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di Marcello Pamio – tratto da “Cancro Spa”

Luigi De Marchi, psicologo clinico e sociale, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale, parlando con un amico anatomo-patologo del Veneto sui dubbi dell’utilità delle diagnosi e delle terapie anti-tumorali, si sentì rispondere: «Sì, anch’io ho molti dubbi. Sapessi quante volte, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale»[1].
«Se la tanto conclamata diffusione delle patologie cancerose negli ultimi decenni – si chiese Luigi De Marchi – in tutto l’Occidente avanzato fosse solo un’illusione ottica, prodotta dalla diffusione delle diagnosi precoci di tumori che un tempo passavano inosservati e regredivano naturalmente? E se il tanto conclamato incremento della mortalità da cancro fosse solo il risultato sia dell’angoscia di morte prodotta dalle diagnosi precoci e dal clima terrorizzante degli ospedali, sia della debilitazione e intossicazione del paziente prodotte dalle terapie invasive, traumatizzanti e tossiche della Medicina ufficiale. Insomma, se fosse il risultato del blocco che l’angoscia della diagnosi e i danni delle terapie impongono ai processi naturali di regressione e guarigione dei tumori?”.[2]

Con quanto detto da Luigi De Marchi – confermato anche da autopsie eseguite in Svizzera su cadaveri di persone morte non per malattia – si arriva alla sconvolgente conclusione che moltissime persone hanno (o avevano) uno o più tumori, ma non sanno (o sapevano) di averli.
In questa specifica indagine autoptica (autopsie) fatta in Svizzera, ed eseguita su migliaia di persone morte in incidenti stradali (quindi non per malattia), è risultato qualcosa di sconvolgente:

- Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;
- Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;
- Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide.[3]

Con tumore in situ s’intende un tumore chiuso, chiuso nella sua capsula, non invasivo che può rimanere in questo stadio per molto tempo e anche regredire.
Nel corso della vita è infatti normale sviluppare tumori, e non a caso la stessa Medicina sa bene che sono migliaia le cellule tumorali prodotte ogni giorno dall’organismo.
Queste, poi, vengono distrutte e/o fagocitate dal Sistema Immunitario, se l’organismo funziona correttamente.
Molti tumori regrediscono o rimangono incistati per lungo tempo quando la Vis Medicratix Naturae (la forza risanatrice che ogni essere vivente possiede) è libera di agire.
Secondo la Medicina Omeopatica , la “Legge di Guarigione descrive il modo con cui tale forza vitale di ogni organismo reagisce alla malattia e ripristina la salute”.[4]
Cosa succede alla Legge di Guarigione, al meccanismo vitale di autoguarigione, se dopo una diagnosi di cancro la vita viene letteralmente sconvolta dalla notizia del male?
E cosa succede all’organismo (e al Sistema Immunitario) quando viene fortemente debilitato dai farmaci?

Ulteriori dati poco conosciuti

Poco nota al grande pubblico è la vasta ricerca condotta per 23 anni dal prof. Hardin B. Jones, fisiologo dell’Università della California, e presentata nel 1975 al Congresso di cancerologia presso l’Università di Berkeley. Oltre a denunciare l’uso di statistiche falsate, egli prova che i malati di tumore che NON si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia) sopravvivono più a lungo o almeno quanto coloro che ricevono queste terapie. [5]
Il prof. Jones dimostra che le donne malate di cancro alla mammella che hanno rifiutato le terapie convenzionali mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete.[6]

Un’altra ricerca pubblicata su The Lancet del 13/12/1975 (che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi), dimostra che la vita media di quelli trattati con chemioterapia è stata di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 120 giorni.[7]
Se queste ricerche sono veritiere, una persona malata di tumore ha statisticamente una percentuale maggiore di sopravvivenza se non segue i protocolli terapeutici ufficiali.
Con questo non si vuole assolutamente spingere le persone a non farsi gli esami, gli screening e i trattamenti oncologici ufficiali, ma si vogliono fornire semplicemente, delle informazioni che normalmente vengono oscurate, censurate e che possono, proprio per questo, aiutare la scelta terapeutica di una persona.
Ma ricordo che la scelta è sempre e solo individuale: ogni persona sana o malata che sia, deve assumersi la propria responsabilità, deve prendere in mano la propria vita. Dobbiamo smetterla di delegare il medico, lo specialista, il mago, il santone che sia, per questo o quel problema.
Dobbiamo essere gli unici artefici della nostra salute e nessun altro deve poter decidere al posto nostro.
Possiamo accettare dei consigli, quelli sì, ma niente più.

