N. Crocker, possiamo leggere: <Poiché ci troviamo in dimensioni fuori del comune, diremo che nessun popolo fu ingannato così magistralmente, così preso in giro e beffato, come il popolo americano dal Presidente Roosevelt e dalla sua corte. Neppure il popolo tedesco da Hitler o quello russo da Stalin>.

A questo punto chiedo: <Quanti italiani hanno avuto modo di leggere il “Trattato di Pace” (meglio noto come “Diktat”), sottoscritto a Parigi nel 1947?>. Credo pochi, molto pochi.

Fatta questa premessa, andiamo, come si dice, a tagliare la “Testa al Toro”. Leggiamo l’articolo 17 del citato Trattatoche recita: <L’Italia, la quale, in conformità dell’articolo 80 della Convenzione di Armistizio, ha preso misure per sciogliere le organizzazioni fasciste in Italia, non permetterà,che in territorio italiano, la rinascita di simili organizzazioni, siano esse politiche, miilitari o militarizzate, che abbiano per oggetto di privare il popolo dei suoi diritti democratici>. Con ciò si manda a quel paese il concetto di democrazia, per non ricordare la “Carta Atlantica” con tutte le sue falsità. A questo punto mi chiedo e chiedo: Se gli Stati Uniti d’America e la Gran Bretagna vengono rappresentate come i simboli di ogni valore democratico, cioè della massima libertà d’espressione dei popoli, perché vietare a questi la possibilità di ispirarsi ai principi fascisti?

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Fonte: Cancro del colon: da Cuba il primo test in grado di rilevarlo

Cuba ha registrato un dispositivo per rilevare il cancro del colon, una malattia che causa ogni anno 610.000 decessi in tutto il mondo, solo a Cuba nel 2011 questo tipo di cancro ha causato la morte di 2.281 persone.

Nonostante i problemi economici, e la una marea di sanzioni accumulate in anni di embargo, Cuba riesce sempre a stupire dimostrandosi grado di competere con i più elevati standard scientifici e di ricerca di tutto il mondo. Qualche mese fa avevamo parlato di un nuovo farmaco cubano l’unico sul pianeta in grado di guarire le ulcere del piede diabetico, ed ora un altro ritrovato della ricerca scientifica cubana. L’efficacia del dispositivo è stata dimostrata in uno studio su più di 7.000 adulti di età superiore ai 50 anni, come riferito da un esperto locale all’agenzia spagnola EFE. Il dispositivo chiamato SUMASOHF, che ha ottenuto l’autorizzazione sanitaria, rileva da un rapido test il “sangue umano nascosto nelle feci“, importante indicatore di rischio della probabile presenza di cancro del colon-retto e di altre malattie dell’apparato digerente, ha detto Aramis Sanchez, responsabile Centro Nazionale Immunoenzimatico di L’Avana.

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Articolo di Lucio di Marzo * Link

Il Movimento Libera Italia presenta una proposta di legge d’iniziativa popolare per lasciare l’Euro e tornare nell’Ue con una moneta nazionale
Il fallimento dell’euro è un fatto risaputo“. E quindi per l’Italia è meglio lasciare l’euro, finirla subito, mollare una moneta agonizzante, “forti della consapevolezza che l’Unione Europea così come è stata concepita, senza un’unione politica alle spalle, non va da nessuna parte“.

Sono parole di Bruno Poggi, sondaggista e segretario nazionale del Movimento Libera Italia (Mli), che questa mattina ha presentato in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare perché l’Italia lasci l’Unione Europea. Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: comidad  (del 30/08/2012)
Era prevedibile che la caduta del Buffone di Arcore, con la conseguente fine del suo effetto di distrazione, mettesse in rilievo altri conflitti d’interesse rimasti precedentemente privi della dovuta attenzione. In questo senso, non sarebbe corretto dire che Giorgio Napolitano abbia “ereditato” lo scontro con le Procure, dato che egli ne era già ampiamente partecipe in precedenza. Nel luglio dello scorso anno, nel corso di un’udienza al Quirinale ai magistrati in tirocinio, il presidente Napolitano, in una sorta di slancio profetico, emise un suo pubblico anatema contro l’abuso delle intercettazioni giudiziarie. In quell’occasione, molti commentatori affermarono che Napolitano aveva parlato da supremo garante dell’equilibrio dei poteri costituzionali; in realtà i fatti successivi hanno dimostrato che Napolitano già pensava esclusivamente al suo interesse personale di possibile indagato. [1]
Per correre in soccorso di Napolitano, un Eugenio Scalfari scucito e sconnesso, dalle colonne de “La Repubblica”, si è gettato in una difesa d’ufficio di quella che è passata agli onori delle cronache come la “trattativa Stato-Mafia”, rivelando così a tutti il vero movente di Napolitano, cioè che cosa questi avesse da nascondere. Un Ezio Mauro più contorto ed involuto che mai, ha cercato di correre ai ripari, ma ormai il guaio era fatto.

Articolo di Sergio di Cori Modigliani * Link

E’ Mario Monti la nostra vera emergenza italiana. Serve una Grande Visione per rimettere in sesto il prodotto Italia.

Esistono i profeti, per chi percorre una via spirituale.

Esistono gli statisti, per chi segue una via politica e cerca punti di riferimento.

Esistono i leader, per chi è in cerca di una guida.
Esistono i Grandi Visionari: artisti, intellettuali, scienziati.
Preziosa categoria, essenziale, determinante. Non esistono (e non sono mai esistite) grandi civiltà sul pianeta che non abbiano prodotto, al proprio interno, i loro geni dotati di ampie visioni, a tracciare la strada. Ogni etnia ha i suoi, e molto spesso la visione è talmente ampia che travalica le frontiere e diventano visioni collettive, e il genio locale assurge a Mito, Icona, Totem. Senza questi Visionari non si va da nessuna parte.
E’ bene saperlo.
Esistono etnie scarse o avare o sfortunate, mettetela come vi pare. Non hanno mai prodotto un loro visionario decente. Nella maggior parte dei casi non sappiamo neppure quale fosse il nome di quell’etnia perché è scomparsa nel nulla, senza lasciare traccia. 2000 anni fa nel territorio attuale del Friuli esisteva una vasta popolazione che si chiamava “popolo dei Tencteri”, all’incirca 50 mila persone, tante per quell’epoca. Non accettarono l’imposizione della Lex romana. In un week end i romani li sterminarono, non sopravvisse nessuno. E come loro tanti altri popoli in tutto il pianeta. Non avevano Visionari.

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Gianni Lannes
Corso Nuova Fotografia
Antonella Randazzo
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