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Fonte: http://www.linkiesta.it/modello-economico-svedese#ixzz2QqPNng00

Ma la Svezia come fa ad essere allo stesso tempo un modello socialista che piace alla sinistra e un

L’economia svedese funziona. I primi a riconoscerlo sono i mercati: lo spread tra i titoli di Stato decennali svedesi e quelli tedeschi è pari a zero. La situazione finanziaria della Svezia è così solida che il primo ministro, Fredrik Reinfeldt, può permettersi di tagliare le imposte alle aziende, e destinare più fondi a infrastrutture, giovani, giustizia e ricerca. Mentre il resto d’Europa smantella il welfare e impone duri sacrifici alla popolazione, a Stoccolma il governo (di centrodestra) fa angelicamente sapere che “bisogna investire per uscire dalla crisi”. Nella speranza, per nulla segreta, di vincere le elezioni del 2014.

«Attualmente la Svezia è in una situazione economica favorevole se paragonata a diversi (o perfino alla maggioranza) degli altri Paesi europei – . conferma a Linkiesta l’economista svedese Olof Åslund, direttore del centro di ricerca Ifau nonché docente all’università di Uppsala – . Naturalmente lo stato dell’economia mondiale pone delle sfide pure alla Svezia». Positivo anche il commento di Markus Uvell, presidente del think tank liberista Timbro, con sede a Stoccolma. «L’economia svedese sta andando davvero bene. Questo è il risultato di politiche capaci di affrontare con successo la crisi finanziaria internazionale, ma anche di una lunga tradizione di prudenza fiscale e spesa pubblica responsabile. Nel primo caso il merito va al governo attuale, nel secondo pure ai passati governi socialdemocratici».

Per il World Economic Forum, la Svezia è la quarta nazione più competitiva al Leggi il resto di questo articolo »

Pubblicato in data 17/apr/2013
RADIO ITALIA IRIB Hamid Masoumi Nejad corrispondente della RTV Iraniana in Italia

Foto qua: http://stefanomontesi.photoshelter.com/gallery-slideshow/G00004frb0jm.Otg/?start=

Se questi pensassero al bene del paese, farebbero alleanze sui punti d’economia di cui sotto. E invece non lo fanno. Quale altra ragione se non quella di isolare un terzo del paese? Che cos’ha di così pericoloso? In questo momento sto sentendo su Servizio Pubblico una brodaglia di nonsense detto da Prodi, in seguito al fatto che la Lombardi ha confermato Prodi come papabile per i grillini per la presidenza della Repubblica. Prodi colui che ha svenduto il paese, che ha smerciato l’adozione dell’euro con la svendita dell’IRI che questa sera ipocritamente dichiara: “si sono superati i limiti” e vagamente preconizza di rilanciare i consumi – ma si guarda bene dal dire come – e che c’è poco ‘margine’ per ridurre le tasse.

E nella tabella sotto non figura il punto più importante: la disponibilità di PDL e M5S di rinegoziare l’euro in senso moneta unica con debito unico e senza spread, BCE pagatrice di ultima istanza – che non è i biglietti di stato ma sarebbe già un bel progresso – o l’eventuale uscita dall’euro da introdurre nel dibattito.

Tratto da Ballarò del 13 aprile 2013

Tratto da Ballarò del 13 aprile 2013

Fonte: Befera ed il pignoramento di stipendi e pensioni.

18 Aprile 2013   15:32

Befera ed il pignoramento di stipendi e pensioni

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha riconosciuto “un problema che sta diventando serio” sul pignoramento degli stipendi. “Bisogna intervenire con nuove regole”, ha detto in audizione alla Commissione speciale della Camera, spiegando che l’amministrazione non può pignorare più di un quinto dello stipendio o della pensione ma, nel momento in cui interviene su un conto, non sa se è su questo che viene accreditata la busta paga. 

I deputati del Pd Michele Anzaldi, Giovanna Martelli ed Ernesto Magorno avevano annunciato un emendamento al decreto sui debiti della P.a. per uno stop al pignoramento delle pensioni.