I pericoli della chemioterapia

Il principio terapeutico della chemioterapia è semplice: si usano sostanze chimiche altamente tossiche per uccidere le cellule cancerose.
Il concetto che sta alla base di questo ragionamento limitato e assolutamente materialista è che alcune cellule, a causa di fattori ambientali, genetici o virali, impazziscono iniziando a riprodursi caoticamente creando delle masse (neoplasie).
La Medicina perciò tenta di annientare queste cellule con farmaci citotossici (cioè tossici per le cellule). Tuttavia, questa feroce azione mortale, non essendo in grado di distinguere le cellule sane da quelle neoplastiche (impazzite), cioè i tessuti tumorali da quelli sani, colpisce e distrugge l’intero organismo vivente.
Ci hanno sempre insegnato che l’unica cura efficace per i tumori è proprio la chemioterapia, ma si sono dimenticati di dirci che queste sostanze di sintesi sono dei veri e propri veleni. Solo chi ha provato sulla propria pelle le famose iniezioni sa cosa voglio dire.

«Il fluido altamente tossico veniva iniettato nelle mie vene. L’infermiera che svolgeva tale mansione indossava guanti protettivi perché se soltanto una gocciolina del liquido fosse venuta a contatto con la sua pelle l’avrebbe bruciata. Non potei fare a meno di chiedermi: ‘Se precauzioni di questo genere sono richieste all’esterno, che diamine sta avvenendo nel mio organismo?’. Dalle 19 di quella sera vomitai alla grande per due giorni e mezzo. Durante la cura persi manciate di capelli, l’appetito, la colorazione della pelle, il gusto per la vita. Ero una morta che camminava».
[ Testimonianza di una malata di cancro al seno ]

Un malato di tumore viene certamente avvertito che la chemio gli provocherà (forse) nausea, (forse) vomito, che cadranno i capelli, ecc.
Ma siccome è l’unica cura ufficiale riconosciuta, si devono stringere i denti e firmare il consenso informato, cioè si sgrava l’Azienda Ospedaliera o la Clinica Privata da qualsiasi problema e responsabilità.
Le precauzioni del personale infermieristico che manipolano le sostanze chemioterapiche appena lette nella testimonianza, non sono una invenzione. L’Istituto Superiore di Sanità italiano ha fatto stampare un fascicolo dal titolo “Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” per tutti gli addetti ai lavori, cioè per coloro che maneggiano fisicamente le fiale per la chemio (di solito infermieri professionali e/o medici). Fiale che andranno poi iniettate ai malati.

Alla voce Antraciclinici (uno dei chemioterapici usati) c’è scritto che dopo la sua assunzione può causare: “Stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità del 50% dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni”.[8]

Alla voce Procarbazina (un altro dei chemioterapici usati) c’è scritto che dopo la sua assunzione può causare: “E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazione nei feti) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10% di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.

In un altro documento, sempre del Ministero della Sanità (Dipartimento della Prevenzione – Commissione Oncologica Nazionale) dal titolo “Linee-guida per la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario” (documento pubblicato dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano) c’è scritto: “Uno dei rischi rilevati nel settore sanitario è quello derivante dall’esposizione ai chemioterapici antiblastici. Tale rischio è riferibile sia agli operatori sanitari, che ai pazienti”.
Qui si parla espressamente dei rischi per operatori e pazienti.

Il documento continua dicendo: “Nonostante numerosi chemioterapici antiblastici siano stati riconosciuti dalla IARC (International Agency for Research on Cancer) e da altre autorevoli Agenzie internazionali come sostanze sicuramente cancerogene o probabilmente cancerogene per l’uomo, a queste sostanze non si applicano le norme del Titolo VII del D.lgs n. 626/94 ‘Protezione da agenti cancerogeni’. Infatti, trattandosi di farmaci, non sono sottoposti alle disposizioni previste dalla Direttiva 67/548/CEE e quindi non è loro attribuibile la menzione di R45 ‘Può provocare il cancro’ o la menzione R49 ‘Può provocare il cancro per inalazione’”.

Quindi queste sostanze, nonostante provochino il cancro, non possono essere etichettate come cancerogene (R45 e R49) semplicemente perché sono considerate “farmaci”.
Questa informazione è molto interessante.
Andiamo avanti: “Nella tabella 1 [vedi sotto, ndA] è riportato un elenco, non esaustivo, dei chemioterapici antiblastici che sono stati classificati dalla IARC nel gruppo ‘cancerogeni certi per l’uomo’ e nel gruppo ‘cancerogeni probabili per l’uomo’. L’Agenzia è arrivata a queste definizioni prevalentemente attraverso la valutazione del rischio ‘secondo tumore’ che nei pazienti trattati con chemioterapici antiblastici può aumentare con l’aumento della sopravvivenza. Infatti, nei pazienti trattati per neoplasia è stato documentato lo sviluppo di tumori secondari non correlati con la patologia primitiva”.

