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ottobre 2, 2013

Nil Nikandrov, Strategic Culture Foundation, 1.10.2013

nicolas-maduroL’eliminazione fisica di politici stranieri non graditi agli USA è diventata routine per l’amministrazione Obama. I servizi speciali degli Stati Uniti hanno messo a frutto l’esperienza delle organizzazioni terroristiche internazionali, così come le proprie invenzioni; ad esempio l’intenzionale induzione del cancro o l’utilizzo di “mine radioattive ad azione ritardata”. L’impero non ha mollato le operazioni clandestine contro i “leader populisti” dell’America Latina, neanche dopo la morte di Hugo Chavez… Qualcuno dirà, è una nuova “teoria del complotto”? E’ la storia dei crudeli metodi utilizzati dai circoli dominanti degli Stati Uniti per spianare la strada alla creazione della Pax Americana, dalle guerre non provocate al terrorismo individuale? Esattamente… la pulizia volta a sbarazzarsi dei politici “scomodi” continua. La credibilità di Obama ne ha sofferto molto da quando si è insediato. Ha iniziato ad affrontare situazioni di crisi sempre più frequenti. Cresce l’idea nel Paese e all’estero che alcune forze della globalizzazione preparino dei colpi dietro le quinte, influenzando le decisioni dell’amministrazione.
Come risultato dello stallo siriano, gli USA hanno bisogno di controbilanciare il fallimento ottenendo dei successi in altre importanti direttrici della politica estera. Il cauto sondaggio verso Teheran, per vedere se è pronta a ridurre le differenze e a passare al dialogo costruttivo, difficilmente ha una qualche prospettiva futura, tenendo in considerazione l’influenza della lobby israeliana negli Stati Uniti. Questo è uno dei motivi per cui Washington ha intensificato le attività sovversive contro il Venezuela. Gli sforzi si concentrano nel minare la stabilità economica, finanziaria e politica del Paese, passo dopo passo i servizi speciali degli Stati Uniti attuano una serie di operazioni volte a rovesciare Nicolas Maduro, il successore di Hugo Chavez. La storia dell’aereo presidenziale suscita allarme. Come è noto Nicolas Maduro s’è rifiutato di prendere parte alla 68.ma Assemblea generale delle Nazioni Unite, vi erano informazioni secondo cui stava per essere assassinato a New York.

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letta-alfano

A.: gliel’abbiamo fatta anche stavolta! Ahahaha….    L.:ci cascano sempre come scemi….

Nonostante i tentativi di mascherare l’assoluto allineamento di destra e sinistra (si sa che deve essere mascherato: se no la gente capisce di NON essere in democrazia!) su tutti i temi importanti (denaro, banche, sistema elettorale, guerre, sanità, ecc.), alcuni avevano cominciato a capire che di contrapposizione finta si trattava. Sì, su alcuni temi a carattere “ideale” come i diritti dei gay forte scontro, appunto, ideologico; ma su tutti i temi “veri“, quelli per cui la gente non trova lavoro, per cui non riesce ad arrivare a fine mese, per cui gli imprenditori si suicidano, ecc., assoluto accordo. Ne avevamo già parlato qui, qui e qui. Leggi il resto di questo articolo »

Netanyahu

Come riportato in questo pezzo dal New York Times, Netanyahu, primo ministro di Israele, conferma la sua intenzione di attaccare l’Iran anche senza il supporto o l’approvazione degli USA o delle Nazioni Unite. Questa è una dichiarazione criminale già in sè stessa, anche se non dovesse seguire alcuna azione. Una provocazione bella e buona, che i nostri media addomesticati non riporteranno, se non per far vedere, in chiave positiva, la determinazione, la forza, il coraggio di un piccolo stato che si incaricherà di “fare il lavoro sporco” per togliere di mezzo i cattivi, pericolosi, sporchi e insopportabili terroristi che sono gli iraniani.

