Categorie
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!

di Gianni Lannes

Il copione USA l’Italia non muta. Dopo 3 giorni di intensa aerosolterapia bellica, puntuale è piombato il solito terremoto indotto.

Leggi il resto di questo articolo »

 

 

di Jeff Steinberg www.movisol.org

Share

16 agosto 2013 (MoviSol) – La battaglia per la separazione bancaria (il ripristino della legge Glass Steagall) e il crescente pericolo di guerra mondiale che va configurandosi nell’Asia sud-occidentale costituiscono la questione di vita e di morte con cui deve fare i conti l’umanità. Questa battaglia e la tensione strategica non hanno raggiunto il loro massimo di intensità e non sono ancora decise né risolte.

Nelle ore e nei giorni passati si sono verificati degli sviluppi significativi, che è importante comprendere.

La battaglia per la legge Glass-Steagall è stata al centro del dibattito nei due giorni appena trascorsi, durante la conferenza nazionale del National Caucus of State Legislators, ad Atlanta. Anche se le tattiche vessatorie adottate dai collaboratori di Wall Street hanno indotto la senatrice Cloutier dello stato del Delaware a ritirare la mozione per la separazione bancaria da lei inizialmente presentata, il gruppo del LaRouche PAC ha sparato le proprie cartucce.

Nella mattina di mercoledì i delegati ed i mastini delle lobby, che si spostavano con gli autobus dagli alberghi alla sede della conferenza, sono stati accolti dal LaRouche PAC con la dichiarazione stampata “Glass-Steagall o collasso dell’America”. Gli emissari di Wall Street hanno perso il controllo e si sono messi a strillare per far intervenire la polizia. Il risultato è stato di portare la battaglia per la separazione bancaria al centro dell’attenzione dei delegati. Al ritorno negli alberghi, la sera di mercoledì i nostri militanti hanno fornito dei resoconti molto particolareggiati dell’azione invasiva di Wall Street e hanno aumentato la pressione a favore della Glass-Steagall.

Leggi il resto di questo articolo »

di Patrick Boylan.
Alla sua conferenza stampa del 9 agosto 2013, il Presidente statunitense Barack Obama ha liquidato come criminale comune Edward Snowden, l’analista della NSA (National Security Agency) che ha denunciato lo spionaggio illecito dell’ente nazionale per la sicurezza;

ha rimproverato Vladimir Putin di voler tornare alla Guerra Fredda dando asilo a Snowden e rifiutando la sua estradizione; infine, ha rassicurato i giornalisti e i telespettatori sulle buone intenzioni della NSA nello spiare le telecomunicazioni del mondo intero.  Il tutto snocciolando mezze-verità con tanto candore e franchezza da ispirare subito fiducia in quanto da lui affermato..

Eppure le mezze-verità — proprio perché tacciono volutamente i fatti capaci di invalidare quanto viene affermato — sono da considerarsi bugie a tutti gli effetti. Anzi, sono qualcosa di peggio: consentono di fuorviare e di abbindolare l’ascoltatore — esattamente come le bugie — ma lo fanno in maniera più subdola e meno compromettente. Bush jr. ricorreva alle bugie, anche grosse, e quindi era facile smascherarle e denunciarlo. Obama invece usa le mezze verità, cioè affermazioni incontestabili in sé ma che ci obbligano poi, prima di accettarle, a scervellarci per immaginare (e poi verificare) tutto quello che andava detto ma non è stato detto e che potrebbe invalidare quanto sostenuto. Un lavoro estenuante.
Nella sua conferenza stampa, dunque, il Presidente Obama si è dimostrato maestro delle mezze-verità. Segue perciò una lista parziale delle cose che NON ha detto — ma che andavano dette per avere un quadro veritiero dei temi trattati — con i relativi documenti di appoggio. I documenti sono quasi tutti in lingua inglese, ma cliccando sulle parole “in italiano“, apparirà la traduzione automatica Google (molto approssimativa).

