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Archive del 11 giugno 2011

La mia professoressa di educazione artistica delle medie ci faceva portare in classe dei lombrichi, animaletti non difficili da reperire per noi ragazzini rurali che pescavamo con le canne di bambù. I vermi venivano lavati, uccisi in un bagno di alcol e messi a seccare. Indi incollati su supporto cartaceo così come morte li aveva colti, insieme ad altre macchie di colore, in quella che aveva la pretesa di essere una libera composizione artistica.

Se a quell’epoca quel genere di professoresse era frequente nelle scuole medie, nei licei artistici e magari anche nelle accademie di belle arti, non mi stupisco se nell’anno di grazia 2011 sedicenti artisti come Maurizio Cattelan espongono alla Biennale d’arte di Venezia duemila piccioni imbalsamati, immobili su cornicioni e sporgenze delle strutture espositive, quasi una specie di surreale spettacolo di artisti di strada, con statue viventi che viventi più non sono.

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=151713&sez=NORDEST

La mia professoressa mandante di vermicidi deve aver fatto scuola o essere stata almeno in numerosa compagnia, perché il maggior esponente vivente di tale branca necrofila dell’arte forse è Hermann Nitsch, che da più di cinquant’anni si vanta di fare arte usando sangue, frattaglie e addirittura, mescolando pittura e teatro, invitando gli spettatori a macellare povere creature incolpevoli finite nelle mani sbagliate.

http://it.wikipedia.org/wiki/Hermann_Nitsch

In una società sana, tali performances non sarebbero nemmeno concepibili. In una meno sana, se qualcuno dovesse concepirle, non sarebbero permesse e l’interessato verrebbe curato da esperti psichiatri. In una società malata quale è la nostra, non solo vengono permesse dalle autorità, malate quanto il resto della popolazione, ma vengono lodate e incensate da critici d’arte, malati pure loro tanto quanto le autorità e il pubblico spettatore. Ne consegue, per chi non se ne fosse ancora accorto, che viviamo in una società di pazzi. Vedere, al proposito, “I cosiddetti sani”, di Erich Fromm. O magari anche “Psicopatologia della vita quotidiana”, di Sigmund Freud.

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Ringrazio Jurij per aver nominato Fukuoka in un commento e averci dato modo di conoscere e farvi conoscere questo grande microbiologo giapponese.

Articolo di Luigi Gallo
Fonte: http://protonutrizione.blogosfere.it

Incontrai questo piccolo grande uomo la prima volta circa 25 anni fa in occasione di una suo viaggio in Europa per l’invito a un convegno sul biologico in Austria.

Masanobu Fukuoka è un microbiologo giapponese che sviluppò, già a partire dagli anni ’40, un metodo definito “agricoltura naturale” o anche “agricoltura del non fare”.

Ricordo che fui colpito molto dal fatto che in una visita ad alcune fattorie biologiche egli rispondesse alle domande degli agricoltori presenti, i quali chiedevano ragguagli tecnici, soprattutto con poesie, disegni, insegnamenti di vita…

Per M. Fukuoka infatti lo scopo vero dell’agricoltura non è far crescere i raccolti, ma la coltivazione e il perfezionamento degli esseri umani: una via di ricerca interiore. Leggi il resto di questo articolo »

Immagine anteprima YouTube
http://www.cpeurasia.eu/1491/la-festa-alla-repubblica
Fabio Falchi // 8 giugno 2011
La festa alla Repubblica

Correva l’anno 1992, allorché sul panfilo Britannia, il giorno della festa della Repubblica, manager e banchieri della City s’incontrarono con alcuni membri della classe dirigente italiana. In un articolo, pubblicato dal Corriere della Sera il giorno dopo, Massimo Gaggi osservava che “in apertura del simposio il direttore generale del Tesoro Mario Draghi [sic!] aveva spiegato che il processo di privatizzazione incontra molte difficoltà , ma almeno in parte verrà realizzato [...] Non sarà l’albero della cuccagna ma, a scuoterla, la quercia delle Partecipazioni statali può ancora dare un bel po’ di ghiande” (vedi http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/03/Inglesi_cattedra_privatizzazioni_fate_come_co_0_92060319034.shtml ). Nessuna cospirazione, quindi, nulla di ciò che manda in solluchero gli ingenui complottisti e ancor di più i cacciatori di perle complottiste, che pensano che tutti siano paranoici tranne loro (il che è caratteristisco proprio di chi è paranoico e socialmente pericoloso). In realtà, la quercia di ghiande ne ha date molte, e a buon prezzo, ai “pigs” della City e ad altri “pigs”, mentre nel giro di pochi lustri il Paese si è trovato ad affrontare una gravissima crisi mondiale nelle peggiori condizioni possibili. Leggi il resto di questo articolo »

IT:http://neovitruvian.wordpress.com

Fonte originale: http://noviden.info/article_239.html

L’intervista ha avuto luogo il 30 maggio tramite il settimanale russo “NoviDen”

D: Può dirci qualcosa riguardo il suo coinvolgimento nel settore bancario svizzero?

R: Ho lavorato per le banche svizzere per molti anni. Fui designato come uno dei direttori di una delle più grandi banche svizzere. Durante il mio lavoro venni coinvolto nel pagamento, nel pagamento diretto in contanti di una persona che uccise il presidente di un paese straniero. Ero presente alla riunione in cui venne deciso di dare questi soldi in contanti all’assassino. Tale decisione mi ha riempito di rimorsi. Non fu l’unico caso grave, ma fù sicuramente il peggiore. Vennero inviate istruzioni di pagamento su ordine di un servizio segreto straniero, scritte a mano, con le disposizioni di pagare una certa somma ad una persona che aveva ucciso un leader di un paese straniero. E non fù l’unico caso. Abbiamo ricevuto numerose lettere scritte a mano, provenienti da servizi segreti stranieri, che davano l’ordine di pagamenti in contanti, da conti segreti, per finanziare rivoluzioni o per l’uccisione di persone. Posso confermare quello che John Perkins ha scritto nel suo libro “Confessioni di un Sicario Economico”. Esiste veramente un solo Sistema e le banche svizzere hanno le mani in pasta in esso. Leggi il resto di questo articolo »

Gianni Lannes
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