Riprendo e traduco la risposta di Michael Rivero, già citato per il bellissimo scritto “All wars are bankers’ wars” (tutte le guerre sono guerre di banchieri).  Leggi il resto di questo articolo »

Locandina diabete2

Nella terza edizione di “Ingannati , oltre ad alcune migliorìe qua e là, in particolare su scie chimiche (avevo nel frattempo visto i documentari “What in the world are they spraying” e “Why in the world are they spraying“) e signoraggio (in particolare le teorie di PositiveMoney) e ad una riorganizzazione dei capitoli, per una migliore linearità di lettura, ho inserito un capitolo sull’alimentazione. Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/sistema-delle-banche-tradisce-i-risparmiatori.html

«Il sistema delle banche tradisce i risparmiatori»

 - Mer, 28/09/2005 – 00:00

Ne aveva fatto una battaglia di principio e di sostanza: per Arrigo Molinari, nella veste di avvocato patrocinatore delle cause dei cittadini deboli contro i poteri forti, quella contro la Banca d’Italia e il suo governatore Antonio Fazio era diventata una sorta di sfida da vincere a tutti costi.

E l’occasione giusta – come gli piaceva dire – era capitata di recente: per la causa intentata «nell’interesse degli eredi di Pallavicino Maria Teresa e Pallavicino Carlo che hanno numerosi contenziosi civili incardinati nei tribunali di Genova, Savona e Imperia, relativi a rapporti di conto corrente e di mutuo fondiario con numerosi istituti bancari».
Ci si era dedicato con lo stesso entusiasmo che aveva messo in tanti anni di carriera in polizia. Tanto più che, diceva spesso, «i risparmiatori sono stati traditi, e bisogna che si prendano la loro rivincita». Le sue argomentazioni parevano ineccepibili, magari un po’ ardue da decifrare, ma, di questi tempi, sparare sulle istituzioni creditizie private e pubbliche, nazionali ed europee, poteva incontrare solo consensi. Nel mirino, però, più di tutti, la Banca d’Italia, «un elefante con 8mila addetti che godono di stipendi da 75mila euro all’anno e il cui capo è di fatto completamente inamovibile. Il vero scandalo è una schiera di dipendenti annidati in un vero e proprio carrozzone».
Molinari aveva affondato il coltello nella piaga, facendo ricorso contro l’istituto centrale e le sue sedi decentrate di Genova, Savona e Imperia, ma accomunando nell’istanza anche la Banca centrale europea. Sosteneva infatti che Palazzo Koch «aveva privato i ricorrenti della tutela amministrativa prevista dalla normativa vigente in materia di vigilanza sugliistituti di credito, stante il conflitto di interesse che si è venuto a creare tra la Banca d’Italia stessa e gli istituti di credito soci della Banca d’Italia».
In particolare, sottolineava Molinari, «il dibattito che è scaturito sulla cosiddetta vicenda Fazio non è tanto sulla regolamentazione dei poteri e sulla durata in carica del governatore, quanto una meritoria presa di posizione dello Stato italiano di riappropriarsi di risorse, il cosiddetto reddito di “Signoraggio“, nella quale era stato, seppure in parte, espropriato in favore di soggetti privati. Invero e singolare se non addirittura assolutamente inaccettabile che l’istituto di emissione in uno Stato sovrano sia in primis una società per azioni commerciale, nonché partecipata per la maggioranza assoluta da soggetti privati che nulla hanno a che vedere con le ragioni pubbliche che dovrebbero presidiare ogni determinazione relativa alla Banca centrale».
Ed è questo soprattutto che a Molinari, ormai compreso perfettamente nella parte di paladino dei diritti dei risparmiatori, non andava proprio giù. «Le banche – insisteva l’ex vicequestore di Genova – sono diventate padrone dell’arbitro». Seguivano, nel ricorso, espressioni particolarmente pesanti nei confronti del sistema, definito senza mezzi termini «mafioso». E una vera e propria «cosca mafiosa», con tanto di «sicari» e base a Montecarlo, aveva in qualche modo minacciato «i danti causa dei ricorrenti». Per questo si chiedevano «provvedimenti urgenti in merito alla proprietà della moneta per conseguire il risarcimento del danno da parte della collettività derivante dall’illecita attribuzione del reddito da “Signoraggio“ in favore di soggetti che ab origine e per loro natura non hanno titolo a percepire alcun provento dalla circolazione monetaria». Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: http://www.ticinolive.ch/2013/09/25/svizzera-la-banca-piu-potente-al-mondo-annuncia-il-crash/?fb_ref=below-post&fb_source=message

 

Con sede a Basilea, la BRI, la Banca dei regolamenti internazionali, promuove la cooperazione tra la banche centrali, fornisce servizi finanziari in qualità di “banca delle banche centrali” e opera come agente o mandataria nei pagamenti internazionali che le vengono affidati.In definitiva, nella sua veste di banca di tutte le banche, la BRI di Basilea è la banca più potente al mondo, quella che capta e dirige il clima della finanza a livello mondiale. E le sue ultime previsioni sono allarmanti.

