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Saud al Saifal con Kerry

di Patrick  Cockburn

Fonte: The Independent
Traduzione di Luciano Lago

Gli uomini d’affari sauditi hanno svolto un ruolo centrale nella creazione e nel consolidamento dei gruppi islamici integralisti sunniti (jihaddisti, che sostengono la “Jihad, guerra santa”) nel corso degli ultimi 30 anni. Tuttavia, malgrado la tanto sbandierata determinazione degli USA e degli altri alleati nel  sostenere la “guerra al terrorismo”,  gli americani ed i loro alleati hanno dato prova di una straordinaria cautela per  quello che si riferisce ad esercitare pressioni su Ryad e le monarchie del Golfo per far chiudere il rubinetto dei finanziamenti  che permette agli jihaddisti di essere attivi.

Per quale motivo gli USA ed i suoi alleati europei mostrano tanto garbo rispetto all’Arabia Saudita quando il regno saudita  occupa una posizione tanto centrale rispetto al sostegno di Al Qaeda e e le altre organizzazioni terroriste e settarie?

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La RAI non ha fatto alcun cenno, circa i tafferugli avvenuti
davanti i cancelli d'ingresso dell'Auditorium Rai al Foro
Italico di Roma, a margine della diretta televisiva del
programma Charity Show Telethon programmato nella serata di
venerdì 13 dicembre 2013.

La RAI non ha detto dei 4 feriti (di cui tre donne solo per
la cronaca) e di un arrestato. La RAI non racconta che il
presidente di Telethon, Luca Cordero di Montezemolo è
stato costretto a fuggire con una frettolosa retromarcia
quando è stato riconosciuto da alcuni manifestanti e
subito scortato e costretto ad accedere da un ingresso
secondario.

La RAI non ha detto che mentre la gente a casa vedeva i
sorrisi ipocriti della diretta, fuori erano presenti quattro
blindati ed erano state effettuate delle cariche dagli
agenti in tenuta anti-sommossa chiamati ad intervenire
prontamente con scudi e manganelli per difendere le lobbies
della vergogna.
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LlEGGETE CON ATTENZIONE PREGO, QUI CI SONO TUTTE LE PROVE CHE VOLETE. MANCA SOLO LA VOSTRA BUONA VOLONTA.’

GRAZIE ndr

TERREMOTI ANOMALI E DIGHE A RISCHIO DI CROLLO IN ABRUZZO!

Dove sono i “rivoluzionari” siriani?

Thierry Meyssan  Rete Voltaire 16 dicembre 2013

Alla vigilia della Conferenza di Ginevra 2, gli organizzatori statunitensi non hanno più alcun burattino cui far giocare il ruolo dei rivoluzionari siriani. L’improvvisa scomparsa dell’esercito libero siriano dimostra a coloro che ci credevano, che non era altro che una finzione. Non c’è mai stata una rivoluzione popolare in Siria, ma solo un’aggressione straniera con mercenari e miliardi di dollari.

1476660Gli organizzatori della conferenza di pace di Ginevra cercano un rappresentante di emergenza per l’opposizione armata siriana. Secondo gli occidentali, c’è un conflitto tra una dittatura abominevole e il proprio popolo. Tuttavia, i gruppi armati che distruggono la Siria, dal Fronte islamico ad al-Qaida, invocano ufficialmente i combattenti stranieri, anche se i primi affermano di essere composti principalmente da siriani. Invitandoli ammettono che non c’è mai stata una rivoluzione in Siria, ma un’aggressione straniera. Infatti, l’esercito libero siriano, un paio di settimane prima, aveva 40000 uomini che si sono volatilizzati. Dopo che il suo quartier generale è stato attaccato e gli arsenali sono stati saccheggiati dai mercenari, il suo capo storico, il generale Salim Idriss, è fuggito in Turchia e ha cercato rifugio in Qatar.

