Fonte: nicolòbellia.info
L’industrializzazione, fin dal suo inizio, ha prodotto in eccesso rispetto alla domanda.
Il denaro della domanda proviene dalla produzione industriale ed incide per una parte del prezzo dei beni prodotti, quindi non può coprire la produzione.
Fin dall’inizio si è compensato questa scarsezza monetaria con il ricorso al Debito Pubblico, gravato di interessi.
Con il passare del tempo l’incremento degli interessi costringe all’aumento del ricorso periodico al debito.
Dopo un certo periodo di tempo si arriva però al punto che viene meno la convenienza per le Banche Centrali ad erogare ulteriori prestiti, giacché l’inflazione indotta fa perdere al capitale accumulato più di quanto rendono i prestiti.
Questo spiega perché i Governi europei programmano, più che ampliamento della domanda, riduzione delle spese.
Ciò è palesemente recessivo con prospettive economiche dolorose.
Per uscire dall’attuale Crisi occorrerebbe un entusiasmo imprenditoriale come quello che si ebbe dopo la fine della guerra.
Oggi però vi sono degli ostacoli, che allora erano attenuati, quali un fisco asfissiante, una burocrazia paralizzante, una conflittualità sindacale, una scarsezza di domanda estera ed interna e una forte incidenza del Debito Pubblico.
In queste condizioni è impensabile che si possa avere una ripresa.
Il sistema continua a procedere per inerzia, rallentando progressivamente, , sulla sola base della spinta del passato.
Occorre in primo luogo una nuova fiscalità che operi automaticamente e che non si scarichi sui prezzi.
Occorre cioè che i prelievi statali vengano spostati dal Settore Economico alla Massa Monetaria Nazionale, dopo aver convertito tutto il denaro nazionale in forma elettronica, inserito in una Contabilità Nazionale tenuta dallo Stato.
Occorre inoltre istituire una imposta annua dell’8% su tale Massa Monetaria, per ottenere il denaro per le Spese Pubbliche e per il Reddito di Cittadinanza.
Va rilevato che lo spostamento di tutti i prelievi statali – fiscali, previdenziali e quant’altro – dal settore economico a quello monetario, provoca il dimezzamento dei prezzi di mercato, cosicché l’imposta annua dell’8% viene compensata, per i primi 8 anni, dal raddoppio iniziale del potere d’acquisto dei capitali monetari.
Parimenti raddoppierà il potere d’acquisto delle retribuzioni, delle pensioni e di altri redditi.
In secondo luogo occorre istituire un Reddito di Cittadinanza individuale, incondizionato, dalla nascita alla morte, in misura sufficiente per l’acquisto del necessario per una dignitosa sopravvivenza.
La misura di tale Reddito di Cittadinanza è prevedibile inizialmente intorno ai 500 euro mensili, pro capite, che si riceveranno automaticamente nel proprio Conto di Cittadinanza della Contabilità Nazionale.
Periodicamente l’ammontare del Reddito di Cittadinanza sarà modificato, in aumento o diminuzione, in base al risultato della Bilancia Commerciale.
Con ciò la spinta al lavoro non deriverà più dalla paura della miseria, ma dalla vocazione creativa individuale.
Verrà così anche meno la spinta che ha portato alla formazione della burocrazia, cioè di posti di lavoro fittizi, dato che il Settore Economico non poteva dare lavoro a tutti, come voleva l’utopia del passato.
In ogni singola attività lavorativa dovranno incontrarsi due libere convenienze: quella soggettiva e quella sociale di mercato.
Di conseguenza le contrattazioni saranno individuali e spariranno i Sindacati.
Inoltre con la distribuzione mensile del Reddito di Cittadinanza, in aggiunta ad altri ricavi, si creerà un flusso costante di domanda interna di beni che terrà in vita il Settore Produttivo.
La disponibilità certa di denaro consentirà ai Cittadini di pagarsi i Servizi necessari, liberando lo Stato dalle precedenti innaturali incombenze.
La sufficienza dei beni di consumo è assicurata dall’alta produttività dovuta al progresso tecnologico.
Con il Reddito di Cittadinanza si realizzano gli ideali della Rivoluzione Francese: Fratellanza economica; Uguaglianza nelle condizioni di base; Libertà nella gestione della propria vita.
Il futuro sarà un Mondo di Monete Nazionali; solo le merci, e non le monete, circoleranno liberamente e saranno pagate con denaro locale e il denaro ricavato dalle esportazioni sarà impiegato per acquistare, in loco, le merci da importare; con ciò verranno meno le speculazioni finanziarie del passato.
Nicolò Giuseppe Bellia





























Le cose più semplici sono le più difficili da realizzare.
Il mio più grosso cruccio si sostanzia in: perchè l’uomo deve sempre complicarsi la vita?
E’ scontato che il Bellia sia stato pessimista nei suoi calcoli, infatti ha tralasciato d’indicare il costo della contabilità aziendale, quindi la realtà sarebbe migliorativa rispetto alle sue prospettazioni.
L’antropocrazia risponde a tutti i quesiti posti dall’articolo di N.Forcheri pubblicato in data contemporanea.
Buona lettura.
“Con ciò (Reddito di Cittadinanza) la spinta al lavoro non deriverà più dalla paura della miseria, ma dalla vocazione creativa individuale.”
Stando così le cose…chi farà il mestiere dello spazzino? o l’addetto alla manutenzione delle fogne? o …
Sono mansioni assolutamente necessarie alla Comunità, tuttavia non credo siano molte le persone pervase dal desiderio innato di raccogliere la rumenta.
Un’ipotesi per risolvere questo problema potrebbe essere incentivare economicamente lavori … diciamo meno gradevoli.
Comunque l’idea mi piace assai.
Rasiaccio,
non è che l’antropocrazia annulli le regole generali di mercato, rimarranno sempre valide, quindi a maggior richiesta maggior prezzo, potrà succedere che gli operatori ecologici vengano più pagati delle attuali prestazioni d’elite.
Simpaticamente.
Quando ci libereremo dalla grande truffa, spariscono anche tantissimi problemi legati alla speculazione. Non si vedrà l’immondizia odierna, perché non si produrrà per produrre ( allo scopo di soddisfare la dannata speculazione ) ma si produrrà ciò che effettivamente serve e si eliminerà l’eccesso attraverso i metodi biologici ( p.es. con l’aiuto dei microorganismi ) – e questo potrebbe fare in proprio ogni piccolo nucleo “famigliare”.
Dovremmo innanzitutto cercare di non ragionare sempre in base a ciò che abbiamo davanti agli occhi ( e che serve esclusivamente a dividere e a dividerci per “regnare” ), ma ci si deve sforzare a cercare la famosa “terza via” che, ovviamente esiste ed è anche a portata di mano ( o, meglio, “di pensiero” ). Come dice Icke:
la libertà è ad un pensiero da qui…