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Gaza allagata zattera

Ultime notizie da Gaza 

14.12.2013 –“Cari media italiani, Gerusalemme imbiancata è bellissima, ma qui a Gaza, dove mi trovo,  il gelo, la grandine, la pioggia, stanno aggravando la situazione, molte famiglie sono state evacuate, i campi dei rifugiati sono allagati, siamo bloccati per le strade non percorribili a causa del ghiaccio e del forte vento, la pioggia incessante entra all’interno delle nostre abitazioni, abbiamo poche ore di elettricità e nessun riscaldamento. In alcune zone, a causa della mancanza di energia gli impianti per il trattamento delle acque non funzionano e le acque contaminate si mischiano alla pioggia che invade le strade diventate fiumi. I “rifugiati”, rifugiati nei campi nella loro stessa terra, abbandonati dalle Nazioni Unite, sono coloro che stanno pagando il prezzo più alto, in Gaza ed altrove. Cari media, Gerusalemme è bellissima, molti qui sognano di vederla, ma è un diritto negato. La popolazione rinchiusa in questa striscia non può uscire. Sta continuando a piovere e l’impotenza ci assale”.

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Giornata di tensioni, scontri a Venezia e Torino. Cariche della polizia e feriti

 

 

ultimo aggiornamento: 14 dicembre, ore 18:13
Venezia – (Adnkronos) – Nel capoluogo veneto si è scatenata una vera e propria guerriglia urbana, con fumogeni e petardi lanciati dagli antagonisti e cariche delle forze dell’ordine. Nel capoluogo piemontese gli studenti hanno lanciato palloncini con vernice colorata contro il palazzo della Regione: denunciati quattro ragazzi. Si registrano feriti lievi e contusi /FOTO. Bloccati attivisti Casapound a Roma

Venezia, 14 dic. (Adnkronos) – Scontri sabato mattina a Venezia tra alcuni giovani dei centri sociali e le forze dell’ordine con lancio di bombe carta e fumogeni. La polizia ha reagito con alcune cariche di alleggerimento. Il ponte di Calatrava è stato chiuso.

 

Due antagonisti sarebbero stati portati in questura per accertamenti.

Il parapiglia è scoppiato proprio quando è stato chiuso il ponte di Calatrava per evitare il contatto tra i centri sociali che volevano andare in corteo in direzione Stazione e Forza nuova che arrivava in direzione opposta.

Autobus deviati e caos tra turisti e persone di passaggio. In piazzale Roma si è scatenata una vera e propria guerriglia urbana, con fumogeni e petardi lanciati dagli antagonisti e cariche delle forze dell’ordine, presenti in massa tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, che hanno accusato anche qualche ferito lieve.

Tensione anche a Torino dove gli studenti sono scesi in piazza. Quattro ragazzi sono stati portati in Questura e denunciati. Si registrano anche dei contusi.

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  dicembre 12, 2013 

Stephen Gowans,  Global Research, 9 dicembre 2013

robert_mugabe_birthday_2In morte di Nelson Mandela, osanna continuano ad essere cantati verso l’ex leader dell’ANC e presidente sudafricano sia da sinistra, per il suo ruolo nel porre fine al razzismo istituzionale dell’apartheid, che da destra, apparentemente per la stessa ragione. Ma l’abbraccio della destra di Mandela eroe antirazzista non sembra genuino. C’è un’altra ragione del perché media dell’establishment e politici tradizionali sono pazzi di Mandela come la sinistra?
Secondo Doug Saunders, giornalista del quotidiano canadese sfacciatamente pro-aziendalista, The Globe and Mail, c’è. In un articolo del 6 dicembre, “Dal rivoluzionario al manager: la lezione del cambiamento di Mandela“, Saunders scrive che il “grande risultato” di Mandela fu proteggere l’economia sudafricana, quale sfera dello sfruttamento da parte della minoranza bianca possidente e delle élite aziendale e finanziarie occidentali, dalle necessità di una giustizia economica tra le file del movimento da lui guidato. Saunders non la mette in questi termini, piuttosto, nasconde gli interessi settoriali dei detentori di titoli, proprietari terrieri ed investitori stranieri che sono dietro l’abbraccio di Mandela dei “sani” principi della gestione economica, ma il significato è lo stesso.

