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Kerry and iranian

di Luciano Lago

 

A seguito dell’accordo preliminare raggiunto a Ginevra per la limitazione del processo nucleare in Iran tra le 5 potenze + 1, accordo segnalato come un successo dalla diplomazia iraniana che consentirebbe a questo paese di alleggerire il regime di sanzioni a cui è stato sottoposto, Israele dimostra un certo nervosismo ed anche il timore di rimanere isolato rispetto alla sua posizione di intransigenza verso Tehran.  Il primo ministro di Tel Aviv, Benyamin  Netanyahu ha provveduto immediatamente a denunciare questo accordo come un “uno sbaglio storico della comunità internazionale” ed ha affermato che “Israele avrà il diritto a difendersi”. Subito dopo lo stesso Netanyahu ha iniziato a muovere le sue pedine per sabotare l’accordo.

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Fine settimana e domenica di irrorazioni venefiche continue. Decine di bombardieri coprono il cielo senza sosta, spargendo chimica letale per uomo e natura, specialmente nelle ore serali. Si sta perpetrando continuamnete sotto gli occhi di tutti un crimine apocalittico contro l’umanità, senza che nessuno, di quanti  preposti alla difesa della nazione, muova un dito.

Ed ecco ancora prove inconfutabili  a prova di stupido, nei documenti scovati dal serio e attendibilissimo giornalista  investigativo Gianni Lannes.

Quando gli utili idioti che siedono nelle stanze del potere decideranno di interessarsi all’argomento irrorazioni chimiche, sarà sempre troppo tardi, per noi ed anche per loro! Intanto il non eletto Letta, seguendo la scia limacciosa del non eletto Monti,  esperto nell’arte del cazzeggio, si è deciso a distruggere e svendere ogni azienda italiana di una qualche rilevanza internazionale. E’ il ruggito del coniglio!

Se non è golpe e accanimento anti italiano questo,  cos’altro è?  E’ una squallida Italia in mano a gente che ha venduto l’anima al diavolo per trenta denari e ora perseguita i patrioti mentre soggiace con i suoi violentatori. nrd

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/
di Gianni Lannes

Il 6 settembre scorso avevo pubblicato la seguente inchiesta!

SCIE CHIMICHE: ESPERIMENTI PERICOLOSI E SEGRETI USA.

 Prove militari delle forze armate di Washington coadiuvate dall’Aeronautica militare italiana, verniciate di scientificità, grazie anche all’attiva partecipazione del Max Planck Institute. A partire dal 1961 i cieli -ovvero anche le aree urbane – della Sardegna sono stati irrorati con il tossico bario. Il popolo sardo non è stato mai informato.

Il livello di criminalità impunita è di chi governa per conto straniero – da 70 anni – il nostro Paese. Ora a cuccia per sempre gli sciacalli negazionisti!

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Una Repubblica fondata sulla ipocrisia, sulla “truffa”, sulla depravazione morale, intellettuale, spirituale, religiosa. Spunti di riflessione sul caso Cancellieri-Ligresti, Berlusconi-Ruby e altro.

Non ho nessuna voglia di scrivere, ma non posso abbandonare i miei cinque fedeli lettori… Devo dire loro qualcosa in questi momenti difficili… In questi casi si sente forte il bisogno di una immagine che risparmi l’uso delle parole. Gli antichi greci lo avevano capito bene ed avevano inventato il mito, che da solo è una fonte infinita di discorsi che si rinnovano e sono sempre attuali. E perfino misurati sulla capacità delle nostre teste, dei nostri crani e di quanto sono capaci di contenere, dalla nascita alla dipartita.

Proviamo. Proviamo ad immaginare la faccia dell’attuale presidente della commissione giustizia al Senato di questa Repubblica, tal Nitti Santopaola, per la cui imposizione come presidente alla Commissione vi fu il consueto scontro per la spartizione dei posti, delle cariche, delle prebende. Ha avuto quel che voleva e siede all’ambito posto, da dove sprizza e spruzza autorevolezza e sussiego sui poveri cittadini, su tutti noi meno loro. Ieri sera, ad uno dei luoghi del regime, la trasmissione del Vespa che permane nel succedersi dei governi, vi sono stati due momenti di contrapposizione tra il Nitti citato ed il “portavoce” Cinque Stelle, che compariva da lontano e che forse avrebbe fatto meglio a seguire la linea della totale diserzione dei postriboli televisivi.
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Leggendo con un po’ di attenzione il valido articolo che segue si percepiscono le differenze  fra il mondialismo e  le due repubbliche non sottomesse ancora al capitalismo di rapina. In questo scritto emerge con forza che la resistenza è prima di tutto di tipo culturale. Giunti a questo punto comprendiamo anche come la dissoluzione della nostra società passi attraverso la distruzione dell’identità di popolo, di nazione, della famiglia, l’esaltazione della depravazione, l’abolizione della pietà,  del rispetto, del perdono, della tradizione sia laica, che religiosa. Insomma è una  questione di dignità identitaria, quella dignità che l’Occidente vigliacco e drogato di denaro, sesso deviato e finto potere ha venduto a padroni lontani che decidono del nostro avvenire con criminale determinazione. Ndr

