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Archivio di gennaio 2010

Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/


Sopra: questo uno dei discorsi che causò la rovina di Craxi.

Paolo Franceschetti
Premessa.

In questi giorni infuoca la polemica sulla opportunità o meno di dedicare una via a Craxi, nella città di Milano. Di Pietro e Grillo hanno organizzato una manifestazione per protestare contro questa proposta.
Travaglio ricorda che Craxi è stato un delinquente, latitante, che ha portato allo sfascio l’Italia.
Qualcuno fa paralleli ironici e afferma “se dedichiamo una via a Craxi, allora perché non una a Riina e a Pacciani?”.
Altri ricordano che non bisogna dedicare una via a Craxi perché non ne esiste una dedicata a Ciaccio Montalto e a tanti altri magistrati che hanno perso la vita per la lotta alla mafia.

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Adesso le critiche fioccheranno. Mi diranno che mi sono venduta, che mi faccio pagare, che lecco il culo agli ad ecc ecc. Tutte falsità. Semplicemente, la pubblicità della merda è talmente predominante, che trovo che comincia a essere necessario che facciamo noi consumatori la “contropubblicità”.

L’estate scorsa (agosto 2009), presa da un raptus casalingo acuto, mi misi a pulire casa da cima a fondo. Sono sempre stata una di quelle che leggono le etichette e che nella scelta dei prodotti aguzza  naturalmente le sue qualità di detective. Volevo ovviamente un prodotto  che non fosse né della Unilever né della Procter and Gamble, un prodotto italiano che conoscevo. Lo volevo perché lo considero migliore, e perché – due piccioni con una fava – non volevo contribuire ulteriormente al clima moroso del paese provocando inavvertitamente la chiusura dell’ennesima fabbrica del paese.

Ho sempre pensato che  il nostro voto quotidiano conta: scegliendo cosa acquistare (quando è ancora possibile).

Però il prodotto che volevo, non si trovava. Succede così ai tanti prodotti di qualità. Ne trovi finalmente uno, e poi misteriosamente sparisce. I commercianti come pappagalli ti ripetono che è perché la gente non li vuole, ma io non li ho mai creduti. Molti sanno di mentire, del resto non sarebbero commercianti… E infatti alcuni ammettono, fuori dai denti, che in realtà molti prodotti eccellenti spariscono dagli scaffali appunto perchè eccellenti. Il ragionamento commerciale naturalmente non fila. E neanche la logica. Solo la perversione finanziaria del profitto criminale.

Perché vendere l’acido ascorbico a 6 euro l’etto, SFUSO, se con le leggi ideate dalle stesse aziende farmaceutiche e poi gentilmente suggerite alla Commissione europea, con l’aiuto di OMC e  Codex alimentarius, la vitamina C in compresse, tagliata, adulterata e quant’altro, la possono vendere al banco a 60 euro l’etto? Distribuendo prebende agli amichetti produttori di imballaggi e di plastica? Leggi il resto di questo articolo »

fonte: Rinascita
Come fece l’Italia nel dopoguerra per salvarsi dalla rapacità degli americani ora anche Chavez crea una Banca di stato per non seguire il destino del default argentino (ndr).
Varato il Banco Bicentenario, istituto di credito nazionale formato dalla già statale Banfoandes e tre delle banche sottratte alla speculazione privata.

di: Alessia Lai

Nella marcia di riordino del sistema bancario venezuelano, Caracas ha inaugurato ieri la nascita del Banco Bicentenario, l’istituto di credito nato dalla fusione di Banfoandes e tre banche messe sotto amministrazione controllata lo scorso mese. A fine novembre infatti, dopo una forte fuga di capitali, le autorità venezuelane avevano deciso di intervenire su sette istituti di credito privati tra i quali Confederado, Canarias, Banpro Vivienda e Bolívar Banco, tutti dell’imprenditore Ricardo Fernández, ora agli arresti. Canarias e BanproVivienda sono andate incontro a chiusura e liquidazione. Confederado e Bolívar Banco, più Banca Central, hanno costituito, assieme alla già statale Banfoandes, la nuova istituzione bancaria nazionale nata con l’obiettivo di fortificare il sistema finanziario pubblico del Venezuela. Leggi il resto di questo articolo »

La vetrina e la bottega

di Gianfranco La Grassa – 15/01/2010 – Fonte: Conflitti e strategie [scheda fonte]

