Fonte: laleggepertutti.it
14 gennaio 2013 | DI ANGELO GRECO
A Lugano esiste una società che controlla e scheda ogni italiano il cui nome sia stato pubblicato in un giornale o in un atto pubblico; i loro database contengono la storia di oltre mezzo milione di persone. L’unico modo per sfuggire al “grande occhio” è di condurre una vita in totale anonimato. Per poche centinaia di euro è possibile accedere agli archivi e consultarli. Ma tutto ciò è davvero legale?
Le migliori storie nascono con un postino che bussa alla porta. La lettera che mi consegna è anonima. A prima vista la scambio per una richiesta di sostegno da parte di qualche Onlus. Si salva miracolosamente dalla spazzatura. Poi la apro. Comincia così:
“Gentile avvocato Angelo Greco, leggendo il suo articolo relativo alla banca dati World Check – il quale mi trova perfettamente d’accordo – mi sono tuttavia reso conto che lei non ha ancora avuto modo di vedere qualcosa di peggio. A me purtroppo è capitato”.
L’indagine nasce da qui.
Esiste una società che ha due porte, un po’ come le banche svizzere. La prima è quella ufficiale: come dominio internet ha scelto l’url “www.antiriciclaggio.ch”. A leggerlo così, su due piedi, lo si scambia per un sito specializzato in questioni commerciali e di sicurezza.
Invece, una volta dentro, il processo di scoperta (e “illuminazione”) è graduale. Si scoperchia innanzitutto il vero nome dell’azienda: SGR Consulting SA.
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Terrorismo dal “Volto Umano”: la storia degli squadroni della morte degli Stati Uniti. Squadroni della morte in Iraq e in Siria.
Michel Chossudovsky Tradotto da Curzio Bettio
Il reclutamento degli squadroni della morte fa parte di una ben consolidata agenda militar-spionistica degli Stati Uniti. Degli Stati Uniti, esiste una storia lunga e macabra, di finanziamenti clandestini e di sostegno di brigate del terrore e di omicidi mirati, risalente alla guerra del Vietnam.
http://www.serendipity.li/cia/death_squads1.htm
Squadre della morte in El Salvador
La sovranità l’abbiamo ceduta fino al 2099. DI fatto, laguerra NON è finta nel 1945; sta continuando. Siamo in guerra. Leggete questo articolo che ho pubblicato su Comedonchisciotte una settimana fa. La carta allegata è la prova che siamo ancora schiavi degli USA.
L’ITALIA E’ IN GUERRA: ALL’ARMI !
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EX-DEPUTATO DI ARAFAT DICHIARA CHE FORZE ARMATE DEI CORPI SPECIALI ISRAELIANI, FRANCESI E BRITANNICI SONO GIÀ INFILTRATE ED OPERATIVE ENTRO I CONFINI SIRIANI.
L’ex- deputato di Yasser Arafat, Bassam Abu Sharif assicura l’infiltrazione di forze israeliane in Siria.
Abu Sharif, membro del Consiglio Nazionale Palestinese, ha detto che i gruppi che lavorano sotto la copertura di bandiere islamiche, come al-Nusra e al-Qaeda, stanno minacciando le vite di migliaia di palestinesi del Campo di al-Yarmouk, in Damasco.
Abu Sharif conferma alcune indiscrezioni confidenziali ricevute da fonti diplomatiche, le quali indicano che “forze armate occidentali appartenenti ai corpi speciali sono già infiltrate in Siria per cercare di rubare i missili di nuova generazione siriani e la nuova arma russa in dotazione al governo di Damasco per decodificarla e conoscere i suoi segreti”.
Abu Sharif, che ha lavorato predentemente come consigliere politico del precedente presidente palestinese, Yasser Arafat, in una dichiarazione che è stata pubblicata dal quotidiano in lingua araba ‘Ram Allah’ afferma che “queste organizzazioni terroristiche stanno prendendo posizione per aprire il fuoco contro i residenti del Campo di al-Yarmouk, e che migliaia di donne e bambini sono fuggiti per scampare ai proiettili che sono stati già sparati da uomini armati sulle scuole del Campo”.
Abu Sharif, citando indiscrezioni ricevute da diplomatici con passaporto occidentale, confida che “squadre di agenti specializzati in operazioni sotto copertura, israeliani, francesi e britannici, si sono infiltrati in Siria varcando i confini turchi” e rivela che “la missione di queste forze è quella di poter controllare gli aeroporti militari, per riuscire a rubare i missili e le armi russe di nuovissima generazione e decodificarle.
