Fonte: www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro – 15-01-13 – n. 436 www.usb.it
Welfare, warfare, bankfare
Sicchè le formule variano da: 1) riduzione di tutte le spese pubbliche per favorire quella delle tasse e, quindi, la libertà dei privati di decidere i dosaggi del proprio welfare (si va dagli estremisti americani del “tea party” ai “moderati” montiani e filomontiani di casa nostra; 2) in condizioni di risorse “scarse” si studia cosa tagliare e cosa difendere (la scuola, oppure la ricerca, oppure i sussidi ai disoccupati); 3) grandi programmi (elettoralistici?) per la famiglia, la scuola, il Welfare, ricordandosi – al dunque – che “non ci sono i soldi”!
Il grande tema – di cui non s’è parlato né in Europa, né in USA, né in Italia adesso – è proprio questo: con risorse scarse i tagli alla spesa porteranno all’ingestibilità di tutti i comparti del Welfare e dintorni, mentre la pressione fiscale continuerà a mordere in modo insopportabile, soprattutto se il debito pubblico tenderà a crescere e l’opportunità di ridurre il peso degli interessi non verrà colta. Il debito pubblico aumenterà in rapporto al PIL per la semplicissima ragione che le politiche per lo sviluppo non si fanno (ad esempio, in Italia) o sono troppo timide (altri Paesi europei).
Gli interessi si possono ridurre unilateralmente (come fanno da sempre Giappone, USA, Francia e Germania) oppure si può portare tutto il debito – quindi anche gli interessi – fuori dal perimetro dello Stato con un fondo di garanzia tenuto da una Spa che gestisce tutto il patrimonio da reddito degli enti locali.
In Italia, un passaggio del genere libererebbe la spesa pubblica di oltre 80 miliardi l’anno da spendere – almeno in gran parte – per Welfare e dintorni.
Con la metà di quegli 80 miliardi cominceremmo a cambiare la situazione dell’economia: ma che dire del fatto che la BCE ha messo a disposizione delle banche non 40, non 400, ma quasi 4.000 miliardi (per i noti problemini di liquidità)? Leggi il resto di questo articolo »
Fonte: Allarme pedofilia. I potenti sacrificano i bambini!

Riprendiamo un articolo datato ma attualissimo.
INFORMARE PER CONOSCERE, PERCHE’ QUESTA E’ LA VERITA’!
RACCAPRICCIANTE. Quanto ha recentemente svelato la maxi-inchiesta di Torre Annunziata sulla pedofilia via Internet, va al di là di ogni immaginazione. Centinaia, forse migliaia, di piccoli seviziati. Bambini stuprati, uccisi e filmati. Il turpe traffico, con diramazioni internazionali e basi in tutta Italia, è stato scoperto grazie anche all’aiuto di Telefono Arcobaleno. Tutto ha avuto inizio il 27 settembre 2000 quando la procura di Torre Annunziata, ha inviato sei ordini di cattura in Italia, per acquisto di immagini pedo-pornografiche, e tre in Russia, per la produzione e la vendita del materiale pedofilo. L’Italia ha appreso con sgomento che con sette milioni si può vedere uccidere un innocente, uno per spiarlo nudo, ecc. Ora si pensa, con orrore, alla tremenda fine che hanno potuto fare alcuni dei tanti giovanissimi scomparsi e, intanto, si cercano in tre città, Civitavecchia, Vercelli e Catania, alcuni bimbi dei filmati degli orrori.
Un numero incredibile di bambini che scompaiono.
L’allarme, tuttavia, era stato lanciato da tempo. Un numero incredibile di persone sparisce ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E’ come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell’ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno. Secondo le cifre del Ministero dell’Interno, solo nel 1996, sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi, 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie. Al marzo ’98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine. Che fine fanno i tanti di cui si perderà ogni traccia?
Per farsi una pallida idea di quanto è grave il fenomeno basti sapere che, nel 1997, “Il Giornale” (15 Marzo 1997) titolava un lungo pezzo: “Dal ’90 quadruplicati i ragazzi spariti”. Oggi sono molti di più. Un calcolo, anche approssimativo, è impossibile. Il quotidiano, tra l’altro, denunciava: “Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d’avventura e mercato degli schiavi” e, come vedremo, altro ancora. Nel mondo la situazione è molto più allarmante. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi “desaparecidos” tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni. E’ un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la “Raccomandazione” (n.R-79-6) in relazione alle “Missing Persons” stabilita dal Council of Europe e la pubblicazione della Oxford Up. “The dictionary of national biography: missing person”.