1. Ci sono ancora alcuni mattacchioni che discettano di destra e sinistra, credendo alla validità della distinzione; in genere si tratta di elementi che si sentono fermamente di sinistra (spesso “estrema”), che si dicono talvolta comunisti (essendosi scordati che comunismo e sinistra, quando ancora simili termini mantenevano validità, erano radicalmente antagonisti). A destra, seppur non troppo spesso e in settori ancora ristretti, cominciano a capire che la distinzione è “aria fritta”, buona per un elettorato frastornato e diseducato dall’odierna totale assenza di dibattito politico. In effetti, se qualche volta la distinzione in oggetto si può utilizzare, è sul piano di certe impostazioni di costume, di mentalità conservatrice (che non sempre è un disvalore) o invece “innovatrice” (spesso di novità che raggiungono il culmine della futilità e assoluta irresponsabilità, provocando guasti irrimediabili).

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di Luciano Gianazza – Link: http://www.medicinenon.it/modules.php?name=News&file=article&sid=133

Un paio di anni fa decisi di aprire la pagina Arnold Ehret su Wikipedia, fiducioso del potenziale di espansione di tale portale.

Mi preparai con tutti i materiali originali a mia disposizione per fornire le fonti, scrissi del testo, iniziai a impratichirmi con le varie funzioni per creare la pagina, gli indici ecc. e dopo un po’ l’abbozzo della pagina era pubblicato.
Un paio di giorni dopo la pagina era stata “vandalizzata”, qualche tipo in vena di manifestare il suo lato istintivo malvagio l’aveva stravolta e parzialmente cancellata.

Ricominciai la ricostruzione e rimisi la pagina come l’avevo strutturata e dopo un po’ iniziarono ad apparire delle modifiche. Mi ricordo l’insistenza di un tipo che continuava ad insistere che Ehret era un igienista e che quindi andava inserito fra gli igienisti e cose del genere.

Inutili i miei tentativi di spiegare che per quanto gli igienisti avessero dei punti in comune con Ehret, tuttavia il suo sistema differiva per molti aspetti ecc.

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Scritto da Alberto Simone – http://www.facebook.com/pages/alberto-simone

“Un giorno, durante uno dei miei viaggi in Africa, la mia jeep attraversava lunghi tratti di strada assolati, lussureggianti e deserti. Poi, d’improvviso appariva qualche agglomerato di capanne di paglia, fango, lamiere. E subito gruppi di bambini, seminudi, sporchi, di ogni età, richiamati dal passaggio dell’auto, ci correvano incontro salutandoci con esplosioni di risate e allegria. Ogni tanto, ordinati nelle loro divise scolastiche, incrociavamo gruppi di giovani studenti di ritorno da scuole lontane, forse chilometri. E anche questi si aprivano in sorrisi accoglienti, scherzando tra loro ed esprimendo una felicità palpabile. Ad ogni passaggio, questi incontri mi lasciavano pieno di stupore e di domande. Come poteva albergare quella felicità, quell’entusiasmo, quella gioia incontenibile in quei luoghi così poveri, degradati e, ai nostri occhi. così spaventosi e deprimenti. I pensieri volavano via, evocando le nostre case confortevoli, perfino tra quelli di noi meno abbienti, in cui nessuno più si chiede perchè c’è luce premendo un interruttore, c’è acqua pulita aprendo un rubinetto, c’è cibo nel frigo e sulle tavole, calore d’inverno e fresco d’estate. Perchè ci sono vestiti, automobili, telefoni, televisori, decoder, computer, lavatrici, frigoriferi, e lavastoviglie.

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E’ stata ritirata la richiesta di togliere la tesi dal sito del Centro Studi Monetari. Pertanto chi vuole può scaricarla anche da: http://studimonetari.org/tesibcesignoraggio.pdf

Comme quoi, l’ostinazione, a volte paga. E anche la parolina magica “censura” gridata anzitempo dai cani di guardia de noialtri….

MSNF

Le precedenti:

Prima Parte
Seconda Parte

Terza Parte

Quarta Parte

Quinta Parte
Sesta Parte
Settima Parte
Ottava Parte

Decima Parte

Undicesima Parte
Dodicesima Parte

di Rick Rozoff – 13/01/2010

Fonte: globalresearc/comedonchisciotte

Il primo gennaio inaugura l’ultimo anno della prima decade del nuovo millennio e di dieci anni consecutivi di guerre condotte dagli Stati uniti in medio oriente.