L’allarme lanciato dalla BRI settimana scorsa in un rapporto, fa stato di uno tsunami del debito che – nell’indifferenza generale dei governi e dei media – sta per abbattersi sui mercati, sulla finanza e sull’economia. Un crash dalle proporzioni ciclopiche.

E non sarà certamente il dietrofront del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, che ha rinunciato a ridurre la massiccia (quanto inutile) iniezione di 85 miliardi di dollari mensili nella disastrata economia americana che metterà a posto le cose.

L’annuncio della Fed di proseguire con il programma del Quantitative easing e con la stampa illimitata di moneta, conferma l’impotenza del governo americano nel rimettere in piedi una situazione economicacompromessa da tempo e che non è in grado di rinunciare all’illusorio sostegno di questi stimoli artificiali.
In parallelo, malgrado il proseguimento del Quantitative easing, la Fed ha rivisto nuovamente al ribasso la previsione di crescita per il 2013.

William White, ex economista presso la BRI, conferma le sinistre previsioni del rapporto dell’istituto finanziario : “Siamo tornati a una situazione peggiore di quella che prevaleva alla vigilia del crollo di Lehman Brothers, nel 2008. Tutte le situazioni di disequilibrio sono ancora presenti. I livelli di indebitamento pubblico e privato sono aumentati del 30% rispetto a cinque anni fa.”

Il debito mondiale viene quantificato in cifre tanto allucinanti quanto incomprensibili. Secondo il giornale The Economist sarebbe di 52 mila miliardi di dollari. E c’è chi lo quantifica ancora più alto, addirittura di 190 mila miliardi di dollari.

debito

In pieno dibattito sul tetto del debito, il Congresso americano farà quello che ha sempre fatto : entro il 15 ottobre voterà a favore di un nuovo innalzamento del limite massimo del debito nazionale.
Cosa può fare d’altro? Se non voterà a favore, gli Stati Uniti andranno in default di pagamento.

Il Giappone prosegue la sua rovinosa fuga in avanti. Indebitato al 211% del suo Pil, il paese consacra oltre la metà delle sue entrate fiscali al rimborso dei soli interessi del debito nazionale. E il 46% del budget 2013 può essere finanziato unicamente con debiti supplementari.

In Cina, negli ultimi cinque anni i debiti privati sono saliti da 8 a 23 miliardi di dollari.

In Europa, in un anno il tasso d’indebitamento è aumentato da 88,2 a 92,2%. Il tutto mentre i governi della Zona euro si affannano a dichiarare che la crisi è passata e l’economia è in ripresa.

Davanti a noi si apre il baratro e gli artefici di questa gravissima crisi economica e finanziaria sono incapaci di trovare un rimedio.
Sinora, nei paesi più disagiati della Zona euro l’unico rimedio trovato dai governi è stato quello di proporre – e in taluni casi di attuare – il prelievo sui conti dei cittadini, per tentare di salvare il settore bancario e chiudere i buchi nelle finanze dello Stato. Cipro ne è un chiaro e tragico esempio.

(Redazione/Le.veilleur.com)

Saccomanni Letta

di Luciano Lago

 

Il capo dello Stato, l’ineffabile Giorgio Napolitano, nei colloqui mantenuti al Quirinale con Enrico Letta e soci, ha ventilato l’ipotesi di un possibile incarico al ministro dell’Economia  Fabrizio Saccomanni. Si tratterebbe in pratica di una nuova edizione del “governo tecnico” tanto caro alle centrali di potere ubicate a Bruxelles e Francoforte perché sarebbe un esecutivo nominato dall’alto (come ormai consuetudine) per mantenere i conti pubblici e fornire garanzie alle grandi banche tedesche e francesi che hanno in mano i titoli del debito pubblico italiano.

