Nonostante i tentativi di distruggere il mio lavoro e di impedire ai lettori di Stampa Libera di conoscere il contenuto dell’inedita (per l’Italia) intervista di Hamer, eccomi di nuovo qui, alla faccia del/degli hacker che non avendo di meglio da fare, continuano ad attaccarci imperterriti. Ringraziamo i lettori per la costanza, augurandovi una buona lettura.
Cassie Marshall
Nel video che vi mostriamo, la conduttrice spagnola di “Preguntas y Respuestas” (Domande e risposte), Adelina Castillejo, ripete gli argomenti trattati in un altro programma andato in onda nello stesso anno (1994), che portava il nome di “Ganarle la Partida al Cáncer” (Vincere la partita contro il cancro) nel quale il Dr. Ryke Geerd Hamer (laureato in Medicina, Fisica e Teologia con specializzazione in Psichiatria, Neurologia e Medicina Interna) espose le teorie della così denominata, Nuova Medicina Germanica e nel dettaglio, di ciò che riguarda l’impegno che essa ha nell’affrontare e curare il cancro. Questo perchè gli autori dei programmi della televisione spagnola ritennero doveroso riproporlo al pubblico.
***(SIGLA)***
Adelina: La parola “cancro” provoca ansia ed è spesso considerata la porta ad una tragedia. Temiamo il cancro per le informazioni che abbiamo su di esso, associate spesso, troppo spesso, alla Morte. Ma a passo con i progressi raggiunti nella scienza che han permesso di vincere le malattie in molti casi, esistono altre argomentazioni che sollevano la questione sotto un punto di vista differente: l’origine del cancro può nascondere la sua fine o il segreto per la sua cura. Questa possibilità così controversa e contestata dagli appartenenti ufficiali del settore è ciò di cui si parlerà nel corso del programma.
***(SUL MONITOR COMPARE LA SCRITTA: “PER MAGGIORI INFORMAZIONI, VISITARE IL SITO: WWW.PROHAMER.COM, SEGUITO DAL TITOLO: “VINCERE LA PARTITA CONTRO LA MORTE”)
Adelina: “VINCERE LA PARTITA CONTRO LA MORTE”, questa l’affermazione che lanciamo. Ma è sicuro che ciò porterà numerosi dubbi e domande da ognuno di voi che ci seguite e cercheremo di offrirvi risposte che non avranno a che fare con l’abituale ed il conosciuto, nè tantomeno con la maggior parte degli ospedali.
***(ADELINA RILASCIA I CONTATTI)***
Adelina: Ebbene, sconfiggere il cancro è qualcosa che desiderano quasi tutti coloro ai quali viene rilasciata la diagnosi di questa malattia ed è ciò che ha fatto la nostra prima invitata: Ana Pena.
Ana visse l’esperienza del cancro sulla propria pelle e mi piacerebbe cominciare quindi raccontando la sua storia ai nostri telespettatori affichè sappiano un pò cosa accade di solito e cosa può accadere in casi come il suo, perchè la sua diagnosi era molto negativa al principio.
Ana: Ebbene sì, mi avevano diagnosticato un linfoma che mi aveva infettato i linfonodi estendendosi sino al midollo osseo; questa fu la diagnosi ufficiale che mi diedero all’ospedale in origine. Nell’oncologia classica, non riuscii a trovare nessuna risposta: da dove veniva questo tumore, perchè mi era nato, cosa mi stava accadendo nè che potevo fare io per poterlo affrontare bene, salvo l’indirizzarmi un pò a quelli che possiamo identificare come luoghi comuni dell’oncologia classica per quanto riguarda i trattamenti di cura: chemioterapia, radioterapia o chirurgia, che sono trattamenti molto aggressivi e che invero non risolvono il problema.
La prima parte della mia esperienza quindi, potrei porla attorno a questa diagnosi che ti incute molta paura, che non ti spiega alla fine qual è il problema e che anzi, ti altera anche di più della malattia stessa perchè non fa che sollevare più interrogativi di quelli che risolve, ed il secondo passo da quel punto di vista (che non è ciò che ho fatto io poi e che spiegheremo tra poco) riguarda il come ti viene data la diagnosi e delle opzioni che ti vengono offerte, le quali si limitano praticamente a queste tre citate, che sono tutte molto aggressive e che portano una marea di effetti secondari che non vanno all’origine reale del problema.