Se molti di questi giovani vengono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla. Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana. Il giornale “La Stampa” (8/2/87) riporta la notizia di una sètta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano: “La sètta, “Gli scopritori” (Finders), fondata a Washington da un ‘santone’ che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali. …La scoperta dell’organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati Uniti”.
Articolo del Prof. Carlo Moffa
E ORA UNA INDAGINE SERIA SUL PROGETTO DI VENDITA DEL RETTORATO
Una elezione blindata, con alle spalle un pressing mediatico che ha eletto rettore D’Amico ben prima del voto di ieri, e uno statuto da diritto amministrativo impazzito che, grazie al filtro dei dieci ‘grandi elettori’ necessari per la candidatura di altri ordinari, ha impedito il libero confronto tra più concorrenti. Nonostante queste armi, il Rettore D’Amico non esce troppo bene dall’elezione bulgara di ieri: solo il 62 per cento degli aventi diritto al voto dalla sua parte, e il 25 per cento di astenuti. Cosa c’è alle spalle di questa mezza vittoria? Sicuramente le invidie, ad esempio di qualche Preside silenzioso e pavido corridoista, che ha condiviso passo dopo passo tutte le posizioni del nuovo Rettore, manovrando dietro le quinte per disturbare il suo ben più preparato e capace collega.
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S’è inaugurato l’ennesimo balletto intorno al capezzale dell’ennesima azienda italiana morente: l’Alitalia. I soci italiani che l’hanno rilevata dallo Stato nel 2008 si sono dichiarati pronti a concludere l’esperienza allora avviata con la fondazione della CAI e ad uscire dal capitale in vista della scadenza del “lock up” nella prossima settimana. Pare che ad influire su questa decisione non manchino le pressioni di Air France – KLM, che è già socia d’Alitalia per il 25%. Ma Alexandre De Juniac, amministratore delegato di Air France, ha già fatto sapere che ufficialmente non vi sarebbero trattative per l’acquisto della compagnia italiana, stante la mancanza di soldi da spendere da parte del vettore franco – olandese per iniziative di questo genere. La Immsi, la finanziaria di Colaninno, ha confermato la versione di De Juniac dopo aver ricevuto una richiesta di chiarimenti da parte della Consob.
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Apro il sito del Corriere, principe dei giornali di regime, e trovo un articolo che mai mi sarei aspettato di leggere. Personalmente non condivido molti aspetti della ME-MMT, ma evidentemente l’intervento di Francesca Salvador nell’arena televisiva di Santoro è servito a ricordare anche a chi l’aveva dimenticata (?) l’importanza della sovranità. Se quegli (ormai pochi) italiani che seguono il Corriere (o altre testate simili) fossero lettori di Stampa Libera, avrebbero fatto la stessa scoperta (e molte altre) con anni di anticipo. Infatti, già nel 2009, subito dopo il terremoto de L’Aquila, il PRIMIT presentò una proposta simile per ricostruire il capoluogo abruzzese a costo zero, ma fu censurata dai media e dalle istituzioni. Di seguito l’articolo. J.C.
Come salvare l’Aquila? «Battendo moneta»

E ora che la crisi taglia i fondi per la ricostruzione, come salvare l’Aquila? L’economista statunitense Matthew Forstater una proposta ce l’ha: battere moneta. Ne ha già immaginato il nome: il Nido. Una valuta locale, sovrana e complementare all’euro, capace di dar vita a una economia parallela a disoccupazione zero.
L’IDEA - Come realizzarla lo spiega lo stesso Forstater, esponente di spicco della Me-MMT (Mosler economics-Modern money theory), a margine del convegno «Salvare l’Aquila, salvare l’Italia». «Verrebbe fissata una nuova tassa locale, ma non in euro: in Nido. Ai cittadini verrebbe offerta la possibilità di guadagnarlo, offrendo 4 ore di lavoro a settimana per famiglia. Leggi il resto di questo articolo »
Quello che questo video non dice è che la banca d’Italia è posseduta indirettamente da governi esteri come Belgio e Francia attraverso il controllo attraverso banche di loro parziale proprietà come BNP Paribas e Crédit Agricole, fatto inaudito che non passerebbe nella direzione opposta, cioé se l’Italia controllasse indirettamente le BC di Francia e Belgio, ad esempio.
Alè servi!
