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Pubblicato da ImolaOggi EUROPA UE, NEWSapr 20, 2013
20 apr – Mario Soares, che ha guidato il paese verso la democrazia dopo la dittatura di Salazar, ha detto che tutte le forze politiche dovrebbero unirsi per «far cadere il governo» e respingere le politiche di austerità della troika dell’Ue-Fmi.
«Il Portogallo non sarà mai in grado di pagare i propri debiti, per quanto possa continuare ad impoverirsi. Se non è possibile pagare, l’unica soluzione è non pagare. Quando l’Argentina era in crisi non pagò. E che cosa è successo? Non è successo niente», ha dichiarato ad “Antena 1”.
L’ex premier socialista ed ex presidente del paese ha detto che il governo portoghese è diventato un servo del cancelliere tedesco Angela Merkel, e che esegue disciplinatamente qualunque ordine ricevuto. «Nel loro desiderio di fare contenta la Senhora Merkel, hanno venduto tutto e rovinato questo paese. In due anni questo governo ha distrutto il Portogallo».
Dario Perkins di “Lombard Street Research” ha detto che un default a muso duro costringerebbe il Portogallo all’uscita dall’euro. «Ma questo creerebbe Mario Soaresuna animosità incredibile – la Germania si preoccuperebbe del fatto che altri paesi potrebbero seguire la stessa strada e, per evitarlo, adotterebbe una linea molto dura». Secondo Perkins, tutti gli Stati periferici hanno «una gran paura» di essere buttati fuori dall’unione monetaria europea: «Temono che le loro economie potrebbero crollare, cosa che però è ridicola. Ma alla fine gli elettori cominciano ad eleggere politici che si rifiutano di accettare politiche di austerità, come stiamo vedendo in Italia, e l’Unione Europea perderà il controllo della situazione». Leggi il resto di questo articolo »
1) Fonte: http://lebanquiergarou.blogspot.it/2013/04/euro-la-france-bande-encore.html - Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri
Novità: la BCE di Draghi accorda alla Francia il potere di battere moneta
Le Yéti
voyageur à domicile
Pubblicato il 17/4/2013
Ma cosa sta succedendo? Mario Draghi, presidente della banca centrale europea (BCE) qualche giorno fa accorda in sordina a un paese dell’eurozona il diritto di battere moneta. E quel che è peggio in modo quasi “illimitato” (la parola alla moda per la finanza internazionale).
Badate bene, non a Cipro, non alla Grecia, non alla Spagna, non al Portogallo, non all’Irlanda, né tantomeno all’Italia. No, alla Francia. Tutto per noi ! E badate bene, non in qualsiasi valuta, non in franchi. No, in euro liquidi (è il caso di dirlo, come vedrete sotto).
Alcuni osservatori avvertiti vi hanno ironicamente scorto un segnale positivo. Paul Krugman, premio Nobel (non poteva essere che un premio Nobel !) :
« La Francia a di nuovo la sua moneta. »
Figuriamoci, non sono un premio Nobel (almeno non ancora) ma sarei quasi d’accordo con l’editorialista nobellizzato del New York Times: finalmente un ritorno alle monete nazionali nell’Unione europea ! Leggi il resto di questo articolo »
Quando leggerete questo post penserete ad un pesce di aprile in ritardo o ad uno scherzo di dubbio gusto. E invece no è tutto vero, la Grecia sta preparando campi militari (o meglio campi di concentramento) per confinare i “debitori dello stato”. come noto centinaia di migliaia di Greci hanno esportato capitali o li hanno trasformati in contanti (e metalli preziosi) in questi 4 anni, in pratica si sono spossessati del loro patrimonio in Grecia in modo da affrontare la bancarotta. Risultato: ci sono centinaia di migliaia di Greci che devono soldi allo Stato ma che risultano insolventi e non hanno patrimonio aggredibile dallo Stato Greco.
La Soluzione Finale Greca: Il campo di concentramento per i debitori!
Il Governo Greco sta adattando un campo di addestramento militare vicino alla prefettura di Attica per “ospitare” i Greci insolventi! L’idea è quella di creare delle quasi-prigioni ovvero luoghi non così duri come la prigione (su questo è legittimo qualche dubbio) ma che comunque limitano la libertà dei cittadini. Leggi il resto di questo articolo »
Def esaminato da lunedi’ dalle Commissioni: sforbiciata a beni e servizi in vista (sanita’ e Pubblico impiego) in due tappe. Corsia preferenziale per cassa integrazione. Rinviato al 2014aumento aliquota Iva.
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Un’imbarazzante situazione è stata quella che ha dovuto affrontare il presidente della Repubblica uscente Giorgio Napolitano in ordine alle intercettazioni delle telefonate con Nicola Mancino nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia.
L’autorità giudiziaria procedente, dopo un iter travagliato, aveva disposto la completa distruzione ma tale provvedimento è stato oggetto di ricorso in Cassazione.
Il Supremo Collegio si è espresso in tempi brevi dando così una decisione definitiva su tale vicenda. Nella giornata di ieri ha confermato l’eliminazione di tutti i files, operazione che verrà eseguita il 22 aprile.
