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Libertà e rispetto
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UNA STORIA DI ASSAI LUNGA DURATA
Praticata fin dall’antichità, in Africa la tratta degli schiavi ha dato luogo a tre rami specifici. L’ultimo, organizzato da potenze europee, si inseriva in un commercio triangolare con le Americhe. Ricerche storiche recenti definiscono il coinvolgimento umano ma soprattutto economico di questo traffico.

La tratta coloniale degli schiavi, organizzata dagli Stati più strutturati dell’Europa moderna, è stata oggetto di una minuziosa legislazione (fiscale, commerciale, amministrativa, sanitaria). Gli archivi pubblici e privati ne abbondano e hanno permesso agli storici, da più di tre decenni, di analizzare con rigore i meccanismi messi in opera da armatori, capitani di navi, fornitori di merci destinate a servire da moneta per l’acquisto degli schiavi sulle coste africane, piantatori delle colonie acquirenti di questa mano d’opera schiava, amministratori incaricati della gestione e della difesa delle colonie… E’ accettato che la tratta europea ha prelevato in Africa fra i 12 e i 13 milioni di esseri umani, comprese tutte le destinazioni, dei quali circa un terzo donne. La mortalità durante le traversate era molto variabile secondo le spedizioni, ma il numero dei morti nel corso delle traversate – accuratamente registrati sui libri di bordo – si è elevato a circa il 15% del totale degli schiavi imbarcati, facendo dell’Atlantico il «più grande cimitero della storia»

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22:01 18 SET 2011

(AGI) Bengasi – Duplice battuta d’arresto il Libia per il Consiglio Nazionale Transitorio: sul fronte politico la formazione del governo, che doveva essere annunciata oggi, e’ stata rinviata “sine die; sul fronte dei combattimenti gli insorti, malgrado i loro annunci ottimistici, stanno battendo in ritirata “strategica” dalle roccaforti lealiste di Bani Walid (150 km a sdu di Tripoli) e Sirte, citta’ natale di Muammar Gheddafi, a 360 km ad est della capitale, .

10:40 18 SET 2011

(AGI) – Berlino, 18 set. – La Siemens ha deciso di ritirarsi completamente dal settore nucleare. Lo annuncia in un’intervista al settimanale ‘Der Spiegel’ il presidente del colosso industriale tedesco, Peter Loescher, affermando che “per noi il capitolo e’ chiuso”.

Il manager spiega che questa decisione e’ la “risposta” della sua azienda “alla chiara presa di posizione della societa’ e del mondo politico in Germania sull’uscita dal nucleare”. Invece di partecipare alla costruzione completa di centrali nucleari, in futuro la Siemens produrra’ solo componenti, come ad esempio le turbine a vapore impiegate nelle centrali elettriche tradizionali. Loescher annuncia anche la rinuncia della sua azienda ad una joint-venture con il gruppo russo Rosatom, con il quale intende tuttavia collaborare “in altri settori”. Leggi il resto di questo articolo »

Da Times Kuwait: raduno della gioventù richiede riforme in Kuwait

fonte:  Alarabya

Saturday, 17 September 2011 Sabato 17 Settembre 2011

By Abdellatif Sharaa Di Abdellatif Sharaa

Kuwait 16 settembre gruppo di giovani ieri sera ha tenuto un comizio in Piazza Safat, con i cittadini di ogni età raccogliere per chiedere cambiamenti nel sistema politico del Kuwait. Tra le richieste principali dei giovani manifestanti sono state soprattutto modifiche all’infrastruttura politica del paese e lo sradicamento della corruzione.

In un discorso pronunciato durante l’evento, MP Mubarak Al-Waalan ha detto: “Sono venuto qui per sostenere i giovani e sono completamente d’accordo con le loro richieste.” Al-Waalan ha detto che la situazione in arena politica del Kuwait ha raggiunto un punto in cui entrambe  senato Assemblea Nazionale (parlamento) “dovrebbe andare, e volti nuovi deve prendere il sopravvento.” La MP ha insistito che l’attuale governo è un fallimento e deve leggere e comprendere il messaggio inviato dai manifestanti molto bene e smettere di manipolare le istituzioni dello Stato.

