
Breve, ma molto grave: un esempio di come ci fottono. Nel caso che prendo in esame, al primo livello sta il Potere, cioè la grande finanza del Libero Mercato – che è la macchina globale per distruggere la sovranità democratica di tutti noi e sfruttarci per profitto (Il Più Grande Crimine, paolobarnard.info, 2010), e Israele – che è la più grande e criminale base militare USA nel mondo sorretta da una lobby di potere inattaccabile (Perché ci Odiano, Rizzoli 2006).
Al secondo livello ci sono i loro procacciatori di vittime, fra cui cito in particolare Marco Travaglio, Carlo De Benedetti/Repubblica, Roberto Saviano, cioè Nessuno Tocchi Israele (se non ci cacciano da tutti i media) e Nessuno Tocchi Goldman Sachs. Questi procacciatori radunano e organizzano le masse adoranti e ignare, che vengono poi inoculate con i dettami fondamentali: primo, il nemico dei diritti sta tutto in quella direzione là (da tutt’altra parte rispetto al nemico reale); secondo, il bene sono i governi tecnici alla Mario Draghi (la Goldman deve tornare a palazzo Chigi); terzo, lo Stato non spenda a deficit per tutelare i cittadini (ci pensa il Libero Mercato del lavoro a chiamata e dei 30 milioni di nuovi disoccupati); quarto l’euro e la UE del Trattato di Lisbona come virtù (la virtù di trasformarci in schiavi alla disperazione come in Irlanda). Leggi il resto di questo articolo »
Posted: 19 Apr 2011 12:02 AM PDT * http://www.nwo.it/intervista.html
Giuseppe Cosco nacque a Catanzaro nel 1950. Ricercatore, criminologo, grafologo, occultista, cittadino impegnato nel sociale, è stato uno dei più prolifici ed appassionati truth-seeker (cercatore di verità) italiani della “vecchia guardia”.
Prestò consulenza presso la procura della Repubblica di Catanzaro e diresse le sezioni locali dello IIP (Istituto Indagini Psicologiche) e della SIPS (Società Internazionale della Psicologia della Scrittura). Collaborò inoltre con numerose riviste specializzate nel campo del paranormale.
Come si conviene a qualsiasi occultista, il suo lavoro fu oggetto di critiche a causa dello scetticismo sollevato dai suoi studi in tema di cospirazionismo, satanismo, società segrete e fenomeni misteriosi. La sua opera di ricerca e denuncia proseguì fino al 2002, quando a soli 52 anni fu improvvisamente stroncato da un ‘malore’ fulminante.
Proponiamo di seguito un estratto da una interessante intervista, a tratti profetica, che Cosco rilasciò nell’anno 2000 alla rivista Terzo Millennio.
di L. Baldo Leggi il resto di questo articolo »
Ringraziamo il lettore Georg per aver postato il commento che per maggior visibilità postiamo come articolo
OLIMPIADI:BERLINO 1936; HITLER STRINSE MANO A OWENS, TESTIMONE (ANSA) – LONDRA, 11 AGO
- Adolf Hitler, alle Olimpiadi di Berlino 1936, strinse la mano al vittorioso atleta afroamericano Jesse Owens, secondo quanto rivela un ex reporter sportivo tedesco, oggi 83enne. All’epoca, ricorda il Daily Mail, si scrisse sui giornali che il dittatore se n’era andato furioso dallo stadio subito dopo che Owens aveva conquistato la prima delle sue quattro medaglie d’oro, quella sui 100 metri: non poteva tollerare che i suoi atleti ‘arianì fossero stati battuti da un appartenente a una razza ‘inferiorè. Sigfried Mischner dice però che la stretta di mano ci fu eccome, e che lo stesso Owens portava con sè una foto che lo ritraeva mentre dava la mano a Hitler, poco prima che questi lasciasse lo stadio. Secondo l’ex giornalista, i giornali dell’ epoca non raccontarono correttamente la vicenda, e Owens, ancora negli anni ’60, cercò di far rettificare alla stampa tedesca la versione dei fatti, dicendo che la stretta di mano c’era stata. Avvicinò anche Mischner, mostrandogli la foto e dicendogli: «Fu uno dei miei momenti più belli». «Fu scattata – racconta l’ex reporter – dietro alla tribuna d’onore, e così non fu ripresa dalla stampa mondiale. Ma io lo vidi, li vidi mentre si stringevano la mano. Dopo la guerra, l’opinione predominante in Germania era che Hitler non aveva voluto salutare Owens.