Faranno tutti la fine di Taftanaz
(vedi http://syrianfreepress.wordpress.com/2013/01/12/13594/)
Attacco al Mali: sì pure dall’Italia alla conquista francese, per ora supporto logistico
Secondo quanto riferito dall’agenzia IRNA, le autorità italiane avrebbero proposto le basi aeree di Trapani, Gioia del Colle e Brindisi per dare sostegno all’aviazione francese ed ai suoi bombardamenti sul nord del Mali. Terzi ha giustamente fatto notare che l’intervento militare francese è avvenuto su richiesta dell’attuale presidente maliano, ma non ha spiegato che questo presidente è salito al potere alcuni mesi fa con una sorta di colpo di Stato sostenuto dai francesi stessi. Terzi ha anche spiegato che sosterrà in sede Ue l’invio a Bamako di istruttori per l’esercito locale ed ha parlato di Nazioni Unite e del fatto che l’azione in Mali è il linea con la risoluzione 2085 del Consiglio di Sicurezza. Anche in questo caso Terzi non ha voluto ricordare che il Consiglio di Sicurezza ha preso la decisione sotto la pressione di Francia, Usa e Gb senza poi incontrare il veto di Russia e Cina. Il Mali è uno dei maggiori esportatori di oro al mondo ed un paese ricco di giacimenti di uranio e petrolio.
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Nei parchi americani dove si possono ammirare gli animali in libertà sono esposti cartelli con la scritta: “Don’t feed the bears“, non date da mangiare agli orsi, per una serie di motivi. Ho preso quell’avvertimento e l’ho modificato: “Don’t feed the tapeworm“.
Ma che cos’è il tapeworm? Tapeworm significa verme solitario. Il verme solitario, come ben spiegato nel video da Catherin Austin Fitts, ex segretario per l’edilizia del governo Reagan, è una azzeccata rappresentazione della nostra attuale economia. Racconta la Fitts che parlava con un medico, e questo gli spiegava come il verme solitario emetta delle sostanze chimiche che fanno sì che il nostro corpo produca ciò che serve a lui, e fa male a noi, e questo fu per lei una illuminazione: la nostra economia funziona come un verme solitario, inducendoci a fare cose che fanno male a noi e servono solo all’economia (io direi: al sistema bancario), grazie alla complicità del sistema di informazione. E così le nostre scelte sul dove impiegare i nostri soldi, il nostro tempo, le nostre energie sono pilotate da questo verme solitario verso ciò che fa comodo a loro, e fa male a noi. Come chi ha il verme solitario, che mangia ma non per il suo nutrimento ma per rendere sempre più forte e imbattibile il nemico che ha al suo interno.
L’analogia col verme solitario non serve solo a svegliarci o a spaventarci, anzi: è un’ottima analogia per suggerirci come interrompere il meccanismo: smettere di alimentare (feed) il sistema, compiere delle scelte che interrompano il meccanismo, perchè se siamo noi che alimentiamo il parassita, siamo anche noi stessi che abbiamo il potere di smettere di alimentarlo e di affamarlo, in una parola: farlo fallire. Se prendiamo coscienza che stiamo alimentando il verme solitario (che ci sta distruggendo dal di dentro) sarà immediato passare poi alle azioni concrete per interromepre questa spirale.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=T-akeoTveRk
Fonte: www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro – 15-01-13 – n. 436 www.usb.it
Welfare, warfare, bankfare
Sicchè le formule variano da: 1) riduzione di tutte le spese pubbliche per favorire quella delle tasse e, quindi, la libertà dei privati di decidere i dosaggi del proprio welfare (si va dagli estremisti americani del “tea party” ai “moderati” montiani e filomontiani di casa nostra; 2) in condizioni di risorse “scarse” si studia cosa tagliare e cosa difendere (la scuola, oppure la ricerca, oppure i sussidi ai disoccupati); 3) grandi programmi (elettoralistici?) per la famiglia, la scuola, il Welfare, ricordandosi – al dunque – che “non ci sono i soldi”!
Il grande tema – di cui non s’è parlato né in Europa, né in USA, né in Italia adesso – è proprio questo: con risorse scarse i tagli alla spesa porteranno all’ingestibilità di tutti i comparti del Welfare e dintorni, mentre la pressione fiscale continuerà a mordere in modo insopportabile, soprattutto se il debito pubblico tenderà a crescere e l’opportunità di ridurre il peso degli interessi non verrà colta. Il debito pubblico aumenterà in rapporto al PIL per la semplicissima ragione che le politiche per lo sviluppo non si fanno (ad esempio, in Italia) o sono troppo timide (altri Paesi europei).
Gli interessi si possono ridurre unilateralmente (come fanno da sempre Giappone, USA, Francia e Germania) oppure si può portare tutto il debito – quindi anche gli interessi – fuori dal perimetro dello Stato con un fondo di garanzia tenuto da una Spa che gestisce tutto il patrimonio da reddito degli enti locali.