Tabella 1
Cancerogeni per l’uomo: Butanediolo dimetansulfonato (Myleran) – Ciclofosfamide – Clorambucil – 1(2-Cloretil)-3(4-metilcicloesil)-1-nitrosurea (Metil-CCNU) – Melphalan – MOPP (ed altre miscele contenenti alchilanti) – N,N-Bis-(2-cloroetil)-2-naftilamina (Clornafazina) – Tris(1-aziridinil)fosfinsolfuro (Tiotepa)

Probabilmente cancerogeni per l’uomo: Adriamicina – Aracitidina – 1(2-Cloroetil)-3-cicloesil-1nitrosurea (CCNU) – Mostarde azotate – Procarbarzina

Certamente si tratta di un elenco incompleto perché, sfogliando una trentina di bugiardini di chemioterapici, mancano diverse molecole cancerogene per ammissione stessa dei produttori.
In conclusione, il documento sulle “linee guida” riporta alla voce “Smaltimento”: “Tutti i materiali residui dalle operazioni di manipolazione dei chemioterapici antiblastici (mezzi protettivi, telini assorbenti, bacinelle, garze, cotone, fiale, flaconi, siringhe, deflussori, raccordi) devono essere considerati rifiuti speciali ospedalieri. Quasi tutti i chemioterapici antiblastici sono sensibili al processo di termossidazione (incenerimento), per temperature intorno ai 1000-c La termossidazione, pur distruggendo la molecola principale della sostanza, può comunque dare origine a derivati di combustione che conservano attività mutagena. È pertanto preferibile effettuare un trattamento di inattivazione chimica (ipoclorito di sodio) prima di inviare il prodotto ad incenerimento. Le urine dei pazienti sottoposti ad instillazioni endovescicali dovrebbero essere inattivate prima dello smaltimento, in quanto contengono elevate concentrazioni di principio attivo”.

Queste sostanze, che vengono sistematicamente iniettate nei malati, anche se incenerite a 1000°C conservano attività mutagena”.
Ma che razza di sostanze chimiche sono mai queste?
La spiegazione tra poche righe.

L’amara conclusione, che si evince dall’Istituto Superiore di Sanità, è che l’oncologia moderna per curare il cancro utilizza delle sostanze chimiche che sono cancerogene (provocano il cancro), mutagene (provocano mutazioni genetiche) e teratogene (provocano malformazioni nei discendenti).
C’è qualcosa che non torna: perché ad una persona sofferente dal punto di vista fisico, psichico e morale, debilitata e sconvolta dalla malattia, vengono iniettate sostanze così tossiche?
Questo apparente controsenso – se non si abbraccia l’idea che qualcuno ci sta coscientemente avvelenando – si spiega nella visione riduzionista e totalmente materialista che ha la Medicina , ma questo è un argomento che affronteremo più avanti.

In Appendice sono stati pubblicati alcuni degli effetti collaterali (scritti nei bugiardini dalle lobby chimico-farmaceutiche che li producono) di circa trenta farmaci chemioterapici.
Uno per tutti: l’antineoplastico denominato Alkeran® (50 mg/10 ml: polvere e solvente per soluzione iniettabile che contiene come eccipiente: “acido cloridrico”) della GlaxoSmithKline. “Un alchilante analogo alla mostarda azotata”. Alchilante è un farmaco capace di combinarsi con gli elementi costitutivi della cellula provocandone la sua alterazione.[9]
Dal bugiardino si evince che questa sostanza chimica (usata nei malati tumorali), oltre a provocare la leucemia acuta (“è leucemogeno nell’uomo”), causa difetti congeniti nella prole dei pazienti trattati.
Alla voce “Eliminazione”, viene confermato quanto riportato sopra: “L’eliminazione di oggetti taglienti, quali aghi, siringhe, set di somministrazione e flaconi deve avvenire in contenitori rigidi etichettati con sigilli appropriati per il rischio.
Il personale coinvolto nell’eliminazione (dell’Alkeran) deve adottare le precauzioni necessarie ed il materiale deve essere distrutto, se necessario, mediante incenerimento”.
Incenerimento, come abbiamo letto prima, alla temperatura di 1000-1200 gradi!

La spiegazione è che queste sostanze sono analoghe alle “mostarde azotate”.
Il sito del Ministero della Salute italiano, alla voce “Emergenze Sanitarie”, si esprime così: “Le mostarde azotate furono prodotte per la prima volta negli anni ’20 e ’30 come potenziali armi chimiche. Si tratta di agenti vescicatori simili alle mostarde solforate che si presentano in diverse forme e possono emanare un odore di pesce, sapone o frutta. Sono note anche con la rispettiva designazione militare HN-1, HN-2 e HN-3. Le mostarde azotate sono fortemente irritanti per pelle, occhi e apparato respiratorio. Sono in grado di penetrare nelle cellule in modo molto rapido e di causare danni al sistema immunitario e al midollo osseo (…) che si manifestano già dopo 3-5 giorni dall’esposizione, che causano anche anemia, emorragie e un maggiore rischio di infezioni. Quando questi effetti si presentano in forma grave, possono condurre alla morte”.[10]

Per “curare” il tumore oggi vengono utilizzati degli ‘agenti vescicanti’: prodotti militari usati nelle guerre chimiche.
Anche se la ”guerra al cancro” viene portata avanti con ogni mezzo dall’establishment, ritengo che ci sia un limite a tutto.