A partire dal 7 ottobre 2001, missili e bombe si abbattono sull’Afghanistan, le operazioni di guerra americane all’estero non si sono fermate un anno, un mese, una settimana o un giorno nel ventunesimo secolo.

La guerra in Afghanistan, il primo conflitto aereo e di terra degli U.S.A. in Asia dalle disastrose guerre in Vietnam e in Cambogia negli anni sessanta e all’inizio dei settanta, e la prima guerra di terra e campagna asiatica della N.A.T.O., cominciò alla fine della guerra in Macedonia del 2001, lanciata dalla N.A.T.O. occupando il Kossovo, una guerra in cui il ruolo delle truppe statunitensi è ancora da delineare e affrontare correttamente e che ha portato alla migrazione di quasi il 10% della popolazione della nazione.

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Scritto da Fabrizio Lorusso peace reporter

Dopo sei anni di crescita significativa si calcola una caduta del PIL dei paesi latino americani considerati nel loro insieme dell’1,7 percento e del PIL pro capite del 2,8 percento per l’impatto della crisi internazionale. Ciononostante si considera che dalla metà dell’anno è iniziato un recupero lieve che dovrebbe continuare nel 2010. La caduta del tasso d’occupazione e anche della qualità delle fonti d’impiego è il corollario della crisi in tutti i paesi anche se il Messico, i paesi Caraibici e l’America Centrale stanno risentendo maggiormente della diminuzione del turismo (anche per l’effetto “influenza suina o A H1N1?), delleminori rimesse inviate dai loro migranti negli Stati Uniti e dalla caduta degli investimenti stranieri stimata in un 37 percento.
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Martedì 10 Novembre 2009 – 9:13 – Rinascita fonte: http://www.rinascita.info/cc/RQ_Economia/EkVZlVVEAkNfdqJMSf.shtml

Questo fantasma si chiama “signoraggio”.
Mettiamo i puntini sulle i. Il signoraggio, di per sé, non è una bufala ma un fatto, un dato certo dell’attuale sistema economico, come le tasse, le imposte, l’evasione e l’ “io speriamo che me la cavo”.


Riprendiamo in stralci un’analisi di Pietro Cambi edita su http://crisis.blogosfere.it/.
“… se stampo pezzi di carta che mi costano, come complessivo della loro realizzazione, mezzo euro l’uno e ci scrivo sopra 100 euro e qualcuno dice che quei pezzi di carta sono denaro, ecco che ho appena esercitato un diritto, di stampo feudale per alcuni (di qui il termine signoraggio), quello di stampare moneta con un valore nominale diverso da quello reale, cosi realizzando un sonoro utile…”.
Questo, è bene chiarire, è un fatto.
Un fatto ovviamente un filo complicato ma resta il fatto che stampare moneta, specialmente ora che questa stampa è scollegata da beni reali ad essa collegabili, è una ottima fonte di reddito. Leggi il resto di questo articolo »

Link: http://www.escogitur.com/scienze/scienza-a-tecnologia/2522-la-norvegia-reprime-la-medicina-alternativa-mentre-cresce-la-paura-artificialmente-instillata-del-qnuovo-virus-mutatoq.html

Traduzione dell’articolo Norway’s police crack down on “alternative medicine” as scare mongering over “new mutated” virus grows

In Norvegia la paura della popolazione continua a crescere in maniera esponenziale in vista della nuova possibile mutazione del virus dell’influenzale H1N1. A questo scenario di paura collettiva se ne è ora aggiunto un altro ancora più inquietante: i mezzi di comunicazione norvegesi hanno riferito di irruzioni della polizia presso i fornitori di prodotti medicinali alternativi; vere e proprie incursione pianificate contro la “medicina alternativa”.

www.ilmanifesto.it

Quando due mesi fa in Usa ci fu un calo statistico nella disoccupazione ufficiale alcuni giornali italiani titolarono che in America ripartiva il lavoro. Che facce di bronzo! Solo interessate alla propaganda come durante la guerra fredda, proprio perchè sanno benissimo che la crisi è di sistema. Gli ultimi dati statunitensi dicono che l’occupazione è ulteriormente calata di 85 mila persone lasciando inalterato al 10% il tasso di disoccupazione. Andando sul sito del US Bureau of Labor Statistics si constata invece che l’occupazione è calata di quasi 8 volte di più delle cifre comunicate alla stampa.
Gianni Lannes
Corso Nuova Fotografia
Antonella Randazzo
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