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Archive del 23 novembre 2009

Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/

teresaIeri è arrivato un nuovo attacco giornalistico alla monaca e dottoressa Teresa Forcades Vila (dopo quelli del quotidiano El Pais). Stavolta l’attacco viene da parte del’edizione cartacea di “El Periodico”: due trafiletti di poche di linee dal titolo “La monja” ovvero “La monaca”.

Lo scribacchino di turno parla della Forcades sempre e solo come SUORA non citando neanche in un punto del suo inutile e vuoto articoletto il fatto che lei sia un medico specializzato in salute pubblica. Questa volta l’attacco é rivolto alla suora nei termini in cui il suo “cinematografico video” mette in grave difficoltá i “poveri” (letteralmente!) adetti ai servizi sanitari. Questo perché adesso la gente chiede piú informazioni dicendo agli operatori “ma Teresa Forcades ha detto che…”.

Evidentemente per chi gestisce il potere e per i giornalisti che lo difendono, il fatto che la gente chieda informazioni e che voglia sapere é un grosso problema.

Gli argomenti portati dall’articolo su “El Periodico” per screditare la ricerca scientifica della dottoressa Forcades Vila sono soprattuto legati al fatto che “L’abito fa il monaco”, ovvero al fatto che “la monaca” indossando abiti da religiosa si rende più credibile! Il meglio di sé peró il “giornalista” lo da quando dice che “la monaca” ha scelto di girare il video dentro il convento per dare maggior enfasi cinematografica al suo discorso.

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di Jean-Claude Paye – 22/11/2009
Fonte:
http://www.eurasia-rivista.org/

europaIl caso Swift è scoppiato quando, nel 2006, la stampa statunitense rivelò che questa società aveva, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, trasmesso clandestinamente al Dipartimento del tesoro degli USA alcune dozzine di milioni di dati confidenziali relativi alle operazioni dei suoi clienti [1]. Swift, società americana di diritto belga, tratta gli scambi internazionali di circa 8.000 istituzioni finanziarie presenti in 208 paesi. Essa assicura i trasferimenti di dati relativi ai pagamenti, ma non il trasferimento di denaro.

Malgrado le flagrante violazione delle leggi, europea e belga, sulla protezione dei dati personali, questo trasferimento non è stato mai messo in causa. Al contrario, l’UE e gli USA hanno firmato molteplici accordi per legittimare l’acquisizione dei dati riservati.

Tutti gli accordi sono stati giustificati nell’ambito della lotta al terrorismo. Il sequestro dei dati operato dalle autorità statunitensi è stato reso possibile grazie alla particolarità del sistema Swift. In pratica, tutti i dati riservati allocati nel server europeo erano parimente presenti in un secondo server di stanza negli USA. Ciò ha consentito alla dogana statunitense di prenderne possesso, giacché la legge americana consente questo tipo di sequestri.

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Le precedenti:

Prima Parte
Seconda Parte
Terza Parte

di Cecilia Della Negra

muro_03La colonizzazione sionista della terra di Israele può solo arrestarsi o procedere a dispetto della popolazione nativa palestinese. Questo significa che può procedere e svilupparsi solo con la protezione di una potenza indipendente, dietro un muro di ferro che i nativi non potranno penetrare (Vladimir Jabotinsky, fondatore di “Irgun”, 1923).
STORIA VECCHIA – Potrebbero essere sufficienti queste parole, messe nero su bianco dal leader di “Irgun ” – organizzazione sionista, armata e clandestina, nel lontano 1923 per comprendere che le “security reasons ” opposte dal governo israeliano per giustificare la costruzione del muro, con la sicurezza c’entrano ben poco. È piuttosto una palese operazione politica – così come lo è l’insediamento delle colonie illegali in Cisgiordania – di annessione territoriale. Un modo per spingere il popolo palestinese sempre più nell’angolo di terra che gli resta – frammentato – chiudendolo dentro una gabbia a cielo aperto. Ampia, ma pur sempre una gabbia. La decisione di edificare una “barriera difensiva”, lungo i confini dello stato di Israele – così come stabiliti dalla Green Line negli accordi di pace del 1967, contenuti nella Risoluzione 242 delle Nazioni Unite – viene presa dall’allora primo ministro, Ariel Sharon, nell’aprile del 2002. La motivazione apportata è la necessità per Israele di difendersi dal terrorismo, e vista la situazione il gioco è facile: la seconda Intifada è scoppiata da poco, e non c’è momento migliore per dare il via ad un progetto dal sapore antico. Da allora il Muro corre imponente in Palestina, invalicabile barriera di cemento e ferro che si stende a perdita d’occhio lungo 450 chilometri sugli 800 pianificati.

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Massimo Mazzucco Luogocomune 23/11/2009
http://www.sitoaurora.splinder.com/tag/massimo+mazzucco

WH/HO PortraitMentre i media mainstream continuano ad alimentare il dibattito sul caso Kennedy con le false argomentazioni, innocue e fuorvianti, che lo hanno tenuto in piedi per oltre 40 anni, in Internet sono già disponibili dati sufficienti per ricostruire con relativa precisione quello che avvennne a Dallas il 22 novembre 1963.
Grazie alle confessioni in punto di morte di diversi personaggi collegati al caso, oggi siamo in grado di ricostruire il complesso puzzle che portò alla morte del presidente, e che vide coinvolti, in modo e misura diversi, la mafia, la CIA, l’FBI, e lo stretto giro dei petrolieri texani che faceva capo a Lyndon Johnson.

Il semplice fatto che a Dallas fossero presenti, la sera prima dell’attentato, ben tre futuri presidenti americani – oltre al capo dell’FBI in persona – la dice lunga sulla ragnatela di interessi incrociati che portò a rendere necessario quello che fino a poco tempo prima appariva addirittura impensabile: la pubblica esecuzione del presidente degli Stati Uniti, alla luce del giorno, sotto gli occhi dell’intera nazione.

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Link: http://libertadipensiero.info/2009/11/21/segreto-di-stato-i-rifiuti-sono-argomento-da-servizi-segreti-e-sicurezza-nazionale/

top-secretIl 1° Maggio 2008 in Italia è entrato in vigore il Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che allarga il campo d’applicazione del segreto di Stato, in nome della tutela della sicurezza nazionale, ad una lunga serie di infrastrutture critiche tra le quali “gli impianti civili per produzione di energia”. Questo significa che i siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori sono coperti da segreto di Stato.
Segreto che si estende anche agli iter autorizzativi, di monitoraggio, di costruzione e della logistica di tutta la filiera quindi anche delle discariche.
Dpcm: “nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento” e le amministrazioni “non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione”.

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Gianni Lannes
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Antonella Randazzo
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