Mi asterrò dal recar danno e offesa.
Non somministrerò ad alcuno,
neppure se richiesto, un farmaco mortale.
[ Giuramento di Ippocrate ]

Marcello Pamio – tratto da “Cancro Spa: leggere attentamente le avvertenze

[1] Medicina kaput col mito del placebo?, Luigi De Marchi www.luigidemarchi.it/innovazioni/educazione/articoli/01_medicinakaput.html
[2] Idem
[3] Conferenza “Medicalizzazione della vita e comunicazione sanitaria” del Dottor Gianfranco Domenighetti – già Direttore sanitario del Canton Ticino – tenuta il 22 novembre 2008 al VIII° Congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona.
[4]Approccio metodologico all’omeopatia”, Dottor Roberto Gava, farmacologo e tossicologo, ed. Salus Infirmorum, Padova
[5] “Il tradimento della medicina”, Alberto Mondini
[6] Idem
[7] Idem
[8] Per mutageno si intende ogni agente chimico o fisico che agisce sui cromosomi alterandone l’informazione genetica. Per cancerogeno si intende ogni sostanza capace di produrre il cancro.
[9] Gli alchilanti agiscono direttamente sul DNA di qualsiasi tipo di cellula senza specificità. Possono intervenire sulle basi del DNA oppure rompendo l’intera molecola di DNA o ancora bloccando la trascrizione o la duplicazione. L’azione principale di un alchilante consiste però nel formare un legame trasversale tra due eliche complementari di DNA che porta alla rottura della catena polinucleotidica. Quindi, il DNA viene danneggiato e non è più in grado di duplicarsi e completare la sintesi proteica.
[10]Mostarde azotate”, “Emergenze”, tratto dal sito del Ministero della Salute http://uc6.asimantova.it/index.php?option=com_content&task=view&id=312&Itemid=54

 

Consiglio la lettura dell’articolo: Eleonora Brigliadori “Ho sconfitto il cancro senza curarmi”

313 Commenti a “LE AUTOPSIE RIVELANO CHE I TUMORI…”

  • SDEI:

    @LORENZO,

    vedi avrei fatto volentieri a MENO di rispondere a un COMMENTO, così “estremista & polemico” e certamente NON costruttivo come il Tuo;

    ma Noi AUTORI di SL ci siamo dati un codice ETICO(conosci il significato !?), per il quale abbiamo assunto l’ IMPEGNO di rispondere SEMPRE & COMUNQUE ai ns. LETTORI/LETTRICI e la mia risposta per Te è questa:

    - primo dimostri di ESSERE un maleducato, incapace di motivare il Tuo credere nella cosidetta SCIENZA ufficiale, offendendo TUTTA la numerosa categoria dei TECNICI AGRICOLI(AGRONOMI-PERITI AGRARI-AGROTECNICI etc.),

    - secondo, dimostri la Tua grande IGNORANZA(= ignori/NON conosci) visto che NON sai che la BIOLOGIA la CHIMICA ORGANICA & INORGANICA e TUTTE le SCIENZE NATURALI sono le materie di base principali del nostro studio & poi operare,

    - terzo, sostenere che disconosci che l’ UOMO/DONNA è TRINO è un fatto che si commenta poi da SOLO, perfino la SCIENZA UFFICIALE ne riconosce l’ ESISTENZA reale,

    concludendo Tu la SERENA & Co., “scientisti” puri & duri, continuate pure a credere in quello che pensate che sia più GIUSTO & UTILE per Voi,

    lo stesso OVVIAMENTE continuerò a fare anch’ Io, assieme ai molti COMPLOTTOLOGI (NON “complottisti” prego !!!) che visitano & animano questo libero SITO !!!

    HASTA SIEMPRE la VICTORIA

    SDEI

    • Lupo nella Notte:

      Ciao Sdei, molto bello quello che dici a proposito del codice etico che vigerebbe su SL. Sono del resto sicuro che tu lo metta in atto davvero “sempre & comunque”; ti dirò anche che prendere addirittura l’impegno di “rispondere” in ogni caso mi pare persino eccessivo. L’obbligo di risposta non può vigere per nessuno, ma basterebbe darsi davvero quello di “non censura”, eccettuati quei casi, ovviamente, di manifesta inciviltà di chi commenta. Purtroppo devo dirti che non è cosí, e questo chiaramente non lo riferisco alla tua persona. Giorni fa un mio commento è stato censurato per aver osato criticare l’apoditticità di certe affermazioni e correggere la palese non veridicità di altre che mi venivano presentate come evidenti, e mi sono anche sentito suggerire di “andare ad informarmi”, il che mi è sembrato alquanto comico, sebbene involontariamente, da dire su un sito come questo che ambisce ad informare “su ciò che la stampa di regime non dice”, come da motto in bella mostra sulla homepage. Da notare che si è arrivati persino ad omettere il link “Rispondi” nell’ultimo intervento per non consentirmi una replica diretta, in barba a qualsivoglia “etica” di libertà di espressione. Perciò complimenti a te per la coerenza con cui applichi questo codice etico, ma sappi – se mai potrai leggere questo commento, s’intende… – che non tutti qui, vi riescono…

      Ciao

  • Arati:

