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Ricordiamo che Borghezio è colui che ha inoltrato un’interrogazione sulla proprietà della moneta al PE e guarda caso adesso viene espulso dal PE.

http://www.stampalibera.com/?p=31112

http://www.redditodicittadinanza.com/borghezio-di-chi-e-leuro-interrogazione-al-parlamento-europeo

http://rapportoaureo.wordpress.com/2012/03/13/euro-arriva-la-conferma-dellue-ci-hanno-sempre-truffato/

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=WQ&reference=E-2011-006243&language=IT

Notare infine il tono fazioso, canzonatorio e cretino degli intervistatori di Borghezio, a Un giorno da Pecora (video sotto)

Fonte: http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/elementiHP/2013/06/03/Euroscettici-Parlamento-Ue-pronta-espulsione-Borghezio_8809380.html

BRUXELLES (ANSA)- Mario Borghezio e’ sul punto di essere espulso per razzismo dallo Efd (Europa della Liberta’ e Democrazia), il gruppo ‘euroscettico’ del Parlamento europeo, in seguito delle dichiarazioni nell’intervista pubblicata sull’ ultimo numero di Panorama. La comunicazione ufficiale e’ attesa nelle prossime ore. Il parlamentare leghista era gia’ stato sospeso dal gruppo il 22 maggio in seguito alle frasi pronunciate sul ministro per l’immigrazione Cecile Kyenge. Nell’intervista aveva ribadito i concetti.

Nell’intervista a ‘Panorama’ realizzata da Giuseppe Cruciani, il conduttore della ‘Zanzara‘ (lo stesso programma di Radio 24 in cui Borghezio aveva insultato Kyenge), l’europarlamentare leghista tra le altre cose si definisce non razzista, ma ”differenzialista”, afferma di ”preferire che la massa dei neri restia casa sua”, sostiene che ”il meticciato” e’ un ”obbrobrio” perche’ ”inquina la differenza tra le etnie”. Leggi il resto di questo articolo »

Feudo di San Leucio. Primo esempio di Socializzazione from U.S.N. – R.S.I. on Vimeo.

Al prossimo Bilderberg, la maggior parte degli invitati, sono personaggi di spicco delle nostre banche dealer, o banche specialiste in titoli di stato, ad esempio  dalla Francia, Henri de Castries (Ceo AXA group), non a caso il nuovo controllore di MPS
Olivier de Bavinchove (comandante Eurocorps)
Christine Lagarde (presidente Fondo Monetario Internazionale), Thierry de Montbrial (presidente dell’istituto francese per le Relazioni Internazionali), Jean-Dominique Senard (Ceo Michelin dopo che stranamente Mr Michelin è morto in un incidente…)

Germania: Paul Achleitner (consigliere Deutsche Bank), Josef Ackermann (ex consigliere Deutsche Bank), Thomas Enders (Ceo EADS), Peter Löscher (Ceo Siemens)

Gran Bretagna: Marcus Agius (ex presidente Barclays) … Robert Dudley (presidenza BP), Douglas Flint (presidenza HSBC), Stuart Gulliver (presidenza HSBC), Simon Henry (direttore finanziario Royal Dutch Shell), John Kerr (politico), Peter Mandelson (presidente Lazard) (…) Simon Robertson (partner HSBC), Martin Taylor (ex presidente Syngenta), Peter Voser (Ceo Royal Dutch Shell), David Wright (vice presidente Barclays)

Grecia: Ulysses Kyriacopoulos (presidente S&B), Alexis Papahelas (giornalista)

Irlanda: Paul Gallagher (legale/consulente), Peter Sutherland (presidente Goldman Sachs)

Italia: Franco Bernabè (manager Telecom), Enrico Cucchiani (Ceo Intesa Sanpaolo), Lilli Gruber (giornalista), Mario Monti (ex premier), Alberto Nagel (Ceo Mediobanca), Gianfelice Rocca (presidente Techint)

 

La lista degli ospiti al Bilderberg 6-9 giugno in Inghilterra dal sito: http://www.bilderbergmeetings.org/participants2013.html

