
Fonte: ● lospecchiodelpensiero.wordpress.com
Germania

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Strenua difesa della democrazia e della legalità
Comunico che la via intrapresa per l’annichilamento e distruzione totale di chi vi scrive sta’ proseguendo a marce e tappe forzate .
Per il 14 marzo 2013 sono stato convocato in udienza dinanzi al giudice tutelare di Roma ( presidente della sezione Tribunale ) per la “nomina di ” amministratore di sostegno ” non alla mia anziana madre o alla signora terminale in ospedale .. ma a me .
Chi sa capisce quanto grave sia questa iniziativa e comunque spiego per gli altri che significa togliere a un soggetto autonomia capacità di agire ed in crescendo intrappolarlo rapidamente .. nella direzione finale che è stata evidentemente tracciata dall’odio di chi credeva di poter mettere tutto a tacere .
Farlo a Paolo Ferraro significa esattamente quello che intuite e non servono parole .
Le iniziative relative spettano a voi ma non sono “per me” , sono per la strenua difesa della democrazia e della legalità . PAOLO FERRARO
LETTERA AL GIUDICE TUTELARE
https://docs.google.com/file/
ALLEGATI
https://docs.google.com/file/
ALLEGATO 4 ter faldone a parte
https://docs.google.com/file/
RICORSO PER AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
https://docs.google.com/file/
di Corrado Belli – Fonte: https://www.facebook.com/pages/TERRA-REAL-TIME/208776375809817
Anche i cugini francesi hanno capito in quale truffa sono caduti dal giorno in cui quel “qualcuno” decise di far entrare la Francia a far parte della grande famiglia “Europa”.
4 marzo 2013 Di Giuseppe Sandro Mela - Fonte: http://www.rischiocalcolato.it/2013/03/bridgestone-non-chiude-gli-stabilimenti-in-spagna-francia-polonia-e-ungheria-ma-quello-di-modugno-bari.html#.UTUWy0o9yfg.facebook
«Bridgestone Europe, societa’ con sede a Zaventem (Belgio) ha annunciato oggi la decisione di avviare le procedure per la chiusura dello stabilimento di pneumatici per autovetture di Modugno (Bari)».
«L’azienda si dice ”disponibile fin da subito a iniziare la discussione per individuare la migliore soluzione in grado di minimizzare il piu’ possibile l’impatto sociale della decisione sui circa 950 dipendenti coinvolti».
Quindi, la Bridgestone Europe non chiude uno degli otto gli stabilimenti in Spagna, Francia, Polonia e Ungheria ma proprio quello di Modugno (Bari).
Ma perché poi proprio lo stabilimento italiano e non uno di un altro paese? Perché é quello meno produttivo.
Questo fatto dovrebbe dar da pensare a fondo sulla necessità di riformare la legislazione sulla produzione, sgravandola di tasse e burocrazia perfettamente inutile. Tanto, altri 950 addetti alla produzione si avviano alla perdita del posto di lavoro.
Non si pensi che sia possibile rianimare i morti.
Riportiamo per memento alcuni report di agenzia su fatturato (6.3%) ed ordinativi (-15.3%) industriali.
Ma che cosa ci saremmo potuto aspettare: biscottini?
Ci stupiamo che il periodo dei saldi si sia concluso con un -25%?
Ci saremmo forse aspettati che i licenziati folleggiassero con i saldi?
Non neghiamo che ci siano problemi nella formazione di un governo, ma la nazione ha eletto i suoi rappresentanti per governare.
Riforme elettorali, matrimoni gay, e via quant’altro non ci interessano nulla. Adesso si deve cercare di salvare quel po’ che ancora ci rimane della produzione. E per far questo serve un governo.
Ebbene: lo facciano. E veloci.