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Ministro Tesoro Usa: concessioni fatte all’Iran a Ginevra sono insignificanti, tra 6 mesi l’Iran starà ancora peggio

 

 

WASHINGTON (IRIB) – Il Ministro del Tesoro Usa, l’israeloamericano David Cohen, ha affermato che dopo 6 mesi, cioè dopo la scadenza della validità degli accordi di Ginevra, l’Iran si troverà in una situazione peggiore di quella precedente all’accordo.

 

 Secondo il Wall Street Journal, Cohen ha affermato: “Come principale ideatore e responsabile dell’attuazione delle sanzioni, sono pronto ad assicurare che la pressione delle sanzioni sull’Iran aumenterà”.

Cohen ha poi definito “di basso rilievo” le concessioni economiche fatte all’Iran a Ginevra aggiungendo: “Ammesso che l’Iran riesca a trovare clienti per le sue auto ed i suoi prodotti petrolchimici nel giro di sei mesi potrà solo guadagnare 1.5 miliardi di dollari”. Per quanto riguarda gli averi sbloccati, Cohen ha spiegato che erano 4.2 miliardi dei soldi derivanti dalla vendita del petrolio degli iraniani che ora loro potranno finalmente prelevare.

 

Per quanto riguarda l’oro, Cohen ha sostenuto che l’Iran non e’ capace di acquistare il metallo prezioso con la sua valuta o con quella straniera e che quindi anche in questo caso la concessione fatta a Ginevra e’ di fatto priva di importanza. Cohen ha affermato: “Nella migliore delle ipotesi l’Iran otterrà 6-7 miliardi di dollari di introiti grazie a questo accordo nei prossimi 6 mesi ma l’importante e’ che sono soldi iraniani e nemmeno un solo dollaro verrà sottratto ai contribuenti americani”. Cohen ha spiegato: “Se consideriamo che dal 2012 in poi l’Iran ha perso qualcosa come 80 miliardi di dollari per via delle sanzioni, ci accorgiamo che la somma che gli iraniani possono riguadagnare in questi sei mesi e’ davvero esigua”.

Il Ministro del Tesoro ha ricordato: “Per tenere sotto perenne pressione l’Iran continuiamo a porre le banche dinanzi ad una scelta precisa: o devono lavorare con noi e gli istituti americani, o con quelli iraniani. Farlo con entrambi non è possibile”.

Egli ha concluso: “Washington continuerà a tenere sotto controllo la situazione in modo che l’Iran non possa vendere un solo barile di petrolio in più rispetto al livello attuale”.

Da: http://www.dorsogna.blogspot.com/2013/12/la-geologia-per-lesplorazione.htm

Al Parlamento:

Pubblicato in data 10/dic/2013
L’intervento del portavoce M5S al Senato Carlo Martelli nel corso della discussione in aula sullla Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 ottobre 2013, n. 120, recante misure urgenti di riequilibrio della finanza pubblica nonché in materia di immigrazione Leggi il resto di questo articolo »

Forconi bandiera rivoluzionaria

di Luciano Lago

 

Continuano e si allargano in tutta Italia le manifestazioni della protesta detta “dei forconi” con blocchi ai caselli autostradali, cortei e disordini in varie città (da Torino a Genova, ad Imperia, a Milano a Bari, ecc.) con presidi in piazza e davanti agli uffici di Equitalia, della Banca d’Italia a Roma e di altre istituzioni viste come artefici dell’oppressione fiscale ed economica.

Sono una massa eterogenea di persone, in origine la prevalenza era quella dei trasportatori (padroncini), agricoltori, partite Iva, piccoli imprenditori, artigiani, ex commercianti, disoccupati, ecc. messi sul lastrico dalla crisi, dalle tasse e da Equitalia, dalla concorrenza senza regole, negli ultimi giorni però la protesta sembra saldarsi anche con quella degli operai che sono minacciati da chiusura degli stabilimenti, come il caso degli operai della Fincantieri tra Mestre e Venezia, unutisi alla protesta, con la protesta degli studenti per i tagli all’Università, come accaduto a Roma alla Sapienza dove gli studenti hanno assediato l’aula magna dove erano presenti alcuni ministri del governo Letta ed altre autorità per un convegno e si sono poi avuti scontri con la polizia schieratasi a difesa dei politici con forti cariche e mano dura sui manifestanti.

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Fonte: http://www.iconicon.it/blog/2013/12/lungheria-lha-fatto-noi/

Posted by: redazione in Pensiero e Sovranità 1 dicembre 2013 Commenti disabilitati 147 Views

Solamente staccando la spina alla Troika l’Ungheria riparte. E noi?

