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fonte: Global Research

postiamo in ritardo l’articolo di Global Research segnalato da un affezionato lettore.

Poche parole per una grande vergogna

Parlare dell’attacco alle navi cariche di aiuti umanitari con strage collaterale é un dovere al quale come Stampalibera non intendiamo sottrarci.

Si perché…, ammazzare gente che va in soccorso ad una popolazione reclusa, assediata in un campo di concentramento (contornato da un muro di circa  5 metri) in cui il 75% delle abitazioni sono state rase al suolo (dati rilevati in alcuni siti internet ndr) dallo stesso  popolo invasore che ha ammazzato più di mille civili, bambini per primi, penso sia proprio la cosa più meschina che uno stato possa fare. La cultura che sottende questo comportamento ha qualcosa di talmente aberrante che dovrebbe fare inorridire e mettere in allarme l’intero mondo civile. Si può non essere filo arabi, ma dobbiamo comunque e sempre essere dalla parte della autodeterminazione di un popolo.

Non vi é una scusa  che possa tenere se non quella di voler derubare quel popolo palestinese  anche di quel piccolo fazzoletto di terra dove sono reclusi, internati i suoi ultimi abitanti ed anche il furto delle derrate alimentari e non a questi destinate. Viene invocata una religione ma é solamente un atto di grande  arretratezza e logica infamante. L’alibi della legittima difesa é addirittura grottesco.

Ed allora cos’é tutto questo se non l’intenzione reiterata di fare il male, di produrre sofferenze, di favorire, alimentare l’odio perenne?

Tutto ciò è al di fuori delle regole di convivenza civile che il pianeta si é dato. Il sionismo israeliano ha dalla sua  una religione talmudica che nella pratica permette ogni efferetezza verso i diversi, i non ebrei, siano essi cristiani, mussulmani o altro. Se consideriamo poi che Israele di fatto condiziona a fondo, (si potrebbe dire che  decida) la politica di aggressione  statunitense, allora percepiamo quale rischio il mondo corra.

Urge cosapevolezza, cari amici di Stampa Libera, senza cadere però nell’insidiosa rete dell’odio razziale verso gli ebrei, (cioé gli appartenenti a quella che viene definita razza ebraica essendo discendenti di ebrei da parte di madre). Questi non sono da ritenersi colpevoli in alcun modo se i governanti del piccolo paese che ha impugnato la religione come clava e come alibi sono così efferati. Che poi lo stato razzista imponga a quasi tutti gli stati europei di perseguitare per legge quanti non si allineano alle sue posizioni  ufficiali… ebbene questa  cosa deve destare  estremo allarme!

Meschini sono invece i servi di quei governanti di altri paesi resisi complici di cotante nefandezze, e questa abominevole categoria di persone non si trova  in Israele, ma  un pò in tutt’Europa; vedi Olanda, Italia, e Usa, le nazioni che hanno bloccato l’indagine chiesta in sede Onu sull’arrembaggio piratesco alle navi degli aiuti umanitari. La menzione d’onore per il dimostrato e reiterato servilismo va al piccolo uomo, il nostro Presidente del Consiglio, attorniato dai suoi collaboratori servi di servi e supernani anche loro, quelli che pontificano pro Israele nelle televisioni di regime, (ovviamente in pari densità numerica negli schieramenti di destra e di sinistra). Oggi sappiamo da chi é protetto e da chi prende ordini il nostro governo!

La solidarietà di Stampa Libera, per quel poco che vale, va ai Palestinesi oppressi e derubati come a quei tanti compresi gli ebrei anche Israeliani che non approvano l’operato del loro governo, che si oppongono strenuamente alla barbarie e alla deriva totalitaria dei governi dei popoli oppressori.

Difendere i palestinesi, come gli iracheni, gli afghani, gli iraniani, i pakistani oggi, potrebbe fare il paio con la difesa degli ebrei europei e americani domani, quando monterà inevitabile l’odio verso l’ operato di Israele. Tutto il male e l’odio dispensato oggi potrebbe prendere la stada di ritorno in un futuro, e allora  le posizioni potrebbero esere invertite. Oggi come il quel futuro giorno ci dovremo schierare sempre in difesa di tanti innocenti e contro i luoghi comuni.