    Io posso dire che se non avessi incontrato Valdo Vaccaro su Internet forse non sarei viva.
    Ho sofferto per anni di una serie di malattie tra cui stanchezza cronica che mi hanno provocato sofferenza per diversi anni. Le analisi mediche erano perfette. L’ ultima volta che parlai con un medico mi disse che data l’eta’ (50 anni) dovevo accettare il fatto di sentirmi male ! La forza della disperazione mi ha fatto trovare il sito di Valdo Vaccaro. Ho letto le migliaia di testimonianze di persone guarite da molteplici malattie. Ho messo subito in pratica i principi enunciati e dopo 3 (tre) giorni !!! ho sentito che l’energia della vita era tornata ! oggi godo di una salute perfetta ed ho piu’ energia di 20 anni fa’ !
    L’ equilibrio acido-basico e’ alla base della salute. E lo si mantiene con una dieta basata essenzialmente su verdure cruda e frutta. i medici non lo sanno perche’ non viene insegnato nelle universita’ ! Eppure il dr. Warburg, nel 1939 vinse il Nobel per la medicina per avere provato che la causa del cancro era da attribuirsi all’acidita’ ed alla carenza di ossigeno. Sono 75 anni che si e’ a conoscenza di questo eppure la medicina allopatica lo ignora ! http://www.ecplanet.com/node/3619

    • Lupo nella Notte:

      Posso confermare la sua esperienza con l’Igiene Naturale, sebbene in modo niente affatto drammatico. Ma è indubbio che la mia salute sia nettamente migliorata da quando ho messo in pratica gli accorgimenti che lei ben conosce. È, del resto, semplicemente inevitabile perché naturale, che sia cosí.

      Saluti

    • Lupo nella Notte:

      Ieri avevo dimenticato una precisazione che mi pare doverosa riguardo al suo commento; per amor di verità, infatti, è bene dire che il dott. Warburg non vinse il premio Nobel per “aver scoperto la causa del cancro” ma per una ricerca su un particolare enzima, che dopo l’assegnazione del premio, prese il nome da lui e venne chiamato “enzima di Warburg”. Quella che l’acidità fosse la principale causa organica del cancro era però una sua ferma convinzione, peraltro sempre piú condivisa da quegli studiosi che riescono a sottrarsi all’influenza della medicina ufficiale.

  • Marco:

    Io sono dell’idea che i filosofi devono smettere di parlare di medicina perchè non hanno studiato abbastanza per insegnarla e con il loro filosofeggiare non possono colmare le loro lacune in campo medico..ridiamo la medicina ai medici!!

    • Lupo nella Notte:

      Per contro, personalmente auspicherei invece che i medici diventassero – o, per meglio dire, “tornassero a essere”… – un po’ piú “filosofi”, con questo intendendo la parola nell’originale significato di “cultori della Sapienza”, una sapienza a tutto tondo e non frammentata e “razionalizzata” – cioè spezzettata in tanti segmenti ritenuti autosufficienti e non bisognosi di essere integrati con il resto – in modo da comprendere quanto la loro “scenza” – l’omissione della “i” è voluta… – si sia allontanata e abbia degenerato da quando l’Uomo di altre Ere è diventato l’”omuncolo” di questa Età del Ferro…

    • antonella:

      Caro Marco…tu sei mai stato alla merce della medicina e soprattutto di medici che con assenza totale di umilta’ si sostituiscono a Dio….Dio inteso come qualcosa di talmente grande che noi umani, nella nostra ristrettezza mentale, nemmeno possiamo immaginare. Medici che si prendono il diritto di dirti quanto tempo ai da vivere, medici che non ti guardano negli occhi…figuriamoci nel cuore…..medici che anziche’ inviarti gioia e amore, ti innondano di parole indecifrabili e di puro terrore. Allora caro Marco non e’ questione di medicina o filosofia……tutto e’ perfetto nell’universo e cerchiamo , una volta per tutte, di capire che il cancro, come ogni altra malattia, non e’ altro che la manifestazione nel corpo, della sofferenza dell’anima. Smettiamo di vedere un malato soltanto come un corpo da sezionare a piacimento, secondo le convinzioni di un medico che incontri casualmente sulla tua strada. iniziamo a prenderci in mano la nostra vita e smettiamola di delegare gli altri, chiunque essi siano. Dobbiamo essere gli unici artefici della nostra vita, nessun altro deve decidere al nostro posto.iniziamo a vedere un malato nella sua totalita’, corpo fisico, mentale, emozionale e spirituale. La morte e’ l’unica certezza che abbiamo al nostro primo secondo di vita, allora viviamola nel modo giusto, accompagnamo le persone con gioia e amore in questo passaggio. Perchè voler a tutti i costi allungare la vita di un malato….facendolo sentire inadatto a vivere, facendolo sentire in colpa per cio’ che sta’ vivendo, facendolo soffrire in una camera asettica, senza la possibilita’ nemmeno di vedere il sole, il cielo, di sentire il canto degli uccellini, la brezza del vento sul viso, e soprattutto togliendo la possibilita’ di avere al proprio fianco ,in ogni secondo di cio’ che gli resta da vivere su questa terra, le persone, gli animali che lo hanno accompagnato per una vita intera……..sostituite da persone estranee, persone comunque istruite per essere distaccate, persone che non conoscono cosa voglia dire stare dall’altra parte….perche’ per loro e’ ormai la normalita’.
      vale di più qualche giorno in più di vita o la dignita’ di un essere umano, chiunque esso sia. grazie Marco, perchè il tuo credo, le tue convinzioni mi fanno capire quanto il mondo sia lontano dalla verita’, la verita’ che tutto e’ Amore e la perfezione si manifesta sempre e soltanto dove c’è Amore e Gioia. Grazie e che la tua e la vita di ogni essere vivente su questa Madre Terra sia sempre avvolta da immenso AMORE. Grazie. Antonella