Articolo di Beppe Grillo – Fonte: beppegrillo.it
cambiare

Siamo a Ferragosto. Il sole brilla, ma il cielo ci appare plumbeo, grigio, spento come nei pomeriggi di smog d’inverno in città. Cosa sono quelle facce? Quelle smorfie da depressi? Non fate così. Non buttatevi giù. Cambiare si può. Siamo dentro un incubo, ma dagli incubi ci si sveglia al mattino. Dopo la notte arriva sempre l’alba, Queste maschere di cartone che popolano la nostra vita sono destinate a sbiadirsi, a scomparire persino nel ricordo. “Berlusconi chi? Letta chi? Finocchiaro chi? Brunetta chi?” ci chiederemo tra pochi anni. Cambiare si può. Costruire una nuova Italia solidale, una comunità di persone senza privilegi si può. Un luogo dove i diritti civili valgono per tutti, indistintamente. Nessuno rimarrà indietro. Un reddito di cittadinanza e il diritto a un tetto saranno garantiti per legge. Utopie? Cosa sarebbe la nostra vita senza utopie che possono realizzarsi? Un luogo miserabile dove passare la nostra esistenza. Il dopoguerra ci ha lasciato solo macerie e distruzione, ma ci siamo risollevati. E ora dovremmo temere per quattro cialtroni che hanno occupato lo Stato? Li cacceremo a calci nel culo. Ogni voto un calcio alle prossime elezioni. Leggi il resto di questo articolo »

«Sotto i nostri occhi»
Obama tiene il broncio a Putin

Mentre i media occidentali hanno descritto la cancellazione del vertice Obama-Putin come la più grave crisi diplomatica dalla fine della guerra fredda e applaudono alla fermezza della Casa Bianca, la stampa cinese vi vede un segno della debolezza degli Stati Uniti di fronte alla Russia. Per Thierry Meyssan, questo caso in fondo non ha importanza. Dà conto dell’atteggiamento dei media e non avrà alcun impatto sulla pace in Medio Oriente.

| Damasco (Siria)

JPEG - 17.5 Kb

Mercoledì mattina, la Casa Bianca ha annunciato che il presidente Barack Obama ha annullato il suo viaggio in Russia e qualsiasi incontro bilaterale con il Presidente Putin. Si presenterà sì al G20, il 5 e il 6 settembre a San Pietroburgo, ma solo per partecipare a questo vertice internazionale, senza incontri ad hoc con il suo omologo russo. Questa è la prima volta dopo la guerra fredda che Washington manifesta così il suo disappunto nei confronti di Mosca.

Leggi il resto di questo articolo »

Agosto 15, 2013

Christof Lehmann (Nsnbc)

 

1044429Il 14 agosto 2013, il presidente ad interim egiziano Adly Mansur ha dichiarato un mese di stato di emergenza. Violenti scontri tra manifestanti dei Fratelli musulmani e polizia e militari egiziani sono scoppiati dopo che il ministero degli interni ha risposto ai tentativi di suscitare la guerra civile incitando violenze settarie, e dopo che dirigenti dei Fratelli musulmani hanno tentato di far assaltare le stazioni della polizia. Il governo ad interim ha risposto avvertendo i manifestanti di lasciare pacificamente il Campus dell’Università di Cairo, Nahda Square e la zona nei pressi della moschea di Cairo Rabba al-Adawia, prima di reprimere i manifestanti che si rifiutavano di andarsene. Testimoni oculari riferiscono di decine di morti e feriti, mentre manifestanti, polizia, militari e cecchini si scontravano. Analisti avvertono, da mesi, che l’Egitto è oggetto delle mire sovversive dei Paesi occidentali e dei loro alleati regionali. Lo stato di emergenza di un mese è stato dichiarato, e forse potrebbe essere l’ultima occasione per l’Egitto di evitare la sovversione e la balcanizzazione volute dalla NATO.

 

