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http://www.pinonicotri.it/2011/04/chi-e-perche-ha-ucciso-vittorio-arrigoni-cristo-laico-dei-nostri-tempi-o-e-comunque-responsabile-anche-del-suo-omicidio-mirato-certamente-roberto-saviano-vorra-illuminarci-con-un-suo-videomessa/

di Pino Nicotri

Chi e perché ha ucciso Vittorio Arrigoni, Cristo laico dei nostri tempi, eliminato con un altro “omicidio mirato”. Certamente Roberto Saviano vorrà illuminarci riguardo “la macchina del fango” all’opera contro Gaza. Che non a caso pur con 1.500 uccisi dalle bombe israeliane non è una “città martire” come invece la libica Misurata con molte meno vittime

Obama ha torto. Le ONG (Organizzazioni NON Governative) italiane hanno ragione. Obama ha detto che “l’uccisione di Vittorio Arrigoni a Gaza è un atto insensato”. Non è vero, signor presidente Usa. Lei che ha tradito il discorso che fece a Il Cairo quando promise una “nuova era di rapporti” con il mondo islamico e con quello arabo sa bene che l’assassinio di Arrigoni ha un senso ben preciso. Ci duole doverlo dire, signor presidente Usa, ma il senso dell’uccisione di Vittorio Arrigoni è lo stesso di tutti gli omicidi – e gli espropri di terre – che il suo Paese, gli Usa, e il nostro Paese, l’Europa, hanno permesso a Israele di compiere impunemente, a partire dall’uccisione degli inviati dell’Onu conte Folke Bernadotte nel ’48 e prima ancora. L’uccisione di Vittorio Arrigoni non è insensato, ha infatti lo stesso senso dei 300 “omicidi” mirati compiuti propio nella zona di Gaza dai militari israeliani su ordine dei loro governi. Il senso dell’uccisione di Vittorio Arrigoni c’è, ed è lo stesso senso che hanno tutti gli omicidi del terrorismo palestinese, lasciati compiere dal “civilissimo” Occidente senza mai intervenire sulla cause che hanno partorito anche tale mostro.
Le ONG hanno ragione: “E’ impensabile che Arrigoni sia morto per mano palestinese”. E’ talmente impensabile che, appunto, non lo pensa nessuno, a parte i mandanti della sua soppressione. L’uccisione di Vittorio ricorda quella della sua compagna di volontariato Raquel Corrie, assassinata con un bulldozer Leggi il resto di questo articolo »

fonte: Andrea Carancini http://andreacarancini.blogspot.com/
‘LO SPERMA DI UN GENTILE PORTA UNA DISCENDENZA BARBARA’[1]
Il rabbino Dov Lior sostiene che la Legge Ebraica probisce alle coppie sterili di concepire utilizzando sperma di non ebrei, poiché genera delle caratteristiche negative. Riguardo alle mamme single, afferma: ‘Il bambino non può essere normale al 100%’
Di Kobi Nahshoni, 12.01.2011
Il rabbino Dav Lior[2], la maggiore autorità in materia di legge ebraica nel movimento del Sionismo Religioso, ha affermato di recente che una donna ebrea non dovrebbe mai rimanere incinta utilizzando sperma donato da un uomo non ebreo – anche se tale opzione è disponibile.
Secondo Lior, un bambino nato da una tale inseminazione “avrà i tratti genetici negativi che caratterizzano i non ebrei”. Invece, ha consigliato le coppie sterili di fare richiesta di adozione. Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: www.movimentosereno.it

LE INVASIONI BARBARICHE – 06/11/2010

In studio Paola Maugeri, conduttrice televisiva e mamma eco, il blogger Matteo Bordone, Filippo Ongaro, Direttore Sanitario dell’Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-aging di Treviso, Giacomo Cretti, cacciatore e giornalista del canale Caccia e Pesca, la conduttrice di Wild Oltrenatura Fiammetta Cicogna e la cantante MaMaMarjaS.

Si è parlato di carnivori e vegetariani alla trasmissione Le Invasioni barbariche di La 7 [...]. In studio come raramente accade in Tv, si è parlato dell’argomento senza far ricorso alle solite impostazioni preconcette. Ne è venuto fuori che la caccia, rappresentata egregiamente da  Giacomo Cretti, giornalista e conduttore di programmi televisivi a tema venatorio, corrisponde realmente ad una filosofia alimentare ben più sostenibile di molte altre, persino considerate filo animaliste.