Bilderberg Meetings

Hertfordshire, England 6-9 June 2013 Leggi il resto di questo articolo »

di Fida DakroubIsraele minaccia

Fonte: Global Research, 1 giugno 2013

Generalità
Come già annunciato e confermato nei giorni precedenti, e forse ne riceveremo notizia nei prossimi giorni, Israele si è impegnato direttamente nella guerra imperialista contro la Siria quando le sue forze aeree hanno colpito postazioni militari dell’esercito siriano nei dintorni di Damasco, smascherando così l’imperialismo occidentale, il sionismo mondiale, il dispotismo e l’oscurantismo wahhabita, riunitisi in una Santa Alleanza contro l’”Asse della resistenza” di Iran, Siria, Iraq e  Libano, con dietro la Russia e la Cina; nel frattempo, sul territorio siriano, l’esercito arabo siriano avanza su più fronti nelle province di Damasco, Homs e di Aleppo, e la crisi siriana, entrata in un vicolo cieco, ha solo due modi per essere risolta:
o la Santa Alleanza abbandona l’opzione militare e smette di addestrare, armare e infiltrare gruppi taqfiristi in Siria, così avviando il dialogo tra la cosiddetta “opposizione” e il governo siriano;
o una guerra regionale viene avviata, bruciando non solo i Paesi coinvolti, ma l’intero Medio Oriente.
Non ci nascondiamo che il conflitto sorto in Siria non è un conflitto tra un regime dispotico e una folla di monaci meditabondi, come i media monopolizzano, ma un conflitto tra l’imperialismo occidentale, il sionismo mondiale e il dispotismo e l’oscurantismo wahhabita da un lato, che per la prima volta compongono una Santa Alleanza, e l’Iran, la Siria, l’Iraq, il Libano o il cosiddetto “Asse della resistenza” sostenuto da Russia e Cina, dall’altro lato. Tutto ruota intorno a questa demarcazione, e qualsiasi discorso che potrebbe vedere nella crisi siriana la battaglia contro un regime dispotico è davvero un discorso povero o un povero discorso.   

Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2013/06/03/pillola-password-ecco-lultima-frontiera-della-sicurezza-informatica_n_3377402.html?ncid=edlinkusaolp00000003

Francesco Bisozzi, L’Huffington Post  |  Pubblicato: 03/06/2013 13:41 CEST  |  Aggiornato: 03/06/2013 13:41 CEST

Pillola Password
 

Altro che impronta digitale, riconoscimento facciale e codici cifrati: per accedere al sistema operativo del proprio smartphone in futuro potrebbe essere sufficiente mandar giù una pillola, peraltro già approvata dalla Food and drug administration, l’ente statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, con un chip al suo interno.

Una pillola come tante altre, verrebbe da dire a prima vista. Solo che una volta ingerita trasforma il corpo della persona che l’ha ingoiata in una password vivente. La capsula, entrando in contatto con i succhi gastrici, si attiva e inizia a emettere un segnale che viene riconosciuto dai dispositivi situati intorno all’utente, autorizzandone così l’uso da parte del proprietario. Dai test condotti in laboratorio la pasticca sembrerebbe priva di effetti nocivi per l’uomo. Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=44945&typeb=0&Lettera-da-Istanbul-da-Gezi-Park-al-mondo

Si protesta per fermare la demolizione di qualcosa di più grande di un parco: il diritto a vivere in democrazia. La città si stringe solidale contro il governo.


SUMANDEF HAKKINDA
lunedì 3 giugno 2013 09:05

(Foto: Gurcan Ozturk/AFP)

(Foto: Gurcan Ozturk/AFP)

da Istanbul
Sumandef Hakkinda*

Ai miei amici che vivono fuori dalla Turchia: scrivo per farvi sapere cosa sta succedendo a Istanbul da cinque giorni. Personalmente sento di dover scrivere perché la maggior parte della stampa è stata messa sotto silenzio dal governo e il passaparola e internet sono i soli mezzi che ci restano per raccontare e chiedere sostegno.

Quattro giorni fa un gruppo di persone non appartenenti a nessuna specifica organizzazione o ideologia si sono ritrovate nel parco Gezi di Istanbul. Tra loro c’erano molti miei amici e miei studenti. Il loro obiettivo era semplice: evitare la demolizione del parco per la costruzione di un altro centro commerciale nel centro della città. Ci sono tantissimi centri commerciali a Istanbul, almeno uno in ogni quartiere. Il taglio degli alberi sarebbe dovuto cominciare giovedì mattina. La gente è andata al parco con le coperte, i libri e i bambini. Hanno messo su delle tende e passato la notte sotto gli alberi. La mattina presto quando i bulldozer hanno iniziato a radere al suolo alberi secolari, la gente si e’ messa di mezzo per fermare l’operazione.

Non hanno fatto altro che restare in piedi di fronte alle macchine. Nessun giornale né emittente televisiva era lì per raccontare la protesta. Un blackout informativo totale. Ma la polizia è attivata con i cannoni d’acqua e lo spray al peperoncino. Hanno spinto la folla fuori dal parco.
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Fonte:

I popoli dell’Occidente stanno accettando pacificamente e senza pubblico dibattito la soppressione graduale dei principi ritenuti fondamentali per il diritto e la legittimità, come fino a pochi anni fa erano intesi.