Chi ha imparato a sciare da adulto ha presente la difficoltà di doversi ricordare tutta una serie di accorgimenti (spalle - peso in avanti – posizione – ginocchia – braccia – bacino – a valle – a monte – ecc.) e soprattutto di come sia difficile ricordarsi di mettere in pratica i consigli del maestro quando la velocità aumenta, o la pista si fa più difficile e ripida e magari piena di cunette, o tutte queste cose insieme. Se invece ci si trova sul classico “panettone“, pista larga, neve bella, pochissima gente, pendenza limitata e velocità sotto controllo, allora è molto più facile, pensandoci, mettere in pratica gli insegnamenti e, dopo un po’ di queste discese, si comincia ad automatizzare i movimenti e ad interiorizzare gli insegnamenti ricevuti. Se poi si ha anche il sole alle spalle, e si può guardare anche la propria ombra proiettata davanti, allora è proprio il massimo: ad ogni curva si può correggere qualcosina, e dopo un paio d’ore i progressi sono veramente notevoli. A quel punto anche l’aumento di velocità, la pista più ripida, o altre condizioni avverse si potranno affrontare meglio, grazie a quanto imparato precedentemente.
Pensavo a questo oggi, e mi veniva spontaneo il paragone con le conoscenze di medicina alternativa che noi frequentatori di siti di controinformazione abbiamo acquisito. L’esperienza ci insegna che quando ad una persona “normale“, educata secondo i canoni classici, viene diagnosticato un tumore, per lo più questa notizia viene vissuta come una terribile condanna, magari non definitiva, ma comunque invalidante, e la sensazione di impotenza e di pericolo non lascia spazio a ricerche, a studi, ad approfondimenti: ci si sente come il naufrago che si aggrappa a qualunque cosa, pur di rimanere a galla. Difficile insegnare a chi pensa che sta per annegare come si fa a nuotare: a nuotare si deve imparare in piscina, nell’acqua bassa, meglio se tiepida. Alla stessa maniera, difficile insegnare a chi sta precipitando lunga una pista nera come fare le curve a sci uniti, se non le ha già imparate in pendii più amichevoli.
Anni fa ho seguito un corso di Nuova Medicina Germanica tenuto da Claudio Trupiano, e da allora ho cominciato a vedere il tumore, e tutte le altre malattie, in un’ottica diversa, completamente opposta alla visione tradizionale corrente. Ma tutte le volte che sono venuto a sapere di conoscenti ai quali veniva diagnosticato un tumore (e ne sono già morti diversi, in questi anni) mi sono reso conto della totale inutilità delle mie conoscenze nei confronti di queste persone che -ovviamente – manifestavano una totale e cieca accettazione delle terapie “ufficiali“, che non mi sono mai permesso di contestare (con quale autorevolezza, poi?) e la totale chiusura (tranne che alla fine delle terapie, quando ormai anche la medicina ufficiale ti dà per spacciato) ad ipotesi alternative.
Per questo, come ho detto altre volte, sono certo che la conoscenza delle teorie del dr.Hamer (la “Nuova Medicina Germanica“) debba essere acquisita quando si sta bene, quando si è giovani e in forze, e la malattia è l’ultima cosa che si possa avere nella nostra mente. Questo ci impedirà di ammalarci? Non lo so, ma so per certo (è la mia esperienza personale) che la paura della malattia è completamente sparita dalla mia vita. Anche se fosse solo questo (ma sono certo che c’è molto di più) sarebbe già qualcosa di importante.
Non si aspetta di avere un incidente per assicurarci: l’assicurazione si fa prima. Per questo invito tutti, per il bene vostro e dei vostri cari, ad approfondire le tematiche della nuova medicina germanica. Il miglior investimento che potrete fare e ch vi ripagherà molto più di quanto possiate immaginare.
di Marco Della Luna – Fonte: http://marcodellaluna.info/sito/2013/03/04/1131/
UNA RIFORMA ELETTORALE CHE COMBINA RAPPRESENTATIVITA’ E GOVERNABILITA’
Semplice:
-per ambo le Camere,
-col primo turno assegnazione di 2/3 dei seggi in modo proporzionale e con bassa soglia di qualificazione (3%);
-qualora un partito o una coalizione abbia raccolto la maggioranza assoluta dei voti, ottiene il restante 1/3 come premio di maggioranza;
-se nessun partito o coalizione raccoglie la maggioranza assoluta, si assegna il premio di maggioranza mediante un ballottaggio dopo 2 settimane tra i due partiti o coalizioni che hanno raccolto più voti nel primo turno.