Consumare carne in un sistema altamente industrializzato come quello moderno, è stato detto in studio dal blogger Matteo Bordone e dalla vegana Paola Maugeri non è più sostenibile : le deiezioni degli allevamenti sono la prima causa di inquinamento ambientale e non è possibile produrre carne in grosse quantità senza abbassarne notevolmente la qualità ed i rischi per la salute. Leggi il resto di questo articolo »

Articolo di JOSEPH STIGLITZ* guardian.co.uk

Le conseguenze del terremoto giapponese, in particolare la crisi in corso all’impianto nucleare di Fukushima, stanno facendo fischiare le orecchie agli studiosi del collasso finanziario che ha provocato la Grande Depressione. Entrambi gli eventi ci forniscono una lezione nuda e cruda di come la società e i mercati riescono malamente a controllare i rischi.

Naturalmente, non c’è possibilità di confronto tra la catastrofe del terremoto, che ha provocato la morte o la scomparsa di più di 25.000 persone, e la crisi finanziaria , a cui non possono essere attribuite sofferenze fisiche così forti. Ma quando si analizza il disastro nucleare di Fukushima, c’è un tema che accomuna i due eventi.

Sia gli esperti del nucleare che quelli della finanza ci hanno assicurato che le nuove tecnologie avevano eliminato del tutto i rischi di una catastrofe. Gli eventi hanno dimostrato che si erano sbagliati: non solo il rischio esiste, ma le conseguenze sono così enormi da erodere tutti i vantaggi del sistema che i dirigenti dell’industria promuovono.

Prima della Grande Recessione, i guru economici statunitensi – dalla direzione della Federal Reserve ai titani della finanza – si vantavano di saper gestire il rischio. Alcuni strumenti finanziari ‘innovativi’ quali i derivati e i credit default swap avrebbe distribuito il rischio su tutto l’ambiente economico. Adesso sappiamo che hanno illuso non solamente il resto della società, ma anche sé stessi. Leggi il resto di questo articolo »

Immagine anteprima YouTube  di Marcusardi

di: Matteo Bernabei * m.bernabei@rinascita.eu

Damasco: manifestazioni pro governative

È stato un nuovo fine settimana di manifestazioni quello appena trascorso in Siria. Migliaia di persone si sono radunate per le strade delle città del Paese arabo, alcune per protestare contro l’esecutivo di Bashar al Assad, altre invece per manifestare la propria solidarietà al presidente. E proprio come accaduto nei giorni scorsi, dal fronte delle manifestazioni antigovernative sono giunte numerose notizie di scontri con la polizia, che avrebbe addirittura aperto il fuoco sulla folla. Notizie diffuse come sempre da dimostranti anonimi attraverso i principali social network. Testimonianze oculari, o presunte tali, che però raccontano esclusivamente di morti e feriti fra i manifestanti senza mai citare, invece, le numerose vittime fra le forze sicurezza che pure ci sono state. Leggi il resto di questo articolo »

http://eurasia.splinder.com/

CINA – INDIA – BRICS Ridistribuzione del potere nella Banca mondiale e nel Fondo Monetario Internazionale, una “ampia riforma” dell’Onu, meccanismi per controllare l’andamento mondiale dei prezzi delle merci. I 5 Paesi Brics vogliono affermare il loro crescente ruolo mondiale, rispetto a Europa ed Usa. 14/04/2011  Pechino (AsiaNews/Agenzie) – I 5 Paesi del Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), riuniti per il loro 1mo summit a Sanya (nella cinese isola di Hainan), vogliono porre termine al “monopolio di Europa e Stati Uniti” sui posti di comando nella Banca mondiale e nel Fondo monetario internazionale. Oggi tutti i leader Brics hanno anche affermato che “va evitato l’uso della violenza” nella gestione delle attuali crisi in Libia e nei Paesi arabi, con una chiara critica della campagna Nato in Libia, seppure non è citata. La presidente brasiliana Dilma Roussef  aveva già spiegato ai giornalisti, il 12 aprile a Pechino, che “il governo di Bm e Fmi non può essere una sistematica rotazione tra Stati Uniti ed Europa”.