“Serve uno stop vero al pignoramento di fatto delle pensioni da parte di Equitalia e di qualsiasi tipo di creditori, divenuto una prassi grazie ad alcune modifiche di legge introdotte dal governo Monti”, hanno affermato i deputati del Pd Michele Anzaldi, Giovanna Martelli ed Ernesto Magorno, annunciando la presentazione dell’emendamento al decreto sui debiti della Pa.  Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: http://www.infiltrato.it/notizie/italia/prelievi-forzosi-in-italia-arrivera-tra-6-8-settimane-e-pagheranno-in-cinque-milioni

Prelievi forzosi in ItaliaPrimo: distrarre l’opinione pubblica con un kaos politico mai visto dal ’92 ad oggi. Secondo: effettuare prelievi forzosi dai conti correnti degli italiani. O meglio, di quei cinque milioni che “detengono depositi e giacenze bancarie superiori a euro 100.000.” Questa la tesi dell’economista indipendente Eugenio Benetazzo, conosciuto alla stampa di settore come il Nouriel Roubini italiano o lo Steve Jobs dei mercati finanziari. Nonostante le smentite di Unicredit, quindi, qualcosa bolle in pentola. Ecco l’intervento integrale di Benetazzo.

Lasciate perdere le fantasiose proiezioni politiche sul futuro del nostro paese, ormai non ha neanche tanto senso continuare ad aspettare il nuovo governo. La pagheranno circa cinque milioni di italiani, questa fase di instabilità e di mancanza di convergenza politica  nell’interesse del paese, con il Partito Democratico come principale responsabile. Sono cinque milioni infatti i contribuenti  italiani (intesi come persone fisiche) che secondo le rilevazioni di Bankitalia detengono depositi e giacenze bancarie a prima vista superiori a euro 100.000.

Lo hanno fatto capire con grande disinvoltura persino le autorità sovranazionali europee, l’Italia non è più di tanto a rischio per adesso, nonostante i suicidi quotidiani e le chiusure sistematiche di piccole e medie imprese day by day. La prima manovra tampone, con grande presunzione, istituita dal prossimo governo sarà l’istituzione di una sorta di imposta di solidarietà su chi possiede disponibilità liquide superiori a centomila euro appunto. Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: http://www.signoraggio.it/imprenditore-divide-con-i-propri-dipendenti-5-milioni-di-utili-dellazienda/

Brunello CucinelliOggi la cronaca è piena di episodi decisamente brutti riguardanti ilmondo del lavoro. E’ davanti a noi l’immagine della coppia di Civitanova Marche che si è suicidata per la disoccupazione del coniuge e dalla vergogna dettata da un imminente sfratto.

Arriva però una buona notizia dall’Umbria che ci mostra come ci sono dei casi di imprenditori decisamente illuminati. Lui si chiama Brunello Cucinelli ed è da tutti indicato come il re del cachemire. Una persona che sta tenendo alta la bandiera delMade in Italy italiano, portando in giro dei prodotti che mischiano innovazione e artigianato, quello al quale tutti gli imprenditori italiani dovrebbero tendere. Chiaramente gran parte di questo successo si deve non solo alle sue buone scelte da imprenditore ma anche ai suoi dipendenti che tutti i giorni si dedicano a testa bassa ad un progetto al quale hanno sempre creduto. E quindi lui cosa ha pensato di fare per ringraziare i suoi dipendenti? Fresco fresco di sbarco in borsa ha deciso, come prima cosa, di destinare ben cinque milioni di utili ai propri dipendenti.

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Fonte: http://www2.signoraggio.it/inps-dal-2015-non-ci-saranno-soldi-per-pagare-le-pensioni/

INPSROMA – La situazione del nostro Paese sta raggiungendo livelli di pericolosità estrema: i furti sono in netto aumento, così come i disoccupati, gli esodati e i poveri che quest’anno raggiungeranno quota 4 milioni..

