La leggenda vuole che Dio (Geova od Adonai) crei Adamo e da questi Eva; dalla loro “conoscenza” nasca Abele e di conseguenza i figli di Dio.
La stessa, leggenda, recita che uno degli Elohim (per una più icastica significazione del termine rimando al sito http://www.mednat.org/bibbia/eloim.htm) “conosca” Eva e nasca Caino, i figli del mondo.
Sostanzialmente si generano due progenie: una si concretizza nei Gentili, l’altra negli Israeliti.
La vulgata accredita ad Abele la custodia degli armenti, quindi il suo essere è una sorta di dono divino; a Caino la manipolazione della terra, con tutto quello che ne consegue, quindi arti, scienze, mestieri. ecc.,sostanzialmente tutto quello che si conquista da soli.
Questa è l’inimicizia primigenia fra coloro il cui essere è una sorta di dono divino e coloro che si sono conquistati tutto da soli. Abele offriva al divino animali, Caino invece i frutti della terra.
Ma Caino ed Abele erano veramente fratelli?
Lo sarebbero per discendenza matriarcale, ma………
L’Antico Testamento, invece, testimonia nella Genesi che la sorgente è unica, in un inestricabile intreccio genetico.
Delle due versioni qual è l’attendibile?
Dal momento che Israele si dichiara popolo eletto dobbiamo ritenere valida la prima, oppure..?
Qunidi Caino ed Abele non erano fratelli?
I dubbiosi possono sempre consultare l’akasha (termine sanscrito, per una superficiale quanto scarna idea di cosa sia, vedere: http://www.pleias.bravehost.com/Akasha.html).





























Giorgio,
quindi gli Israeliti sarebbero figli di Caino?
Herman Hesse nel suo romanzo DEMIAN parla proprio del MARCHIO DI CAINO come tratto distintivo…
Simone Weil invece sostiene che tale separazione sarebbe avvenuta quando (durante il diluvio) Dio si sarebbe mostrato a Noè nel suo carattere personale e impersonale, ma il figlio Sem non avrebbe accettato tale Rivelazione…
Jacopo,
non do risposte, almeno per il momento.
Ho postato l’articolo interrogativamente per valutare la reazione degli internauti e perchè nauseato di leggere i soliti argomenti, nient’altro che speciosi.
Direi che Simone Veil nel caso del diluvio e di Noe ha preso una cantonata. Ma Simon Veil è davidico?
A rileggerla.
Jacopo,
Hesse in Demian affronta l’argomento dal lato fisionomico, mi sembra pochino per valutare la leggenda in nota.
Ammirare la linea del vestito per risalire alla costellazione atomica della fibra che lo costituisce mi pare un azzardo.