Cosa ne pensi? Lascia un commento e condividilo sulla tua bacheca, in questo modo ci aiuterai anche a diffondere l’informazione e la consapevolezza di quanto sta accadendo a livello giuridico. Se vuoi clicca anche qui.
Fonte: http://salvatoretamburro.blogspot.it/2013/04/giorgio-napolitano-traditore-del-pci-e.html
Febbraio 2013 al Convegno del PD
“Non mi convinceranno a restare – Mia elezione non è soluzione, e sarebbe al limite del ridicolo – Giorgio Napolitano14.4/2013
Quello che si è consumato oggi al parlamento italiano, è il più grande inciucio di sempre nella storia repubblicana. Le controindicazioni e gli effetti collaterali gravi di questo abominio politico, si rederanno palesi fra qualche tempo, quando il paese, allora definitivamente nel baratro, accenderà sommosse popolari in ogni dove, mettendo a serio rischio la tenuta sociale. Hanno voluto mettere una “grande pezza”, a uno squarcio talmente esorbitante, che in nessun modo può essere ricucito – il tutto con il losco intento, di consolidare per l’ennesima volta, poltrone, privilegi, impunità e potere, infischiandosene provocatoriamente e spudoratamente della volontà popolare, principio sul quale si fonda e si esercita la democrazia nella sua più corretta derivazione etimologica.
I sorrisi di giubilo, l’entusiamo, gli applausi e il plauso, che hanno animato e rianimato l’aula del parlamento, dopo la rielezione di Napolitano a capo dello stato, si ascrivono drammaticamente a metafora di un ultimo vergognoso atto prima della fine, per sancire così il tracollo di una democrazia mai compiuta, ma da sempre ostaggio di interessi particolari e mercimonio della dignità.
L’atteggiamento ipocrita, codardo, servile e fintamente responsabile di Giorgio Napolitano, vanifica il sacrificio di tutti quegli italiani che hanno lottato e sono morti per liberare l’Italia dal nazi-fascismo, e riconquistare il diritto di una libertà perduta – affermando così, l’inutilità di una tale carica e allineandosi all’ipocrisia di questa classe politica escrementizia, nella speranza di passare alla storia come un presidente neutrale, super partes e di buon senso.
A tempo debito, e alla luce dei fatti e degli avvenimenti futuri, la storia giudicherà e confermerà la stupidità e faziosità di un tale atteggiamento, permeato di infantilismo politico, qualunquismo, piaggeria e vanesia visibilità che, nella sostanza, rinnega e sterilizza gli ideali e le ragioni, all’origine della sua storia politica improntata alla mera carriera personale.
Da tutto ciò si evince che il signor Napolitano non ha alcuna consapevolezza della realtà e della gravità della situazione socio politica e quindi, minimizza i suoi atti e comportamenti, adducendone un significato retorico e formale – mettendo così a rischio la tenuta dei principi fondamenti della democrazia, relativizzando ogni parametro di giudizio, e messa in discussione l’autenticità dei suoi valori morali ed etici e il suo, un tempo platealmente ostentato, senso dello Stato.
Il Cittadino più rappresentativo della nostra Repubblica, che dovrebbe dormire con la Costituzione sul comodino, ha l’obbligo morale e politico di astenersi fermamente e in forma esplicita da ogni coinvolgimento che possa in qualche modo, mettere in dubbio la sua onestà intellettuale, il suo senso dello stato, e l’indipendenza.
Detto questo, trovo raccapricciante e scandaloso il silenzio tombale del “compagno” Bersani, sulle motivazioni mai espresse che lo hanno spinto a non considerare in alcun modo legittima una possibile candidatura alla presidenza della Repubblica del signor Stefano Rodotà: una, e forse la sola figura in questo paese, degna e meritevole di un tale compito. Un uomo al di sopra di ogni sospetto, autentico servitore dello stato, la cui limpidezza e statura morale traspare da ogni poro della sua persona, colto, etico, sobrio e intelligente, senza secondi fini, lontano da ogni becero protagonismo, gioco di potere e servilismo politico.
Certo, una tale eminente personalità a Capo dello Stato, avrebbe in breve tempo portato alla luce le incongruenze, le contraddizioni, i compromessi e l’indecente doppio/giochismo di Giorgio Napolitano. E questo è il motivo primo che lo ha indotto ad accettare.
Ergo, il tragico e spudorato accordo tra PD, Berlusconi, Monti e Napolitano sull’elezione del Presidente della Repubblica, propedeutico alla costruzione di un nuovo governo dei poteri forti, è un vero e proprio golpe bianco a cui occorre rispondere con la mobilitazione popolare e l’unità di tutti i cittadini onesti e di buona volontà.
Quella Libertà e quella Democrazia che in maniera perseverante e sistematica, questa classe politica imbarbarita dal potere cerca di mercificare in tutte le salse, è stata loro servita su un piatto d’argento dal sacrificio e dal sangue di tanti italiani che, un tempo, sono morti per combattere proprio questo tipo di ingiustizie, abusi e soprusi. Una libertà che, oggi (e per i motivi che sappiamo) è trasfigurata in licenza, pratica di mistificazione sistematica, privilegio e impunità.