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Naufragio: familiari vittime, aprite bare vogliamo vedere

di Luciano Lago

I giornalisti ed i commentatori del fronte del “politicamente corretto” hanno tratto scandalo dalla pubblicazione del filmato proveniente da Lampedusa  con le immagini del lavaggio e “disinfezione” dei migranti sbarcati sull’isola.  Certamente si tratta di uno spettacolo non “edificante” ma ci sono dei fattori determinanti  che vengono volutamente trascurati:

1) la situazione dell’isola di Lampedusa in grave degrado causa la successione di sbarchi massicci di migranti è tale da essere imputata come responsabilità a coloro che hanno incentivato il flusso di tali sbarchi sostenendo che fosse un “diritto” per tutti gli africani e nord africani quello di approdare sulle coste italiane ed essere accolti, alloggiati, rifocillati e mantenuti per tempo indefinito, come affermato dagli esponenti di governo ed in particolare  dai personaggi quali la ministra Kyenge, dalla Boldrini ed altri mondialisti,  sostenitori della  libera immigrazione di massa e dell’accoglienza senza limiti. Normale che le strutture collassino di fronte alla massa di emigranti che arrivano su una piccola isola e non possano assicurare quel minimo di accoglienza civile che un paese può assicurare. Leggi il resto di questo articolo »

Di Silvio Z.

abortiE così l’Emma Bonino ha deciso :
” 800 tonnellate di armi di distruzione di massa (stivate in 150 container) verranno stoccate per vari mesi in territorio italiano – probabilmente in una o più basi militari della Sardegna e/o della Sicilia – in attesa che la Marina Militare americana le prenda in carico e ne abbassi la mortale tossicità, operando al largo del Mediterraneo “.

Domanda di prammatica : –
« Se mi è lecita la volgarità, chi cazzo l’ha autorizzata ad ergersi ad arbitro, pisciando sulla testa di 60 milioni di italiani ed esponendo la loro incolumità a serissimi rischi ? Il manovratore del Palazzo dei Rinnegati che l’ha eletta a ministro ? »

Eh no. Stavolta la strega radicale ha valicato il segno,
passando dall’aborto individuale praticato personalmente con la pompa di bicicletta :
http://giulianoguzzo.files.wordpress.com/2013/04/aborti.jpg
al possibile sterminio di massa a mezzo di tonnellate di sarin ed iprite, ospitate clandestinamente in terra italiana. :
http://www.corriere.it/esteri/13_dicembre_16/dalla-siria-un-porto-italiano-piano-le-armi-chimiche-78730b1e-6636-11e3-8b64-f3a74c1a95d8.shtml

Il predetto rischio è altissimo. Basterebbe un nonnulla perché si avveri.
Ricordo che è sufficiente meno di un milligrammo di sarin per uccidere un essere umano.

La furba Albania l’ha capito al volo ed ha rifiutato per tempo di cascare nella trappola :
http://www.corriere.it/esteri/13_novembre_15/albania-dice-no-distruzione-armi-siriane-45dc7346-4e14-11e3-a50b-09fe1c737ba4.shtml

Purtroppo, la nostra Italia ha la disgrazia di annoverare animali politici che non sarebbero dovuti mai nascere.
E che – una volta nati – sono stati poi manovrati da nemici che ci vogliono distruggere :
http://www.theoccidentalobserver.net/wp-content/uploads/2011/08/Fischer-Soros.jpg

:::: Enrico Galoppini :::: 19 dicembre, 2013 ::::

Obama ha già fatto sapere che non andrà, così come tutti gli altri membri della sua Amministrazione. E lo stesso farà l’accoppiata francese Hollande-Fabius. A costoro, presumibilmente, si accoderanno, “in rappresentanza” delle rispettive popolazioni, i capi di Stato ed i presidenti del Consiglio di altre nazioni-simbolo della democrazia.