Adelina: Comunque sia al principio Ana Pena si sottopose alle cure mediche di questo tipo perchè era ciò che aveva maggiormente sottomano e che conosceva meglio finchè un giorno s’è detta: “Visto che come giornalista tendo ad uscire dagli schemi, com’è che divengo tradizionalista quando si tratta di curare me stessa?”, pertanto fece con se stessa quello che avrebbe fatto come professionista dell’informazione (e così facendo si lasciò introdurre ad un nuovo tipo di medicina).
Ana: Sì. Qualcuno mi parlò dell’esistenza del Dr. Hamer che aveva delle concezioni che capovolgevano di 180° quelle correnti sul cancro. Quella ad es. della cellula maligna che comincia a crescere e che non sappiamo bene il perchè, che poi muta, trasformandosi in qualche altra cosa…una spiegazione che davvero non risolve nulla e che non spiega nulla.
Tutto quello che feci fu di contattare queste persone e farmi dare informazioni sufficienti, testi e tutto quel che mi serviva per poter capire ciò che mi stava accadendo, perchè mi stava accadendo, e cosa dovevo fare per poterlo evitare (in occasioni future). Ciò che scoprii con grande interesse e che a partire dal momento che venni a conoscenza di questo approccio (ed ero molto felice di esserne venuta a conoscenza) e molto sorpresa di vedere coi miei occhi come stava funzionando, lasciai la chemioterapia, non tornai più all’ospedale e non feci più trattamenti di questo tipo. Avevo raggiunto un punto in cui mi stavo deteriorando troppo fisicamente e biologicamente perchè la chemioterapia aveva molti effetti negativi: ti uccide la mitosi (ovvero il processo di crescita) delle cellule sane. Ti cadono i capelli, ti cadono i denti, il sangue fatica a coaugulare, i livello dei leucociti si abbassa moltissimo…stavo molto male e fortunatamente venni a sapere della medicina del Dr. Hamer. Eh bèh…la prima cosa di cui mi resi conto fu che anche in me v’era un conflitto di tipo mentale/psichico, un conflitto che lui chiama “biologico” per differenziarli da quelli più elaborati, più intellettuali, più razionalizzati. (Mi disse) che sicuramente il mio conflitto stava lì (nel tumore), cominciai a leggere la sua documentazione, ad individuarla e a compararla con la mia propria esperienza personale.
Adelina: E cosa dissero le persone che ti sono vicine: familiari, amici…ti avranno detto di non rischiare di perdere la vita, che saresti morta di lì a poco se avessi abbandonato le cure..?!
Ana: Ebbene, in questi casi si hanno due tipi di reazione: quella del medico curante e quella dell’ambiente familiare poco informato che non conoscono questa terapia e che quindi si spaventano molto (come ad es. nel mio caso). Mi chiesero come facevo ad arrischiarmi così quando mi trovavo in pericolo di vita…
Adelina: Bèh, non si chiamerebbe rischio se non lo fosse
Ana: Certo, certo. E sono molto felice di averlo fatto.
Adelina: E direi che si vede! La diagnosi (che ti fecero) già non è più valida, cioè non hai più nessun problema, no?
Ana: Già. Il problema linfatico e del midollo è stato superato oramai da mesi, considerando le aspettative di vita che mi diedero, in quanto mi dissero che se entro l’anno il problema non si risolveva sarei quasi sicuramente morta. Ebbene…è passato un anno e mezzo abbondante e non credo di essere in procinto di morire proprio per niente!