Oltre a ciò, sono presenti tanti altri problemi tra cui quello della sanità pubblica, in grave difficoltà economica, e quello dell’INPS: parliamo infatti dell’Istituto Nazionale Di Previdenza Sociale che, a partire dall’anno 2015,potrebbe non avere più i soldi necessari per poter pagare le pensioni.

Questo è ciò che si evince dalla lettera inviata dal presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, e indirizzata alla professoressa Fornero e a Grilli: sulla lettera è presente il sigillo della Corte dei Conti, e  quindi dei magistrati contabili che analizzano il bilancio di previsione 2013.
Secondo questi ultimi il fatto di aver inglobato l’INPS con altri enti quali Inpdap ed Enpals, manovra voluta dalla Fornero col decreto Salva Italia, avrebbe portato gravi conseguenze all’interno delle casse dell’Istituto di Previdenza.

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Per combattere la paura, non esiste nulla al mondo di più terapeutico, di una profonda consapevolezza sulla necessità della morte. Se non ne comprendiamo a fondo il suo significato più alto, ogni vera felicità ci é preclusa. Alcune religioni, ancora oggi, immuni dal cancro del liberismo, relativista, conservano intatta la loro natura trascendente, adducendo nella vita, il significato di espiazione catartica e, nella morte, la liberazione da ogni conflitto, per poi ascendere, per diritto divino, verso i prati celesti della libertà cosciente e dell’eterno appagamento. Ogni nostro disagio esistenziale, innescato da quella che, per un eufemismo, abbiamo definito, “la modernità”, fanno tutti capo e, per vie diverse, alla paura della morte. E’ singolare vedere, come, nel mondo occidentale (dove il disagio psicologico e neurologico a raggiunto soglie di dolore quasi insopportabili e paralizzanti), la paura del dopo, sia vissuta come un costante tormento e stillicidio. Una spada di Damocle sul nostro vivere, che ne destabilizza e condiziona le scelte quotidiane, i rapporti con gli altri e, si accanisce su quell’equilibrio spirituale che è alla base di ogni autentica felicità.

I sorrisi smaglianti e commoventi di bambini senza pane e senza acqua e, di altri, affetti dalle più diverse patologie da denutrizione e di natura igienico-sanitarie, sono il prodotto miracoloso di una filosofia dell’anima, applicata al quotidiano dove, la convinzione naturale e logica, di un altro mondo, giusto e ricco di promesse, edulcora e sdrammatizza ogni avversità terrena, fino ad accettarla come necessaria. Questo perché, la loro condizione (qualunque sia), non prescinde mai dalla Fede essendo, l’una, complementare all’altra. La fusione di due metalli, in una lega inossidabile e indissolubile, impermeabile ad ogni paura e debolezza. Leggi il resto di questo articolo »

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A seguito segnalazione, sono entrato in contatto con i ragazzi di Racale (Lecce) che hanno fondato l’associazione “LapianTiamo” (www.lapiantiamo.itper la coltivazione in Italia della Cannabis ad uso terapeutico. Lucia e Andrea, i fondatori, soffrono infatti di Sclerosi Multipla e solo con l’uso della cannabis, attualmente importata dall’Olanda, riescono a condurre una vita normale; ma non è semplice (pochi medici disposti ad effettuare le prescrizioni) nè economico (certo più economico dell’Interferone, ma pur sempre 18-20 € a grammo); a questo punto, anche sostenuti da un sindaco illuminato hanno deciso di partire a coltivare alcune piante per essere autonomi (in tutti i sensi).

Che dire? Io auguro loro di tutto cuore di avere successo, di essere gli apripista di una rivoluzione che riabiliti questa pianta dalla millenaria tradizione e dai molteplici usi, messa al bando, come ben spiega Massimo Mazzucco nel suo documentario, per lasciare spazio a prodotti industriali e brevettabili. Leggi il resto di questo articolo »

 

Un attacco EMP nordcoreano sarebbe ‘inarrestabile’

 

Un’arma satellitare potrebbe violare le difese degli Stati Uniti e detonare sul Nebraska
F. Michael Maloof WND 15 aprile 2013
F. Michael Maloof, scrive per WND e G2Bulletin, è un ex analista della politica di sicurezza presso l’ex segretario della difesa.