Il fatto emerge da una nuova relazione fornita al Parlamento Europeo, con la quale si mette in guardia sul fatto che una legge USA sullo spionaggio, modificata l’anno scorso, autorizza una «sorveglianza meramente politica sui dati relativi a stranieri» se questi sono immagazzinati usando servizi cloud statunitensi come quelli forniti da Google, Microsoft e Facebook.
Gli europei avrebbero già dovuto essere allarmati dal fatto che il PATRIOT Act può essere usato per ottenere dati su cittadini residenti al di fuori del suolo USA. Ma stavolta, al centro dell’attenzione è una legge diversa: il Foreign Intelligence and Surveillance Amendments Act (FISA), che solleva «un rischio ancora maggiore nei confronti della sovranità UE sui dati rispetto ad altre leggi finora prese in considerazione dai decisori politici europei».
Pessimo scivolone sul MUOS della ministra degli Interni, Annamaria Cancellieri. In una nota inviata lo scorso 3 gennaio al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, la responsabile del Viminale invade arbitrariamente il campo del collega di governo, l’ammiraglio Gianpaolo Di Paola, collezionando una serie di madornali inesattezze sul nuovo sistema satellitare che il Pentagono intende installare a Niscemi (Caltanissetta). “A seguito della sottoscrizione del Protocollo d’Intesa del 1° giugno 2011 tra il ministero della Difesa e Regione Siciliana – scrive la Cancellieri – è stata avviata la realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri MUOS nell’area del demanio militare di Niscemi, utilizzata dalla Marina Militare degli Stati Uniti dal marzo 1987, per l’ammodernamento tecnologico della stazione radio denominata Naval Radio Transmitter Facility (NRTF), già in servizio da oltre un ventennio a beneficio non solo delle forze navali statunitensi, ma anche di tutte le forze alleate della NATO e, quindi, di quelle italiane”. Per il Viminale, cioè, la nuova installazione costituisce solo “un aggiornamento tecnologico dell’attuale sistema di comunicazioni operante”. Sarebbe però bastata un’occhiata alla documentazione tecnica in possesso del governo e del parlamento per rendersi conto che le tecnologie e i sistemi di telecomunicazione presenti hanno funzioni ed obiettivi strategici del tutto differenti da quelli in via d’installazione a Niscemi. E che soprattutto si tratta di sistemi di guerra d’attacco di proprietà ed uso esclusivo delle forze armate USA.
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Non sta chiedendo il ritiro del suo oro Chavez o qualche dittatore di secondo piano, ma lo sta chiedendo la quarta potenza economica mondiale e la seconda maggiore riserva di oro al mondo

La Germania ha la seconda riserva aurea del pianeta, con circa3.400 tonnellate d’oro. Di questa quantità solo il 31% è conservato a Francoforte, mentre il restante 45% è negli Stati Uniti, il 13% in Francia e l’11% nel Regno Unito. Ora, secondo le indiscrezioni del tedesco Handelsblatt, la Bundesbank ha deciso di iniziare a rimpatriare una parte dell’oro conservato dalla FED e anche di quello depositato a Parigi, per testare l’autenticità dei lingotti d’oro che verranno consegnati. Inoltre, la testata tedesca sottolinea come la distribuzione di oro tedesco fuori dalla Germania sta per cambiare, quindi la prossima settimana inizierà il rimpatrio parziale dell’oro tedesco e poi gradualmente la quota da rimpatriare incrementerà. Questo è veramente un cambiamento di grandissima importanza perché simboleggia come la fiducia tra le banche centrali sia venuta meno. Ora la questione si complica se si pensa che la Bundesbank a novembre dichiarò questa faccenda della corsa al rimpatrio di oro inutile e che non voleva assolutamente ritirare parte delle sue riserve. Quindi cosa vorrà significare questo improvviso cambiamento? Preoccupazione per la fiducia e credibilità del governo e della banca centrale statunitense?
La FED comunque aveva già avvertito che non fosse importante se ci fosse oro fisico o solo ora cartaceo, perché la cosa fondamentale era la dichiarazione del deposito dei lingotti non se i lingotti ci fossero o meno. Molti hanno sollevato forti dubbi che esistessero effettivamente queste riserve di oro nella Federal Reserve, alcuni ipotizzano addirittura la falsificazione con lingotti di tungsteno. Interessante sarà la reazione degli USA a questa corsa all’oro da parte della banca centrale tedesca, perché non sta chiedendo il ritiro del suo oro Chavez o qualche dittatore di secondo piano, ma lo sta chiedendo la quarta potenza economica mondiale e la seconda maggiore riserva di oro al mondo.
