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Archive del 19 febbraio 2010

Strategia del terrore e della paura
di Stefania Nicoletti

1. Gli attentati e la vicenda giudiziaria.

Dal 1994 al 2006, un bombarolo semina il terrore e insanguina città e paesi del Nord Est.
Quasi subito viene soprannominato “Unabomber” dalla stampa. Il nome deriva da quello di un terrorista americano, Theodore Kaczynski.

L’Unabomber nostrano fabbrica ordigni all’inizio di tipo rudimentale, poi sempre più sofisticati.
Tutti gli ordigni sono progettati e costruiti non per uccidere ma per ferire e mutilare.
Colpisce nella zona a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Le sue vittime sono persone comuni, tra cui donne che si recano a fare la spesa, fedeli che assistono alla messa, e molti bambini.
Gli ordigni, infatti, spesso vengono inseriti in pennarelli, uova di cioccolato,

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In Italia nel 2009 sono nate 20 mila imprese femminili. Ma l’87% dei manager sono uomini

Diario di una giornata di coaching per dirigenti molto disperate     di Marina Terragni fonte: corriere.it

In Italia nel 2009 sono nate 20 mila imprese femminili. Ma l’87% dei manager sono uomini

Le donne possono favorire un altro modo di lavorare
Le donne possono favorire un altro modo di lavorare

«Mi sento chiusa in un bozzolo », dice Sara. «E io a un bivio» risponde Claudia. «Temo che la mia energia interiore si stia esaurendo» dice Paola. Non si tratta di una seduta di autocoscienza d’antan, ma di un coaching per signore manager. «Esperienza» la chiamano gli organizzatori di Edò Human Capital, società di formazione. Sono una dozzina, tutte top e middle manager: Fiat, Unilever, Pirelli, Samsonite. Dirigenti disperate (rubo il titolo a un libro di Chiara Lupi). Si comincia risvegliando le energie con la ginnastica. Poi, guidate dal coach, le manager snocciolano tutte quelle domande per le quali non hanno mai avuto tempo. Perché erano in riunione, o troppo prese dalla mission aziendale, o stavano lottando per non essere fatte fuori. Perché – nel loro mondo duplex – stavano telefonando alla pediatra, trattando con l’idraulico, provando a salvare il loro matrimonio dal logorio della vita multitasking (a differenza dei colleghi, le manager non hanno mogli su cui contare).

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di Carlo Petrini/slowfood

Sintetizzare e schematizzare su un argomento complesso come tutti quelli che riguardano il cibo e l’agricoltura non è mai facile né necessariamente un bene. Tuttavia credo che possa servire un elenco delle ragioni di chi, come noi, agli Ogm dice “no”, non per posizioni ideologiche o preconcette, come amano dire coloro che pensano di essere gli unici depositari del sapere, ma per ragioni serie e motivate, peraltro condivise anche da molti ricercatori e scienziati:

1. Contaminazione. Coltivare Ogm in sicurezza, in Italia, è impossibile; le aziende sono di piccole dimensioni e non ci sono barriere naturali sufficienti a proteggere le coltivazioni biologiche e convenzionali. L’agricoltura fa parte di un sistema vivente che comprende la fauna selvatica, il ciclo dell’acqua, il vento e le reazioni dei microrganismi del terreno: una produzione Gm non potrà restare confinata nella superficie del campo in cui viene coltivata.

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Pubblico questo articolo per renderci consapevoli che con la firma del Trattato di Lisbona tutte le nazioni europee sono tenute a difendere il suolo degli aderenti la Comunità in ogni parte del mondo anche in Antartide. I britannici hanno unitalateralmente ampliato il territorio di loro dominio, stanno  pensando di annettersi parte dell’Antartide su cui iniziare le trivellazioni alla ricerca di petrolio. L’impero degli Angli non conosce limite.

di: Andrea Perrone
Si riaccende la disputa sulla sovranità delle isole Malvinas (Falkland in inglese) fra Gran Bretagna e Argentina, dietro cui si cela la volontà del governo britannico di accaparrarsi un’ampia fetta dell’Antartico ricolmo di idrocarburi, acqua, minerali e di notevole importanza strategica e commerciale.
La tensione è riesplosa martedì scorso, quando il presidente Cristina Fernàndez ha firmato nella Casa Rosada un decreto che impone l’obbligo di un permesso delle autorità argentine per “tutte le navi che salpino verso le isole Malvinas o che attraversino le acque territoriali argentine”. Una risposta ai tentativi britannici di trasportare tubi per la perforazione del sottosuolo con una nave, la “Thor Leader”, diretta alla piattaforma di Campana del gruppo Techint.

traduzione di Carmen Gallus
Rebel News 12 febbraio 2010

E ‘una di quelle faccende così incredibili che effettivamente ti fanno riflettere … Entro i prossimi 12 mesi, il Tesoro degli Stati Uniti dovrà rifinanziare 2 mila miliardi dollari di debito a breve termine, senza contare il deficit supplementare, stimato a circa 1500 miliardi. Mettete i due numeri insieme e poi chiedetevi come possa il Tesoro prendere in prestito 3500 miliardi di dollari, in un solo anno. E’ un importo pari a quasi il 30% del nostro intero PIL. E siamo l’economia più grande del mondo. Dove saranno reperiti i fondi?

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I Cordiglia

fonte:ilfattostorico.com

2010 febbraio 14 James Williams racconta le storie di cinque misteri scientifici più o meno noti.

I cosmonauti perduti

Negli anni ‘60 i fratelli Achille e Giovanni Judica Cordiglia captarono dei segnali provenienti dai primi satelliti, sia sovietici che americani.

Tra questi, un’intercettazione radio avrebbe catturato la voce di una cosmonauta sovietica – apparentemente, durante il rientro sulla Terra – mentre afferma di sentire un calore crescente e di vedere una fiamma. I Cordiglia ritengono che la navicella sia bruciata durante la fase di rientro nell’atmosfera.

Era il 1961, 2 anni prima dell’annuncio ufficiale dell’Unione Sovietica di aver portato una donna nello spazio (Valentina Tereshkova).

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Venerdì 12 Febbraio 2010 00:00

di Liliana Adamo fonte: altrenotizie

Si chiamano: canapiglia, codone, marzaiola, moriglione, moretta, fagiano di monte, pernice rossa, combattente, frullino, coturnice…Secondo il Rapporto Birds in Europe II di BirdLife International (testo di riferimento per la Commissione Europea) sono trentaquattro specie protette; minacciate d’estinzione, per ovvie logiche di spazio non possono essere qui tutte enumerate. I rischi per la loro sopravvivenza sono tanti e facilmente prevedibili: distruzione degli habitat di svernamento e alimentazione, contaminazione da metalli pesanti, disturbi antropici, automazione agricola nei siti riproduttivi, uccisioni illegali in primavera, avvelenamenti da infestanti.

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Gianni Lannes
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Antonella Randazzo
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