Fonte: http://dadietroilsipario.blogspot.it/2013/04/la-usurocrazia-benedice-napolitano.html
Rigore: le parole di Grilli e Schaeuble suonano come un ricatto
O accettate le politiche di rigore e pagate altre tasse senza fare storie, o preleveremo dai vostri conti correnti quello che ci serve. Sembrerebbe questo il senso delle parole di Grilli e Schaeuble.CONTINUA SU IMOLA OGGI
No della Bundesbank al sequestro di 1,8 miliardi di euro a Nomura
19/04/2013 19:20 | ECONOMIA – ITALIA
I tedeschi bloccano magistratura italiana su scandalo derivati Mps. No della Bundesbank al sequestro di 1,8 miliardi di euro a Nomura
Ci impongono misure di austerità e alla fine bloccano addirittura le misure della magistratura italiana. La Bundesbank afferma che non può dar seguito alla richiesta dei Pm di Siena di sequestrare 1,8 miliardi di euro a banca Nomura. Lo riporta l’agenzia Asca, citando fonti a conoscenza del dossier, mentre la Procura di Siena dichiara di essere ancora in attesa di una comunicazione ufficiale.
La richiesta di sequestro attraverso un decreto d’urgenza era partira martedì scorso e prevedeva di intervenire con un meccanismo nuovo per l’Europa, cioè il blocco dei flussi sul circuito “Target2″. La Bundesbank avrebbe bloccato l’operazione di sequestro perché non può essere effettuata «in base all’ordinamento tedesco». I magistrati potrebbero quindi procedere con una rogatoria internazionale. A chi chiedeva se ora sarà seguita la strada di una rogatoria internazionale, fonti della Procura di Siena si limitano a rispondere: «Vedremo. Aspettiamo di leggere una comunicazione ufficiale».
Già si fanno i nomi di Amato, oggi sui giornali, che se la ride poiché con l’accoppiata del presidente del MES, il ministro delle Finanze olandese presidente dell’Eurogruppo, hanno già previsto di estendere il modello di Cipro all’Italia. Del resto fu Amato l’iniziatore del furto dai conti nel 1992. Si cita anche Enrico Letta e Monti all’economia. Ma chi li ha votati? Chi li vuole? Abbiamo votato, e come con il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, non è servito a niente, perché i progetti del NOM vanno avanti.
Qua la conferenza stampa e la manifestazione a Roma, in questo momento, in diretta:
http://videochat.corriere.it/index_H2401.shtml?c=H24_1
NF
Premesso che una carica andava al PDL, l’altra al PD, la terza ai grillini, e che con il solito accerchiamento anti Berlusconi Grillo è stato molto abile, se eleggono Napolitano, DOMANI TUTTI A ROMA.
N. Forcheri
Fonte: www.beppegrillo.it
#TuttiaRoma – Appello agli italiani
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Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E’ in atto un colpo di Stato. Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area pdl/pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti. Nel dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c’è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini. Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile. Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull’inciucio ventennale dei partiti. Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E’ necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese.
di CHRIS WILTON
Ma i ciprioti sono impazziti o cosa? Il giorno dopo il voto del Bundestag tedesco sul pacchetto di salvataggio, che ha visto la Merkel perdere la maggioranza della sua coalizione e chiedere aiuto all’Spd per ottenere l’approvazione, cosa fanno a Nicosia? Chiedono il vaglio parlamentare all’accordo con la troika. Prima il segretario permanente del ministero delle Finanze cipriota, Christos Patsalides, ha chiesto una commissione d’inchiesta su quanto accaduto al sistema finanziario dell’isola e definito l’accordo con la troika , poi il procuratore generale della Repubblica, Petros Clerides, ha detto chiaro e tondo che l’accordo deve ottenere la ratifica parlamentare, viste le ingenti perdite subite dai correntisti delle due principali banche. Meno diplomatico il deputato dei Verdi, George Perdikis, secondo cui <è criminale mettere il destino di Cipro nelle mani della troika e farlo diventare una colonia>. Scherzano col fuoco, visto che se la Germania si irrigidisce e la Bce chiude i rubinetti, il default sovrano è dietro l’angolo, questione di giorni? Oppure la vendita forzata delle riserve auree in eccesso è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e riemergere l’orgoglio cipriota, quello che da giorni ribolle nelle strade con cittadini sempre meno concilianti e disposti a subire l’eurodiktat? No, c’è dell’altro. Perchè al netto di politici ladri e incompetenti, a Cipro hanno fatto bene i conti e letto sotto un’altra luce il timing della loro crisi. E hanno capito che Germania e Francia hanno responsabilità pari, se non maggiori, dei banchieri un po’ “allegri” dell’Isola. Leggi il resto di questo articolo »
