Ecco il motivo per il quale evidenziamo con determinazione questi fatti.

La difesa sia quindi del debole, dei diritti dell’uomo a vivere in pace,  dignità e armonia con il creato che lo circonda.

USA-Israele: l’attacco al convoglio di aiuti a Gaza rivela al mondo il vero “asse del male”

USA-Israele: l’attacco al convoglio di aiuti a Gaza rivela al   mondo il vero “asse del male”

Cunningham Finian Global Research 5 Giugno 2010

L’ultima nave del convoglio di aiuti internazionali, la ‘Rachel Corrie’, non ha reso noto quando prevede di raggiungere Gaza, destinazione al momento in programma per metà mattina di Sabato, secondo i media locali.

La nave che trasporta 1.000 tonnellate di aiuti umanitari per la Striscia di Gaza assediata, ore prima è stata intercettata dalle forze navali israeliane a circa 50 chilometri al largo delle coste del Mediterraneo, in acque internazionali. I commando israeliani hanno evidentemente oscurato le comunicazioni via satellite a bordo della Rachel Corrie, in una ripetizione delle azioni analoghe adottate con le altre sei navi della Free Gaza flottiglia, il 31 maggio. Si presume che la nave irlandese Rachel Corrie sia, ora, in stato di detenzione in Israele.

Questa seconda violazione delle leggi internazionali da parte dello stato israeliano, con atti di pirateria, aggressione armata e rapimento di cittadini stranieri, avviene solo qualche giorno dopo il feroce attacco contro il convoglio precedente, guidato dalla nave turca Mavi Marmara, durante il quale almeno nove civili sono stati uccisi e decine feriti, mostrando chiaramente che lo stato israeliano si ritiene al di sopra di ogni controllo legale o morale. Si tratta di una autonoma auto-giustificazione della macchina militare, che fabbrica qualsiasi pretesto per le sue azioni, non importa quanto queste azioni siano depravate. Il governo degli Stati Uniti di Barack Obama, si inserisce nella stessa categoria penale, dato il suo finanziando allo stato israeliano, con 3 miliardi dollari ogni anno, e il rifiuto statunitense nel sanzionare Israele per la sua ultima aggressione internazionale, o per il suo disumano blocco illegale triennale di Gaza, e dati anche le aggressioni internazionali in corso, e i crimini contro l’umanità, di Washington in almeno tre altri territori d’oltremare: Iraq, Afghanistan e Pakistan.

Le conseguenze delle azioni recenti di Israele, dimostrano chiaramente che la comunità internazionale si trova, ora, di fronte alla minaccia mortale rappresentata da questo asse USA-Israele; un asse in permanente stato di guerra contro il mondo:

Le testimonianze degli operatori umanitari, rilasciate dopo giorni di reclusione, sono nettamente in contrasto con la posizione ufficiale israeliana, che sostiene che le sue forze armate hanno agito pesantemente per legittima difesa. Gli operatori umanitari corroborano le prime immagini satellitari che mostrano che le forze israeliane hanno aperto il fuoco sulla flottiglia, prima e durante l’abbordaggio di queste navi. Gli esami autoptici turchi sui nove morti, affermano che sono stati uccisi con fino a 30 colpi a bruciapelo.

I risultati dei patologi turchi, hanno anche dimostrato che un 60enne, Bilgen Ibrahim, è stato colpito quattro volte nelle tempia, al petto, ai fianchi e alla schiena. Fulkan Dogan, 19enne, è stato colpito cinque volte, in faccia, nella parte posteriore della testa, due volte alla gamba e una volta alla schiena, da una distanza di meno di 45 centimetri“, riferisce Press TV. [1] Eppure, tale uso eccessivo di forza letale contro i civili, continua ad essere giustificata dai leader del governo israeliano e, tacitamente, da Washington.