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di Alberto B. Mariantoni – 19/04/2011
Fonte: www.mirorenzaglia.org

Esigere la libertà, l’indipendenza, l’autodeterminazione e la sovranità politica, economica, culturale e militare per l’Italia e per l’Europa, potrebbe sembrare una vanitosa pretesa particolarmente provocatoria ed ostile nei confronti degli USA. Potrebbe apparire come una premeditata azione di ritorsione antiamericana, da parte di chi – ideologicamente e politicamente – tende normalmente a considerarsi un inflessibile ed irriducibile nemico degli Stati Uniti, della loro politica e del loro modello di società. Potrebbe addirittura sembrare un controsenso o un irragionevole anacronismo, agli occhi di chi è intimamente convinto che gli Stati Uniti siano il migliore amico dell’Italia e dell’Europa, ed il più sicuro garante delle nostre istituzioni democratiche e liberali.

Per confutare e smentire categoricamente quel genere di soggettive ed arbitrarie illazioni o congetture, basta solamente rovesciare il discorso iniziale ed esigere unicamente, per l’Italia e per l’Europa, la loro semplice ed immediata annessione allo Stato Federale statunitense.

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Per semplificare la lettura ho unificato le 3 parti in un solo post.
A. Drago

Fonte: http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com
Articolo scritto da L’Hacker L.L. il 18/04/2011

Francesco Bruno scrive qualcosa di DAVVERO SPAVENTOSO nella sua introduzione a “il libro nero delle sette in Italia” (Caterina Boschetti; Newton & Compton):

“È questo il plagio, ovvero essere indotti a compiere azioni o ad avere atteggiamenti che normalmente non avremmo mai? In effetti sì… Abbiamo avuto un coraggio da leoni, ci siamo ribellati alle regole, abbiamo dimostrato che la libertà significa seguire una strada anche se tortuosa, credendoci pienamente. In fondo, ci diciamo, ne valeva la pena…
Chi non è mai stato disposto a tutto pur di assecondare la persona che ama? Quanti litigi in famiglia, quante discussioni per far “trionfare” un’unione che appare assolutamente perfetta!… Ora, però, alla luce… di un distacco da quello che è accaduto in passato… potremmo dire di essere stati, in quel periodo, plagiati?”
http://www.favis.org/favis2/libri.html

Ma che succede se tutto quello che crediamo o facciamo E’ PLAGIATO IN PARTENZA… cioè SE LA STRUTTURA STESSA DELLA NOSTRA MENTE E’ UN PLAGIO? Allora siamo ignoti a noi stessi. Leggi il resto di questo articolo »

9 luglio 2010
Approfitto della pubblicazione di un commento di Paolo Barrai sulla ING e il conto arancio, in cui critica il fatto che la ING si faccia fare il marketing a gratis, per ricordare a tutti che la ING Groep NV è presieduta da un bilderberger, Jan Hommen, che all’ultima riunione in Spagna sedeva accanto alla ex commissaria europea alla Concorrenza (fino a novembre 2009), Neelie Kroes (http://www.ecplanet.com/node/1534): oltre alla discussione in agenda sul raffreddamento planetario – sic – volete che tra i partecipanti di quel cenacolo super segreto – almeno prima delle rivelazioni del giornalista Estulin – non si formi una sorta di sodalizio omertoso, che li porterà a coprirsi vicendevolmente in tutte le istanze politiche e commerciali del pianeta?

Sodalizio omertoso che sicuramente porta la Commissione europea, ii cui nominativi vengono estratti direttamente da quei cenacoli segreti, a diventare l’allegoria stessa del “conflitto di interessi” fatto sistema/istituzione.
L’ex commissaria alla Concorrenza e attuale vice commissaria della digitalizzazione della società, fu ministro olandese dei Trasporti e delle Telecomunicazioni, nelle cui funzioni privatizzò la posta olandese, ciò che le valse  il nomignolo di Nickel Neelie, in assonanza con l’espressione “Iron lady” per la Thatcher.
Per comprendere la totale mancanza di considerazione nei confronti  della politica di questi  “vili affaristi”,  la donna politica liberale ha sposato un politico socialista – buon per lei, direte voi – mentre  il disprezzo per  le preferenze politiche, e la politica tout court, degli europei si riflette nella composizione  stessa della Commissione europea, pur proclamandosi campionessa della democrazia  nel mondo:  per quanto votiamo i socialisti, i liberali o i democristiani al Parlamento europeo,  ci ritroviamo governati comunque da  ignoti commissari nominati secondo procedure “tecniche” per lo meno “irrituali”, quando non occulte. Ma c’è un filo logico dietro la manina invisibile…. Leggi il resto di questo articolo »