Jervé

Ungheria

CACCIATA UE-BCE-FMI, L’UNGHERIA RINASCE: TAGLIO COSTO LUCE GAS ACQUA DEL 20% TICKET BUS DEL 10% IVA RIDOTTA DA 27% A 5%

30 nov 2013 – Budapest – L’Ungheria continua la sua politica di abbassamento delle tasse e delle tariffe. I giornali e i vari talk show italiani continuano a ignorare la rivoluzione economica che sta avvenendo in Ungheria perché si vuole tenere il popolo nell’ignoranza onde evitare che un numero sempre crescente di persone inizi a opporsi alle misure lacrime e sangue varate da questo governo per conto dell’Unione Europea. Leggi il resto di questo articolo »

Da: http://dorsogna.blogspot.com/2013/12/minare-argentina-libre-de-fracking.html

Il giorno 5 Dicembre 2013 il Consiglio Comunale della citta’ di Minare nella provincia di Neuquén in Argentina ha approvato a grande maggioranza il divieto di eseguire operazioni di fracking nella zona detta Undermine. 

L’ iniziativa era partita dal sindaco Hernan Romero, un socialista, che ha prima attuato il divieto di vendere l’acqua di falda alle compagnie petrolifere e minerarie e poi, forte del divieto ha deciso di vietare in toto questa attivita’ nella sua citta’ perche’ ci sono gravi danni che ormai sappiamo tutti – fuorche’ i petrolieri – l’emissione di inquinanti in atmosfera, l’inquinamento delle acque sotterranee, le perdite di liquami, la sismicita’ indotta. Leggi il resto di questo articolo »

INTERVISTA A NICOLETTA FORCHERI DI STAMPA LIBERA – Il pensiero: “E’ scesa in piazza tutta l’Italia senza divisione partitica di alcun genere”

di Selena Marvaldi

Manifestazion 9 dicembre S (23)

Nicoletta Marina Forcheri, di Stampa Libera, è scesa in piazza assieme agli altri manifestanti nelle giornate di grande mobilitazione generale che hanno coinvolto tutta la città. Anche lei, come altri, ha voluto esprimere la sua opinione su quanto stava accadendo. Ecco il video integrale [il 10 dicembre alle 13] Leggi il resto di questo articolo »

 dicembre 2013  http://www.siciliainformazioni.com/
forconi piazza indipendenzaMariano Ferro, il comandante in capo dei Forconi siciliani,parlando in un comizio ad Avola, ha spiegato perché il Movimento è stato espropriato del suo simbolo e della sua mobilitazione. “Ci hanno detto che appena vedono un nostro mezzo fermo, lo sequestrano. Così non viene nessuno, niente”.Il pugno duro del Ministero dell’Interno, esercitato con le prefetture e le questure, ha funzionato alla grande nell’Isola, ma ha fatto flop altrove, perché non ci si attendeva che i Forconi sbarcassero nella Penisola e diventassero una “bandiera” nazionale. Non solo e non più autotrasportatori, ma assembramento di malcontenti: contro le tasse, per il lavoro, la casa, i servizi pubblici. Tutto ciò che non va è rappresentato nelle cento piazze d’Italia. Perciò Mariano Ferro morde il freno, schiuma rabbia: è il re della piazza detronizzato. Parla alle telecamere, si spende con i giornalisti, incoraggia, insulta, s’avvelena il sangue e mette la faccia con i seguaci.

Martino Morsello, Presidente dei Forconi siciliani, invece occupa la piazza mediatica. Ferro e Morsello sono i dioscuri del Movimento. Il primo batte il marciapiede, la strada e avvicina la gente, il secondo invia messaggi a raffica, i “Forconi pensiero”, li chiama. Sono “pillole di saggezza”, incitamento alla lotta, denunce generiche condite da una grandinata di insulti.

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Le opinioni eretichedi Michele Rall

L’S.O.S. DELL’AGRICOLTURA ITALIANA

Di Michele Rallo per Stampalibera

 

Prendo le mosse dall’appena conclusa protesta della Coldiretti al Brennero e da quella – in corso – dei Forconi siciliani (e non solo) per abbozzare alcune considerazioni sulla lenta agonia dell’agricoltura italiana. Una agricoltura naturalmente ricca e che potrebbe recare ricchezza all’Italia intera. Eppure, la nostra agricoltura e la nostra zootecnia stanno morendo di consunzione, mentre un numero sempre crescente di famiglie italiane rischia la povertà.