In tal modo è praticamente assicurato che vi sia una maggioranza in ambo le camere, e, al contempo, che questa maggioranza sia legittimata dalla maggioranza dei votanti.
Si previene che la maggioranza dei seggi vada a una formazione politica il cui programma è contrario alla volontà della maggioranza degli elettori.
Si previene anche che il Presidente della Repubblica e altri organi di garanzia siano eletti da una maggioranza parlamentare non rappresentativa della maggioranza dei votanti, come invece può avvenire con un premio di maggioranza quale l’attuale.
La riforma suddetta è attuabile mediante legge ordinaria, non costituzionale, quindi si può fare in poche settimane.
03.03.13 Marco Della Luna
Pubblichiamo questa notizia dell’11 dicembre 2012, per ribadire il concetto.
Di Marco Valerio Lo Prete – Fonte: http://www.ilfoglio.it/soloqui/16128#.UTTzKAiKNy4.facebook
Dopo Monti la priorità è quella di archiviare un trattato illegale che strangola l’economia, dice l’ex ministro
Esistono ragioni politiche, economiche e culturali per rifiutare la dottrina dell’austerity che si è imposta in Europa, ma prim’ancora c’è una motivazione giuridica che dovrebbe obbligare il governo italiano – questo in carica e soprattutto quello che gli succederà – a liberarsi dagli attuali vincoli che gravano sulla politica di bilancio. A meno di non voler continuare ad “attentare alla Costituzione dell’Unione europea”. La tesi è di Giuseppe Guarino, giurista classe 1922, uno dei primi professori ordinari di Diritto pubblico alla Sapienza di Roma, che all’Università di Sassari ebbe come assistente Francesco Cossiga, poi a Roma esaminò Giorgio Napolitano, attuale presidente della Repubblica, e Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea. Guarino è stato inoltre amministratore e sindaco di società e istituzioni pubbliche, deputato con la Democrazia cristiana nella decima legislatura (1987-1992), quindi ministro delle Finanze nel quinto governo Fanfani (1987) e infine dell’Industria nel governo Amato tra 1992 e 1993. “Oggi però il mio atteggiamento è quello del medico”, esordisce in questa conversazione con il Foglio. E lo ripete spesso: “Sono come un medico, e mi limito a esporre la diagnosi, non voglio consigliare ricette. Il problema è che in troppi, anche tra i miei amici e colleghi, nemmeno mi contraddicono. L’atteggiamento è quello dei pazienti che non vogliono sentirsi dire la verità dal loro dottore”. Leggi il resto di questo articolo »
Di Federico Campoli – Fonte: http://www.ilgiornaleditalia.org/news/esteri/845360/-Ungheria–Banca-centrale-verso.html - 3/3/2013
Viktor Orban ha nominato Győrgy Matolcsy come Governatore della Mnb
La scelta del premier di centrodestra magiaro scatena l’ira della stampa internazionale e dell’Unione europea. “La Repubblica” lancia un violento attacco e Bruxelles comincia ad agitare lo spettro dei mercati
L’Ungheria non piace all’Europa. E il sentimento sembra essere reciproco. Il premier Viktor Orban pensa più al proprio popolo, piuttosto che ai vertici dell’Unione europea. E questo non piace a Bruxelles. L’ultima eclatante e, secondo alcuni, “oltraggiosa” mossa attuata dall’amministrazione del leader del partito di centrodestra, Fidesz, è stata quella di nominare un nuovo Governatore per la Banca Centrale Ungherese (Mnb). Il suo nome è Győrgy Matolcsy, Ministro dell’Economia. E’ Orban stesso ad annunciare la nomina, tramite i microfoni di Kossuth Radio. Il Wall Street Journal aveva già ipotizzato da tempo che potesse avvenire questo stravolgimento all’interno dell’Ue, tanto che aveva intervistato Matolcsy sulle sue intenzioni.“La Banca centrale e il Governo dovrebbero cooperare tra loro” aveva risposto ad una delle tante domande l’ex Ministro dell’Economia.