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Attacco alla Libia: spiegazioni inedite, ma convincenti. 18 04 2011
La Libia non appartiene alla Banca per i Regolamenti Internazionali -144 tonnellate d’oro nella sua riserva – Le coppie che si sposano ricevono 50mila dollari a fondo perduto.
Antonio de Martini
http://corrieredellacollera.com/
Quale può essere il fil rouge che collega tutti i paesi attaccati – e presi di mira in varie forme – dagli USA e Gran Bretagna con l’aiuto di una serie di ausiliari tradizionali più o meno consapevoli? Libia, Libano, Siria,Irak,Somalia, Sudan, Iran.
Non hanno in comune l’etnia ( Iran è ariano mentre gli altri sono semiti o – Sudan – misti).
Non hanno in comune la religione: Libano ha cristiani, l’Iran è sciita, la Siria è mista. Non il petrolio: Somalia e Siria non ne hanno in quantità significative.
Non la ricchezza: Somalia e Sudan non lo sono.
Se invece vediamo il negativo, vediamo che nessuno di questi paesi figura tra i 56 aderenti alla Banca per i Regolamenti Internazionali.
In pratica sono paesi che hanno rifiutato di far parte della comunità finanziaria internazionale e la Libia in particolare se la stava cavando molto bene:
• Stando ai dati del FMI la Banca centrale libica possiede 144 tonnellate di oro nei suoi forzieri. Per un paese di tre milioni e mezzo di abitanti, non è niente male. L’educazione e l’assistenza medica sono gratuite; le coppie che si sposano ricevono 50.000 dollari a fondo perduto.
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di Pino Nicotri
Chi e perché ha ucciso Vittorio Arrigoni, Cristo laico dei nostri tempi, eliminato con un altro “omicidio mirato”. Certamente Roberto Saviano vorrà illuminarci riguardo “la macchina del fango” all’opera contro Gaza. Che non a caso pur con 1.500 uccisi dalle bombe israeliane non è una “città martire” come invece la libica Misurata con molte meno vittime
Obama ha torto. Le ONG (Organizzazioni NON Governative) italiane hanno ragione. Obama ha detto che “l’uccisione di Vittorio Arrigoni a Gaza è un atto insensato”. Non è vero, signor presidente Usa. Lei che ha tradito il discorso che fece a Il Cairo quando promise una “nuova era di rapporti” con il mondo islamico e con quello arabo sa bene che l’assassinio di Arrigoni ha un senso ben preciso. Ci duole doverlo dire, signor presidente Usa, ma il senso dell’uccisione di Vittorio Arrigoni è lo stesso di tutti gli omicidi – e gli espropri di terre – che il suo Paese, gli Usa, e il nostro Paese, l’Europa, hanno permesso a Israele di compiere impunemente, a partire dall’uccisione degli inviati dell’Onu conte Folke Bernadotte nel ’48 e prima ancora. L’uccisione di Vittorio Arrigoni non è insensato, ha infatti lo stesso senso dei 300 “omicidi” mirati compiuti propio nella zona di Gaza dai militari israeliani su ordine dei loro governi. Il senso dell’uccisione di Vittorio Arrigoni c’è, ed è lo stesso senso che hanno tutti gli omicidi del terrorismo palestinese, lasciati compiere dal “civilissimo” Occidente senza mai intervenire sulla cause che hanno partorito anche tale mostro.