Se si verificasse l’impossibilità di restituire l’oro alla Germania, la fiducia nella Federal Reserve da parte di tutto il mondocrollerà con conseguenze devastanti anche per la fiducia nel dollaro americano. Se la notizia sarà confermata, si tratta di un’ulteriore bomba ad orologeria per Washington già alle prese con l’avvicinarsi inesorabile del tetto del debito.
Fonte: hescaton.com
Un articolo di Sergio Rame su ilgiornale.it riporta questa notizia:
De Giorgi, il candidato di Monti è il proprietario di quattro siti porno

In lista con Monti c’è anche Alessio De Giorgi, omosessuale dichiarato e propietario della società Gay.it che raccoglie piattaforme web con video hard e siti di incontri per escort. Ma il candidato replica: “Mai ottenuto alcun vantaggio economico”
L’articolo spiega che il candidato (membro del PD e vicino a Matteo Renzi prima di candidarsi con Monti) vuole portare in Parlamento le ‘istanze omosessuali’ e prosegue spiegando che:
Non è il programma politico di De Giorgi a imbarazzare Monti, ma il suo curriculum. Oltre a essere indagato per reati ambientali e falso in atto pubblico, il renziano, omosessuale dichiarato e attivista per i diritti dei gay, ha problemi per le licenze dei suoi locali da ballo e per i contenuti dei siti gestiti dalla sua società Gay.it. Leggi il resto di questo articolo »
di: Giovanni Zibordi – Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1483217/economia-politica/italiani-siete-idioti-a-dire-si-a-tasse-alte-sacrifici-disoccupazione-per-pagare-il-loro-debito.aspx
“Austerità” e “sacrifici” hanno paralizzato l’economia, per mancanza di denaro che circola, per cui milioni di persone non hanno da lavorare. Se il governo digitasse degli “zero” nei computer delle banche centrali e li trasferisse ai conti correnti di milioni di italiani sotto forma di rimborso delle tasse… Opinione di Giovanni Zibordi
“Austerità e sacrifici hanno paralizzato l’economia, per mancanza di denaro che circola, per cui milioni di persone non hanno da lavorare”.
NEW YORK (WSI) – Grillo non dovrebbe avere timore a mandare gente del suo movimento su Sky, sulla TV nazionale e quelle locali a parlare della crisi e dell’austerità.
Per spiegare perchè i “sacrifici” della politica di Austerità sono assurdi non c’è bisogno di discorsi complicati di finanza e debito. Basta semplicemente notare che questi sacrifici richiesti per pagare questo debito in pratica consistono nel NON FAR LAVORARE. Chiedere dei “sacrifici” può essere giusto per risollevare l’economia o anche pagare dei debiti, ma se consistono nel lavorare di più, non lavorare di meno. Leggi il resto di questo articolo »

“Quel residuo di sovranità fiscale vuota e formale ancora nelle mani dei parlamenti nazionali dovrebbe essere trasferito all’Europa”, ha osservato Fassina…
Ecco chi vi vuole schiavi. Il PD (ma anche in misura diversa gli altri partiti) è sistematicamente contro la nostra nazione e sempre a favore del potere finanziario speculativo internazionale. Non servono altre parole. ndr
Mario Monti non deve avere creduto ai suoi occhi nel leggere quello che l’«estremista da silenziare», il responsabile economico del Pd cresciuto all’ombra del Fondo monetario internazionale, Stefano Fassina insomma, è andato a Londra a raccontare agli investitori e al Financial Times perché i mercati internazionali sapessero.
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Riceviamo e pubblichiamo. Fonte: http://www.glollo.com/site/index.php/component/acymailing/archive/view/listid-2-news-glollocom/mailid-166-newsletter-02-2013
L’Euro è veleno per i paesi europei
Situazione del Regno Unito e della Spagna: due Paesi con lo stesso livello d’indebitamento: 86% del Pil per Londra, 80% per Madrid (a fine 2012). Quasi identico deficit di bilancio: 7,9% del Pil per Londra, 7,4 per Madrid. Ebbene: quando i due Paesi chiedono prestiti sui mercati, la differenza è enorme. La Gran Bretagna vende i suoi titoli di debito decennali all’1,82%; la Spagna, deve venderli al 5,26%.
