 

Sì, perché il motivo del rifiuto di  presenziare alla cerimonia d’apertura dei Giochi olimpici invernali di Sochi, che si terranno nella città russa dal 7 al 23 febbraio del 2014 (con la coda di quelli “paraolimpici” dal 7 al 16 marzo),  muove ufficialmente dalle “discriminazioni” che il Cremlino eserciterebbe nei confronti dei “diritti degli omosessuali”, o della “comunità gay”, com’è d’uso affermare in ossequio al linguaggio “di genere” e “comunitario” di fabbricazione anglosassone.

 

prosegue su:

 

http://www.eurasia-rivista.org/sochi-2014-di-nuovo-sport-e-politica/20543/

Napolitano fante di bastoni

Ambrose Evans Pritchard, analista del giornale britannico “The Telegraph” commenta gli allarmi di Napolitano sui “Forconi” e le minaccie non tanto velate di Draghi, che non offrono risposte alle tensioni sociali  ma solo imperativi impossibili. Non si può rimanere in recessione e disoccupazione di massa  quando le soluzioni esistono e sono a portata di mano: la protesta sta diventando un movimento anti-Euro.

In Italia gli eventi stanno volgendo al peggio. Il presidente Giorgio Napolitano ha lanciato l’allarme su possibili “tensioni sociali e disordini diffusi” nel 2014, mentre la lunga recessione si trascina. Coloro che vivono ai margini vengono coinvolti in “atti di protesta indiscriminata e violenta, verso una forma di opposizione totale”.

Il suo ultimo discorso è una vera e propria Geremiade. Migliaia di aziende sono “sull’orlo del collasso”. Grandi masse di persone prendono il sussidio di disoccupazione o rischiano di perdere il posto di lavoro. L’altissimo tasso di disoccupazione giovanile (41%) sta portando verso un pericoloso stato di alienazione.

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http://www.effervescienza.com/

 

 

“Basta finanziamenti pubblici ai partiti”, annuncia Letta. Ma dall’Unità alla Padania i contributi all’editoria politica non si toccano: solo nell’ultimo anno elargiti 17,9 milioni, anche a chi non vende manco una copia!

 

Basta soldi pubblici ai partiti. L’ha detto il governo Letta, e tanto basta. Ma se qualcuno pensa davvero che la magneria sia finita, si sbaglia. Non solo per i meccanismi del finanziamento, tutt’altro che chiari, ma soprattutto per il sommerso che si nasconde tra le sue pieghe. Piglia per esempio i giornali di partito, quelli che s’imbertano ogni anno un bella pacca di milioni pubblici, cioè delle nostre tasche: uno dice, be’, chiuderanno i bocchettoni dei finanziamenti anche a quelli, no? E invece manco per il cavolo. Lì sono e lì restano. Continueremo a pagarli noi, come abbiamo fatto con l’ultima “rata” del 2011 che è costata agli italiani 17,9 milioni, su un totale di 80 milioni di finanziamenti all’editoria che il governo di Mariolino Monti aveva provveduto a sforbiciare di un terzo rispetto ai 120 del 2010. E che, secondo il decreto Salva Italia, dovrebbero estinguersi completamente dal 2014 (ma ci crediamo poco).

 

