Dopo la “liberalizzazione” e la svendita delle conquiste sociali dei nostri antenati, grazie a fascismo e comunismo, ecco il turno della demolizione delle conquiste sociali delle donne. Prima la sentenza della Corte del Consiglio d’Europa che consiglia di non vietare il burqa, poi il caso dei matrimoni misti tra donna musulmana residente in Italia e uomo italiano non autorizzati dagli enti consolari di alcuni paesi, e infine il caso del diritto di picchiare la donna, perché proprietà dell’uomo che l’ha regolarmente comprata. Come dargli torto se il suo caso non è tanto diverso da quello giustificato dalla Corte di cassazione che accorda le attenuanti al marito violento in caso di temperamento “forte” della donna. Una società che non rispetta le donne e i bambini, sempre più mercificati in porno e pedofilia, è una società che semplicemente non rispetta i diritti umani. Enne di Effe
tratto da Il Giornale.it dell’8 luglio 2010
di Ida Magli
La sua donna: una schiava comprata al mercato. Di cui disporre a piacimento, di cui fare ciò che si vuole, con potere di vita e di morte su di lei. Sembra una storia antica come quelle dei gladiatori. Eppure si ripete ancora nel Terzo millennio. Protagonista una coppia marocchina, trapiantata in Italia, a Montecchio,in Emilia. L’immigrato viveva da tempo in Italia e all’inizio del 2009, dopo il matrimonio a Casablanca, era stato raggiunto dalla moglie ventiduenne. Ora è in cella e deve rispondere di maltrattamenti in famiglia, violenza, lesioni, violenza sessuale.
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Un marocchino che picchia la moglie non fa quasi più notizia in Italia. Abbiamo purtroppo dovuto commentare casi ben più gravi, addirittura l’uccisione di una moglie o di una figlia sulla base di motivazioni assolutamente incomprensibili e inaccettabili per la legge e per il costume italiano. Questa volta, però, non sarà inutile tornarci sopra, per due aspetti particolari. Il primo è che si tratta di un caso non di una singola esplosione di violenza motivata da una ragione particolare, ma di maltrattamenti continuati e gravissimi da parte di un marocchino che vive da parecchio tempo in Italia e che la giovane moglie, sposata con regolare contratto a Casablanca, ha poi raggiunto nella sua sede italiana. Un uomo, quindi, violento e brutale di per sé, a prescindere dalla sua cultura e dal comportamento della moglie. Ci chiediamo perciò: che mestiere fa questa persona? A che titolo, per quali meriti è ammesso a vivere regolarmente in Italia? Come mai è stato concesso il ricongiungimento familiare? Siamo pieni di psicologi, di assistenti sociali nelle nostre strutture sanitarie: nessuno segue e assiste il processo di adattamento psicologico degli immigrati?
Il secondo aspetto è quello che riguarda noi, e soprattutto i nostri politici, i quali si sono sempre rifiutati di riflettere sull’abisso che esiste fra la società europea e quella musulmana. La nostra è una civiltà sostanziata dall’unico concetto laico di diritto esistente nell’antichità, quello creato da Roma, sul quale si è poi radicato il dettato evangelico che ha messo alla pari uomini e donne condannando ogni discriminazione e ogni gesto di violenza (ovviamente padri e mariti violenti ce ne sono sempre stati, ma si trattava appunto di casi singoli diventati sempre più rari). Quale punto di contatto può esistere con la cultura musulmana? Maometto ha costruito il Corano sui primi cinque Libri della Bibbia (i più antichi), riguardanti una popolazione di pastori nomadi il cui senso della giustizia si fondava sulla legge del taglione, ossia sulla pena fisica.
Su questo «diritto» è basata la legge islamica. «La donna è di un grado inferiore all’uomo», recita la Sura della Vacca. Essendo inferiore, dipende dagli ordini dell’uomo, padre o marito che sia, lo deve servire. Questa è la fede dei musulmani: che vivano in Marocco o in Italia non fa nessuna differenza. In che modo far capire ai musulmani che esiste un codice di diritto «laico» che non ha nulla a che fare con il Corano? Credo che sia impossibile.
I nostri politici si debbono convincere che, contrariamente a quanto prescritto dalle norme europee, le religioni vanno giudicate e criticate quando affermano o prescrivono concetti e valori che confliggono, prima che con le nostre leggi, con ciò cui noi abbiamo dato il massimo valore: l’uguaglianza delle persone, in primis l’uguaglianza fra uomo e donna. In alcuni Stati d’America si è creduto di risolvere i problemi giudiziari della numerosa popolazione musulmana permettendo l’instaurazione di tribunali coranici. Si tratta di una decisione vergognosa per una democrazia che si vanta di essere la migliore del mondo. Di fatto una cittadina americana di religione musulmana è «di un grado inferiore all’uomo».
L’Europa, ma per prima l’Italia, patria dei maggiori giuristi che siano mai apparsi nella storia, deve impegnarsi a trovare il modo, insieme alle autorità islamiche, per eliminare quest’affermazione. Sono i principi della Costituzione italiana che devono essere affermati, al di là dagli eventuali reati, affinché questa Costituzione non sia «falsa» per i musulmani che vivono da noi.
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La colpa non la darei tanto al marocchino, ma alle autorità italiane sia in Italia che all’estero (ambasciate), che una volta fatti entrare non hanno detto loro cosa è lecito e cosa non lo è.
