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Dal sito di Loris Palmerini

Le commissioni tributarie sono incostituzionali

    09 agosto 2010 in Giustizia e diritto, Politica

    Attualmente sono sotto processo perché nel 2007 avrei interotto un “processo tributario”. I giornali del tempo scrissero che avevo invocato il diritto al fisco dello Stato Veneto. Mi diedero dell’estremista lacchè e nostalgico  di Segato, credendo che  l’ideatore dell’autogoverno del popolo veneto fosse stato lui, (eravamo buoni conoscenti o amici ma l’autogoverno fui io a proporlo e a portarlo avanti come adesso).

    Era tutto falso derivante da falsi resoconti DIGOS che ai fatti nemmeno aveva assistito.

    Quel giorno del 2007  avevo invece chiesto che si accertasse che le “commissioni tributarie” sono illegali ed incostituzionali, in quanto giudice “speciale” di epoca fascista che la Costituzione ha abrogato fin dal 1953.  Non avevo nemmeno nominato la parola “veneto” nè altro di simile.

    Il fatto è che sulla base delle Costituzione si potrebbero far invalidare tutti i processi tributari, perché i “giudici” che li presiedono non sono magistrati, pagati dalla controparte, e quel tribunale è stato sciolto, appunto, nel 1953.

    Il Mattino di Padova, su mia richiesta, ha ora pubblicato una articolo dove spiego i punti principali della questione.

    Tuttavia resta il fatto che attualmente sono processato per aver difeso la Costituzione, il primo caso noto della storia italiana, un sintomo della eversione del sistema, una dimostrazione del fatto che il potere in Italia non segue la Costituzione ma logiche di mafia. E non rispetta i diritti umani.

    L’abrogazione delle Commissioni Tributarie costringerà lo Stato a far funzionare bene e velocemente la giustizia ordinaria o amministrativa, altrimenti non potrà raccogliere i soldi delle tasse in tempi ragionevoli.

    Questa battaglia insomma è indispensabile per far valere i diritti dei cittadini contribuenti.

    Sto creando  un movimento trasversale per la giustizia tributaria a cui hanno già aderito il partito del Popolo Veneto “Venetie per l’Autogoverno”. Chiunque abbia avuto una condanna in Commissione Tributaria potrebbe far annullare il verdetto perché incostituzionale, si metta  in contatto con me per i dettagli.

    LE COMMISSIONI TRIBUTARIE

    il mattino di Padova — 27 luglio 2010   pagina 13   sezione: ALTRE

    Gentile direttore,  nel giugno 2007 mi trovavo fra il pubblico della Commissione Tributaria di Padova. Guardavo il processo di un conoscente che aveva fatto ricorso per l’applicazione di alcune leggi: non glielo avevano nemmeno letto e gli rifiutavano perfino la parola. E’ vero che mancava il rappresentante legale, ma non si può negare il diritto di difesa. Insomma un tribunale di Kafka ingiusto e arrogante come quello del 1999 quando un giudice mi sfrattò su richiesta della sua collega di stanza.  Mi prese una reazione di rifiuto e chiesi al “giudice” se essa, come previsto dall’art. 102 della Costituzione, fosse “magistrato ordinario”, a cui è riservata la funzione giudicante. Rispose di essere un “giudice tributario”, quindi non un magistrato ordinario ma “speciale”. Chiesi ancora se la Commissione Tributaria fosse una “sezione specializzata” della giustizia ordinaria o amministrativa come previsto sempre dall’art. 102 della Costituzione. Mi misi proprio a leggere la Costituzione.  E’ veramente inaccettabile, dissi, che dopo oltre mezzo secolo non si rispetti la Costituzione, il rispetto della quale è ancora di più dovuto per coloro che si ergono a giudici. Tutto era illegale, sostenni, e mi opposi alla continuazione del processo e chiesi più volte che si portasse la questione in Corte Costituzionale. Esigevo le garanzie di imparzialità dovute, dunque un processo dentro i tribunali ordinari come previsto dalla Costituzione, con un giudice magistrato ordinario. Insistetti più volte, eventualmente, dissi, avrei denunciato il reato alla polizia. Dopo un po’ la chiamai io stesso ma non mi rispose nemmeno, e però intervenne poco dopo. Dunque tutta la vicenda non aveva nulla a che fare con Popolo veneto contro Stato italiano come ha scritto il mattino del 29 giugno 2007, non è stata nemmeno inquadrata. I fatti sono stati confermati dalla stessa “giudice” tributario il giorno 7 luglio 2010, interrogata nel processo contro di me, e pure l’agente Digos interrogato non li ha negati, tanto più che in realtà non avevano assistito ai fatti seppure mi denunciarono al posto dei poliziotti intervenuti. Credo sia la priva volta che in Italia qualcuno viene processato per aver richiesto il rispetto della Costituzione, ma è così, sono io a venire processato per aver denunciato un reato, è il segno di che cosa è il paese reale. Sono tranquillo perché la registrazione audio di quel giorno conferma tutto, ho chiesto più volte al giudice di metterla agli atti, e la metterò in rete. Quel giorno ho solo difeso il diritto costituzionale dei contribuenti ad un giusto processo, diritto che vale anche quando a venire processato magari è un ladro.  La Costituzione, mettendo le questioni tributarie nella magistratura ordinaria, anche se in sezioni specializzate per materia, impone una giustizia rapidissima in entrambi i casi. Sembra dire: niente giustizia? Niente tasse! Ma poi, i “giudici tributari” sono perfino pagati come dipendenti dal Ministero delle Finanze, quello che ti accusa. E’ ridicolo, e certo non può essere un giudice e un giusto processo, secondo diritti umani. Faremo condannare l’Italia per la violazione dei diritti dei contribuenti e del popolo veneto in Consiglio d’Europa. Loris Palmerini – www.palmerini.net

    4 Commenti a “Come si coarta una nazione”

    • clodoveo:

      bravo Palmerini

    • geniale. Bravo Loris. Nessun giudice che ti appoggia? non mollare

    • Giorgio Andretta:

      clodoveo ed antonio miclavez,
      i complimenti a Palmerini gli ambascierò personalmente, perchè il post è un link, diversamente potete collegarvi al suo sito, già indicato, e testimoniarli direttamente.
      Tanto vi dovevo.

    • andrea bucci:

      Commissione tributaria di Padova? Quindi commissione provinciale suppongo, perchè se fosse una commissione regionale sarebbe a Venezia. Ora… chiedete a un commercialista onesto (se siete fortunati ne troverete qualcuno) o ad un avvocato tributarista cosa ne pensano delle commissioni provinciali e sentirete le peggiori parole.
      In pratica, se ho ben capito: le commissioni provinciali non servono a nulla ed è perfettamente normale che in primo grado si perda. Questo ha un motivo molto pratico. Siccome lo Stato applica il solve et repete nonostante sia incostituzionale (sentenza 21/1961), più il giudizio va avanti per le lunghe più lo Stato incassa, anche se poi sarà costretto a restituire il maltolto.

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