Ora, perché uno che ha un partito e vuole farsi un giornale debba prendere i soldi dalle tasche dei contribuenti anziché dalle sue, come fanno un’infinità di giornali, di imprenditori e di soggetti sociali di questo mondo, non si capisce bene, specie in tempi in cui l’editoria ha perso da tempo la funzione (o l’alibi?) di rappresentare una “libertà democratica”. Ma la cosa più divertente è che i soldi presi non hanno il benché minimo rapporto con il numero delle copie vendute. Nessunissimo. Tant’è che molti giornali di partito a libro paga degli italiani non li conosce nessuno. Manco gli edicolanti. Senza bisogno di ricordare casi pietosi passati alle cronache come quello del Campanile di Clemente Mastella e degli ex UDEUR, vi dicono niente nomi di testate come Democrazia Cristiana, Terra (Verdi) o Europa (ex Margherita) che pure è l’attuale organo del Partito Democratico? Temiamo di no. Eppure per il 2011, nonostante il primo abbia preso soltanto spiccioli (199 mila euro), Terra ha incassato dallo Stato 1,5 milioni ed Europa addirittura 2,3. Cioè poco più di quanto non abbia preso Liberazione, il giornale di Rifondazione Comunista (2 milioni). Ma meno della Padania, il giornale della Lega Nord in crisi patocca nonostante i 2,6 milioni incassati per l’anno 2011; e meno ancora de L’Unità (ex Pci e DS: oggi ha solo quote del PD) che di tutti giornali di partito è quello che prende più di tutti, 3,7 milioni anche nel 2011, nonostante il flop alle edicole gli abbia fatto perdere negli ultimi dieci anni qualcosa come due lettori su tre. L’Unità vende oggi poco più di 20 mila copie, e dunque il suo costo al contribuente si può calcolare facilmente. Di sicuro, nel rapporto soldi incassati-copie vendute, si tratta di una cifra molto minore rispetto ai 3,60 euro a copia del Secolo d’Italia, l’organo di AN che oggi ha chiuso l’edizione cartacea ed è passato solo all’on-line, beneficato nel 2011 da 1,7 milioni a fronte delle appena tremila copie vendute.

 

Tranquilli: ne beccheranno ancora, alla faccia dei proclami.

 

Ora e Sempre Stampa Serva?

ndr

Domani doveva essere il grande giorno. Il popolo si era svegliato lunedì nove dicembre e si era scoperto italiano, da nord a sud, vedendosi in pericolo i cittadini avevano capito che dopo anni di attacchi, era giunto il momento di ritrovare quell’unione che fa la forza per dire basta ai soprusi, basta alla casta, basta alle tasse, “il popolo è sovrano”.

Tares, incostituzionalità del porcellum, fiducia a Letta malgrado tutto, Napolitano che batte ciglio alla sentenza della consulta: sembrava giunto il momento giusto.

Ma sin dall’inizio si sono viste le manovre del regime in atto: a Imperia, dopo i primi due giorni, il gruppo di coordinamento locale si è sciolto ed è circolata voce che i presidi e i blocchi al traffico erano illegali, e che il questore, che aveva filmato tutto avrebbe provveduto a comminare multe fino a 5000 euro. Leggi il resto di questo articolo »

ENRICO GALOPPINI: Elogio del “bel gesto”

 


Io non so chi sia Simone di Stefano, vicepresidente di Casa Pound Italia, e non m’interessa che per qualcuno sia solo un “fascista di merda”.
So solo che quello che ha fatto avrei voluto farlo io e, certamente, molti altri italiani come lui e me. 
Niente di delinquenziale, intendiamoci, se con ciò s’intende esporre l’altrui incolumità ad un grave pericolo, oppure devastare senza senso dei beni pubblici come invece capita di vedere durante le manifestazioni di certi alternativi.
Quello di Di Stefano è stato un classico “bel gesto”. Di quelli che, complice la possibilità di mostrarlo e rivederlo attraverso un filmato, suscitano immediatamente consenso, s’imprimono nella memoria e infondono coraggio.
Il “bel gesto” è quell’atto che da tempo si vorrebbe veder fare, ma nessuno, per un motivo o per l’altro, si sente di compierlo. E chi lo fa diventa subito un eroe.
Un “bel gesto” è anche un simbolo. Mostra immediatamente, senza bisogno di minacciare nessuno né di devastare nulla, che al di là dei mille distinguo di cui questo popolo è capace esiste qualcosa su cui si è d’accordo in parecchi senza bisogno di chiacchiere o ideologie. Sempre che non si appartenga alla genia dei soddisfatti e degli arrivati; di quelli che sguazzano beati in quest’andazzo schifoso.
Non fa onore alle forze dell’Ordine andare a legnare chi, ostentando la sola bandiera nazionale – cioè quella di tutti quanti, e non un vessillo di partito – esprime il disagio dei propri connazionali sotto la sede italiana di un’istituzione senza volto e senz’anima come l’Unione Europea. Sono o non sono anche loro italiani?
Grazie Simone per averci fatto vedere quell’emblema della dittatura finanziaria volare giù dal balcone come un qualsiasi straccio qual è in effetti. 
Dopo decenni di ‘tabu patriottico’ post-bellico, sono vent’anni che ci danno il permesso di esporre il tricolore dai palazzi istituzionali, ma a patto che venga affiancato, cioè esorcizzato, dalla bandiera blu con la coroncina di stelle. Era l’ora che qualcuno la togliesse di mezzo.