Poche ore prima l’intercettazione della ‘Rachel Corrie’, il ministro degli esteri di Israele, Avigdor Lieberman, ha dichiarato: “fermeremo la nave, e anche qualsiasi altra nave che cercherà di danneggiare la sovranità israeliana.” Notare l’affermazione ridicola che una nave con aiuti umanitari, verificato a livello internazionale, “danneggia la sovranità israeliana“. Tale mentalità, è evidentemente al di là di ogni dialogo razionale o supplica.

La stessa mentalità distorta si rivela anche dalle notizie di stampa secondo cui, a uno dei commando israeliani coinvolti nel raid sulla Mavi Marmara, identificato solo come “sergente S“, è stata concessa una medaglia al valore per la sua solitaria uccisione di sei civili.

Questa molteplice violazione delle leggi internazionali, da parte di Israele, viene perversamente giustificata dai leader israeliani, con il sostegno degli Stati Uniti, dimostra che il mondo ha di fronte, difatti, una sfida imminente e virulenta, alla pace. Questo asse USA-Israele deve essere affrontato dalla comunità internazionale, e deve rendere conto sul piano legale. Il problema è che l’attuale quadro internazionale, sotto le Nazioni Unite, non è chiaramente all’altezza del compito. La quarantena e la disattivazione della macchina da guerra Israele-USA richiederà un nuovo quadro internazionale, forse guidato dai membri in crescita del Movimento dei Paesi Non Allineati, come ad esempio il Brasile, la Turchia e la Malaysia. Una cosa è certa dalla massiccia esplosione di rabbia e di sdegno pubblico in tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti e l’Europa, a una tale iniziativa, sarebbe di fondamentale importanza il sostegno popolare.

Nota

http://www.presstv.ir/detail.aspx?id=129091&sectionid=351020202

http://globalresearch.ca/PrintArticle.php?articleId=19568

Finian Cunningham è un giornalista e un musicista

http://www.myspace.com/finiancunninghammusic

(Traduzione di Alessandro Lattanzio)

http://www.aurora03.da.ru

4 Commenti a “USA-Israele: l’attacco al convoglio di aiuti a Gaza rivela al mondo il vero “asse del male””

  • icecube:

    video esaustivo dell’attacco salvato da una giornalista che si trovava imbarcata della durata di un’ora, da non perdere
    http://www.youtube.com/watch?v=vwsMJmvS0AY

  • luca martinelli:

    credo che, sebbene occorra continuare a raccontare la verita’, molte persone abbiano le idee chiare sui crimini israeliani e americani. Qualche anno fa la Commissione Europea commissiono’ un sondaggio che mostro’ come la maggior parte dei cittadini europei considerasse Stati Uniti e Israele come i paesi piu’ pericolosi per la pace. Qualsiasi persona di buona volonta’ e soprattutto onesta intellettualmente non chiude gli occhi davanti a certi fatti. Quello che invece ancora una volta appare in tutta la sua evidenza è il becero servilismo dei media che si sono venduti ai poteri forti. Purtroppo la Rai è tra i primi nel servilismo e nella disinformazione, cosa tanto piu’ grave in quanto servizio pubblico. Non nascondo la nausea e l’irritazione che mi colgono quando ascolto i notiziari di questi trombettieri di regime. Questa mattina il notiziario di Rai News24 ne è stato un esempio: secondo la speaker Gaza è “contollata” da Hamas, omettendo di ricordare che Hamas ha vinto le elezioni libere e controllate da osservatori internazionali, che non hanno rilevato nessuna scorrettezza. Questo atteggiamento mostra anche quanto sia strano il concetto di democrazia per questi personaggi. Se le elezioni vengono vinte da chi ci fa comodo tutto va bene. Se al contrario vengono vinte da chi non ci fa comodo allora si tratta di “terroristi”. buona giornata a tutti.

  • Giorgio Andretta:

    “Tra i due litiganti, ..non metterci il dito”.
    Bb

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