  • SDEI:

    @Lupo nella Notte,

    sinceramente NON conosco i motivi o le ragioni ai quali fai riferimento, conosco invece le regole NON scritte per un AUTORE di un SITO;

    esse SONO quelle che, come dovrebbe ESSERE anche per un POLITICO, uno che scrive DEVE ripeto DEVE mettersi SEMPRE in discussione,

    è quello che Io ho fatto-faccio-farò finchè sarò OSPITE in STAMPA LIBERA, in ogni caso Ti ringrazio per la Tua COMPRENSIONE & STIMA che ricambio !!!

    NAMASTE’

    SDEI

    • Lupo nella Notte:

      Concordo in pieno con te, Sdei, e ti auguro una lunga permanenza qui perché è interesse di tutta la comunità di SL che vi siano autori disposti a non recedere mai da certi principî.

      Un saluto

  • gioia:

    Mi chiamo Gioia. Nel 2009 sono stata operata per cancro alla mammella destra. Mi hanno inniettato la chemio la radio e infine per un anno Herceptin. Da allora non sono stata piu bene, ho i battiti del cuore irregolari, dolori ossei e muscolari, la pressione che si alza e si abbassa durante il giorno, mal di testa (mai avuto nella mia vita), intestino che non funziona bene, sbandamenti, ecc. Ora la mia vita e’ diventata invivibile Ogni giorno devo combattere con queste patologie invalidanti, vorrei fare qualcosa per stare meglio, ma non ho piu’ fiducia nei medici e quindi vado avanti cosi. Tutto quello che ho letto l’ho scoperto dopo, quando finita la terapia, mi sono informata sugli effetti collaterali di questi medicinali, avrei dovuto farlo prima ma avevo molta fiducia nel chirurgo e medico che mi hanno curato. Una dottoressa omeopata mi ha fatto assumere delle erbe per aiutare il mio físico a disintossicarsi, non so fino a quanto. Mi sono dimenticata di dire che la mia malattia l’ho affrontata completamente da sola senza avere un appoggio morale. pero’ l’ho affrontata con serenita e voglia di vivere, tanto,che quando e’ cominciata la caduta dei capelli, con un soriso mi son detta che era ora di rasarmi la testa. Tanta sofferenza non l’avrei avuta se avessi rifiutato le terapie, ma ormai e’ stato fatto. Vi prego diffondete le notizie sugli effetti devastanti di questi medicinali. Le persone devono essere consapevoli a cosa vanno incontro e decidere loro cosa devono fare, non i medici che per lucro, ucciderebbero tutta l’umanita. Grazie per avermi dato questa opportunita’.

  • Francesco:

    1) i tumori in situ non sono carcinomi (tumori maligni), sono lesioni che potrebbero evolvere a carcinoma. Ogni tumore ha una data probabilità di evolvere a carcinoma, quindi quando si rileva un tumore in situ, si fa una biopsia, si vede che tipo di cellule ci sono e qual’è il rischio. Se il rischio è alto il tumore viene tolto, e si valuta se ha effettivamente invaso o meno i tessuti sottostanti. Non esistono capsule (tranne in rari casi, ma sono più pseudocapsule) l’invasività si basa sullo strato di tessuto raggiunto dalla neoplasia. Se il tumore non era invasivo, non si fa chemioterapia. Se il tumore era invasivo si fa chemioterapia, che
    2) non è quella degli studi citati (studi del ’75, per favore, sono passati 40 anni, le molecole sono cambiate per quasi tutti i tumori, così come sono cambiati i protocolli) ma sono molecole scelte in base al tipo di tumore. Di norma sono agenti che danneggiano il DNA ( sono gli alchilanti, solo questi sono associati al rischio di tumore cosiddetto iatrogeno, a distanza di anni) o ne inibiscono la sintesi (sono analoghi delle basi azotate, come il 5-fluorouracile) o bloccano alcune funzioni specifiche delle cellule tumorali (farmaci biologici). I primi due tipi agiscono su tutte le cellule, non sono selettivi, ma colpiscono più duramente le cellule a rapida replicazione, come quelle tumorali, quelle gastrointestinali (da qui vomito e diarrea), quelle dei bulbi piliferi (perdita dei capelli) e le cellule ematopoietiche (anemia, piastrinopenia e leucopenia). La ratio sta nel dare la dose giusta in modo da danneggiare il più possibile le cellule tumorali e il meno possibile le cellule normali, per questo in anni e anni si sono affinati i protocolli e i farmaci. Le chemioterapie sono ancora pesanti, ma non sono quelle di 40 anni fa.
    3)”Queste sostanze, che vengono sistematicamente iniettate nei malati, anche se incenerite a 1000°C “conservano attività mutagena”.” Certo, qualsiasi sostanza bruciata può dare origine a prodotti di combustione cancerogeni, basti pensare al benzopirene, prodotto della combustione delle foglie di tabacco. Non della nicotina, che viene distrutta dal calore, ma di sostanze perfettamente innocue se non bruciate.
    Fatte queste precisazioni, non ho ben capito dove voglia andare a parare l’articolo. Che le persone non curate vivono più a lungo? Questa è una menzogna pericolosa, se era questo il messaggio dell’autore. Che le chemioterapie hanno gravi effetti collaterali? La scoperta dell’acqua calda. Per favore, smettiamola di etichettare i medici come persone che per lucro ucciderebbero tutta l’umanità. Soprattutto in paesi come il nostro, dove la sanità è pubblica, e un medico prende sempre quello, che curi una persona o che la lasci morire.
    Mi rivolgo personalmente all’autore, prima di scrivere un articolo sulla medicina, studiatela per 6 anni, fattene altri 5 di specialità e poi sarai liberissimo di fare tutte le critiche che vuoi nel campo in cui ti sei specializzato. Altrimenti causi solo danni.