Articolo di Paolo Barnard

Si faccia curare e non mi importuni più, che ho cose più serie di cui occuparmi”. Marco Travaglio così risponde a un lettore che criticava il suo lavoro sulla base di quanto io ho documentato a fondo. L’usuale arroganza cafona di questo uomo sarebbe solo una sua piaga privata che non ha pubblica rilevanza, non fosse che costui ha “cose più importanti di cui occuparsi”.
Ecco di cosa si occupa Marco Travaglio:
Ingannare incessantemente gli italiani in prima serata e sulla stampa per abbattere il governo del politico che non obbedisce alla finanza speculativa internazionale e per riportare in Italia gli uomini del modello Neoliberista anglosassone nel pugno d’acciaio di Wall Street, della City e del Trattato di Lisbona: Il Vero Potere. Riportare cioè a Palazzo Chigi gli affiliati italiani alla Mafia di coloro che hanno “distrutto il 40% della ricchezza planetaria con una frode criminale” (Matt Taibbi, Democracy Now) e che sono autori di “un colpo di Stato finanziario in piena regola” (Michael Hudson, New Economic Perspectives), cioè Mario Draghi e i notori ‘tecnici’. Leggi il resto di questo articolo »

Articolo di 

italiatubi.jpg Molto interessanti i nuovi cablo di Wikileaks usciti oggi su Repubblica. Saranno pure un’operazione studiata a tavolino, ma a me quel che si riporta pare assai plausibile.

Dai riassunti dei cablo di oggi, il messaggio è chiaro: secondo i nostri alleati che li scrivono, l’Italia non dovrebbe comprare petrolio e gas proprio da nessuno. O almeno, a parte una lista di proibizioni non risultano suggerimenti su fornitori accettabili.

Oggetto del contendere è come sempre la Russia, e gli accordi dell’ENI e dello Stato italiano che non fanno dormire l’ex ambasciatore Spagli il quale non si capacita di come comprare dai russi a noi “non sembri un problema”. Proprio non ci entra in zucca che dobbiamo liberarci della “dipendenza” dalla Russia. Molto divertente leggere come Tremonti e Scaroni gli danno la guazza, condividendo serissimi che sì, è un disastro, di questi russi occorre proprio liberarsi, non se ne può più, per poi continuare imperterriti con accordi e importazioni. Scaroni prova a convincere che “Gazprom è un partner commerciale perfetto, soltanto un po’ burocratico e lento, ma affidabile”, e viste le orecchie da mercante della controparte aggiunge perfidamente (e sensatamente): “importare gas dall’Iran è l’unica grande alternativa alla Russia”. Leggi il resto di questo articolo »

PERCHE’ LA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO E’ COSI MISERABILMENTE FALLITA?
Admin 3 apr 2011

Viene ovvio pensare che applicando tutto quello che la scienza ha messo a disposizione negli ultimi 40 anni, dovremmo essere prossimi ad estirpare il cancro. Un piccolo paragone con la tecnologia, per capire la proporzione: i nostri cellulari oggi, sono computer più potenti dei più grandi supercomputer di quell’epoca.

Invece, il tasso di cancro E’ AUMENTATO in questo lasso di tempo ed ora – in USA -sorpassa il tasso di morti per malattie cardiache, tra i 45 e i 74 anni.

La follia è tale che tu che stai leggendo o qualcuno che conosci, ha un cancro, ne sta morendo o ne è già morto.

Perché la battaglia al cancro è cosi miserabilmente fallita?

Nel Skeptical Inquirer (l’inquisitore scettico ndt) , Reynold Spector elenca queste 6 ragioni per tale fallimento:

- Non comprendiamo la causa/patogenesi nella maggior parte dei casi di cancro
- la maggior parte di trattamenti – ad eccezione della chirurgia- sono dei killer aspecifici di cellule e non sono “intelligenti”
- le prove cliniche e il sistema non promuove innovazione
- Non ha funzionato lo screening per le medicine contro le cellule tumorali
- I modelli animali di cancro sono spesso inadeguati
- “Mode” improduttive nella ricerca vanno e vengono

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Vittorio Arrigoni, Gaza, January 8 2011

“Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…” il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. “Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l’ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quali sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati.” A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito.Leggi il resto di questo articolo »

The Hour of God

di Sri Aurobindo

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