 

rCADI228ESe la Corea democratica dovesse lanciare un attacco nucleare preventivo contro gli Stati Uniti, potrebbe usare un missile a lungo raggio per mettere in orbita un satellite sopra il Polo Sud, permettendogli di sorvolare Omaha, nel Nebraska, ed esplodere a 300 miglia di altitudine dove i sistemi dei missili antibalistici Aegis statunitensi non possono raggiungerlo, hanno detto delle fonti a WND. Inoltre, queste fonti dicono che non vi è alcun modo per determinare se un missile sia dotato di una testata nucleare fittizia o reale, obbligando ad abbattere ogni missile che venga lanciato dalla Corea democratica, dato l’avvertimento pubblico da Pyongyang che intende lanciare un attacco nucleare preventivo contro gli USA.
Gli Stati Uniti hanno posizionato navi Aegis vicino la Corea democratica e il Giappone, ma a quanto pare è stata presa la decisione politica di non tentare di abbattere i missili, se sorvolano il mare aperto. Fonti dicono, però, che un missile lanciato verso gli Stati Uniti adotterebbe una traiettoria di sorvolo del Polo Sud, ed è lecito chiedersi se gli Stati Uniti abbiano sistemi Aegis per affrontare un missile che seguisse una traiettoria meridionale del genere. Inoltre, il missile dovrebbe essere abbattuto quasi dopo il decollo, dato che il missile metterebbe in orbita il satellite in modo relativamente rapido, a un quota di 300 miglia, l’altitudine raggiunta nel lancio del satellite del dicembre scorso. La Corea democratica, nel frattempo, ha annunciato in un comunicato che ha tratto le “frecce” per “attacchi spietati di ritorsione” al continente americano, alle basi militari statunitensi nel Pacifico e “a tutte le altre basi in cui stazionano le forze dell’aggressione imperialista degli USA. I potenti mezzi d’attacco delle forze armate rivoluzionarie della RPDC [Repubblica democratica popolare di Corea] sono pronti e le coordinate degli obiettivi inseriti nelle testate“, ha detto un comunicato della Corea democratica. “Sarà sufficiente solo premere un pulsante per gettare le roccaforti dei nemici in un mare di fuoco.”

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venerdì 12 aprile 2013

Rodotà: “Il Reddito di cittadinanza è un diritto universale”
conversazione con Stefano Rodotà di Roberto Ciccarelli, da il manifesto, 12 gennaio 2013
http://temi.repubblica.it/micromega-online/rodota-il-reddito-di-cittadinanza-e-un-diritto-universale/?printpage=undefined