Decine di morti e feriti nella repressione dei manifestanti dei Fratelli musulmani a Cairo
Il 14 agosto decine di persone sono state uccise quando la polizia e i militari egiziani hanno iniziato a sgomberare gli accampamenti dei Fratelli musulmani in piazza Nahda e nella zona della moschea di Cairo Rabba al-Adawia. Il ministero della Sanità egiziano informa che 60 sono gli uccisi e più di 800 i feriti negli scontri del 14 agosto. I Fratelli musulmani hanno prima sostenuto che i morti fossero 600, riducendone il numero a 200 in seguito. Il numero di persone uccise in realtà è, a giudicare dai testimoni oculari che hanno contattato Nsnbc International, suscettibile di essere vicino al numero ufficiale di 60. Mentre gli scontri continuano, tuttavia, il numero di morti e feriti potrebbe salire oggi, durante la notte e nei prossimi giorni. Secondo le ultime notizie, proteste e scontri sono esplosi in altre città di tutto l’Egitto. Testimoni oculari riferiscono di cecchini e del coinvolgimento di “una mano straniera”. Gli scontri al Cairo del 14 agosto sono esplosi quando le forze di sicurezza hanno utilizzato bulldozer blindati per rimuovere i campi che i manifestanti pro-Mursi dei Fratelli musulmani hanno eretto e gestito da inizio luglio, dopo che il presidente egiziano Muhammad Mursi è stato rovesciato da un incruento e popolare colpo di Stato militare guidato dal capo di Stato Maggiore dell’Egitto, Abdel Fatah al-Sisi, il 3 luglio 2013.

Leggi il resto di questo articolo »

 

Aangirfan 11 agosto 2013

 

mi6C’è una teoria secondo cui i governi degli Stati Uniti e del Regno Unito utilizzano parte del loro denaro per gli ‘aiuti all’estero’ finanziando milizie come al-Qaida. Dal novembre 2011 al febbraio 2012, terroristi di al-Qaida in Somalia riuscirono ad ottenere il controllo su 480.000 sterline di aiuti britannici. Il ‘furto’ degli aiuti e delle attrezzature ‘venne nascosto nell’ultimo rendiconto pubblico del Regno Unito.’ Dailymail
Ci si potrebbe chiedere perché il governo del Regno Unito ha aumentato la spesa per gli aiuti all’estero, mentre riduce la spesa in altri settori. Il denaro degli aiuti viene utilizzato per corrompere dittatori amichevoli, finanziare gruppi terroristici e destabilizzare i Paesi che progrediscono? Leggi il resto di questo articolo »

Riceviamo e pubblichiamo.

VERSO IL BAIL-IN DELLO STATO ITALIANO

DEBITO PUBBLICO, DISOCCUPAZIONE, SPREAD

 

Il debito pubblico sale senza sosta superando quota 2070 a dispetto di tutti i tagli. Disoccupazione, chiusure aziendali e pressione fiscale si impennano. Il pil affonda.  Ma il governo annuncia l’uscita dal tunnel e lo spread scende sotto quota 250.

Come è possibile una tale contraddizione?

La contraddizione è solo apparente, perché quei dati sono solo superficialmente divergenti. In realtà essi convergono sullo scopo a cui lavorano gli speculatori finanziari e i loro collaboratori della partitocrazia italiana:

infatti disastro occupazionale, depressione economica e debito pubblico insostenibile sono esattamente gli ingredienti di cui essi abbisognano per ottenere il risultato voluto, cioè per creare le condizioni socio-politiche di esasperazione e paura che imporranno e giustificheranno, al fine di disporre di moneta che potevamo stamparci in proprio a costo nullo,  la svendita delle residue risorse del paese, il bail-in dello Stato italiano mediante il saccheggio dei risparmi dei cittadini, e la cessione delle  residue autonomie della Repubblica ai capitali stranieri – quelli stessi che manipolano rating e spread per la loro convenienze, premiando i governi che fanno i loro interessi, e punendo quelli che fanno gli interessi nazionali. Li manovrano per spingerti nella loro trappola.

Il mercato finanziario non premia affatto chi amministra bene, ma chi fa vincere i suoi biscazzieri.

12.08.13

 [Poiché tutti fanno finta di ignorare, o quel che è peggio, ignorano veramente, che quando la banca propone un contratto da firmare in sede, in realtà la controparte ha il sacrosanto diritto di negoziarne e cambiarne i termini. Se poi lo fa in piccolo come la banca, cioè in clausole illeggibili appositamente scritte per ingannare il cliente, tanto meglio.  N. F.]
Il geniale russo che ha umiliato la sua banca
Fonte: http://mazzetta.wordpress.com/2013/08/10/il-geniale-russo-che-ha-umiliato-la-sua-banca/
Un geniale russo ha fregato, ma non truffato, una banca, cambiando le condizioni sul contratto per la carta di credito.Nel 2008, stanco delle continue proposte da parte delle aziende di credito, Dmitry Agarkov ha scannerizzato un contratto di quelli che gli inviavano di continuo e lo ha cambiato mettendoci zero interessi, zero commissioni e nessun limite di spesa. Ha cambiato anche l’URL del sito nel quale la banca espone le sue condizioni e imposto penali pesanti in caso di mancato rispetto di quelle da lui stesso personalizzate. Poi lo ha firmato e inviato alla banca emittente. Leggi il resto di questo articolo »