Fonte: Fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2013/12/13/SPY-FINANZA-Le-manovre-sulle-banche-nascoste-dai-Forconi/3/451714/
… Eterodiretti? Non so, non penso, non credo. Ma certamente quanto accaduto, è accaduto e sta accadendo con timing perfetto. E allora mi viene da pensare: quando la Turchia di Erdogan doveva essere un po’ spennata sui mercati finanziari perché cresceva troppo e qualche scommessa era a rischio, non sono forse comparsi come funghi i manifestanti in difesa del parchetto e degli alberi?
Spariti da un giorno con l’altro.In Ucraina le proteste vanno avanti da settembre, ma solo ora che è diventato conveniente speculare su quel Paese hanno assunto proporzioni mediatiche: l’altra notte il tasso interbancario in Ucraina era al 20%, ovvero le banche chiedono il sangue alle loro concorrenti per prestargli soldi.Il cds che difende da rischio default (strumento divenuto ormai puramente speculativo) ai massimi da anni, quasi a 1200, le riserve estere in dollari sono ancora sufficienti solo per due mesi di import, le banche russe esposte per 30 miliardi di dollari, seguite da quelle austriache, mentre la Banca centrale ucraina si sta dissanguando per mantenere in vita la sua divisa.

 

Stanislav Kaljakin, Redazione Online
15.12.2013, 15:04
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исследования австралия рост стволовые клетки эмбрион опыты лаборатория

Foto: EPA

I medici russi hanno imparato a rimettere in salute i malati oncologici nei casi disperati. A Ugra – una cittadina nella Siberia Occidentale – i medici locali curano il cancro del sangue con le cellule staminali. Da queste cellule veramente magiche si possono far crescere qualsiasi altro tipo di cellula. Ad esempio, le cellule del fegato, cellule ossee e cellule sanguigne.

 

Tre anni fa Dmitrij Kudashkin è stato il primo paziente a Ugra al quale è stato praticato il trapianto delle cellule staminali. All’età di 32 anni a Dmitrij è stato diagnosticato un mieloma multiplo, una delle malattie più subdole del sistema sanguigno. Praticamente non aveva possibilità di salvezza.

Dal momento dell’intervento chirurgico sono trascorsi già tre anni. In questo tempo i medici a Ugra hanno effettuato con successo altri 34 trapianti delle cellule staminali. Tutti i pazienti sono sani, anche se i medici non nascondono che i rischi sono alti. Intanto il numero dei bisognosi di un trapianto è in crescita, fa notare Sergey Sciukin, vice-direttore del Dipartimento della sanità di Ugra:

Attualmente il trapianto di cellule staminali è l’unico metodo in tutto il mondo, non soltanto in Russia (di tipo interventista ndr) che permette di raggiungere buoni risultati. Il costo di una simile cura è di circa 420 mila dollari USA. Da noi a Ugra invece facciamo tutti questi interventi chirurgici gratuitamente. I mezzi sono stanziati dall’amministrazione pubblica locale.

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A parte la sua sibillinità, il comma 2 dell’articolo 123 ha per caso già previsto il caso in cui una banca centrale o altri enti pubblici che dovessero ricevere finanziamenti dalla BCE fossero stati privatizzati come la banca d’Italia?

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2008:115:0047:0199:it:PDF

Gianni Lannes
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