Perlare di integrazione non è possibile, se non si sanno quali sono i diritti e doveri, in molti danno tutto per scontato, ma per la maggior parte dei poveracci che vengono da ogni parte del mondo, per loro l’Italia è un mito essendo un paese a loro dire ricco, quello che va innanzitutto detto loro, è che la Nazione Italia ha già una società avente una determinata cultura e dei propri modi di vedere ed interpretare l’esistenza ed ovviamente la convivenza, per certo quest’uomo messo in guardia da ciò che lo avrebbe aspettato, non avrebbe accettato di accedere mentre la donna in questione, visto il suo stato in essere, ci avrebbe sicuramente visti come salvatori.
Termino il commento con una massima:
“Quando ti appresti ad abbattere una palizzata, prima di farlo, domandati il perché questa è stata eretta. Tutto ha un senso, nulla è un caso”.
tutte le palizzate innalzate adesso, anche abusivamente, sono il frutto di un intendere contrattuale della res publica, diventata priva
A parte gli scherzi, non trovo pertinente la metafora della palizzata, qua si tratta di rispetto per il diritto del paese di accoglienza
e si sta facendo nel campo dei diritti delle donne quello che è stato fatto con le conquiste sociali, travestendolo da buonismo, in realtà la faccia piu bieca del globalismo che livella il mondo intero allo statuto di schiavi
La tesi è la stessa che sosteneva Pim Fortuyn, ucciso casualmente da un attentatore solitario nel 2002 alla vigilia di una sua probabile vittoria elettorale.
Si aggiunga inoltre la simpatia di Carlo d’Inghilterra per l’Islam radicale, perfettamente coniugabile con il suo fascismo pseudo-ecologista
http://www.corriere.it/esteri/10_giugno_18/principe-carlo-galileo-hitchens_7b04ef40-7a9a-11df-aa33-00144f02aabe.shtml
Jacopo,
ho raccolto il suo invito e sono andato a leggere l’articolo a firma Christopher Hitchens, beh e allora?
Di neo-pseudo-regnanti nonché unti dal Signore ne vedo molti alzarsi all’orizzonte, che differenza insiste tra tutti i John Elkann mondiali ed i principi dinastici? Lei ne evidenzia qualcuna?
Cosa c’è di strano sul finanziamento alla chiesa anglicana dal momento che il principe Carlo ne sarà la guida? Forse il presidente del consiglio italiano si comporta in modo diverso?
In caso affermativo mi proponga le differenze.
Che il figlio di Ely II preconizzi l’omeopatia, il vegetarianesimo o la cura con i cristalli, a me personalmente procura solamente del compiacimento dal momento che anch’io pratico le stesse cose.
Non perdo occasione di rinfrescare il mio ardimento poetico con la lettura dell’opera di Gibran Khalil che considero tra i più sottili
Non solo condivido anche la passione per i cavalli e non mi limito a quelli a 4 zoccoli ma anche a 4 o 2 gomme e l’elenco potrebbe allungarsi.
Sono ancorchè spiaciuto che lo scribacchino inglese non abbia mai potuto volare sugli elefanti a mia differenza.
Poi la diatriba tra il teorema di Copernico e quello di Tolomeo lo restringo ad un consesso di allocchi, quali sono fatti credere Galileo, Newton, Crozza ed altri.
Spontaneamente mi sorge un moto dell’anima ascrivendo all’autore dell’articolo pura e semplice invidia degli altrui fasti, dilettandosi in una pervicace onfaloscopia.
Che mi distingue, tra l’altro dal coronato ereditario, è la sua presunta o paventata islamofilia, niente di più lontano dai miei convincimenti. Concludo questa mia riflessione detronizzando dal ruolo di vindice l’affettato autore.
Con simpatia e trepidazione.
Giorgio, secondo me l’omeopatia è solo una scusa per costruirsi l’immagine mediatica di difensore ambientale, in nome della lotta contro la presunta origine antropica del riscaldamento globale, che è funzionale al fascismo. Leggendo tra le righe, l’autore yankee sostiene che Carlo in realtà punti solo a distruggere un aproccio scientifico ai problemi del mondo, per sostituirlo con una nuova religione acquariana ma condita di fanatismo islamico. Credo ciò possa esser funzionale anche a garantirsi il ruolo di defensor fidei e poter sedere sul trono, cosa che invece secondo me non avverrà. Inoltre la morale dell’integralismo islamico (che però nulla ha a che fare con l’islam in sè) penso sia funzionale ad una società illiberale (vedi Magli e Forcheri sopra), come sosteneva Pim Fortuyn.
Poi è ovvio che la relazione islamismo-occidente è ambivalente, perchè il primo rappresenta l’ultimo pensiero forte che si oppone alla globalizzazione, nel bene e nel male (ma non saprei quale prendere per quale lasciare).
Sugli elefanti, le ricordo che il principe Charles e il padre (colui che vorrebbe re-incarnarsi in un virus per dimezzare la popolazione mondiale) sono soliti ammazzarne parecchi nei loro safari illegali nei parchi potretti dell’africa, spinti dall’esigenza di possedere cadaveri di esseri viventi per potersi sentire “uomini”.
A risentirci, ricambiando la simpatia.
In Piemonte un marocchino ha ucciso la moglie in strada accoltellandola con inaudita violenza (gli ha persino tranciato un dito dalla mano con cui lei cercava di proteggersi).
Dopodichè è andato a prendere la figlia bambina e le ha fatto vedere la madre morta facendole un bel discorsetto.
Ebbene una notizia come questa non è apparsa sulla repubblica, nonostante gliel’avessi segnalata. Devo aggiungere altro ?