Se, negli anni ’80, avessimo proposto di trasferire le leve macroeconomiche monetarie a una banca internazionale totalmente autonoma e irresponsabile, saremmo stati presi per matti; e se avessimo proposto una forza militare internazionale per reprimere le proteste sociali dovute a una grave depressione economica, saremmo stati isolati e accusati di nazismo.

La finanziarizzazione dell’economia ha sottoposto alla guida di interessi speculativi di cerchie ristrette la produzione di beni e servizi per la collettività, la distribuzione delle risorse, i livelli e le condizioni occupazionali, la facoltà di concentrare i redditi, regolare moneta e credito, demolire lo stato sociale e redistributivo, far competere i lavoratori dei paesi avanzati con quelli pagati un ventesimo e senza diritti sindacali.

La finanziarizzazione della politica ha trasferito le leve dell’economia politica e del fisco nelle mani delle medesime cerchie, relegando parlamenti, partiti e governi a ruoli esecutivi di piani superiori, di teatrino politico e di capri espiatori per le conseguenze di decisioni prese a porte chiuse da soggetti insindacabili. Leggi il resto di questo articolo »

Filippo Bovo http://www.statopotenza.eu/7238/e-se-volessero-privatizzare-eni-e-finmeccanica

Vale la pena sottolinearlo: il governo Letta è una riedizione riveduta e corretta del precedente governo Monti. La sua funzione consiste nel riuscire laddove questi aveva fallito. Per esempio nella svendita dei “gioielli di famiglia”: ENI e Finmeccanica in primis. Monti era partito in quarta ma s’era poi arenato di fronte ad evidenti e stringenti logiche politiche e geopolitiche; anzi, nei limiti del possibile aveva pure proseguito le politiche amichevoli del precedente governo Berlusconi, soprattutto con la Cina. Per il “partito americano”, suo grande patrocinatore, Monti s’era quindi rivelato un fiasco completo. Letta ha la funzione di dare, in tutto questo, un giro di vite, d’imprimere un cambio di rotta. Non a caso s’è scelta, come ministro per gli affari esteri, una personalità come quella d’Emma Bonino: con lei, visti i suoi trascorsi politici, non vi sono dubbi che i rapporti con Cina e Russia saranno più tesi. E quando parliamo di rapporti con la Russia, non possiamo non citare il “dossier energetico”. L’ENI, tradizionalmente grande strumento non soltanto economico ma anche diplomatico nelle mani dei governi italiani, potrebbe perciò subire un ridimensionamento d’influenza e d’importanza. Da sempre canale strategico dei rapporti italo-russi, potrebbe subire da parte del nuovo governo quei colpi d’ascia che ne farebbero una realtà aziendale meno strategica e più marginale. Il disarmo dell’ENI potrebbe e sarebbe quindi il primo passo d’una strategia che culminerebbe nella sua alienazione da parte dello Stato. Del resto non dimentichiamoci che, già in tempi non sospetti, Letta s’era espresso a favore d’una cessione da parte dello Stato delle quote in ENI, ENEL e Finmeccanica: per la precisione in piena campagna elettorale, quando probabilmente ancora non sapeva che un giorno sarebbe stato prescelto per ricoprire il ruolo di primo ministro in un governo dalla maggioranza bypartisan. L’intervista, rilasciata nel corso d’una conferenza aperta al pubblico, è facilmente reperibile in internet. Alfano, espressione del PDL quanto Letta lo è del PD, ha da sempre sostenuto questa stessa posizione, che del resto è presente anche nel programma elettorale del suo partito: almeno in linea teorica, quindi, i due principali partiti della maggioranza non dovrebbero litigare su una cessione dei “gioielli di famiglia” che li vede entrambi concordi. Noi di Stato e Potenza ovviamente c’auguriamo che tale piano non s’avveri; già in passato, con una manifestazione, abbiamo sostenuto la necessità che l’ENI resti italiana ed in mani pubbliche. Non arretreremo mai da questa posizione.

Fonte: http://petrolio.blogosfere.it/2013/05/gasdotti-i-nostri-consegnati-a-compagnie-private-straniere.html di Debora Billi Domenica 26 Maggio 2013

Putin è cattivo, l’ENI è corrotta, e tutto ciò è una buona scusa per consegnare le rotte della nostra energia a compagnie petrolifere private. E pure straniere, ovviamente.

content_Fig 5 Proposed gas pipelines through Europe's southern corridor.jpg

Innanzitutto hanno pensato di trasformare l’Italia in un supermercato del gas (ve la ricordate, la fissa di Bersani con l’hub del gas?). E poi – ieri – ne hanno graziosamente regalato ad altri le chiavi. Il Consiglio dei Ministri ha ratificato gli accordi imbastiti con Grecia ed Albania per il Tap, Trans Adriatic Pipeline, un gasdotto per portare in Puglia l’abbondante metano dell’Azerbaijan.