Ovviamente, la scelta ha fatto adirare la stampa europea. “La Repubblica” definisce il gesto del premier magiaro come “una gravissima sfida ai princìpi del mondo libero e delle istituzioni economiche e finanziarie, dalla Banca Centrale europea al Fondo Monetario Internazionale”. C’era da aspettarselo. Nessuno in Europa vede di buon occhio i tentativi di nazionalizzazione bancaria, che Orban da tempo sta tentando di mettere in atto. E tutti hanno già cominciato a scalciare, strepitare e battere i piedi per terra. Ma, fino a prova contraria, l’Ungheria è uno Stato sovrano e il suo Governo è stato eletto liberamente e democraticamente dal popolo, che ad oggi ancora si rivela dalla sua parte. Tra l’altro, anche il Giappone sta attuando le stesse politiche del premier magiaro. Sempre secondo “La Repubblica”, Matolcsy prende il posto di Andras Simor, banchiere apprezzato da personaggi come Mario Draghi e dal Governatore della americana Fed, Bernanke, oltre che da vari capi di Stato, come Angela Merkel ed Obama. Insomma, un uomo di cui i nostri paesi si dovrebbero vantare. Ma ad Orban questo non interessa. D’altronde c’è un limite al volere della Germania, degli Usa o della troika. E il premier magiaro non è neanche molto incline a rispettare le direttive europee, dato che da quando si è insediato sia la stampa internazionale, sia il mondo delle istituzioni occidentali, non hanno fatto altro che dargli addosso.
Insomma, l’inserimento di Matolcsy ha acquisito un sapore di nazionalizzazione che non piace a Bruxelles. Ma il nuovo governatore della Magyar Nemetzi Bank ha già dato dimostrazione di essere la persona giusta per questo compito. Sempre nell’intervista rilasciata al Wall Street Journal, alla domanda sulle politiche finanziarie europee, ha dichiarato che è un errore iniettare denaro nel sistema bancario a basso costo dalla Bce, a meno che non ci sia un fine specifico. Praticamente, si tratterebbe indirizzare i finanziamenti su obiettivi ben determinati. Insomma, quello che hanno detto anche alcuni personaggi, tra cui il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, qui da noi, in Italia. Attuare una sorta di “spending review”, ovvero ridistribuire i fondi europei con una maggiore specificità. Ma a questo “La Repubblica” non ha fatto caso. Per qualche strana ragione, non si è fatto caso a quando Mario Monti “consigliò” i nomi di Luigi Gubitosi e Anna Maria Tarantola per la dirigenza della Rai. Ma quando si parla di Ungheria si devono seguire le direttive europee. E su chi le sfida il colpo di martello deve cadere con maggiore violenza.
Federico Campoli
di Marco Saba

Original document written in Italian on 25/11/2012 ( last revision )
[ ... ] La BIS., in quanto istituzione privata, era proprietà di sette direttori di altrettante banche centrali e operava attraverso di loro che ne formavano allo stesso tempo il gruppo direttivo [ ... ]. Essi si accordavano su tutti i maggiori problemi finanziari del mondo, come pure su molti problemi economici e politici, specie in riferimento a prestiti, pagamenti e al futuro economico delle aree più importanti del globo… ”.
Traduzione a cura di N. Forcheri da un articolo in francese di www.agenceurope.com
(AE) CONCORRENZA: ENI e Versalis minacciate nuovamente di una maggiorazione di multa
Bruxelles, 01/03/2013 (Agence Europe) – La Commissione europea ha inviato, il 1 marzo, al gruppo petrolchimico italiano ENI spa e alla sua consociata Versalis Spa (Ex Polimeri Europa Spa) una seconda comunicazione di addebito per informarle dell’intenzione di applicare loro una maggiorazione del 50%, per recidiva, (ossia 90,75 milioni di euro) della multa che era stata inflitta nel 2006 per la loro partecipazione solidale a una intesa nel settore del caucciù sintetico. All’epoca la Commissione europea aveva infatti stimato che la stessa azienda avesse già partecipato a delle intese sul polipropilene e il PVC II. Il Tribunale dell’UE aveva annullato detta maggiorazione nel mese di luglio 2011 (sentenze T-39/07 e T/59/07), ritenendo che la Commissione non avesse argomentato sufficientemente la sua conclusione che le tre infrazioni fossero state compiute dalla stessa azienda.