  • nicola:

    per francesco una domanda, se tu o uno dei tuoi cari avesse un tumore lo faresti curare con chenio e cosi via oppure no.perche’ a questa domanda hanno risposto molti dottori e hanno risposto la maggior parte no.vorrei sapere la tua risposta.NB ti auguro che stanno tutti bene.

  • stepo559:

    Sono malato di un tumore e purtroppo uno di quelli tosti, leggo sempre con interesse tutti gli articoli che parlano di cancro, di cure alternative, o di cure in appoggio a quelle tradizionali. Purtoppo costretto a frequentare centri oncologici nel mio paese in Svizzera, paese che tra le altre cose mi si dice essere all’avanguardia per la cura nei tumori. Io posso solo fare chemioterapia non potendo essere operato e volevo qui puntalizare alcune mie esperienze personali. Subito dopo la diagnosi del tumore mi sono attivato per cercare di capire come potevo io contribuire alla lotta contro questo terribile nemico, faccio yoga, meditazione, riequilibrio energetico e agopuntura per alleviare soprattutto gli effetti collaterali della chemio che sono abbastanza devastanti. Parlando con l’oncologo primario di un noto centro svizzero mi sono sentito dire beh si ci crede male non fa ! Ora io parlavo di medicina cinese e non della guaritrice sciamana o il viaggio a lourdes….mi é stato detto dopo la chemio puo’ anche mangiare la pizza ai quattro formaggi se le fa piacere e di questi commenti ne avrei da scrivere un libro. Dopo un primo ciclo di chemio il mio tumore era andato in remissione/regressione (non ho capito bene la differnza) il medico dopo due tac a distanza di un mese mi disse non si vede piu’ nulla ! ma io continuavo ad avere dolori lui fu categorico saranno aderenze infiammazioni ecc… ma del tumore non cè traccia. Ora a distanza di tre mesi ho dovuto ricominciare continuo a combattere con il sorriso e cercando dentro di me la forza per indurre la mia mente a lottare contro il cancro. E’ la prima volta che guardo questo sito e devo dire che non sono notizie nuove per me, sono d’accordo che esiste una certa faciloneria nel dare certe notizie farlocche (tipo basta un limone al giorno, o cavolate del genere) una cosa é certa quando leggo notizie alternative alla cure dei tumori vedo un sacco di medici che si inalberano e si offendo per lesa maestà . Dalla mia esperienza personale posso dire che l’oncologia tradizionale non prende assolutamente in considerazione la qualità di vita del paziente, l’obbiettivo é sconfiggere il tumore a qualsiasi prezzo. IL resto non conta !!! a tutti quelli che stato lottando come me posso solo dire non smettere di sperare mangiate sano, pensate positivo, trovate in appoggio cure di sostegno ai devastanti effetti collaterali dei medicamenti, l’universo é magnifico e misterioro nessun premio nobel di medicina puo’ dire con certezza quale sarà il vostro destino. Forza !

    • Fra:

      rispondo a te perchè il tuo messaggio è equilibrato e merita seguito.
      Secondo voi se una macchina va male è meglio se smettete di fare manutenzione oppure se continuate a cambiare olio e fare i dovuti controlli magari la situazione non migliora… ma non peggiora neppure?
      Dire che un atteggiamento faccia bene in base al fatto che non ci sono state conseguenze nefaste è una forma capziosa di ragiornamento. Stanotte ho dormito con una tuta nera, stamattina mi sento riposato. Che signfica? Che il nero aiuta il riposo?

