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Archive del 15 luglio 2010

fonte: ilsole24

Marc Augé, etnologo francese, nei suoi percorsi di antropologia del quotidiano definisce nonluoghi, quegli spazi anonimi (supermercati, aeroporti) dove ogni individuo è un «codice sostituibile».
Se la tecnologia oggi costruisce iperluoghi virtuali e avatar-utenti, lei come analizza questi nuovi ambienti?
«Nell’estensione degli spazi virtuali c’è il segno di un rapido progresso della «surmodernità», intesa come la combinazione di tre fenomeni: il restringimento dello spazio, l’accelerazione del tempo e l’individualizzazione dei destini.
Davanti al computer ho l’impressione di essere padrone della mia comunicazione, soprattutto se firmo con un nome inventato e comunico in modo quasi istantaneo con individui che vivono dall’altra parte del mondo.
Rimane da capire quale tipo di relazione si stabilisce in questo modo e qual è la natura della libertà che mi trovo a esercitare in quanto soggetto «comunicante»: il passaggio su Internet può essere preliminare alla costruzione di una relazione nel senso comune del termine, come accade con gli annunci economici sui giornali. In questo caso il «virtuale» è una promessa di «attuale», un mezzo, un mediatore. Ma non si tratta di questo nelle pratiche del «social networking», finalizzate alla costruzione di relazioni che ambiscono alla creazione di un’altra realtà.
Questa finalità e questa ambizione sono proprie del mondo contemporaneo, nel quale la parte dedicata alla fiction e all’immagine aumenta senza sosta. È necessario studiarle senza prenderle alla lettera non come se il mondo che vanno abbozzando si fosse effettivamente sostituito al mondo reale, ma come uno dei fattori che oggi modificano la nostra relazione con la storia e con l’attualità.
Uno degli aspetti più sottili della società dei consumi, che in questo senso è un successo ideologico completo, è il fatto di rendere desiderabili e acquistabili le istruzioni per l’uso che fabbrica ad hoc».
Come si collegano i nonluoghi alla società mediatizzata, e quale sarà il futuro di questi spazi?
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di Massimiliano Viviani  Fonte: movimentozero

La cancellazione da parte della modernità della dimensione trascendente e religiosa dell’uomo gli ha concesso una libertà di azione e di pensiero senza precedenti nella storia, ma nel contempo lo ha condannato a vivere in un’unica realtà, quella materiale, finita la quale, è finita la vita. A differenza dell’uomo del passato che non sapeva che era la terra a girare intorno al sole -ma di cui probabilmente non gliene importava più di tanto- ma sapeva, colto o analfabeta che fosse, dare una risposta certa alle domande fondamentali dell’uomo (Dio, anima e mondo) l’uomo moderno a tali domande non sa più rispondere.
Ridottasi a poco più che una “scienza sociale” come tante altre, la religione non è più in grado di svolgere la funzione di fornire una risposta a tali domande e soprattutto a quella più importante in assoluto, ossia quale sia il destino umano dopo la morte. La scienza, rimasta l’unica forma di conoscenza valida nella modernità, ha preso il suo posto. Ma poichè la scienza per sua natura, al contrario delle religioni tradizionali, non è assoluta ed eterna ma parziale e relativa, le sue risposte non potranno che essere parziali e provvisorie. Quindi poco soddisfacenti.
Di fatto, la risposta della scienza al mistero della morte non potrà che essere la più semplice possibile: prolungare oltre ogni limite la vita. Poichè la scienza non riconosce altre realtà oltre a quella materiale, non le resta che rimandare il più lontano possibile il momento della morte, che nel frattempo da momento di trapasso, è diventato momento di cessazione: con la morte l’uomo moderno non va da nessuna parte ma cessa semplicemente di esistere. Finisce la commedia. Cala il sipario. Leggi il resto di questo articolo »

fonte: MoviSol

Il 22 giugno, il 69esimo anniversario dell’Operazione Barbarossa, l’invasione nazista dell’Unione Sovietica, il Prof. Igor Panarin ha aumentato gli attacchi pubblici contro l’impero britannico come avversario storico “e contemporaneo” della Russia. “Ritengo che sia necessario ripetere nuovamente oggi” ha dichiarato Panarin in un’intervista a KM.ru “che i leader dell’impero britannico dovrebbero confessare di aver organizzato sia la prima che la seconda guerra mondiale, e di indire un tribunale pubblico per stabilire che organizzò la prima e la seconda guerra mondiale, e perché”. Un simile tribunale verrebbe giustificato per via dell’”olocausto del popolo sovietico” che ne seguì.