Garanzie, sempre e comunque  “garanzie”, questa la parola chiave che utilizzano gli amministratori politici fiduciari delle centrali finanziarie che dispongono tutti gli assetti economici italiani. Era la parola chiave che usava Mario Monti per coprire la sua politica tutta orientata a trasferire miliardi di euro dalle casse del tesoro a quelle delle varie istituzioni bancarie: dalla Stanley Morgan al M.P.S. per ripianare i debiti dei “compagni” di Mussari , Bersani , Amato e soci, al fondo ESM (Fondo di Stabilità europeo) una nuova istituzione finanziaria dove i governi europei sono obbligati a versare quote dei loro bilanci per sovvenzionare le banche in difficoltà. Garanzie sono quelle che presto richiederà l’ FMI per erogare un finanziamento straordinario per ripianare i debiti del bilancio pubblico e consentire al Tesoro di pagare i circa 100 miliardi all’anno di interessi passivi sul debito truffa maturato dallo Stato Italiano con le istituzioni finanziarie internazionali.

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Immagine anteprima YouTube
27/09/2013

dal 21st Century Wire LA PREMESSA AL MAINSTREAM…

 Dopo un decennio passato a negare e a occultare la pratica di questi esperimenti altamente distruttivi e pericolosi, fatti sulla testa di umani ignari, quest’anno – il 2013- l’informazione del mainstream, la superfognatura, ha cominciato svelarel’esl’esistenza della discarica che vediamo quando alziamo gli occhi verso i nostri cieli, che un tempo erano blu.

 Val la pena di dare una occhiata e condividere l’articolo del Daily Mail (nel seguito) che parla come se cio’ che descrivono potrebbe accadere quando, di fatto, sta gia’ accadendo quotidianamente in tutto il Regno Unito. Sfruttano il fatto che la piu’ parte della gente non alza gli occhi al cielo ne’ fa domande sul costante aumento dei ghirigori disegnati sopra le loro test

 (…) si noti che di recente si sono fatti molti tentativi per dare nuovo slancio di vita alla pseudo scienza e scienza del c… del global warming; anche se con un giorno di ritardo e un carbon dollaro in meno, non smetteranno di tentarci ancora una volta..

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Petraeus 2

di Luciano Lago

 

L’ex generale americano David Petraeus, già comandante del corpo di spedizione USA in Irak, ex direttore della CIA, attualmente designato come docente incaricato nella University of South California (USC), è stato violentemente contestato dagli studenti della stessa Università e di altri istituti come “criminale di guerra” indegno di esercitare qualsiasi ruolo didattico.

La protesta si è manifestata clamorosamente in occasione del 12° anniversario dell’invasione USA in Afganistan. La stessa direzione dell’Università, di fronte alle proteste, ha fatto retromarcia nell’invito passato allo stesso ex generale per partecipare alle commemorazioni.

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Alba dorata proteste

di Luciano Lago

 

L’arresto del leader di Alba Dorata in Grecia , una formazione antisistema  accusata di  simpatie neo naziste, arresto avvenuto assieme ad altri 35 dirigenti di questo partito, rappresenta una tappa importante nelle strategie di repressione della dissidenza attuate dai “governi fantoccio” dell’oligarchia europea.

Alba Dorata, piaccia o non piaccia, con i suoi 18 deputati ed una forte crescita di consensi, costituisce il terzo partito nelle preferenze della popolazione greca, con i suoi messaggi orientati al nazionalismo, ad una crociata anti immigrazione, all’opposizione radicale rispetto ai dogmi europeisti che hanno messo in ginocchio la popolazione greca ridotta alla miseria, cavalca il malcontento ed il risentimento verso le politiche europeiste attuate dal governo greco.

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Grazie a “Il portico dipinto” che ne ha fatto la traduzione, e a Carlo Brevi, alias Santaruina (Tra Cielo e Terra) che l’ha linkato su FB, sono venuto a conoscenza di questa storiella divertente di zio Paperone sulla inutilità, o peggio, dannosità della distribuzione tout-court del denaro. In seguito ad un tornado, ad ogni cittadino di Paperopoli arriva un milione di dollari. Solo che per effetto di questa immediata (e immeritata) ricchezza, nessuno vuole più lavorare e tutta l’economia si ferma. In sostanza, il messaggio sembrerebbe positivo: quello che fa la ricchezza non è il denaro, ma il lavoro onesto, reale, duro, a contatto con gli animali, nei campi. Qualcosa da eccepire? Leggi il resto di questo articolo »

27 SETTEMBRE 2013 – fonte: http://www.aamterranuova.it/Salute-e-medicina-naturale/Salviamo-i-medicinali-omeopatici#.UkU0NkaOQTk.facebook

Tutti i medicinali omeopatici attualmente sul mercato hanno un’autorizzazione la cui scadenza è fissata al 31 dicembre 2015. A partire dal primo gennaio 2016 solo i medicinali omeopatici registrati secondo i nuovi canoni UE  potranno rimanere sul mercato. Costi elevati e procedure poco chiare mettono però a rischio questo iter.

