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Archive del 16 giugno 2011

Ringraziamo SDEI per l’articolo che pubblichiamo.

Questo mio primo POST sui BAMBINI INDACO, è dedicato alla sig.ra GIOVANNA una mamma “coraggiosa” con un figlio “iperattivo” che la MEDICINA “ufficiale” definisce portatore di patologia; ricordo che la “CONOSCENZA RENDE SEMPRE L’UOMO LIBERO”, ciò NON significa che la lettura di un POST debba diventare un atto di FEDE ma sicuramente un elemento di crescita personale e collettiva !!!

SDEI

I riferimenti ai Bambini Indaco, fatti in varie occasioni dal Gruppo, hanno suscitato molta curiosità ed interesse. Ci è stato chiesto:”Chi sono? Perché vengono chiamati così? Come possiamo capire se nostro figlio è un Bambino Indaco?”

Procediamo per gradi. La definizione “Indaco” è stata usata per la prima volta da Nancy Ann Tappe, che nel 1982 scrisse un libro sull’argomento “Capire la vostra vita attraverso il Colore”. Nancy, scrittrice, sensitiva e terapeuta, è in grado di vedere quelli che lei chiama “i colori della vita” ed ha un metodo personalissimo per “leggere” questi colori. Alla fine degli anni settanta, Nancy incominciò a notare una trasformazione nei colori vitali, con alcuni colori, come il fucsia o il rosso cremisi, che tendevano ad affievolirsi o a scomparire. Tuttavia la sua ricerca iniziò soltanto negli anni ottanta, quando alcuni genitori, preoccupati per il comportamento anomalo, “fuori dagli schemi” dei loro bambini, si rivolsero a lei per esseri aiutati. Con sorpresa Nancy si accorse che il colore vitale di tutti questi bambini tendeva all’azzurro violaceo. Di qui la definizione “Bambini Indaco”. Leggi il resto di questo articolo »

Articolo di Silvia Cattori

Christophe Oberlin, un chirurgo specializzato in chirurgia e microchirurgia della mano. Responsabile delle missioni di chirurgia riparatrice di paralisi tra i palestinesi feriti nel dicembre 2001.

Silvia Cattori: Il suo racconto è molto coinvolgente [1]. Ci fa entrare nella quotidianità di queste famiglie sotto assedio, sottoposte a difficoltà di ogni genere, in grado di sopravvivere e di ricostruire con uno sguardo al futuro, qualsiasi Israele faccia loro. Sappiamo che non appena lei è arrivato a Gaza nel dicembre 2001, è rimasto incredulo di fronte agli aerei dell’esercito israeliano che volavano a bassa quota oltre la la barriera del suono, che sganciavano bombe sulla popolazione inerme. Sono passati dieci anni da questo primo contatto con la violenza, cosa è cambiato nel suo punto di vista? 

Christophe Oberlin: Ciò che è cambiato è che oggi faccio una correlazione tra quello che vedo qui a Gaza e quello che ci dicono i nostri media e i nostri politici. Il loro modo con cui presentano i fatti corrisponde raramente a quello che vedo io. Tutto ciò mi ha irritato e poi ho disdetto l’abbonamento a certi giornali. Ho smesso di leggere e di ascoltare le informazioni alla radio e alla televisione. Preferisco l’informazione di qualità attraverso altre fonti. Leggi il resto di questo articolo »

di Giordano Stabile – 15/06/2011 * Fonte:  La Stampa suggerito da Arianna Editrice

http://media.smithsonianmag.com/images/gobeklitepe_nov08_2.jpg
Il complesso di Göbekli Tepe risale al 10 mila avanti Cristo mentre le piramidi di Giza sono del 2600 a.C. e Stonehenge del 2000 a. C. I 40 monoliti (alcuni di 16 tonnellate) sono disposti in quattro cerchi principali: sono decorati con figure di animali di raffinata fattura. Gli scavi sono condotti da Klaus Schmidt del Deutsches Archaeologisches Institut di Berlino In Italia è appena uscito il suo libro «Costruirono i primi templi» (Oltre Edizioni) Leggi il resto di questo articolo »

Scritto il 2011-06-16 in News su Infopal http://www.infopal.it/leggi.php?id=18647

Articolo di Hamed Aleaziz

Mother Jones. Da quando Google ha lanciato il programma “Google Earth”, nel 2005, la società è diventata leader nel fornire un servizio di proiezione satellitare ad alta risoluzione.

Nel 2010, Google Earth ha fatto in modo che tutto il mondo potesse guardare la devastazione del terremoto di Haiti e, quest’anno, immagini simili sono state rese pubbliche da Google dopo lo tsunami e il terremoto in Giappone. Basta un solo click e Google mette in mostra la terra – è il modo migliore per assistere a episodi che accadono molto distanti – dal proprio computer. Esiste un’unica eccezione, infatti c’è un solo paese che “Google Earth” non ti farà mai vedere: Israele.
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Articolo di Abdel Ghani ash-Shami

Rafah (Gaza) – InfoPal. Dopo la gioia iniziale, al momento dell’annunciata apertura permanente del valico di Rafah, i cittadini palestinesi hanno iniziato a capire che in realtà si trattava di un’altra manovra puramente mediatica. Le loro necessità di spostarsi dalla Striscia di Gaza per esigenze vitali come salute, studio o lavoro continuano ad essere disattese. 

13mila palestinesi nelle liste d’attesa. A poche ore dall’apertura del valico di frontiera con l’Egitto, le autorità egiziane ne avevano deciso la chiusura, senza alcun preavviso o comunicazione alla parte palestinese. I 300 passeggeri che l’Egitto si era impegnato a far passare al giorno non rispondevano alla mole di gente in attesa di lasciare Gaza, ovvero 13mila. Leggi il resto di questo articolo »

Allora un uomo ricco disse: Parlaci del Dare.
E lui rispose: Date poca cosa se date le vostre ricchezze.
E’ quando date voi stessi che date veramente.
Che cosa sono le vostre ricchezze se non ciò che custodite e nascondete nel timore del domani?
E domani, che cosa porterà il domani al cane troppo previdente che sotterra l’osso nella sabbia senza traccia, mentre segue i pellegrini alla città santa?
E che cos’è la paura del bisogno se non bisogno esso stesso?
Non è forse sete insaziabile il terrore della sete quando il pozzo è colmo?
Vi sono quelli che danno poco del molto che possiedono, e per avere riconoscimento, e questo segreto desiderio contamina il loro dono. Leggi il resto di questo articolo »

Gianni Lannes
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Antonella Randazzo
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