Le ONG hanno ragione: “E’ impensabile che Arrigoni sia morto per mano palestinese”. E’ talmente impensabile che, appunto, non lo pensa nessuno, a parte i mandanti della sua soppressione. L’uccisione di Vittorio ricorda quella della sua compagna di volontariato Raquel Corrie, assassinata con un bulldozer Leggi il resto di questo articolo »
‘LO SPERMA DI UN GENTILE PORTA UNA DISCENDENZA BARBARA’[1]
Articolo di JOSEPH STIGLITZ* guardian.co.uk
Le conseguenze del terremoto giapponese, in particolare la crisi in corso all’impianto nucleare di Fukushima, stanno facendo fischiare le orecchie agli studiosi del collasso finanziario che ha provocato la Grande Depressione. Entrambi gli eventi ci forniscono una lezione nuda e cruda di come la società e i mercati riescono malamente a controllare i rischi.
Naturalmente, non c’è possibilità di confronto tra la catastrofe del terremoto, che ha provocato la morte o la scomparsa di più di 25.000 persone, e la crisi finanziaria , a cui non possono essere attribuite sofferenze fisiche così forti. Ma quando si analizza il disastro nucleare di Fukushima, c’è un tema che accomuna i due eventi.
Sia gli esperti del nucleare che quelli della finanza ci hanno assicurato che le nuove tecnologie avevano eliminato del tutto i rischi di una catastrofe. Gli eventi hanno dimostrato che si erano sbagliati: non solo il rischio esiste, ma le conseguenze sono così enormi da erodere tutti i vantaggi del sistema che i dirigenti dell’industria promuovono.
Prima della Grande Recessione, i guru economici statunitensi – dalla direzione della Federal Reserve ai titani della finanza – si vantavano di saper gestire il rischio. Alcuni strumenti finanziari ‘innovativi’ quali i derivati e i credit default swap avrebbe distribuito il rischio su tutto l’ambiente economico. Adesso sappiamo che hanno illuso non solamente il resto della società, ma anche sé stessi. Leggi il resto di questo articolo »
di: Matteo Bernabei * m.bernabei@rinascita.eu
È stato un nuovo fine settimana di manifestazioni quello appena trascorso in Siria. Migliaia di persone si sono radunate per le strade delle città del Paese arabo, alcune per protestare contro l’esecutivo di Bashar al Assad, altre invece per manifestare la propria solidarietà al presidente. E proprio come accaduto nei giorni scorsi, dal fronte delle manifestazioni antigovernative sono giunte numerose notizie di scontri con la polizia, che avrebbe addirittura aperto il fuoco sulla folla. Notizie diffuse come sempre da dimostranti anonimi attraverso i principali social network. Testimonianze oculari, o presunte tali, che però raccontano esclusivamente di morti e feriti fra i manifestanti senza mai citare, invece, le numerose vittime fra le forze sicurezza che pure ci sono state. Leggi il resto di questo articolo »
http://eurasia.splinder.com/
CINA – INDIA – BRICS Ridistribuzione del potere nella Banca mondiale e nel Fondo Monetario Internazionale, una “ampia riforma” dell’Onu, meccanismi per controllare l’andamento mondiale dei prezzi delle merci. I 5 Paesi Brics vogliono affermare il loro crescente ruolo mondiale, rispetto a Europa ed Usa. 14/04/2011 Pechino (AsiaNews/Agenzie) – I 5 Paesi del Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), riuniti per il loro 1mo summit a Sanya (nella cinese isola di Hainan), vogliono porre termine al “monopolio di Europa e Stati Uniti” sui posti di comando nella Banca mondiale e nel Fondo monetario internazionale. Oggi tutti i leader Brics hanno anche affermato che “va evitato l’uso della violenza” nella gestione delle attuali crisi in Libia e nei Paesi arabi, con una chiara critica della campagna Nato in Libia, seppure non è citata. La presidente brasiliana Dilma Roussef aveva già spiegato ai giornalisti, il 12 aprile a Pechino, che “il governo di Bm e Fmi non può essere una sistematica rotazione tra Stati Uniti ed Europa”.