Però, la questione che maggiormente mi preme e ciò che stiamo cercando di spiegare qui, perchè è importante che la gente sappia, è che questa Nuova Medicina sa determinare davvero il problema (risolvendolo), aiutando le persone, specie i pazienti che per primi si affidano fiduciosamente a tutta la procedura indicata e che non si devono spaventare, nè permettere che nessuno decida per loro, per poter iniziare ad informarsi bene al riguardo. Possono fidarsi perchè tanto la mente quanto il cervello sono macchine molto affidabili e se diamo loro il tempo necessario, reagiranno biologicamente seguendo il proprio percorso (in maniera naturale). E se si hanno dubbi al riguardo, basterà sottoporsi ad una TAC, in maniera tranquilla e senza contrasti, perchè i medici e gli specialisti addestrati dal Dr. Hamer potranno dimostrare e determinare ciò che si sta passando, a che stadio si trova la malattia, senza terapie aggressive. Ci son due fasi specifiche difatti in cui essa si divide e che vedremo di spiegare meglio più tardi: nella prima abbiamo un conflitto non risolto che ci porta ad essere ad es. nervosi, che non ci permette di dormire bene, che ci fa preoccupare molto…il battito diviene acceleratissimo, non mangiamo bene e passiamo tutto il tempo a pensare come risolvere il problema. Nella seconda fase v’è la risoluzione del conflitto. E’ importante poi, che la nostra esperienza soggettiva venga condivisa, per poter fare ordine e quindi, uscirne fuori. (La malattia difatti) la si può affrontare con calma, dicendosi che…”Bèh, non è poi una cosa così seria come sembra”.
(Quello che segue è il riassunto dei restanti 50 minuti del programma, diviso per video)
La conduttrice passa quindi a presentare il Dr. Hamer in studio, ricordandone gli innumerevoli titoli conseguiti in medicina, e raccontando dell’origine dell’interesse di questo medico nella ricerca di cure efficaci contro malattie terribili come il cancro. Parla della morte del figlio, a causa del noto incidente con Vittorio Emanuele di Savoia, seguita da quella della moglie, deceduta a causa di tumori. Un insieme di eventi spiacevoli che portarono Hamer stesso ad ammalarsi di cancro ad un testicolo, come spiegherà poi.
Ritrovandosi a lavorare nel reparto di oncologia di Monaco difatti, ebbe modo di osservare che le pazienti che seguiva e che soffrivano di tumori mammarie e uterine avevano contratto il cancro a seguito di situazioni dolorose o di shock che avevano molte similitudini fra loro, e che le avevano indotte ad uno stato di isolamento totale. Nonostante soffrisse ancora della perdita dei propri cari, il Dr. Hamer s’impegnò nello studio di medicina alternativa, scoprendo quella che chiamò “La legge ferrea del cancro”. Da ciò determinò i 3 livelli in cui si sviluppa questo male: uno psichico, uno cerebrale e uno fisico. S’accorse inoltre, che questi si manifestano fra loro in maniera sincronica, permettendo quindi di effettuare dei calcoli, cosa che sarebbe impossibile da fare nella medicina tradizionale che si è sempre basata nello studio del cancro a livello organico e basta.
Coi dati raccolti dall’inizio degli studi sino al momento dell’intervista (1980 – 1994) spiega Hamer, è divenuto possibile (tramite diagrammi di attività cerebrale) analizzare la psiche, quindi il cervello ed infine il livello organico portando la medicina a divenire di tipo biologico. In questi 13 anni di studio, racconta ancora, sono stati analizzati circa 20.000 casi dai quali sono state redatte altre 3 leggi addizionali in aggiunta alla prima. Nella seconda, si parla della bifasicità naturale delle malattie nella rivoluzione di un conflitto.
Le malattie, come spiegava Ana nella prima intervista, si dividono in 2 fasi: una fase fredda e una fase calda. Nella fredda ci ammaliamo, stando apparentemente bene, a seguito del conflitto nato in noi. Quando questo vien risolto, ecco che entriamo nella fase calda in cui sentiamo i sintomi di quella che chiamiamo malattia, ma che di fatto è la fase di cura del nostro corpo che tenta di riparare i danni intercorsi nel conflitto (e ciò vale tanto per gli esseri umani quanto per gli animali). Il dottore asserisce che l’errore della medicina tradizionale è proprio quello di pretendere di curare le diverse malattie senza conoscerne prima le cause scatenanti.
Tutte le malattie (e non solo il cancro) nascono da conflitti interiori dovuti a situazioni che ci han portato sofferenza (prosegue il dottore), e le malattie altro non sono che la loro cura, manifestazioni del risanament dal conflitto (5a legge di Hamer). Dobbiamo quindi pensare a loro come un qualcosa di benefico, non di malefico come siamo stati abituati a fare sempre.