Issa Ardakani Réseau International 23 novembre 2013 – Asia Times

myriam20130804072846707Alcuni mesi fa, durante la parata a Pyongyang per il 60° anniversario dell’armistizio che pose fine alla guerra civile in Corea, abbiamo avuto una dimostrazione significativa del rapporto tra i membri fondatori dell’”Asse del Male”, la Repubblica islamica dell’Iran (RII) e la Repubblica democratica popolare di Corea (RPDC). Durante la parata, due soli uomini separavano il leader nordcoreano Kim Jong-Un e un generale iraniano. C’era solo un altro dignitario straniero a fianco di Jong-Un e del suo staff, il vicepresidente cinese Li Yuanchao. Il generale iraniano era l’unico addetto militare. Non è sorprendente che alla Cina sia concessa un tale onore per la parata. Cina e Corea hanno legami storici profondamente radicati, sono confinanti e lo Stato Maggiore Generale dell’Esercito Popolare di Corea (KPA) era composto in gran parte da ex partigiani che combatterono a fianco dei cinesi in Manciuria contro l’occupazione giapponese, negli anni ’30; i cinesi hanno versato molto sangue nella lotta a fianco dei nordcoreani,

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di Johan  Galtung   Fonte:  Libre

http://www.libreidee.org/2013/11/galtung-e-un-impero-di-assassini-il-mondo-ora-si-ribella/

Il mondo si sta ribellando agli USA: lo scandalo Datagate conferma che il centro dell’impero sta perdendo il controllo della periferia. Nel suo libro “This Town”, Mark Leibovich ritiene improbabile che il conglomerato politica-media di Washington riesca a trovare soluzioni a calamità tanto drammatiche come quelle che oggi ha di fronte Obama. La superpotenza sta letteralmente evaporando, sostiene Johan Galtung. Basta misurare la stizza di Angela Merkel di fronte alla scoperta di esser stata spiata dalla Nsa. O prendere alla lettera quello che ha dichiarato il generale Keith Alexander, direttore dell’intelligence digitale smascherata da Snowden: «Alla Nsa era stato richiesto da responsabili delle politiche USA  di scoprire le “intenzioni delle leadership” dei paesi stranieri». Alleati di cui Washington non si fida più: sta saltando il patto su si è retto l’Occidente per oltre mezzo secolo, protezione militare in cambio di obbedienza. Anche perché frana la moneta di scambio: il benessere, minacciato dalla grande crisi.

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Dopo il nubifragio di martedì scorso a Catanzaro manca l’acqua nelle case e la gente deve mettersi in fila davanti le autobotti della Protezione civile che forniscono acqua non potabile.

Pubblicato da EUROPA UENEWSnov 23, 2013

moldavia23 nov – La Moldavia si spacca sulla firma dell’accordo di associazione con l’Unione Europea che istituirebbe un’area di libero scambio. Il Paese dell’ex Unione Sovietica risente ancora dell’influenza di Mosca. Il 48% dei cittadini, stando agli ultimi sondaggi, sostiene l’integrazione dell’Unione doganale russa. Per dire ”no” all’Europa in oltre 15mila sono scesi in piazza a Chisinau chiamati a raccolta dal Partito Comunista, che siede all’opposizione.

“Il Governo moldavo ci ha mentito, ha mentito al suo popolo,” ha detto Vladimir Voronin, ex presidente moldavo e leader del Partito comunista. “Il Governo non ha interpellato nessuno, ha ignorato il parlamento e l’opinione pubblica. Vogliono firmare un documento segreto nel corso del summit che si terrà in Lituania a Vilnius il 28 e il 29 novembre.

PDFStampaE-mailSabato 23 Novembre 2013 18:55

Nelle scatti di Sebastian Romeo e Ilaria Fontana le immagini della cenere caduta su Reggio dopo la spettacolare attività vulcanica dell’Etna, spettacolo suggestivo e a lungo ben visibile dalla

costa sud di Reggio.

etnacenere Leggi il resto di questo articolo »

Forex treder

di  Luciano Lago

Forse non tutti sanno che i mercati finanziari costituiscono il terreno virtuale sul quale si combatte tutti i giorni una guerra fra le più aspre e violente, senza esclusione di colpi.  Le strategie vengono pianificate negli uffici trading delle grandi banche d’affari internazionali, quelle stesse banche d’affari che ogni giorno sul Forex -il maggiore mercato finanziario/valutario globale, 10 volte più ampio che le borse azionarie-  muovono qualche cosa come 13 trilioni di dollari. Trattasi di una competizione serrata per il predominio tra le valute più diffuse del modo: dollaro, euro, yen e sterlina.