Il Parlamento deve ancora approvare, il consorzio che sviluppa il giacimento azero deve ancora indicare la suapreferenza fra Tap e Nabucco, la rotta alternativa del gasdotto: dalla Turchia ai Balcani e all’Austria. Ma è il pensiero quello che conta. E quello del Governo italiano è un pensiero sbagliato. Spiace dirlo: il famoso lettone di Putin offriva un più confortevole calduccio. Leggi il resto di questo articolo »

croce_pisaniA che cosa (e a chi) serve la crisi finanziaria?
Cos’è la tecnica del corto-circuito attuata dai mezzi di informazione di massa?
Qual è la struttura di potere che domina la società, muove le file della politica, della finanza, dei servizi segreti e di cui s’intravede la firma nei principali delitti mostrati in tv, da Cogne a Garlasco?

L’avvocato Paolo Franceschetti, autore del libro “Il sistema massonico e l’Ordine della Rosa Rossa” risponde a queste e ad altre domande, intervistato durante la trasmissione “Il Coraggio delle Idee” del 31 maggio 2013, in onda su Radio Gamma 5 (una delle poche radio ancora libere nel Mare magnum della disinformazione pilotata).

Franceschetti sarà inoltre relatore al 1° Festival Nazionale dell’Antropocrazia, che si terrà a Montegrotto Terme (Pd), il 20 e 21 Settembre 2013.

 

Per info:

http://www.ighina.it
http://paolofranceschetti.blogspot.com

Clicca qui sotto per ascoltare l’intervista (inizia dal minuto 7:06).

Ighina-Intervista a Franceschetti

Marcia di protesta - Milano 7 Giugno

Fonte: http://www.articolotre.com/2013/06/istanbul-la-parola-alla-piazza-la-lotta-continua/175690

 

istanbul 1-Redazione- 3 giugno 2013- La resistenza per il parco di Gezi ha infiammato la capacita’ di gente come noi di autorganizzarsi ed agire – e per accenderla e’ bastata una scintilla. Abbiamo visto il corpo della resistenza stendersi verso di noi lungo il pontre del Bosforo, abbiamo visto il suo coraggio mentre combatteva per respingere gli idranti su Istiklal; Abbiamo visto le sue braccia in tutti quelli che, piegati da un’orgia di lacrimogeni, lottavano per mettere i compagni in salvo; abbiamo visto il corpo della resistenza in ogni negoziante che ci ha offerto il cibo, in ogni dottore sceso in strada per soccorrerci, in tutti quelli che hanno aperto la casa ai feriti, nelle nonne rimaste sveglie alla finestra a sbattere pentole tutta la notte contro la repressione.

La polizia ci aveva dichiarato guerra – ma non e’ riuscita a spezzare quel corpo. Ha finito le scorte di lacrimogeni contro di noi, ci ha gassati nei tunnel della metro, e’ venuta di notte a darci fuoco nelle tende, ha usato i proiettili di gomma.

Ma era bastata una scintilla per accendere il corpo della resistenza, e ormai poteva solo continuare. E quel che rimane di tutte queste esperienze, di tutte le nostre storie quel che resta di tutte le nostre, sara’ la linfa per questo corpo, sara’ memoria collettiva. Ci seguira’ in altre resistenze ed altre battaglie, ripetendocelo ancora e ancora: possiamo scegliercelo noi, il nostro destino, agendo collettivamente. Possiamo sceglierci quale vita vivere – e in quale citta’ vogliamo viverla. Leggi il resto di questo articolo »

di Luciano LagoFesta Repubblica Napolitano

La festa del 2 Giugno arriva come tutti gli anni e smuove la solita retorica obbligata delle autorità istituzionali, come  sempre  propense a declamare la “narrazione” mitologica della Repubblica , nata dalla resistenza  e dall’antifascismo  e la “ bellezza” della sua costituzione.

L’ironia della sorte vuole che, a fare i discorsi celebrativi,  questa volta (l’ottava) tocca ancora a Giorgio Napolitano, un presidente rieletto in modo non previsto dalla stessa costituzione,  lo stesso che ha nominato un governo (governo Monti) in forma palesemente anticostituzionale, senza passare dalla sfiducia del governo precedente e rinviare questo alle camere (come prescritto dall’art. 92 e 94 della costituzione).  

Gianni Lannes
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