«In Europa – sostiene Stefano Rodotà, uno dei giuristi italiani che hanno partecipato alla scrittura della Carta di Nizza e autore del recentissimo “Il diritto di avere diritti” – siamo di fronte ad un mutamento strutturale che spinge qualcuno ad adoperarsi per azzerare completamente i diritti sociali, espellere progressivamente i cittadini dalla cittadinanza e far ritornare il lavoro addirittura a prima di Locke. Per accedere ai beni fondamentali della vita come l’istruzione o la salute, dobbiamo passare per il mercato e acquistare servizi o prestazioni. Il reddito universale di cittadinanza è il tentativo di reagire al ritorno a questa idea di cittadinanza censitaria».
Il reddito di cittadinanza, dunque, non il «salario minimo sociale e legale» chiesto dal presidente uscente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Come spiega questa dichiarazione?Juncker ha mostrato più volte un’attenzione rispetto ad una fase nella quale debbono essere ripensati una serie di strumenti anche partendo da una riflessione più profonda sulla dimensione dei diritti. A parte la sua citazione di Marx, credo che la sua dichiarazione dovrebbe essere valutata alla luce dell’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali. In una delle sue carte fondative l’Ue si impegna a riconoscere il diritto all’assistenza sociale e abitativa e a garantire un’esistenza dignitosa ai cittadini. C’è un’assonanza molto forte con uno dei più belli articoli della nostra Costituzione, il 36. Considerati insieme, questi articoli offrono una chiave per considerare il reddito fuori dalla prospettiva riduzionistica con la quale di solito viene considerata. Diversamente dall’approccio del salario minimo, o di quello del «reddito di sopravvivenza» di cui parla Monti nella sua agenda, il reddito non può essere considerato solo come uno strumento di lotta contro la marginalità. In Europa non c’è solo la povertà crescente. Io credo che oggi la lotta all’esclusione sociale passi attraverso l’adozione del reddito di cittadinanza.
Riesce ancora a mantenere una fiducia ammirevole nelle istituzioni europee e a non considerarle solo come l’emanazione diretta della Bce o della volontà tedesca di imporre politiche anti-inflattive e di rigore nei bilanci pubblici. Come mai?Ma perché l’Europa non può essere ridotta solo alle politiche dell’economia che assorbe tutte le altre dimensioni. Non è possibile ricordarsi degli aspetti virtuosi dell’Europa solo quando interviene per sanzionare i licenziamenti di Pomigliano oppure la legge italiana sul testamento biologico e dimenticarli quando impone di considerare l’economia come il Vangelo, con questa idea di mercato naturalizzato. L’Europa è un campo di battaglia. Io stesso ricordo la fatica di introdurre nella Carta di Nizza i principi di solidarietà e uguaglianza che prima mancavano. Leggi il resto di questo articolo »

Creating Economic Dynamism: Vittorio Grillidi Luciano Lago

 

Nella giornata del 17 aprile il dr. Grilli, ministro dell’Economia e delle Finanze del governo “tecnico” di Monti e soci, a proposito dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, ha espressamente dichiarato che” il limite del 3% sul deficit di  bilancio è un numero sacro ed inviolabile, per noi è come la Bibbia”. Non ha aggiunto “ce lo ha chiesto l’Europa” ma è stato chiaro a tutti che questo  intendeva come massimo ossequio ai trattati.

 

In altri termini, per i “tecnici” di fiducia dell’oligarchia europea, la stabilità finanziaria viene prima di tutto, non importa che le imprese chiudano perché avanzano crediti non saldati con le P.A., non importa che i mancati provvedimenti di spesa del governo accrescano il numero dei disoccupati, la sofferenza delle piccole imprese ed il ristagno dell’economia, no questo è secondario, la priorità si trova tutta in quel numerino imposto anche dal Fiscal Compact: il 3% di deficit massimo. Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: http://www.ukipmeps.org/articles_649_Farage-You-are-common-criminals.html - Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri

• Parlamento europeo, Strasburgo, 17 Aprile 2013

• Oratore:  Nigel Farage MEP, Presidente del Partito per l’Indipendenza di UK (UKIP), Co-Presidente del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia (EFD) del Parlamento europeo.

• Dibattito: Situazione attuale a Cipro
Dichiaraizoni del Consiglio e della Commissione - [2013/2603(RSP)]

Trascrizione:

«Anni fa la Thatcher riconobbe la verità del Progetto europeo. Vide che riguardava la distruzione della democrazia degli Stati nazione e la cessione della sovranità a persone che non devono rendere conto a nessuno.

Sapendo che l’euro non avrebbe funzionato, intravide la pericolosità estrema del progetto. Noi dell’UKIP abbiamo la stessa visione e ho tentato negli anni in questo parlamento di prevedere le prossime mosse man mano che il disastro dell’euro si sviluppava davanti ai nostri occhi.

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mercoledì 17 aprile 2013 Fonte: http://dadietroilsipario.blogspot.it/2013/04/la-francia-stampa-denaro.html

Secondo questo articolo di un giornale economico la Francia potrà stampare denaro:
Operazione segreta: Draghi concede alla Francia la licenza per stampare denaro. Sembra che sarà utilizzato una sorta di circuito bancario ombra per impedire alla Germania di interferire con il salvataggio della Francia.
La Francia, la Germania…..La stampaccia mainstream e non solo usa i nomi delle nazioni quando si parla di salvataggi bancari o politiche del rigore, fingendo di precisare che non sono decisioni prese liberamente, né in nome dei propri cittadini, bensì SU ORDINE DELLA BANCOCRAZIA. I vari Merkel Hollande etc eseguono ordini, ma non dei propri sudditi.