Quello che succede su questo mercato influenza le decisioni delle maggiori banche centrali mondiali, dalla Federal Reserve alla BCE alla Bank of England ed a quella di Tokio, quanto a tassi di sconto, immissione di liquidità e provvedimenti restrittivi e determina altresì le politiche monetarie e le decisioni economiche dei principali governi del mondo.

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di Francesco Lamendola – 23/11/2013

Fonte: Arianna Editrice 

 

 

 

 

Che volto ha, il volto della folla?

C’è un racconto di Edgar Allan Poe, «The man of the Crowd» («L’uomo della folla», pubblicato nel 1840), in cui il narratore dice di aver seguito un uomo che, in mezzo alla folla londinese, lo aveva particolarmente incuriosito, per il suo strano aspetto e per il suo modo di fare sfuggente; di averlo seguito per ore e ore, lungo le strade affollate, le piazze piene di traffico, spesso tornando curiosamente al punto di partenza, e sempre circondato da una umanità brulicante, instancabile, onnipresente. Alla fine il narratore racconta di aver desistito dal suo inseguimento, essendosi reso conto che non sarebbe mai riuscito a raggiungere il suo uomo, né sarebbe mai riuscito a comprendere il suo segreto, quel suo vagare apparentemente insensato e imprevedibile, senza una meta né uno scopo qualsiasi, instancabilmente, come un’anima in pena del Purgatorio.

Ebbene, forse il grande scrittore americano aveva intuito fin d’allora e anticipato la riflessione su uno degli aspetti più caratteristici, ma anche più sconcertanti, della vita nelle metropoli moderne, percorse incessantemente da una folla irrequieta e come impazzita, simile alle formiche il cui formicaio sia stato distrutto a sassate e che si spargono tutto intorno, disorientate e incapaci di sostare: l’inafferrabilità e l’assoluta anonimità dell’uomo-massa. L’uomo massa non è più una persona, in un certo senso nemmeno un individuo: è un frammento infinitesimo della massa in cui si muove e 

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di Furio Stella   http://effervescienza.wordpress.com/2013/10/08/produciamo-lo-stesso-frumento-del-1931/#more-43

Otto milioni di tonnellate all’anno, Italia costretta a importarne altre sei. Le cause? Cementificazione del suolo e abbandono dell’agricoltura. Nazareno Strampelli, il mago che vinse la Battaglia del grano.

OCCHIALI E PETTO NUDO. Benito Mussolini in versione mietitore:  un'immagine propagandistica della "Battaglia del grano" (1926-31)

OCCHIALI E PETTO NUDO. Benito Mussolini in versione mietitore: un’immagine propagandistica della “Battaglia del grano” (1926-31)

Otto milioni di tonnellate all’anno. O, se vi piace di più, ottanta milioni di quintali. Se cliccate alla voce «grano, produzione in Italia», troverete più o meno questa cifra. Che è – reggetevi forte – la stessa quantità di frumento che il nostro paese produceva nel 1931, alla fine della «Battaglia del grano», la campagna di incremento delle rese cerealicole lanciata cinque anni prima da Benito Mussolini. Possibile? Possibilissimo, visto che il nostro paese l’abbiamo cementificato (solo negli ultimi vent’anni l’Italia ha perso il 15% della terra coltivata*) e che l’agricoltura non sembra importare un fico secco a nessuno.

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Parlando per lavoro quotidianamente inglese, mi diverto a scoprire assonanze fra le varie lingue. Ho scoperto ad esempio che un errore che tipico degli italiani, dire “I am agree” per dire “sono d’accordo“, derivante da una evidente traduzione letterale (in inglese si dice “I agree“, il verbo to agree significa “essere d’accordo“) lo fanno anche altri stranieri, segno evidente che anche nella loro lingua la costruzione è simile all’italiano, forse per una evidente matrice neo-latina. Ma anche un arabo che conosco mi ha un po’ stupito: quando, nel corso della conversazione, mi vuole dare ragione, dice: “You have right, mr.Medici!“come farebbe un italiano: da noi, infatti, si ha, si possiede la ragione, mentre per un inglese si è ragione, si è nel giusto. Evidentemente anche nella lingua araba la costruzione è simile alla nostra? Chissà.

Ma gli errori più comuni, che noto ovviamente nei colleghi italiani, sono quelli derivanti dai cosiddetti “false friends“: Leggi il resto di questo articolo »

Gianni Lannes
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