Il prof. Panarin è preside della Facoltà di Storia all’Accademia Diplomatica del Ministero degli Esteri russo, ed è rinomato per i suoi pronostici sulla frammentazione degli Stati Uniti. Pochi resoconti rilevano tuttavia il fatto che Panarin attribuisce tale piano anti USA ad un gruppo di finanzieri con sede a Londra.

Ha dichiarato a KM.ru: “Il 22 giugno è una data tragica nella nostra storia. Ma ritengo che l’attacco improvviso all’Unione Sovietica da parte della Germania non sia stato ordito soltanto dalla Germania fascista, ma anche dall’Impero britannico.

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A causa di  un equivoco sono ad ospitare richiesta di rettifica  da parte del signor Ilario D’Amato circa nostre affermazioni che coinvolgevano il suo sito del quale abbiamo  evidenziato erroneamente la mancanza di un referente ed usato toni di biasimo.
Assicuro che al tempo in cui lessi il  sito in questione, Dossier Hamer, non vidi riferimento alla titolarietà del sito stesso, non saprei dire il motivo oggi a 2 annni di distanza. Quasi sicuramente come sostiene il signor D’Amato, dal suo sito ero approdato, cliccando nel link apposito, al sito dgli anonimi  studenti di medicina: transgallaxys.com. E’ a questo sito quindi che avrei dovuto riferirmi per correttezza e non al suo che ne aveva solo inserito il link e di cui non é responsabile.
Oggi che leggo il suo nome  nelle pagine del  sito,  ritiro le mie osservazioni circa l’omissione dell’ autore dell’opera.
L’accusa di omissione del nome dell’autore sarebbe dovuta andare agli autori del sito (linkabile nel suo) e cioè transgallaxys.com. Pertanto pubblico volentieri la sua rettifica. Leggi il resto di questo articolo »

fonte: scienzamarcia

Il cuculo, è noto, costituisce una rara eccezione nell’ordine degli uccelli per quanto riguarda. l’accudimento della prole. Mentre tutti gli altri uccelli costruiscono con amore e con fatica dei nidi ben strutturati ed accoglienti per deporvi le uova e allevarvi i propri cuccioli, il cuculo non costruisce nidi propri, ma sfrutta quelli costruiti dagli altri uccelli deponendovi il proprio uovo.

Con grande furbizia, verrebbe da dire, la femmina del cuculo toglie un uovo dal nido altrui per sostituirlo con uno dei suoi, molto simile a quello sostituito a parte la dimensione appena maggiore. Per giunta quando si schiude l’uovo del cuculo, il piccolo intruso (che si sviluppa ed esce dal suo guscio molto precocemente) sbatte fuori dal nido i suoi “fratellastri” caricandosene sul dorso le uova e gettandole fuori, o spingendo giù gli altri uccellini del nido se sono già nati. In tal modo se il cuculo femmina distrugge 15-20 uova fecondate nei nidi in cui deposita il proprio, il piccolo cuculo una volta nato fa morire tutti i reali destinatari dell’amoroso lavoro dei propri genitori.

Bisogna precisare che quando si parla di cuculo si intende per lo più la specie cuculus canorus, ma solo la metà delle specie appartenenti alla famiglia dei cuculidi fanno altrettanto. Del resto questo fenomeno, detto parassitismo di cova è comune a sette gruppi di uccelli, comprese alcune specie di anatre. Leggi il resto di questo articolo »

Gianni Lannes
FreePC
Antonella Randazzo
SCIE CHIMICHE
Corso Nuova Fotografia