In Italia, un passaggio del genere libererebbe la spesa pubblica di oltre 80 miliardi l’anno da spendere – almeno in gran parte – per Welfare e dintorni.
Con la metà di quegli 80 miliardi cominceremmo a cambiare la situazione dell’economia: ma che dire del fatto che la BCE ha messo a disposizione delle banche non 40, non 400, ma quasi 4.000 miliardi (per i noti problemini di liquidità)? Leggi il resto di questo articolo »
Fonte: Allarme pedofilia. I potenti sacrificano i bambini!

Riprendiamo un articolo datato ma attualissimo.
INFORMARE PER CONOSCERE, PERCHE’ QUESTA E’ LA VERITA’!
RACCAPRICCIANTE. Quanto ha recentemente svelato la maxi-inchiesta di Torre Annunziata sulla pedofilia via Internet, va al di là di ogni immaginazione. Centinaia, forse migliaia, di piccoli seviziati. Bambini stuprati, uccisi e filmati. Il turpe traffico, con diramazioni internazionali e basi in tutta Italia, è stato scoperto grazie anche all’aiuto di Telefono Arcobaleno. Tutto ha avuto inizio il 27 settembre 2000 quando la procura di Torre Annunziata, ha inviato sei ordini di cattura in Italia, per acquisto di immagini pedo-pornografiche, e tre in Russia, per la produzione e la vendita del materiale pedofilo. L’Italia ha appreso con sgomento che con sette milioni si può vedere uccidere un innocente, uno per spiarlo nudo, ecc. Ora si pensa, con orrore, alla tremenda fine che hanno potuto fare alcuni dei tanti giovanissimi scomparsi e, intanto, si cercano in tre città, Civitavecchia, Vercelli e Catania, alcuni bimbi dei filmati degli orrori.
Un numero incredibile di bambini che scompaiono.
L’allarme, tuttavia, era stato lanciato da tempo. Un numero incredibile di persone sparisce ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E’ come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell’ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno. Secondo le cifre del Ministero dell’Interno, solo nel 1996, sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi, 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie. Al marzo ’98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine. Che fine fanno i tanti di cui si perderà ogni traccia?
Per farsi una pallida idea di quanto è grave il fenomeno basti sapere che, nel 1997, “Il Giornale” (15 Marzo 1997) titolava un lungo pezzo: “Dal ’90 quadruplicati i ragazzi spariti”. Oggi sono molti di più. Un calcolo, anche approssimativo, è impossibile. Il quotidiano, tra l’altro, denunciava: “Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d’avventura e mercato degli schiavi” e, come vedremo, altro ancora. Nel mondo la situazione è molto più allarmante. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi “desaparecidos” tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni. E’ un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la “Raccomandazione” (n.R-79-6) in relazione alle “Missing Persons” stabilita dal Council of Europe e la pubblicazione della Oxford Up. “The dictionary of national biography: missing person”.
Se molti di questi giovani vengono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla. Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana. Il giornale “La Stampa” (8/2/87) riporta la notizia di una sètta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano: “La sètta, “Gli scopritori” (Finders), fondata a Washington da un ‘santone’ che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali. …La scoperta dell’organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati Uniti”.
Articolo del Prof. Carlo Moffa
E ORA UNA INDAGINE SERIA SUL PROGETTO DI VENDITA DEL RETTORATO
Una elezione blindata, con alle spalle un pressing mediatico che ha eletto rettore D’Amico ben prima del voto di ieri, e uno statuto da diritto amministrativo impazzito che, grazie al filtro dei dieci ‘grandi elettori’ necessari per la candidatura di altri ordinari, ha impedito il libero confronto tra più concorrenti. Nonostante queste armi, il Rettore D’Amico non esce troppo bene dall’elezione bulgara di ieri: solo il 62 per cento degli aventi diritto al voto dalla sua parte, e il 25 per cento di astenuti. Cosa c’è alle spalle di questa mezza vittoria? Sicuramente le invidie, ad esempio di qualche Preside silenzioso e pavido corridoista, che ha condiviso passo dopo passo tutte le posizioni del nuovo Rettore, manovrando dietro le quinte per disturbare il suo ben più preparato e capace collega.
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S’è inaugurato l’ennesimo balletto intorno al capezzale dell’ennesima azienda italiana morente: l’Alitalia. I soci italiani che l’hanno rilevata dallo Stato nel 2008 si sono dichiarati pronti a concludere l’esperienza allora avviata con la fondazione della CAI e ad uscire dal capitale in vista della scadenza del “lock up” nella prossima settimana. Pare che ad influire su questa decisione non manchino le pressioni di Air France – KLM, che è già socia d’Alitalia per il 25%. Ma Alexandre De Juniac, amministratore delegato di Air France, ha già fatto sapere che ufficialmente non vi sarebbero trattative per l’acquisto della compagnia italiana, stante la mancanza di soldi da spendere da parte del vettore franco – olandese per iniziative di questo genere. La Immsi, la finanziaria di Colaninno, ha confermato la versione di De Juniac dopo aver ricevuto una richiesta di chiarimenti da parte della Consob.