Il Dr.Hamer porta poi l’esempio di una madre, una donna che vive nella foresta amazzonica e che ha perduto un figlio ancora piccolo perchè caduto da un albero. Le nasce un altro figlio e raggiunta la stessa età dell’altro, cade a sua volta da un albero fratturandosi una gamba. Ecco che la madre, traumatizzata per la perdita del primo figlio, si rasserena perchè il secondo è sopravvissuto nella caduta. Il conflitto che s’era creato con la morte del primo quindi vien risolto, e nel seno sinistro della donna (seno dal quale ha allattato i figli) nasce un tumore, fase calda della malattia (guarigione). Perchè il seno? Perchè nel desiderio di aiutare a guarire il secondo figlio, il corpo della donna ha risposto producendo più latte per poter passare al piccolo le sostanze nutritive necessarie alla ricalcificazione delle ossa fratturate. Tutto quindi si risolverebbe da solo, ma ciò che accade più sovente in una donna che si veda crescere una mammella è che questa corra subito all’ospedale preoccupata, facendosi fare esami e scoprendo un tumore che se lasciato al corso della natura, sarebbe scomparso a risanazione dei tessuti precedentemente danneggiati dal conflitto, avvenuta. Invece succede che lo stress e la paura della malattia, per come la si considera (il cancro che conduce alla morte), aggiunto ad un medico che oltre che stimare un tempo di vita residuo e che invita a preparare il testamento, ci porta ad interrompere e a danneggiare un processo che si sarebbe risolto da solo, portando il nostro corpo al deperimento sino a farci spegnere, oramai stanchi e sfiduciati. Non a caso, dice ancora Hamer, gli animali non arrivano quasi mai a metastasi in caso di tumore, poichè fortunatamente per loro, non possono ascoltare le nostre sciocche diagnosi.
Il paziente della Nuova Medicina non va in panico, perchè comprende alla pari del medico cosa gli stia succedendo perchè, ripete, nella maggioranza dei casi sono lo stress e la paura dello scoprire una malattia considerata grave come il cancro, cure aggressive come chemioterapia e chirurgia, ed il malessere che ne deriva a portare il tumore allo stadio di metastasi.
L’intervista passa poi a Gisela Hompesch, una delle prime pazienti curate col metodo Hamer, alla quale fu diagnosticato un cancro linfatico incurabile. La donna spiega che fu grazie al proprio forte attaccamento alla vita, che la portò a ricercare una cura in medicine alternative, a condurla alla scoperta del Dr. Hamer e del suo lavoro tramite un libro pubblicato da egli stesso. Grazie a quel testo, prese coscienza del conflitto in via di guarigione in se stessa e di lì a due mesi la malattia scomparve. Da quel giorno al momento in cui avviene l’intervista han già intercorso 13 anni di piena salute. Gisela sottolinea con convinzione l’importanza del perdere il timore di quel che ci può accadere permettendo quindi ai conflitti di sistemarsi nella maniera più naturale, logica e biologicamente in maggior modo in sintonia col nostro corpo.
Viene poi intervistato il Dr. Fermin Moriano (Medico specialista in campi elettromagnetici) che abbandonò la medicina tradizionale per seguire la nuova proposta da Hamer dopo averne testato la veridicità delle sue leggi. Egli spiega che le due medicine (vecchia e nuova) non possono camminare assieme perchè in netto contrasto tra loro nel proprio approccio alla malattia, compreso il metodo di cura.
Dice ancora che i sintomi di malessere provati dal paziente riconducono a conflitti che si collegano sempre a malattie specifiche: quando un medico della Nuova Medicina ascolta i sintomi del paziente determinando ed esponendo all’individuo che si sottopone alle sue cure il conflitto che può aver generato il suo male, quest’ultimo si stupisce nello scoprire che proprio da quel momento ha avuto luogo tutto, avviando quindi in maniera naturale il processo di sanazione.
Ribadisce a propria volta l’importanza che ha il modo in cui viene data la diagnosi al paziente che deve essere esposta trattando la malattia come una cura (perchè difatti lo è) e che pertanto deve essere vissuta come tale, senza interromperne il processo. Cosa che non avviene nella metodologia di cura della medicina tradizionale.
