Amore e Compassione del Dalai Lama
Per chi pratica l’amore e la compassione, un nemico è uno dei maestri più importanti.
Senza un nemico non puoi praticare la tolleranza, senza la tolleranza non puoi costruire una base solida per la compassione.
Per praticare la compassione bisogna dunque avere un nemico. Quando sei di fronte a un nemico che sta per farti del male, quello è il momento di praticare la tolleranza.
Un nemico è dunque causa della pratica della tolleranza; la tolleranza è l’effetto o il risultato dell’esistenza di un nemico.
Si tratta dunque di un rapporto di causa ed effetto.
Così è detto: “Quando la relazione tra due cose è di derivare l’una dall’altra, non si può considerare quest’ultima fonte del male, poichè contribuisce alla produzione dell’effetto” .





























Compassione, da compatire cioè soffrire insieme.
Si può compatire, cioè soffrire insieme con degli imbecilli che sono causa della loro sorte e pretendono di regolare quella degli altri? Si possono considerare nemici degli imbecilli?
Caro Alberto, premetto che sono del tuo stesso parere!
Ma il tema e’ così profondo che necessita di ulteriori riflessioni…
Il nemico provoca sofferenza, e la sofferenza e’ maggiore dove c’è maggiore attaccamento…e la sofferenza ci ricorda che la nostra meta finale non è questo mondo…
Ciao, Pino.