La nostra industria agroalimentare – un tempo volano dell’economia nazionale – è stata oramai liquidata. Prima quella statale: l’Italgel (ceduta alla svizzera Nestlè), la GS (alla francese Carrefour), la Bertolli (alla multinazionale anglo-olandese UNILEVER). Poi quella privata, strangolata dalla globalizzazione: Galbani, Invernizzi, Locatelli, Parmalat e San Pellegrino ai francesi, Carapelli, Star e Scotti agli spagnoli, Buitoni agli svizzeri, Peroni agli inglesi, Algida agli anglo-olandesi, Molteni agli svedesi, Plasmon agli americani, Gancia ai russi, Pernigotti ai turchi, Fiorucci ai giapponesi, Chianti ai cinesi.

Il nostro buon cibo – che tutto il mondo ci invidia – trasmigra all’estero, e a noi non rimangono neanche i benefìci economici dell’esportazione, destinati ad arricchire svizzeri, francesi, turchi e cinesi. Quelle poche piccole industrie alimentari italiane che ancòra resistono hanno sempre maggiori difficoltà ad esportare, trovando i mercati saturi di tutte le porcherie che la similindustria della contraffazione spaccia per cibo italiano: dalla mozzarella campana fatta in Scandinavia al parmigiano reggiano prodotto nel Far West, a tutte le bufale made in China.

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Trasmesso in streaming dal vivo il 13/dic/2013
Salvatore Tamburro e Antonio Pimpini hanno incontrato alcuni cittadini portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera e al Senato, diversi assistenti parlamentari e semplici cittadini interessati all’argomento della Sovranità monetaria

RENZI: “TSO PER CHI VEDE LE SCIE CHIMICHE”. IL SEGRETARIO DEL PD HA BISOGNO DI UNO PSICHIATRA!

 

PROIEZIONI GEAB n° 79 – 2014 –http://www.i-nurse.it/?p=8869

di Tradotto da Franco dall’originale in lingua Francese

 

GEAB

 Analisi e proiezioni del GEAB n. 79

2014 – lnternazionalizzazione dello Yuan, apertura dell’Arabia Saudita, esplosione dell’UE: collassano tre dei pilastri della passata età del Dollaro

Se questo processo è così lento – al punto che questi eventi possono finanche sembrare banali – è perché, paradossalmente, quella attuale è la prima crisi sistemica veramente globale, molto più profonda di quella del 1929 … colpisce tutti i paesi e travolge il cuore del sistema. [ ... ] E’ questa la ragione per cui, delicatamente, tutti cercano di scaricarlo (il Dollaro, ndt) …

Dopo le elezioni europee del 2014, comincia la “Battaglia d’Europa”

Le elezioni europee si stanno avvicinando, ed una cosa è pressoché certa: i partiti euroscettici entreranno in massa nel Parlamento Europeo. [ ... ] Mentre i partiti di estrema destra ed anti-europei volano come avvoltoi su un’Unione Europea che muore ogni giorno di più, il “si salvi chi può” istituzionale è già cominciato …

Raccomandazioni strategiche e operative

Oro: fate come la Cina

I Bitcoins, sperimentazioni per la valuta del futuro.

Media Sociali: oro virtuale o fumo negli occhi? …

GlobalEurometre, risultati ed analisi

La perdita di fiducia nel sistema di governance dell’Eurozona, ed il rafforzamento delle forze anti- democratiche, aumentano il rischio di disordini politico-sociali … nel questionario si sente che la crisi in Europa è soprattutto politica. Sul fronte economico-finanziario l’Euro ha, in effetti, la fiducia degli europei …

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GEAB n. 79 – 2014: INTERNALIZZAZIONE DELLO YUAN, APERTURA DELL’ARABIA SAUDITA, ESPLOSIONE DELL’UE (Unione Europea): COLLASSANO TRE DEI PILASTRI DELLA PASSATA ETA’ DEL DOLLARO

Era notte e la pioggia cadeva … e quando cadeva era pioggia.

Ma dopo essere caduta, diventava sangue

Queste parole di Edgar Allan Poe (1) si applicano a meraviglia al lento processo di disfacimento globale che è in corso, e tutti gli eventi apparentemente banali ["la pioggia"], si uniscono per minare le fondamenta del sistema internazionale che sta morendo ["il sangue"].

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Gianni Lannes
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Antonella Randazzo
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