Un altro medico viene intervistato ancora, il Dr. Juan Manuel Gutierrez, specialista di neuroterapia, il quale dice di non credere che la Nuova Medicina sia tanto una tecnica medica, quanto invece una nuova visione della malattia e della medicina stessa. Totalmente differente a quella a cui siamo abituati e quindi difficile da abbandonare. La Nuova Medicina vede l’essere umano integrato con e nella Natura, e non come un essere a sè stante, diverso da tutto il resto che lo circonda. Facciamo parte di un programma che comprende tanto noi quanto gli animali, programma che si rilega ancora una volta alla 5a legge di Hamer.
La conduttrice chiede poi ai due medici come si comportano con questi nuovi pazienti, che non conoscendo la visione della Nuova Medicina potrebbero risultare restìi a riporvi fiducia. Rispondono dichiarando la difficoltà del rompere gli schemi mentali ai quali siamo stati abituati, perchè le parole sono simboli ed in quanto tali, soggetti a diversa interpretazione da parte di ogni essere umano. Ciò che dobbiamo capire invece, aldilà delle parole, è che dobbiamo vivere la nostra integrazione con la natura secondo i nostri principi biologici com’è giusto che sia e quindi di rendersi conto che molti dei nostri valori vanno cambiati, anche se abbandonare i vecchi per i nuovi non è facile.
Adelina prosegue l’intervista chiedendo ai due medici spagnoli se questo trattamento possa garantire la vita o meno. Rispondono che naturalmente tutti dobbiamo morire prima o poi, essendo costituiti di elementi organici che non possono durare per sempre, e neppure con la Nuova Medicina si può evitare la morte. Quello che invece si vuole trasmettere con questo nuovo tipo di medicina, è che se non desideriamo noi stessi di morire (per malattia almeno) non vediamo perchè dobbiamo lasciare che accada. Nei casi seguiti, s’è avuta un’altissima percentuale di guarigioni, conseguite da tutti quei pazienti che hanno capito la Nuova Medicina e l’hanno seguita senza più dubbi.
Si passa quindi ad intervistare un’altra donna curata col metodo Hamer: Itiziar Orube, alla quale la conduttrice chiede se pensa che si stia parlando di miracoli o se forse i miracoli si trovino già dentro di noi. Ella risponde raccontando di quando si ritrovò a dover scegliere se affrontare le terapie e l’asportazione delle mammelle o meno, avendole i medici diagnosticatole un cancro alle ghiandole mammarie nel 1989, seguito poi da un altro cancro all’utero nello stesso anno. Quando le venne chiesto se preferisse seguire una medicina di vita, o se desiderasse semplicemente sopravvivere, non ebbe più dubbi e nel 1990 cominciò a seguire la Nuova Medicina. Anche in lei a distanza di un paio di mesi, la “malattia” era scomparsa, portando Itiza a decidere di abbandonare la professione d’insegnante di musica per dedicarsi anima e corpo alla divulgazione degli insegnamenti di Hamer, desiderando aiutare a propria volta più persone possibili.
Un’altra intervistata, e stavolta è il turno di Maria Torres, che fu la prima persona curata in Spagna con la Nuova Medicina. A Maria le fu diagnosticato un tumore ai reni nel 1989, in seguito al quale le suggerirono l’esportazione degli organi e le terapie di prassi. Tutto questo la terrorizzò tanto che decise di scapparsene in India in una specie di ritiro nel quale tentò di capire quali condizioni potevano averla portata a contrarre quella malattia. Passando le giornate a riflettere sulla propria vita, le capitò per le mani un libro del Dr.Hamer nel quale si identificò nel processo di cura della fase calda della malattia esposta nella seconda parte del manoscritto. Nel frattanto però, i medici della medicina tradizionale le identificarono una metastasi cerebrale dicendole che era la conseguenza degli avanzamenti della malattia e delle mancate cure che la paziente si rifiutò di seguire. Ma Maria, oramai consapevole del proprio stato e tranquillizzata da ciò che aveva appreso da quel libro e dallo scambio cartaceo con i pochi pazienti curati e guariti allora prima di lei (che ricordiamo fu tra le primissime), non si lasciò spaventare perchè oramai sapeva che ciò che asseriva la medicina tradizionale contrastava nettamente con le leggi biologiche e difatti, di lì a pochi mesi tumori e metastasi erano scomparsi con grande sorpresa dei suoi precedenti medici.