      Mangiare bene aiuta a star bene, ma questo a prescindere, non può proteggere da tutto. Esistono migliaia di tumori differenti e non è detto che andando fuori strada a 200 km orari si muoia tutti allo stesso modo. Dipende da tanti fattori. Schumacher è in coma da mesi perchè ha battuto la testa. Eppure è andato fuori strada più volte ben oltre il 200km/h in situazioni molto pericolose.

      Che poi qualche medico dovrebbe consigliare il cibo non si discute… io mi sono informato molto prima di iniziare le cure e sapevo di dover evitare certe cose. Sto lottando contro un tumore che statisticamente non lascia grossi margini, ma se posso limare qualcosa con l’alimentazione giusta, che magari non ostacoli una piccola speranza di guarigione o di ritardo dell’inevitabile, allora limo.

  • santo:

    Sono stato curato nel 2008x carcinoma maligno neoplastico al retto.la cura sperimentale allora di tipo monoclonale.protocollo classico fatto con chemio -radio-chemio-intervento.ora sono 5anni e mezzo ai controlli risulto negativo.

  • Giuseppe Parascandolo:

    Sono contrario a radio e chemio. Sono amico del fu dottor Aldo Vieri che, fin dalla seconda meta’ degli anni 40 curava il cancro con Aceto di Vino, Alcool puro al 95% e Tintura di Colchico. I suo risultati erano notevoli, ma, fu, come i tantissimi medici alternativi nel mondo, boicottato, dal momento che la sua terapia, a base naturale, costava pochi spiccioli e le case farmaceutiche o i baroni della medicina lo osteggiarono fino alla morte. Noto, in questo sito, che si menziona l’interessante video di Massimo Mazzucco: Le cure Proibite. Invito tutti a vederlo. Tornando all’amico Vieri, morto nel 1986, dopo tanto ostracismo subito, qualche anno fa, alcuni ricercatori Canadesi, hanno dmostrato che il dicloroacetato, molecola simile all’aceto, fatta interagire con cellule cancerogene, fanno bloccare i tumori stessi o li fanno regredire, tanto che quei ricercatori, affermavano: Aceto per curare il tumore, come diceva nel ’60 il dottor Aldo Vieri.Attualmente, una mia collega d’ufficio, nonostante lo scetticismo del suo compagno medico, e dopo che suo fratello era stato gia’ operato di tumore al cervello, per ben due volte, sta adottando il preaprato del caro Vieri e suo fratello dopo oltre tre mesi, che ne fa uso, sta superando, con la gioia di tutti, la malattia. Aveva perso quasi del tutto la parola, e dopo circa 20 giorni, era migliorato di parecchio. Gli accertamenti ultimi, fatti oltre un mese fa, lo vedono in risalita,alla grande!

  • tiziana:

    E’ tutto molto complicato. E’ vero che le decisioni sono nelle nostre mani ma è anche vero che quando c’è una diagnosi di carcinoma che riguarda noi o, peggio, un figlio, non abbiamo la lucidità e gli strumenti adeguati per prendere la decisione giusta. Almeno per me è stato così. Credo invece che bisognerebbe rivedere le procedure di formazione dei medici, soprattutto degli oncologi che dovrebbero essere i più “olistici” in assoluto. Credo che la formazione che loro ricevono sia estremamente specialistica ma assolutamente priva degli elementi che possano aiutarli a capire meglio il paziente perchè possano mettersi al suo fianco nella battaglia da combattere. Credo che il medico, di fronte a una diagnosi di carcinoma, avverta un senso di impotenza e di paura che gli impedisce di comprendere profondamente la persona che gli si affida. E credo anche che l’accettazione della malattia e della terapia (qualsiasi essa sia) condizioni in modo sostanziale l’esito delle cure. Non si può affidare al buon senso, educazione e qualità del singolo un aspetto così delicato. Bisogna formare i futuri oncologi anche sotto questo aspetto, credo che sia assolutamente necessario

  • Condivido pienamente COSA SCRIVE ANTONELLA …AMORE E TUTTO ….♥

  • @ Arati ciao anche io vorrei provare a intraprendere un’alimentazione più salubre, come appunto descrive Valdo Vaccaro . Ho anche dei libri di Ereth su come alcalinizzare l’organismo si ottengono penso dei risultati sorprendenti magari unendo anche dei “bagni derivativi”. Ora leggendo l’articolo non posso far a meno di parlare a chi è intervenuto qui della Nuova Medicina Germanica Home (così viene digitando il sito direttamente), io ho avuto familiari che sono deceduti per tumori….. un fratellino di 11 anni e mio babbo. Ora andando a rileggere ciò che ha scoperto Hamer ho trovato subito ciò che era capitato ai miei cari , mi dico perché la maggior parte ancora non si mette realmente a capire questa grande scoperta per aiutare il prossimo ed i propri cari? BO, questo è un mistero, non riesco a capacitarmi come siamo così devoti ad andare come pecorine al macello della chemio, e come fanno ancora i medici che magari conoscono la NMG , a non applicarla ? Bo di nuovo , un abbraccione a tutti Simona

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