Salviamo i medicinali omeopatici

Tutti i medicinali omeopatici attualmente sul mercato hanno un’autorizzazione la cui scadenza è fissata al 31 dicembre 2015. A partire dal primo gennaio 2016 solo i medicinali omeopatici registrati secondo i nuovi canoni UE  potranno rimanere sul mercato. Costi elevati e procedure poco chiare mettono però a rischio questo iter. Leggi il resto di questo articolo »

Om Koultum, la Callas del panarabismo, un fenomeno artistico in Medio Oriente, canta in presenza di Gamal Abd Ennassr, il secondo presidente della Repubblica egiziana, colui che “dopo l’adozione di una Costituzione repubblicana di ispirazione socialista con partito unico” (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Gamal_Abd_el-Nasser) nazionalizzò il 26 luglio 1956 la Compagnia del Canale di Suez che era di proprietà francobritannica scatenando la reazione di Francia, Regno Unito e Israele che attaccarono l’Egitto, con relativo bombardamento di Il Cairo da parte delle truppe anglofrancesi.

Om Koultum intonava l’opera classica “Speranza della mia vita”. Socialismo, panarabismo, musica, vita e speranza. “Alla salfizzazione sionista del mondo arabo si risponde con il socialismo” (cfr. Joe Fallisi)

Forse non a tutti piace, ed è un’opera lunga, ma consiglio di ascoltarla fino in fondo: è l’arte così erotica e calorosa di mantenere quanto più a lungo possibile quel culmine di suspense, di aspettativa e di speranza appunto, che fa parte della gioia e del pizzicorino della vita stessa e dell’amore. Riuscirlo a scorgerlo trascendendo le diversità di modelli culturali che ci impregnano, vuol dire già viaggiare semplicemente sull’altra sponda del mare nostrum. Che poi è la nostra culla.

La ricreazione è finita, presto vi dovrete arrangiare anche per le pensioni. Questo, in sintesi, il discorso-choc che il sovrano olandese Guglielmo Alessandro ha rivolto alla nazione: la globalizzazione impone anche all’Olanda l’addio al glorioso sistema del welfare e delle protezioni sociali. E’ l’élite, direttamente, che parla: la stessa élite feudale che si è impadronita della moneta, imponendoci l’Eurozona, per poi dirci: scusate, non ci sono più soldi. Falso. I soldi li “fabbricano” loro, mentre a mancare sono i politici in grado di difenderci. Enrico Letta, che rincorre i diktat della Merkel, governa con Berlusconi, che nel suo videomessaggio del 18 settembre, di fronte alla catastrofe economica dell’Italia, proclama: «Occorre imboccare la strada maestra del liberalismo: meno Stato, meno spesa pubblica». Il liberismo: cioè il tunnel senza uscita del quale siamo già prigionieri, da vent’anni. Attenti, avverte il professor Bruno Amoroso: di questo passo, già a novembre sprofonderemo nel baratro della Grecia, saremo esposti a tempeste mai viste e rischiamo di fare la fine della Jugoslavia.

L’economista italo-danese dell’università di Roskilde, allievo di Federico Caffè e compagno di scuola di Mario Draghi, dice che l’incubo della Amorosobalcanizzazione è dietro angolo: «E’ possibile che ci troveremo davvero nei guai tra pochissimi mesi, in una situazione di tipo greco: quando, per intenderci, ci saranno 50.000 statali mandati a casa e niente più soldi per gli ammortizzatori sociali». Che succederebbe? «La crisiandrà a destra, come sempre: prevarranno prima i nazionalismi e poi le fratture all’interno degli stessi Stati: il norddell’Italia contro il sud, la Catalogna contro il resto della Spagna». E’ uno degli scenari della crisieuropea, il peggiore: l’implosione dell’Europa del sud, magari accelerata dalla “fuga” della Germania, decisa a non pagare i costi necessari a tenere in vita i nostri paesi devastati dall’euro. In quel caso si annunciano «guerre interne» e «conflitti sociali e politici», gestiti «da chi è interessato, come è stato per la Jugoslavia, che fu distrutta perché la Germania era interessata alla Croazia e alla Slovenia», mentre altri volevano la secessione del Kosovo. Leggi il resto di questo articolo »

Gianni Lannes
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