= Per maggiori informazioni su questo si veda: http://www.kuwaittimes.net/read_news.php?newsid=ODQ5MzM2NDEwNg ==

Il friulano Fabio Capello è venuto a inaugurare l’annuale festa chiamata “Friuli D.O.C.” [1], che si tiene in questi giorni in centro a Udine. Ha tagliato il nastro (tricolore) insieme ad altre autorità, così da dare il via a quella che è una grande abbuffata di cibi e bevande. Le due colonne portanti sono il vino friulano e il prosciutto, ma non mancherà la carne e le salsicce alla griglia e, per i vegetariani, frittelle di mele e tortini di mais. Per tacere del formaggio di malga. Quello di San Daniele è il prosciutto più famoso in Italia, dopo forse quello di Parma, ma nell’alta Carnia c’è un’isola alloglotta in cui vivono da secoli popolazioni di lingua germanica che sono conosciute per un tipo particolare di prosciutto, quello di Sauris, appunto, che ha la caratteristica di essere affumicato e di chiamarsi speck. Non è l’unico speck prodotto sulle Alpi, comunque.

Il quotidiano di Udine chiamato Messaggero Veneto non perderà l’occasione di titolare a piena pagina le cifre esorbitanti della partecipazione di pubblico, come anni fa faceva per la “Sagra dei Osei” di Sacile, ma che ora non può più fare a causa della decadenza di quella che è la più antica fiera venatoria. Deo gratias!

Sbattere in prima pagina la cifra di centomila visitatori a Friuli D.O.C. significa che il popolo friulano è compatto e saldo nelle proprie radici contadinesche e che, alla faccia della crisi economica, la gente vuole mangiare, bere e divertirsi. E la cultura?

Ce n’è anche di quella, naturalmente, inserita per darsi un tono, per non fare sempre e solo la figura dei crapuloni ignoranti. Ma non troppa, sennò la gente si stufa.

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16 settembre 2011

“Tornerààà un altro invernoooo
cadranno mille petali di roseee
la neve coprirà tutte le coseee
e ancora un po’ di nebbia arriverààà
Odio l’ estateeee …”

Era un assolato pomeriggio di settembre, e faceva molto caldo; era scoppiata l’ afa.
I ragazzi all’ uscita di scuola vendevano i libri, la Cittadella Pentagonale era un deserto conosciuto, e tutt’ attorno sembrava quasi un mare, l’ erba …

Era tutto un insieme di cose a condurre quel giorno il cantore di corte Benedetto Galeazzo a far visita all’ amico Vespasiano presso la sua Piccola Atene, nel Granducato di Mantova … Leggi il resto di questo articolo »

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Prima di affrontare e di incamminarci direttamente verso il tema centrale dell’articolo, c’è bisogno di fare un “piccolo” excursus storico che affonderebbe le sue radici addirittura negli anni ’30 del ‘900, ma per semplificare il flusso di questa storia, con tante ombre e poche luci, partiamo dal dopoguerra. Dopo la seconda guerra mondiale e la nascita della Repubblica, i maggiori partiti italiani dell’epoca, la DC e la sinistra facente capo al PCI, si trovarono a decidere insieme quale struttura economica dare al nascente Stato italiano. Vennero rifiutati entrambi i sistemi dominanti dell’epoca, cioè il liberismo statunitense e il collettivismo sovietico; la nuova forma economica che prese vita fu quella dello stato imprenditore. Con questo modello il potere economico statale si trovava a competere con le leggi del mercato, in concorrenza con i privati, con lo scopo di incoraggiare, anche con l’ausilio privato, l’economia del paese. Questo è il sistema della cosiddetta “terza via”, che aiuterà l’Italia a crescere dal dopoguerra in avanti

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Come potremo mai essere “noi stessi” quando tutto ciò che ci circonda è lo sterco immondo prodotto del Sistema Bestia e progettato da Satana in persona? Cosa c’è di veramente nostro in questa società? Come possiamo, definirci liberi, quando ogni nostra scelta, è il risultato ultimo della propaganda a “tambur battente” messa in atto dal Sistema Bestia? E se rifiutassimo ogni condizionamento e dipendenza, quali sarebbero le alternative? E cosa sarebbe della nostra vita?

Il sempre più ricorrente e gettonato leit motive del “tutto è relativo”, non è che il riassunto delle infinite attenuanti, addotte a discolpa della nostra incapacità di agire in modo pragmatico e di una inettitudine fisica e morale dentro la quale (in maniera infantile e ipocrita), ci rifugiamo.

Relativa, è quella parte della verità che non conosciamo, essendo noi, privi di ogni capacità critica, personalismo e slancio rivoluzionario. Ci atteniamo alle indicazioni di un libretto di istruzione che, il Sistema Bestia, ci da in dote al momento della nostra venuta al mondo. La consapevolezza dei nostri reali bisogni e la competenza nel trovare le giuste soluzioni ai nostri problemi, è quel meccanismo che ci rende uomini a tutti gli effetti, in grado di mantenere gli impegni presi, sia con gli altri che con noi stessi. Relativizzare la verità (e questo è lo scopo del Sistema) è una pratica che porta all’autodistruzione e ci confina in un limbo gelatinoso di paranoia, frustrazione e solitudine. Per tanto, prima di pensare, dobbiamo agire essendo, la pratica, il solo strumento idoneo per affinare il pensiero positivo. Tutto il resto, non è, che inconcludente introspezione, disagio psichico e infelicità.

“Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” è un altro degli slogan di punta (fra i più efficaci) che la “modernità ci ha spacciato per buoni trasfigurando (attraverso questo subdolo strattagemma), la libertà in licenza, la verità in mistificazione e la realtà in contraffazione. Leggi il resto di questo articolo »

TANTO LA VERITA’ ORMAI LASCIA IL TEMPO CHE TROVA

Articolo di Roberto QuagliaRoberto.info

Il 25 Agosto 2011 la trasmissione “La Storia Siamo Noi” di Giovanni Minoli trasmette il primo serio servizio giornalistico della TV italiana sul grande inganno dell’attentato terroristico dell’11 settembre 2001. Grande plauso in rete, hurrà hurrà nella blogosfera, standing ovation del “popolo complottista”. La vera notizia tuttavia non è questa. La vera notizia è che tutto ciò lascia il tempo che trova. La vera notizia è che neppure quando la RAI dichiara in un proprio servizio giornalistico che l’11 settembre è in tutta evidenza un’operazione Made in USA si producano effetti concreti nella società politica e civile. In altre parole, è stata sdoganata la vera storia dell’11 settembre, evviva, evviva, la verità ha trionfato, affinché tutto continui esattamente come prima. Nessun politico rinuncerà a recitare i dovuti mantra sulla lotta al terrorismo.

Nessun telegiornalesmetterà di attribuire al mitologico Osama Bin Laden, il Babbo Natale del Male, la responsabilità degli attacchi.

Insomma, ora che la verità è stata ufficializzata da Mamma RAI, possiamo allegramente continuare ad ignorarla come se niente fosse. Benvenuti nell’affascinante mondo del bispensiero. Leggi il resto di questo articolo »

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   Fonte:: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=5768

I cittadini di Puerta del Sol e piazza Syntagma manifestano la loro indignazione ed invitano tutti gli indignati ad invadere le proprie piazze Comunicato unitario Sol-Syntagma Asamblea Sol – Sintagma Συνέλευση Σολ- Συντάγματος Tradotto da Asamblea Sol – Sintagma Συνέλευση Σολ- Συντάγματος Dagli Stati Uniti a Bruxelles, dalla Grecia alla Bolivia, dalla Spagna alla Tunisia la crisi del capitalismo si stà accentuando. Ma ora la soluzione per superare questa crisi ce la vogliono dare proprio i colpevoli che l’hanno creata. Ma qual è la loro soluzione? Pretendono travasare fondi pubblici a enti finanziari privati e far pagare dazio una volta ancora a quei popoli schiacciati da piani di adeguamento che spingono i paesi ancora più a fondo nella crisi. Nell’Unione Europea gli attacchi dei mercati finanziari al debito sovrano (debito pubblico) non sono altro che ricatti ai danni di governi codardi. Leggi il resto di questo articolo »

Guerra in Libia: la NATO sta preparando una trappola per il 18/09/2011?

La NATO ha comprato equipaggiamento per rendersi uguale all’esercito libico (è un crimine di guerra), dopo di che, ha mandato a tutti i libici un sms (fingendo di essere il governo di Gheddafi) per spingerli ad uscire e combattere il 18/09: la NATO farà il massacro e il giorno dopo l’ONU avrà la scusa per prolungare il mandato (risoluzione 1973). Questo è il loro piano. DIFFONDETE!

Puritani e la fondazione degli Stati Uniti d’America
Tratto da “Storia non romanzata degli Stati Uniti d’America” di Kleeves trovato su Disinformazione.it

 

Quanti conoscono la vera storia della nascita degli Stati Uniti d’America?
Non mi riferisco alla propaganda ufficiale, in cui il galeone Myflower salpato il 6 settembre 1620 dall’Inghilterra, con a bordo 100 o 101 o 102 (a seconda delle versioni) Pilgrim Fathers, Padri Pellegrini, sarebbe giunto nel Nuovo Continente dopo due mesi di navigazione. Intendo la vera storia, sconosciuta agli stessi americani, che aiuta a comprendere il passato e il presente dell’impero coloniale americano, dedito a liberalizzare i mercati del mondo, ad arraffare e conquistare risorse di altri paesi, invadere Stati sovrani per esportare la democrazia.
E’ necessario fare un salto nel passato partendo dal Medioevo. Leggi il resto di questo articolo »

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