La Commissione dimostra oggigiorno:
- che i destinatari delle due decisioni precedenti (Anic, nell’ambito dell’intesa “polipropilene” ed Enichem nell’ambito dell’intesa “PVC II”), appartenenti alla stessa azienda di Eni e Versalis, detenute ambedue quasi esclusivamente dall’ENI al momento della loro partecipazione alle due intese precedenti;
- che Versalis è il successore economico di Enichem, essa stessa il successore economico di Anic. Conclude quindi che la maggiorazione della multa inflitta ad ENI e Versalis era fondata. Le due aziende adesso hanno due mesi di tempo per reagire. (FG)
Colgo l’occasione del dibattito in corso sul web e sui media tradizionali circa la formazione di un governo, per proporvi un articolo dell’amico Giovanni Birindelli, di cui abbiamo già pubblicato “il denaro e la legge” il 31 gennaio scorso. Invito alla riflessione tutti i lettori, senza pregiudizio e senza le lenti dei luoghi comuni e dei miti metropolitani.

Dopo aver letto il post, invito a non commentare per dire se si è d’accordo o meno, o per catalogare le mie parole o quelle di Birindelli con etichette o schemi ideologici. Non serve a nessuno di noi, autori e lettori. Serve invece che poniamo domande che magari non ci siamo mai posti, e che troviamo risposte nuove, fossero anche in contrasto con quanto abbiamo creduto fino a un momento fa, per tutta una vita.
Per parte mia, considero il sistema in cui viviamo, quello comunemente denominato democrazia, basato sul consenso, la spesa pubblica e le tasse, la tirannia perfetta & invulnerabile.
Perfetta : perchè fondata sul consenso dei sudditi mediante l’esercizio del voto, pia illusione di massa che la libertà coincida con l’inserimento a comando e secondo frequenza prestabilita, di una cartuscella colorata dentro a una cassetta di compensato. Leggi il resto di questo articolo »
di Marco Della Luna – http://marcodellaluna.info/sito/2013/03/01/imporre-un-governo-pro-bilderberg-destabilizzando-le-banche-italiane/
Per imporre in Italia un governo compiacente alla linea che molti oggi chiamerebbero “Linea Bilderberg”, o “Linea Monti-Merkel-Goldman Sachs”, nonostante l’esito elettorale dell’ultimo voto politico, potrebbe essere a breve orchestrata una crisi bancaria italiana che terrorizzi la popolazione e crei il consenso per un governo di quel tipo in cambio di soccorsi monetari di BCE, Fed e altri. I recenti spostamenti di capitali dello Ior da banche italiane a banche tedesche (compresa parte del nostro 8 per mille) corrobora questa congettura, assieme alla nomina di un tedesco alla presidenza dello Ior.

Governo Bilderberg
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Capite: 2 miliardi al giorno di fronte alle quisquilie che recuperereste tagliando i parlamentari o le auto blu o i ‘rami secchi’ eccetera?
E come fate a disinteresessarvi del fatto che, ogni 100.000 euro, applicando i tassi anatocistici, cioè addebitando gli interessi ogni tre mesi anziché ogni anno, in dieci anni, le banche prendono 204.000 euro in più di interessi?
E perché non chiedete alla magistratura di smettere di rimanere inerte di fronte al gravissimo illecito rappresentato dalla privatezza della Banca d’Italia, la cui nazionalizzazione – come sapete – risolverebbe ogni problema?
E tu Grillo, perché non mi rispondi quando dico che sono pronto a risolvere io, gratuitamente, il problema di buona parte dei 550 milioni di debiti del Comune di Parma semplicemente facendo causa alle banche creditrici, perché, secondo una giurisprudenza ormai pacifica, sono somme per la più parte non dovute?
Perché cioè non fate queste cose? Quali motivi lo impediscono?
Alfonso Luigi Marra






