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di Alberto B. Mariantoni – 19/04/2011
Fonte: www.mirorenzaglia.org
Esigere la libertà, l’indipendenza, l’autodeterminazione e la sovranità politica, economica, culturale e militare per l’Italia e per l’Europa, potrebbe sembrare una vanitosa pretesa particolarmente provocatoria ed ostile nei confronti degli USA. Potrebbe apparire come una premeditata azione di ritorsione antiamericana, da parte di chi – ideologicamente e politicamente – tende normalmente a considerarsi un inflessibile ed irriducibile nemico degli Stati Uniti, della loro politica e del loro modello di società. Potrebbe addirittura sembrare un controsenso o un irragionevole anacronismo, agli occhi di chi è intimamente convinto che gli Stati Uniti siano il migliore amico dell’Italia e dell’Europa, ed il più sicuro garante delle nostre istituzioni democratiche e liberali.
Per confutare e smentire categoricamente quel genere di soggettive ed arbitrarie illazioni o congetture, basta solamente rovesciare il discorso iniziale ed esigere unicamente, per l’Italia e per l’Europa, la loro semplice ed immediata annessione allo Stato Federale statunitense.
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Per semplificare la lettura ho unificato le 3 parti in un solo post.
A. Drago
Fonte: http://4sfumaturedellarealta.blogspot.com
Articolo scritto da L’Hacker L.L. il 18/04/2011
Francesco Bruno scrive qualcosa di DAVVERO SPAVENTOSO nella sua introduzione a “il libro nero delle sette in Italia” (Caterina Boschetti; Newton & Compton):
“È questo il plagio, ovvero essere indotti a compiere azioni o ad avere atteggiamenti che normalmente non avremmo mai? In effetti sì… Abbiamo avuto un coraggio da leoni, ci siamo ribellati alle regole, abbiamo dimostrato che la libertà significa seguire una strada anche se tortuosa, credendoci pienamente. In fondo, ci diciamo, ne valeva la pena…
Chi non è mai stato disposto a tutto pur di assecondare la persona che ama? Quanti litigi in famiglia, quante discussioni per far “trionfare” un’unione che appare assolutamente perfetta!… Ora, però, alla luce… di un distacco da quello che è accaduto in passato… potremmo dire di essere stati, in quel periodo, plagiati?”
http://www.favis.org/favis2/libri.html
9 luglio 2010
Approfitto della pubblicazione di un commento di Paolo Barrai sulla ING e il conto arancio, in cui critica il fatto che la ING si faccia fare il marketing a gratis, per ricordare a tutti che la ING Groep NV è presieduta da un bilderberger, Jan Hommen, che all’ultima riunione in Spagna sedeva accanto alla ex commissaria europea alla Concorrenza (fino a novembre 2009), Neelie Kroes (http://www.ecplanet.com/node/1534): oltre alla discussione in agenda sul raffreddamento planetario – sic – volete che tra i partecipanti di quel cenacolo super segreto – almeno prima delle rivelazioni del giornalista Estulin – non si formi una sorta di sodalizio omertoso, che li porterà a coprirsi vicendevolmente in tutte le istanze politiche e commerciali del pianeta?
Sodalizio omertoso che sicuramente porta la Commissione europea, ii cui nominativi vengono estratti direttamente da quei cenacoli segreti, a diventare l’allegoria stessa del “conflitto di interessi” fatto sistema/istituzione.
L’ex commissaria alla Concorrenza e attuale vice commissaria della digitalizzazione della società, fu ministro olandese dei Trasporti e delle Telecomunicazioni, nelle cui funzioni privatizzò la posta olandese, ciò che le valse il nomignolo di Nickel Neelie, in assonanza con l’espressione “Iron lady” per la Thatcher.
Per comprendere la totale mancanza di considerazione nei confronti della politica di questi “vili affaristi”, la donna politica liberale ha sposato un politico socialista – buon per lei, direte voi – mentre il disprezzo per le preferenze politiche, e la politica tout court, degli europei si riflette nella composizione stessa della Commissione europea, pur proclamandosi campionessa della democrazia nel mondo: per quanto votiamo i socialisti, i liberali o i democristiani al Parlamento europeo, ci ritroviamo governati comunque da ignoti commissari nominati secondo procedure “tecniche” per lo meno “irrituali”, quando non occulte. Ma c’è un filo logico dietro la manina invisibile…. Leggi il resto di questo articolo »






