(AGENPARL) – Roma, 07 ago – Riceviamo e pubblichiamo la lettera del giudice Fernando Imposimato nella quale denuncia alla nostra agenzia il blocco del suo account Facebook definendolo un “sabotaggio” da parte di chi vorrebbe che tacesse.
Il Magistrato si è occupato nel corso della sua carriera della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l’attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l’omicidio del vicepresidente delConsiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palmae Girolamo Tartaglione. Attualmente si occupa della difesa dei diritti umani.
[LETTERA]
Gentile Direttore,
La informo che  ”ignoti” hanno da tre giorni, bloccato il mio account Facebook e quello dell’ingegnere Niccolò Disperati , mio amministratore su facebook . Credo si tratti di un attacco doloso  da parte  di chi vuole  farmi tacere.  Ma io continuerò a  parlare  e a  dialogare  con i giovani e i lavoratori, ai quali va il mio pensiero solidale e amichevole.
Per questo mi scuso  con i miei amici di facebook – oltre 22.000,- poichè  sono nella impossibilità  di comunicare con  loro,    e di formulare le mie valutazioni sull’azione del Governo , sulle priorità  da rispettare e sul pericolo gravissimo di stravolgimento della Costituzione, che sta avvenendo nella  indifferenza  generale, come oggi ha ricordato il costituzionalista Alessandro Pace . Ricordo che Aristotele  scrisse, nel 450 AC,   che “occorre difendere la Costituzione, standole vicino”.  E   aggiunse “quelli che si danno pensiero della Costituzione  devono procurare motivi di timore in modo che i cittadini siano in guardia e non allentino la  vigilanza  intorno alla Costituzione”. Questo pensiero è di una attualità impressinante. Avevo cominciato a creare allarme, ma è quello che mi è stato impedito di fare.
Avrei anche voluto esprimere il mio consenso alla iniziativa di istituire  una commissione di inchiesta sul caso Moro , che ha come primi firmatari gli onorevoli Giuseppe Fioroni e Gero Grassi, e porta anche la firma dei capigruppo del Pd Speranza, Pdl Brunetta, Sel Migliore, Scelta Civica Dellai, Fratelli d’Italia Meloni, Centro Democratico Pisicchio, del vicecapogruppo della Lega nord Pini, e poi di Bersani, Bindi, Fitto, Cesa, Tabacci, Cecconi e da altri novanta deputati in rappresentanza di tutti i gruppi.. Si tratta di indagare sulle gravi omissioni denunziate  da parte di militari  che avrebbero dovuto partecipare all’intervento in via Montalcini previsto per il giorno 8 maggio 1978, alla  presenza nell’appartamento sovrastante la prigione di uomini di Gladio e dei servizi segreti inglesi (SAS) e tedeschi. sull’ordine che sarebbe stato dato per annulare il blitz, fortemente voluto dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sul comitato di crisi di cui faceva parte anche un uomo del dipartimento di Stato USA, Steve Pieczenik , sul ruolo della P2  e dei generali Santovito, Maletti e Musumeci che ne facevano parte, tutte circostanze tenute nascoste ai magistrati che indagavano sulla strage di via Fani , che vide il sacrificio dei Carabinieri  Oreste Leonardi e Domenico Ricci e degli agenti Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino, sulla scoperta, da parte di agenti dell’UCIGOS, della prigione di Moro in via Montalcini, tenuta segreta ai magistrati che indagavano, come vennero tenuto nascosti anche i documenti dei commponenti del comitato di crisi.
Grazie per la ospitalità
Ferdinando Imposimato
Scritto da Diego Fusaro http://www.lospiffero.com/cronache-marxiane/lidiotismo-dellantiberlusconismo-11961.html
 

Pubblicato Lunedì 05 Agosto 2013, ore 8,50

Risale a giovedì primo agosto la notizia. Sono state confermate le condanne per frode fiscale di Silvio Berlusconi. La sezione feriale della Suprema Corte ha, invece, disposto il rinvio in Corte d’Appello a Milano per la rideterminazione della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici del Cavaliere.