Si usano i nomi delle nazioni come paravento, omettendo di specificare che non si tratta di decisioni, come i tagli e le iniezioni di denaro etc prese a livello nazionale. Eh già
perché è prassi da un po’ di tempo a questa parte considerare i popoli ed il loro circuito bancario come una unica inscindibile entità. Non si salvano le banche francesi, ma il popolo francese, a leggere tanti soloni a servizio o sedicenti indipendenti. Secondo tali analisi, se ne evince la strana idea per cui se le banche vengono rimpinzate di euri il rigore si arresta ed i cittadini possono andare felici a prendere soldi agli sportelli, tanto i soldi poi li tirano dietro.
Come se l’esempio dei Quantitave easing americani non avesse ben chiarito chi abbia beneficiato di tali iniezioni di danaro. Ho la vaga sensazione che tutto questo abbia più che altro a che fare con il sistema Basilea III, il quale dispone che le banche aumentino la riserva dal 2 al 7% e siccome hanno prestato quello che non possiedono ecco perché sono “in rosso” (per semplificare). Vedere anche EUROZONA: decolla il tasso insolvenza nelle banche Leggi il resto di questo articolo »

di Marco Saba e Nicoletta Forcheri
Chi ha il potere di creare moneta LEGALE (cioè obbligatoria) tassa invisibilmente la comunità del potere d’acquisto corrispondente che si arroga. E’ un diritto sovrano, non può essere lasciato ai privati ai quali comunque può essere consentito di emettere moneta complementare a circolazione libera, a CORSO LIBERO, poiché l’uso della stessa non è imposto dallo Stato.
Lo Stato non può imporre ai cittadini, depauperandoli mostruosamente, di adottare una moneta privata per l’assolvimento delle obbligazioni. Si tratta di ALTO TRADIMENTO.
Per capire il sistema bancario, i punti da tener presenti sono tre:
1 – Nascono prima i prestiti dei depositi, il denaro virtuale viene creato dalla banca all’atto del prestito e dopo viene depositato.
2 – Le banche sono principalmente delle creatrici di denaro creditizio (virtuale) e svolgono solo marginalmente l’attività d’intermediazione finanziaria vera e propria.
3 – Le banche non hanno bisogno di percepire anche gli interessi, rubano già l’intero capitale all’atto della creazione del credito. Le banche non pagano tasse sul capitale rubato perché lo mettono al passivo del bilancio realizzando un’evasione doppia.
Se ne desume che le banconote in euro rappresentano un curioso caso di corpo del reato che è anche allo stesso tempo refurtiva e mezzo di riciclaggio.
Nota bene: si salvano solo gli euro metallici a signoraggio statale, contingentati però dall’UE: in Pochi spiccioli all’Italia la dimostrazione che una decisione della BCE ci strozza nel tetto imposto di emissione di valore da spiccioli pro capite, inusitatamente basso per l’Italia rispetto al pro capite degli altri Stati. Contingentati dalla BCE lo sono anche i titoli del debito pubblico, di cui la facoltà di emissione sarà prossimamente scippata semplicemente agli Stati per regalarla al MES. Il presidente del MES al momento è – in conflitto di interessi? in cumulo di poltrone? – il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem, che è anche il presidente dell’Eurogruppo, subentrando a Juncker che era in carica dal 2005. Il ministro olandese, che è stato nominato dall’Eurogruppo con l’opposizione espressa della Spagna, rompendo con la tradizione che richiedeva l’elezione all’unanimità dei paesi, è lo stesso che ha deciso l’esproprio dei conti ciprioti e la cancellazione pura e semplice dei titoli dei piccoli obbligazionisti della banca olandese SNS nazionalizzata Leggi il resto di questo articolo »
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