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Apro il sito del Corriere, principe dei giornali di regime, e trovo un articolo che mai mi sarei aspettato di leggere. Personalmente non condivido molti aspetti della ME-MMT, ma evidentemente l’intervento di Francesca Salvador nell’arena televisiva di Santoro è servito a ricordare anche a chi l’aveva dimenticata (?) l’importanza della sovranità. Se quegli (ormai pochi) italiani che seguono il Corriere (o altre testate simili) fossero lettori di Stampa Libera, avrebbero fatto la stessa scoperta (e molte altre) con anni di anticipo. Infatti, già nel 2009, subito dopo il terremoto de L’Aquila, il PRIMIT presentò una proposta simile per ricostruire il capoluogo abruzzese a costo zero, ma fu censurata dai media e dalle istituzioni. Di seguito l’articolo. J.C.
Come salvare l’Aquila? «Battendo moneta»

E ora che la crisi taglia i fondi per la ricostruzione, come salvare l’Aquila? L’economista statunitense Matthew Forstater una proposta ce l’ha: battere moneta. Ne ha già immaginato il nome: il Nido. Una valuta locale, sovrana e complementare all’euro, capace di dar vita a una economia parallela a disoccupazione zero.
L’IDEA - Come realizzarla lo spiega lo stesso Forstater, esponente di spicco della Me-MMT (Mosler economics-Modern money theory), a margine del convegno «Salvare l’Aquila, salvare l’Italia». «Verrebbe fissata una nuova tassa locale, ma non in euro: in Nido. Ai cittadini verrebbe offerta la possibilità di guadagnarlo, offrendo 4 ore di lavoro a settimana per famiglia. Leggi il resto di questo articolo »
Quello che questo video non dice è che la banca d’Italia è posseduta indirettamente da governi esteri come Belgio e Francia attraverso il controllo attraverso banche di loro parziale proprietà come BNP Paribas e Crédit Agricole, fatto inaudito che non passerebbe nella direzione opposta, cioé se l’Italia controllasse indirettamente le BC di Francia e Belgio, ad esempio.
Alè servi!
Il fatto emerge da una nuova relazione fornita al Parlamento Europeo, con la quale si mette in guardia sul fatto che una legge USA sullo spionaggio, modificata l’anno scorso, autorizza una «sorveglianza meramente politica sui dati relativi a stranieri» se questi sono immagazzinati usando servizi cloud statunitensi come quelli forniti da Google, Microsoft e Facebook.
Gli europei avrebbero già dovuto essere allarmati dal fatto che il PATRIOT Act può essere usato per ottenere dati su cittadini residenti al di fuori del suolo USA. Ma stavolta, al centro dell’attenzione è una legge diversa: il Foreign Intelligence and Surveillance Amendments Act (FISA), che solleva «un rischio ancora maggiore nei confronti della sovranità UE sui dati rispetto ad altre leggi finora prese in considerazione dai decisori politici europei».
Pessimo scivolone sul MUOS della ministra degli Interni, Annamaria Cancellieri. In una nota inviata lo scorso 3 gennaio al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, la responsabile del Viminale invade arbitrariamente il campo del collega di governo, l’ammiraglio Gianpaolo Di Paola, collezionando una serie di madornali inesattezze sul nuovo sistema satellitare che il Pentagono intende installare a Niscemi (Caltanissetta). “A seguito della sottoscrizione del Protocollo d’Intesa del 1° giugno 2011 tra il ministero della Difesa e Regione Siciliana – scrive la Cancellieri – è stata avviata la realizzazione di uno dei quattro terminali terrestri MUOS nell’area del demanio militare di Niscemi, utilizzata dalla Marina Militare degli Stati Uniti dal marzo 1987, per l’ammodernamento tecnologico della stazione radio denominata Naval Radio Transmitter Facility (NRTF), già in servizio da oltre un ventennio a beneficio non solo delle forze navali statunitensi, ma anche di tutte le forze alleate della NATO e, quindi, di quelle italiane”. Per il Viminale, cioè, la nuova installazione costituisce solo “un aggiornamento tecnologico dell’attuale sistema di comunicazioni operante”. Sarebbe però bastata un’occhiata alla documentazione tecnica in possesso del governo e del parlamento per rendersi conto che le tecnologie e i sistemi di telecomunicazione presenti hanno funzioni ed obiettivi strategici del tutto differenti da quelli in via d’installazione a Niscemi. E che soprattutto si tratta di sistemi di guerra d’attacco di proprietà ed uso esclusivo delle forze armate USA.
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