Ho già espresso in più occasioni, peraltro senza ambiguità di sorta, il mio giudizio sull’antiberlusconismo e sul berlusconismo. Si tratta di due fenomeni altamente ripugnanti, dei quali tuttavia il primo è – se mai è possibile – ancora più osceno e disgustoso del secondo. E questo per molte ragioni. Ne ricorderò unicamente una, su cui già ho insistito ad abundantiam.

L’antiberlusconismo, con cui la sinistra ha identificato il proprio pensiero e la propria azione negli ultimi vent’anni, rappresenta l’esempio insuperato della volgarità della sinistra italiana in ogni sua gradazione. L’antiberlusconismo ha, infatti, permesso alla sinistra di occultare la propria adesione supina al capitale dietro l’opposizione alla contraddizione falsamente identificata nella figura di un’unica persona, secondo il tragicomico transito dal socialismo in un solo paese alla contraddizione in un solo uomo. Così facendo, la sinistra si è potuta volgarmente riciclare, aderendo al monoteismo del mercato e dirottando su un’unica persona la contraddizione contro cui combattere. (grassetto della redazione)

Leggi il resto di questo articolo »

 

Amnesty International, propaganda di guerra e terrorismo dei diritti umani

Gearóid Ó Colmáin, Dissident Voice 8 agosto 2013

Donatella Rovera, fantoccio dirittumanitarista del terrorismo imperialista

Donatella Rovera, fantoccio dirittumanitarista del terrorismo imperialista

A Jaramana, periferia di Damasco, il 7 agosto 18 civili sono stati fatti a pezzi. Tra i morti vi erano dei bambini. Il governo russo ha condannato questo crimine contro l’umanità, che è stato appena accennato dalla stampa occidentale, per non parlare del silenzio dei governi occidentali che  riforniscono di armi i terroristi. Forse i bambini uccisi durante l’attentato erano sostenitori di Bashar al-Assad ed erano quindi colpevoli. Nel frattempo, nella “terra dei diritti umani”, i parigini sorseggiano il caffè leggendo il “journal sérieux” LeMonde. Il quotidiano francese ha pubblicato la storia di un organismo riconosciuto a livello internazionale per il suo ruolo nella difesa dei ‘diritti umani’: Amnesty International. Amnesty International è indignata per le violenze contro i civili in Siria. Ma non menziona per niente il massacro di Jaramana. Stranamente, non sapeva della notizia. Non sa che i terroristi avevano piazzato una bomba in una zona affollata di Jaramana, assassinando dei civili. Invece, l’articolo di Le Monde citava le dichiarazioni di Donatella Rovera, un’attivista di Amnesty che ha passato del tempo con gruppi simili a quelli che avevano piazzato la bomba a Jaramana. Rovera è indignata dalla determinazione dell’esercito siriano nel sconfiggere i terroristi. “Il regime usa armi proibite“, ha detto. Una visione contorta di Rovera: le armi proibite non includerebbero le autobombe nelle piazze affollate. Le armi proibite sono le armi che tutti gli eserciti nazionali usano per difendere la loro nazione, come i missili balistici.
Rovera, la nostra attivista dei “diritti umani” è stata costretta ad ammettere che alcuni crimini sono stati commessi da suoi amati “ribelli”, ma lei, da vera professionista, ha avuto grande cura nel spacciare i loro crimini per danni collaterali: “I crimini di guerra che commettono prendono essenzialmente di mira i membri delle forze governative e le loro milizie che catturano i ribelli, ma questi gruppi sono diventati anche più visibili presso la popolazione civile, sulla quale adattano il loro punto di vista.” La militante per i diritti umani di Amnesty non spiega quale sia questo punto di vista. Non menziona che i suoi amati ribelli costringono le donne di Aleppo occupata, ad indossare il burka, né menziona il fatto che usano il cibo come arma contro il popolo, nel tentativo di affamarlo per sottometterlo. No, il messaggio è chiaro, i ribelli sono i buoni, anche se ci sono alcuni furfanti tra di loro.

Leggi il resto di questo articolo »

Gianni Lannes
Corso Nuova Fotografia
Antonella Randazzo
FreePC
SCIE CHIMICHE