La conduttrice a questo punto le chiede se abbia ricevuto aiuto di tipo professionale nella Nuova Medicina e Maria diniega il capo. Ancora non v’erano medici, e l’unico modo per lei di comunicare era appunto tramite scambio cartaceo con le poche persone che avevano letto il libro come lei e tramite esso erano guarite.
Spiega poi che dal suo punto di vista, quando una persona contrae una malattia che lo porta a ritrovarsi faccia a faccia con la morte, diviene molto più recettivo e serio nei confronti di se stesso e per questo crede di aver posto molta attenzione a ciò che leggeva e le leggi di Hamer le apparvero subito logiche ed esplicative, portandola a capire davvero cosa le stesse capitando, come e perchè.
Dice infine che il tumore non le è scomparso, e che al momento dell’intervista sono intercorsi 8 anni nei quali esso è rimasto immutato, senza mai darle alcun tipo di problema. I medici della Medicina Tradizionale non riescono a comprendere il perchè abbia smesso di espandersi e continuano ad invitarla a farselo asportare, ma lei non se ne preoccupa perchè sa che è una cosa naturale e che non sarà questo a portarla a morire.
Adelina annuncia quindi l’intervista con una terapeuta alla quale domanderà se sia veramente possibile o meno sopportare il dolore senza l’ausilio di medicinali. Una volta inquadrata la nuova ospite, questa le risponde che il dolore è cosa programmata in natura. La Medicina Tradizionale ha sempre scambiato il dolore per sintomo di aggravamento della malattia, quando invece con la Nuova Medicina sappiamo che il dolore si presenta solamente nella fase di cura e risoluzione del conflitto e quindi, nel momento in cui ci rendiamo conto e sappiamo che quel dolore provato è un dolore di vita, di sanificazione, lo sopportiamo molto meglio di quando invece crediamo che si tratti di un dolore che ci porterà alla morte.
Chiede poi la stessa terapeuta al Dr. Hamer cosa egli pensi della morfina, esponendogli il caso di una ragazza di 19 anni che, ricoverata a Malaga dopo aver ricevuto un trattamento con questa sostanza, perse la vita dopo pochi giorni. Il Dottore le risponde ribadendo ciò detto in precedenza dalla donna: se il paziente è consapevole che il dolore è parte del processo di cura, lo affronta diversamente, anche perchè sa che esso non durerà più di 6 o 8 settimane al massimo. Nella Nuova Medicina è il paziente che decide da solo di non fare più uso di farmaci proprio perchè perfettamente conscio di ciò.
La conduttrice pone a propria volta un quesito al dottore, nel quale chiede perchè, se la Nuova Medicina è così buona e sicura, non goda di maggior diffusione. Si domanda perchè non possa essere applicato ad un livello maggioritario, essendo fra l’altro, molto più economico delle cure tradizionali e molto più efficace, secondo le cifre dei pazienti curati e guariti con essa.
Spiega quindi Hamer che in campo medico sono necessari molti anni di studio per poter diffondere una cura che dev’essere prima comprovata e ritenuta efficace. Quel che accade è che questa è la prima volta che la medicina si appoggia alla scienza naturale piuttosto che a quella dell’uomo e che per questo, il tribunale tedesco gli diede una sola mattinata per comprovare davanti alla giuria l’efficacia di questo metodo. Nonostante il lavoro sulle spalle di 13 anni con la propria equìpe, era impossibile far ciò. Ci vuole tempo per istruire un soggetto e renderlo davvero consapevole del proprio stato per permettergli di guarire, ed una sola mattinata era davvero troppo riduttiva. Alla luce di questo, il tribunale germanico decretò l’inefficacia della Nuova Medicina addirittura proibendola, negando al paziente la libertà di scegliere da solo quale metodo per curarsi preferirebbe seguire e limitando pertando, inevitabilmente, la diffusione del messaggio.
Cassie Marshall
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Buongiorno, mi hanno diagnosticato metastasi ossee come recitiva di un cancro al seno destro nel 2006 con asportazione totale delle due mammelle e ciclo di chemioterapia.
Ho letto la medicina sottosopra del Dott. Hamer, vorrei urgentemente sapere dove si trova in Spagna e cortesemente vorrei l’email e entrare in contatto con la Sig.ra Itiziar Orube.
Vi prego è urgente, giovedi 15 luglio ho il 4° ciclo di chemioterapia e non la voglio più fare.
Grazie Alessia Ialongo (Roma)